Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO L’Inps sospende invalidità’ civile a chi non si è presentato alla visita di revisione
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’Inps sospende il trattamento di invalidità a chi non si è presentato alla visita di revisione dal mese di marzo 2015 senza presentare giustificazione.
Saranno sospesi coloro i quali non si sono presentati a convocazioni regolarmente effettuate, mentre nei casi di mancata consegna (indirizzi riportati erroneamente, sconosciuti o insufficienti) saranno controllati nelle sedi territoriali eventuali indirizzi errati o altri errori nella registrazione della banca dati dell’Istituto.
Se l’assenza è stata, invece, giustificata da cause gravi e non è stato possibile comunicarlo tempestivamente alla Commissione medico-legale, i soggetti potranno prendere contatti con la stessa Commissione per fissare un nuovo appuntamento.
Fonte: Inps
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Treni, scompaiono barriere architettoniche e 570 stazioni si adeguano
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Le stazioni italiane diventano più accessibili: diminuiscono le barriere architettoniche e cresce l’assistenza per i disabili. Ferrovie dello Stato inizia finalmente a dare voce a campagne come quella di #Vorreiprendereiltreno lanciata da Iacopo Melio, un giovane disabile che aveva sottolineato come fosse difficile, per chi ha una carrozzina, salire a bordo di un convoglio.
Ferrovie dello Stato ha investito 150 milioni di euro per riqualificare 70 stazioni, alle quali se ne aggiungeranno altre 500 nel 2016 con 120 milioni di euro investiti. Queste le cifre dell’abbattimento delle barriere architettoniche da parte di Ferrovie dello Stato. La riqualificazione delle stazioni comprende: l’innalzamento dei marciapiedi a 55 centimetri per rendere più facile l’entrata e l’uscita dai vagoni a chi ha una sedia a rotelle; il rinnovo dei passaggi pedonali e la realizzazione di nuove rampe di accesso per collegare i binari alla stazione. Della riqualificazione fa parte anche l’installazione e l’attivazione di ascensori, l’adattamento delle stazioni con percorsi e mappe tattili per i non vedenti e l’aggiunta di pensiline nuove. Nelle stazioni saranno installati monitor e impianti di diffusione sonora per dare maggiori informazioni audio-video ai viaggiatori. La riqualificazione delle stazioni riguarda anche le arie d’accesso alla stessa con la realizzazione di parcheggi, rampe e sistemi per facilitare accesso e discesa dalle auto.
Tanti i cantieri già attivi dal Piemonte fino alla Puglia, in nove regioni d’Italia le stazioni si stanno adattando. Fra quelle coinvolte: Torino Porta Nuova, Milano Centrale, Milano Porta Garibaldi, Rho Fiera Expo 2015, Venezia Mestre, Bologna Centrale, Roma Termini, Roma Ostiense, Ciampino. Napoli Centrale e Bari Centrale.
Nelle stazioni cresce anche il servizio di assistenza svolto nelle Sale Blu, secondo Rfi è cresciuto del 18 per cento dal 2014 al 2015 nel periodo compreso fra gennaio e agosto. I dati raccolti da Ferrovie dello Stato riguardano 14 stazioni (Torino Porta Nuova, Milano Centrale, Verona Porta Nuova, Venezia Santa Lucia, Trieste Centrale, Genova Piazza Principe, Bologna Centrale, Firenze Santa Maria Novella, Ancona, Roma Termini, Napoli Centrale, Bari Centrale, Reggio Calabria Centrale e Messina Centrale, Rho Fiera Expo Milano 2015). Da gennaio ad agosto del 2014 gli interventi in stazione sono stati circa 186mila dedicati a persone con mobilità ridotta o disabilità (nello specifico 26,2% disabile deambulanti, 41,5% viaggiatori con sedia a rotelle, 29,6% ipovedenti o non vedenti, 2,4% non udenti o ipoudenti lo 0,3% comitiva di disabili). Quasi la metà degli interventi (il 45%) prevede l’utilizzo del carrello elevatore per entrare o uscire dal treno dei passeggeri con la carrozzina, i clienti di Sale Blu si dicono molto soddisfatti (98% di livello di soddisfazione).
Fonte: Superabile
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Rapporto PIT Salute: costi alti e tempi lunghi
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tempi lunghi e costi elevati con i cittadini costretti ad affidarsi al settore privato: questo in sintesi il rapporto Pit Salute “Sanità pubblica, accesso privato”. La diciottesima edizione del rapporto è stato presentato qualche giorno fa a Roma dal Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva ed è emerso che il Servizio Sanitario Nazionale è sempre meno “vicino” ai cittadini: difficoltà di accesso alle prestazioni, liste d’attesa in aumento, ticket costosi, malasanità, assistenza territoriale in difficoltà e nessun servizio per la salute mentale.
Fra i problemi maggiori sicuramente le liste di attesa, uno dei principali motivi che rendono l’accesso alla sanità pubblica difficile e riguardano spesso esami molto comuni come le ecografie, per le quali spesso si deve aspettare fino a nove mesi. La lunga attesa riguarda anche esami più importanti come TAC, risonanze magnetiche e anche radioterapia e chemioterapia e lo stesso accesso ai farmaci oncologici (si è passati dal 9,4 al 12%).
Il 25% delle segnalazioni al PIT riguarda le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, spesso legate a liste d’attesa (il 58,7%) e ticket (31,4%). I ticket sono per molti un ostacolo all’accesso alle cure e rappresentano un vero e proprio paradosso del nostro sistema sanitario, spesso i cittadini si trovano a dover ricorrere alla sanità privata o a interventi in intra moenia. Secondo Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva, “esiste un problema di accesso alle prestazioni pubbliche” e con il Decreto Appropriatezza e con la revisione del Prontuario Farmaceutico Nazionale si finisce per ridurre ancora le prestazioni garantite dal Servizio Sanitario Nazionale, spostando ancora una volta i costi sulle famiglie”. Con il Ddl sulla responsabilità professionale poi risulterà ancora più difficile per il cittadino accedere al diritto per il risarcimento subito.
I problemi si riscontrano anche negli ospedali o nelle ASL, in queste strutture i problemi riguardano soprattutto le visite specialistiche ed esami di diagnostica. Il 75,4% si lamenta dei servizi ricevuti in ospedale, mentre più della metà si è lamentato dei servizi avuti durante la rete emergenza-urgenza. Anche l’assistenza territoriale compare fra i problemi segnalati, preceduta dalla presunta malpractice. Nel rapporto si parla anche dei tempi di attesa per diagnostica, interventi e specialistica, quest’ultimi preoccupano la maggior parte degli italiani contattati nel sondaggio. I tempi riguardano sia gli esami diagnostici, interventi e visite specialistiche, in Italia si può aspettare fino a 13 mesi per avere una risonanza, 12 mesi per una mammografia e una TAC e 10 per un ecodoppler. Per gli interventi si arriva ad aspettare fino a 24 mesi per un intervento maxillofacciale o per avere una protesi all’anca o mammaria, mentre i mesi sono 20 per una stenosi cervicale o una frattura del quinto metatarso del piede. Per le visite, infine, si possono attendere fino a 13 mesi per una visita dallo psichiatra, 9 per andare dall’oculista, 8 da un cardiologo, 7 da un odontoiatra.
Un altro problema riguarda i ticket, il 42% delle persone contattate ha segnalato di essere poco soddisfatto dai ticket, il 29,3% non ha ottenuto le informazioni corrette. “L’intra moenia e il privato sono i canali normali di accesso alle pratiche sanitarie, di cui si ha bisogno”, come ha sottolineato Aceti. A preoccupare sono, soprattutto, le difficoltà di accedere alle cure oncologiche. Questa è la specializzazione dove si commettono più errori (presunti) nelle diagnosi (il 26%) mentre nelle terapie è l’ortopedia (28,1%). Oltre agli errori, pesano sui pazienti anche i rifiuti, i maggiori sono registrati nell’assistenza sanitaria di base e in quella di visita a domicilio.
Per quanto riguarda, invece, i costi, la maggior parte riguarda i farmaci (il 26,6%), i ticket (21,3%) e le prestazioni intra moenia (18,9%).
Fonte: Cittadinanza Attiva
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Legge stabilità: 70 milioni per alunni disabili
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La legge di Stabilità, approvata qualche giorno fa, ha stanziato 70 milioni per l’autonomia e il diritto allo studio degli studenti disabili. Una decisione che arriva dopo le numerose istanze mosse da diverse associazioni di categoria fra cui FISH, Ledha (Lega per i diritti delle persone con disabilità), FederHand, AIDP (Associazione Italiana per la Direzione del Personale), ANFFAS (Associazione Nazionale Famiglie di persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale) e UICI (Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti).
Con i fondi stanziati si ritorna alla tematica del supporto scolastico lasciato “orfano” – come sottolinea in una nota la FISH – dalla legge del 7 aprile 2014 n° 56. Con questo provvedimento legislativo si era deciso di spostare le competenze delle Province, anche quelle relative alla programmazione scolastica, alle Città metropolitane. L’emendamento del governo ristabilisce queste competenze, come sottolineato dalla deputata PD, Elena Carnevali, componente della commissione Affari Sociali: “Si riordina anche l’attribuzione delle competenze relative all’assistenza scolastica che vengono poste in capo alle Regioni le quali, sulla base delle loro disposizioni legislative, possono trasferire le risorse alle città metropolitane, alle aree vaste o ai Comuni anche in forma associate”. Si pone così fine a una serie di ricorsi al Tar presentati da vari Comuni contro le Province, ristabilendo anche le funzioni delle Province stabilite dalla legge Delrio e “garantendo il mantenimento dei servizi in essere dedicati agli studenti delle scuole secondarie superiori con disabilità”. Di fatto, spetterà alle Regioni l’organizzazione dell’assistenza scolastica per gli alunni disabili.
Già la scorsa estate erano stati stanziati 30 milioni di euro, giudicati poi insufficienti. Il governo aveva poi stanziato la cifra di 50 milioni, ma è stato approvato un subemendamento, firmato fra gli altri dall’onorevole Carnevali, per stanziare ulteriori 20 milioni, provenienti dalla tassazione delle slot machine. Questi non sono gli unici fondi stanziati nella legge di Stabilità, ci sono anche i 90 milioni per la legge “dopo di noi” che si occupa di assicurare un futuro e una giusta emancipazione ai disabili qualora venissero a mancare i genitori.
Soddisfatti sia il governo, nella persona dell’onorevole Carnevali, sia la FISH, in quella del suo presidente Vincenzo Falabella. Per il governo, come ha concluso, Carnevali: “L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità è un punto di forza per realizzare un’esperienza di crescita individuale e sociale che deve essere garantita”. Anche Falabella è soddisfatto dei fondi stanziati dal governo e dal provvedimento che ha riordinato il settore scolastico per gli alunni disabili, ma nel commentare la notizia il presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap sottolinea il peso del lavoro futuro delle Regioni: “Non hanno più scusanti, devono metterci la loro parte. E lo stesso diritto deve essere garantito in modo omogeneo in tutta la Penisola senza discriminazioni né rallentamenti. Su questo vigileremo come abbiamo fatto finora, ricorrendo a tutti gli strumenti e i mezzi a disposizione”.
Fonte: Superabile, FISH
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO La mamma disabile resta intrappolata nell'albergo in fiamme, figlio eroe la salva
INSERITO DA STAFF www.mikivettica.net Nell’inferno dell’incendio che è divampato la notte di Capodanno in un lussuoso albergo di Dubai, ferendo 15 persone ed uccidendone un’altra, c’è una bella storia da raccontare, di una vita salvata e del coraggio dato dall’amore per la propria famiglia. Protagonisti della vicenda sono il giovane 27enne Angus Villar, originario di Saffron Walden, nell’Essex, in Gran Bretagna, e sua madre Barbara, di 64 anni, costretta da una malattia a stare su una sedia a rotelle. Insieme aspettavano lo scoccare della mezzanotte nella loro stanza al 15esimo piano dell’Address Dowtown Hotel quando sono scoppiate le fiamme.
Il ragazzo è riuscito a mettere in salvo la donna disabile portandola sulla schiena e attraversando le fiamme che diventavano sempre più alte alla base dell’edificio, mentre si precipitava rapidamente lungo le scale per poter uscire dall’albergo. Pochi istanti prima, aveva scattato una foto dal balcone della loro stanza per mostrare quanto fossero vicini all’incendio.
“C’erano ovunque persone in preda al panico – ha ricordato Villar -. Sembrava un pandemonio. I corridoi erano pieni di gente che urlava, si spingeva con violenza e si scavalcava l’un l’altra, così l’unica cosa che mi è venuta in mente per salvare mia madre è stata farla alzare dalla sedia a rotelle e portarla a schiena per le scale. Fortunatamente eravamo solo al 15esimo piano, quindi è stato difficile ma non impossibile raggiungere in questo modo l’esterno dell’edificio. Se fossimo stati al 60esimo piano allora sì che avremmo avuto problemi”.
Il giovane ha anche raccontato di non aver udito nessun allarme, ma di aver visto direttamente le fiamme crescere ed avanzare intorno alle 21 ora locale. “C’era grande confusione – ha continuato – e nessuno riusciva a capire cosa stesse succedendo, ma l’unica cosa certa che fuori dal mio balcone c’era solo fumo nero. Anche se si trattava di un hotel a cinque stelle non c’erano le vie d’emergenza necessarie per le persono disabili. Se avessimo aspettato l’aiuto del personale non so se ce l’avremmo mai fatta”.
di Ida Artiaco il Mattino.it
SALERNO E PROVINCIA NEWS Pediatria, effetto «ingolfamento» Pronto soccorso sotto osservazione
INSERITO DA STAFF www.mikivettica.net Primi effetti collaterali degli accorpamenti al Ruggi. Complici anche le normali epidemie invernali, infatti, in concomitanza con la sospensione della pediatria di Mercato San Severino, si registra in questi giorni il pienone di piccoli pazienti nello stesso reparto del presidio di via San Leonardo. Partono domani, nel frattempo, anche le chiusure delle corsie di ginecologia e ostetricia del Santa Maria dell’Olmo di Cava de’ Tirreni e dello stesso Fucito.
SABINO RUSSO IL MATTINO.IT
MONZA E PROVINCIA NEWS Vimercate: un boato nel silenzio, dieci minuti di panico al cinema
INSERITO DA MORENA MOTTA Un boato, la paura. Un rumore forte e improvviso e all’interno della sala cinematrografica si è scatenato il panico. È successo a Vimercate. Spettatori impauriti che si sono catapultati fuori dalla sala, altri che sono rimasti immobilizzati dalla paura. Ma alla fine, fortunatamente, si è trattato solo di uno scherzo di dubbio gusto: qualcuno che aveva fatto scoppiare un petardo all’interno della struttura.
Minuti di terrore intorno all’una al cinema delle Torri Bianche nella notte tra sabato 2 e domenica 3 gennaio. Lo riferiscono due spettatrici che erano presenti in sala, nel pieno del silenzio: durante l’inizio della proiezione del secondo tempo de “Il piccolo principe” si è avvertito un forte boato.
«Un botto fortissimo – raccontano – La maggior parte delle persone si sono alzate in preda al panico. In quel momento io e la mia amica abbiamo raccolto in fretta le nostre cose e stavamo per uscire».
Immediata la telefonata alle forze dell’ordine con l’arrivo tempestivo dei carabinieri del comando di Vimercate. «Sono stati dieci minuti di delirio», continuano. Poi l’allarme è rientrato.
«Ci hanno avvertito che qualcuno aveva lanciato un petardo – aggiungono le spettatrici – Per fortuna nulla di grave, ma in questo momento di alta tensione, anche se probabilmente le Torri Bianche di Vimercate non sono un bersaglio sensibile, quel botto ha fatto scoppiare il terrore in sala».
È accaduto davanti all’ingresso della sala 2: una ventina gli spettatori usciti e poi rientrati per proseguire la visione del film, nel frattempo interrotto per qualche minuto. A quanto risulta non si sono registrati danni o feriti.In corso le indagini per identificare gli autori del gesto.
FONTE IL CITTADINOMB.IT
NEWS ITALIA E DAL MONDO Rieti, scossa di terremoto tra Lazio e Abruzzo
INSERITO DA STAFF www.mikivettica.net Una scossa sismica di magnitudo 2.1 è avvenuta alle 11:33 nella provincia dell'Aquila, al confine tra Abruzzo e Lazio. A rilevarlo è l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vucanologia. L'epicentro della scossa è stata registrata a una decina di chilometri dai Comuni di Massa d'Alba (L'Aquila) e Borgorose (Rieti) ad una profondità di 9 km. Non si registrano danni a cose o persone. IL MATTINO.IT
CAMPANIA NEWS Il Ministero promuove e finanzia il docufilm su Gigione
Inserito da staff www.mikivettica.net «Essere Gigione». Il titolo, situazionista a dir poco, richiama quello di «Essere John Malkovich» («Being John Malkovich»), film del 1999 scritto da Charlie Kaufman e diretto da Spike Jonze, tre nomination ai premi Oscar 2000. E il Mibact gli ha concesso il visto di «interesse culturale». «È un passo irrilevante per l’umanità, ma una conquista significativa per chi ha deciso di supportarmi in questa folle avventura», annuncia su Facebook e non senza (auto)ironia Valerio Vestoso, il regista beneventano, classe 1987, che ha deciso di raccontare con un docufilm il re delle serate di piazza, il signore della «Campagnola» e delle canzoni a doppio e triplo senso che vanno a braccetto con le preghiere per Padre Pio e Papa Francesco, l’alfiere della rural dance.
«Avevo da tempo il pallino di seguire Gigione», racconta Vestoso, che ha lavorato con Ugo Gregoretti e Nello Mascia, «mi affascinava il fatto di utilizzarlo come pretesto per raccontare la provincia. Dopo un po’ di corteggiamenti, lui ha accettato il mio invito. E ha deciso di farsi seguire. Lo sto seguendo da qualche mese e continuerò a farlo per altri sei o sette. Mi incuriosiva capire come si fa a radunare così tanta gente in piazza da trent’anni a questa parte e soprattutto come si fa a suonare live per 170 serate all’anno in un Italia in cui la musica dal vivo latita sempre di più».
Già perché i numeri del fenomeno Gigione sono impressionanti, e duraturi: all’anagrafe Luigi Ciaravola, una balbuzie ben domata, un cappellino a nascondere la calvizia, iniziò a tradurre, si fa per dire, Otis Redding e Madonna in napoletano, poi Maurizio Costanzo lo volle nel suo salotto, incoronandolo imperatore del trash canoro, messaggero della trivial song, re delle sagre. Per i detrattori è il Presley della porchetta e lo Springsteen di Boscoreale, ricordando il paese dov’è nato 68 anni fa. Il suo sound è fintamente naif, pensato apposta per le platee paesane, che lo accolgono come un divo dagli anni Ottanta, quando spopolò con la filastrocca tamarra della «campagnola», quella con tutte «’e cose ’a fora». Incrocio fuori tempo massimo tra gli Squallor e Leone Di Lernia, è uno stakanovista delle feste patronali, accompagnato spesso sul palco dal figlio Jo Donatello e dalla figlia Menayt (in realtà si chiama Filomena, ma fa più chic/trash).
Tra una rima ardita e un lazzo in sintonia ma condito di devozione popolare, la fenomenologia di Gigione è studiata da decenni, senza che nessuno sia riuscito a imitarlo o a venire a capo del suo segreto, anzi del suo culto, che si estende per quasi tutto il Meridione non metropolitano, con forte penetrazione nel Lazio e difficoltà di sfondamento più a Nord. «Lui è consapevole di essere un ottimo imprenditore», spiega Vestoso: «Fa esattamente quello che vuole la gente. È un grande ascoltatore di musica leggera italiana, ma sa che non è quella che piace al suo pubblico, che vuole esattamente quello che lui dà: giri di basso semplici e testi chiaramente molto poco articolati».
Gigione parla di un milione di dischi venduti in trent’anni, «compresa una bella fetta di copie pirata», quasi non si è accorto che ormai i dischi non li compra più nessuno. Ma quel che conta, decisamente più del mezzo milione di visualizzazioni della solita «Campagnola», sono i 700.000 spettatori circa che lo applaudono ogni anni. Non paganti, certo, ma, visto che anno dopo anno la sua agenda di esibizioni non subisce flessioni, vuol dire che gradiscono, eccome. Ora il Mibact dice che un documentario su di lui è «di interesse culturale», il che vuol dire che lo finanzierà anche. Nell’Italietta dei soloni a qualcuno sembrerà uno scandalo. Eppure potrebbe essere utile, oltre che per farsi una bella risata, anche per capire meglio quell’Italia sudista di provincia che noi conosciamo molto poco. Ma Gigione benissimo.
di Federico Vacalebre IL MATTINO
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