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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Strutture per anziani o lager? Da Facebook l’appello: si finanzi l’assistenza domiciliare

14 Settembre 2013, 14:20pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nDI ANGELA CECERE

Quello delle persone anziane non più autosufficienti è un problema atavico. Si arriva a un punto in cui nessun parente vuole prendersene cura e le affida alle cosiddette strutture residenziali, più comunemente conosciute come ospizi. Il social network face book, per una volta, invece di diffondere violenza si è rivelato uno strumento di sensibilizzazione, grazie alla pagina “Vogliamo l’assistenza domiciliare indiretta in tutta Italia”. Una richiesta che ha più forza, soprattutto dopo gli ultimi casi di maltrattamenti disumani avvenuti a Meta e a Terni. Cosa chiedono i promotori dell’iniziativa? Dal 21 gennaio 2011 vanno avanti con questa finalità: l'assistenza domiciliare indiretta fa risparmiare lo Stato e migliora la vita delle persone non autosufficienti ,con l'indiretta io scelgo l'assistente che voglio e comune/asl pagano. Una cosa che visti gli ultimi casi avvenuti in Italia ai danni degli anziani è sempre più necessaria. I casi di Terni e Napoli denunciati dalla stessa pagina ci fanno domandare quali veri vantaggi si possono ottenere ricoverando gli anziani in strutture che li trattano al pari degli escrementi che producono. UMBRIA E CAMPANIA, OSPIZI LAGER - “I fatti accaduti in Umbria e Campania hanno gettato il paese nello sgomento – si legge nel post promosso alcuni giorni fa - in alcune strutture convenzionate e accreditate persone non autosufficienti venivano abitualmente fatte oggetto di vessazioni di ogni genere ,torturati, presi a morsi e calci ,abbandonati nell'incuria e nel degrado ,chiusi a chiave al buio, lasciati nudi e senza cibo . dobbiamo chiedere a gran voce la cessazione di certe atrocità e adeguate misure di prevenzione” . Per questo motivo l’associazione rilancia la necessità di promuovere l'assistenza domiciliare indiretta e la videosorveglianza h 24. “Ci vogliono controlli senza preavviso – hanno aggiunto- da parte di associazioni, famigliari e cittadini comuni”. Cosa è successo nei due casi specifici? Lo andiamo a vedere immediatamente. CASO TERNI, IL VIDEO CHOC - Le immagini choc sono tutte in questo video della Guardia Di Finanza pubblicato su Youtube. E’ poi il quotidiano on line tuttoggi.info che ci spiega i dettagli dell’operazione. Dalle indagini che sono derivate da queste immagini sono venuti fuori quattro arresti: il primo è toccato al gestore di una residenza per anziani e gli altri tre agli operatori sanitari che vi lavorano. Altri due non devono avvicinarsi invece ai luoghi frequentati abitualmente dagli anziani che dimoravano nella residenza. E non possono comunicare con loro con nessun mezzo. La casa di riposo invece è stata sottoposta a sequestro preventivo con successivo affidamento e custodia alla Usl 2 di Umbria Terni. L’indagine durata tre mesi non è stata facile. Pazienti malati oppure lucidi e coscienti sono stati trattati senza alcun rispetto. Altri operatori, compresa la cuoca, percuotevano gli anziani con schiaffi, strattoni e morsi procurandogli anche delle lesioni. In altri casi tiravano loro i capelli e gli gettavano in faccia l’acqua contenuta nelle brocche o nei bicchieri. Nei casi più gravi facevano il gesto dell’ombrello o altri atti osceni toccando le parti intime. “Ogni minuto una botta in testa, magari leggera – si legge negli atti - ma ripetuta decine di volte per un’ora, un’ora e mezzo, così senza motivo; e non mancava chi, come il gestore di fatto della struttura, impartiva istruzioni di chiudere a chiave, nelle loro stanze, gli ospiti con particolari problematiche comportamentali”. Una malata di Alzheimer è stata addirittura lasciata libera di circolare è scivolata sul pavimento appena lavato rompendosi il femore. Per questo la Procura, insieme alla Guardia di Finanza, ha deciso di intervenire il prima possibile, per evitare ulteriori maltrattamenti, verbali e fisici, lesivi della loro dignità. E magari anche che ci potesse scappare il morto. CASO CAMPANIA - Qui la verifica è stata portata a termine dai carabinieri del Nas di Napoli e la storia ripresa da tutte le principali testate della Campania tra cui Levanteonline.it. E’ stato così che è stata scoperta una vera e propria clinica lager a Meta nei pressi della Costiera Amalfitana. Si tratta di una struttura dal valore complessivo di circa due milioni di euro. Posta sotto sequestro per le gravi condizioni igienico sanitarie e per il profondo degrado in cui versavano ben trentasette disabili affidati alle cure della clinica. L’operatore socio assistenziale che vi lavora ha ricevuto un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per sequestro di persona, maltrattamenti e abbandono di persona incapace ospite della struttura. Il legale rappresentante della residenza socio sanitaria di Meta, il sessantenne G.A. di Cava de Tirreni è ora indagato per i possibili coinvolgimenti. “La situazione riscontrata dai carabinieri del Nas era assolutamente deprimente, con i poveri disabili, con i poveri disabili trovati perlopiù senza alcun indumento, in totale promiscuità, uomini e donne, abbandonati a se stessi - si legge in una nota del Comando Provinciale dei Carabinieri riportata da Levanteonline - più gravi erano le condizioni di una donna che, probabilmente per non dare disturbo a chi doveva assisterla, era stata rinchiusa a chiave all'interno di un bagno e letteralmente immersa negli escrementi, al buio”. Anche il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è congratulata con i carabinieri del Nas e sulla situazione ha dichiarato: “L'iniziativa dei Carabinieri del Nas, a cui va il mio più sentito ringraziamento per l'operazione condotta, serve da spunto per mettere immediatamente in moto una task force per controlli severissimi. Mi dichiaro a disposizione delle autorità sanitarie locali per eventuali azioni a tutela dei trentasette disabili, ancora ospiti della struttura sotto sequestro e si riserva ogni azione contro questi operatori indegni di fare parte del sistema sanitario nazionale. Non si può tollerare che la rete sanitaria abbia tra le proprie fila operatori come quelli che avrebbero dovuto curare i trentasette disabili ospiti della clinica di Meta e che invece li abbandonavano a una raccapricciante segregazione che lede i principi fondamentali di dignità dell'essere umano”. Situazioni degradanti che sarebbero risolvibili con l’assistenza domiciliare che aiuterebbe l’anziano anche a rimanere in contatto affettivo con i suoi familiari. Questi ultimi vorranno questo veramente? Non lo si può sapere.

14.09.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO BOLOGNA, MAXI RISSA "DI CENSO" TRA 250 GIOVANI: ORGANIZZATA SUI SOCIAL NETWORK

14 Settembre 2013, 14:15pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

BOLOGNA, MAXI RISSA "DI CENSO" TRA 250 GIOVANI: ORGANIZZATA SUI SOCIAL NETWORK

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

BOLOGNA - Prima gli insulti e le provocazioni sul social network 'Ask', quindi l'appuntamento in strada nel parco pubblico più frequentato a ridosso del centro di Bologna, i Giardini Margherita, dove ieri nel tardo pomeriggio si sono radunate circa 250 persone, ragazzi tra i 14 e i 18 anni. DUE FAZIONI "DI CENSO" Mentre erano alcune decine quelli che hanno partecipato attivamente alla 'maxi-rissa' che si è creata, fronteggiandosi in due fazioni. Due gruppi che si riassumono nelle categorie 'di censo', nate sul web, di 'Bolobene' e 'Bolofeccia'. Da una parte, in sostanza, i liceali del centro, dall'altra giovani che frequentano istituti tecnici della periferia, tra cui anche stranieri. I carabinieri sono arrivati rapidamente, avvisati da diversi passanti spaventati da quello che stava succedendo. Al loro arrivo la maggior parte dei giovani è fuggita, mentre sono una decina quelli identificati. Non risultano esserci stati feriti in modo grave, ma alcuni contusi con dei lividi. Sono state immediatamente avvisate la Procura ordinaria e quella dei minori. La Procura ha aperto un'inchiesta contro ignoti per rissa aggravata e istigazione a delinquere, intendendo il web come la piazza, benchè virtuale, dove il reato è stato in qualche maniera sollecitato.

LEGGO.IT

14.09.2013.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO GENOVA ​TIR SI RIBALTA SULLA A26: MUOIONO IN DUE, TRAFFICO IN TILT

14 Settembre 2013, 14:11pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Foto archivio

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

GENOVA - Due morti nell'incidente stradale avvenuto poche ore fa sull'A26 a 1 km dal casello di Masone. Lo si apprende da Autostrade per l'Italia. Sul luogo dell'incidente il traffico è ancora bloccato e si sono formati tre chilometri di coda in direzione Gravellona Toce. Autostrade ha istituito l'uscita obbligatoria a Masone. Sul posto sono intervenuti il personale della Direzione 1 Tronco di Genova, le pattuglie della Polizia Stradale e i soccorsi.

LEGGO.IT

14.09.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli, si schianta con la moto per evitare un cane sulla strada: gravissimo

14 Settembre 2013, 14:06pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130914_canenotte1111111.jpg

 

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Napoli. Un ragazzo di 23 anni è ricoverato in gravi condizioni dopo un incidente stradale avvenuto la scorsa notte alle 2.45. Il giovane era alla guida di uno scooter Honda Sh 300: nel tentativo di evitare un cane su una strada di Somma Vesuviana, è finito contro il muro di recinzione di un'abitazione. Il giovane, soccorso dal 118, è stato trasportato al San Giovanni Bosco di Napoli, dove è stato ricoverato in prognosi riservata: le sue condizioni sono gravissime. Con lui viaggiava un ragazzo di 18 anni che si è fratturato il femore ed è stato portato all'ospedale di Nola. Dai primi controlli il documento di guida e di circolazione sono risultati in regola. Il conducente è stato anche sottoposto agli esami dell'alcol e droga i cui esiti arriveranno nelle prossime ore. Sono in corso verifiche per accertare se i due giovani indossavano il casco.

IL MATTINO

14.09.2013.

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CAMPANIA NEWS Sequestrati quattro chili di droga, il blitz tra Ercolano e Torre del Greco

14 Settembre 2013, 13:43pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20130914_caca.jpg

 

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Doppia operazione antidroga dei carabinieri tra Ercolano e Torre del Greco: sotto chiave quattro chilogrammi e mezzo di stupefacenti, tre persone in manette. Il primo blitz è scattato ad Ercolano dove, in via Bosco Catene, i militari hanno smantellato un laboratorio per il confezionamento di dosi di crack, marijuana e cocaina: in manette sono finiti due uomini ritenuti nell'orbita del clan Papale. A Torre del Greco invece un incensurato coltivava piante di cannabis indiana: è stato arrestato e in giornata verrà processato per direttissima.

IL MATTINO

14.09.2013.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA COSTA CONCORDIA, AL VIA LE OPERAZIONI DI ROTAZIONE E RECUPERO. VIDEO

14 Settembre 2013, 13:06pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Inizierà lunedì 16 settembre ,l’operazione di messa in galleggiamento dello scafo della nave da crociera Costa Concordia,  che la sera del 13 gennaio 2012 con a comando il capitano di Meta di Sorrento, Francesco Schettino, naufragò sulla scogliera antistante il porto  dell’Isola del Giglio. Ormai tutto è pronto a meno di ritardi tecnici si potrà senz'altro procedere alla rimozione del relitto. Come affermato dal capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, si tratterà di una operazione di recupero mai eseguita nella storia della navigazione che comporterà una spesa di oltre 600 milioni di euro,tutto a carico di privati, durante la quale si cercherà di ridurre al minimo i disagi per la popolazione dell’isola toscana. Quindi nessuno show mediatico, bensì la fase primaria sarà dedicata al recupero dei due corpi mancanti all’elenco delle 32 vittime della tragedia. Si spera che i loro corpi siano rimasti incastrati nella parte non accessibile della nave e che ora possano finalmente essere recuperati. Il collaudo statico parziale delle opere strutturali temporanee che sono necessarie per la rimozione in sicurezza nella nave è stato ultimato e firmato dall'ingegner Massimo Luschi, dirigente del dipartimento lavori e servizi pubblici della Provincia di Grosseto, incaricato a svolgere questo delicato compito dall'Osservatorio di monitoraggio della Protezione civile nazionale. Circa 200 pagine tra certificazioni sui materiali, schede tecniche, descrizione delle opere strutturali, disegni, schemi e risultati delle prove di carico, che sono state svolte nei mesi scorsi, dal personale specializzato in operazione subacquee. Il collaudo riguarda in particolare le 11 torri e i cavi di acciaio per la tenuta della nave sul lato terra necessari ad evitare pericolosi scivolamenti (ogni torretta regge 1000 tonnellate); le piattaforme lato mare, su cui verra' appoggiata la nave, che sono sott'acqua a circa 30 metri di profondita'; i cassoni ancorati alla Concordia sul lato mare, che verranno riempiti e svuotati d'acqua per garantire un maggiore controllo della nave durante gli spostamenti e per stabilizzarla nel nuovo assetto necessario alla rimozione definitiva. Si stima che per il raddrizzamento del relitto della Concordia, lunga circa 300metri con un dislocamento di 114 mila tonnellate, occorrano all'incirca 10-12 ore. Definire con precisione una tempistica di questo delicato e complesso processo gli attori delle operazioni, ovvero Costa Crociere, Protezione civile e la Titan Micoteri- è difficile poiché si tratta di una operazione senza precedenti per un relitto di queste dimensioni. Il movimento dovrà essere molto lento e soggetto ad un costante controllo. Si sono calcolate tutte le possibilità negative e niente è stato lasciato al caso, sebbene il rischio maggiore potrebbe essere  la tenuta delle strutture che porteranno la nave in assetto verticale. Sei piattaforme, di cui le tre più grandi misurano 35x40 metri e le tre più piccole 15x5, sorrette da 21 pali del diametro di 1,6 metri conficcati nella roccia granitica per una profondità media di 9 metri; 56 catene di cui 22 installate sul lato dritto e che passando sotto il relitto sono ancorate al sistema di raddrizzamento; ciascuna catena misura 58 metri di lunghezza e pesa circa 26 tonnellate. Per favorire la rotazione del relitto sarà fornita una forza di circa 23.800 tonnellate, che dovranno essere sufficienti a far ruotare il gigantesco relitto di circa 65°. Delle oltre 500 persone impiegate nel progetto, circa 120 sono subacquei, circa 60 addetti ai lavori di saldatura o carpenteria metallica, circa 60 tecnici o piloti, circa 60 i 'salvage staff', circa 50 ingegneri, circa 140 membri dell'equipaggio impegnati a bordo dei 30 mezzi navali, circa 10 biologi. Quindi,alle 6 del mattino di lunedì inizierà il cosiddetto parbuckling, cioè la rotazione e il sollevamento del relitto, per riportarlo in posizione verticale. Il momento più critico sarà proprio all'inizio, perché la Concordia deve essere disincagliata dai due speroni di roccia che ne hanno squarciato la carena. L'incognita potrebbe riguardare la capacità della struttura di resistere agli sforzi cui sarà sottoposta. La nave sarà ruotata di 65 gradi rispetto alla sua posizione attuale, con cavi d'acciaio, tentando di non deformare lo scafo per poi poggiarlo sul falso fondale costruito a circa 30 metri di profondità. Un'operazione che dovrebbe durare 10-12 ore. Dopo si verificheranno le condizioni della fiancata rimasta sommersa, si stabilizzerà il relitto e si monteranno i 15 cassoni che ne dovranno assicurare il galleggiamento. La Concordia partirà quindi per il suo ultimo viaggio verso  il porto di Piombino dove dovrebbe essere demolita se le strutture  saranno adeguate,, altrimenti  si valuteranno soluzioni alternative.   –Salvatore Caccaviello  Positanonews. 

 

Fonti:ansa, adnkronos, La Repubblica.

 



Inserito da:
Salvatore Caccaviello









 



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SALERNO E PROVINCIA NEWS Nasce a Salerno il primo spazio terapeutico per l'Alzheimer della provincia

14 Settembre 2013, 12:18pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.cilentonotizie.it/public/images/14092013_assistenza-Alzheimer-_03.jpg
553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE
E’ stato presentato ieri pomeriggio presso la sede del Sisaf in Via La Carnale Alzheimer Salerno, uno spazio terapeutico dove le persone affette dalla patologia possono trovare servizi ed attività di contrasto al processo degenerativo tipico della malattia. Presenti, fra gli altri, il Dottor Pietro Siano, Responsabile della struttura di neuropsicologia clinica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni e Ruggi D'Aragona di Salerno e la responsabile del Centro Sisaf Patrizia Stasi. 

ALZHEIMER SALERNO. Si tratta di un programma rivolto a persone affette da Alzheimer o altre forme di demenza nella fase iniziale o intermedia ed alle loro famiglie. Gli obiettivi primari sono migliorare la qualità della vita dei malati e dei loro cari; potenziare le abilità cognitive e sociali dei malati; offrire supporto nell’affrontare le difficoltà quotidiane prevenendo così l’isolamento delle famiglie. 

I malati saranno coinvolti in attività appositamente studiate sulle loro capacità e finalizzate al mantenimento delle abilità motorie, cognitive, e sociali attraverso attività laboratoriali, stimolazione cognitiva, terapia occupazionale, arte terapia, musicoterapia, psicomotricità e ginnastica dolce. Alle famiglie sono invece riservate consulenza ed orientamento su tematiche legate alla malattia, momenti di confronto e condivisione sulla base di esperienze personali per supportare e sostenere le persone vicine ai malati nella gestione del carico emotivo ed assistenziale. 

Tutto ciò è reso possibile dalla composizione di una equipe eterogenea composta da un neuropsichiatra, uno psicoterapeuta, un terapista della riabilitazione ed un operatore socio sanitario. 

INFORMAZIONI UTILI. Per accedere al programma è prevista una prima visita, previa prenotazione, durante la quale l’equipe valuterà l’inserimento in un gruppo omogeneo per difficoltà ed esigenze. Il servizio, che prevede una spesa minima a fronte del servizio offerto, è attivo lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13 presso la struttura di Via La Carnale. 

Nell’offerta è inserito anche il servizio di trasporto dei malati reso possibile grazie alla donazione di una famiglia salernitana che proprio recentemente ha perso un componente a causa dell’Alzheimer a dimostrazione della grande sensibilità del tessuto sociale che gravita attorno al Sisaf.


Leggi: http://www.cilentonotizie.it/dettaglio/?articolo=nasce-a-salerno-il-primo-spazio-terapeutico-per-l-alzheimer-della-provincia&ID=17497#ixzz2ergZZZuY

CILENTO NOTIZIE

14.09.2013.

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TOSCANA NEWS Nella notte violenta lite al Bimbo's, 3 feriti Un arresto e alcune denunce

14 Settembre 2013, 12:03pm

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Erano le 3.30 quando è scattato l'allarme nella strada, accanto alla rotonda del Cantiere. Nel litigio due persone sono rimaste ferite, una di loro con un'arma da taglio. Qualche ora dopo aggredita nella sua abitazione la mamma di uno dei due contendenti Violenta rissa nella notte in via della Bassata nel locale Bimbo's. Il bilancio è in tutto di tre feriti: tra questi c'è anche la mamma di uno dei due contendenti, aggredita a bastonate nella sua abitazione qualche ora dopo la lite. Una persona è stata arrestata, altre sono state denunciate. Sospesa la licenza del locale. FOTO Il luogo in cui è avvenuta la lite È questo il risultato delle indagini notturne e mattutine. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire cosa sia successo esattamente in via della Bassata. Erano le 3.30 quando è scattato l'allarme nella strada, accanto alla rotonda del Cantiere. Sul posto si sono precipitate due volanti della polizia e altrettante ambulanze della Svs. Nel momento in cui la polizia è arrivata, sul posto c'erano solo due persone. Il primo ferito è stato subito caricato dalla Svs è portato in pronto soccorso per le cure, ma pochi minuti dopo, la stessa ambulanza è dovuta tornare sul posto in via della Bassata per soccorrere un nuovo ferito. Anche quest'ultimo è stato portato in ospedale. In base a quanto appreso, la lite si è scatentata all'interno del locale ed è poi proseguita fuori. Un uomo, a cui era stato impedito di entrare al Bimbos, si è presentato nuovamente all'ingresso: questa volta insieme al cane. Questo gesto ha provocato la reazione di alcuni presenti. Nel giro di pochi minuti i toni si sono accesi finché uno dei tuoi contendenti ha picchiato l'altro, che ha reagito dandogli una coltellata a un fianco. A chiamare aiuto e stato il padre dell'accoltellato. Non si esclude che gli aggressori fossero più di uno. Alle sei poi un ulteriore colpo di scena: la mamma di uno dei due contendenti è stata aggredita a bastonate nella sua abitazione in via della Bassata. Sul posto è intervenuta la Svs che l'ha portata in ospedale. Sono in corso accertamenti.

IL TIRRENO

14.09.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Operai Om davanti cancelli Fiera Levante

14 Settembre 2013, 11:55am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Sventolano striscione: 'Salviamo i lavoratori Om Carrelli' - BARI, - "Salviamo i lavoratori Om carrelli": è scritto su uno striscione di 10 metri esposto da una delegazione di lavoratori dell'azienda - che produceva carrelli elevatori a Bari - davanti all'ingresso della Fiera del Levante dove il premier Enrico Letta sta inaugurando la 77ma edizione. Operai e le loro famiglie sono in presidio permanente davanti ai cancelli della fabbrica: sono in corso da due anni trattative con l'azienda che ha annunciato la chiusura e il licenziamento dei 224 dipendenti.

ANSA

14.09.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS MESSINA Tir in città, sindaco: «Gli armatori privati utilizzino di più il molo di Tremestieri»

14 Settembre 2013, 11:47am

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Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Caronte Tourist: «I camionisti si recano direttamente a San Francesco perché non li controlla nessuno». Ma la polizia ha intensificato le verifiche MESSINA - I bisonti della strada, i tir che ogni giorno attraversano Messina provocando caos nella circolazione stradale, inquinamento acustico e ambientale e incidenti, anche mortali, continuano ad essere uno dei maggiori problemi al centro dell’agenda politica del’amministrazione comunale della città dello Stretto. Il problema persiste nonostante siano stati costruiti negli anni scorsi degli approdi nel rione di Tremestieri collegati direttamente con l’autostrada in modo da evitare l’attraversamento della città da parte dei Tir: ma il molo non ha mai funzionato bene poiché quasi sempre impraticabile, perché insabbiato. In attesa che inizino i lavori per l’ampliamento del porticciolo, i mezzi pesanti continuano quindi a passare per il centro città approdando alla Rada San Francesco. Nei giorni scorsi però, l’amministrazione si è resa conto che per quanto poco praticabile l’utilizzo da parte delle navi degli armatori privati del molo di Tremestieri era comunque minore a quanto consentito e il sindaco Renato Accorinti ha chiesto «il raddoppio del numero di corse da Tremestieri e l’aumento dei controlli da parte della polizia municipale». Poi ha aggiunto: «Ci sarà un tavolo permanente sull’area dello Stretto, si parlerà di continuità territoriale con le deputazioni e i presidenti delle due Regioni. E’ un diritto costituzionale che da sempre è stato calpestato». CARONTE TOURIST - Il gruppo Franza che gestisce le navi Caronte Tourist che collegano la Sicilia con il continente ha però subito replicato, sottolineando che la colpa del passaggio dei Tir nel centro non è colpa loro e aggiungendo: «L’approdo di Tremestieri opera, infatti, ordinariamente da almeno tre anni al 50 per cento. Se in un approdo bisogna far traghettare centinaia di tir e in un altro solo venti, è chiaro che noi mandiamo la nave dove c’è il maggior traffico. Il problema è che i camionisti si recano direttamente a San Francesco perché non li controlla nessuno». La polizia municipale per tutta risposta ha quindi effettuato nei giorni scorsi dei controlli scoprendo in poche ore ben 41 mezzi pesanti approdati alla Rada San Francesco invece che a Tremestieri. TARIFFE ALTE ANCHE PER RESIDENTI - Il sindaco Accorinti ha poi anche chiesto agli armatori privati di diminuire le tariffe almeno per i residenti nell’area dello Stretto sia per quanto riguarda le auto che l’attraversamento a piedi, ma anche in questo caso il gruppo Franza ha replicato di non poter fare niente se non dopo seri impegni istituzionali. «Il discorso della continuità territoriale - ha detto Vincenzo Franza, Ad del gruppo Caronte - richiede un’impostazione generale e complessa che prevede delle forme di compensazione. L’intervento istituzionale, dunque, non può essere limitato alla semplice richiesta alle compagnie». Nonostante quindi l’impegno dell’amministrazione la risoluzione del problema sembra ancora lontana, ma i Comitati dei pendolari e alcune associazioni chiedono una soluzione tempestiva della questione che danneggia migliaia di pendolari dell’area dello Stretto. Gianluca Rossellini

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

14.09.2013.

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