INSERITO DA MORENA MOTTA Falak Sher si faceva pagare fino a 4mila euro per aiutare connazionali e stranieri a superare l’esame con l’ausilio di microtelecamere. Secondo le prime indagini avrebbe incassato 200mila euro. L'indagine è nata dai controlli stradali della Polizia Stradale di Trento.
CARPI. Finito in manette per essere uno degli organizzatori di un “traffico” di patenti false. Si tratta di Falak Sher, 30 anni, pakistano residente a Carpi. Questi documenti di guida erano acquistati da stranieri che non sanno una parola d’italiano ed erano disposti a pagare tra i 1.500 a 4.000 euro per passare l'esame. Lo facevano con risposte ricevute all'auricolare, perché le domande al computer venivano lette da una microtelecamera camuffata in un bottone della camicia del candidato. A scoprire l'organizzazione, ramificata in tutta Italia, la Polizia Stradale di Trento con cui ha collaborato anche il Commissariato di Carpi. Tre gli arresti, otto le persone ai domiciliari su ordinanza della Procura di Trento. Giro d'affari stimato in 200.000 euro in due mesi.
A servirsi di questo metodo per ottenere la patente come privatisti nelle Motorizzazioni di alcune decine di città italiane, da nord a sud del Paese, erano cittadini originari di Pakistan, Egitto, India e Cina, tra i 20 e i 40 anni, che venivano contattati tramite loro connazionali. Altri, sempre connazionali, erano il terminale al di là dell'auricolare, per leggere le domande d'esame in video, a distanza, e fornire le risposte da un cellulare collegato all'auricolare del candidato. A procurare il materiale elettronico era un egiziano dalla provincia di Bergamo, e pakistani, residenti a Ravenna, Carpi e Brescia, questi ultimi i vertici dell'organizzazione, finiti in carcere con l'accusa di associazione a delinquere e falsità ideologica di certificati o in autorizzazioni amministrative. Si tratta di Zalgham Abbas, 33 anni, Yosk Ali, 27 anni, e, come detto, Falak Sher, residente a Carpi.
In un mese di intercettazioni le patenti così ottenute sono state oltre 50 ed è ancora in corso il lavoro per l'annullamento amministrativo di quelle ottenute, mentre altri candidati sono stati bloccati in flagranza.
Le misure cautelari sono state effettuate da 60 poliziotti della stradale di Trento, Bolzano, Milano, Bologna e Firenze (oltre che in città, come detto, dal commissariato di Carpi), con una serie di perquisizioni che hanno permesso di sequestrare materiale elettronico, registri su cui sono segnate cifre e date, che sono ancora oggetto di verifiche. «Oltre all'annullamento dei titoli ottenuti - hanno spiegato gli inquirenti - resta da verificare la destinazione delle ingenti cifre di denaro ricavate dagli organizzatori e spedite nei loro Paesi di origine, soprattutto in un momento storico come questo. E in ogni caso sappiamo che l'azione penale non si può fermare all'applicazione delle pene, ma deve puntare a recuperare i profitti di azioni fraudolente». «Tutto è iniziato in primavera, tra maggio e giugno - ha spiegato la stradale - quando è stato notato un anomalo flusso di stranieri residenti in altre province italiane che arrivavano a Trento per l'esame. Abbiamo iniziato l'osservazione, poi sono partite le intercettazioni».
«Il pakistano residente a Carpi e arrestato - aggiunge la dirigente del commissariato Emanuela Ori - era già noto alle forze di Polizia in quanto faceva parte di un’organizzazione che procurava illegalmente l’ingresso di cittadini pakistani».
FONTE GAZZETTA DI MODENA
02/08/2015 11:04