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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, la finale sarà Liverpool Siviglia

6 Maggio 2016, 11:35am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Europa League, la finale sarà Liverpool Siviglia

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Europa League, la finale sarà Liverpool-Siviglia. Fuori Villarreal e Shakhtar. Si giocherà a Basilea il 18 maggio, per il Siviglia è la terza finale consecutiva.


Liverpool-Villareal 3-0 nella semifinale di ritorno di Europa League giocata ad Anfield. In virtù della gara d'andata (1-0 per gli spagnoli), i Reds si qualificano per la finale di Basilea.
Reti: 7' 1t. Bruno (at.), 18' st Sturridge, 36' st Lallana.


Siviglia-Shakhtar Donetsk 3-1 nella semifinale di ritorno di Europa League giocata allo Stadio Ramón Sánchez-Pizjuán. In virtù del risultato dell'andata (2-2), gli andalusi si qualificano per la finale di Basilea.
Reti: 9' pt Gameiro, 44' pt Eduardo, 2' st Gameiro, 14' st Mariano.


I RISULTATI


Il Liverpool rompe l'accerchiamento del calcio spagnolo in Europa: sarà l'unica squadra non iberica a giocarsi una finale di Coppa quest'anno. Ci è riuscito, sbaragliando nella semifinale di ritorno di Europa League giocata ad Anfield 3-0 il Villareal, la squadra del 'Sottomarino giallo' a cui la visita nella città dei Beatles non si può dire abbia portato fortuna (è la quarta volta che il suo cammino europeo si ferma in semifinale).


A Basilea, il prossimo 18 maggio troverà il 'solito' Siviglia che ha regolato per 3-1 gli ucraini dello Shakhtar (2-2 all'andata) e per il quale l'ultimo atto dell'Europa League è ormai una consuetudine: è la terza volta di fila, con la beneaugurante premessa che ogni volta che ci è arrivato ha sempre portato la coppa a casa. Se gli andalusi, che avevano chiuso 2-2 nell'andata in Ucraina, partivano con i favori del pronostico, più incerta si prospettava la battaglia di Anfield dove la truppa di Marcelino arrivava forte del golletto di vantaggio di una settimana fa. Finisce 2-0 per i padroni di casa a cui si mette subito tutto bene con un gol, o meglio autogol, dopo appena 7', il raddoppio a metà del secondo tempo di Sturridge e il sigillo di Lallana al 36'.


Agli spagnoli per la verità sarebbe bastato un solo gol per centrare la finale spagnola, ma una sciocchezza di Vctor Ruiz, con tanto di espulsione, subito dopo la seconda rete degli inglesi ha di fatto chiuso i giochi senza che i vari Denis Suarez, Soldado e Bakambu potessero fare nulla per riaprirli. Al Ramón Sánchez-Pizjuán di Siviglia ha invece deciso tutto Kevin Gameiro con una doppietta che ha condannato la squadra di Lucescu che pure grazie a Eduardo sul finire di primo tempo era riuscito a riaprire il match dopo il vantaggio iniziale degli andalusi: per l'attaccante francese 7/o gol in otto match di Europa League.


A chiudere i conti ci ha pensato Mariano Ferreira con un gran tiro dalla distanza al 15' st. Partita intensa e nervosa con l'arbitro che ha forse sorvolato troppo sul nervosismo dei 22 in campo, ma la posta in gioco era davvero alta. Ora gli andalusi sembrano avere le carte in regola per uno storico tris, dopo i trionfi a spese di Benfica (due anni fa ai rigori) e Dnipro (l'anno scorso). Perso Bacca passato al Milan, Unai Emery ha trovato altri protagonisti ma i risultati sono gli stessi. ANSA

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Motogp: Pedrosa davanti in prime libere in Francia, Rossi 5/o Tra loro a Le Mans Lorenzo, Marquez e Dovizioso. Iannone sesto

6 Maggio 2016, 11:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SPORT NEWS E SPORT LOCALE Motogp: Pedrosa davanti in prime libere in Francia, Rossi 5/o Tra loro a Le Mans Lorenzo, Marquez e Dovizioso. Iannone sesto

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Tempi ravvicinati nella prima sessione di prove libere del Gran Premio di motociclismo di Francia, classe MotoGp, con i primi dieci piloti racchiusi in meno di 700 millesimi. Sul circuito di Le Mans, nella Fp1, prima fila virtuale tutta spagnola con Dani Pedrosa (Honda) che in 1'34"042 ha preceduto di appena 44 millesimi il campione del mondo Jorge Lorenzo (Yamaha) e di 281 il compagno di squadra e attuale leader del Mondiale Marc Marquez.
Alle loro spalle, invece, un terzetto tutto italiano: i ducatisti Andrea Dovizioso (+0"301) e Andrea Iannone (+0"447), separati dall'altra Yamaha di Valentino Rossi (+0"410), quinto. Completano la top 10 gli spagnoli Pol Espargaro (Monster Yamaha Tech 3) e Maverick Vinales (Team Suzuki Ecstar), il francese Loris Baz (Avintia Racing, Ducati) e il britannico Cal Crutchlow (Lcr Honda). La seconda sessione è in programma dalle 14:05. ANSA

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CAMPANIA NAPOLI NEWS Caivano,mamma Antonio picchiata in cella Segretario Sappe, due poloziotte ferite in tentativo linciaggio

6 Maggio 2016, 11:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAMPANIA NAPOLI NEWS Caivano,mamma Antonio picchiata in cella Segretario Sappe, due poloziotte ferite in tentativo linciaggio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI, - ''Le detenute del carcere di Pozzuoli hanno picchiato la mamma del piccolo Antonio, vittima del palazzo degli orrori di Caivano'' fa sapere, con una nota, il Sappe, Sindacato autonomo di polizia penitenziaria. ''Solo l'intervento delle poliziotte penitenziarie, due delle quali sono rimaste contuse, ha impedito un linciaggio''. "L'intervento a difesa della detenuta, in carcere per violazione degli arresti domiciliari, è stato tempestivo,rapido, anche se due agenti sono rimaste ferite", dice Donato Capece, segretario del Sappe. ANSA

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CAMPANIA NEWS Alfano, Napoli resta priorità nazionale Entro maggio 616 telecamere e lettori di targhe

6 Maggio 2016, 11:25am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAMPANIA NEWS Alfano, Napoli resta priorità nazionale Entro maggio 616 telecamere e lettori di targhe

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Napoli non è dimenticata né trascurata. Continua ad essere una priorità nazionale". Così il ministro degli Interni Angelino Alfano al termine del vertice durato oltre 4 ore nella prefettura di Napoli, cui hanno partecipato i ministri Orlando e Giannini, il vicepresidente del Csm Legnini ed i vertici delle forze dell'ordine.
Alfano ha parlato di vertice "che non è stato un semplice passaggio liturgico ma un impegno serio". "Oggi abbiamo chiuso il cerchio" ha detto ancora il ministro, che ha ringraziato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca per lo stanziamento di cinque milioni di euro, già deciso nelle scorse settimane, per la riattivazione dell'accensione di telecamere e sensori. "Entro maggio contiamo di avere attivi 616 tra telecamere e lettori di targhe", ha precisato il responsabile del Viminale. ANSA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Giustizia: Morosini (Csm) smentisce intervista 'anti-Renzi' ma Orlando solleva caso. Legnini: "Attacchi inaccettabili"

6 Maggio 2016, 11:16am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Giustizia: Morosini (Csm) smentisce intervista 'anti-Renzi' ma Orlando solleva caso. Legnini: "Attacchi inaccettabili"

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In un clima politico già rovente sul fronte della giustizia e a complicare le cosa arriva anche il 'caso Morosini', scoppiato a seguito di una intervista che il consigliere del Csm smentisce di aver rilasciato al 'Foglio' nei termini riportati dal giornale ma sulla quale si concentra l'attenzione del ministro della Giustizia Andrea Orlando e del vice presidente del Csm Giovanni Legnini.

"Non ho mai rilasciato l'intervista alla cronista del "Foglio". Si è trattato solo di un colloquio informale, presso la sede del CSM, in merito ad un'inchiesta che la giornalista sta facendo su Magistratura democratica". Lo dice in una nota il consigliere del Csm Piergiorgio Morosini, che sostiene:"mi sono state attribuite delle affermazioni che non ho mai fatto e dalle quali prendo con nettezza le distanze. Prima fra tutte quella che dà il titolo all'intervista: non ho mai detto 'Renzi va fermato'". Secondo il Foglio, il consigliere parlando del referendum sulla riforma costituzionale, che vede la sua corrente schierata per il "no" avrebbe detto tra l'altro: "Se passa la riforma costituzionale abbinata all'Italicum il partito di maggioranza potrà decidere da solo i membri della Consulta e del Csm di nomina parlamentare. Renzi farà come Ronald Reagan, una bella infornata autoritaria di giudici della Suprema Corte allineati con il pensiero repubblicano su diritti civili, economia...uno scenario preoccupante".

Il ministro della Giustizia Orlando ha chiesto al vice presidente del Csm Legnini "un incontro formale per un chiarimento" sulla vicenda dell'intervista del consigliere del Csm Piergiorgio Morosini smentita dallo stesso consigliere e pubblicata dal Foglio. "Se alcune di quelle parole risultassero in qualche modo confermate - dice Orlando - sarebbero in aperto contrasto con lo spirito di leale collaborazione che fino a qui ha ispirato i rapporti tra Governo e Csm".

La presa di posizione del Csm - "Sono inaccettabili gli attacchi a esponenti di governo e parlamento. Noi pretendiamo rispetto per le nostre funzioni, ma per farlo dobbiamo prima di tutto assicurare rispetto ai rappresentanti dei poteri dello Stato". Lo ha detto il vice presidente del Csm Giovanni Legnini, nel corso di un dibattito al plenum del Csm, prendendo tuttavia atto della smentita del consigliere Piergiorgio Morosini dell' intervista pubblicata dal Foglio e che conteneva anche un attacco al presidente del Consiglio. Riferendosi agli altri contenuti di quello che lo stesso Morosini ha definito un colloquio informale, che non era assolutamente finalizzato a rendere dichiarazioni pubbliche, Legnini ha anche definito "inacccettabili" i giudizi espressi su alcuni magistrati come il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone e il capo di gabinetto del ministro della Giustizia Giovanni Melillo. Ma soprattutto ha annunciato che riferirà il dibattito in plenum al capo dello Stato che del Csm è il presidente.

Morosini, sono ferito - "La vicenda mi ferisce perché mi sono state attribuite frasi incomplete, parole che non ho detto e che travisano un colloquio informale, che era partito con la premessa da parte mia che non si trattava di dichiarazioni pubbliche". Così durante il plenum il consigliere del Csm Piergiorgio Morosini è tornato sull'intervista, da lui smentita, pubblicata dal Foglio. Morosini ha ribadito di non aver mai detto in particolare che "Renzi va fermato" come sostiene il titolo: "non sono legittimato a farlo, non penso nemmeno di poter proferire una frase di questa natura perché non spetta a me". ANSA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quaranta anni fa il terremoto in Friuli: quando l'Orcolat si risvegliò Territorio distrutto, poi la rinascita che resta esempio di efficienza

6 Maggio 2016, 11:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Quaranta anni fa il terremoto in Friuli: quando l'Orcolat si risvegliò Territorio distrutto, poi la rinascita che resta esempio di efficienza

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Faceva caldo, molto caldo quella sera del 6 maggio 1976. Un caldo soffocante e quasi assurdo per la stagione. Poi, erano da poco passate le 21, la terra tremò e per il Friuli nulla fu più come prima. In pochi secondi un mondo, un modo di vivere, una cultura, un'intera comunità vennero spazzate via. Ma sul momento non si capì. Qualcuno pensava a un bombardamento, altri a scoppi di depositi di qualche polveriera della zona. Insomma non era chiaro.

D'improvviso le comunicazioni si interruppero, le linee erano sovraccariche, e a dialogare con i 'presenti sui posti' furono solo i radioamatori. ''Qui è tutto un polverone, si sentono grida in lontananza... non capiamo, forse c'è stato un terremoto''. Queste furono le primissime dichiarazioni degli autotrasportatori che passavano nelle zone di Venzone, Gemona, Osoppo. E la notte non aiutava.

Si era risvegliato l'Orcolat (l'orco, come da queste parti viene soprannominato il terremoto) e in pochi secondi si era trascinato tutto con sé.
In assenza di comunicazioni ufficiali ci si doveva basare sui telegiornali della sera. Tutti davanti ai televisori: ''c'è stato un terremoto in Friuli. Forse ci sono alcuni morti...". Solo alle prime luci del mattino dopo fu chiaro il quadro. Ovunque distruzione, ovunque case crollate, ovunque morte. Il terremoto aveva squassato il Friuli. E subito partì la solidarietà.
In quei giorni protagonisti furono in primo luogo i giovani friulani che a centinaia partirono per i luoghi colpiti dal sisma nel tentativo di salvare qualche vita umana. Si formarono delle squadre coordinate sul posto dai sindaci, dai Vigili del fuoco e dagli alpini della Julia che intanto si erano subito mobilitati per organizzare delle tendopoli per la notte e per quelle successive. Nei paesi più colpiti dalle scosse furono salvate vite umane, grazie al lavoro - a mani nude - di tantissimi 'angeli'.

Subito cominciò l'opera di smassamento di quello che restava delle case, dei fienili, delle stalle. Solo nel pomeriggio del 7 lo Stato arrivò con Giuseppe Zamberletti subito nominato commissario straordinario dal presidente del Consiglio Aldo Moro. E' storia nota. Sul campo rimasero quasi mille morti e un terzo della regione Friuli Venezia Giulia devastato. Alla classe politica si parava innanzi un compito immane: salvare quante più vite possibile nell'immediato, pensare all'emergenza e poi alla ricostruzione. Ma non era finita. Se la scossa del 6 maggio fu quella che mise in ginocchio il Friuli, il colpo di grazia doveva arrivare con le scosse di settembre che completarono la distruzione e obbligarono Stato e Regione a pensare di trasportare bambini, giovani e anziani lontano dall'epicentro. Subito si pensò alle località marine di Grado, Lignano, Bibione e Caorle dove ricostruire le comunità, mentre per gli 'attivi' si pensò di requisire migliaia di roulotte in giro per l'Italia, di concentrale nei paesi maggiormente colpiti per garantire almeno un minimo il lavoro nelle fabbriche che non erano state colpite dalla distruzione. Il motto di allora, che diventò un vero e proprio proclama politico-istituzionale, fu 'prima le fabbriche, poi le case, poi le chiese': fu una scelta comune fatta propria anche dalla curia udinese. Si comprese che bisognava garantire il lavoro ai residenti, mettere in salvo i nuclei familiari e poi pensare alla ricostruzione che si voleva ''dov'era e com'era''.

Fu un'azione unitaria straordinaria. Maggioranza e opposizione deposero le armi e insieme collaborarono. Lo Stato delegò la Regione - con il coordinamento del Commissario straordinario - mentre questa, forte anche della sua autonomia, delegò ai comuni. I sindaci, per la prima volta nella storia d'Italia divennero protagonisti del futuro delle loro comunità. Non solo 'sindacalisti' o semplici supervisori, no. Decisori di come prestare i primi soccorsi, di come ricostruire e di dove ricostruire. Era, in nuce, la moderna Protezione civile. Tutto fu possibile grazie alla solidarietà nazionale e anche a quella internazionale essendo i friulani 'lontani dalla Piccola Patria' ben più numerosi dei residenti. Aiuti arrivarono subito dagli Stati Uniti, dall'Argentina, dall'Australia e da tantissimi Paesi europei. A quarant'anni da quei tragici giorni, a ricostruzione completata, si stima che il tutto sia costato circa 13 miliardi di euro. Una cifra non particolarmente alta se si pensa ad altre esperienze. Oggi tutto è a posto: i paesi sono stati tutti ricostruiti più belli di prima. Oggi l'Orcolat sicuramente non farebbe quella strage visti i sistemi antisismici di ricostruzione. Ma i paesi sono un po' vuoti... e le comunità non sono quelle di una volta... ammonisce la diocesi. Oggi tutto è cambiato e il Friuli non può essere estraneo alla globalizzazione. Rimane un'esperienza tragica, indelebile, che ha unito un popolo. E se oggi, pur nelle difficoltà della crisi, si può parlare di popolo friulano, lo si deve a quella straordinaria opera che è stata la ricostruzione del Friuli dopo il sisma di quaranta anni fa.

ANSA

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Fratte, inaugurazione di Via dei Greci sotto il segno delle proteste contro il Sindaco Napoli

4 Maggio 2016, 18:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SALERNO E PROVINCIA NEWS Fratte, inaugurazione di Via dei Greci sotto il segno delle proteste contro il Sindaco Napoli

SALERNO E PROVINCIA NEWS Fratte, inaugurazione di Via dei Greci sotto il segno delle proteste contro il Sindaco Napoli

DA UTENTE DEL WEB C’era anche il Sindaco Napoli, questa mattina, presso il rione Fratte di Salerno dove si celebrava l’inaugurazione di un nuovo tratto di strada in Via dei Greci. La visita del primo cittadino all’interno dell’ex area MCM ha scatenato un’ondata di malumore da parte di alcuni residenti, membri del comitato “Salute e vita” che da tempo lotta contro i gas tossici provenienti dalle Fonderie Pisano , i quali hanno protestato proprio contro il primo cittadino, reo di aver ritardato la firma del provvedimento di blocco delle attività delle Fonderie Pisano, con il conseguente spostamento presso un’altra sede. Grida, spintoni, attimi di tensione e addirittura diverse uova sequestrate a coloro che protestavano hanno determinato l’intervento da parte della DIGOS che attraverso i suoi agenti ha messo fine alla manifestazione in quanto non autorizzata. Napoli, poi, per ovvie questioni di sicurezza è dovuto uscire dal cantiere attraverso un’uscita secondaria.

FONTE SALERNO IN WEB

http://www.salernoinweb.it/News/Salerno/9674-Fratte%2C-inaugurazione-di-Via-dei-Greci-sotto-il-segno-delle-proteste-contro-il-Sindaco-Napoli

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COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI:EVENTO STRAORDINARIO, Campionati italiani di Canottaggio in Iole e Coastal Rowing 2017

4 Maggio 2016, 18:03pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI:EVENTO STRAORDINARIO, Campionati italiani di Canottaggio in Iole e Coastal Rowing 2017
COSTIERA AMALFITANA NEWS AMALFI:EVENTO STRAORDINARIO, Campionati italiani di Canottaggio in Iole e Coastal Rowing 2017

DI CARMELA MANICA Sabato scorso 30 aprile presso il Palazzo del Coni a Roma,la Federazione Nazionale Canottaggio,dopo aver esaminato il Progetto del Circolo Canottieri di Amalfi presieduto da Francesco De Riso e dall'Asd "Canottieri di Partenio " di Maiori e dal tecnico Franco Noio,ha stabilito che ad AMALFI si terrà uno dei più prestigiosi eventi del canottaggio italiano ,che si svolgerà il 7 e l'8 ottobre 2017. La candidatura del progetto è stata avanzata da Antonio Bottone vice presidente della Canottieri di Amalfi insieme al Segretario Geremia Apicella. La votazione tenutasi ha avuto il seguente esito: 9 voti a favore;2 astensioni;1 solo voto al Circolo Canottieri GR Speranza di Genova unico concorrente. Una buona notizia per la città, che ripaga tutto il Movimento tra cui il Comune capofila della Divina e Maiori dell'ottimo lavoro svolto da un decennio circa e fra poco più di un mese precisamente il 12 giugno la città ospiterà il Palio Remiero delle Antiche Repubbliche Marinare.

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SEZ. VARIE NEWS Apple: perde in Cina esclusiva marchio iPhone Corte Pechino, potrà essere usato da produttore pelletteria

4 Maggio 2016, 15:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. VARIE NEWS Apple: perde in Cina esclusiva marchio iPhone Corte Pechino, potrà essere usato da produttore pelletteria
SEZ. VARIE NEWS Apple: perde in Cina esclusiva marchio iPhone Corte Pechino, potrà essere usato da produttore pelletteria

INSERITO DA ANGELA CECERE Apple ha perso una battaglia legale in Cina sull'esclusiva della denominazione iPhone che ora potrà essere utilizzato anche da una società che produce portafogli e borse. E' il contenuto di una sentenza della Corte municipale di Pechino, arrivata dopo una causa intentata anni fa da Cupertino contro la società cinese Xintong Tiandi Technology, che commercializza pelletteria. Secondo la Corte, Apple non è riuscita a dimostrare che nel 2007, anno di lancio dell'iPhone, il melafonino era un marchio famoso anche in Cina. L'iPhone è stato però commercializzato in Cina solo dal 2009, due anno dopo, cioé, che la società cinese aveva registrato il marchio 'IPHONE' nel 2007, per prodotti di pelletteria e portafogli. Apple aveva presentato la stessa istanza già nel 2002, ma per computer e prodotti collegati. La società di Cupertino aveva intentato causa contro la Xintong Tiandi Technology nel 2012, la sentenza è arrivata a fine aprile. La Cina è il secondo più grande mercato mondiale per la Apple dopo gli Stati Uniti, anche se le vendite del primo trimestre nel paese sono scese del 26% rispetto all'anno precedente.

ANSA

04.05.2016 16.07

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SEZ. DISABILITA NEWS L’ISTAT e i Disegni di Legge sul “Dopo di Noi”

4 Maggio 2016, 14:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. DISABILITA NEWS L’ISTAT e i Disegni di Legge sul “Dopo di Noi”

INSERITO DA ANGELA CECERE Convocato in audizione al Senato, in relazione ai Disegni di Legge sul cosiddetto “Dopo di Noi”, l’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha fornito una stima della platea dei potenziali destinatari, presenti e futuri, della normativa in discussione, offrendo un quadro del sistema dei servizi sociali rivolti alle persone con disabilità sulla base delle ultime rilevazioni disponibili. E quanto riferito dall’Istituto risulta di particolare interesse, a partire dalla stessa difficoltà a individuare correttamente i beneficiari di quei Disegni di Legge Il 5 aprile scorso l’ISTAT è stato convocato in audizione dall’XI Commissione del Senato (Lavoro, Previdenza Sociale), in relazione all’esame di due Disegni di Legge (n. 2232 e n. 292) che prevedono disposizioni in materia di assistenza in favore delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare (il cosiddetto “Dopo di Noi”).

Ebbene, nell’audizione del presidente dell’ISTAT Giorgio Alleva e nella successiva nota integrativa, i cui testi sono stati resi disponibili dall’Istituto Nazionale di Statistica, si fornisce una stima della platea dei potenziali destinatari, presenti e futuri, della norma in discussione, e si offre un quadro del sistema dei servizi sociali rivolti alle persone con disabilità sulla base delle ultime rilevazioni disponibili. Le indicazioni dell’ISTAT sono particolarmente rilevanti poiché dovrebbero costituire per la Commissione un’indicazione sul possibile impatto della norma e sull’adeguatezza delle risorse destinate al provvedimento.

Come già evidenziato nel corso della precedente audizione dell’ISTAT alla XII Commissione della Camera (ottobre 2014), la prima difficoltà che si incontra, da un punto di vista informativo, riguarda la possibilità di quantificare in modo sufficientemente preciso i beneficiari, che i Disegni di Legge individuano nelle «persone con disabilità grave, non determinata dal naturale invecchiamento o da patologie connesse alla senilità, prive di sostegno familiare in quanto mancanti di entrambi i genitori o perché gli stessi non sono in grado di sostenere le responsabilità della loro assistenza». Lo stato di disabilità grave assunto a riferimento è infatti quello previsto dall’articolo 3, comma 3, della Legge 104/92 e tuttavia, ad oggi, i dati di fonte amministrativa (ASL e INPS) non permettono di conoscere, come denuncia lo stesso ISTAT, l’ammontare delle persone certificate in base a tale norma. Né tale dato può essere desunto dalle indagini ISTAT, che utilizzano una definizione di disabilità diversa da quella adottata nella Legge 104/92. Pertanto l’Istituto risponde in audizione usando, per approssimazione, le informazioni ad oggi disponibili provenienti da altre rilevazioni, ovvero da una parte il numero dei percettori di indennità di accompagnamento desunti dal casellario INPS, nell’ipotesi che vi sia una coincidenza fra i requisiti sanitari previsti per la concessione di quella provvidenza e la definizione di handicap grave ex lege 104/92. E dall’altra parte le condizioni di vita delle persone con limitazioni funzionali gravi che vivono in famiglia, come risultano dall’indagine ISTAT sulle condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari (ultima edizione: 2012-2013).

Per identificare la platea dei beneficiari, l’ISTAT formula due ipotesi: che la gran parte delle disabilità gravi riferibili alla popolazione di 65 anni e oltre sia determinata dal naturale invecchiamento o da patologie ad esso connesse, e che i genitori di oltre 65 anni siano quelli che vivono le maggiori difficoltà nel sostenere le responsabilità di cura e assistenza dei loro figli con disabilità grave. A partire da queste due ipotesi, la popolazione dei potenziali destinatari è stata circoscritta ai percettori di indennità di accompagnamento di età inferiore ai 65 anni (circa 540.000 persone) e poiché tale collettivo risulta ben approssimato dall’indagine ISTAT sulle condizioni di salute – sia per numerosità che per distribuzione territoriale – sono state considerate le stime elaborate dall’Istituto relativamente alla situazione familiare delle persone con limitazioni funzionali gravi della stessa fascia di età. Immediatamente interessate dalle norme in discussione al Senato sarebbero dunque127.000 persone con disabilità grave sotto i 65 anni, che abbiano perso entrambi i genitori e vivano da sole (38.000) o che vivano con genitori anziani (89.000). A queste l’ISTAT aggiunge – sulla base di calcoli che tengono conto della speranza di vita – una stima di coloro che nell’arco dei prossimi cinque anni entreranno a far parte della platea dei potenziali beneficiari perché perderanno tutti i familiari, ossia ulteriori 12.600 persone. Di queste il 63% è attualmente mantenuto economicamente dalla famiglia e il 50% dichiara di avere risorse economiche scarse o insufficienti. Nel computo non sono comprese le persone che attualmente sono già istituzionalizzate e per le quali il Disegno di Legge n. 2232 prevede di «favorire percorsi di de istituzionalizzazione».

Stanti tali numeri, dunque, sarebbe opportuno riflettere sulla congruità delle risorse afferenti al Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, fissate – per la realizzazione dei servizi sui territori – a 90 milioni di euro per il 2016, 38,3 milioni di euro per il 2017 e 56,1 milioni di euro a decorrere dal 2018 (articolo 3, comma 1, del Disegno di Legge n. 2232). Ossia, in media, circa 400 euro annue a persona per il cosiddetto “Dopo di Noi” (sempre escluse quelle già “istituzionalizzate”). È opportuno ricordare, a tal proposito, che la riduzione del Fondo, per un importo pari a 51,7 milioni di euro per l’anno 2017 e a 33,9 milioni di euro annui a decorrere dal 2018, è motivata dalla necessità di coprire le minori entrate derivanti dalla detraibilità delle spese sostenute per le polizze assicurative finalizzate alla tutela delle persone con disabilità grave e da quelle derivanti dalle esenzioni e agevolazioni tributarie connesse all’istituzione di trust a favore di persone con disabilità grave (articoli 5 e 6 del Disegno di Legge n. 2232) [il trust è un istituto giuridico mutuato dall’ordinamento anglosassone, con cui una o più persone, i “disponenti”, trasferiscono beni e diritti sotto la disponibilità del “trustee”, un tutore, che assume l’obbligo di amministrarli nell’interesse di un beneficiario, in questo caso la persona con disabilità, N.d.R.].

A questo punto i dubbi sulla congruità di un importo di 400 euro annui a persona per la realizzazione di servizi e interventi rivolti al “Dopo di Noi” si innestano in uno scenario in cui l’ISTAT – sulla base di dati ancora provvisori – registra per il 2013 un’ulteriore riduzione della spesa sociale dei Comuni singoli e associati, pari al -2,7% rispetto al 2012 e al -4% rispetto al 2010, l’anno in cui si era toccato il massimo di spesa dall’inizio della rilevazione (2003). Riduzione che sembrerebbe investire, per la prima volta, anche la quota di spesa sociale comunale rivolta alla disabilità. Guardando dentro alle singole tipologie di servizi, l’ISTAT ci ricorda che nel 2012 i Comuni hanno speso oltre 142 milioni di euro per l’assistenza domiciliare socio-assistenziale rivolta alle persone con disabilità, per un importo di 3.666 euro ad utente, cui si aggiunge una compartecipazione media delle famiglie pari a 76 euro e del Servizio Sanitario Nazionale di 104 euro. Per l’assistenza domiciliare integrata con i servizi sanitari (ADI), i Comuni hanno speso circa 24,5 milioni di euro, pari a 2.300 euro ad utente con disabilità, cui si aggiunge la quota di compartecipazione delle famiglie e del Servizio Sanitario Nazionale per una media rispettivamente di 48 e 621 euro l’anno. Per quanto concerne invece i dati sulle strutture residenziali, nel 2013 i posti letto rivolti alle persone con disabilità risultano 32.330, nel 94% dei casi collocati in strutture di tipo comunitario, che non riproducono le condizioni di vita familiari. Nello stesso anno si registrano 49.536 ospiti tra i 18 e i 64 anni con disabilità e patologie psichiatriche e 2.658 minori con disabilità e disturbi mentali dell’età evolutiva. Non disponiamo di informazioni circa le ragioni dell’istituzionalizzazione, né sulle condizioni di vita e la situazione familiare degli utenti di tali strutture, ma sono senz’altro auspicabili anche per loro percorsi di deistituzionalizzazione e di ritorno nelle comunità di appartenenza. Ed è altrettanto ipotizzabile che una parte degli attuali ospiti possa vivere una condizione di gravità e di assenza del sostegno familiare, incrementando la platea dei potenziali beneficiari individuata dall’ISTAT.

SUPERANDO

04.05.2016 15.57

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