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SEZ. VARIE NEWS Attenti allo smartwatch: potrebbe rivelare il pin del bancomat

11 Luglio 2016, 10:49am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SEZ. VARIE NEWS Attenti allo smartwatch: potrebbe rivelare il pin del bancomat
SEZ. VARIE NEWS Attenti allo smartwatch: potrebbe rivelare il pin del bancomat

INSERITO DA MORENA MOTTA COSI' come capta i movimenti, lo smartwatch può essere in grado di conoscere (e rivelare) il codice di sicurezza digitato al bancomat. Il pericolo verrebbe quindi dai sensori di movimento integrati in ormai quasi tutti i dispositivi indossabili, come gli orologi intelligenti e i bracciali fitness. Lo studio è stato condotto dalla Binghamton University, negli Usa: ha spiegato che i sensori potrebbero essere così precisi da tracciare i movimenti della mano e permettere a malintenzionati di riprodurre i gesti fatti sulla tastiera di un bancomat e quindi accedere ad un conto corrente. Durante i test la percentuale di riuscita è stata dell'80%.

La ricerca ha messo alla prova tre differenti sistemi di sicurezza, compreso il bancomat, tenendo sotto osservazione i movimenti di 20 cavie registrati attraverso accelerometri, giroscopi e magnetometri integrati nei vari dispositivi wearable indossati per 11 mesi, indipendentemente dalla posizione della mano. Gli studiosi dell'università statunitense hanno quindi usato un algoritmo che si è dimostrato in grado di decifrare le password per i sistemi di immissione di codici segreti, compreso quello del bancomat. Un risultato che mette in guardia sul rischio di hacker che potrebbero, dunque, infettare i dispositivi tramite virus o intercettare le connessioni Bluetooth dello smartwatch nel tentativo di entrare in possesso dei dati.

Il team di ricercatori ammette di non avere una soluzione, ma suggerisce

agli sviluppatori di porre maggiore attenzione ai sistemi di implementare il sistema di crittografia per garantire maggiore sicurezza nella comunicazione tra wearable e sistema operativo. Lo studio è stato in parte finanziato dalla National Science Foundation e l'Army Research Office.

FONTE LA REPUBBLICA

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Piano sicurezza a Meta: Tutto ok tranne che per i commercianti

11 Luglio 2016, 10:45am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Piano sicurezza a Meta: Tutto ok tranne che per i commercianti

INSERITO DA MORENA MOTTA META. L’articolato dispositivo per garantire la sicurezza nel weekend ha retto. Il piano messo a punto dalla Prefettura e dal sindaco Giuseppe Tito dopo gli episodi di criminalità della scorsa settimana, ha sortito gli effetti sperati. Niente risse, scippi, rapine e coltellate. Insomma una tranquilla domenica di mare.

Risultato conseguito soprattutto grazie al consistente dispiegamento di forze dell’ordine in grado di arginare l’onda d’urto dei circa 4mila bagnanti che solo ieri da tutta la provincia di Napoli hanno raggiunto Meta e le sue spiagge. Le navette messe a disposizione dall’amministrazione comunale hanno consentito di decongestionare le strade e rendere la circolazione veicolare e pedonale fluida come non accadeva da anni durante un fine settimana estivo.

Sembra, insomma, che la ricetta sia quella giusta, salvo prevedere qualche ulteriore correttivo.

Le uniche voci fuori dal coro sono quelle dei commercianti che gestiscono esercizi lungo le strade per il mare. L’obbligo pressoché tassativo per i pendolari della tintarella di utilizzare i bus messi a disposizione dal Comune per raggiungere la Marina di Meta ha comportato una consistente riduzione del loro giro d’affari. Si è drasticamente ridotta la vendita di palloni, creme solari, ciabatte e degli altri accessori per la spiaggia, senza dimenticare i panini, le bibite ed i gelati venduti da bar, salumerie e rosticcerie.

FONTE di Max SORRENTO PRESS

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MONZA E PROVINCIA NEWS Mezzago, inaugurato il labirinto di mais per perdersi nella natura. Da provare!

11 Luglio 2016, 10:36am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

foto tratte dalla pagina facebook del “Labirinto di Mezzago”
foto tratte dalla pagina facebook del “Labirinto di Mezzago”

foto tratte dalla pagina facebook del “Labirinto di Mezzago”

MONZA E PROVINCIA NEWS Mezzago, inaugurato il labirinto di mais per perdersi nella natura. Da provare!

INSERITO DA MORENA MOTTA Inaugurato sabato 9 luglio il Labirinto di Mezzago. Si tratta di un’opera di Land Art realizzata in mezzo ad un grande campo di mais alle porta del centro cittadino.

Ideato dall’artista Maria Mesch (www.mariamesch.com), consiste in un vero e proprio labirinto disegnato in un campo di mais di circa un ettaro. Un’opera che segna il territorio e che vuole essere, secondo le intenzioni dell’artista, un luogo di pace, riflessione, avventura, svago e ritrovo. I visitatori si possono perdere al suo interno in qualsiasi ora del giorno e della sera per sentirsi a contatto con la natura e passare momenti speciali.

Raggiungere il labirinto è molto semplice: arrivando dal centro di Mezzago, dal parcheggio della biblioteca basta seguire i cartelli rosa. Chi invece decide di raggiungerlo dal viale delle Industrie deve seguire i segnali di colore blu.

Il Labirinto di Mezzago rimarrà aperto per tutta l’estate 2016. Per informazioni e approfondimenti contattare il numero 348/9213154 oppure via mail all’indirizzo labirintodimezzago@gmail.com.

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CIOCIARIA NEWS Accusato di pedofilia: rotto il silenzio dietro cui si era trincerata la popolazione

11 Luglio 2016, 10:34am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CIOCIARIA NEWS Accusato di pedofilia: rotto il silenzio dietro cui si era trincerata la popolazione
CIOCIARIA NEWS Accusato di pedofilia: rotto il silenzio dietro cui si era trincerata la popolazione

INSERITO DA MORENA MOTTA Accusato di pedofilia: la comunità vuole la verità e, intanto, si divide tra colpevolisti e innocentisti. Ormai è rotto il silenzio iniziale, forse imposto dall’orrore della notizia, e sulla vicenda che vede coinvolto l’ex parroco della chiesa di San Rocco impazzano i commenti sui social network. Di fatto, il processo a carico di don Gianni Bekiaris divide la città in due fazioni. C’è chi condanna il parroco che, stando alle accuse, avrebbe ripetutamente abusato sessualmente di un minore sin dagli otto anni. Ma c’è anche chi lo difende sostenendo che qualcuno voglia trarre guadagno da questa triste storia.

Dopo ore, giorni di silenzio, è partito il valzer di commenti dei cepranesi divisi tra gli innocentisti e chi ha già deciso per la condanna. “Essere prete non garantisce innocenza”: è una delle frasi che si leggono su Facebook, con tanto di appello alla giustizia. Ci sono anche cittadini che chiedono la sospensione del parroco dall’incarico.

Don Gianni Bekiaris è sempre stato sotto i riflettori: ha fatto parlare appena arrivato a Ceprano, avvolto in un alone di chiacchiere e storie che lo accompagnavano sia per le scelte organizzative della parrocchia che per il suo protagonismo. Ha continuato a rimanere al centro delle attenzioni anche dopo il trasferimento a Monte San Giovanni Campano, spostamento disposto dopo nove anni, rimpianto da tanti fedeli cepranesi che organizzavano addirittura pullman per assistere alle sue celebrazioni nella sua nuova parrocchia. Poi si diffusero altre dicerie, poi il vociferato anno sabatico. Adesso altre, pesanti ombre.

Decisamente un protagonista Don Gianni (e questo accade spesso quando il parroco non è uno qualunque, ma in qualche modo carismatico) anche se oggi i fatti che tornano a far parlare di lui sono pesanti e forse questi riflettori non sono quelli sperati da chi non è estraneo alla scena.

Stavolta il “tribunale popolare” appare molto severo, il silenzio è rotto, il mal costume che dilaga a livello nazionale in ogni ambito, ormai influenza ogni prospettiva, anche a livello locale e i “giudici della piazza” diventano spietati. Saranno, però, soltanto quelli del tribunale a decretare la sentenza.

FONTE CIOCIARIA OGGI

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS 1527 - 1648: La Città di Cava in soccorso di Salerno e Vietri sul Mare

11 Luglio 2016, 10:30am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS 1527 - 1648: La Città di Cava in soccorso di Salerno e Vietri sul Mare

INSERITO DA MORENA MOTTA Il 15 Marzo 1527 ed il 9 Agosto 1648 i cavoti o cavajuoli liberarono Salerno e Vietri sul Mare dal nemico invasore.

Se la popolazione delle confinanti Vietri sul Mare e Salerno conoscesse gli accadimenti storici che hanno caratterizzato il passato remoto dei loro avi, sicuramente non si riferirebbe a noi cavesi con espressioni insolenti ovvero con l'uso, secondo essi, denigratorio dei nomi comuni di popolazione: "cavajuolo/a", come "cauto/a o cavoto/a", quando, sin dall'alto Medio Evo, sono queste le corrette denominazioni del popolo della Città di Cava (il toponimo di Città di Cava de'Tirreni origina dal 23 Ottobre 1862).

In più occasioni i cavoti o cavajuoli, la denominazione cavese principia con l'adozione del dizionario della lingua italiana, non hanno lesinato dal porsi a difesa del patrio suolo e di quello delle "terre" viciniore, pagando anche un caro prezzo di sangue.

Fra i vari episodi storici, due non possono, anzi non devono, essere sottaciuti.

Il primo risale al 1527, quando le Truppe della Lega, costituite da ben armati francesi, svizzeri, veneziani e pontifici, avevano già occupato Salerno, battendola da terra e da mare. Ad esito di ciò, il Regio Consiglio Collaterale, che Re Calo III di Borbone, nel ‘700, sostituì con la Camera di Santa Chiara, ponendola alla dirette dipendenze della Segreteria di Stato, da lui stesso istituita durante il Vice Regno di Napoli, per attuare le direttive che giungevano dalla Capitale: Madrid, oggi paragonabile al Consiglio dei Ministri, il 15 Marzo 1527, deliberò che la Città di Cava, con a capo il Sindaco don Pietro Jacopo Capova, divenisse la "base tattico-operativa" per le operazioni militari, tese a liberare la vicina Salerno, stretta dalla morsa nemica.

L'ordine ricevuto dalla capitale, così recitava: "Si fa capo at questa Cità de la Cava, quale tene tanti privilegii per sua fidelità grandissima et perché si tene tanta speranza in voi, quanto in un grande exercito, sia per la fidelità et sia per la bona gente de questa stessa Cità et Casali, che adesso è lo tempo de havere la confirmatione (conferma) di tanta vostra antiqua ed continua fidelità (fedeltà) et perché semo certi che con la vostra gente haverimo la recuperatione (libertà) de Salerno et de le terre predette".

Il tenace attacco cavese si poté attuare percorrendo la secolare strada cittadina che da Castagneto, attraverso Vetranto, giungeva a Molina, proprio affianco alla Chiesa Parrocchiale; abbiamo detto giungeva perché detta millenaria strada, nel tratto Vetranto - Molina, non è più percorribile, essendo divenuta, inspiegabilmente, "proprietà privata".

Tornando alla storia, rimembriamo che l'assalto cavoto, che sbaragliò il nemico, si concluse con la liberazione di Salerno e delle terre ad essa vicine. La soldataglia del Generale Valdemont fu messa in fuga.

Fu tale l'irruenza de li cavoti che il 19 Marzo 1527 all'Università di Cava (la civica Amministrazione) fu aderita la tregua delle armi, all'uopo convenuta fra il nostro Sovrano, il Papa, il Re di Francia ed i Veneziani.

Al naviglio veneziano venne imposto di levare le ancore entro il 23 Marzo 1527, mentre a quello francese fu concesso di issare le vele entro e non oltre il 10 Aprile 1527.

Il secondo episodio che ricorda il valore dei cavesi, a difesa delle vicina città di Salerno, è quello del 9 Agosto 1648, quando il Principe Tommaso di Savoia, alleatosi ai Francesi, contro gli Spagnoli, attaccò Salerno.

Egli aveva assalito e preso anche Vietri Borgo e la Marina, saccheggiando le Chiese di Santa Maria di Portosalvo e di San Francesco di Paola (rammentiamo che sino al 18 Gennaio 1807, Vietri Borgo e la Marina, come Molina, Albori, Raito, Benincasa, Fuenti o Fondi e Cetara, sono stati Casali della Città di Cava de'Tirreni).

L'irrefrenabile avanzata del Savoia si concluse, suo malgrado, al cinquecentesco ponte di San Francesco della Città di Cava.

Il Savoia voleva entrare in Città per far guasti assai (danni e saccheggi), ma l'Università, con il Sindaco Giulio Angrisano, non mancò di predisporre una vigile e ferma difesa di tutta la valle.

Il valoroso Pietro Carola, posto a capo degli armati cavoti, non consentì all'invasore di forzare le barricate cavajole, poste, anche questa volta, al Ponte di San Francesco, tanto che molti inimici (nemici) vi perirono.

Il Principe Tommaso di Savoia, con i suoi malconci soldati, fu ricacciato oltre il Casale di Vietri, verso Salerno, e mai più osò profanare il suolo cavese.

FONTE di Livio Trapanese IL PORTICO

http://www.ilportico.it/it/sezioni-25/storia-e-storie-12/1527-1648-la-citta-di-cava-in-soccorso-di-saler-59999

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BENEVENTO NEWS Cautano, ragazza sparita sul volo dalla Svezia

11 Luglio 2016, 10:26am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

BENEVENTO NEWS Cautano, ragazza sparita sul volo dalla Svezia

INSERITO DA MORENA MOTTA CAUTANO - Sarebbe dovuta rientrare dalla Svezia ed aveva anche fissato per l’altro ieri un appuntamento con il padre all’aeroporto di Ciampino, ma non si era fatta trovare ed il cellulare era rimasto ostinatamente ed inspiegabilmente muto. Anzi, da una prima ricerca era emerso che lei su quell’aereo non si era mai imbarcata.

Sono state ore di forte preoccupazione per Lucia Meoli, ventinovenne di Cautano, con il padre Antonio che ha sporto denuncia raccontando i fatti così come si erano succeduti. Poi nella giornata di ieri il contatto da parte della ragazza, che ha diradato le tinte del giallo che si stavano cominciando a delineare: Lucia sta bene ed è ancora in Svezia, da dove non è riuscita a partire così come programmato per «una serie di disguidi», come precisa la madre Nunzia. Probabilmente il riferimento è ai controlli effettuati all’aeroporto, ma le notizie in merito sono ancora assolutamente lacunose. Sarebbe stata fermata e trattenuta dalla polizia di frontiera per ragioni non ancora chiare. Ma nessuno aveva comunicato alcunché alla famiglia e per questo si era temuto il peggio.

FONTE IL MATTINO

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AVELLINO NEWS Avellino, maxi-sequestro di farmaci scaduti e rubati

11 Luglio 2016, 10:22am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

AVELLINO NEWS Avellino, maxi-sequestro di farmaci scaduti e rubati

INSERITO DA MORENA MOTTA Le Fiamme Gialle di Avellino hanno individuato e sottoposto a sequestro un ingente quantitativo di farmaci veterinari risultati rubati e farmaci umani scaduti. In particolare i finanzieri, dopo aver perquisito un deposito di Atripalda (AV), nella disponibilità di un veterinario 57enne, hanno trovato 8.620 confezioni di medicinali ad uso animale, delle quali il professionista non ha saputo fornire alcuna documentazione che potesse consentire di accertare la lecita provenienza e 4.033 confezioni di medicinali per uso umano scaduti e detenuti sempre senza alcuna documentazione. La merce sequestrata ha un valore di mercato superiore al mezzo milione di euro. In seguito alle indagini, è emerso che la maggior parte dei medicinali era provento di un furto avvenuto alla fine del mese scorso presso una società operante nella provincia di Mantova. I controlli sono poi proseguiti in una farmacia veterinaria nelle vicinanze del deposito dove le Fiamme Gialle, coadiuvate da personale del servizio veterinario dell'ASL di Avellino, hanno trovato registri di trattamenti farmacologici veterinari e ricette mediche veterinarie in bianco, ma recanti timbro e firma di medici veterinari, illecitamente detenuti ed altre 2.845 confezioni di medicinali ad uso veterinario non «caricati» sugli appositi registri. Il veterinario, N.G. di 57 anni, è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Avellino mentre tutti i medicinali sono stati sequestrati e sono in corso ulteriori indagini finalizzate ad accertarne la «filiera distributiva».

FONTE IL MATTINO

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CASERTA NEWS Caserta, ucciso per gioco: tutti i punti oscuri. Altri due indagati per la morte di Marco

11 Luglio 2016, 10:20am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CASERTA NEWS Caserta, ucciso per gioco: tutti i punti oscuri. Altri due indagati per la morte di Marco

INSERITO DA MORENA MOTTA Ci sono altri due indagati per il possesso dell'arma che ha ucciso Marco Mongillo. La procura di Santa Maria Capua Vetere, in fase preliminare, ha deciso di ampliare il raggio delle indagini in virtù del racconto non convincente di Antonio Zampella, reo confesso. Discordanze, crepe profonde, pellicole strappate di una ricostruzione di un film che non torna nel racconto di Antonio, il diciannovenne di Caserta che ha ucciso l'amico Marco Mongillo, 20 anni, durante il perverso tentativo di mostrare l'utilizzo di una pistola semiautomatica ai suoi amici. Da venerdì sera, gli inquirenti sono alle prese con un rompicapo pieno zeppo di punti oscuri.

La versione. Se non si accetta la versione del gioco finito male narrata da Antonio tra le lacrime, allora si cerca di comporre un'altra ricostruzione che possa coincidere con i dati oggetti: lo sparo di una calibro 7, 65 a distanza ravvicinata sulla fronte di Marco, giusto al centro. Le tracce di marijuana nell'appartamento al quarto piano di rione santa Rosalia a Caserta, la pistola lanciata dal balcone trovata carica di sei proiettili dai carabinieri e, soprattutto, la presenza in casa di quattro persone e non di due al momento del delitto. Perché Antonio ha riferito che in casa, quel caldo pomeriggio di venerdì scorso, c'era anche il fratello della vittima, Vincenzo. Quest'ultimo, però, avrebbe dichiarato ai genitori che al momento del delitto era sceso al primo piano per prendere la torta da consumare con gli amici in occasione del suo compleanno. Incongruenze, bugie. Di Antonio, probabilmente. Ma nessun altro, in verità, fornisce un'altra versione credibile. L'alternativa è allargare il piano d'indagine verso un fronte nuovo. E indagare in direzione di tutti coloro che hanno partecipato al pranzo maledetto.

FONTE di Marilù Musto IL MATTINO

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Droga e armi, condannato e scarcerato Moccia: è di Afragola

11 Luglio 2016, 10:18am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Droga e armi, condannato e scarcerato Moccia: è di Afragola

INSERITO DA MORENA MOTTA AFRAGOLA. Era stato tratto in arresto e condannato poiché sorpreso con droga e due pistole, ora viene scarcerato. Raffaele Moccia, 50enne di Afragola, fu arrestato dai carabinieri di Casoria con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente, 500 grammi di eroina, e due pistole con matricola abrasa. In primo grado, a seguito di giudizio Abbreviato, aveva rimediato una condanna a 10 anni di reclusione, successivamente ridotta dai giudici della Corte di Appello in 8 anni di reclusione. Tuttavia, la suprema Corte di Cassazione, aveva annullato con rinvio la sentenza impugnata, e aveva trasmesso gli atti per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte di Appello di Napoli. I giudici di Appello investiti del rinvio, accogliendo in pieno la linea difensiva dell’avvocato Dario Carmine Procentese, rideterminava ulteriormente la pena inflitta in anni sette di reclusione e disponenva altresi l’immediata liberazione del detenuto. Il difensore di Moccia, resta in attesa del deposito delle motivazione della Corte di Appello, per valutare se proporre o meno nuovo ricorso per Cassazione. In tal caso si celebrerebbe un 5° giudizio a carico dell’imputato.

FONTE di Antonio Mangione INTERNAPOLI

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CILENTO NEWS Barca a vela in avaria al largo di Punta Licosa, arrivano i soccorsi della Guardia Costiera

11 Luglio 2016, 10:09am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

CILENTO NEWS  Barca a vela in avaria al largo di Punta Licosa, arrivano i soccorsi della Guardia Costiera
CILENTO NEWS  Barca a vela in avaria al largo di Punta Licosa, arrivano i soccorsi della Guardia Costiera

INSERITO DA MORENA MOTTA Durante il pomeriggio di domenica, una persona a bordo di un’imbarcazione a vela, a causa di una avaria tale da compromettere la sicurezza della navigazione e della vita umana in mare ad una distanza di circa 0,5 miglia nautiche dalla costa di Punta Licosa del Comune di Castellabate (SA), è stato soccorso dagli uomini della Guardia Costiera di Agropoli.

Nel primo pomeriggio, giungeva alla sala operativa dell'Ufficio circondariale marittimo di Agropoli una chiamata di soccorso da parte di un diportista che notava l'imbarcazione da diporto a vela in difficoltà, alla deriva.

La sala operativa dirottava sul posto la dipendente motovedetta CP 855 Searche And Rescue unitamente alla motovedetta CP 582 già in zona in quanto impegnata per pattugliamento del litorale di giurisdizione e al battello pneumatico G.C. B/90, raggiunta l’imbarcazione e sinceratosi del buono stato di salute del diportista, coordinava le operazioni di assistenza dell'unità a vela.

Le operazioni terminavano con successo nel tardo pomeriggio, con l’ormeggio in sicurezza dell’unità a verla nel sorgitore di San Marco di Castellabate.

Per le emergenze in mare non perdete tempo: contattate il numero 1530, attivo su tutto il territorio nazionale 24 ore su 24.

FONTE CILENTO NOTIZIE

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