NEWS ITALIA E DAL MONDO PUGLIA Mucca pazza, nuovo caso sospetto a Casarano: morto un 60enne
INSERITO DA MORENA MOTTA E' morto in queste ultime ore il 60enne di Giuggianello, residente a Taviano, risultato affetto dal morbo della Mucca pazza e ricoverato per alcuni giorni all’ospedale “Francesco Ferrari” di Casarano.
Si tratta del secondo caso in pochi giorni, dopo quello che sabato scorso ha causato il decesso di una donna di 49 anni, di Parabita: una tragedia che qualche giorno fa ha scosso la comunità e ha provocato preoccupazioni tra la gente. Ma sia per l’uomo di Giuggianello che per la donna di Parabita non si può ancora stabilire con certezza la natura della patologia.
E, in altre parole, se si possa parlare di sindrome della Mucca pazza, cioè della malattia contratta con il consumo di carne bovina infetta o di preparati industriali contaminati che danno poi origine all’encefalopatia spongiforme diventata nota nel 2000 con la diffusione in Inghilterra e le misure disposte l’anno successivo dal ministero della Sanità.
Fra le tante, anche il divieto di consumo delle parti ricavate dalla colonna vertebrale del manzo, le frattaglie, i gangli ed il cervello, innescando le proteste dei commercianti di carni all’ingrosso ed al dettaglio.
Il paziente di Giuggianello era stato dimesso dall’ospedale di Casarano poiché i medici ritenevano che qualsiasi terapia non potesse arrestare questa malattia neurodegenereativa. In altre parole per i medici l'uomo poteva tornare a casa. Oggi, il decesso.
Sull'uomo erano stati effettuati alcuni prelievi per inviarli sia nel laboratorio di Neuropatologia del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Bologna che in quello dell’Istituto superiore di Sanità di Roma.
Nel giro di poco più di un mese arriveranno i risultati che dovranno chiarire soprattutto come il paziente abbia contratto questa patologia. La malattia di “Creutzfeldt-Jakob” si manifesta, infatti, sotto quattro forme: la prima compare come una forma sporadica o episodica, improvvisamente ed inaspettatamente - aveva fatto sapere la Asl con un comunicato diramato domenica dopo il decesso della 49enne di Parabita - in pazienti non a rischio. La seconda viene definita una forma familiare: si contrae a causa di una mutazione del gene che codifica per la proteina prionica. La terza viene chiamata una forma iatrogena: è dovuta a trapianti ed innesti di organi infetti. L’ultima fu scoperta per la prima volta nel 1996: si ritiene che l'uomo possa contrarre la malattia consumando carni di animali infettati con la forma bovina (encefalopatia spongiforme) della malattia. Solo uin quest’ultimo caso di può parlare di sindrome della “mucca pazza”.
Certezze al momento non ce ne sono per i due casi scoperti nel Salento dai medici dell’ospedale di Casarano. Le prime analisi hanno solo detto che si tratta di una forma della malattia di “Mcj”, quale sia è ancora troppo presto per stabilirlo. Intanto il responsabile Alberto Fedele, responsabile del servizio Igiene pubblica della Asl, esclude il pericolo di contagio.
FONTE di Erasmo Marinazzo QUOTIDIANO DI PUGLIA
05/08/2015 14:27
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