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MONTI LATTARI NEWS Circa 300 pedane erano state asportate il 2 dicembre a Santa Maria la Carita' ad una ditta del luogo.

7 Dicembre 2014, 14:05pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA I carabinieri della stazione di Sant'Antonio Abate, nel corso di servizi effettuati per prevenire la raccolta di legname in vista del tradizionale "falò dell'Immacolata", hanno rinvenuto su un appezzamento di terreno abbandonato in via Madonna delle Grazie a Santa Maria la Carita' circa 20 quintali di legna (mobili, infissi, pedane) che erano stati accantonati sul posto da ignoti. Altre 300 pedane di legno, del peso totale di circa 90 quintali, sono state rinvenute in via Petraro a Castellammare di Stabia: erano state asportate il 2 dicembre a Santa Maria la Carita' ad una ditta del luogo. FONTE StabiaChannel.it

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MONTI LATTARI NEWS Lettere ­ Cane abbandonato e ferito salvato dai Vigili Urbani e Vigili del Fuoco

7 Dicembre 2014, 13:55pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA Diversi sono i cani soccorsi dalla Polizia Municipale di Lettere che, grazie all'interessamento delle volontarie attive sul territorio, hanno trovato collocazione in famiglie che li hanno adottati. Nella giornata di oggi, personale della Polizia Municipale di Lettere, guidata dal Comandante Giordano Salvatore, sono intervenuti in Via San Nicola al Castello dove era stato segnalato la presenza di un cane , in serie difficioltà, in un fossato ai margini della strada. Visto il difficile luogo dove si trovava il cane, sono stati fatti intervenire i Vigili del Fuoco di Castellammare di Stabia, che hanno provveduto al recupero del cane, meticcio femmina, che aveva gli arti anteriori feriti. L'animale è stato poi affidato ai veterinari della locale Asl che hanno provveduto al suo ricovero per le immediate cure , adesso in attesa di adozione. Il cane, infatti, non era icrochippato, per cui non è stato individuato chi lo avesse smarrito. Diversi sono i cani soccorsi dalla Polizia Municipale di Lettere che, grazie all'interessamento delle volontarie attive sul territorio, hanno trovato collocazione in famiglie che li hanno adottati.

FONTE StabiaChannel.it

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SALERNO E PROVINCIA NEWS BRUNO DAMIANI DEVE TORNARE IN ITALIA

7 Dicembre 2014, 13:52pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nDI ELSA COPPA "Non è possibile che un cittadino italiano, detenuto in un carcere straniero sulla base di un ordine di arresto internazionale da dieci mesi, ancora non venga estradato". A dirlo oggi, nel suo studio legale, a Salerno, l'avvocato Michele Sarno, difensore di fiducia di Bruno Humberto Damiani De Paula, alias 'brasiliano', arrestato a Bogotà in Colombia, ma non ancora estradato dopo undici mesi dalla cattura e nove dalla richiesta. É accusato di omicidio volontario con l'aggravante del metodo mafioso ed è iscritto nel registro degli indagati per l'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica, nel Salernitano, ucciso il 5 settembre 2010, con nove colpi di pistola. "Noi vogliamo che Damiani torna in Italia come la Procura e le istituzioni giudiziarie tutte - aggiunge il legale - Il mio assistito ha risposto diffusamente nel corso di un ampio interrogatorio e si è detto estraneo all'omicidio. La dimostrazione della sua innocenza è proprio il suo desiderio di tornare in Italia. Lui vuole fare i processi ma per farlo deve rientrare nel nostro Paese". Questa situazione, secondo l'avvocato Sarno, "è paradossale anche perché lui in Colombia non ha commesso alcun reato. Tutto questo provoca un rallentamento dei processi, con un'aggiunta dei costi. Mai come in questa situazione - rimarca Sarno - Procura e Difesa sono sulla stessa posizione spingendo concretamente affinché questo avvenga ma notiamo una forte assenza della politica". Sulle conoscenze di Damiani con il sindaco Vassallo, l'avvocato Sarno ribadisce: "Il mio assistito non lo conosceva".FONTE TVOGGISALERNO

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SALERNO E PROVINCIA NEWS "SCUOLE FANTASMA", CONFISCA PER 6 MILIONI DI EURO VIDEO

7 Dicembre 2014, 13:48pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Agropoli, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Vallo della Lucania – Dott. Giancarlo Grippo – e dal Sostituto Procuratore – Dott. Alfredo Greco, hanno eseguito la confisca disposta dal Tribunale di Salerno – Sezione Misure di Prevenzione – su numerosi beni immobili, veicoli e disponibilità finanziarie intestate a due fratelli, già titolari di istituti scolastici paritari operanti ad Agropoli, Laureana Cilento e Ceraso, giudicati “evasori fiscali abituali”. L’emissione della misura di prevenzione patrimoniale della confisca, a carico dei due soggetti, è giunta al termine del procedimento di prevenzione a loro carico, avviatosi nel 2013, in seguito alla sottoposizione di parte del loro ingente patrimonio immobiliare e finanziario a sequestro anticipatorio, in base alla legislazione contenuta nel nuovo “Codice delle leggi antimafia”. La capillare ricostruzione delle attività delinquenziali dei due soggetti, effettuata dalle Fiamme Gialle di Agropoli, nell’ambito dell’articolato procedimento di prevenzione, ha permesso al Tribunale di rilevare la loro “pericolosità sociale” attuale, alla base dell’emissione nei loro confronti della una misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, per i prossimi due anni. In particolare, è stata sottolineata la propensione a delinquere dei proposti, che hanno candidamente ammesso ai giudici di aver evaso il Fisco in modo sistematico nel corso degli anni, per provare a giustificare l’accumulazione di un ingente patrimonio immobiliare nel Cilento, nonché di investimenti finanziari per 1,7 milioni di Euro, pur avendo annualmente dichiarato redditi nulli o esigui. Gli stessi sono stati qualificati come “delinquenti abituali”, in ragione di plurimi precedenti e pendenze per reati associativi e contro la pubblica amministrazione, gravi reati fiscali e di bancarotta fraudolenta, abusivismo edilizio, abusivo porto di armi, violazione delle prescrizioni di sorveglianza speciale, violazione agli obblighi di dimora e danneggiamento. I due fratelli erano già finiti agli arresti domiciliari nel 2013, al termine delle penetranti investigazioni condotte nell’ambito dell’Operazione “SCUOLE FANTASMA”, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Vallo della Lucania, nell’ambito della quale erano stati denunciate 132 persone, tra cui coordinatori didattici, docenti, assistenti amministrativi e studenti provenienti da diverse Regioni d’Italia, in seguito all’emersione delle reiterate condotte truffaldine ai danni dello Stato e del Ministero dell’Istruzione, realizzate dall’associazione delinquenziale di cui erano a capo, attraverso i due “diplomifici” localizzati in piccoli paesi dell’entroterra cilentano - Laureana Cilento e Ceraso – e sottoposti a sequestro nel 2012 dalle Fiamme Gialle, per porre definitivamente fine alle condotte illecite. Le dieci verifiche fiscali eseguite nei confronti dei titolari delle scuole e delle numerose società ai medesimi riconducibili hanno consentito di quantificare gli ingenti proventi conseguiti da questa vera e propria “industria del falso” organizzata dai due fratelli, con l’emersione di oltre 5 milioni di euro sottratti a tassazione ai fini delle imposte dirette e 3,3 milioni ai fini I.R.A.P., nonché 730.000 Euro di ritenute sulle retribuzioni evase nel periodo 2004-2012. Dal complesso di accertamenti eseguiti è emerso che le loro sistematiche condotte evasive avevano generato un debito nei confronti dell’Erario pari a 5,7 milioni di Euro, che ha peraltro portato alla dichiarazione di fallimento – richiesto d’ufficio dalla Procura di Vallo della Lucania e sentenziato dal locale Tribunale - di due delle tre società riconducibili ai due fratelli, titolari di parità scolastica concessa dall’Ufficio Scolastico Regionale. Le investigazioni patrimoniali condotte dai finanzieri, anche ricorrendo al penetrante strumento delle indagini finanziarie, hanno permesso durante il procedimento di prevenzione di circoscrivere il complesso di beni immobili, automezzi, motoveicoli e disponibilità finanziarie riconducibili ai due fratelli, acquistati con denari di provenienza illecita negli stessi anni in cui i due evasori si erano sottratti sistematicamente al pagamento delle imposte, nonché dei contributi previdenziali ed assistenziali sulle retribuzioni dei docenti e del personale amministrativo assunto negli istituti paritari di cui erano titolari. L’emersione di una evidente “sproporzione” tra i redditi dichiarati ed il patrimonio accumulato per effetto delle attività illecite investigate, valorizzato in oltre 5,6 milioni di Euro ha consentito al Tribunale di Salerno di disporre nei loro confronti la confisca su 17 fabbricati e 6 terreni, conferiti in un fondo patrimoniale alla fine del 2012 per tentare di “proteggerli” dai sequestri, ubicati ad Agropoli, Laureana, Torchiara e Ceraso, tra cui n. 3 casali di pregio, con piscina, appena ristrutturati, e numerosi appartamenti, 4 veicoli e disponibilità finanziarie principalmente investite in polizze assicurative. FONTE TVOGGI SALERNO

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SEZ.SICILIA NEWS Loris aveva i polsi legati. Auto madre 6 minuti vicino a strada Mulino Continua la ricerca dello zainetto del bimbo, anche con gli elicotteri

7 Dicembre 2014, 13:46pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

La tragedia di Andrea Loris (nei riquadri il bimbo e la madre) © ANSA

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA Emergono nuovi dettagli dalle indagini in corso nel Ragusano per la scomparsa e la morte di Loris Stival. Quando è stato ucciso, o poco prima, al bimbo sono stati legati i polsi, in modo da tenergli le mani attaccate l'una all'altra. Gli esami autoptici hanno accertato segni evidenti, provocati probabilmente dalle stesse fascette utilizzate per ucciderlo, solo sulla parte superiore di entrambi i polsi. Due telecamere inoltre riprendono l'auto della madre di Loris, la mattina di sabato 29 novembre, impiegare 9 minuti per percorrere un tratto di strada vicino al Mulino Vecchio, che invece si percorre in 3 minuti. Lo hanno accertato gli investigatori che ora vogliono capire cosa sia accaduto in quei 6 minuti di troppo. Elicotteri di polizia e carabinieri hanno sorvolato le campagne attorno a Santa Croce Camerina nella speranza di individuare dall'alto il punto dove potrebbe essere stato gettato lo zainetto di Loris Stival, il bambino ucciso il 29 novembre scorso e ritrovato in un fosso in contrada Mulino Vecchio. L'ipotesi degli investigatori è infatti che lo zainetto blu con le cinghie gialle sia stato gettato da qualche parte o dall'assassino o da qualcuno che potrebbe averlo aiutato. Il cacciatore: "Siamo sulla strada giusta". Orazio Fidone, che è indagato per atto dovuto per sequestro di persona e omicidio, torna a parlare in piazza e si dice non pentito di avere trovato il corpo: "Sono sereno - dice - lo rifarei". Oggi dice di "sentirsi più sollevato" anche se sostiene di "non aver mai avuto paura di restare impigliato" nella rete delle indagini. L'importante, per il cacciatore è che "i giornalisti separino i due fatti, il paese e quello che è accaduto, perché la nostra è una comunità sana". "Non è stato facile e semplice, soprattutto per la mia famiglia che sta soffrendo maledettamente, ma per fortuna le cose stanno finendo", ha detto Orazio Fidone. "Chiedo ai giornalisti - ha aggiunto - di non andare nelle scuole per non fare subire questo shock tremendo ai bambini creato da questa condizione mediatica. Agli investigatori auguro di venire a capo di tutto nel più breve tempo possibile". "Orazio Fidone ha passato le pene dell'Inferno", ma "sarebbe pronto a rifarlo". Lo ha affermato il legale del 'cacciatore' L'avvocato Pietro Savà, sostenendo che il suo assistito ha "un alibi di ferro". "Diverse persone - aggiunge - possono testimoniare che al momento del delitto era in un altro posto, e lui non ha il bene dell'ubiquità". Il penalista sottolinea che Fidone "non è l'orco e neppure l'assassino", ed è diventato "insopportabile sentire tesi basate sul nulla". "Fidone - aggiunge Savà, non è andato a cercare il bambino direttamente al mulino vecchio, e non lo ha trovato subito, ma dopo diversi giri. Se qualcuno vuole criminalizzare l'intuito lo faccia, ma è sbagliato". Il legale conferma che Fidone "non conosce" né i genitori di Loris né il bambino, ma "soltanto il nonno paterno perché gli aveva fatto dei lavori da idraulico a casa". L'avvocato Savà sottolinea di avere parlato "dopo otto giorni di silenzio per rispetto al dolore della famiglia e al lavoro delle istituzioni". "Devo dare atto alle forze dell'ordine - chiosa il penalista - di avere fatto bene il loro lavoro e di avere sempre rispettato il mio cliente. Anche la Procura, perché nonostante la pressione mediatica ha agito con grande correttezza e pacatezza".ANSA

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SEZ.SICILIA NEWS Denise Pipitone, svolta in indagini: la Procura apre un'inchiesta per omicidio Da un'intercettazione ambientale risalente all'11 ottobre del 2004

7 Dicembre 2014, 13:44pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA Svolta nelle indagini sul caso delle scomparsa della piccola Denise Pipitone. La procura di Marsala ha aperto un'inchiesta per omicidio a seguito dell'intercettazione ambientale dell'11 ottobre 2004 in cui si ascolta un dialogo tra Jessica Pulizzi e la sorella minore Alice. La prima avrebbe detto alla seconda che la loro madre, Anna Corona, ha ucciso Denise.

L'intercettazione
La sorellastra Jessica Pulizzi dice alla sorella minore Alice, mentre è a casa della madre Anna Corona,: "Quanno eramu 'ncasa, a mamma l'ha uccisa a Denise". Alice, di rimando, le chiede: "A mamma l'ha uccisa a Denise?". Jessica: "Tu di sti cosi unn'ha parlari" (non ne devi parlare). Alice: "E' logico".

Procuratore, ascolteremo file registrazione 
Per ora il fascicolo con l'ipotesi di omicidio, aperto dalla procura di Marsala sul caso di Denise Pipitone, è contro ignoti: "Ho chiesto alla corte d'appello di Palermo il file della registrazione - dice il procuratore di Marsala, Alberto Di Pisa - dopo che tre giorni fa ci era stata trasmessa la trascrizione della registrazione". Quella pronunciata da Jessica è una frase isolata e la sua stessa interpretazione è stata contestata dai legali della difesa.

La svolta dalla perizia
L'intercettazione l'ha rivelata davanti alla terza sezione della Corte d'appello di Palermo il perito Massimo Mendolìa, al quale è stato affidato il compito di ascoltare e trascrivere una parte della mole di intercettazioni effettuate dagli inquirenti subito dopo la scomparsa. Quel giorno Alice doveva recarsi in Procura, a Marsala, per essere interrogata. Per il consulente della difesa, però, la decisiva frase che Jessica avrebbe pronunciato non si sente; e l'imputata, assistita dagli avvocati Gioacchino Sbacchi e Fabrizio Torre, quando disse alla sorella "Tu di sti cosi unn'ha parlari" si riferiva ad altro.

Il legale
"La frase che avrebbe pronunciato Jessica - afferma l'avvocato di parte civile Giacomo Frazzitta, legale di Piera Maggio, madre di Denise - è molto inquietante" e sarebbe saltata fuori solo adesso perché appena bisbigliata: è stato possibile ascoltarla e trascriverla - secondo il perito - solo dopo un'opera di filtraggio e pulitura dei nastri magnetici. Alla prossima udienza, il 16 gennaio, sarà ascoltata Alice Pulizzi. Jessica, il 27 giugno 2013, è stata assolta dal Tribunale di Marsala dall'accusa di concorso in sequestro di minorenne "per non aver commesso il fatto". Anche se con la formula del secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale. E cioè per "mancata o insufficiente formazione della prova". Per l'imputata, sorella per parte di padre (Piero Pulizzi) di Denise, i pubblici ministeri Francesca Rago e Sabrina Carmazzi avevano chiesto 15 anni di carcere, il massimo della pena per il reato contestato. Anche Anna Corona, assieme ad altri, era stata indagata per concorso in sequestro, ma su richiesta della Procura il procedimento fu archiviato. ANSA

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Palpeggiava alunne, divieto insegnamento Notificato a insegnante musica Foggia. Prosegue iter penale

7 Dicembre 2014, 13:35pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 © ANSA

10478020 267308300106169 3514890014662351654 nINSERITO DA ELSA COPPA FOGGIA, Il divieto di insegnare è stato disposto dal gip del Tribunale di Foggia Michela Valente nei confronti di un insegnante di musica cinquantenne accusato da due studentesse di violenza sessuale. Il provvedimento è stato notificato all'uomo, docente in un istituto superiore di Foggia, dalla polizia, nelle more del procedimento penale. Il professore è accusato di aver, in più di una circostanza, tentato di circuire le ragazze abbracciandole e toccandole.ANSA

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SEZ. POLITICA ROMA Berlusconi, Flat Tax al 20% per tutti

7 Dicembre 2014, 13:18pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/11/29/eaa472a8e752381b45c8842f3ee07d47.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Imposta al 20% con esenzione totale per i primi 13.000 euro ROMA,  "Nei prossimi giorni depositeremo in Parlamento una proposta di riforma complessiva del nostro sistema di prelievo, introducendo la Flat Tax, l'imposta piatta, uguale per tutti, al 20%, con un'esenzione totale per i primi 13.000 euro di reddito. In 38 Paesi questo sistema funziona benissimo e anche in Italia consentirà a tutti di pagare meno, e renderà più difficile e meno conveniente evadere le tasse". A sostenerlo è il leader di FI Silvio Berlusconi in un'intervista ad "Affari Italiani".

ANSA

07.12.2014.

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CAPRI NEWS Capri-Val di Sole: si rinnova il gemellaggio, al via le manifestazioni natalizie in Piazzetta

7 Dicembre 2014, 13:09pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20141206_img_20141206_193122.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

La pioggia a intermittenza caduta ieri sera in Piazzetta non ha impedito il ripetersi della tradizione con il consueto gemellaggio fra Capri e la Val di Sole. Come accade ogni anno, all’apertura dei festeggiamenti di Natale e Capodanno, una folta delegazione di trentini è sbarcata a Capri, capeggiata dal Presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi, che sul palco ha preso parte al rito dell’accensione delle luminarie e del grande albero ecologico.A fare gli onori di casa il sindaco di Capri Gianni de Martino, il consigliere comunale delegato al turismo Antonino Esposito ed il parroco Don Carmine del Gaudio. Dopo la cerimonia istituzionale, dove le autorità hanno ribadito l’importanza e la profondità del legame che si è instaurato fra le due località, in scena il folklore e la gastronomia, con le specialità della Val di Sole che sono state fatte degustare al folto pubblico presente in piazza. A rappresentare la tradizione caprese le squisite fritture e pizze montanare preparate dagli studenti dell’Istituto Alberghiero coordinati dallo chef Renatino De Gregorio. Ed anche il maestro Gianfranco Vissani, insieme ai fratelli Vertecchi, è sceso in campo per l’occasione, infatti il guru della gastronomia italiana ha scovato un’antica tradizione caprese, quella del forno delle caldarroste, approntato sotto l’arco di Longano, così come accadeva nel secolo scorso, proprio dove ora apre il ristorante l’Altro Vissani.

INFORMATORE POPOLARE

07.12.2014.

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CIOCIARIA NEWS Dopo la tragedia di Roccasecca transenne rimosse in un sottopasso, la denuncia del sindaco

7 Dicembre 2014, 13:03pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilpuntoamezzogiorno.it/wp-content/uploads/2014/12/roccasecca-sottopasso-03.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

“Voglio rivolgere un sentito ringraziamento ai Carabinieri della stazione di Roccasecca, al Corpo dei Vigili del fuoco di Cassino e al personale del 118, per lo spirito di servizio e il forte senso del dovere dimostrato in occasione della tragedia del sottovia. In particolare, mi sento di ringraziare il luogotenente Donato Bottone e l’appuntato Filippo Caporusso che, insieme ai vigili del fuoco e al personale del 118, hanno estratto i corpi dall’auto, purtroppo esanimi, gettandosi nell’acqua. A tutti loro, va il più sentito elogio. Voglio purtroppo, però, rimarcare un episodio accaduto stamattina: durante il giro di servizio del maresciallo della polizia locale, Ercole Marsella, lo stesso ha accertato e verbalizzato lo spostamento della transenna sistemata nei pressi dell’accesso al sottovia di via Campo del Medico, per indicarne il divieto di accesso. La transenna era stata fissata ad entrambi i lati della carreggiata, utilizzando una corda di 25 mt di nylon. Era stato fatto un doppio giro della corda ad ogni versante del transennamento. Il maresciallo ha trovato la corda spezzata, la transenna spostata e non risistemata, provvedendo egli stesso a ripristinare il corretto divieto di transito nel luogo in questione. Nonostante i divieti, nonostante il persistere di condizioni meteo avverse – ancora alle ore 16,30 del pomeriggio di ieri era in atto l’avviso di allerta – e nonostante il Comune abbia messo in atto tutte le opportune e necessarie iniziative di competenza per evitare pericoli, c’è ancora chi si permette tali comportamenti irrispettosi delle regole, sia della legalità che del buon senso e del vivere civile. Per cui raccomando a tutti prudenza e soprattutto di rispettare i segnali e i divieti presenti su alcune nostre strade, chiuse fino a nuova ordinanza”. Giovanni Giorgio – sindaco di Roccasecca.

IL PUNTO A MEZZOGIORNO

07.12.2014.

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