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NEWS ITALIA E DAL MONDO CUCINARE FA BENE ALLA SALUTE, IL CIBO FATTO IN CASA È UNO SCUDO ANTI-DIABETE

9 Novembre 2015, 13:41pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO CUCINARE FA BENE ALLA SALUTE, IL CIBO FATTO IN CASA È UNO SCUDO ANTI-DIABETE
NEWS ITALIA E DAL MONDO CUCINARE FA BENE ALLA SALUTE, IL CIBO FATTO IN CASA È UNO SCUDO ANTI-DIABETE

DI ANGELA CECERE Cucinare fa bene alla salute: tiene a bada l'ago della bilancia e il girovita, aiutando a prevenire il diabete di tipo 2 e le patologie cardiovascolari. A promuovere il cibo casalingo è uno studio statunitense presentato a Orlando, in Florida, dove sono in corso le Sessioni scientifiche 2015 dell'American Heart Association. Gli autori hanno calcolato che chi a pranzo e a cena consuma alimenti preparati fra le mura domestiche, anche se è al lavoro o fuori casa, ha un rischio inferiore di sviluppare la malattia del sangue dolce e le sue complicanze. La 'dose' consigliata è pari a circa 11-14 pasti casalinghi a settimana (2 al giorno), fra pranzo e cena. La colazione non è stata presa ancora in considerazione dal team Usa, Geng Zong e colleghi della Harvard T.H. Chan School of Public Health di Boston. I ricercatori hanno analizzato dati relativi a oltre 58 mila infermiere e a più di 41 mila operatori sanitari maschi, coinvolti in studi di follow-up e seguiti per un periodo massimo di 36 anni. Chi consumava cibo cucinato a casa mostrava un rischio inferiore di accumulare chili di troppo e sviluppare sovrappeso o obesità, fattori legati a doppio filo con il pericolo di diabete e malattie di cuore e vasi.

09.11.2015 13.41

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NEWS ITALIA E DAL MONDO 11ENNE GUADAGNA 1500 EURO A SETTIMANA VENDENDO DOLCETTI

9 Novembre 2015, 13:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO  11ENNE GUADAGNA 1500 EURO A SETTIMANA VENDENDO DOLCETTI
NEWS ITALIA E DAL MONDO  11ENNE GUADAGNA 1500 EURO A SETTIMANA VENDENDO DOLCETTI

DI ANGELA CECERE 11enne guadagna 1500 euro a settimana vendendo dolcetti. Il suo nome è Henry Patterson ed è l'imprenditore più giovane del mondo. Henry ha aperto un negozio di dolciumi e vende all'ingrosso a più di 70 compagnie. La sua attività nel business è iniziata 4 anni fa. A 7 anni infatti Henry ha iniziato a vendere letame per una sterlina al sacco. Poi ha iniziato a vendere su eBay oggetti acquistati ai mercatini di beneficenza. Ora il giovane imprenditore ha un suo marchio 'Not Before Tea' che vende, oltre ai dolci, anche borse,vestiti e libri. Il suo primo libro è intitolato 'Pip Gets a Job' e parla di un topo che cerca di rendersi utile nel negozio. L'attività di Henry ha un suo sito web e un canale Youtube.

09.11.2015. 13.37

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ROMA: UCCISO IN CASA MANAGER TEDESCO. IL CADAVERE È STATO SCOPERTO DAI VIGILI DEL FUOCO

9 Novembre 2015, 13:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  ROMA: UCCISO IN CASA MANAGER TEDESCO. IL CADAVERE È STATO SCOPERTO DAI VIGILI DEL FUOCO
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA  ROMA: UCCISO IN CASA MANAGER TEDESCO. IL CADAVERE È STATO SCOPERTO DAI VIGILI DEL FUOCO

DI ANGELA CECEREUn uomo tedesco di 49 anni, O. D., che lavorava in Italia come amministratore delegato di una società di cosmetici, è stato trovato morto in casa nel quartiere San Lorenzo a Roma. Il cadavere è stato scoperto dai vigili del fuoco, allertati per un incendio divampato nella stessa abitazione. L'uomo era riverso a terra in cucina: sul corpo sono state trovate diverse ferite inferte con un corpo contundente. Da una prima analisi sul cadavere, non è escluso neppure che l'uomo sia stato ucciso per strangolamento. L'appartamento è stato trovato completamente a soqquadro. L'incendio, di origine dolosa, è stato appiccato invece nella camera da letto. Secondo indiscrezioni, le indagini si starebbero concentrando nell'ambiente omosessuale.

09.11.2015 13.27

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ANCONA, IL KILLER CON TRE CARICATORI "MA NON VOLEVO SPARARE"

9 Novembre 2015, 13:20pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ANCONA, IL KILLER CON TRE CARICATORI "MA NON VOLEVO SPARARE"
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA ANCONA, IL KILLER CON TRE CARICATORI "MA NON VOLEVO SPARARE"

DI ANGELA CECERE Non volevo uccidere, è lui che mi ha aggredito". Così, Antonio Tagliata, 18 anni, davanti agli inquirenti ha cercato di spiegare quegli otto colpi esplosi contro Roberta Pierini e Fabio Giacconi. Lei morta sul colpo, lui gravissimo in ospedale. Eppure il giovane, presentatosi a casa della fidanzatina per "chiarire", aveva con sé un pistola calibro 9, un caricatore con 15 colpi inserito, altri due pronti e ancora proiettili nelle tasche. Al magistrato, ricorda il Corriere della Sera, ha ripetuto che "non voleva uccidere, che si era procurato la pistola perché il padre della sua fidanzata mi aveva minacciato". Certo è che Antonio Tagliata, per quanto pronto a chiarire e difendere un rapporto sentimentale sgradito ai genitori della fidanzata, si è presentato all'appuntamento mortale equipaggiato come per una guerra. "Ero armato perché ero convinto di morire io", avrebbe ancora detto. Resta ora da capire, al di là di altri aspetti della dinamica della tragedia, come un 18enne si sia procurato la pistola, che aveva la matricola cancellata. Antonio, che si è rasato i capelli, forse proprio durante la fuga, ha detto di averla presa una settimana fa, ma ha dato indicazioni piuttosto vaghe. Non voleva sparare, dice, ma gli otto colpi esplosi sono andati, pare, tutti a segno. Fabio Giacconi è in coma irreversibile. L'uomo, sottufficiale dell'Aeronautica, è ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Torrette ad Ancona. Intanto l'udienza di convalida del fermo del 18enne dovrebbe tenersi martedì, giorno in cui è fissata anche l'autopsia sul cadavere della Pierini. I pm, invece, continuano a raccogliere le testimonianze di vicini e familiari dei Giacconi e di Tagliata. Si cerca di completare il quadro dello scenario in cui è maturato il delitto, scatenato, sembra, dalla contrarietà dei Giacconi alla storia d'amore dei due ragazzi. Al momento Antonio Tagliata è rinchiuso in carcere mentre la 16enne si trova in una comunità protetta.

09.11.2015 13.20

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SEZ. VARIE NEWS CAMMAROTA, UN PIANO PER LE “LUCI D’ARTISTA”

9 Novembre 2015, 13:15pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS CAMMAROTA, UN PIANO PER LE “LUCI D’ARTISTA”

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA “I guasti antichi sulla viabilità e sul traffico veicolare, già nella prima domenica di Luci d’Artista, impongono di provvedere nelle sedi istituzionali competenti a verificare ipotesi di gestione del traffico diverse”.

Così il Consigliere Comunale di Salerno avv. Antonio Cammarota, che stamattina ha protocollato la richiesta urgente di convocazione della Commissione Viabilità con l’Assessore e i Vigili Urbani sul traffico dei week-end di Luci D’Artista: “l’evento è importante e va tutelato, non si può e non si deve ricadere negli stessi errori del passato, tutti ricordano cosa accadde lo scorso anno, con la città fuori controllo, con la gente sequestrata nelle auto e la città ostaggio del traffico, e gravi problemi per l’incolumità pubblica in via Mercanti; bisogna studiare e proporre, nelle sedi che competono, soluzioni anche innovative e coraggiose”.

Le proposte di Cammarota sono quelle “negli atti del Comune di Salerno dal 2010”, ovvero “disporre solo il sabato dalle ore 18 alle 23 la chiusura del centro al traffico per l’area Grand Hotel-Verdi-Carmine, che si percorre a piedi, con una corsia sul lungomare riservata a mezzi di soccorso, autorizzati e navette veloci, alimentando il sapore della festa come a San Matteo o Capodanno e come in tutte le città turistiche, europee o meno, decongestionando traffico veicolare e pedonale; l’alternativa, sotto gli occhi e nei ricordi di tutti, è il caos”.

MARCELLO FESTA TVOGGISALERNO

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SOTTO LE “LUCI” NULLA DI NUOVO

9 Novembre 2015, 13:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI SOTTO LE “LUCI” NULLA DI NUOVO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Luci & Polemiche, polemiche & “luci”. Le due cose vanno di pari passo, impossibile disgiungere. Si accendo le “Luci d’Artista” e come per incanto s’infervora il dibattito come se i venditori abusivi non frequentassero mai la città di Salerno, come se la città fosse per 300 giorni all’anno un modello di viabilità e serenità, come se nei 300 giorni o giù di lì senza Luci Salerno presentasse delle straordinarie eccellenze che, come per incanto, le “Luci” cancellano. Si protesta perchè il centro della città è troppo affollato, ma anche perchè le periferie sono troppo vuote, perchè è impossibile parcheggiare nei fine settimana nel cuore di Salerno, come se fosse facile farlo normalmente, o perchè ci si imbatte in un venditore di calzini! Fuori dal perimetro cittadino le opposizioni indicano Salerno come un esempio da seguire per rivitalizzare il tessuto sociale e finanziario in un momento assai delicato, a Salerno succede il contrario. E’ la solita storia che, puntualmente, si ripete da dieci anni, un classico, un modo come l’altro per fare casino ma nulla di più perchè alla fine, fatte salve rarissime eccezioni, il can can mediatico sulle Luci d’Artista fa bene un po’ a tutti: a chi lo utilizza per fare cassa e a chi lo “utilizza” per fare propaganda. Sarebbe curioso, significativo se, a mò di provocazione di decidesse, per un anno, di sospendere l’iniziativa! Sarebbe bello in quel caso ascoltare le opinioni della gente, dei commercianti, dei politici! Vuoi vedere che tutti si lamenterebbero per l’assenza dell’evento? Al di là di tutto “Luci d’artista” è un carrozzone troppo allettante, attraente, che carica tutto, il bello e il brutto di questa città, le aspettative di chi vorrebbe vederla diversa, proiettata nel futuro in una dimensione completamente diversa rispetto a quella abituale, e chi, invece, vorrebbe in qualche modo fermare il tempo, anzi tornare indietro se possibile, per rivivere una dimensione meno caotica e frenetica.

TVOGGISALERNO

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SCOSSA DI TERREMOTO DI MAGNITUDO 5.3 IN CILE, AL MOMENTO NESSUNA NOTIZIA DI DANNI

9 Novembre 2015, 12:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SCOSSA DI TERREMOTO DI MAGNITUDO 5.3 IN CILE, AL MOMENTO NESSUNA NOTIZIA DI DANNI
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA SCOSSA DI TERREMOTO DI MAGNITUDO 5.3 IN CILE, AL MOMENTO NESSUNA NOTIZIA DI DANNI
  • DI ANGELA CECERE Una scossa di terremoto di magnitudo 5.3 è stata registrata in Cile. L'epicentro è stato localizzato a 95 chilometri a sudovest di San Pedro de Atacama, nella regione di Antofagasta. Lo rende noto l'Istituto geologico statunitense Usgs, che ha collocato l'ipocentro del sisma a una profondità di circa 89 chilometri. Per il momento non si hanno notizie di vittime o danni.

    09.11.2015 12.37

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LUIGI, MORTO A 16 ANNI IN COSTIERA. L'ULTIMO MESSAGGIO SU FACEBOOK: IL RICORDO DI SIMONCELLI

9 Novembre 2015, 12:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LUIGI, MORTO A 16 ANNI IN COSTIERA. L'ULTIMO MESSAGGIO SU FACEBOOK: IL RICORDO DI SIMONCELLI
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LUIGI, MORTO A 16 ANNI IN COSTIERA. L'ULTIMO MESSAGGIO SU FACEBOOK: IL RICORDO DI SIMONCELLI

INSERITO DA ANGELA CECERE Luigi è morto nel giorno del «Gran Premio del secolo» e dell’eterna lotta tra i suoi idoli Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Una breve vita, caratterizzata dall’amore per le moto e per il calcio, quella di Luigi De Rosa (appena 16 anni), conclusasi drammaticamente ieri mattina, sul nastro d’asfalto che collega Castellammare con Vico Equense Luigi stava tornando a casa per vedere in tv l’epilogo dell’appassionante campionato del mondo di Motogp. Pochi giorni fa aveva postato sui social network il suo ricordo per il quarto anniversario della morte del motociclista Marco Simoncelli. Come il campione, anche lui è morto in sella a una moto. «Eri un ragazzo d’oro, dolce, simpatico – lo ricorda così Concetta, una sua amica –. Mi mancheranno i tuoi consigli, il tuo sorriso. Riposa in pace Gigi, ti voglio bene». «Adesso il cielo avrà una nuova stella – scrive Anna – un triste destino ti ha strappato troppo presto alla vita».

LEGGO.IT

09.11.2015 12.27

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi...Dipendente di una ditta di Carpi in vacanza ucciso durante una rapina

9 Novembre 2015, 12:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi...Dipendente di una ditta di Carpi in vacanza ucciso durante una rapina
CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Carpi...Dipendente di una ditta di Carpi in vacanza ucciso durante una rapina

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA CARPI. Un veterinario originario di Chiusdino (Siena) stato ucciso a coltellate durante un tentativo di rapina mentre si trovava in vacanza ad Hammamet in Tunisia. Fabio Atticciati, 56 anni, dipendente di una ditta di Carpi la Filozoo, proprio oggi sarebbe dovuto rientrare a casa. La notizia stata confermata dalla Farnesina.

Secondo quanto riferito, l'omicidio avvenuto mercoled quando il veterinario, ospite di una coppia di francesi da anni suoi amici, sarebbe stato aggredito e ferito a morte con un coltello dopo aver reagito ad un tentativo di furto nel parcheggio di un centro commerciale. La polizia locale avrebbe gi fermato un sospetto. L'uomo da anni lavorava per un'azienda del settore veterinario a Carpi (Modena). A Chiusdino, dove Atticciati era solito tornare spesso, vive l'anziana madre vedova che stata colta da malore appena appresa la notizia

Fonte:Gazzetta di Modena

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA STUPRATA PER ANNI DAL PAPÀ E TRADITA DALLA MADRE CHE LO HA PERDONATO: LA TRAGICA STORIA DI BECKY

9 Novembre 2015, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA STUPRATA PER ANNI DAL PAPÀ E TRADITA DALLA MADRE CHE LO HA PERDONATO: LA TRAGICA STORIA DI BECKY
PRIMO PIANO E ANTEPRIMA STUPRATA PER ANNI DAL PAPÀ E TRADITA DALLA MADRE CHE LO HA PERDONATO: LA TRAGICA STORIA DI BECKY

INSERITO DA ANGELA CECERE Stuprata per quattro anni da suo padre David, tradita da una madre, Mandy, schierata a fianco del marito che pretendeva da lei che perdonasse l'uomo che l'aveva fatta precipitare in un inferno. Becky Herbert, una ragazza di Plymouth che oggi ha 20 anni, non vuole più tornare in quella casa in cui ha vissuto nell'incubo e dove oggi suo padre, uscito nel frattempo dal carcere, è tornato. Una scelta che le è valso un biglietto scritto dalla mamma: «D'ora in poi considerati orfana». Un messaggio choc che si aggiunge all'orrore vissuto in passato. La disperazione. Becky è stata stuprata per quattro anni, quasi ogni notte, da un padre che si infilava nel suo letto e che le diceva, quando lei lo supplicava di non toccarla: «Questo è il nostro piccolo segreto». Un padre che aveva cominciato a palpeggiarla nelle parti intime fin da quando lei aveva appena nove anni con la scusa di voler controllare se stesse crescendo correttamente. Palpeggiamenti che sono sfociati in una serie infinita di stupri da quando Becky aveva 11 anni fino ai 15, quando tentò di impiccarsi. Cresciuta da una madre che seguiva rigidamente i principi religiosi della chiesa evangelica e che le aveva sempre detto che il sesso prima del matrimonio è peccato, aveva il terrore di restare incinta così come di rivelare quello che le succedeva: «Chi crederebbe - pensava - alla parola di una bambina contro quella di un uomo che legge sempre la Bibbia e va in chiesa ogni domenica?». Le violenze. La ragazza subì la prima violenza mentre la madre era al lavoro. «Ero sul letto a giocare con i miei orsacchiotti - racconta Becky - Prima di rendermi conto di quello che stava succedendo, mio padre mi aveva già abbassato i pantaloni. Non capivo che si trattava di uno stupro, ma sapevo che era qualcosa di sbagliato: l'ho pregato di fermarsi, ma lui non mi ha ascoltato. Tremavo. Ho tirato la coperta sopra la mia testa e ho abbracciato il mio orsacchiotto. Da quel giorno, quasi ogni notte mi svegliavo e me lo ritrovavo steso su di me. Lo imploravo di non toccarmi, ma lui andava avanti e mi diceva che era il nostro "piccolo segreto". Ogni volta avrei voluto morire. Un incubo che ha influito su tutti gli aspetti della mia vita. Volevo morire. Un giorno, in un parco giochi, ho preso la mia cravatta per impiccarmi a un cancello. Un'amica mi ha fermata, ma io non ho avuto il coraggio di confessarle cosa si nascondeva dietro la mia disperazione». Il coraggio di raccontare. «Il coraggio è arrivato quando avevo 15 anni - continua Becky - ed ero in vacanza in un campeggio cristiano in Cornovaglia. Stavamo cantando tutti insieme quando all'improvviso sono scoppiata in lacrime e sono corsa via. Un'amica mi ha inseguita, ma io singhiozzavo e non riuscivo a dire a voce quello che avevo in testa, così l'ho scritto su un foglio. La mia amica l'ha fatto vedere a un leader del campo e in poco tempo mi sono ritrovata in una stazione della polizia a raccontare tutta la mia storia». Il ricatto della madre. David Manning, processato con sette capi d'imputazione relativi a reati sessuali, ha confessato e nel 2010 è stato condannato a nove anni, ma è uscito dal carcere quest'anno per buona condotta e gli è stato concesso di tornare a vivere con la moglie e i fratelli di Becky. Prima del 2019, però, per ordine del tribunale non potrà assolutamente entrare in contatto con la figlia. «Quando ho saputo che poteva tornare dove vivono ancora i miei fratelli mi sono sentita arrabbiata come non mai: ho preso a pugni un muro così forte da ritrovarmi con le mani insanguinate. Come può sentirsi sicura mia madre con un pedofilo che vive in casa sua? Inoltre, questo vuol dire che io non posso andare a trovare mia madre, visto che lui è lì. Il pastore della chiesa le ha detto di perdonare papà, che deve amarlo più dei suoi figli, perché noi saremmo presto cresciuti e l'avremmo abbandonata. E lei ha preteso che lo perdonassi anch'io, dicendo che Gesù vuole così, che il passato è passato e che la Bibbia impone il perdono. Mi sono sentita tradita. Ero sbalordita. Il colpo di grazia è arrivato quando il pastore le ha suggerito che avrei potuto aver inventato tutto perché papà era severo. A quel punto ho lasciato la casa. Amo mia madre, ma non posso vivere con lei se pretende che io perdoni mio padre. Non potremo mai avere un rapporto se lei non accetta che non potrò mai perdonarlo. Lei ha scelto il mio stupratore invece di me. Ha scelto l'uomo che mi ha completamente distrutto: ancora oggi mi sveglio in piena notte tremante e sudata per la paura. E oggi come oggi non sono sicura di voler mettere al mondo un bambino dopo aver vissuto sulla mia pelle tutto il male che un bambino può subire». Mandy, dal canto suo, ha scritto a Becky criticandola per aver denunciato il padre «ripescando un episodio doloroso del passato». Ma tra i suoi messaggi ce n'è uno che risulta particolarmente agghiacciante. Quello in cui dice alla figlia: «Considerati un'orfana»

LEGGO.IT

09.11.2015 12.07

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