INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA. Gli ottanta euro di Renzi? Un “boomerang” che cresce con il passare del tempo. A denunciare il fenomeno è il Centro di assistenza fiscale della Cgil di Modena.
Da piazza Cittadella ricordano che hanno diritto al bonus del premier coloro che percepiscono redditi compresi tra gli 8mila e i 26mila euro lordi annui.
«In tv ci si concentra molto su chi supera i 26mila euro - ha spiegato Daniela Bondi, responsabile del Caf Cgil - e abbiamo avuto parecchi casi. Tuttavia, non ci si aspettava il fenomeno degli incapienti. Non abbiamo le cifre, ma c’è stato sicuramente un aumento».
Gli “incapienti” sono coloro che non giungono alla soglia minima. Insomma, chi avrebbe magari più necessità di ricevere un sostegno non è tenuto ad averlo. Ancor peggio, se lo ha avuto deve restituirlo.
«È un meccanismo perverso - ha ammesso Bondi - perché colpisce chi è talmente incapiente da non avere la possibilità di avere quel tipo di bonus. È una sorpresa amara per questi lavoratori».
Un esempio? Un lavoratore assunto nel corso dell’anno con un reddito di 5mila euro. Il bonus giunge in busta paga ed è riferito ai mesi di lavoro. C’è un “ma”: non può essere percepito dagli incapienti.
Cosa fare?
«Meglio rinunciare subito - ha risposto la responsabile - e recuperare l’anno prossimo se non s’è sicuri di mantenere il bonus. Il meccanismo contrario può determinare sorprese abbastanza forti. Chi supera i 26mila euro ha in caso qualche paracadute in più; gli incapienti, invece, possono ricevere sorprese piuttosto amare».
“Sorprese” che crescono di numero.
«L’anno scorso il fenomeno era più limitato - ha riconosciuto Bondi - perché il bonus è partito a metà del 2014. Le dichiarazioni dei redditi sul 2015 rischiano di avere fenomeni più allargati. L’altro giorno due ragazzi hanno scoperto di dover restituire 960 euro, ovvero l’intero bonus (80 euro per dodici mesi). Tante situazioni sono frammentate».
Le categorie interessate? «Sono legate al commercio e sono, soprattutto, lavoratori a tempo parziale. Nelle ultime due settimane il fenomeno s’è accentuato».
In tanti casi manca la consapevolezza di dover versare la cifra.
«Come sempre, le fasce più deboli sono le più colpite e molti non sanno nemmeno di dover restituire il bonus».
E chi non può versare di nuovo la cifra?
«Stiamo valutando d’introdurre la rateizzazione. In ogni caso le strade sono due. Se la persona sta lavorando, la cifra sarà trattenuta dal datore di lavoro a partire da agosto. Altrimenti, il debito va pagato di
tasca propria nella dichiarazione dei redditi. Per il 730 la scadenza è stata prorogata al 22 luglio, per il modello Unico c’è tempo fino al 30 settembre. Se non sei a posto con i pagamenti, prima o poi l’Agenzia dell’Entrate arriva con gli interessi e le sanzioni».
Gabriele Farina
LA GAZZETTA DI MODENA