Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA In Costiera Amalfitana, quindi, si contano in totale 2.306casi di cui 303attualmente positivi, 1.976 guariti e 23 decessi.Di seguito il riepilogo comune per comune.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si è tenuto, presso il Genio Civile di Salerno, un incontro – indetto dalla Regione Campania – finalizzato a fare il punto sull’avanzamento degli interventi in corso per il ripristino dei luoghi ad Amalfi, interessata lo scorso 2 febbraio da un evento franoso del versante ‘Vagliendola’.
Hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il Direttore Generale della Protezione Civile regionale, Italo Giulivo, il Responsabile della Struttura Territoriale Anas della Campania, Nicola Montesano, il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano ed il Presidente della Commissione regionale Trasporti Luca Cascone. La riunione è stata l’occasione per permettere agli Enti Competenti di comunicare importanti aggiornamenti sui lavori in corso di esecuzione.
“Abbiamo mantenuto l’impegno con le comunità e con gli enti e va dato atto all’Anas del lavoro eccezionale che, in un contesto di piena trasparenza, rappresenta ora un modello operativo cui fare riferimento, grazie soprattutto al lavoro in sinergia e la grande collaborazione tra Regione, Anas, Comune di Amalfi e la struttura tecnica”, ha affermato Vincenzo De Luca, Governatore della Regione Campania.
“Anas sin dal primo momento si è impegnata – in grande sinergia con la Regione – per il ripristino dei collegamenti interrotti, ha dichiarato Nicola Montesano di Anas. Attualmente l’intervento procede senza sosta: la buona notizia è che abbiamo previsto di procedere al ripristino della viabilità lungo la SS163 “Amalfitana” entro la prossima domenica 25 aprile. Successivamente proseguiranno, come da programma, i lavori di rivestimento del muro, per l’inserimento di quest’ultimo nel contesto paesaggistico-ambientale, secondo quanto già approvato dalla competente Soprintendenza”.
La data per la riattivazione della circolazione è stata definita da Anas anche in considerazione dell’ulteriore messa in sicurezza da parte del Comune di Amalfi sul versante roccioso di propria competenza – della durata di otto giorni lavorativi – che consistendo, principalmente in attività di disgaggio, pulizia di vegetazione, etc., non consentiranno prima della loro ultimazione, per motivi di sicurezza, la riapertura al transito della tratta di statale 163 “Amalfitana” interrotta né alla l’esecuzione in contemporanea dei lavori finali di Anas.
Per accelerare lo svolgimento del proprio intervento, comunque, Anas ha programmato, durante l’esecuzione delle attività da parte del Comune, lo svolgimento di una serie di attività lavorative in orario notturno (asfaltatura, attivazione del nuovo impianto di illuminazione delle galleria, etc.).
L’intervento di Anas – del valore complessivo di 1,1 milione di euro – è stato avviato in tempi rapidissimi grazie all’affidamento dei lavori mediante Accordo Quadro.
Allo stato attuale, Anas ha già concluso i lavori all’interno della galleria adiacente al tratto della SS163 “Amalfitana” crollato: è stato ultimato, infatti, l’intervento di ripristino della volta del tunnel con malta cementizia e dei piedritti della galleria con rifacimento dell’intonaco; sono inoltre in corso le attività propedeutiche per il rifacimento dell’impianto d’illuminazione all’interno del tunnel.
Si sta lavorando alacremente alla realizzazione del muro fondante il corpo stradale: è infatti in corso l’armatura del quarto concio (che permetterà di raggiungere un’altezza di 8 metri rispetto al suolo costituito dalla via Lungomare Cavalieri) per il raggiungimento della quota strada finale a 10,70 metri di altezza; successivamente sarà possibile procedere alla realizzazione della soletta e del pacchetto stradale in conglomerato bituminoso per il ripristino finale del vero e proprio corpo stradale che permetterà il ripristino della circolazione.
E’ già stato ultimato, inoltre, il sistema di tiranti di ancoraggio dei conci e, naturalmente, la realizzazione dei micropali fondanti.
Per quanto riguarda, infine, i lavori di ripristino del sistema di archi preesistente, è già stata completata l’attività in corrispondenza del terzo arco con il ripristino della volta; allo stato attuale sono in corso le opere di consolidamento della parete rocciosa esistente tra il secondo ed il terzo arco.
Per quanto riguarda, invece, il primo arco crollato in occasione dell’evento franoso del 2 febbraio scorso, come detto, Anas procederà poi a rivestire la nuova muratura a ripristino della circolazione avvenuto.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si è tenuto, presso il Genio Civile di Salerno, un incontro – indetto dalla Regione Campania – finalizzato a fare il punto sull’avanzamento degli interventi in corso per il ripristino dei luoghi ad Amalfi, interessata lo scorso 2 febbraio da un evento franoso del versante ‘Vagliendola’.
Hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il Direttore Generale della Protezione Civile regionale, Italo Giulivo, il Responsabile della Struttura Territoriale Anas della Campania, Nicola Montesano, il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano ed il Presidente della Commissione regionale Trasporti Luca Cascone. La riunione è stata l’occasione per permettere agli Enti Competenti di comunicare importanti aggiornamenti sui lavori in corso di esecuzione.
“Abbiamo mantenuto l’impegno con le comunità e con gli enti e va dato atto all’Anas del lavoro eccezionale che, in un contesto di piena trasparenza, rappresenta ora un modello operativo cui fare riferimento, grazie soprattutto al lavoro in sinergia e la grande collaborazione tra Regione, Anas, Comune di Amalfi e la struttura tecnica”, ha affermato Vincenzo De Luca, Governatore della Regione Campania.
“Anas sin dal primo momento si è impegnata – in grande sinergia con la Regione – per il ripristino dei collegamenti interrotti, ha dichiarato Nicola Montesano di Anas. Attualmente l’intervento procede senza sosta: la buona notizia è che abbiamo previsto di procedere al ripristino della viabilità lungo la SS163 “Amalfitana” entro la prossima domenica 25 aprile. Successivamente proseguiranno, come da programma, i lavori di rivestimento del muro, per l’inserimento di quest’ultimo nel contesto paesaggistico-ambientale, secondo quanto già approvato dalla competente Soprintendenza”.
La data per la riattivazione della circolazione è stata definita da Anas anche in considerazione dell’ulteriore messa in sicurezza da parte del Comune di Amalfi sul versante roccioso di propria competenza – della durata di otto giorni lavorativi – che consistendo, principalmente in attività di disgaggio, pulizia di vegetazione, etc., non consentiranno prima della loro ultimazione, per motivi di sicurezza, la riapertura al transito della tratta di statale 163 “Amalfitana” interrotta né alla l’esecuzione in contemporanea dei lavori finali di Anas.
Per accelerare lo svolgimento del proprio intervento, comunque, Anas ha programmato, durante l’esecuzione delle attività da parte del Comune, lo svolgimento di una serie di attività lavorative in orario notturno (asfaltatura, attivazione del nuovo impianto di illuminazione delle galleria, etc.).
L’intervento di Anas – del valore complessivo di 1,1 milione di euro – è stato avviato in tempi rapidissimi grazie all’affidamento dei lavori mediante Accordo Quadro.
Allo stato attuale, Anas ha già concluso i lavori all’interno della galleria adiacente al tratto della SS163 “Amalfitana” crollato: è stato ultimato, infatti, l’intervento di ripristino della volta del tunnel con malta cementizia e dei piedritti della galleria con rifacimento dell’intonaco; sono inoltre in corso le attività propedeutiche per il rifacimento dell’impianto d’illuminazione all’interno del tunnel.
Si sta lavorando alacremente alla realizzazione del muro fondante il corpo stradale: è infatti in corso l’armatura del quarto concio (che permetterà di raggiungere un’altezza di 8 metri rispetto al suolo costituito dalla via Lungomare Cavalieri) per il raggiungimento della quota strada finale a 10,70 metri di altezza; successivamente sarà possibile procedere alla realizzazione della soletta e del pacchetto stradale in conglomerato bituminoso per il ripristino finale del vero e proprio corpo stradale che permetterà il ripristino della circolazione.
E’ già stato ultimato, inoltre, il sistema di tiranti di ancoraggio dei conci e, naturalmente, la realizzazione dei micropali fondanti.
Per quanto riguarda, infine, i lavori di ripristino del sistema di archi preesistente, è già stata completata l’attività in corrispondenza del terzo arco con il ripristino della volta; allo stato attuale sono in corso le opere di consolidamento della parete rocciosa esistente tra il secondo ed il terzo arco.
Per quanto riguarda, invece, il primo arco crollato in occasione dell’evento franoso del 2 febbraio scorso, come detto, Anas procederà poi a rivestire la nuova muratura a ripristino della circolazione avvenuto.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si è tenuto, presso il Genio Civile di Salerno, un incontro – indetto dalla Regione Campania – finalizzato a fare il punto sull’avanzamento degli interventi in corso per il ripristino dei luoghi ad Amalfi, interessata lo scorso 2 febbraio da un evento franoso del versante ‘Vagliendola’.
Hanno partecipato, tra gli altri, il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il Direttore Generale della Protezione Civile regionale, Italo Giulivo, il Responsabile della Struttura Territoriale Anas della Campania, Nicola Montesano, il Sindaco di Amalfi, Daniele Milano ed il Presidente della Commissione regionale Trasporti Luca Cascone. La riunione è stata l’occasione per permettere agli Enti Competenti di comunicare importanti aggiornamenti sui lavori in corso di esecuzione.
«Grazie ad un’ottima sinergia tra il comune di Amalfi ed Anas è stato possibile avviare di fatto più di un cantiere e questo ci consentirà, con grande soddisfazione, di poter pervenire alla riapertura della statale a doppio senso anche prima del periodo che si era immaginato. Per cui salvo imprevisti per la fine di aprile contiamo di poter arrivare a questo risultato – ha dichiarato il sindaco di Amalfi Daniele Milano ad Ottochannel tv-. Nel momento in cui sarà riaperta la statale con un cantiere sospeso il comune di Amalfi inizierà la ricostruzione della stradina pedonale di via Annunziatella. questo ci fa ben sperare in vista della riapertura della stagione turistica anche in considerazione dell’attenzione che la regione intende porre al comparto turistico con un occhio di riguardo in vista della programmazione delle prossime vaccinazioni». AMALFINOTIZIE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ricordo dell'alluvione del 1924 a Vettica nel 97esimo anniversario della schiagura.Il 26 marzo del 1924 un violento nubifragio si abbatté sulla Costiera Amalfitana. Ad Amalfi, conseguentemente a un drammatico evento franoso, 61 abitanti della frazione di Vettica Minore persero la vita. Il più anziano delle vittime aveva 82 anni, mentre il più giovane era venuto alla luce da appena dieci giorni. Quella notte d'inferno l'abitato venne totalmente dai bombardamenti d'acqua che causarono diversi crolli della strada principale. 31 in tutto le case distrutte. Dopo l'alluvione del '54 a Maiori e del 1910 a Cetara la tragedia più grave avvenuta in Costiera Amalfitana. I primi soccorsi giunsero il giorno successivo via mare attraverso le navi della Regia Marina. Il 28 marzo anche Re Vittorio Emanuele III giunse sul luogo del disastro. Commosso, sotto uno scosciante acquazzone, si recò presso il Seminario dove erano alloggiati i superstiti evacuati. Nei giorni seguenti il cadavere di una donna fu trovato nello specchio d'acqua antistante la scogliera. Nelle lettere pastorali di monsignor Ercolano Marini si legge: «il turbine, geloso della divina bellezza di questa plaga incantata, è passato, infuriando sulla nostra città e sul versante di occidente, deturpando le vigne, diroccando le case, decimando le vite... La grave sventura mi ha gettato in un mare di angoscia. Tutti gli strappi, tutti i gemiti, tutto le lacrime si sono ripercosse nel mio cuore»
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In quella circostanza, stando alla testimonianza del Commissario del Governo del tempo, fu«la nobile figura dell'amato Pastore ad accorrere con zelo e coraggio per rincuorare con l'Opera e la parola i sui figli doloranti»:da Amalfi, che«aveva visto tuffarsi nel suo bel mare la parte più affascinante del giardino dell'Hotel Cappuccini»,a Positano dove «non c'era più la parte più bella con i suoi agrumeti sempre in gioia di verde, con i suoi pacifici olivi e con i suoi noci secolari dalle braccia tese nel terso e abbagliante azzurro del suo cielo di perle».Da Vettica Minore diventata«come un campo di messe matura, su cui è passata la falce del mietitore»a Vettica Maggiore, che«è a lutto e piange»per poi finire a Praia, diventata «una tomba»: «in quella vibrante arteria di pescatori ora si va solo per versare lacrime, per inginocchiarsi e per singhiozzare una prece sopra i cadaveri, che si dissotterrano».E lì, su quelle rovine Egli«rimane impietrito dal dolore».Non erano, perciò, parole di adulazione quelle a lui scritte dal Ministro della Marina: «Con intima soddisfazione ho ammirato l'Opera paterna e di umana pietà, che V.E. ha spiegato nella luttuosa circostanza a pro dei colpiti, la cui sventura è stata moralmente e materialmente confortata dall'opera alacre e dalla pietosa parola dell'instancabile Pastore»(Thaon de Revel). IL VESCOVADO DI RAVELLO
di Michele Pappacoda Auguri di buona Pasqua a tutti nel nome del signore Gesù risorto che possano risorgere anche nei nostri cuori la felicità l'amore e al fratellanza tra noi.
INSERITO DA MORENA MOTTA Nomarca deriva dal termine "nomo" che in greco indicava i vari distretti in cui venne suddiviso l'Egitto: i nomarchi erano i capi del nomo e generalmente appartenevano a classi sociali elevate : principi, nobili, ecc.
Originariamente erano i direttori dei lavori del sovrano, coordinatori e responsabili per l'area assegnata. Verso la fine dell'Antico Regno le cariche divennero sempre maggiori ed ereditarie. Le terre inizialmente di proprietà del sovrano passarono nelle mani dei nomarchi grazie a donazioni o privilegi reali e alla fine lo stato perse il proprio potere centrale cadendo in un caos totale che continuò durante tutto il Primo Periodo Intermedio.
Quando venne ristabilito l'ordine, i nomarchi erano diventati dei principi indipendenti, ognuno a capo del proprio distretto su cui regnavano come sovrani incontrastati. Furono proprio alcuni di questi principi, quelli tebani, che riunirono di nuovo l'Egitto dando vita al Medio Regno. Furono ancora i principi tebani che scacciarono gli Hyksos dalla terra d'Egitto fondando il Nuovo Regno. In questo ultimo periodo i nomarchi continuano ad esistere ma il loro potere venne limitati dal potente apparato burocratico del paese.
Va fatto notare che quando i nomarchi erano ancora dei veri principi e con ampio potere di azione, lo usarono generalmente a favore del popolo : essi soccorsero la popolazione in tempo di carestia e spesso recarono aiuto anche ai nomoi vicini.
Nei Bassi Tempi riappaiono le grandi proprietà fondiarie ed ereditarie dei nomarchi ma, sotto i Lagidi ed i Romani, i nomarchi sono riportati al ruolo iniziale di funzionari statali.
INSERITO DA MORENA MOTTA I Rinocerontidi sono una famiglia di ungulati dell'ordine dei perissodattili. Essa comprende cinque specie viventi, comunemente note come rinoceronti, due africane e tre asiatiche, differenti fra loro, ma con alcune caratteristiche comuni che le rendono immediatamente distinguibili dagli altri animali.
Tutti i rinoceronti hanno una vista debole, una struttura massiccia, con il corpo allungato e le zampe colonnari, una testa grossa sormontata da uno o due corni, che pur essendo estremamente robusti non sono di materiale osseo ma di cheratina, la stessa sostanza di cui sono composti peli e capelli. Sono erbivori ma l'alimentazione varia a seconda della specie.
Le due specie africane sono il rinoceronte nero (Diceros bicornis) e il rinoceronte bianco (Ceratotherium simum). Il primo si differenzia per la struttura più agile, il dorso insellato, le orecchie quasi tonde e, come suggerisce il nome, una colorazione più scura, anche se non propriamente nera. Il rinoceronte nero è inoltre più piccolo: i maschi misurano circa 3,75 m di lunghezza, 1,5 m di altezza alla spalla e pesano due tonnellate. Inoltre il rinoceronte nero ha un labbro dalla forma a uncino e si nutre delle foglie più basse degli alberi. Il rinoceronte bianco invece ha il labbro quadrato e si nutre brucando l'erba e inoltre è più grosso: i maschi misurano 3,9-4,5 metri di lunghezza, 1,8-2 metri di altezza al garrese e 2,2-3,6 tonnellate di peso. In effetti, il rinoceronte bianco è il più grosso animale terrestre dopo gli elefanti e insieme all'ippopotamo tanto che pare che esso sia stato chiamato così per un'incomprensione, in quanto invece di "white" si volesse chiamarlo "wide" (largo, grande). Un'altra fondamentale differenza sta nel temperamento: mentre il rinoceronte bianco è pacifico e tranquillo, quello nero può rivelarsi molto aggressivo ed è famoso per le sue cariche furiose contro le jeep e altri autoveicoli nella savana, che spesso vengono seriamente danneggiati. Nel film Ma che siamo tutti matti? viene mostrato che il rinoceronte africano, quando vede un fuoco, ha l'istinto di correre a spegnerlo con le zampe, comportamento per il quale non esistono prove.
I rinoceronti erano assai diffusi in Africa come anche in Asia meridionale, ma il contatto con gli uomini europei decisi a cacciarli fu per essi drammatico. Infatti la strategia di difesa che adottano questi animali non è la fuga che potrebbero efficacemente attuare grazie alle doti di velocità e agilità, bensì la carica frontale contro l'aggressore. Un comportamento decisamente controproducente contro armi precise e potenti come i fucili da caccia grossa di cui erano dotati i nuovi cacciatori europei.
Fino a non molti decenni fa si cacciavano i rinoceronti soprattutto per scopo di intrattenimento nei safari di caccia grossa (vi furono cacciatori che uccisero oltre mille esemplari). Successivamente prevalse invece il bracconaggio per motivi economici, il cui scopo principale è impadronirsi del corno del rinoceronte, utilizzato dagli arabi per fare impugnature di pugnali pregiati e dai cinesi nelle ricette di medicina tradizionale, che gli attribuisce doti da afrodisiaco.
Il bracconaggio ha provocato una strage di questi animali, che sono efficacemente protetti quasi esclusivamente in Sudafrica, paese nel quale vivono solo popolazioni di rinoceronte bianco; questo spiega perché il numero dei rinoceronti bianchi sia adesso maggiore di quello degli altri tipi.
Il rinoceronte asiatico è più prossimo all'estinzione di quello africano. Restano poco più di duemila rinoceronti indiani, da 300 a 350 rinoceronti di Sumatra e una cinquantina di rinoceronti di Giava. Tutti sono stati cacciati per le loro corna.
INSERITO DA MORENA MOTTA Taglio dei fondi per la disabilità, a Concordia si dimette la consigliera Elena Bignardi, dopo l‘annunciato taglio delle risorse per tutti i Comuni Ucman. Ecco la lettera di dimissioni da Capogruppo della Lista Civica Per Concordia (che fa opposizione alla Giunta di centrosinistra) che la consigliera ha inviato domenica pomeriggio con effetto immediato
Buongiorno, con questo comunicato sono a presentare le mie dimissioni immediate da Capogruppo e la conseguente uscita dalla Lista Civica Per Concordia.
Ho creduto fortemente in questa esperienza, chiedendo ripetutamente il confronto e lo scambio di informazioni con i Consiglieri comunali del mio gruppo. Non sempre questo è avvenuto, soprattutto nell’ultimo anno.
Il ruolo di Capogruppo è anche quello di coordinare il gruppo dei consiglieri e per farlo bene, la premessa necessaria è il confronto, è essere messi al corrente delle scelte che i componenti della coalizione si trovino ad affrontare per potere decidere insieme, volta per volta, che strada intraprendere.
Prendo atto che purtroppo ciò non sempre è avvenuto, nonostante svariate sollecitazioni, mettendomi davanti spesso a scelte compiute in altre sedi, prima di tutto in Ucman, senza che io fossi minimamente informata e interpellata.
L’episodio che per ultimo mi porta a compiere questa scelta è l’aver appreso tardivamente, da parti terze, solo dopo che era già stata presentata la proposta in Ucman, anche da parte di Lista Civica Per Concordia, il taglio dei fondi al sostegno alla disabilità, settore in cui io stessa lavoro e di cui ben conosco le criticità. Settore in cui già ora le risorse risultano insufficienti.
Appoggiare questa decisione sarebbe tradire i miei stessi principi, l’impegno che con dedizione ho sempre perseguito nella mia vita, quello dell’inclusione e del sostegno ai ragazzi e bambini più fragili. Si potevano valutare altre scelte per far quadrare il bilancio, andando a colpire settori non necessari e prioritari come il sostegno alle famiglie e ai bambini-ragazzi con bisogni speciali. Il non essere consultata e informata, il trovarsi a mettere “la faccia” come Capogruppo senza essere minimamente d’accordo e interpellata, fa sì che personalmente non veda altra soluzione che le dimissioni, in quanto con queste premesse non mi è assolutamente possibile svolgere il mio ruolo.
DI MORENA MOTTA I lavori per la realizzazione della nuova rete da parte di TIM sono già partiti in molte zone della città, in modo da rendere i servizi progressivamente disponibili, con l’obiettivo di collegare circa 21mila unità immobiliari al termine del piano. L'investimento previsto di circa 6 milioni di euro e in sinergia con l’Amministrazione comunale, portrà la fibra ottica fino alle abitazioni per rendere disponibili collegamenti ultraveloci fino a 1 Gigabit/s.
Per la posa della fibra ottica saranno utilizzate le infrastrutture già esistenti. Se si renderà necessario effettuare scavi, saranno realizzati adottando tecniche a basso impatto ambientale, con interventi sulla sede stradale di circa 10-15 cm.