ALMANACCO DEL GIORNO 6-12-2021
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A CURA DI MORENA MOTTA
NASCE
ACCADDE
PROVERBIO
AFORISMA
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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A CURA DI MORENA MOTTA
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense - “Diamo radici alla speranza” è il titolo della manifestazione organizzata dal Garante dei diritti della persona con disabilità del Comune di Vico Equense, Emilia Terracciano, insieme alle associazioni Movimento Famiglie, Cibele, Pro Loco Monte Faito – Moiano e Oltre il Guscio. Per l’occasione in piazzale Giancarlo Siani è stato piantato un albero di melograno, simbolo di questa giornata e della resilienza, con targa celebrativa. Un evento di aggregazione e di festa, accompagnato dalla musica di Luigi Staiano, per sottolineare che la speranza ha radici salde, e ci invita ad agire nella consapevolezza che la realtà può essere cambiata. Vicoequenseonline
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense - Restituito il quadro del ‘500 sparito da Vico Equense 42 anni fa e ritrovato dai Carabinieri. La consegna della pala d’altare è avvenuta questa mattina da parte del Comandante del Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Napoli, Tenente Massimiliano Croce, alla Diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, nella persona di Gennaro Perrella, Padre superiore del Santuario. All’evento erano presenti altre Autorità locali. La preziosa opera d’arte fu trafugata dalla chiesa di Santa Maria del Toro il 28 aprile 1979. Si tratta di un dipinto ad olio su tavola e datato 1555, raffigurante la Madonna delle Grazie tra i Santi Michele Arcangelo ed Antonio di Padova che si inserisce nella produzione manieristica napoletana e si può assegnare ad un artista della cerchia di Pietro Negroni (1505 -1567), pittore calabrese operante a Napoli. Il recupero del quadro è stato possibile poiché dopo il furto e la successiva denuncia, sporta dal superiore dell’epoca Padre Generoso Tarantino dei Carmelitani, una sua foto fu inserita nella banca dati dei carabinieri del nucleo tutela beni culturali. L’opera, messa all’incanto da una nota casa d’aste, è stata individuata e recuperata dal Nucleo TPC di Napoli, le cui attività investigative sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Firenze, nell’ambito di una specifica attività di contrasto alla commercializzazione di opere d’arte rubate. La consegna dell’opera avvalora l’importanza della collaborazione fra l’Arma dei Carabinieri e gli Enti ecclesiastici, sviluppata anche attraverso la divulgazione della pubblicazione “Linee Guida per la Tutela dei Beni Culturali Ecclesiastici”, realizzata nel 2014 nell’ambito della collaborazione tra il Ministero della Cultura, l’Arma dei Carabinieri e la Conferenza Episcopale Italiana, che concilia le esigenze di protezione dei beni ecclesiastici, colpiti spesso da azioni criminose, e quelle devozionali. "Non dovete ringraziarci, siamo sempre ben felici di restituire un'opera d'arte. Vorrei sottolineare l'importanza di catalogare i beni delle nostre comunità, faccio un appello a voi tutti: è necessario un piccolo impegno da parte vostra, solo attraverso una descrizione del bene e una rappresentazione degli stessi per noi sarà possibile un ritrovamento in caso di furto", sono state le parole del Tenente dei Carabinieri Massimiliano Croce. "Siamo una società che sogna poco, in questo momento di gioia grande, proviamo insieme a sognare un mondo più attento ai suoi beni, alle sue opere. Ma come si realizzano i sogni? Con ostinazione, ricercando il bene, il bello, un futuro migliore. Si realizzano assumendosi la propria responsabilità, credendo che è possibile riparare, raddrizzare, cercando una via giusta", ha concluso Monsignor Francesco Alfano. VICOEQUENSEONLINE

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il triste annuncio della moglie Giovanna. Nato in Puglia, aveva conquistato l'Italia e non solo È morto Toni Santagata, cantante, cantautore e cabarettista pugliese popolarissimo negli anni '70 e '80: il triste annuncio è stato dato all'ANSA dalla moglie Giovanna, con cui aveva di recente festeggiato 50 anni di matrimonio. Pugliese, nato a Sant'Agata di Puglia il 9 dicembre 1935, il suo vero nome era Antonio Morese: cantante, ma anche cantautore, compositore e conduttore in radio e tv, è stato protagonista di tante trasmissioni tv, da A come agricoltura a Canzonissima. Tante le sue tournée anche all'estero. Santagata portò il folclore pugliese ai livelli di hit, con canzoni come Quant'è bello lu primm'ammore, Lu maritiello. Nel corso della sua carriera ha scritto 6 opere musicali moderne. La più nota è Padre Pio Santo della speranza, eseguita in Vaticano presso l'Aula Paolo VI la sera della canonizzazione del Santo. La canzone finale, Padre Pio ho bisogno di te, è diventata la preghiera ufficiale dei fedeli del santo. È stato inoltre tra i fondatori della Nazionale Attori, della quale è stato a lungo capocannoniere.
In una delle ultime ospitate in tv, a Oggi è un altro giorno, condotto da Serena Bortone su Rai Uno, Santagata raccontò il dramma della scomparsa del figlio, aprendo il cuore ai ricordi. Il figlio, Francesco Saverio, scomparve improvvisamente ad agosto 2020. «Io stavo male, lui mi accudiva, ogni giorno. Mio figlio non mi ha mai fatto sapere se aveva qualcosa, forse lui sapeva ma io non ho mai saputo nulla». Il cantante apparve visibilmente commosso e confessò: «Io con lui ci parlo e lui mi aveva detto che mi avreste chiamato per un'intervista e mi ha anche detto di venire. Sai per un anno io sono stato male, ma lui avrebbe voluto che io andassi avanti».
LEGGO.IT

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INSERITO DA MORENA MOTTA Tragico caso di omicidio-suicidio a Prato, dove una coppia di anziani coniugi è stata trovata priva di vita questa mattina nella abitazione in cui viveva, in via Filizi. Secondo la ricostruzione degli investigatori, si tratterebbe proprio di un omicidio-suicidio: l'uomo, un pratese di 72 anni, avrebbe sparato alla moglie di 76 anni con un fucile da caccia, per poi rivolgere l'arma contro di sé e togliersi la vita.
La scoperta dei due cadaveri è stata fatta poco prima delle 8 dai vigili del fuoco, entrati nell'abitazione di via Filzi dopo l'allarme lanciato da familiari della 76enne: questi ultimi erano preoccupati perchè, prima cercandola al telefono poi recandosi stamani alla casa di via Filzi, non riuscivano ad avere risposte dalla donna. Il decesso risalirebbe a ieri, forse a dopo pranzo. La coppia sarebbe stata trovata in cucina, con la tv accesa, la donna seduta su una sedia, l'uomo a terra al suo fianco e con accanto il fucile. Sul posto anche i carabinieri.
Nessun biglietto che spieghi l'omicidio-suicidio è stato al momento ritrovato dai carabinieri di Prato nell'abitazione. Tra le ipotesi sul perchè della tragedia lo stato d'animo del 72enne, descritto come provato dal marzo scorso in seguito a un incendio sviluppatosi nel garage di pertinenza della casa della coppia, rogo che aveva causato vari danni e problemi al condominio, uno stabile di sei piani per quattordici appartamenti oltre a uffici.
Secondo quanto riferito da familiari agli investigatori, pare che l'anziano temesse possibili problemi di risarcimenti da parte dell'assicurazione, e per questo avesse accusato stati d'ansia e depressione per i quali sarebbe anche andato in cura. Il rogo si era sviluppato il 5 marzo: a prendere fuoco, in garage, un'auto. Abitazioni e uffici erano stati fatti evacuare e il rientro era slittato per diverse settimane a causa dei lavori di ripristino.
LEGGO.IT

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inserito da Michele Pappacoda È morto a Gorizia Demetrio Volcic, giornalista, storico corrispondente da Mosca per la Rai. Aveva compiuto 90 anni il 22 novembre scorso. Dal piccolo schermo raccontò agli italiani il mondo oltre la Cortina di ferro da Praga, Vienna, Bonn e Mosca. Fu direttore del Tg1. Dalla metà degli anni '90 si dedicò alla carriera accademica e politica. Negli ultimi sei mesi le condizioni di salute di Volcic erano peggiorate. Ai problemi alla schiena che lo affliggevano da tempo, si erano aggiunte altre patologie. Storico corrispondente della RAI da Mosca,Volcic era nato a Lubiana da padre triestino e madre goriziana. La famiglia si era trasferita in Slovenia durante il fascismo, per poi rientrare in Italia alcuni anni più tardi.Uomo "di confine", dunque, Volcic aveva vissuto in varie città, tra cui Vienna e Parigi. Volcic fu anche direttore del Tg1, senatore venti anni fa circa eletto con il centrosinistra ed europarlamentare. Scrittore, aveva pubblicato numerosi libri di successo, l'ultimo dei quali uscito nel 2021, una sorta di collage di quanto aveva scritto in precedenza con capitoli inediti. È il primo e unico libro scritto in sloveno. Volcic lascia la moglie e un figlio, che vive a Mosca. - See more at: www.rainews.it

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Federconsumatori Modena ha reso noti i dati relativi alla ventisettesima indagine sui prezzi praticati dalla Grande Distribuzione in provincia di Modena. Se, nel 2020, il report aveva segnalato, per il secondo anno consecutivo, che l’inflazione della città di Modena era cresciuta molto di più di quella nazionale, in particolare nel segmento alimentare, quest’anno a Modena si registra un -0,2%, contro un dato regionale del +0,9% e nazionale del +1,1%. Ciò nonostante il dato modenese generale di inflazione si allinei al +3% nazionale (lievemente di sotto al 3,2% regionale) a causa della notevole differenza nel capitolo Mobili, articoli e servizi per la casa che registra un +2,9% a Modena, contro l’1,4% a livello nazionale. Ma anche il settore ristorazione e alberghi ha contribuito ad azzerare, con incrementi superiori al dato nazionale, i benefici portati dal contenimento dei prezzi nel settore alimentare. Quindi è possibile promuovere – si legge nel report promosso da Federconsumatori – almeno per la Città di Modena, il comportamento sul fronte prezzi della GDO, segnalando il diverso comportamento di altre parti economiche, prime tra tutti gli interventi tecnici a domicilio, anche per l’effetto Ecobonus, i negozi di mobili, i ristoranti e le strutture ricettive. CHI VINCE E CHI PERDE: LE AREE DELLA PROVINCIA. La tradizionale classifica per aree territoriali contiene uno dei dati clamorosi dell’indagine 2021. Dopo anni di dominio del Distretto ceramico, nel 2020 la città di Modena era tornata in testa, nel ruolo che dovrebbe tipicamente spettare alla città capoluogo. Un “regno” durato poco, ma non per il ritorno in vetta di Sassuolo e Fiorano (area che diventa terza), ma per l’inedito sorpasso delle Terre d’Argine. Un territorio dove evidentemente la tensione competitiva, anche dovuta alle numerose aperture ed alla concorrenza dei Discount, ha portato ad un allineamento verso il basso dei prezzi nelle principali strutture. Carpi diventa così, stupendo tutti, la città più conveniente della provincia per la spesa alimentare. “Stupore che dovrebbe in modo diverso accompagnare anche i dati dell’Area Nord, ormai in procinto di essere sorpassata dal Frignano, che invece registra una inaspettata vitalità, anche se limitata ad alcune strutture. Stupore per la disattenzione che si registra – continua Federconsumatori – a partire dalle Amministrazioni locali, per una condizione che penalizza gli 85.000 cittadini e cittadine dell’Area Nord, con prezzi elevati ed ingiustificati, a fronte di una presenza comunque significativa della GDO. Quindi promossa la GDO a Carpi, bene anche Modena e l’Area di Sassuolo e Fiorano; bocciata quella dell’Area Nord”. CHI VINCE E CHI PERDE: LE INSEGNE. Per molti anni la nostra l’indagine ha vissuto sul dualismo tra Coop ed Esselunga e tra i loro diversi formati commerciali. La notizia era sempre quella, con Conad a volte ad inserirsi tra i due con il proprio Iper. La crisi strutturale del formato ipermercato, scelta radicale di Coop Estense a partire dagli anni ‘80, ha contribuito a determinare una condizione negativa per i conti aziendali, per soci e consumatori. In questo senso la revisione del modello ipermercato da parte di Coop, attualmente in corso, va seguita con attenzione. Ciò detto, nella competizione a due anche quest’anno a vincere è Coop Alleanza 3.0, e a perdere è – più nettamente degli ultimi anni – Esselunga, che perde nel confronto con Coop in tutti i segmenti misurati, ad eccezione dei dati aggregati per insegna. Un dato dove Coop paga i prezzi più elevati praticati in quattro dei suoi sette Ipermercati, tema sul quale dirò più avanti. Nelle Grandi Marche il primo Esselunga è al decimo posto nel prezzo intero e scontato, ed al terzo nel riservato ai possessori di Carta Fidaty, area questa di grande impegno per l’azienda. Nel Grandi Marche è particolarmente negativa la performance di Esselunga a Modena, in fondo alla classifica anche nei prezzi delle Private Label, a poca distanza da Sassuolo e Soliera. Unico risultato positivo è nella classifica dei Primi prezzi, dove Esselunga di Modena si pone al settimo posto, dopo cinque discount e Panorama. Coop batte Esselunga nuovamente nelle consegne a domicilio e, assai nettamente, vince in assoluto in una delle novità di questa indagine: il paniere dei prodotti sanitari. Un elemento importante, quello del contenimento dei prezzi dei prodotti resi indispensabili dalla pandemia, che deve essere considerato con attenzione. Le scelte di Esselunga sul fronte prezzi sono evidenti. Poco competitiva sui prezzi interi, impegno importante sulla promozionalità, ma senza risultati diversi dagli altri competitori. Sembra essere lontano il tempo nel quale Esselunga era la lepre irraggiungibile, dietro la quale arrancavano le altre insegne. Dopo aver azzeccato il formato commerciale preferito dai consumatori, oggi largamente imitato, l’azienda fondata da Bernardo Caprotti ha (dall’osservatorio modenese) probabilmente bisogno di un tagliando, nonostante gli importanti utili. Ad esempio, spingere in modo rilevante sugli sconti dedicati ai possessori di Carta Fedeltà funziona soltanto se non c’è un effetto trasferimento sui prezzi non scontati, cosa che probabilmente sta accadendo. Anche Coop Alleanza dovrebbe riflettere sulle eccessive differenze che si registrano trai propri Ipermercati nel paniere Grandi Marche, coi fanalini di coda Mirandola e Formigine. Si può fare certamente di più, e meglio. Più contenute invece le differenze nel paniere Private Label, dove i prodotti a marchio Coop sono certamente un elemento di successo di questa insegna, e in quello Primi prezzi. Ma il primo soggetto per quote di mercato in Italia non è né Coop né Esselunga, ma Conad. L’Ipermercato di questa insegna a Modena sale su di un podio molto stretto, con il primo posto condiviso nel paniere Grandi Marche coi due Ipercoop modenesi. Un allineamento che forse ha contribuito al sorpasso delle Terre d’Argine, con il supermercato Conad di via Pezzana a Carpi che, ad esempio, fa registrare prezzi minori dell’Iper della stessa catena. Rete Conad raramente competitiva nel paniere Grandi Marche, ma che registra discreti risultati nella propria Private Label. Se Conad “crede” nei prodotti a proprio marchio, che nella Rete considera centrali, stessa cosa non si può dire rispetto ai primi prezzi; classifica dove Conad stabilmente è agli ultimi posti per i prezzi praticati. Vince ancora Rossetto, nella classifica del negozio più conveniente, con la sua unica struttura di Fiorano. Vince però meno largamente del passato, ad una distanza non abissale dall’Ipercoop di Carpi. Ma il ridimensionamento di questo risultato è soprattutto legato alle modeste performance sugli altri indici. Rossetto ha un limitato assortimento col proprio marchio, tanto da rendere difficoltoso il rilevamento. In un mercato dove le Private Label hanno conquistato il 20% del mercato questa scelta non pare convincente, e certamente pesano le modeste dimensioni del Gruppo, che ha soltanto 25 punti vendita. Stessa cosa vale per i Primi prezzi, una categoria dove Rossetto non tenta la competizione né coi discount né coi diretti concorrenti. Rossetto, coi suoi ripetuti primi posti in classifica, non solo a Modena, ha deciso che il proprio core business è concentrato nei prodotti Grandi Marche a prezzo intero. Una posizione interessante, di un soggetto che con la sua “impertinenza” trasforma il commercio della GDO nelle aree dove si insedia. Viene da chiedersi – si legge nel comunicato stampa di Federconsumatori – cosa succederebbe se Rossetto si insediasse nell’Area Nord; a Mirandola, o a Finale, oppure a San Felice, dove il supermercato più conveniente ha prezzi superiori del 15% a quelli di Rossetto di Fiorano. Ma un carrello della spesa non è fatto solo di Grandi Marche, e l’anno prossimo misureremo quel carrello in profondità; vedremo allora dove si posizionerà Rossetto. Infine il pesante arretramento di un’altra insegna con un unico supermercato in provincia. Unes ci aveva abituato ai secondi posti, dopo Rossetto; ora precipita a metà classifica, ad eccezione della propria Private Label, caratterizzata da prezzi bassi. Private Label che però, va ricordato, possono essere di qualità, e ovviamente di prezzo, assai diversi tra di loro. In ultimo, le consegne a domicilio. Troppo sbrigativamente sono state catalogate come il futuro della Grande Distribuzione. In realtà la crescita attesa nel 2021 non si è registrata, e la marginalità in questo settore è cosa assai difficile da raggiungere. Inevitabile che i costi per i consumatori crescano, spingendo al ritorno al carrello fisico. Ai due modelli noti a Modena se n’è aggiunto un terzo, Everly, che abbiamo monitorato per la prima volta. I DISCOUNT. Ovviamente sono stati misurati solo nella categoria Primi Prezzi, e non sono mancate le sorprese: i tre discount più convenienti sono situati nelle aree della provincia dove i prezzi sono più elevati. Per la prima volta un negozio in Appennino vince una classifica di qualunque natura, in questo caso Eurospin di Pavullo risulta il discount più conveniente della provincia, seguito dal Lidl di Finale Emilia e dall’Eurospin di Vignola. Male il Lidl di Modena, più caro del 6,5% del gemello di Finale. I discount hanno ormai raggiunto in Italia il 20% di quota di mercato, spinti dalla crisi economica, mentre in Germania la quota ha superato il 40%. Non è quindi più possibile considerare queste strutture marginali; vanno osservate con attenzione nei loro effetti sociali ed economici, negli effetti sulla filiera produttiva alimentare, nella concorrenza con gli altri formati, nell’occupazione e nella qualità dei prodotti venduti. Questo vorremmo fare nel prossimo futuro, anche al di fuori della nostra storica indagine sui prezzi. A questo link, è possibile scaricare l’indagine completa. SULPANARO.NET

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La ventisettesima indagine sui prezzi praticati dalla Grande Distribuzione in provincia di Modena promossa da Federconsumatori sancisce l’inedito sorpasso delle Terre d’Argine, un territorio dove evidentemente la tensione competitiva, anche dovuta alle numerose aperture e alla concorrenza dei Discount, ha portato a un allineamento al basso dei prezzi nelle principali strutture. La ventisettesima indagine sui prezzi praticati dalla Grande Distribuzione in provincia di Modena promossa da Federconsumatori Modena sancisce l’inedito sorpasso delle Terre d’Argine, un territorio dove evidentemente la tensione competitiva, anche dovuta alle numerose aperture e alla concorrenza dei Discount, ha portato a un allineamento al basso dei prezzi nelle principali strutture. Federconsumatori Modena non ha legami con le aziende che monitora e in prima persona rileva migliaia di prezzi in decine di strutture commerciali della nostra provincia. Federconsumatori non “vende” i risultati dell’indagine e non propone, come altri fanno, bollini a pagamento per le insegne o i negozi più convenienti.I MODENESI, LA GDO E L’INFLAZIONE. Nel 2020, per il secondo anno consecutivo, l’inflazione della città di Modena era cresciuta molto più di quella nazionale, in particolare nel segmento alimentare. Il primo dato importante è quindi il confronto (ottobre 2020/ottobre 2021), del dato inflattivo sui prodotti alimentari e bevande analcoliche. A Modena si registra un -0,2%, contro un dato regionale del +0,9% e nazionale del +1,1%. Ciò nonostante il dato modenese generale di inflazione si allinea al +3% nazionale (lievemente di sotto al 3,2% regionale) a causa della notevole differenza nel capitolo Mobili, articoli e servizi per la casa che registra un +2,9% a Modena, contro l’1,4% a livello nazionale. Ma anche il settore ristorazione e alberghi ha contribuito ad azzerare, con incrementi superiori al dato nazionale, i benefici portati dal contenimento dei prezzi nel settore alimentare. Quindi possiamo promuovere, almeno per la Città di Modena, il comportamento sul fronte prezzi della GDO, segnalando il diverso comportamento di altre parti economiche, prime tra tutti gli interventi tecnici a domicilio, anche per l’effetto Ecobonus, i negozi di mobili, i ristoranti e le strutture ricettive. CHI VINCE E CHI PERDE: LE AREE DELLA PROVINCIA. La tradizionale classifica per aree territoriali contiene uno dei dati clamorosi dell’indagine 2021. Dopo anni di dominio del Distretto ceramico, nel 2020 la città di Modena era tornata in testa, nel ruolo che dovrebbe tipicamente spettare alla città capoluogo. Un “regno” durato poco, ma non per il ritorno in vetta di Sassuolo e Fiorano (area che diventa terza), ma per l’inedito sorpasso delle Terre d’Argine. Un territorio dove evidentemente la tensione competitiva, anche dovuta alle numerose aperture ed alla concorrenza dei Discount, ha portato ad un allineamento al basso dei prezzi nelle principali strutture. Carpi diventa così, stupendo tutti, la città più conveniente della provincia per la spesa alimentare. Stupore, permetteteci, che dovrebbe in modo diverso accompagnare anche i dati dell’Area Nord, per la disattenzione che si registra, a partire dalle Amministrazioni locali, per una condizione che penalizza gli 85.000 cittadini e cittadine dell’Area Nord, con prezzi elevati ed ingiustificati, a fronte di una presenza comunque significativa della GDO. Quindi promossa la GDO a Carpi, bene anche Modena e l’Area di Sassuolo e Fiorano; bocciata quella dell’Area Nord. CHI VINCE E CHI PERDE: LE INSEGNE. Per molti anni la nostra indagine ha vissuto sul dualismo tra Coop ed Esselunga e trai loro diversi formati commerciali. La notizia era sempre quella, con Conad a volte ad inserirsi trai due con il proprio Iper. La crisi strutturale del formato ipermercato, scelta radicale di Coop Estense a partire dagli anni ‘80 (Si veda ad esempio la tabella 2.2. A Bologna e Reggio Emilia i mq di Ipermercati per abitante sono 60, a Modena 107, a Ferrara 199), ha contribuito a determinare una condizione negativa per i conti aziendali, per soci e consumatori. In questo senso la revisione del modello ipermercato da parte di Coop, attualmente in corso, va seguita con attenzione. Ciò detto nella competizione a due anche quest’anno a vincere è Coop Alleanza 3.0, e a perdere è – più nettamente degli ultimi anni – è Esselunga, che perde nel confronto con Coop in tutti i segmenti misurati, ad eccezione dei dati aggregati per insegna. Un dato dove Coop paga i prezzi più elevati praticati in quattro dei suoi sette Ipermercati, tema sul quale dirò più avanti. Nelle Grandi Marche il primo Esselunga è al decimo posto nel prezzo intero e scontato, ed al terzo nel riservato ai possessori di Carta Fidaty, area questa di grande impegno per l’azienda. Nel Grandi Marche è particolarmente negativa la performance di Esselunga a Modena, in fondo alla classifica anche nei prezzi delle Private Label, a poca distanza da Sassuolo e Soliera. Unico risultato positivo è nella classifica dei Primi prezzi, dove Esselunga di Modena si pone al settimo posto, dopo cinque discount e Panorama. Coop batte Esselunga nuovamente nelle consegne a domicilio e, assai nettamente, vince in assoluto in una delle novità di questa indagine: il paniere dei prodotti sanitari. Un elemento importante, quello del contenimento dei prezzi dei prodotti resi indispensabili dalla pandemia, che deve essere considerato con attenzione. Le scelte di Esselunga sul fronte prezzi sono evidenti. Poco competitiva sui prezzi interi, impegno importante sulla promozionalità, ma senza risultati diversi dagli altri competitori. Sembra essere lontano il tempo nel quale Esselunga era la lepre irraggiungibile, dietro la quale arrancavano le altre insegne. Dopo aver azzeccato il formato commerciale preferito dai consumatori, oggi largamente imitato, l’azienda fondata da Bernardo Caprotti ha (dall’osservatorio modenese) probabilmente bisogno di un tagliando, nonostante gli importanti utili. Ad esempio, spingere in modo rilevante sugli sconti dedicati ai possessori di Carta Fedeltà funziona soltanto se non c’è un effetto trasferimento sui prezzi non scontati, cosa che probabilmente sta accadendo. Anche Coop Alleanza dovrebbe riflettere sulle eccessive differenze che si registrano trai propri Ipermercati nel paniere Grandi Marche, coi fanalini di coda Mirandola e Formigine. Si può fare certamente di più, e meglio. Più contenute invece le differenze nel paniere Private Label, dove i prodotti a marchio Coop sono certamente un elemento di successo di questa insegna, e in quello Primi prezzi. Ma il primo soggetto per quote di mercato in Italia non è né Coop né Esselunga, ma Conad. L’Ipermercato di questa insegna a Modena sale su di un podio molto stretto, con il primo posto condiviso nel paniere Grandi Marche coi due Ipercoop modenesi. Un allineamento che forse ha contribuito al sorpasso delle Terre d’Argine, con il supermercato Conad di via Pezzana a Carpi che, ad esempio, fa registrare prezzi minori dell’Iper della stessa catena. Rete Conad raramente competitiva nel paniere Grandi Marche, ma che registra discreti risultati nella propria Private Label. Se Conad “crede” nei prodotti a proprio marchio, che nella Rete considera centrali, stessa cosa non si può dire rispetto ai primi prezzi; classifica dove Conad stabilmente è agli ultimi posti per i prezzi praticati. Vince ancora Rossetto, nella classifica del negozio più conveniente, con la sua unica struttura di Fiorano. Vince però meno largamente del passato, ad una distanza non abissale dall’Ipercoop di Carpi. Ma il ridimensionamento di questo risultato è soprattutto legato alle modeste performance sugli altri indici. Rossetto ha un limitato assortimento col proprio marchio, tanto da rendere difficoltoso il rilevamento. In un mercato dove le Private Label hanno conquistato il 20% del mercato questa scelta non pare convincente, e certamente pesano le modeste dimensioni del Gruppo, che ha soltanto 25 punti vendita. Stessa cosa vale per i Primi prezzi, una categoria dove Rossetto non tenta la competizione né coi discount né coi diretti concorrenti. Rossetto, coi suoi ripetuti primi posti in classifica, non solo a Modena, ha deciso che il proprio core business è concentrato nei prodotti Grandi Marche a prezzo intero. Una posizione interessante, di un soggetto che con la sua “impertinenza” trasforma il commercio della GDO nelle aree dove si insedia. Viene da chiedersi cosa succederebbe se Rossetto si insediasse nell’Area Nord; a Mirandola, o a Finale, oppure a San Felice, dove il Supermercato più conveniente ha prezzi superiori del 15% a quelli di Rossetto di Fiorano. Ma un carrello della spesa non è fatto solo di Grandi Marche, e l’anno prossimo misureremo quel carrello in profondità; vedremo allora dove si posizionerà Rossetto. Infine il pesante arretramento di un’altra insegna con un unico supermercato in provincia. Unes ci aveva abituato ai secondi posti, dopo Rossetto; ora precipita a metà classifica, ad eccezione della propria Private Label, caratterizzata da prezzi bassi. Private Label che però, va ricordato, possono essere di qualità, e ovviamente di prezzo, assai diversi tra di loro. In ultimo le consegne a domicilio. Troppo sbrigativamente sono state catalogate come il futuro della Grande Distribuzione. In realtà la crescita attesa nel 2021 non si è registrata, e la marginalità in questo settore è cosa assai difficile da raggiungere. Inevitabile che i costi per i consumatori crescano, spingendo al ritorno al carrello fisico. Ai due modelli noti a Modena se n’è aggiunto un terzo, Everly, che abbiamo monitorato per la prima volta. I DISCOUNT. Ovviamente sono stati misurati solo nella categoria Primi Prezzi, e non sono mancate le sorprese: i tre discount più convenienti sono situati nelle aree della provincia dove i prezzi sono più elevati. Per la prima volta un negozio in Appennino vince una classifica di qualunque natura, in questo caso Eurospin di Pavullo risulta il discount più conveniente della provincia, seguito dal Lidl di Finale Emilia e dall’Eurospin di Vignola. Male il Lidl di Modena, più caro del 6,5% del gemello di Finale. I discount hanno ormai raggiunto in Italia il 20% di quota di mercato, spinti dalla crisi economica, mentre in Germania la quota ha superato il 40%. Non è quindi più possibile considerare queste strutture marginali; vanno osservate con attenzione nei loro effetti sociali ed economici, negli effetti sulla filiera produttiva alimentare, nella concorrenza con gli altri formati, nell’occupazione e nella qualità dei prodotti venduti. Questo vorremmo fare nel prossimo futuro, anche al di fuori della nostra storica indagine sui prezzi. INFINE. “Infine – conclude Marzo Govoni presidente di Federconsumatori – i ringraziamenti. Al Prof. Sandro Dima, storica colonna di questa indagine, a Pamela che ha tenuto i contatti con le insegne commerciali e coordinato i nostri straordinari collaboratori, che hanno macinato chilometri su e giù per la provincia, da Pavullo a Finale Emilia, per consentire a Federconsumatori di presentare questa ventisettesima indagine sui prezzi praticati dai supermercati, ipermercati e discount della nostra provincia. Ringraziamo anche tutti gli operatori del commercio che si sono prestati alla nostra indagine. Un lavoro, quello del commercio, spesso non compreso nella sua grande complessità. Difficile far capire la grande quantità di cose e fatti che ci sono dietro ad un prodotto sullo scaffale, e dietro al suo prezzo. C’è soprattutto lavoro, tanto lavoro, che va sempre apprezzato. Le critiche e le osservazioni contenute nella nostra indagine vanno quindi interpretate con il necessario rispetto dovuto a chi lavora; non solo verso chi dirige o ne è proprietario, ma anche per chi consegna le merci, per chi lavora in magazzino, nei reparti assistiti, nell’allestimento, alle casse, per chi si occupa di igiene, facendo le pulizie. Nessuno ce ne voglia per qualche critica impertinente o qualche consiglio non richiesto; per parte nostra interpretiamo così il nostro ruolo di Associazione, rigorosamente dalla parte dei Consumatori”.TEMPOCARPI

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non ce l'ha fatta l'80enne investita ieri, sabato 4 dicembre 2021, a Cesano Maderno, mentre attraversa la strada. E' morta poco dopo l'arrivo al Pronto soccorso dell'ospedale Niguarda di Milano, dove era stata portata in un preoccupante codice rosso.E' morta l'80enne investita mentre attraversava la strada Le condizioni della donna erano parse da subito gravissime ai soccorritori inviati sul posto, corso Roma, il lungo e sempre trafficato rettilineo che collega Cesano Maderno a Bovisio Masciago, dalla centrale operativa del 118. Trasportata in ospedale a Milano da un'ambulanza della Croce Bianca sezione di Cesano Maderno, l'80enne cesanese è spirata poco dopo l'arrivo al Pronto soccorso. Dinamica dell'incidente al vaglio La dinamica dell'incidente stradale è al vaglio della Polizia Locale, intervenuta subito sul posto insieme ai soccorritori. Sembra che la donna stesse attraversando corso Roma quando è stata investita da un'auto che viaggiava in direzione del centro cittadino. Erano quasi le 14 quando sul luogo dell'incidente mortale sono sopraggiunte automedica e ambulanza inviate dal 118. Soccorsa in condice rosso, la donna è stata trasportata all'ospedale Niguarda di Milano.