Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
DI MIKI PAPPACODA Sarebbero migliaia le informazioni prelevate dalle banche dati strategiche nazionali, stando alle indagini della Dda di Milano e della Dna che ieri ha portato a 6 misure cautelari, tra cui i domiciliari per l'ex “super poliziotto” Carmine Gallo. Tra gli indagati, che rispondono di concorso negli accessi abusivi della presunta organizzazione - composta da hacker, consulenti informatici e appartenenti alle forze dell'ordine e con al centro pure intercettazioni abusive - figurano Leonardo Maria Del Vecchio - uno dei figli del patron di Luxottica e il banchiere Matteo Arpe. Nell'inchiesta sono coinvolti anche ex dipendenti di un'altra società di investigazione, la Skp di Milano.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Nicolas Comati aveva solo vent'anni quando il 25 novembre 2018 perse la vita in un drammatico incidente stradale dovuto all'alcol mentre stava andando a una festa. La toccante storia della sua morte è stata raccontata a Tu si que vales dalla mamma Sonia Mezzadri, che in studio ha portato un messaggio di speranza commovente. Tu Si Que Vales, Lucia emoziona la giuria: «Per anni ho pensato che vivere senza genitori fosse normale, poi sono stata adottata...» Davanti a Maria De Filippi e agli altri giudici mamma Sonia ha ricordato il figlio e la drammatica serata nella quale Nicolas perse la vita. La corsa in ospedale, le lacrime e il desiderio di poter esaudire l'ultima richiesta del figlio. «Giorni prima dell'incidente stranamente mi disse: 'Se mai mi capitasse di rimanere in stato vegetativo in un letto d'ospedale voglio che i miei organi siano donati per salvare altre vite. Promettimelo!'. Quando Nicolas uscì dall'incidente stradale in condizioni irreversibili chiesi ai medici l'espianto degli organi. di Novella Toloni
Ma non fu possibile, erano ormai compromessi», ha raccontato la donna, visibilmente commossa.
L'associazione in nome di Nicolas
Senza abbandonarsi al dolore mamma Sonia ha deciso di trasformare la tragedia in qualcosa di positivo e di mantenere la promessa fatta a Nicolas, ma in un modo differente: «Così ho deciso di fondare l'Associazione Nicolas Comati per ricordare ai giovani quanto la vita è preziosa e importante». La donna oggi va nelle scuole a parlare disicurezza stradaleai giovani nel tentativo di evitare che tragedie come quella di Nicolas possano ripetersi: «Se salvo anche solo una vita di questi ragazzi sento di avere mantenuto la promessa a mio figlio». Mamma Sonia riesce a sentirsi ancora viva grazie all'associazionee all'impegno che porta avanti in modo altruistico e proprio per questo Maria De Filippi l'ha invitata adAmiciper parlare ai giovani talenti e al giovanissimo pubblico dei rischi della strada e dell'importanza della vita. LEGGO.IT
DI MIKI PAPPACODA Un incidente a Torino ha interessato una volante della polizia, un'Alfa Romeo che intorno alla mezzanotte si è ribaltata su corso Vittorio Emanuele II. Fortunatamente non sono stati coinvolti altri veicoli. Visto l'accaduto, molti passanti sono corsi in aiuto degli agenti e, tutti insieme, hanno lavorato per dar modo alle due persone a bordo di uscire e rimettere il mezzo sulle quattro ruote. La scena è stata ripresa e pubblicata sui social di Welcome To Favelas. Come riporta Torino Today, i poliziotti sono stati trasportati in ospedale e la loro prognosi è di dieci giorni.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sono passati 12 anni dal suicidio diAndrea Spezzacatena, il "ragazzo dai pantaloni rosa" che si tolse la vita 15 anni perché vittima di bullismo. Ora la sua storia è diventata un film, che è stato proiettato davanti ad un gruppo di studenti, la cui reazione non è stata quella che ci si poteva aspettare: insulti, risatine, come se non si trattasse di una vicenda su cui riflettere, ma di uno zimbello di cui ridere. L'accaduto ha scatenato la reazione indignata della mamma, Teresa Manes, che ha postato sul suo profilo Facebook un lungo sfogo.
«Quanto accaduto il 24 mattina ad "Alice nella città" dà la misura dei tempi che viviamo. Un gruppo di studenti, accompagnati (e sottolineo accompagnati) alla proiezione del film Il Ragazzo Dai Pantaloni Rosa, ha pensato male di disturbarne la visione, lanciando dalle poltrone su cui si erano accomodati parole pesanti come macigni. "Fr**io", "Ma quando s'ammazza", "Gay di m***a" sono solo alcuni degli insulti rivolti a mio figlio. Ancora oggi, 12 anni dopo. Ancora oggi, anche se morto», scrive Teresa.
Lo sfogo di mamma Teresa
Nel cast del film, diretto dalla regista Margherita Ferri e prodotto da Eagle Pictures e Weekend Films con la sceneggiatura di Roberto Proia, Claudia Pandolfi, il giovane Samuele Carrino (Andrea), Andrea Arru e Sara Ciocca. Manes, che in seguito al tragico evento ha dedicato la sua vita a spiegare alle scuole di ogni grado il pericoloso uso che a volte si fa delle parole, aggiunge: «Si parla di educare all'empatia e ci si mostra incapaci di farlo, permettendo di calpestare in modo impietoso la memoria di chi non c'è più e, soprattutto, un' attività di sensibilizzazione collettiva, portata avanti da chi ci crede ostinatamente. Mi piacerebbe che chi continua a negare l'omofobia in questo Paese prendesse spunto da quanto accaduto per rivedere il proprio pensiero e regolare il proprio agito.
Perché la parola non è un concetto vuoto. La parola è viva ed uccide. Io, di certo, non mi piego. Anzi, continuerò più forte di prima Mio figlio non c'è più ma l'omofobia a quanto pare sì". In precedenza Teresa Manes racconta anche che le è stato chiesto quanta rabbia le facesse tutto questo. «La rabbia - spiega - è un'emozione che non mi appartiene. Pure il senso d'impotenza ho scoperto col tempo essere uno stato a me ignoto. Credo però fermamente che noi adulti dobbiamo essere esempio e guida per le nuove generazioni. Quegli insulti erano sorretti dall'impalcatura della indifferenza che è la forma più subdola della violenza. Io non so se dietro quel gruppo rumoroso c'è l'assenza di quella educazione primaria che spetta alla famiglia. Il bisogno di affiliazione e, dunque, la necessità di fare parte di un gruppo può portare, specie in età adolescenziale, a fare o a dire cose che un genitore magari manco immaginerebbe mai dal proprio figlio. Ma in quel contesto, anch'esso educativo, chi ha fallito è stato quell'adulto, incapace di gestire la situazione e rimettere ordine, probabilmente non avendo avuto tempo o voglia di preparare la platea dei partecipanti. venendo, comunque, meno all'esercizio del ruolo che ricopre».
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il ragazzo di 19 anni di origini indiane arrestato per l’omicidio della giovaneSara Centelleghe, avvenuto nella notte a Costa Volpino, in provincia di Bergamo, si chiamaJashan Deep Badhan. Lo apprende l'Adnkronos. L’avvocato del ragazzo, Fausto Micheli, è arrivato presso la stazione dei carabinieri del paese, ma non ha rilasciato dichiarazioni.
Il 19enne è stato arrestato con l'accusa di omicidio volontario. Sara è stata trovata morta la scorsa notte nel suo appartamento a Costa Volpino (Bergamo). Secondo quanto comunicato dai Carabinieri, sono stati raccolti «concordanti indizi di colpevolezza» a carico del diciannovenne, che abita in un appartamento di un edificio vicino a quello della vittima. Non risultano indagate altre persone.
Il giovane ha confessato
Jashan Deep Badhan, il 19enne elettricista di origini indiane arrestato per l’omicidio di Sara Centelleghe avvenuto nella notte a Costa Volpino, in provincia di Bergamo, “ha confessato”. Lo ha detto all’Adnkronos il suo avvocato, Fausto Micheli. Il giovane “si trova in stato di arresto ed è provato. Alle 22.00 verrà portato in carcere” ha aggiunto. “Nei prossimi giorni si terrà l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip” ha poi concluso.
Le titolari del bar: mai segni di squilibrio
Sara Centelleghe era una ragazza«gentilissima ed educata», hanno detto all’Adnkronos le due gestrici del Caffè Mozart, nel centro di Costa Volpino. Quanto al ragazzo arrestato, Deep è il più grande di tre figli maschi:«Il papà è un gran lavoratore - hanno aggiunto le due donne -, la mamma è assunta in comune e sono perfettamente integrati. Il ragazzo non ha mai dato segni di squilibrio».
L'omicidio di Sara Centelleghe
Sara è stata uccisa a coltellate la scorsa notte nel suo appartamento al terzo piano di una palazzina di Costa Volpino, centro di ottomila anime sulla punta settentrionale del lago d'Iseo. Per l'omicidio i carabinieri di Clusone e Bergamo hanno arrestato un cittadino indiano praticamente coetaneo e conoscente della vittima, di 19 anni, che vive nello stesso complesso residenziale di Sara, ma in una scala diversa: è accusato di omicidio volontario.
Da quanto ricostruito, la ragazza si trovava in casa con un'amica nell'appartamento al terzo piano della scala accessibile da via Nazionale al civico 124 dove viveva con la madre che in quel momento era fuori. Poco dopo l'1 della notte scorsa l'amica è scesa per prendere da bere a un distributore automatico situato a poco più di cento metri dall'androne del palazzo.
Così l'ha uccisa
In questo frangente si è consumato l'omicidio: il giovane indiano ha raggiunto la casa di Sara, probabilmente passando dall'interno del complesso residenziale e, per cause ancora al vaglio degli inquirenti, l'ha accoltellata al viso e al torace. Dopodiché si è dileguato, scendendo per le scale e rifugiandosi a casa sua. Poco dopo è tornata a casa l'amica della ragazza, che salendo le scale ha subito notato le tracce di sangue - gocce e impronte di piedi nudi - e, entrata nell'appartamento, l'ha trovata a terra esanime e in un lago di sangue.
A quel punto si è messa a gridare, attirando l'attenzione degli altri inquilini - nella palazzina vivono una quarantina di famiglie -, alcuni dei quali sono accorsi: la chiamata al 112 è arrivata al 118 e un vicino di casa in particolare ha praticato, seguendo le indicazioni al telefono del personale appunto del numero di emergenza, il massaggio cardiaco alla diciottenne, ma senza risultato.
Le indagini dei carabinieri
Anche gli stessi sanitari arrivati con l'automedica e l'ambulanza hanno tentato di rianimare la giovane, ma invano. Alla fine è stato constatato il decesso e sono iniziati i rilievi dei carabinieri della compagnia di Clusone e del nucleo investigativo di Bergamo, coordinati dal sostituto procuratore Giampiero Golluccio. L'appartamento è stato posto sotto sequestro. Già nella notte erano stati sentiti la stessa amica che ha trovato Sara uccisa, diversi vicini di casa e alcuni conoscenti della ragazza. Anche la madre della vittima è rincasata e all'abitazione è arrivato anche il padre (i genitori sono separati) che vive in un'altra casa, sempre a Costa Volpino.
Terminati i rilievi, la salma di Sara Centelleghe è stata portata all'obitorio dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove nei prossimi giorni sarà eseguita l'autopsia. Già in mattinata i carabinieri avevano prelavato da casa il vicino e amico indiano: attorno alle 13 gli inquirenti si sono presentati a casa sua per sequestrare abiti e lenzuola.
I carabinieri hanno da subito fatto sapere che il delitto non era maturato in ambito familiare e che non si trattava di una rapina: motivo per cui le attenzioni si sono concentrate sulle conoscenze della vittima, fino a quando il cerchio si è stretto attorno al 19enne, che ha poi ammesso le proprie responsabilità davanti ai militari dell'Arma, venendo in serata anche sentito dal sostituto procuratore titolare del caso, assistito da un difensore d'ufficio, prima di essere accompagnato in carcere in via Gleno a Bergamo. Il movente non è ancora stato chiarito. LEGGO.IT
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Davanti ai giudici dell'Assise per l'omicidio diGiulia Cecchettin, venerdì,Filippo Turettaha ondeggiato continuamente fra queste due figure: quella dell'assassino che aveva premeditato ogni cosa - ciò che gli contesta la Procura - e quella di chi vuole «ammettere tutte le colpe», ma nello stesso tempo non voleva «che quello fosse l'epilogo».Aveva pensato di «rapirla, per stare con lei, e dopo qualche tempo toglierle la vita», ma ha anche aggiunto che «nella mia testa quel pensiero, fino all'ultimo, non era definitivo».
Sarà la Corte d'Assise a decidere se questo sia stato solo un estremo tentativo di allontanare da sè la premeditazione. E quella di venerdì potrebbe essere stata l'unica volta di Turetta in aula. La sentenza è attesa il 3 dicembre. Certo, il memoriale di 80 pagine scritto durante i lunghi mesi del carcere non pare aver derubricato l'immagine del killer impietoso che ha massacrato l'ex fidanzata con 75 coltellate. Di fronte alle incongruenze contestate dal pm, Andrea Petroni, su quanto aveva verbalizzato nell'interrogatorio del 25 novembre, e quanto scritto nel memoriale, Filippo ha ammesso di aver «detto una serie di bugie».
La paura di non vedere i genitori
Negli 80 fogli scritti quasi tutti in corsivo ha provato a spiegarne il perchè: temeva che i suoi genitori non avrebbero più voluto vederlo dopo l'arresto in Germania e quello che era emerso sull'omicidio. Ma loro, Nicola ed Elisabetta, il 3 dicembre erano andati a trovarlo in carcere a Verona. «Erano ovviamente scossi e scioccati emotivamente - scrive - Non riuscivano ad accettare la cosa, e questo senza che pensassero che potesse esserci una sorta di premeditazione». Temeva insomma, che scoprire anche la premeditazione li avrebbe allontanati per sempre da lui.
La lista delle cose da fare
In ogni caso, per l'accusa, sarebbe bastata la «lista delle cose da fare - lo scotch, il badile, i sacchi neri, le manette - a togliere ogni dubbio su quali erano le intenzioni di Filippo. Una lista - cancellata e ritrovata nel suo telefonino - compilata il 7 novembre 2023, quattro giorni prima dell'assassinio di Giulia. «Era una lista per sfogarmi, mi tranquillizzava» ha risposto venerdì in aula, sostenendo che non era un piano da attuare in un momento preciso.
Annullata l'udienza del 28 ottobre
Turetta potrebbe non ripresentarsi più in aula. Il suo esame si è concluso venerdì; l'udienza già programmata per il proseguo dell' interrogatorio, lunedì 28 ottobre, è stata annullata. «In astratto, dal punto di vista processuale, non è più necessario» ha spiegato il suo difensore, il prof Giovanni Caruso. Per la sentenza, si vedrà. Caruso ha detto di prevedere «una commisurazione della pena della giusta severità», anche se, ha osservato, «che i processi per reati come i femminicidi vengano definiti con l'ergastolo è abbastanza frequente. È una possibilità». LEGGO.IT
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Arriva l'anticiclone, ma ancora non dappertutto. La giornata sarà contrassegnata da generali condizioni di maltempo, a tratti forte e persistente, su Liguria e Piemonte dove ci sarà il rischio di alluvioni. Migliora decisamente in Lombardia, nubi irregolari sul resto del Nord. Maltempo anche in Sardegna, mentre sul resto delle regioni l'atmosfera sarà stabile.
Meteo oggi - NORD
Un ciclone influenza ancora alcune regioni. In questa giornata avremo condizioni di intenso maltempo su Liguria e Piemonte con rischio alluvionale. Migliora in Lombardia con molte nubi e rare precipitazioni. Tempo più asciutto al Nordest con schiarite soleggiate. I venti soffieranno dai quadranti meridionali, i mari risulteranno generalmente mossi. Clima autunnale.
TemperatureValori massimi attesi tra i 16-17°C di Aosta e Torino e i 22°C di Trieste e Bologna
Meteo oggi - CENTRO e SARDEGNA
Un vortice sulla Spagna interessa una regione. La giornata trascorrerà con condizioni di maltempo sulla Sardegna dove ci saranno piogge anche forti e pure dei temporali. Sul resto delle regioni, grazie all'aumento della pressione, il tempo sarà più stabile, ma il cielo si potrà vedere poco o irregolarmente nuvoloso. Venti meridionali, mari poco mossi, molto mossi quelli attorno alla Sardegna.
TemperatureValori massimi compresi tra i 19°C di Campobasso e l'Aquila e i 23°C di Cagliari, Roma e Firenze
Meteo oggi - SUD e SICILIA
Un campo di alta pressione a matrice subtropicale interessa le regioni. La giornata sarà caratterizzata da una mattinata con un cielo in gran parte coperto o molto nuvoloso, mentre nel pomeriggio avanzeranno generose schiarite su tutte le regioni. I venti soffieranno debolmente dai quadranti meridionali. Mar Tirreno mosso, molto mosso quello siculo meridionale, calmo l'Adriatico e lo Ionio.
TemperatureValori massimi attesi tra i 18°C di Potenza e i 23-24°C delle altre città
A CURA DI MIKI PAPPACODA Santo del giorno S. Evaristo Papa (5°) dal 97 al 105 e martire († 108) B. Salvador Mollar Ventura O.F.M. e martire (1896-1936) Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 10,46-52. In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». E Gesù gli disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Gragnano ( Napoli )Le offre marijuana, la convince a fumare insieme, poi sfrutta lo stato di alterazione della giovanissima vittima e la violenta nel parcheggio dell’ex scalo ferroviario di Gragnano. Vittima dello stupro è una 17enne gragnanese, che con la sua denuncia ha fatto arrestare un operaio edile di 46 anni che conosceva da qualche tempo perché cliente del locale in cui lavorava. I carabinieri della stazione di Gragnano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina. In carcere, con le accuse di violenza sessuale e di lesioni personali aggravate ai danni di una minorenne, è finito un 46enne di Gragnano. LE INDAGINI Dalle indagini, svolte dai carabinieri e coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, è emerso che l’operaio avrebbe carpito la fiducia della vittima, frequentando assiduamente il locale dove la giovane lavorava, anche offrendole droga. Una frequentazione del locale da parte dell’operaio che sarebbe diventata molto frequente e che avrebbe spinto il 46enne a contattare la 17enne ripetutamente in chat con messaggi a chiaro sfondo sessuale, chiedendole insistentemente un appuntamento. Il tutto fino alla sera del 18 settembre, quando a bordo della propria autovettura l’indagato avrebbe intercettato la vittima e, dopo averla convinta ad appartarsi in un luogo isolato poi individuato dai carabinieri nel parcheggio dell’ex stazione ferroviaria di Gragnano per fumare uno spinello insieme. Dopo aver consumato droga, il 46enne avrebbe approfittato dello stato di alterazione della ragazza scrive in una nota il procuratore Nunzio Fragliasso e avrebbe violentato la minorenne. Dopo aver subito lo stupro, sconvolta per l’accaduto, inizialmente la ragazza era contraria a sporgere querela, ma il giorno successivo ha deciso di confidarsi con il fratello, al quale ha raccontato il gravissimo episodio. Il giovane hanno ricostruito gli investigatori ha organizzato un incontro con l’indagato, per chiedergli conto della violenza commessa il giorno prima ai danni della sorella, ma all’appuntamento, nel corso della discussione tra i due, gli animi si sono surriscaldati ed avrebbe aggredito il 46enne. Proprio l’aggressione ha permesso ai carabinieri di intervenire sul posto, consentendo di avviare le indagini e di raccogliere gravi indizi di colpevolezza sul 46enne, ritenuto l’autore della violenza sessuale ai danni della ragazza. POSITANONEWS