CAMPANIA NEWS La Camera di Commercio di Napoli commissariata tra sospetti, indagini e sequestri
INSERITO DA ANGELA CECERE C’è una zona vietata a tutti dentro la sede della Camera di Commercio di Napoli: è quella sulla quale sono stati apposti i sigilli della Procura che, dalla scorsa estate sta indagando su una ipotesi di truffa. C’è un’altra area, virtuale stavolta, della Camera di Commercio, nella quale c’è il caos: è quella nella quale si decidono i destini futuri di una struttura dalla potenza (economica, soprattutto) incredibile. In vista del rinnovo delle cariche si aprono trattative elettorali imprevedibili e impreviste: accordi palesi o nascosti, franchi tiratori, uomini e donne dalle quali può dipendere il destino della poltrona presidenziale, quella dalla quale si governa tutto.
Ripartiamo dall’inizio, ovvero dall’indagine della Procura scaturita da una modesta vicenda di assegnazione di «stand» durante una fiera, e sfociata in una indagine con l’ipotesi di truffa coordinata dai pm Valter Brunetti e Giancarlo Novelli, in forza al pool del procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. Si indaga su finanziamenti destinati a progetti evanescenti, alla formazione, ai giovani, alla lotta alla contraffazione. Ci sono anche particolari imbarazzanti come le rassegne stampa modificate con il computer per dare risalto a eventi inesistenti per ottenere finanziamenti altrimenti inconcedibili.
I nomi sui quali è concentrata l’attenzione della Procura sarebebro una trentina: per adesso tra gli indagati raggiunti da decreti di perquisizione ci sono Raffaele Ottaviano, presidente di Unimpresa Napoli; Paolo Longobardi, presidente nazionale, e suo figlio Vincenzo, che in quest’organo ha la delega a lavoro e contratti. Quest’ultimo ha anche un altro ruolo, dal momento che è anche componente della giunta della Camera di Commercio, in una posizione in cui - in modo ipotetico - potrebbe aver favorito il gruppo di famiglia, nell’approvazione dei progetti. Possibilità escluse dal penalista Giovanni Filosa, che si è sempre detto convinto della possibilità di dimostrare la correttezza della condotta dei suoi assistiti nel corso del seguito del procedimento.
Proprio mentre indagavano su queste vicende, i pm si sono imbattuti negli incartamenti che riguardano il rinnovo delle cariche. Si tratta di assegnare trenta posti nel Consiglio (altri tre sono destinati a sindacati, banche e professionisti) che materialmente vota per l’elezione del Presidente e della Giunta.
IL MATTINO
07.11.2015 13.21
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