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NEWS ITALIA E DAL MONDO EMMA, LA RAGAZZA CHE FA SESSO CON UN ALBERO. ​"SI CHIAMA TIM, LO AMO E VOGLIO SPOSARLO

2 Aprile 2015, 11:59am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO EMMA, LA RAGAZZA CHE FA SESSO CON UN ALBERO. ​"SI CHIAMA TIM, LO AMO E VOGLIO SPOSARLO
NEWS ITALIA E DAL MONDO EMMA, LA RAGAZZA CHE FA SESSO CON UN ALBERO. ​"SI CHIAMA TIM, LO AMO E VOGLIO SPOSARLO

INSERITO DA ANGELA CECERE "Sono innamorata e vorrei sposare Tim", fin qui niente di strano se non fosse che Emma McCabe, 31 anni, abbia perso la testa per un albero. In un'intervista alla rivista Closer la giovane spiega che dopo tanti rapporti sentimentali falliti è riuscita a trovare la felicità grazie a un albero che ha chiamato Tim. I miei sentimenti - racconta Emma - sono genuini. Ho avuto fidanzati, ma nessuno come Tim. Sono innamorata e vorrei sposarmi. Guardo gli altri alberi, ma non li tocco perché non vorrei tradirlo".
"Il mio albero soddisfa le mie esigenze emotive e sessuali. Raggiungo l'orgasmo attraverso lo sfregamento contro la sua corteccia nuda e mi piace la sensazione delle sue foglie sulla pelle. Faccio sesso con lui ogni settimana, è il migliore che abbia mai fatto".

LEGGO.IT

02.04.2015. 59

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CIVITANOVA, PESCHERECCIO SI RIBALTA IN MARE: DUE MARINAI MORTI, ALTRI DUE DISPERSI

2 Aprile 2015, 11:53am

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NEWS ITALIA E DAL MONDO CIVITANOVA, PESCHERECCIO SI RIBALTA IN MARE: DUE MARINAI MORTI, ALTRI DUE DISPERSI
NEWS ITALIA E DAL MONDO CIVITANOVA, PESCHERECCIO SI RIBALTA IN MARE: DUE MARINAI MORTI, ALTRI DUE DISPERSI

INSERITO DA ANGELA CECERE CIVITANOVA- Grave incidente in mare al largo di Civitanova. Un peschereccio si è rovesciato: due marinai sono morti, due sono dispersi. Altri due sono stati tratti in salvo. Due ambulanze hanno prelevati al porto i due feriti più gravi giunti a Civitanova in condizioni gravissimi, e li hanno portati in ospedale, a Civitanova, e affidati alle cure dei medici: al pronto soccorso sono stati sottoposti a massaggio cardiaco ma sono morti poco dopo. Un sesto marinaio è invece in buone condizioni, ma sotto choc. Il peschereccio, secondo le prime informazioni, si sarebbe rovesciato davanti alla foce del Chienti mentre stava scaricando nella barca le cozze appena pescate. L'incidente è successo questa mattina intorno alle 6 e 30.

LEGGO.IT

02.04.2015. 12.53

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Senigallia, mamma povera abbandona il bebè in ospedale dopo il parto

2 Aprile 2015, 11:43am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Senigallia, mamma povera abbandona il bebè in ospedale dopo il parto
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Senigallia, mamma povera abbandona il bebè in ospedale dopo il parto

INSERITO DA ANGELA CECERE SENIGALLIA - Abbandona il bebè subito dopo la nascita. Succede a Senigallia dove una giovane ha preferito dare in adozione
il figlio appena nato. La decisione in realtà era già stata presa prima del parto ma, come prevede la normativa, è stata formalizzata trascorsi i dieci giorni fissati dalla legge per maturare la difficile scelta. La donna ha quindi fornito il suo verdetto ai sanitari, lasciando il neonato in ospedale per poi essere dimessa.

Come da prassi il personale ha inviato un fax al Tribunale dei minori che dovrà ora cercare una famiglia dove far crescere il piccolo abbandonato dalla madre. Dei due protagonisti si sa poco e, per motivi di privacy, non è stato possibile sapere nemmeno il sesso del neonato che, nel raccontare l'accaduto, definiamo genericamente al maschile ma potrebbe anche essere una bimba.

La madre sarebbe una extracomunitaria in difficoltà economiche che non poteva prendersi cura del figlio. Non volendo interrompere la gravidanza, contraria alla pratica dell'aborto, avrebbe preferito mettere alla luce quell'innocente creatura, sapendo che la legge italiana permette alle neo mamme che non intendono tenere con sé i nascituri, di poter dar loro un futuro tramite l'adozione. La struttura ospedaliera ha tutelato la donna, di cui verrà garantito l'anonimato, e attivato subito le procedure per trovare subito una famiglia al neonato.

IL MATTINO

02.04.2015. 12.43

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Fuori strada con la moto tornando a casa dal lavoro: muore 22enne

2 Aprile 2015, 11:38am

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Fuori strada con la moto tornando a casa dal lavoro: muore 22enne
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Fuori strada con la moto tornando a casa dal lavoro: muore 22enne

INSERITO DA ANGELA CECERE SANTO STINO DI LIVENZA - Si schianta con la moto, muore a 22 anni. Inutili i soccorsi per Gianmarco Brussolo di San Stino che verso le 18.30 in sella alla sua Ducati è uscito di strada mentre percorreva via Gaffaree rientrando dal lavoro.Sul posto sono intrevenuti gli operatori del Suem, che hanno richiesto anche l'intervento dell'elisoccorso, e la polizia locale che ha eseguito i rilievi.

IL MATTINO

02.04.2015. 12.38

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 02.04.2015 A CURA DI ANGELA CECERE

2 Aprile 2015, 11:25am

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 02.04.2015 A CURA DI ANGELA CECERE
ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 02.04.2015 A CURA DI ANGELA CECERE
ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 02.04.2015 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Giovedì, 2 Aprile 2015
S. FRANCESCO DI P.
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Settimana n. 14
Giorni dall'inizio dell'anno: 92/273

A Roma il sole sorge alle 05:51 e tramonta alle 18:36 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 06:01 e tramonta alle 18:52 (ora solare)
Luna: 4.48 (tram.) 16.52 (lev.)

Proverbio del giorno:
Aprile, ogni giorno un barile.

Aforisma del giorno:
Qualche volta s'addormenta anche il buon Omero. (Orazio)

12.25

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 02.04.2015. A CURA DI ANGELA CECERE VIDEO

2 Aprile 2015, 11:11am

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 02.04.2015. A CURA DI ANGELA CECERE VIDEO
SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 02.04.2015. A CURA DI ANGELA CECERE VIDEO

A CURA DI ANGELA CECERE Sempre alta pressione e bel tempo prevalente sull'Italia. Da rilevare più nubi sulle Alpi con piogge e nevicate sui 700/1000 metri circa. Nubi alte ma innocue in transito al mattino sul medio adriatico, e addensamenti con qualche piovasco occasionale sulla Calabria. Venti forti di Maestrale sui Canali delle isole. Temperature massime tra 14 e 20 gradi su tutte le regioni.

NORD

Sempre sole e bel tempo prevalente un po' ovunque eccetto i settori alpini, specie centro-orientali, dove sono presenti nubi diffuse, piogge sparse e anche locali nevicate fino a 700/1000 metri in giornata e verso sera. Temperature massime tra 13 e 19°. Minime abbastanza fresche sui 3/6° sulle pianure, anche vicine allo zero sulle colline alpine e prealpine, fino a 11° sulle coste del genovese.

CENTRO

Sempre bel tempo con sole prevalente ovunque, salvo un passaggio di nubi alte e innocue, specie al mattino, tra l'Abruzzo e il Molise e nubi stratificate sul Sud-Est della Sardegna. Temperature massime più o meno stazionarie intorno ai 15/20°, minime sui 4/9°. Venti ancora forti di Maestrale sulla Sardegna e soprattutto sul Mare e Canale di Sardegna, moderati o forti di Scirocco in Adriatico.

SUD

Bel tempo e sole su gran parte delle regioni, eccetto la Calabria e la Sicilia orientale dove sono presenti più nubi irregolari e qualche debole pioggia sparsa sulla Calabria al mattino. Non mancano tuttavia, ampie schiarite soleggiate anche su questi settori. Molto vento di Maestrale sul Canale di Sicilia. Altrove, venti deboli o moderati da Ovest o da Sud. Temperature massime tra 13 e 21°.

02.04.2015. 12.11

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 02.04.2015. A CURA DI ANGELA CECERE

2 Aprile 2015, 10:24am

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 02.04.2015. A CURA DI ANGELA CECERE
SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 02.04.2015. A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE S. Francesco da Paola, eremita e fondatore (1416-1507)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 26,17-75.
Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: «Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?».
Ed egli rispose: «Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli».
I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici.
Mentre mangiavano disse: «In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà».
Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli: «Sono forse io, Signore?».
Ed egli rispose: «Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà.
Il Figlio dell'uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell'uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell'uomo se non fosse mai nato!».
Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l'hai detto».
Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo».
Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti,
perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati.
Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio».
E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
Allora Gesù disse loro: «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti: Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge,
ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea».
E Pietro gli disse: «Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai».
Gli disse Gesù: «In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte».
E Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli.
Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare».
E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia.
Disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me».
E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».
Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: «Così non siete stati capaci di vegliare un'ora sola con me?
Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole».
E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: «Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà».
E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti.
E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole.
Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: «Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l'ora nella quale il Figlio dell'uomo sarà consegnato in mano ai peccatori.
Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina».
Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo.
Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: «Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!».
E subito si avvicinò a Gesù e disse: «Salve, Rabbì!». E lo baciò.
E Gesù gli disse: «Amico, per questo sei qui!». Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono.
Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio.
Allora Gesù gli disse: «Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada.
Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli?
Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?».
In quello stesso momento Gesù disse alla folla: «Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato.
Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti». Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.
Or quelli che avevano arrestato Gesù, lo condussero dal sommo sacerdote Caifa, presso il quale gia si erano riuniti gli scribi e gli anziani.
Pietro intanto lo aveva seguito da lontano fino al palazzo del sommo sacerdote; ed entrato anche lui, si pose a sedere tra i servi, per vedere la conclusione.
I sommi sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche falsa testimonianza contro Gesù, per condannarlo a morte;
ma non riuscirono a trovarne alcuna, pur essendosi fatti avanti molti falsi testimoni.
Finalmente se ne presentarono due, che affermarono: «Costui ha dichiarato: Posso distruggere il tempio di Dio e ricostruirlo in tre giorni».
Alzatosi il sommo sacerdote gli disse: «Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?».
Ma Gesù taceva. Allora il sommo sacerdote gli disse: «Ti scongiuro, per il Dio vivente, perché ci dica se tu sei il Cristo, il Figlio di Dio».
«Tu l'hai detto, gli rispose Gesù, anzi io vi dico: d'ora innanzi vedrete il Figlio dell'uomo seduto alla destra di Dio, e venire sulle nubi del cielo».
Allora il sommo sacerdote si stracciò le vesti dicendo: «Ha bestemmiato! Perché abbiamo ancora bisogno di testimoni? Ecco, ora avete udito la bestemmia;
che ve ne pare?». E quelli risposero: «E' reo di morte!».
Allora gli sputarono in faccia e lo schiaffeggiarono; altri lo bastonavano,
dicendo: «Indovina, Cristo! Chi è che ti ha percosso?».
Pietro intanto se ne stava seduto fuori, nel cortile. Una serva gli si avvicinò e disse: «Anche tu eri con Gesù, il Galileo!».
Ed egli negò davanti a tutti: «Non capisco che cosa tu voglia dire».
Mentre usciva verso l'atrio, lo vide un'altra serva e disse ai presenti: «Costui era con Gesù, il Nazareno».
Ma egli negò di nuovo giurando: «Non conosco quell'uomo».
Dopo un poco, i presenti gli si accostarono e dissero a Pietro: «Certo anche tu sei di quelli; la tua parlata ti tradisce!».
Allora egli cominciò a imprecare e a giurare: «Non conosco quell'uomo!». E subito un gallo cantò.
E Pietro si ricordò delle parole dette da Gesù: «Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte». E uscito all'aperto, pianse amaramente.

02.04.2015. 11.24

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Sorrento. Corso Italia, auto in sosta sui marciapiedi intralciano il passaggio ai diversabili

1 Aprile 2015, 17:15pm

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Sorrento. Corso Italia, auto in sosta sui marciapiedi intralciano il passaggio ai diversabili

DI MICHELE PAPPACODA Sorrento. Questa mattina intorno alla 12.40 sul Corso Italia diverse macchine sostavano selvaggiamente sui mariciapiedi impedendo il passaggio ai pedoni e ai diversabili, che inevitabilmente erano costretti a passare sulla sede stradale col rischio di essere investiti dalle auto in transito. Un vigile in moto è passato e, pur vedendo la situazione, non si è fermato ed ha proseguito dritto per la sua strada senza nemmeno elevare delle contravvenzioni.

Si allegano foto

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Costiera Amalfitana News Patrizia è stata strangolata, morte risalirebbe a 40-48 ore prima dell'arrivo dei Carabinieri

31 Marzo 2015, 22:01pm

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Inserito da Michele Pappacoda Il Vescovado di Ravello Strangolata. Così è morta Patrizia Attruia. A confermarlo l'esame autoptico del cadavere svoltosi questo pomeriggio presso l'obitorio dell'ospedale di Salerno, diretto dal dottor Giovanni Zotti che, raggiunto telefonicamente dal Vescovado, ha confermato la morte asfittica per strangolamento.

Quattro ore per il prelievo di Dna dalle unghie, la misurazione delle varie ferite al volto e al collo, lo scollamento del cranio, rilievo e comparazione di impronte digitali in collaborazione con i Carabinieri del Ris, presenti anche sul luogo del delitto. Accertato che la donna è stata stretta al collo da due mani, verosimilmente, per sua stessa ammissione, potrebbero essere quelle di Vincenza Dipino,che da venerdì notte si trova in carcere con l'accusa di omicidio preterintenzionale e occultamento di cadavere. Ma ancora non è dato sapere il giorno e l'orario orientativo della morte e soprattutto in quanto tempo dall'aggressione la Attruia sia deceduta. Perché il cadavere sarebbe rimasto in casa molto più tempo di quanto si possa credere.

Si ipotizza tra le 40 e le 48 ore precedenti l'arrivo dei Carabinieri sul luogo del delitto (le 13 e 30 circa di venerdì) e che il corpo fosse stato occultato all'interno della cassapanca non immediatamente subito dopo il decesso. Ad ogni modo saranno i risultati di tutti gli esami effettuati, oggetto di studio per molto tempo ancora, a dire la verità sulle ultime ore di vita della vittima.

Intanto i Carabinieri della stazione di Ravello, coordinati dal comandante Procolo Chiocca, hanno acquisito le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza di una struttura ristorativa sottostante, rivolte in parte sulla via pubblica distante pochissimi metri dal portone d'ingresso dell'abitazione teatro del delitto.

Mercoledì scorso l'ultima volta che Patrizia è stata vista al bar della piazzetta dove ha acquistato le sigarette tra le 21 e 30 e le 22.

Giuseppe Lima, il suo compagno, ha dichiarato di averla vista per l'ultima volta, viva, alle 7 e 30 del giorno seguente, prima di uscire di casa e rientrare in serata. Il cadavere, a detta del Lima, gli è stato mostrato da Vincenza Dipino soltanto intorno a mezzogiorno del venerdì.

Dunque ci sarebbero elementi che non collimano. Agli inquirenti, e soprattutto alla scienza, ora, il compito di stabilire con precisione il momento del decesso e verificare così l'attendibilità delle dichiarazioni della Dipino e del Lima, così da chiudere definitivamente

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Costiera Amalfitana News Incidente a Capo d'Orso, si ribalta auto di turisti stranieri

31 Marzo 2015, 21:49pm

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Inserito da Michele Pappacoda Il Vescovado di Ravello Un'auto si è ribaltata questo pomeriggio sulla strada statale 163 Amalfitana all'altezza di Capo d'Orso. Si tratta di un monovolume a bordo del quale pare viaggiassero una famiglia di turisti di nazionalità straniera.

Con ogni probabilità, a causa del fondo stradale usurato reso viscido dalla pioggia, il conducente avrebbe perso il controllo dell'auto che sarebbe balzata sul cordolo in cemento che separa la sede viaria dalla parete rocciosa.

Un "trampolino" che avrebbe causato il ribaltamento fermatasi al centro della strada su un lato.

Gli occupanti sarebbero usciti illesi dall'abitacolo attraverso il portellone laterale. Inevitabilmente il traffico è andato in tilt con le colonne d'auto formatesi ambo i lati. Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Maiori che hanno rimosso l'auto

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