TOSCANA NEWS ANSA.it Toscana Falso cieco percepisce 850 euro al mese per 30 anni Falso cieco percepisce 850 euro al mese per 30 anni Denunciato da Gdf a Sansepolcro, video mentre fa spesa da solo
INSERITO TITOLARE Percepiva un'indennità di 850 euro mensili di accompagnamento per cecità assoluta dal 1985, una trentina d'anni, ma non era cieco: per questo un pensionato di Sansepolcro (Arezzo) è stato denunciato per truffa aggravata ai danni dello Stato dalla Guardia di Finanza. A incastrare definitivamente l'uomo, dopo pedinamenti e appostamenti, sono state le riprese che lo hanno filmato mentre si recava a far compere in un supermercato di Sansepolcro. Le immagini dei finanzieri ritraggono l'anziano mentre cammina evitando ostacoli ravvicinati senza alcun ausilio o accompagnatore in un ambiente esterno non familiare, ovvero mentre sceglie con cura i prodotti da acquistare, osservandone l'etichettatura per poi riporli esattamente al loro posto nello scaffale. I successivi accertamenti tecnici disposti del procuratore della Repubblica di Arezzo Roberto Rossi, hanno confermato l'ipotesi accusatoria della Guardia di Finanza; infatti il consulente tecnico del pubblico ministero ha presentato una relazione secondo cui non si tratta di un caso di cecità assoluta ma di un soggetto ipovedente. Pertanto, a carico del pensionato, che percepisce, oltre all'indennità di accompagnamento in questione anche la pensione di vecchiaia, di invalidità e una rendita vitalizia Inail, è scattata l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato per aver percepito indebitamente nel corso degli anni circa 200.000 euro. Il gip del tribunale di Arezzo, su istanza del pubblico ministero, ha disposto il sequestro preventivo dei beni e delle somme di denaro giacenti sui conti correnti o titoli per l'equivalente di 120.000 euro, pari cioè a quanto sequestrabile. All'uomo è stata anche sequestrata un'auto del valore di 14 mila euro e denaro giacente sui conti correnti a lui intestati.
VideoTruffa a Stato, denunciato falso cieco
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INSERITO DA ANGELA CECERE
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VARESE, - Ha violentato la figlia di 13 anni della sua convivente, che è rimasta incinta in seguito agli abusi subiti. L'uomo, un salvadoregno di 36 anni, è stato arrestato dalla polizia a Gallarate, in provincia di Varese, con l'accusa di violenza sessuale. Gli abusi sarebbero avvenuti nel giorno del compleanno della ragazzina quando, approfittando dell'assenza della madre, l'uomo l'ha minacciata e costretta a subire un rapporto non protetto nella loro casa. La ragazzina non aveva rivelato a nessuno l'accaduto e, per paura di ritorsioni, è rimasta in silenzio anche quando si è accorta di essere rimasta incinta. La madre però si è insospettita per il suo comportamento sempre più introverso, lo scorso 4 novembre l'ha portata in ospedale per una visita e i medici hanno accertato la gravidanza. A quel punto la 13enne ha trovato il coraggio di raccontare alla madre e agli agenti del commissariato di Gallarate gli abusi subiti da parte dell'uomo, che nei giorni precedenti l'aveva minacciata e aveva cercato di convincerla ad attribuire la paternità a un 'fidanzatino' inesistente. Dalle indagini è emerso che l'uomo, giardiniere, con un passato da militare professionista nel Salvador, si comportava da padre-padrone con i familiari, tenuti in un stato di sudditanza psicologica. Il 36enne, quando ha saputo che la figlia della convivente era rimasta incinta, aveva pianificato, inoltre, una fuga negli Stati Uniti, rifugiandosi da suo fratello a Boston. Per questo aveva iniziato ad accumulare denaro. Quando ha saputo che la compagna lo aveva denunciato e si è accorto che la situazione era ormai compromessa si è barricato in casa, minacciando di suicidarsi e compiendo gesti di autolesionismo con un pugnale, fino a quando gli agenti hanno fatto irruzione nell'appartamento e lo hanno arrestato. La ragazzina e la madre sono state portate in una struttura protetta.ANSA
INSERITO DA ELSA COPPA Sarebbero già decine di migliaia i neonati morti in India a causa di un’infezione batterica micidiale che si è rivelata resistente alla maggior parte delle cure con gli antibiotici. A lanciare l’allarme è uno studio condotto da medici indiani e pubblicato sul New York Times, secondo il quale oltre 58mila piccoli sarebbero morti l’anno scorso a causa di questa infezione batterica mortale. Se i risultati dovessero essere confermati si tratterebbe di una vera e propria epidemia letale che potrebbe avere anche conseguenze a livello mondiale. Il batterio killer secondo lo studio per il momento rischia di aggravare ancora di più la già non facile situazione dei neonati in India dove si verifica un terzo delle morti di bambini appena nati nel mondo. L’allarme degli esperti “Ridurre le morti neonatali in India è una delle maggiori priorità di salute pubblica nel mondo. Se le infezioni resistenti continuano a crescere, sarà un disastro non solo per l’India, ma per il mondo intero” ha spiegato Vinod Paul, capo dei pediatri dell’Istituto indiano di scienze mediche. “Cinque anni fa infezioni del genere erano quasi sconosciute. Ora quasi il 100% dei bambini che arrivano da noi ha un’infezione multiresistente ai farmaci” ha confermato Neelam Kler, neonatologo di New Delhi. “L’uso incontrollato degli antibiotici, il pessimo stato igienico e il sovraffollamento, uniti alla mancanza di monitoraggio del problema hanno creato uno tsunami di resistenza agli antibiotici in India che si sta diffondendo in tutto il mondo” ha avvertito Timothy Walsh, microbiologo dell’università di Cardiff. Non si tratta di un allarme ingiustificato visto che gli scienziati hanno già trovato batteri simili a quelli indiani in Paesi lontani come Francia, Giappone, Oman e Stati Uniti. FANPAGE
