NEWS ITALIA E DAL MONDO Troppo lavoro, medici con nervi a pezzi. Casi di Tso e scene di isteria: «È allarme»
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INSERITO DA ANGELA CECERE Il Covid? Per i medici è peggio del Vietnam. Hanno perso il sonno, la serenità e, qualcuno, anche la testa. La vita dei dottori, dopo due anni di pandemia, è diventata un inferno: sul telefonino centinaia di notifiche, tra chat, mail e chiamate, mentre il citofono dello studio non smette di suonare. Per gli esperti si tratta di sindrome da burn-out ma per chi ci sta dentro, tutti i giorni, significa rischiare di uscire di testa, scoppiare. Tanto che sono scattati i primi Tso. Roba da non crederci. Non ne possono più i medici di famiglia, delle continue richieste che arrivano dai pazienti, circa 1500 a medico, in preda alle ansie: l’orario di lavoro si è ormai esteso dalla mattina fino a tarda sera, senza turni e con telefonate che arrivano a tutte le ore. Anche sul numero di casa. C’è chi lascia al dottore i biglietti sul parabrezza dell’auto e chi invece gli fa gli agguati, intrufolandosi nello studio appena la porta si apre. È un delirio di richieste: con la quarta ondata, tra green pass vari, tamponi e certificati, la situazione è diventata esplosiva. Tanto che qualcuno, il botto, lo ha fatto veramente. A Roma, dall’inizio dell’anno sono già due i casi certificati di medici ricoverati d’urgenza, per uno dei due è stato necessario il Tso e il trasferimento in psichiatria: lo hanno trovato in strada, nel quartiere Eur della Capitale subito dopo l’Epifania, aveva le visioni e parlava da solo. «È un chiaro disturbo post traumatico da stress, proprio come accade in guerra – spiega Pier Luigi Bartoletti, vice segretario nazionale della Federazione italiana di medici di medicina generale – i colleghi stanno subendo un fortissimo stress. Questi casi non erano mai avvenuti prima. C’è chi affronta i pazienti troppo pressanti e chi, invece, continua a lavorare senza dire nulla: prima o poi, però, si scoppia. Lui è finito all’ospedale, al sant’Eugenio di Roma». Lo stesso è accaduto ad una dottoressa della zona dei Castelli romani, che ha dato di matto. Ha iniziato a mandare a quel paese i pazienti presenti nello studio e tutti quelli che telefonavano. Si è barricata dentro l’ambulatorio e qualcuno, temendo che potesse farsi del male, ha allertato le forze dell’ordine che, una volta giunte sul posto, sono state mandate al diavolo anche loro. Come si arriva a questo punto? Con piccole avvisaglie, che diventano sempre più frequenti: «Oltre il 90% dei medici - continua Bartoletti – mostra sintomi da stress come insonnia, nervosismo e sbalzi d’umore. Dalla Federazione mettiamo in allerta i colleghi quando notiamo che iniziano a commettere errori, anche solo di ortografia: si tratta di segnali di minore efficienza. Un medico che non li ha mai avuti, deve insospettirsi. Stiamo organizzando incontri di auto-aiuto per confrontarci». La Fimmg ha chiesto ai medici di base di mostrare tutte le mail moleste che gli arrivano come le lettere degli avvocati e dei no vax, le minacce più o meno velate e le lamentele eccessive da parte dei pazienti.
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