Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO ANGELA CECERE Caserta. Ci sono altre sei vittime da aggiungere purtroppo nel lungo e interminabile elenco di morti per Covid in provincia di Caserta. Non ce l'hanno fatta a sconfiggere il virus sei persone residenti a Mondragone, Orta di Atella, San Cipriano d'Aversa, San Nicola la Strada, San Prisco, Sant’Angelo d’Alife. In netto calo invece i contagi: 689 su 5840 tamponi processati. Tasso di positività pari all’11,80%. Aversa, Marcianise, Maddaloni, Caserta, Orta di Atella, San Nicola la Strada, San Prisco, Trentola Ducenta le località dove si sono avuti più contagi.
INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti lo spaccio di droga e la lotta per l'egemonia nella zona tra due clan rivali i indaga sull'omicidio di Vincenzo Cerqua, 35enne ucciso a colpi di arma da fuoco a Casoria, mentre si trovava nella sua Fiat Punto blu. L'agguato è avvenuto ieri sera in via Gaetano Pelella intorno alle 20.45. Sul posto i carabinieri intervenuti hanno trovato alcuni bossoli calibro 45. Momenti di tensione all'arrivo dei familiari. Esecuzione in strada Enzo ‘a Somalia, così come era soprannominato Vincenzo Cerqua, è stato vittima di una vera e propria esecuzione. Sull'accaduto indagano i carabinieri della compagnia di Casoria e del Nucleo investigativo di Castello di Cisterna. I motivi del raid potrebbero ricondursi alla guerra tra i fedelissimi del clan Moccia e i nuovi ras per l'egemonia nella zona. Cerqua, scarcerato da pochi giorni, pare avesse sporto denuncia tempo fa, dopo essersi rifiutato di pagare l’estorsione per la piazza di spaccio che gestiva al clan della zona. Era anche stato vittima di un pestaggio con la moglie. NAPOLITODAY
INSERITO DA ANGELA CECERE Le parti civili avevano proposto il carcere a vita, la difesa l'assoluzione per la totale incapacità di intendere e di volere. Il dramma nel 2019 Benevento. Quattordici anni. E' la condanna stabilita dalla Corte di assise (presidente Fallarino, a latere Rotili, più i giudici popolari), esclusa l'aggravante della crudeltà, e riconosciuta la seminfermità mentale, per Loredana Morelli, 37 anni, di Campolattaro, sordomuta ed affetta da una forma psicopatologica, che il 15 settembre del 2019 aveva ucciso Diego, il figlioletto di 4 mesi. Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, dove sono rimasti circa tre ore, la requisitoria del pm Maria Gabriella Di Lauro, che aveva proposto la pena di 21 anni dopo aver riconosciuto il vizio parziale di mente e l'equivalenza tra attenuanti e aggravanti (aveva escluso quella della crudeltà), mentre l'avvocato Antonio Zobel, legale del compagno della donna e dei familiari, parti civili, si era espresso per la dichiarazione di responsabilità dell'imputata, spingendosi a chiedere per lei il carcere a vita. Gli avvocati Matteo De Longis e Michele Maselli, difensori di Loredana, avevano, dal canto loro, ripercorso le tappe del disagio psichico in cui la loro assistita versava già prima del gesto, puntando l'attenzione, De Longis in particolare, sulle nove consulenze e perizie psichiatriche disposte per verificare lo stato di salute della donna, di cui avevano sollecitato l'assoluzione perchè totalmente incapace di intendere e di volere, e dunque non imputabile. Poi, intorno alle 17, la decisione di primo grado su una storia terribile. Per Loredana anche il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, in favore delle tre parti civili, e il pagamento di una provvisionale di 10mila euro al compagno, e di 5mila euro per ciascuna delle altre due persone. Il giorno in cui si era verificato il dramma, Loredana, che da mesi è ospite di una struttura per l'incompatibilità tra le sue condizioni e la detenzione in carcere, si era allontanata con Diego da Quadrelle, il centro irpino nel quale abitava, a bordo di una Opel Corsa. Ossessionata dai sospetti, voleva raggiungere la sua famiglia a Campolattaro. Per non farsi fermare dai carabinieri, che la cercavano dopo la denuncia del convivente, aveva imboccato la Benevento -Caianello, giungendo all'altezza di Solopaca, dove la Corsa era finita contro la barriera. Era scesa, aveva preso tra le braccia il figlio, rimasto ferito, come dimostrerebbero le tracce di sangue sul seggiolino e nell'abitacolo, e l'aveva lanciato di sotto, certa che in quel punto scorresse il fiume. Poi, intenzionata a farla finita, aveva fatto altrettanto, restando impigliata tra i rovi, come il bimbo. Lo aveva raggiunto e colpito alla testa con un pezzo di legno, ammazzandolo. Per un anno era rimasta chiusa in un silenzio che aveva rotto prima di essere spedita a giudizio. Quando, supportata da una esperta del linguaggio dei segni, aveva raccontato la sua sconvolgente versione dei fatti, ammettendo di aver ucciso Diego. Una volta espiata la pena, la 37enne sarà sottoposta alla libertà vigilata, per almeno un anno, in una struttura psichiatrica, per seguire il programma terapeutico predisposto.
INSERITO DA ANGELA CECERE Avellino. Per il convento delle Oblate c'erano altri progetti – ammette candidamente don Vitaliano Della Sala, vicedirettore della Caritas - ma il precipitare della situazione in Ucraina ci impone altre scelte. Nella struttura del centro storico arriveranno presto 25 persone, soprattutto donne e bambini, in fuga dalla guerra. “Le stanze sono nuove e pronte – prosegue Don Vitaliano, qualche problemino con le caldaie ma niente che non si possa risolvere. E' un primo passo augurandoci che l'Irpinia come sempre accade nelle emergenze offra il lato migliore di sé". Ma il vescovo Arturo Aiello ha scritto anche una lettera a tutti i parroci della diocesi invitando a valutare se nelle loro strutture abbiano degli spazi idonei per accogliere altre persone che stanno scappando dall'invasione russa.E lo stesso hanno fatto i vescovi delle altre diocesi irpine. Si stanno muovendo parallelamente anche i privati mettendo a disposizione appartamenti. Intanto tra venerdi notte e sabato mattina è atteso a Campetto Santa Rita il bus che sta facendo la spola tra Avellino e Leopoli con altri profughi, mentre c'è anche chi fa il viaggio al contrario per lasciare l'Irpinia e tornare nella terra natia per arruolarsi.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Il tema dell’ascolto scelto per l’edizione di quest’anno della Giornata Mondiale dell’Udito di domani, 3 marzo – scrive Paolo De Luca – è quanto mai appropriato in questo terribile momento di guerra. Ma restando all’evento promosso per domani dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, va detto innanzitutto che il numero di persone che vivono con un’ipoacusia non affrontata o con malattie dell’orecchio è certamente inaccettabile. Servono pertanto prevenzione, campagne di sensibilizzazione e anche Livelli Essenziali di Assistenza applicati in modo più equo»
Una realizzazione grafica per la Giornata Mondiale dell’Udito (“World Hearing Day”)
Domani,3 marzo, sarà lasettimaGiornata Mondiale dell’Udito(World Hearing Day), evento che coinvolge oltre cento Pesi e che è stato voluto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per richiamare i Governi mondiali sull’importanza dell’udito. Il messaggio lanciato per questa edizione èTo Hear for Life, Listen with Care!(letteralmente“Per ascoltare per tutta la vita, ascolta con cura!”).Sull’iniziativa cediamo ben volentieri la parola aPaolo De Luca, presidente dell’APIC (Associazione Portatori Impianto Cocleare).
In queste settimane di guerra, iltema dell’ascoltoscelto per l’edizione di quest’Anno della Giornata Mondiale dell’Udito è più che mai appropriato: serve non solo parlarsi, infatti, ma ascoltarsi e ascoltare il grido che si leva dalle tante voci di persone che vogliono vivere in pace e senza bombe pendenti sulla testa.
Ma tornando alla Giornata promossa all’OMS, va detto innanzitutto che il numero di persone che vivono con un’ipoacusia non affrontata o con malattie dell’orecchio èinaccettabile. Per questo è necessaria un’azione tempestiva, perprevenire e affrontare la perdita dell’uditonel corso della vita. Investire infatti in interventi efficaci andrà a vantaggio delle persone ipoacusiche e porterà utili finanziari alla società stessa. È pertanto necessario integrarela cura dell’orecchio e dell’udito centrata sulla personanei Piani Sanitari Nazionali, per una copertura sanitaria universale, ma servono anche, con urgenza,campagne di sensibilizzazionetra la popolazione mondiale, al fine di aiutare a comprendere una serie di fatti certi ovvero, innanzitutto, che un buon udito e una buona comunicazione sono importantiin tutte le fasi della vita. Che la perdita dell’udito – e le relative malattie dell’orecchio – può essere evitata attraversoazioni preventive, come la protezione contro i suoni forti, le buone pratiche di cura dell’orecchio e l’immunizzazione. Se identificato infatti in modo tempestivo e cercando un’assistenza appropriata, il problema può esseresenz’altro affrontato. Le persone a rischio di perdita dell’udito dovrebbero pertanto controllare regolarmente l’udito stesso, mentre coloro che soffrono di ipoacusia (o di malattie dell’orecchio correlate) dovrebbero cercare assistenza da un operatore sanitario.
Prevenzione, cure, riabilitazione, ausili, tecnologie assistive, apparecchi acustici, impianti cocleari: sono certamentetutte “vie giuste”,ma al tempo stesso non possiamo non rilevare che l’applicazione dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) continua ad essereframmentaria e diseguale, un segnale, questo, che preoccupa lepersone con disabilità sensoriale uditiva, le loro famiglie e le associazioni che le rappresentano.
In più vi è stato – e continua ad esserci – ilCovid, rispetto al quale un’importante indaginesulleconseguenze della pandemia per le disabilità neurosensorialicondotta dall’INAPP(Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche Pubbliche, ex ISFOL) e diretta daLuciano Bubbico, con la collaborazione di diverse associazioni fra le quali ancxhe la nostra[APIC-Associazione Portatolri Impianto Cocleare, N.d.R.]ha fatto emergere i tanti bisogni delle persone con disabilità di questo tipo durante la chiusura per l’emergenza sanitaria, bisogni che in forme diverse hanno continuato ad essere presentianche dopo la fine della chiusura.
Presidente dell’APICdi Torino (Associazione Portatori Impianto Cocleare).
Oggi, 2 marzo, e domani, 3 marzo, Giornata Mondiale dell’Udito, è stata anche promossa nel nostro Paese laMaratona dell’Udito(se ne legga aquesto link), con una lungadiretta streamingaccessibile a tutti.
INSERITO DA ANGELA CECERE Sono 3.650 i nuovi casi di Coronavirus in Campania a fronte dei 35.484 tamponi analizzati: questi sono i dati contenuti nel bollettino odierno diramato come di consueto dall'Unità di Crisi. Si registrano 9 decessi nelle ultime 48 ore.
Positivi del giorno: 3.650 (*)
di cui:
Positivi all'antigenico: 2.808
Positivi al molecolare: 842
(*) I dati tengono conto dell'Aggiornamento sulle misure di quarantena e isolamento del Ministero della Salute.
Test: 35.484
di cui:
Antigenici: 22.548
Molecolari: 12.936
Deceduti: 9 (*)
(*) nelle ultime 48 ore; 5 deceduti in precedenza ma registrati ieri
Report posti letto su base regionale:
Posti letto di terapia intensiva disponibili: 700
Posti letto di terapia intensiva occupati: 42
Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (*)
Posti letto di degenza occupati: 673
(*) Posti letto Covid e Offerta privata.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ai profughi viene fornito materiale di prima assistenza, un kit per l’igiene personale e abbigliamento nuovo. La regione Campania partecipa al meccanismo europeo di protezione civile. Napoli. La sala operativa della protezione civile della regione Campania diretta in maniera attenta e scupolosa da Claudia Campobasso con il supporto dell’Asl Napoli 1 centro è impegnata nelle attività di prima accoglienza dei cittadini provenienti dall’Ucraina presso l’edificio-albergo dell’ospedale del Mare. La struttura regionale di protezione civile, attraverso la sala operativa, ha attivato volontari e psicologi per offrire il massimo sostegno possibile. Ai profughi viene fornito materiale di prima assistenza, un kit per l’igiene personale e abbigliamento nuovo. La regione campania partecipa al meccanismo europeo di protezione civile. Una macchina ben collaudata quella della protezione civile Campania, impegnata su più fronti delicati e difficili che non si è fatta trovare impreparata neppure dinanzi a questa nuova emergenza umanitaria. Uno sforzo notevole da parte di tutti al fine di mettere in campo le varie iniziative ultili e necessarie a sostegno della sfortunata popolazione ucraina. Un impegno che vedrà il grande coinvolgimento dei volontari dell'intera regione Campania guidati da Campobasso. Tutto questo a pochi giorni proprio dall'anniversario della nascita della protezione civile celebrato il 24 febbraio scorso. Esattamente trent'anni fa viene emanata la legge 225, nata su impulso di Giuseppe Zamberletti dalla terribile esperienza del terremoto che nel 1980 colpì duramente la Campania e devastò l'Irpinia. Da quella data si è stabilito il nuovo corso della protezione civile che è basato sull'integrazione tra vari livelli di comando e componenti operative per gestire le emergenze ma anche per attivare tutti gli strumenti utili alla previsione e alla prevenzione.
INSERITO DA ANGELA CECERE Lo stato di emergenza sanitaria finirà il 31 marzo, ma per quanto tempo resteranno ancora le regole anti Covid, dalle mascherine al Green pass? A questa domanda ha provato a rispondere Walter Ricciardi, consulente del Ministero della Salute guidato da Roberto Speranza, in un'intervista a Rai Radio1, ospite del programma In Vivavoce. «La pandemia purtroppo non è finita, ci sono altre aree del mondo che in questo momento stanno soffrendo moltissimo - ha detto Ricciardi - e fino a quando il virus non sarà eliminato in tutto il mondo, ha sempre la possibilità di tornare con un aereo da un posto dove c'è un focolaio epidemico». Ricciardi: regole anti Covid almeno fino a giugno Nonostante la fine dello stato di emergenza, ha detto Ricciardi, «sicuramente rimarranno fino a giugno tutta una serie di regole, poi bisognerà vedere come andrà la curva epidemica. Anche se andrà bene nei mesi primaverili ed estivi non bisogna abbassare la guardia, perché ci può esser sempre recrudescenza nel periodo autunnale». «In Italia la situazione epidemiologica è in continuo miglioramento perché la grande campagna vaccinale ed altre misure comportamentali, come il Green Pass, stanno riducendo enormemente la circolazione del virus», ha aggiunto. Tuttavia, sottolinea, «ci sono ancora milioni di persone non vaccinate e circa otto milioni di persone che devono fare la terza dose. Quindi bisogna continuare a tenere la guardia all'erta e non abbassarla, perché di fatto i virus respiratori sono sempre in circolazione». Quanto alla somministrazione del vaccino Novavax, «sta andando Bene anche se è appena cominciata». Un vaccino che potrebbe convincere coloro che finora sono stati scettici, afferma Ricciardi, «perché è un vaccino 'tradizionalè, per così dire. Tutti i vaccini in circolazione però sono sicuri e ci hanno salvato, questo va ribadito e ricordato sempre». Vaccinare i profughi dall'Ucraina Prima dello scoppio della guerra l'Ucraina viveva dal punto di vista del Covid una situazione «problematica, come in tutto l'est Europa. Abbiamo più dati dalla Russia è lì la situazione è tragica, c'è una copertura vaccinale del 54% della popolazione, e questo ha provocato centinaia di migliaia di morte. Dall'Ucraina abbiamo meno dati disponibili ma pensiamo che la protezione sia addirittura inferiore alla Russia, quindi è ancora più problematica», ha detto ancora Ricciardi indicando che «le regioni che accolgono i profughi dall'Ucraina dovranno attrezzarsi per vaccinarli. Nella stragrande maggioranza dei casi, soprattutto per le persone di terza età, questo non è stato fatto in patria e quindi dovremo attrezzarci per farlo qui».
INSERITO DA ANGELA CECERE Addio al bollettino quotidiano con contagi, morti e ricoveri da Covid-19: la svolta non riguarda l'Italia, ma la Spagna, dove non verrà più pubblicato un bollettino ufficiale giornaliero sulla situazione sanitaria riguardante il Covid. Lo ha annunciato in conferenza stampa la ministra della Sanità, Carolina Darias. A partire dal 14 marzo, i dati sull'andamento della pandemia verranno pubblicati due volte a settimana. Sono più di 100.000 ora le morti di persone contagiate dal Covid registrate ufficialmente da inizio pandemia in Spagna: è quanto messo in mostra dall'ultimo bollettino del Ministero della Sanità. In tutto, nel Paese iberico sono ora contabilizzati 100.037 decessi e oltre 11 milioni di casi. Intanto, continuano a calare i principali indicatori riguardanti contagi e ricoveri per Covid, una tendenza consolidata da alcune settimane: attualmente, l'incidenza su 14 giorni è di 486 casi ogni 100.000 abitanti, mentre il tasso di occupazione negli ospedali è del 5% nei reparti ordinari e del 9,86% nelle terapie intensive.
INSERITO DA ANGELA CECERE Ha soffocato e ucciso l’amante 25enne durante un rapporto sessuale e poi lo ha fatto a pezzi. Orrore negli Stati Uniti dove una 24enne del Wisconsin, Taylor Schabusiness, è stata arrestata con l’accusa di omicidio e vilipendio di cadavere. A fare la macabra scoperta nella casa a Green Bay è stata la madre della vittima che in piena notte è inciampata nella testa mozzata del figlio buttata in un secchio vicino al materasso ricoperto di sangue. La Polizia, riporta il Daily Mail, ha poi trovato in casa molte altre parti del corpo, tra cui il pene e parte del busto in una borsa. Il cerchio in breve tempo si è stretto intorno alla 24enne: ultima persona ad essere vista insieme all’uomo. Così gli investigatori hanno perquisito il suo furgone trovando altre parti del corpo scempiato, tra cui le gambe del ragazzo. Secondo l’accusa la coppia era stata insieme tutto il giorno e aveva fumato metanfetamina durante il rapporto sessuale. Alla polizia la 24enne ha raccontato che ha iniziato a strangolare la vittima con una catena e poi con le mani. Non fermandosi neppure quando ormai era evidente che l'uomo fosse morto. Secondo quanto riferito dall'accusa la donna avrebbe ammesso di aver giocato con il corpo per due o tre ore dopo la sua morte. Spiegando inoltre di aver usato un coltello da pane trovato in casa perché tagliava meglio. Il piano era di portare via tutte le parti del corpo ma non c'è riuscita per stanchezza. La donna ora si trova in prigione nella contea di Brown.