INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Dagli Stati Uniti alla Costiera Amalfitana, un legame che si mantiene saldo grazie allo Sfusato Amalfitano. Lo scorso 13 ottobre il prof. Chrisotofo Aceto, Maestro di Storia alla High School Academy di Milford, ha inviato una lettera a Luigi Aceto di Amalfi in cui, facendo seguito all'articolo comparso sul New York Times lo scorso maggio, si è detto affascinato per la passione della famiglia amalfitana nel portare avanti la propria tradizione contadina.
Il professore tiene un corso denominato "Global Community" dove spiega agli studenti la storia, la morfologia ed usi della Costiera Amalfitana, dei limoni e della famiglia Aceto. Al momento i loro studi sono limitati all'articolo pubblicato sul New York Times lo scorso maggio ed alle poche informazioni che hanno potuto trovare su internet. Il docente, insieme ai suoi saluti, ha voluto inviare alcuni elaborati dei suoi studenti i quali si sono appassionati alla al il Limone e alle coltivazioni.
Nelle prossime settimane da Amalfi sarà inviato al prof. Aceto materiale didattico su cui poter far approfondire ulteriormente con i suoi alunni. L'insegnante, fra l'altro, porta lo stesso cognome degli Aceto amalfitani ma è originario di un altro ceppo di famiglia Aceto che dalla Sicilia si stabilì nel napoletano. La sua famiglia vive ancora a San Sebastiano al Vesuvio dopo che nel secolo scorso i suoi parenti partirono alla volta degli States. Aceto è stato in Costiera anni fa e ne è rimasto profondamente colpito per la manutenzione e situazione morfologica del territorio. Con l'instaurazione di questa corrispondenza si genera un legame destinato sicuramente a durare.
I limoni della Costa d'Amalfi e la famiglia Aceto protagonisti sul New York Times / FOTO
(ANTEPRIMA) Una storia lunga generazioni, un amore straordinario per la propria terra e per la coltura dello Sfusato Amalfitano. La famiglia Aceto è nota per il suo impegno e per la sua passione per quello che è il prodotto simbolo della nostra terra. Arriva anche negli Stati Uniti, sul celebre New York Times, il romanzo di una dedizione tramandata di padre in figlio. Luigi Aceto, per tutti Gigino, racconta dei suoi genitori e dei fratelli: «Probabilmente nelle mie vene al posto del sangue scorre il sugo di limoni» dice orgoglioso ai cronisti americani. Con lui il figlio, Salvatore, parla dell'eredità ricevuta e della missione di trasmetterla, con tutte le difficoltà che la storia ha interposto, a chi seguirà nella discendenza.
Lo Sfusato Amalfitano e il Limoncello con esso prodotto rappresentano le eccellenze di una terra, la Costiera Amalfitana, che non ha, come è noto, saputo sfruttarle a pieno. Complici il carattere diffuso della proprietà terriera, le barriere architettoniche alla meccanizzazione, l'incapacità dei piani agricoli nazionali di rispondere alle esigenze di tutela di realtà piccole, si è assistito al progressivo abbandono dei limoneti, fatte salve poche eccezioni.
La famiglia Aceto è una di queste in grado, ancora oggi, di dare una speranza. E' solo dalla sinergia fra coloro che amano il proprio paese in maniera così pura che può arrivare un rilancio di una specialità che non può essere bistrattata. Puntando sulla qualità, caratteristica sempre richiesta dal mercato, si può e si deve intercettare una fetta differente rispetto ai concorrenti, forti nella produzione di massa ma impossibilitati, come spiega anche Gigino al New York Times, di riprodurre un micro clima unico al mondo.
Storie raccontate oltre oceano come quella odierna sono cartoline fantastiche dall'incredibile impatto, ancor più, probabilmente, dei vari e dispendiosi programmi pubblicitari che nella maggior parte dei casi disattendono le aspettative. Per una volta, grazie alla famiglia Aceto, la stampa internazionale ha modo di parlare in maniera positiva dell'Italia, tralasciando per un giorno le tante contraddizioni e difficoltà del Bel Paese.
FONTE ARTICOLI E FOTO IL VESCOVADO DI RAVELLO DI EMILIANO AMATO