Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Dario Loffredo con 19 voti è il nuovo presidente del consiglio comunale di Salerno, vice la consigliera del Movimento Cinque Stelle Claudia Pecoraro. L’elezione arriva poco prima delle 20 nel Salone dei Marmi, preceduta da unairrituale e lunga discussione con gli interventi di numerosi consiglieri comunali subito dopo il giuramento del sindaco di Salerno. L’opposizione (intervengono tra gli altri Celano, Sarno, Cammarota, Catello Lambiase, Claudia Pecoraro) che chiede di essere definita minoranza, si sofferma sul regolamento di accesso al Comune, contesta e critica il dietro front sulla tassa di soggiorno e non risparmia riferimenti all’inchiesta giudiziaria. Duro battibecco trail sindaco Napoli ed il capogruppo di Forza Italia, in merito alla scelta di non far precedere la votazione del presidente da una discussione sulla scelta. La maggioranza, con Luca Sorrentino, Barbara Figliolia, invita ad abbassare i toni, la consigliera Tea Siano con scarpe con tacco 12 rosse lucide ricorda la giornata della violenza contro le donne, e una standing ovation rende omaggio alle vittime. Un lungo applauso invece sottolinea il dolore per la scomparsa di Alfonso Siano. Un primo applauso aveva accolto il giuramento del sindaco laconico: “Giuro sullaCostituzione” ed un altro festeggia l’elezione di Loffredo. La seduta si interrompe per festeggiare, con dolci fatti arrivare da Loffredo, l’elezione del presidente del consiglio e riprende alle 20 con il punto 5. Si tratta di comunicazione del sindaco in merito alle scelte effettuate sulla giunta. Assenti, causa contagio covid, Mimmo Ventura e Dante Santoro. TVOGGISALERNO
DI MICHELE PAPPACODA La Sitasud si adegua alla normativa del Ministro Della Salute che prevedeva il ritorno del bigliettaio a bordo anche per il controllo capillare del GreenPass. Quindi dal 20 dicembre il biglietto e acquistabile anche a bordo con un aumento di 50 centesimi.
DI MORENA MOTTA Alle ore 11. 30 circa avvertita scossa di terremoto nella zona di Velasca di Vimercate in Brianza non si conosce ancora l'entità dei danni e se ve ne sono stati a persone e cose ma la paura e nella gente evaccuate anche le scuole a Vimercate. Ci sono segnalazioni di scosse in quest'area: Vimercate. Per ulteriori informazioni da fonti ufficiali, ricontrolla a breve.
AGGIORNAMENTI 12.50
Una forte scossa diterremotoè stata avvertita aMilanoe in alcune zone della Lombardia. Secondo quanto riportano molte persone su Twitter ilsismaè stato avvertito dalla popolazione e in tanti sono scesi in strada per la paura.
Secondo le prime stime dell’Ingv e dell’Istituto sismologico del Mediterraneo il terremoto sarebbe dimagnitudo tra 4.3 e 4.8. Con i dati rivisti l’Ingv parla di magnitudo di 4.4.
L’epicentrosi troverebbe nella provincia diBergamo. Nello specifico la localizzazione sarebbe a 17 chilometri a sud-ovest di Bergamo, nello specifico nella zona di Bonate Sotto.
L’epicentro del terremoto in provincia di Bergamo
La scossa è stata avvertita in tutta laLombardia, ma soprattutto nella zona di Monza dove il sisma è stato percepito con maggiore intensità. I primi dati dell’Ingv forniscono la collocazione dell’epicentro e la distanza dai comuni più vicini: a soli due chilometri troviamo Bonate Sotto, Treviolo, Zonate Sopra e Presezzo. A tre chilometri Ponte San Pietro, Curno, Dalmine, Lallio e Mozzo.
Per quanto riguarda icomuni più grandil’epicentro è a soli sette chilometri daBergamo, a 26 chilometri daMonza, a 31 da Sesto San Giovanni, 32 da Cinisello Balsano e a 38 dal capoluogo di RegioneMilano. Ancora, a 42 chilometri dall’epicentro c’è Como, a 45 Rho e a 52 Brescia.
Terremoto in Lombardia, paura a Milano e gente in strada
Sono molti gli utenti che sui social raccontano di aver sentito distintamente la scossa, soprattutto nella città di Milano. Molte le persone che dopo aver sentito il sisma sonoscese in stradaper la preoccupazione. Il sisma è stato avvertito in molte zone del capoluogo, stando ai racconti degli utenti, così come in gran parte della Lombardia, anche al confine con la Svizzera.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA SALERNO - Creativi, designer, collezionisti, artigiani e hobbisti. Sono quaranta gli espositori che prenderanno parte a Mercato Marchesa l’iniziativa artistica e spazio d’arte nonché primo hub creativo del Sud Italia in programma domenica e lunedì dalle ore 10 alle 22 negli spazi della Stazione Marittima a Salerno. L’iniziativa ospiterà una ricca e originale selezione di artisti provenienti da tutta Italia con in programma anche laboratori e consulenze mediche specialistiche. «Siamo liete di presentare anche stavolta un’iniziativa molto innovativa per la città di Salerno. - hanno detto nel corso della presentazione le curatrici Francesca Matera, Adriana Sannini e Monica Romei con il supporto della graphic designer Francesca Memoli - Si tratta di un evento che permette a tutti di esprimersi vincendo la ritrosia e il timore di mettersi in gioco». Quindi hanno aggiunto: «Come simbolo per l’iniziativa abbiamo l’arcobaleno in omaggio al Ddl Zan che purtroppo non è stato approvata. Abbiamo scelto, inoltre, l’idea di “mercato” come idea di un’organizzazione semplice e prendendo spunti dall’idea di mercato in senso globale, come i tanti che abbiamo visitato in giro per il mondo». Un supporto ulteriore, quest’anno, sarà dato dagli artisti di “Salerno Analogica” un gruppo che ha fatto della fotografia non solo una passione ma anche uno stile, riscoprendo la pellicola come “modo di espressione” delle arti. Ricco e variegato il programma completo di “Mercato Marchesa”. Si parte domenica con il focus sui telai a cura di Paola Valitutti, per proseguire con quello di vela a cura di Carla Nicolò. E ancora ceramica con Malù, musica con Antonello Pastore, inglese con gli esperti del British Institute. L’oculista Valentina Di Iorio, inoltre, sarà a disposizione del pubblico dalle 17.30 alle 18.30 per fornire consigli utili a genitori e bambini. Lunedì, invece, i laboratori si arricchiranno della presenza della dentista Alessandra Gargano (dalle 15 alle 16) e dello staff della libreria Marcovaldo (dalle 16 alle 17). Stefano Pignataro LA CITTA
INSERISCO DA MIKI PAPPACODA SALERNO - Gli “angeli del Covid”, i precari che hanno lasciato tutto alle loro spalle per entrare nelle trincee del virus dell’Azienda Ruggi e dar manforte nella lotta contro il “mostro invisibile”, adesso vedono un contratto a tempo indeterminato. Perché a due settimane dalla fine del 2021 e dalla scadenza del loro incarico, ieri l’Azienda Universitaria guidata dal manager Vincenzo D’Amato ha varato le proroghe degli incarichi fino al prossimo 30 giugno. Altri sei mesi, dunque, e non un anno come indicato dalla Regione Campania nel provvedimento delle scorse settimane che aveva autorizzato le strutture sanitarie della “terra felix” a prolungare gli accordi con i precari per un altro anno. Ma quella data di scadenza può essere fondamentale per il loro futuro: al 30 giugno, infatti, gli oltre 400 precari dell’era Covid del “Ruggi” matureranno i 18 mesi di contratto con l’Azienda sanitaria che, ai sensi della Legge di Stabilità, gli consentirà di accedere alle procedure per la stabilizzazione definitiva. Un traguardo non fine a se stesso: le proroghe dei contratti al “Ruggi”, infatti, consentiranno anche nel nuovo anno di garantire i livelli d’assistenza - per le questioni legate al Covid e non solo - che sarebbero stati impossibili da rispettare senza la prosecuzione del loro lavoro. DI ALESSANDRO MOSCA LA CITTA
INSERITO DA MIKI PAPPACODARocambolesche fughe dal carcere e rapimenti. Mediatore in quello di Farouk Kassam. I tanti misteri di Gratzianeddu Graziano Mesina, 79 anni Graziano Mesina, 79 anni Cagliari, 18 dicembre 2021 - L’ultima latitanza di Graziano Mesina, il più famoso esponente del banditismo sardo appena arrestato in Sardegna, è durata diciassette mesi, 60 anni dopo la sua prima evasione. ‘Grazianeddu’ e il suo passato hanno rivestito un ruolo non secondario nel portare Orgosolo alla ribalta nazionale e farne il paese simbolo della ‘Sardegna criminale’. Ex primula rossa del banditismo sardo, conosciuto tanto per le sue rocambolesche evasioni che per il ruolo di mediatore in un rapimento famoso, quello del piccolo Farouk Kassam. Graziano Mesina, 79 anni compiuti da latitante lo scorso 4 aprile, noto come Gratzianeddu, è il più conosciuto bandito sardo, inserito anche nella lista dei latitanti più pericolosi varie volte, l’ultima dopo la sua fuga nel luglio 2020. La carriera criminale Nella sua lunga carriera criminale sulla sua testa vennero anche poste taglie milionarie. Penultimo di undici figli di un pastore di Orgosolo, Gratzianeddu fu arrestato la prima volta a 14 anni, nel 1956, per porto d’armi abusivo dato che aveva un fucile rubato. Quattro anni dopo un altro arresto, per aver sparato in strada, e la prima delle sue dieci evasioni riuscite: comprese quelle tentate, sono sinora ventidue. Il primo reato grave, un tentato omicidio, è del dicembre 1960. Una faida tra famiglie lo portò sul banco degli imputati come esecutore di un omicidio, quello di Andrea Muscau, nel bar 'Cavanedda', a Orgosolo. L’anno prima sarebbe stato sempre Mesina a ferire Luigi Mereu, altro avversario in una storia di sequestri e delazioni. Gli costarono tra le condanne più pesanti della sua lunga storia giudiziaria. Anche perché alla fine, con altre sentenze e ulteriori anni di reclusione, i giudici lo condannarono all’ergastolo. Evasioni e fughe d'amore Condannato all’ergastolo per cumulo di pene, Mesina ha passato in carcere gran parte della sua vita, nonostante le tante evasioni. Nel maggio del 1962, durante un trasferimento dal penitenziario di Sassari, Gratzianeddu si lanciò da un treno in corsa. La libertà durò poco: Mesina fu stato catturato dopo un lungo inseguimento. Dello stesso anno è la terza evasione, questa volta dall’ospedale di Nuoro dov’era ricoverato. Per sfuggire alla cattura Mesina era rimasto nascosto due giorni e due notti in un grosso tubo nel cortile del presidio. Evase anche dal carcere di Lecce nel 1976, insieme ad altri detenuti, tra i quali un esponente dei Nap, i Nuclei armati proletari, attivi negli anni del terrorismo rosso e nero. Per non farsi riprendere, Mesina rimase nascosto una notte e un giorno, in mezzo alle fronde di una pianta, non distante dal penitenziario della città pugliese. Uscì solo quando le forze dell’ordine avevano spostato il punto delle ricerche. La latitanza durò quasi un anno. Dopo essere stato rinchiuso nel penitenziario di Porto Azzurro per scontare l’ergastolo, Mesina tenne un comportamento irreprensibile per ottenere il riesame della sua vicenda processuale. Nel 1985 si allontanò dal carcere per una ‘fuga d’amore’ ma era stato rintracciato e catturato. Le sue evasioni e la sua latitanza divennero mitiche in Sardegna e si racconta che spesso tornasse a Orgosolo per incontri con donne innamorate di lui. PUBBLICITÀ La quarta volta ‘Grazianeddu’ evase dal carcere di San Sebastiano di Sassari: assieme all’ex legionario spagnolo Miguel Atienza, si era lasciato cadere dal muro di cinta del carcere. Era il 1966: si disse che avesse indosso un abito da prete, per mischiarsi tra la gente della città e poi riguadagnare i monti della sua Orgosolo. Tanto che nel paese barbaricino in quei giorni finirono nel mirino delle forze dell’ordine quattro sacerdoti, che una sera passeggiavano per l’abitato, vestiti con la tonaca scura, ignari di quanto succedeva intorno a loro. Mesina rimase alla macchia fino al 20 marzo del 1968 quando fu catturato a un posto di blocco da una pattuglia della polizia stradale vicino a Orgosolo. La grazia del presidente della Repubblica, nel 2004, che aveva cancellato l’ergastolo restituendo a Mesina la libertà, è stata annullata con la conferma in Cassazione della condanna per traffico internazionale di droga. La latitanza Quando un anno e mezzo fa è sparito da Orgosolo, dove faceva vita da pensionato, a parte l’obbligo di firma quotidiano in caserma, era difficile pronosticare una latitanza così lunga, anche se probabilmente preparata da tempo. I sequestri All’ex primula rossa del Supramonte è stata attribuita una serie ininterrotta di sequestri di persona: Capelli, Campus, Petretto, Canetto, Papandrea, negli anni ‘60, e altri in quelli successivi. Condannato all’ergastolo per cumulo di pene, Mesina ha passato in carcere gran parte della sua vita, nonostante le tante evasioni. Il sequestro Kassam Dopo un periodo di relativo silenzio, l’ex primula rossa del banditismo sardo tornò alla ribalta nel 1992 quando rientrò in Sardegna per occuparsi del sequestro di Farouk Kassam. La vicenda suscitò polemiche sul ruolo di Mesina nella liberazione del bambino. L’anno successivo Gratzianeddu fu rinchiuso definitivamente in carcere dopo che furono ritrovate alcune armi in un cascinale di San Marzanotto d’Asti, dove viveva. Traffico di droga Nel 2004 Mesina ottenne la grazia dall’allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi e tornò a vivere in Sardegna. Ma poi fu di nuovo arrestato il 10 giugno del 2013, per traffico internazionale di droga. Tre anni più tardi Mesina fu condannato a 30 anni di carcere per associazione a delinquere specializzata nel traffico di droga: era stato ritenuto il capo di un’organizzazione che aveva contatti con un clan di calabresi che operava sulla piazza di Milano e faceva arrivare la droga in Sardegna. La sua figura era emersa come quella di leader carismatico di una banda composta da una trentina di persone. Il verdetto della seconda sezione penale del tribunale di Cagliari era stato più pesante della richiesta del pubblico ministero, che aveva chiesto la condanna a 26 anni di carcere. Nel 2018 la pena gli era stata confermata in appello. Mesina, che si è sempre proclamato innocente, era tornato in libertà il 10 giugno 2019 dopo sei anni di carcere a Nuoro per decorrenza dei termini di carcerazione. Un anno, fino ai primi di luglio del 2020, Mesina l’aveva trascorso a Orgosolo, a casa di una sorella e di un nipote. FONTE QUOTIDIANONAZIONALE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA La gru era in fase di montaggio e si è 'afflosciata' su se stessa, finendo contro un palazzo di via Genova Torino, 18 dicembre 2021 - Tragedia a Torino, dove una gru è caduta su un palazzo di sette piani in via Genova all'altezza del civico 107. È accaduto intorno alle 10 di stamattina, in un cantiere edile: il bilancio dell'incidente, avvenuto durante le operazioni di montaggio, è ancora provvisorio. Secondo le prime informazioni fornite dal 118, che sta operando sul posto con le forze dell'ordine, una persona è morta sul colpo. E ci sarebbe anche una seconda vittima. Al montaggio stava partecipando un terzo operaio, rimasto ferito e trasportato in ospedale in gravi condizioni. Tutti e tre sono rimasti incastrati sotto l'intelaiatura del mezzo. Almeno altre tre persone sono rimaste ferite, in maniera meno grave. In loco operano anche quattro squadre dei vigili del fuoco, impegnate nelle complesse operazioni di estrazione. Al momento la dinamica non è stata ancora ricostruita, si sa solo che la gru - in fase di montaggio - ha ceduto, appoggiandosi sul palazzo. Dalle prime testimonianze pare si sia come 'afflosciata' su se stessa. "Abbiamo sentito un forte boato, ci siamo affacciati sul balcone e abbiamo visto la gru stesa lungo la strada - racconta un residente della zona - È stato terribile". FONTE QUOTIDIANO NAZIONALE
A CURA DI MIKI PAPPACODA Si tratta di Fiat Tipo in versione station wagon, una vettura adatta alle esigenze di tutta la famiglia. Ed è per questo motivo che abbiamo scelto di portare a bordo con noi anche i nostri bambini, Samuele e Mattia, e un bel po’ di loro “mercanzia” da caricare nel bagagliaio. Bagagliaio al top per la famiglia In effetti il bagagliaio di Fiat Tipo è davvero uno dei punti di forza di questa vettura: ha una capacità di carico, nella configurazione standard, di 440 litri che diventano 1.050 con i sedili della seconda fila abbattuti. Sotto il pianale c’è pure un comodo “organizer”, rimovibile all’occorrenza, in grado di contenere gli oggetti più piccoli. In abitacolo l'organizzazione è tutto Anche l’abitacolo regala parecchie soddisfazioni: innanzitutto le portiere si aprono quasi a 90 gradi, e questo consente un’accessibilità senza problemi, perfetta soprattutto quando si deve trafficare con le chiusure dei seggiolini. A questo proposito i seggiolini si montano piuttosto facilmente e gli attacchi Isofix sono ben segnalati. Il volante è nuovo su questa ultima versione, ed è molto pratico: i tasti dei comandi sono belli grandi e a portata di mano. Dietro c’è la strumentazione digitale dove poter controllare tutti i dati di funzionamento dell'auto, come velocità, giri del motore e livello del carburante. Grandi e ben visibili anche i comandi della climatizzazione. Tecnologia che aiuta Ma soprattutto su Fiat Tipo non passa certo inosservato il grande schermo touch da 10 pollici posto proprio al centro della plancia. Funziona sia con Apple Car Play, sia con Android Auto, e dispone del nuovo sistema di infotainment U Connect 5. Potete collegare i vostri smartphone attraverso una normale porta USB, ma anche, come sul nostro esemplare in prova, usufruire della comoda ricarica wireless. A proposito, sulla vettura che abbiamo provato per voi è presente anche la telecamera posteriore che dà una mano nei parcheggi: mica male per noi mamme, una preoccupazione in meno! Motore piccolo ma brioso Sotto il cofano della nostra Fiat Tipo SW, c’è il motore a benzina 1.000 tre cilindri da 100 CV, abbinato al cambio manuale a 5 marce, pronto e reattivo, quel che basta per muoversi con grande disinvoltura nel traffico cittadino, e per nulla affaticante quando i tragitti si fanno più lunghi. A noi Mamme in Auto piace nei tratti urbani utilizzare la modalità “city” perché lo sterzo diventa molto più leggero in manovra. In definitiva motore piccolino ma sufficiente a garantire una guida sprintosa, con un occhio di riguardo per i consumi: la nostra Fiat Tipo preferisce le andature costanti e senza grossi strappi. In città si consumano circa 8 litri ogni 100 km, ovvero si percorrono circa 12 km con un litro di benzina. La sicurezza è tutto... E sotto il profilo della sicurezza Fiat Tipo è ultra completa perché offre, di serie, davvero tanti ADAS, cioè i dispositivi di assistenza alla guida. Tra questi il riconoscimento dei segnali stradali, la frenata automatica d’emergenza, il mantenimento di corsia, il Cruise control adattivo… per una guida assolutamente stress free. … ma anche l'occhio vuole la sua parte Last but not least: anche l’occhio vuole la sua parte. E Fiat Tipo non delude nemmeno sotto questo aspetto. Quest’ultima generazione è stata anche aggiornata soprattutto nella parte frontale per regalarle un aspetto ancora più deciso ed elegante. Ci sono le nuove luci a LED e soprattutto il nuovo logo FIAT sulla griglia frontale. Per stare al volante tutti i giorni e portare a termine le nostre missioni quotidiane con stile! In collaborazione con Fiat
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Forte maltempo con tanta pioggia e neve copiosa in vista di Natale e Santo Stefano. Gli ultimi aggiornamenti meteo sono peggio del previsto! Ci siamo dunque. Pare delinearsi quello che andiamo dicendo da ormai diverso tempo in merito ad un inizio di inverno interessante e per certi versi anomalo, che di certo non ci farà annoiare con una serie di impulsi freddi e perturbati pronti ad investire l'Italia. E le novità non finiscono qui, anzi, Capodanno si preannuncia ricco di sorprese. Facciamo il punto della situazione analizzando le mappe ufficiali appena arrivate. Analizzando gli ultimi aggiornamenti possiamo dire che molto probabilmente le prossime festività saranno condizionate dal maltempo. La causa principale va ricercata sul comparto Nord Atlantico: proprio in concomitanza delle feste di Natale prenderà vita una vasta perturbazione, sospinta da correnti polari, pronta a investire dapprima le Isole Britanniche e poi anche la Francia. Questo flusso instabile concluderà poi la sua corsa nel bacino del Mediterraneo tuffandosi direttamente dalla Porta del Rodano. Ecco quindi che il nostro Paese inizierà a respirare aria più umida e relativamente meno fredda. Se ciò dovesse essere confermato non è escluso che si possa formare una ciclo-genesi proprio tra il mar Ligure e il Tirreno in grado di provocare tante precipitazioni a partire dal Centro-Nord. A conti fatti, salvo sorprese, ci attende una parentesi natalizia all'insegna delle piogge e temporali specie sul versante tirrenico, ma al tempo stesso anche delle nevicate in montagna a tratti anche abbondanti. Una vera manna per gli amanti degli sport invernali e per gli operatori turistici. Attenzione però, le sorprese potrebbero essere dietro l'angolo. In caso di una recrudescenza del freddo e dell'insistenza delle precipitazioni non escludiamo che proprio tra Natale e Santo Stefano i fiocchi di neve possano raggiungere le aree di pianura del Nord. Per scendere nei dettagli dovremo aspettare ancora qualche giorno, per capire meglio la portata effettiva delle correnti gelide in discesa dalla Russia. La tendenza poi per gli ultimi giorni dell'anno la tendenza è per un periodo molto movimentato con il rischio più che concreto di nuove ondate di gelo in discesa dall'Europa nordorientale. Capodanno quindi al freddo? Staremo a vedere nei prossimi aggiornamenti...Articolo del 18/12/2021 ore 7:00 di Salvatore de Rosa Meteorologo
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Tra poco vi sveleremo se e quando arriverà il Burian o Buran che dir si voglia, sebbene, come spiegato da noi in più occasioni, poiché la nostra lingua deriva dal greco e poi dal latino (e non dal russo), e poiché in greco antico troviamo la parola Boreas da cui per trasformazione della o in u e della e in i, il passaggio in Buria(n) o Buriana è immediato, tant’è che in molti dialetti italiani persiste la parola Buriana per indicare appunto il Burian. Altri etimi ricollegabili direttamente pertanto al russo sono da rigettare, semmai il contrario, la parola russa Buran deriverà ovviamente dalla stessa radice greca e indoeuropea comune, ma con modifiche derivanti dall’uso della lingua diversa dall’italiano. Beh, a questo punto non ci resta che attendere il Burian a far data dalla Vigilia di Natale e fino a fine anno...le premesse ci sono già tutte e le previsioni meteo del Centro Europeo hanno confermato! Facciamo definitivamente chiarezza. Il Burian è un gelido vento che durante la stagione invernale soffia sulle sterminate lande siberiane e le steppe kazake verso gli Urali o le pianure sarmatiche della Russia europea. Talvolta le raffiche di vento possono raggiungere i 100 km/h ed è accompagnato da tormente di che portano drastiche riduzioni di visibilità aumentando di molto la sensibilità al freddo. Questo particolare evento rimane generalmente confinato alla Russia o al più all'Europa Orientale ma, in alcuni casi può far la sua comparsa anche in Italia. Ricordiamo ad esempio quelli del 1996, 2006, 2012 e in ultimo quello del febbraio/marzo 2018. Di seguito riportiamo le caratteristiche principali del Burian. VENTO GELIDO - La caratteristica principale è quella di essere una corrente d'aria gelida in quanto proviene da una zona ove è presente del "freddo pellicolare" ossia, uno strato d'aria freddissimo e pesante vicino al suolo e non più alto di 1000/2000 metri. BUFERE DI NEVE - Quando fa il suo ingresso le precipitazioni portate dalle nubi si possono trasformare in autentiche bufere di neve. TEMPERATURE - In presenza di Burian, viste le sue caratteristiche, le temperature possono scendere anche di 10° in pochissimo tempo.
Articolo del 18/12/2021 ore 6:47 di Stefano Rossi Meteorologo