Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Rafforzare la posizione moderata e centrista del partito, insistere sui territori per far riavvicinare i cittadini alla politica che deve tornare a rappresentare i territori, gli interessi della società, dei cittadini e delle associazioni.
Serve una politica attenta fatta di serietà e competenza. A dirlo questa mattina il presidente di Noi moderati, Maurizio Lupi a Salerno per tagliare il nastro della nuova sede del Coordinamento Provinciale in Via Angrisani, nella zona orientale della Città di Salerno.
Un appuntamento preceduto dall’assemblea del Coordinamento Provinciale di Noi Moderati al Saint Joseph Resort di Via Salvatore Allende alla presenza tra gli altri del deputato salernitano Pino Bicchielli e il segretario provinciale Luigi Cerruti.TVOGGISALERNO
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La data dell’11 luglio con l’avvio di quattro rotte annunciate da Volotea con destinazione Verona, Cagliari, Catania e Nantes, in Francia rappresenta una data importante per l’aeroporto Costa d’Amalfi di Pontecagnano, una data di spartiacque tra la vecchia gestione del consorzio alla gesac che amplia le opportunità per lo scalo salernitano.
A dirlo il Responsabile Incoming Aidit-Federturismo Confindustria Giancarlo Vitolo che parla di prossimi voli anche da parte di EasyJet che incrementerà i voli contribuendo a rappresentare uno straordinario volàno per lo sviluppo turistico della nostra regione, sia per i flussi turistici in ingresso che in uscita.
La conferma potrebbe arrivare a breve e non si esclude che anche Ryanair che insieme aad EasyJet rappresentano le prime due compagnie low cost piu’ grandi d’ Europa non possa scegliere per il 2025 di volare all’aeroporto di Salerno. Al momento le certezze date dalla compagnia aerea spagnola Volotea con l’attivazione delle quattro rotte dall’aeroporto di Salerno, sia in Italia che all’estero che dall’11 luglio consentirà di raggiungere Verona, Cagliari, Catania e Nantes, sono un’ottima occasione sia per i turisti in entrata che in uscita.
a cura di Emanuel Zuppardo Come fare il risotto alla pescatora Il risotto alla pescatora si prepara cuocendo il riso in padella con lo scalogno e a metà cottura insaporendolo con le cozze e le vongole fatte aprire a parte, i gamberetti e gli scampi a pezzetti.
Cuocete le cozze con olio e aglio e poi aggiungete il vino bianco e fatele andare fino a che non si saranno aperte.
Dopo averle spurgate in acqua e sale, cuocete le vongole con olio e aglio e poi aggiungete il vino bianco e fatele andare fino a che non si aprono.
Fate rosolare lo scalogno in un filo d’olio, aggiungete il riso e fate tostare per un paio di minuti. Sfumate con vino bianco. Aggiungete il brodo di pesce e fate cuocere il riso.
A metà cottura aggiungete i pomodori tagliati a pezzi, le cozze, le vongole, i calamari e gli scampi. A fine cottura insaporite con prezzemolo tritato. Buon appetito!
DI MICHELE PAPPACODA C’era una volta un vecchio mugnaio che lasciò in eredità ai suoi figli i suoi averi: al più grande toccò il mulino, al figlio di mezzo toccò un vecchio asino e infine, al più giovane, un gatto. Il ragazzo non sapeva cosa farsene di quel gatto e si chiedeva come sarebbe riuscito a procurarsi qualcosa da mettere sotto i denti. Ma il gatto gli disse: “Non preoccuparti; procurami un paio di stivali e un cappello e fidati di me”. Il ragazzo fece proprio come gli era stato detto. Il gatto infilò gli stivali e si addentrò nel bosco, a caccia di selvaggina. Tornò poco più tardi, con due bei fagiani. “Che meraviglia! Questa sera festeggeremo” disse il ragazzo. Ma i fagiani non erano per loro: “Questi non sono per te; li porterò in omaggio al re” rispose il gatto. Poi uscì. Il gatto arrivò alle porte del castello e bussò, poi consegnò i fagiani al cuoco e gli disse di riferire al re che si trattava di un omaggio del Marchese di Carabas. Il gatto continuò così a lungo: ogni giorno portava qualche dono al re, da parte del Marchese di Carabas, e intanto il suo padrone faceva la fame. Poi, una mattina, disse al ragazzo: “Vieni con me; quando raggiungeremo il fiume, vai a fare un bagno. Ma non appena vedrai passare la carrozza reale, fingi di annegare”. I due uscirono di casa e raggiunsero il fiume; il ragazzo entrò in acqua mentre il gatto andò a far visita ai contadini che coltivavano i campi lungo le sponde. “Se il re ve lo chiederà, dovrete rispondere che questi campi sono di proprietà del Marchese di Carabas; se non lo farete, vi farò uccidere tutti. Chiaro?” sibilò il gatto. E i contadini, chinando il capo, annuirono. Dopo qualche tempo, passo di lì la carrozza del re, con i suoi cavalieri al seguito; “Di chi sono queste terre?” chiese il re a uno dei contadini che stavano estirpando le erbacce. “Del Marchese di Carabas, Maestà” rispose il contadino. “Lo stesso Marchese che ci porta doni ogni giorno? Dev’essere un uomo ricco e buono” pensò tra sé il re.Poco più avanti, incontrò il gatto con gli stivali, che agitava le zampine disperandosi: “Aiutatemi! Aiutatemi! Il mio padrone, il Marchese di Carabas, sta affogando nel fiume”. Il re ordinò ai suoi cavalieri di salvarlo e lo fece tirar fuori dall’acqua; poi gli fece dare i suoi vestiti più belli, prendendoli dai bauli che portava sulla carrozza. Mentre il re si intratteneva con il ragazzo, convinto che si trattasse di un ricco nobile, il gatto li abbandonò e corse avanti. C’era infatti lungo la strada un castello, abitato da un orco. L’orco era famoso per la sua abilità di trasformarsi in qualunque animale volesse. Così, il gatto entrò e chiese di essere portato al cospetto dell’orco. “E così tu saresti l’orco capace di trasformarsi in qualsiasi animale desideri, dico bene?” “Proprio così”. “Secondo me, però, non saresti in grado di trasformarti in un leone”. L’orco prese la sfida molto sul serio e si trasformò in un battibaleno. Il gatto, terrorizzato dal ruggito del leone, si nascose dietro una colonna. “Straordinario! E dimmi, sapresti anche trasformarti in una serpe velenosa?” L’orco, in un attimo, si trasformò in una vipera: dai lunghi denti affilati stillavano gocce di veleno nero. “Meraviglioso! Ma ho compreso il tuo trucco: sai trasformarti in tutti gli animali feroci e velenosi, ma sono certo che non sapresti diventare un topolino così piccolo da stare nel palmo della mia zampa”. “Tu dici? Stai a guardare!” ed ecco che l’orco divenne un topolino bianco, così piccolo da stare tra le zampe di un gatto. Il gatto con gli stivali sorrise, soddisfatto. Poi, con un balzo, afferrò l’orco, ormai inoffensivo, e lo divorò in un sol boccone.“Da oggi, questo castello appartiene al Marchese di Carabas! Il Marchese sta arrivando, in compagnia del re; preparate le due stanze più belle” esclamò il gatto. I servitori del castello, furono ben felici di sapere che da quel momento avrebbero servito un nobile invece di un orco. Il gatto, invece, tornò lungo la strada e raggiunse la carrozza; poi, si affaccio alla finestrella e disse: “Maestà, il castello del Marchese è poco più avanti; fermiamoci a riposare lì. La servitù ha già preparato le due stanze più belle”. E così, il figlio del mugnaio, da quel giorno, divenne il ricco proprietario di quel castello e di tutta la servitù. Il re, dal canto suo, rimase tanto colpito dalle ricchezze e dalla generosità del Marchese di Carabas che gli diede in sposa sua figlia, la principessa. E così, vissero tutti felici e contenti.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ben 80 tra autoveicoli e motoveicoli sequestrati per mancanza di copertura assicurativa, inoltre sono state versate quote per pagamento verbali, che vanno da un minimo di 300€ per la rottamazione e 800€ per mancanza assicurativa. Questo il bilancio dei primi giorni del 2024 dei controlli effettuati dalla sezione Stradale della polizia municipale di Giugliano. Nello specifico Sono state rimosse dalla sede stradale e comunale, autovetture abbandonate che occupavano intere starde residenziali. Sono stati sanzionati diversi ambulanti che sul territorio, i quali ritiravano scarti ferrosi e materiali di risulta, per poi abbandonarli, senza alcuna norma lecita di smaltimento, nelle campagne dove ci sono coltivazioni di alimenti che si ritrovano sulle nostre tavole. La polizia municipale, nonostante un personale ridotto all’osso, cerca di tenere sempre alta la guardia dei controlli su di un territorio vastissimo. Il Corpo ha chiesto più volte alle varie amministrazioni che si sono succedute negli anni, l’assunzione tramite concorso pubblico, mancante sul nostro territorio da ben vent’anni, di almeno una trentina di unità da inserire in pianta organica. INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA "Quando i Sindaci campani si sono visti recapitare un invito ad una manifestazione contro il Governo con tanto di logo di Regione ed Anci Campania abbiamo raggiunto il massimo della barbarie dell'uso politico delle Istituzioni. De Luca non può permettersi di usare il logo della Regione per una guerra politica personale in cui tenta solo di coprire i suoi fallimenti di nove anni di amministrazione". Lo dichiara il senatore Antonio Iannone, commissario regionale di Fratelli d'Italia Campania. "Il sindaco Marino non solo non si vergogna", aggiunge Iannone e "addirittura schiera il logo dell'Anci che dovrebbe rappresentare tutti i Sindaci a prescindere dalle appartenenze politiche. Marino dovrebbe dimettersi per questo ma visto che non ha senso della vergogna ho chiesto agli Amministratori di Fratelli d'Italia di lasciare ogni carica. Invito gli altri partiti politici di centrodestra a fare altrettanto. Lo stesso Presidente Decaro dovrebbe intervenire per fermare questo sconcio dell'uso politico dell'associazione dei Comuni ridotta a comitato elettorale di De Luca. Le Istituzioni appartengono ai Cittadini e non ai partiti politici o sue espressioni; invece in Campania c'è un'emergenza democratica fatta di quotidiane dichiarazioni deliranti, azioni politiche sconcertanti e condotte umilianti. Gli uomini del PD confondono l'Istituzione con la fazione. Noi non staremo a guardare in questo carnevale perenne che un uomo disperato e in guerra con tutti sta generando. La Campania non merita tutto questo diluvio di fango, offese e tribali manifestazioni. È tempo di reagire", conclude Iannone. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’industria di trasformazione al lavoro per la prossima campagna del pomodoro. Il coordinamento del comitato territoriale Bacino Centro Sud Italia di Anicav, a seguito di una serie di incontri svolti nelle ultime settimane, ha individuato un obiettivo di trasformazione, per l’intero bacino produttivo Centro Sud, di circa 26 milioni di quintali. “Riteniamo che la campagna di trasformazione al Centro Sud debba essere concentrata in otto/nove settimane – dichiara Marco Serafini, presidente di Anicav -. Questo permetterà all’intera filiera di ottimizzare i costi, di ridurre i consumi, in particolare quelli idrici, oltre ad assicurare una migliore qualità del prodotto al consumatore finale. C’è bisogno di una programmazione agricola che consideri l’esigenza dell’industria di una maggiore concentrazione delle consegne e di avere una quantità di pomodoro lungo che non superi il 40% delle produzioni.” “Il nostro auspicio - continua Serafini - è che venga avviata, in tempi brevi, un’interlocuzione con la parte agricola che possa portare al raggiungimento di un’intesa per la gestione della prossima campagna di trasformazione partendo dal Contratto Quadro d’Area già ampiamente condiviso dalle parti nel corso degli anni”. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Avellino. Il Centro di Ricerca “Basilio Orga” organizzerà la Mostra d’arte: "L’arte di Cesare Uva nei paesaggi marini”, che si terrà da domenica 11 a martedì 13 febbraio 2024 dalle ore 10.00 alle ore 13.00 alle ore 17.00 alle ore 20.00, presso il Circolo della Stampa di Avellino (palazzo della Prefettura), sito in Corso Vittorio Emanuele al civico 6. Questo sarà il primo evento culturale realizzato in occasione dell’inizio delle celebrazioni per il Bicentenario della nascita del pittore Cesare Uva (1824-1886). La mostra L’arte di Cesare Uva nei paesaggi marini offrirà una selezione di opere caratterizzate dal particolare interesse qualitativo e, soprattutto, storico-critico. L’ideazione e la curatela della mostra sono assegnate a Stefano Orga, figura di spicco nel mondo storico-artistico, che realizza con maestria un’esperienza unica e coinvolgente per il pubblico.La direzione artistica è affidata a Michela Femina, una guida esperta che ha contribuito a plasmare l’aspetto visivo della mostra, garantendo una presentazione armoniosa delle rare opere di Cesare Uva. La mostra d’arte L’arte di Cesare Uva nei paesaggi marini proporrà opere autografe del maestro avellinese. Come evento collaterale ci sarà la mostra fotografica “Cesare Uva a 200 anni dalla nascita” con 12 foto ad alta risoluzione. I lavori pittorici proposti in ostensione godono di una straordinaria freschezza che enfatizza il lavoro di Cesare Uva (1824-1886). Certamente sarà una mostra riservata ai cultori della pittura dell’Ottocento romantico partenopeo, agli appassionati del vedutismo ottocentesco, e soprattutto alle persone attratte dall’opera di Cesare Uva. Sarà quindi un’esposizione per molti ma non per tutti. L’evento culturale sarà promosso dal Centro di Ricerca “Basilio Orga” con la collaborazione del Circolo culturale “Francesco Solimena”, de In Arte Libertas e dell’Associazione Culturale ACO. Uno speciale ringraziamento va formulato alle famiglie che gentilmente ci hanno pestato le opere di Cesare Uva per questo straordinario evento ostensivo e all’ “Antiquario Re di Bronzo” di Avellino per la collaborazione. In occasione della mostra è stato pubblicato un magnifico catalogo edito dalle Edizioni Omicron di Napoli. Questo straordinario volume offre un’immersione visiva nelle opere esposte in mostra attraverso immagini di alta qualità, catturando l’essenza e la bellezza dei paesaggi marini interpretati dal celebre artista avellinese. I testi del catalogo sono stati sapientemente redatti da Michela Femina e da Stefano Orga, la loro competenza nel campo della ricerca storico-artistica si riflette nei testi, che contribuiscono a narrare la storia e il contesto delle opere esposte, oltre a presentare la figura artistica del maestro Cesare Uva. Il catalogo delle Edizioni Omicron, oltre a fungere da preziosa guida per gli appassionati d’arte, si configura come un’opera d’arte in sé, rappresentando un tributo duraturo al genio di Cesare Uva. Questo straordinario lavoro editoriale arricchisce il patrimonio culturale, celebrando l’eredità artistica del pittore avellinese nel contesto del suo bicentenario di nascita. Cesare Uva, nacque ad Avellino l’undici novembre 1824 da Lucia D’Argenio (1800-1877) e Mariano (1794-1860), un pittore decoratore, che lo spronò ad interessarsi all’arte pittorica. La famiglia era di condizioni economiche modeste. Esordì a livello locale presso la Mostra d'arte Irpina del 1848, che si tenne ad Avellino, ove propose il dipinto Albero invecchiato (1848). Ad Avellino il nostro pittore entrò in contatto con Enrico Capozzi (1820-1890), suo lontano parente paterno, che successivamente divenne un suo mecenate. All'età di circa ventisei anni si trasferì a Napoli ove poté frequentare il Regio Istituto di Belle Arti di Napoli, qui seguì le lezioni, prima di Costanzo Angelini (1760-1853), dal 1853 quelle di Giuseppe Mancinelli (1813-1875), ed in fine studiò con Gabriele Smargiassi (1798-1882), che lo influenzò notevolmente verso la Pittura romantica, tanto che Cesare Uva fondò la Scuola romantica avellinese nella sua bottega, impartendo lezioni di disegno e di pittura. Fu invitato alla “Biennale Borbonica di Belle Arti” del 1855, presso il Museo, ove presentò il dipinto ad olio Veduta di Avellino con ponte. Dopo gli studi partenopei ad Avellino aggiornò la bottega paterna verso le istanze della Pittura romantica, tanto da fondare la Scuola Romantica Avellinese. Dal 1858 le sue opere furono molto apprezzate dall’aristocrazia napoletana, in quanto i suoi lavori furono molto graditi da Ferdinando II di Borbone (1810-1859). La sua famiglia nei primi mesi del 1859 si trasferì definitivamente a Napoli. Qui si sposò con Antonietta Andreani. Partecipò anche alle esposizioni d’arte della “Promotrice di Belle Arti Salvator Rosa” di Napoli dal 1862 al 1877. Nel 1877 restaurò il Teatro comunale di Avellino. Nel 1879 aprì una bottega d'arte con il pittore avellinese Giovanni Battista (1858-1925) in Via Riviera di Chiaia al n° 266. Negli anni ottanta del Diciannovesimo secolo ottenne la Croce di cavaliere della Santa Sede da Papa Leone XIII (1810-1903), per meriti artistici, grazie alla segnalazione dell’Abate di Montevergine Dom Guglielmo De Cesare (1812-1884). All’“Esposizione Nazionale di Belle Arti” di Roma del 1883 inviò le tempere Foresta in primavera e Ritorno dalla festa al tramonto. Si spense a Napoli, sua città adottiva il 16 febbraio 1886. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Baiano. E' stato proprio lui a chiamare il 118, ieri sera intorno alle 23. Ha detto all'operatore di essere stato accoltellato alla gamba. Ma quando sono arrivati i soccorsi e i carabinieri in via De Sanctis, Felice Lippiello, 54 anni, era purtroppo già morto. L'uomo, noto a Baiano per il suo trascorso da tossicodipendente, è stato ferito con un coltello alla gamba sinistra. E, probabilmente, è morto dissanguato nel cortile dell'abitazione del fratello, nella zona storica dei “Vesuni”. Lippiello si trova ora nell'obitorio dell'ospedale di Nola in attesa delle decisioni della magistratura. Sul posto sono giunti i carabinieri della compagnia locale che hanno avviato tutte le indagini. Hanno ascoltato già dalla serata di ieri i vicini di casa, che pare non abbiano udito alcun rumore. Inoltre, i militari hanno acquisito tutte le immagini delle telecamere, anche private, che sono installate in quella zona. Le prime ipotesi indicano una possibile colluttazione con l’aggressore, scatenata forse da una discussione iniziale. Felice Lippiello, come emerge dalle prime investigazioni, viveva da solo e aveva avuto in passato problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. Già noto alle forze dell'ordine proprio per i reati legati allo spaccio e al consumo di droga. Gli investigatori cercano di ricostruire le ore precedenti all'aggressione di Lippiello. Si studiano anche i tabulati telefonici della vittima per accertare gli ultimi suoi contatti prima di morire. Il cerchio delle indagini si stringe, quindi. Il killer di Lippiello ha le ore contate. di Paola Iandolo OTTOPAGINE