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BENEVENTO NEWS Allarme furti. "Azioni per ristabilire la giusta serenità" La nota del consigliere comunale di Sant'Angelo a Cupolo, Achille Botticella: "Vigilanza costante"

5 Marzo 2021, 10:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

BENEVENTO NEWS Allarme furti. "Azioni per ristabilire la giusta serenità" La nota del consigliere comunale di Sant'Angelo a Cupolo, Achille Botticella: "Vigilanza costante"

INSERITO DA ANGELA CECERE Benevento. “In questi giorni si registrano sul territorio comunale di Sant’Angelo a Cupolo numerosi episodi di furti e tentativi di effrazione in abitazione, specie a danno di anziani e soggetti vulnerabili. Delinquenti senza scrupolo, entrano con molta disinvoltura nelle abitazioni, facendo razzia di tutto ciò che trovano, non fermandosi neppure di fronte alla presenza in casa dei proprietari”. Così Achille Botticella, consigliere comunale di Sant'Angelo a Cupolo e peraltro da pochi giorni nominato Segretario nazionale aggiunto del LiSiPo, il Libero sindacato di Polizia. Preoccupato per la situazione che da giorni si registra in provincia di Benevento e in particolare anche a Sant'Angelo a Cupolo Botticella accende i riflettori sulle vicende rimbalzate alla cronaca: “Un fenomeno che sta assumendo sempre maggiore impatto e che sta creando un forte allarme sociale fino al punto di spingere i cittadini ad organizzarsi in modo autonomo per vigilare alcune aree del territorio. Un territorio, quello di Sant'Angelo a Cupolo, posto a ridosso della città capoluogo e che, proprio per questo, più esposto e che pertanto necessiterebbe di un'azione di vigilanza e prevenzione più costante e penetrante per evitare il dilagare di fenomeni delittuosi”. Secondo il consigliere comunale “Non è bastato sicuramente lo sforzo posto in essere dall'amministrazione comunale che ha promosso l’attivazione di un capillare sistema di videosorveglianza e che proprio in questi giorni ha avviato un iniziativa di sicurezza partecipata lanciando il progetto 'Adotta una telecamera'. L’iniziativa, nata con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini per poter potenziare ulteriormente la rete di videosorveglianza, punta ad avere un effetto dissuasivo e ad aumentare le possibilità di individuare più facilmente i soggetti protagonisti di azioni delittuose. E’ fondamentale che i cittadini possano recuperare la propria serenità e per raggiungere tale risultato ognuno deve dare il proprio contributo evitando però di eccedere esponendosi a rischi inutili senza le adeguate competenze professionali. I cittadini – rimarca Botticella - non devono sostituirsi alle forze dell’ordine ma fare squadra segnalando eventuali situazioni sospette e fornendo la massima collaborazione in fase di indagini. Chiedo pertanto agli organi preposti ed alle forze dell’ordine competenti per il territorio ogni utile iniziativa volta a ristabilire la giusta serenità nella cittadinanza ed il mantenimento di condizioni di sicurezza”.

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LA STORIA DELL'EGITTO Il dio Seth

5 Marzo 2021, 10:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

DI MORENA MOTTA Secondo una delle versioni del mito si credeva fosse figlio di Geb, la terra (principio maschile) e Nut, il cielo (principio femminile). Era fratello di Osiride, Iside e Nefti, di quest’ultima era anche il marito e dalla loro unione nacque Anubi. Altre fonti sostengono invece che Seth fosse sterile, forse anche a causa di un terribile scontro che il dio ebbe con suo nipote Horus: Seth perse un testicolo, Horus un occhio. La sterilità di Seth si assocerebbe anche a quella dei deserti sui quali si estendeva il suo potere. La sede originaria del culto di questa divinità era Ombos (Nbwt, “Dorata” o Città “d’oro”, presso Nagada, situata sulla via carovaniera per l’Uadi Hammamate), dove si trovava un santuario a lui dedicato. Nella necropoli di Ombos sono state anche rinvenute numerose iscrizioni e dediche a “Seth l’Ombita”, citato nei Testi delle Piramidi come colui che risiede ad Ombos. Seth era solitamente rappresentato con il corpo umano e la testa di un animale che non è mai stato chiaramente identificato, forse uno sciacallo, un formichiere o un asino, altre volte una capra, una scimmia, un fennec o addirittura un okapi (Okapia johnstoni, mammifero artiodattilo giraffide). L’animale di Seth aveva un lungo muso curvo, una coda sottile e un corpo canino. C’è chi ritiene che questo singolare animale sia frutto della fervida immaginazione degli Egizi: un curioso mix tra un levriero, un’orice (Oryx gazella, antilope africana) e un asino. Nelle raffigurazioni più antiche era simboleggiato dal maiale o dal pesce ossirinco (lithognathus mormyrus, noto anche come marmora; pesce osseo marino che appartiene alla famiglia Sparidae, una specie piuttosto comune nel Nilo). Per alcuni, Seth aveva gli occhi neri a causa del suo rapporto con l’oscurità, per altri erano rossi, colore che gli egizi detestavano. Seth era ricordato soprattutto quale spietato assassino di suo fratello Osiride, nel mito più importante e famoso dell’immaginario religioso degli Egizi. Questo mito compare in diverse fonti: Testi delle piramidi, Testi dei sarcofagi, Pietra di Shabaka, iscrizioni presenti sulle pareti del tempio di Horus a Edfu e in diversi papiri. Seth era anche menzionato per suoi continui scontri con Horus che voleva vendicare il padre e conquistare il trono d’Egitto. I due si sfidarono per ben ottant’anni, ma dopo lotte e inganni di vario genere, non erano ancora venuti a capo della disputa e le divinità chiamate a giudicare chi dei due dovesse avere il predominio erano stanche di questa lotta senza fine, per cui fu deciso che i duellanti si sfidassero in una regata. Seth e Horus avrebbero dovuto gareggiare con navi di pietra, ma Horus barò: la sua nave era in realtà di legno, abilmente dipinta per farla sembrare di pietra; Seth invece gareggiò onestamente su una nave di pietra che affondò e decretò così la vittoria di Horus che finalmente salì al trono al posto di suo zio. Seth, signore del deserto, adorato dai carovanieri che viaggiavano da un’oasi a un’altra, aveva diversi ruoli: era il dio della guerra e della forza bruta, che mostrava come sottomettere con la violenza, per vincere in battaglia e trovare l’onore. Si credeva che la sua voce fosse il tuono e che quando urlava la terra tremasse; inoltre, si pensava potesse dare ordini alle nubi scure e fosse in grado di scatenare le burrasche del vento del sud. La figura di Seth, quale “Signore della tempesta”, si avvicina alle grandi divinità asiatiche, come: Teshub (dio urrita del cielo e della tempesta); Enlil (dio dell’atmosfera della mitologia mesopotamica); Ishkur, figlio minore di Enlil (dio della pioggia e della tempesta nella mitologia mesopotamica); Baal (dio della tempesta nella mitologia fenicia). In epoche successive, Seth acquisì una connotazione negativa, gli aspetti peggiori del dio furono enfatizzati, ridando forza al mito di Seth come assassino di Osiride; fu anche associato a Tifone, malvagia manifestazione della natura furibonda. Nonostante ciò c’era ancora chi lo venerava, in qualche regione periferica dell’Egitto, come una grande ed eroica divinità. Seth è stato anche considerato un dio trickster, cioè un mistificatore, un imbroglione, abile nel perseguire fini malvagi.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO La mia disabilità? Non è la distrofia: sono le barriere architettoniche

5 Marzo 2021, 10:41am

Pubblicato da Miki Pappacoda

dettaglio di un quaderno aperto su cuiprendere appunti

INSERITO DA MORENA MOTTA “La disabilità è una roba complessa. È un'esperienza fisica, è anche un'esperienza culturale e sociale quotidiana (…)”: le riflessioni di Umberto Guidoni sul suo essere una persona con disabilità Pubblichiamo, per gentile concessione dell’autore, un post di Umberto Guidoni, Vice Presidente di Anmic Parma, contenente delle riflessioni sulla disabilità (la sua, ma anche quella dell’intera società, a capovolgere lo sguardo), che vorremmo fossero lette da più persone possibili. Prendetevi qualche minuto per leggerle, di seguito (i grassetti sono nostri, ndr). In questi giorni, 25 anni fa, sono passato da una condizione ad un'altra, lentamente, non è stata una botta e via come per un incidente. Il giorno preciso non lo ricordo, era inizio marzo. 25 anni di carrozzina su 38 e migliaia di chilometri percorsi. Sì, lo so, ci sono persone che hanno passato tutta la vita così, ma questa è una parte della mia storia e ne parlo raccontandola dal mio punto di vista. Tutti questi anni si potrebbero incasellare nel saper trovare un compromesso tra un fisico da vecchio e un cervello da giovane. Sembra poco e invece è tanto, in modo particolare nei primi anni. La disabilità è una roba complessa. È un'esperienza fisica, è anche un'esperienza culturale e sociale quotidiana. E poi? Potrei parlare di quando sono diventato disabile a tredici anni, e cioè quando sono uscito di casa le prime volte con la carrozzina. Sì perché quando sei così giovane diventi disabile anche con gli sguardi degli altri, così curiosi e invadenti. E non c'è famiglia protettiva e affettuosa che tenga. Comunque, se tutti ti guardano, tanto vale dire qualcosa di interessante. Quindi cominci a usare l’umorismo per scaricare la rabbia e la frustrazione, perché se non le indirizzi verso qualcosa rischi di farle diventare tossiche. Cerchi di ribellarti, contro una cultura sociale che vede le sedie a rotelle come dei mezzi di sola cura delle persone. In realtà, "le carrozz", sono un mezzo di libertà ed indipendenza, contro una condizione fisica che altrimenti avrebbe la mobilità di un fermacarte. Ribellarsi alla società con le sue narrazioni estremizzate: Una, dove la disabilità è rappresentata o attraverso uno sguardo compassionevole e pietistico, l’altra dove sei elevato ad eroe ed esempio di riscatto sociale. Poi potrei raccontare che se mi chiedono qual è la mia disabilità, dopo tanti anni, la risposta corretta non è: Distrofia Muscolare di Duchenne/Becker. Quella più corretta potrebbe essere "le barriere architettoniche". Quelle barriere che mi lasciano su un marciapiede mentre una commessa esce per farmi vedere quali scarpe o quali boxer posso scegliere. (Rigorosamente neri, eh). E, di conseguenza, affermo con sicurezza che convivere con una disabilità è niente in confronto al convivere con l'esclusione. Potrei parlare della prima ragazza che è andata oltre la carrozzina. Essere insieme, contro un mondo che ti ripete quanto è complicato essere amati quando il tuo corpo è visto e considerato come un oggetto di cura, suscitando compassione e premura e difficilmente desiderio o amore. Ribellarsi insieme contro questa forma mentis, così profonda e radicata. Superarla insieme, pensare solo che quando poi lei entra nella stanza ti guardi negli occhi, dimentichi il mondo, mentre le diversità scompaiono per lasciare posto a parole sussurrate, respiri sulla pelle e i brividi che fanno vibrare ogni nervo, ogni singola fibra muscolare. Potrei parlare dei momenti -innumerevoli- con tanti impagabili amici e amiche, che mi hanno fatto sentire una persona come le altre. Di quelli che si sono persi per strada. O di quegli amici che, portati via troppo presto, sono ancora qui, nella mente e nel cuore. Perché il tempo e gli adii li superiamo così. Ci sono giorni in cui sono felice ma non del tutto, di certo non lo sono di essere disabile. Felice, eventualmente, della persona che sono. Con la consapevolezza, acquisita dopo tanta strada, che una persona non si identifica con la disabilità. Anche se è una disabilità così ingombrante. Forse, in tutti questi anni, la disabilità ha influito sulla persona che sono, forse no. Non ne ho la controprova di come sarei stato senza una invalidità e, sinceramente, mi interessa poco. Quello che so, invece, è che alla disabilità non si dovrebbe lasciare il merito o la colpa della persona che siamo. E allora cerco, come tutti su questo disgraziato pianeta, un po’ di felicità. Essere felice, non nonostante una condizione di disabilità, ma anche con una condizione di disabilità. Come diceva Indiana Jones, “Non sono gli anni, sono i chilometri.” Aveva ragione, Indy ha sempre ragione. Fonte: Il profilo Facebook di Umberto Gul

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Covid: Asl Bt 'più casi tra bimbi,ok ambulatorio pediatrico' Per seguire eventuali casi infiammazione dopo negativizzazione

5 Marzo 2021, 10:38am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 © ANSA

INSERITO DA MIKI PAPPACODA BARI, Un ambulatorio pediatrico dedicato ai bambini e agli adolescenti che hanno contratto il Covid, per seguirli anche quando si sono negativizzati. A Bisceglie (Barletta-Andria-Trani), nel Poliambulatorio "Don Pierino Arcieri", è stato attivato un ambulatorio dedicato ai più piccoli e gestito dal responsabile della Pediatria Covid di Bisceglie, il dottor Domenico Paternostro. "L'ambulatorio ha lo scopo di continuare a seguire i bambini e gli adolescenti che hanno contratto il Covid e che si sono negativizzati - spiega il dottor Paternostro - in molti casi anche a distanza di tempo abbiamo riscontrato insorgenza di una sindrome infiammatoria multisistemica che può avere ripercussioni a livello cardiaco e polmonare. E' importante monitorare le condizioni cliniche per tre mesi". L'ambulatorio pediatrico post Covid ha dunque l'obiettivo di creare continuità nell'assistenza e rispondere a esigenze di salute che, come ha dimostrato l'esperienza fatta fino a oggi, possono presentarsi anche dopo la negativizzazione. "Stiamo registrando un aumento dei casi nei bambini - dice Alessandro Delle Donne, commissario straordinario Asl Bt - anche se i dati relativi ai ricoveri non hanno subito grande variazione, e dunque per noi è importante essere presenti lungo tutto il percorso di cura. Anche per i bambini e gli adolescenti è importante avere un punto di riferimento certo e qualificato". (ANSA).

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AVELLINO NEWS Ospedale Landolfi, Uil: "Continua lo smantellamento" Il sindacato: "Si procede ancora nell'accorpamento dei reparti"

5 Marzo 2021, 10:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

AVELLINO NEWS Ospedale Landolfi, Uil: "Continua lo smantellamento" Il sindacato: "Si procede ancora nell'accorpamento dei reparti"

INSERITO DA ANGELA CECERE Solofra. Si sta assistendo ad una pratica estremamente scorretta da parte della Direzione Strategica dell’Azienda Moscati nei confronti dei propri dipendenti e di chi li rappresenta, operando la riorganizzazione di reparti e di turnazioni senza coinvolgere le parti sociali come invece previsto dai contratti collettivi di lavoro. Ad esempio si procede ad accorpare reparti diversi (la Chirurgia Generale di Solofra con quella d’Urgenza del Moscati).E’ inoltre notizia di queste ore che, presso l’Ospedale di Solofra destinato di nuovo al ricovero di pazienti COVID (continuando a sbagliare), sia stata disposta la soppressione dei turni notturni del Servizio di Anestesia. Forse la Dirigenza sa ciò che a noi non è dato di sapere: cioè che i pazienti ricoverati a Solofra possono peggiorare ed avere necessità dell’anestesista solo di giorno e non di notte. Addirittura è previsto che, su richiesta, i pochi anestesisti rimasti a Solofra debbano lasciare sguarnita la propria postazione per trasferire i pazienti da c.da Amoretta all’Ospedale di Salerno. Possibile che non ci sia un medico anestesista, in tutta la struttura ospedaliera del Moscati di Avellino, che possa direttamente gestire l’attività emergenziale che necessita di trasferimento richiedendo, invece, un anestesista da Solofra con un aumento considerevole dei tempi di intervento e, di conseguenza, aumentando il rischio per il paziente? Ci viene da chiedere: Si avvicina la chiusura definitiva dell'Ospedale Landolfi? La UIL FPL ha già proposto e ritiene non piu’ procastinabile la ripresa dell’attività chirurgica con l’’attivazione immediata del Blocco Operatorio, l’istituzione della “Day Surgery” e della Chirurgia Ambulatoriale, nonché il potenziamento del Servizio di Anestesia, della Medicina Generale, e l’istituzione di quella del Lavoro. Sarebbe inoltre auspicabile il ritorno a Solofra soprattutto il personale infermieristico che è stato trasferito al Moscati. Chiediamo ai Sindaci del territorio di condividere la richiesta al Prefetto di Avellino di istituire con urgenza un tavolo istituzionale permanente, per stabilire con la Direzione Strategica dell’Azienda Moscati, un confronto sui servizi da destinare al Landolfi di Solofra. Noi operiamo il massimo sforzo per convincere la Dirigenza sulla indispensabilità del Plesso Ospedaliero di Solofra con proposte concrete e realizzabili, vigiliamo e denunciamo gli atti contrari alla salute dei cittadini e ai diritti dei lavoratori, ma occorre più forza per gridare e, quindi, sinergia tra tutti gli Enti che hanno a cuore questo territorio.

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PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA Perché chiudere le scuole in Calabria: la domanda è sulla bocca di tutti

5 Marzo 2021, 10:33am

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA MIKI PAPPACODA La domanda è sulla bocca di tutti: perché tutto questo “allarmismo” proprio ora? Solo due ore fa il Presidente Spirlì ha annunciato su Facebook la sua preoccupazione legata alle aule scolastiche. “Ma la SCUOLA non è l’aula! Le aule non possono essere considerate il luogo più sicuro del pianeta. Come tutti i luoghi, anche le aule scolastiche possono trasformarsi in luoghi di contagio. E noi, in questi tempi di recrudescenza della pandemia, dobbiamo evitare che il contagio si propaghi”. Secondo i parametri del DPCM nelle zone arancioni e gialle, i presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica in questi casi: 1.nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti; la Calabria registra ad oggi 11 casi di positività – pari a circa il 9% del totale – alla “variante inglese”. 2.nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni; e la Calabria non rientra in questi dati 3.nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico. Ma i dati di ieri diffusi dalla Regione Calabria contano 6.354 positivi al Covid-19 ovvero lo 0,32% della popolazione complessiva. Di questi 223 sono i ricoverati, ovvero il 3,5% dei positivi, di cui 21 in terapia intensiva. A fronte di questi numeri il presidente di Regione si spinge ancora più in la dicendo “non consentirò che nessun bimbo calabrese arrivi in terapia intensiva”. La dichiarazione è apparsa su Facebook nella giornata di ieri. Ma cosa sta succedendo? Se dovessimo basarci sui numero a disposizione abbiamo avuto picchi ben più alti nei mesi precedenti; certo non si conoscevano ancora le ormai famose “varianti”. Eppure, con la concessione di poter comunque seguire le lezioni da casa, gran parte dei giovani sono a casa in Dad: la presenza in aula è scesa rispetto al rientro programmato di poche settimane fa. Lo testimoniano anche i mezzi di trasporto ormai quasi vuoti. Rimane quindi un lecito dubbio sul clima di preoccupazione che sta serpeggiando nelle ultime ore ma che non collima con i dati ufficiali a disposizione dei calabresi che, iniziano in queste ore a rassegnarsi alla probabile “zona arancione” e la totalità degli studenti in Dad o didattica a distanza, ma rende meglio l’idea dire: “tutti a casa”. CALABRIANEWS

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CAMPANIA NEWS Covid-19 in Campania: 2.780 i nuovi positivi Processati 23.988 tamponi

5 Marzo 2021, 10:27am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CAMPANIA NEWS Covid-19 in Campania: 2.780 i nuovi positivi Processati 23.988 tamponi

INSERITO DA ANGELA CECERE  Sono 2.780 i nuovi casi di Coronavirus in Campania - di cui 327 casi identificati da test antigenici rapidi - a fronte dei 23.988 tamponi analizzati (di cui 4.102 antigenici): questi sono i dati contenuti nel bollettino odierno diramato come di consueto dall'Unità di Crisi. Nelle ultime 24 ore si registrano ancora 40 morti (sono 4.414 i decessi dall'inizio della pandemia), dall'inizio della pandemia i guariti sono 189.604

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CIOCIARIA NEWS Covid Ciociaria, ancora troppi contagi: il tasso di positività è al 19%

5 Marzo 2021, 10:18am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Immagine generica

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ciociaria - La differenza rispetto alle ultime settimane tende a restringersi. Registrate due donne morte a Veroli. Segnalati anche 117 guariti. Secondo giorno consecutivo con più di 240 contagi in Ciociaria. Preoccupa sempre più l'evoluzione dell'epidemia con un tasso di positività che si avvicina pericolosamente al 20%. Superati i 22.000 contagiati dall'inizio della pandemia. Era dal 31 dicembre e 1° gennaio che non si registravano tanti contagi in 48 ore. Ma non solo. Quella di ieri è stata l'ottava giornata delle ultime nove con 170 e più casi. Anche rispetto alla passata settimana si registra un incremento, ma meno netto segno che per ora anche l'effetto varianti è stato contenuto. Due le vittime, entrambe di Veroli. Il trend In quattro giorni sono 756 i contagi. Si viaggia a una media di 189, vicina a quella della passata settimana (192,6) pur avendo avuto "solo" 97 casi lunedì. Tuttavia, limitando il confronto ai primi quattro giorni della settimana, si nota un'ulteriore crescita: 756 contro 667 (media 166,75) e più 13,34%. Rispetto ai primi quattro giorni di due settimane fa, invece, si hanno 756 casi contro 409 (media 102,25) per un più 84,84%. E ancora nel confronto con tre settimane fa si hanno 756 positivi contro 327 (media 81,75) per un più 131,19%. Rispetto ai primi quattro giorni di febbraio, invece, il confrontoè 756contro 299(media 74,75), quindi a distanza di un mese si riscontra un più 152,84%. I nuovi casi Restano critiche alcune situazioni come evidenzia anche il bollettino diffuso ieri dall'Asl di Frosinone e come peraltro già evidenziato nell'ordinanza regionale che ha istituito la zona arancione in tutta la provincia. Ad Alatri la crescita maggiore di contagi con 40, seguita da Frosinone a 24 e Monte San Giovanni Campano a 16, Quindi Veroli a 15, Isola del Liri e Sora a 13, Ceccano a 12, Arpino a 9, Ceprano e Vallecorsa 6, Cassino, Esperia e Piedimonte San Germano a 5. Scendendo ancora a 4 ci sono Anagi, Atina, Boville Ernica, Torre Cajetani e Vico nel Lazio. A 3: Amaseno, Castelliri, Castrocielo, Coreno Ausonio e Torrice, A 2: Arce, Campoli Appennino, Casalvieri, Collepardo, Fiuggi, Morolo, Pico, Pignataro Interamna e Serrone. Infine, un solo caso a: Ausonia, Broccostella, Cervaro, Gallinaro, Piglio, Pontecorvo, Ripi, San Donato Val di Comino, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Sant'Andrea del Garigliano, Sant'Apollinare, Sant'Elia Fiumerapido, Strangolagalli, Supino, Trivigliano, Vallerotonda e Villa Latina. Guardando i numeri dei contagi negli ultimi otto giorni si hanno 158 casi a Monte San Giovanni Campano, 149 a Frosinone, 118 a Veroli, 114 ad Alatri, 84 a Sora, 66 a Cassino, 48 ad Anagni e Piedimonte San Germano, 46 a Isola del Liri. L'altro comune in zona rossa dopo Monte San Giovanni Campano, Torrice è sotto i 20. Dalla metà del mese scorso, invece, Frosinone è a 313, Monte San Giovanni Campano a 304 e Alatri a 271. Considerando solo i numeri di marzo, Alatri è a 90, Frosinone a 77, Veroli a 64, Monte San Giovanni Campano a 47, Sora a 38, Ceccano a 30, Isola del Liri a 29, Anagni a 26 e Cassino a 22. contagi ad Alatri Raffaele Calcabrina 05/03/2021 08:03 Secondo giorno consecutivo con più di 240 contagi in Ciociaria. Preoccupa sempre più l'evoluzione dell'epidemia con un tasso di positività che si avvicina pericolosamente al 20%. Superati i 22.000 contagiati dall'inizio della pandemia. Era dal 31 dicembre e 1° gennaio che non si registravano tanti contagi in 48 ore. Ma non solo. Quella di ieri è stata l'ottava giornata delle ultime nove con 170 e più casi. Anche rispetto alla passata settimana si registra un incremento, ma meno netto segno che per ora anche l'effetto varianti è stato contenuto. Due le vittime, entrambe di Veroli. Il trend In quattro giorni sono 756 i contagi. Si viaggia a una media di 189, vicina a quella della passata settimana (192,6) pur avendo avuto "solo" 97 casi lunedì. Tuttavia, limitando il confronto ai primi quattro giorni della settimana, si nota un'ulteriore crescita: 756 contro 667 (media 166,75) e più 13,34%. Rispetto ai primi quattro giorni di due settimane fa, invece, si hanno 756 casi contro 409 (media 102,25) per un più 84,84%. E ancora nel confronto con tre settimane fa si hanno 756 positivi contro 327 (media 81,75) per un più 131,19%. Rispetto ai primi quattro giorni di febbraio, invece, il confrontoè 756contro 299(media 74,75), quindi a distanza di un mese si riscontra un più 152,84%. I nuovi casi Restano critiche alcune situazioni come evidenzia anche il bollettino diffuso ieri dall'Asl di Frosinone e come peraltro già evidenziato nell'ordinanza regionale che ha istituito la zona arancione in tutta la provincia. Ad Alatri la crescita maggiore di contagi con 40, seguita da Frosinone a 24 e Monte San Giovanni Campano a 16, Quindi Veroli a 15, Isola del Liri e Sora a 13, Ceccano a 12, Arpino a 9, Ceprano e Vallecorsa 6, Cassino, Esperia e Piedimonte San Germano a 5. Scendendo ancora a 4 ci sono Anagi, Atina, Boville Ernica, Torre Cajetani e Vico nel Lazio. A 3: Amaseno, Castelliri, Castrocielo, Coreno Ausonio e Torrice, A 2: Arce, Campoli Appennino, Casalvieri, Collepardo, Fiuggi, Morolo, Pico, Pignataro Interamna e Serrone. Infine, un solo caso a: Ausonia, Broccostella, Cervaro, Gallinaro, Piglio, Pontecorvo, Ripi, San Donato Val di Comino, San Giorgio a Liri, San Giovanni Incarico, Sant'Ambrogio sul Garigliano, Sant'Andrea del Garigliano, Sant'Apollinare, Sant'Elia Fiumerapido, Strangolagalli, Supino, Trivigliano, Vallerotonda e Villa Latina. Guardando i numeri dei contagi negli ultimi otto giorni si hanno 158 casi a Monte San Giovanni Campano, 149 a Frosinone, 118 a Veroli, 114 ad Alatri, 84 a Sora, 66 a Cassino, 48 ad Anagni e Piedimonte San Germano, 46 a Isola del Liri. L'altro comune in zona rossa dopo Monte San Giovanni Campano, Torrice è sotto i 20. Dalla metà del mese scorso, invece, Frosinone è a 313, Monte San Giovanni Campano a 304 e Alatri a 271. Considerando solo i numeri di marzo, Alatri è a 90, Frosinone a 77, Veroli a 64, Monte San Giovanni Campano a 47, Sora a 38, Ceccano a 30, Isola del Liri a 29, Anagni a 26 e Cassino a 22. Le vittime Sono dieci i morti dall'inizio del mese. Ieri è stato segnalato il decesso di una donna di 56 anni residente a Veroli. Tuttavia nel bollettino regionale è stato inserito il decesso di un'altra donna, sempre di Veroli, di 77 anni che sarà conteggiato oggi. Mentre il terzo decesso è quello di una donna di 92, ma della provincia di Latina e che, dunque, finirà nelle statistiche della Asl pontina. La scorsa settimana i morti sono stati 22. Il tasso Non accenna ad abbassarsi l'indice di positività. Il rapporto tra casi di Covid scoperti e il numero di test eseguiti resta nettamente al di sopra della media regionale e nazionale. Ieri, in Ciociaria, su 1.273 tampini, circa 400 in meno del giorno prima, su un numero quasi invariatodi positivi,il tasso è risalito al 19,09%. Si tratta di numeri già riscontrati tra il 21 e il 22 febbraio con 19,69% e 19,40%. La media della settimana è al 15,54%, sugli stessi livelli della passata (15,79%) e superiore al 13,11% di due settimane fa. A febbraio era al 12,81%. I guariti Sono 117 inegativizzati nella giornata di ieri. Il totale della settimana e conseguentemente del mese tocca quota 470. Nel 2021 sono guarite 6.357 persone. CIOCIARIAOGGI.IT

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NAPOLI NEWS Il Vomero piange Tobia: l'uomo della panchina Proposta la dedica della panchina dove trascorreva le sue giornate

5 Marzo 2021, 10:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

NAPOLI NEWS Il Vomero piange Tobia: l'uomo della panchina Proposta la dedica della panchina dove trascorreva le sue giornate

INSERITO DA ANGELA CECERE Una storia triste Napoli. "Una notizia che ha destato profonda commozione e cordoglio tra i tanti che, come me, lo conoscevano da sempre, incontrandolo ogni giorno, seduto sulla solita panchina di via Scarlatti, dinanzi alle vetrine del megastore di COIN  – afferma Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari -. Mi riferisco alla morte di Tobia, che qualcuno ha definito "l'uomo della panchina", la notizia del cui decesso è apparsa stamattina sul social network Facebook. Una persona schiva ma anche molto determinata nel difendere la sua scelta di vivere per strada, rimanendo su quella panchina, giorno e notte, d'estate, con il caldo torrido, come d'inverno, con temperature a volte polari, rifiutando con tenacia e determinazione la possibilità, che gli veniva offerta da più parti, di essere ospitato presso un dormitorio e di farsi curare alla bisogna. C'erano periodi durante i quali quella panchina rimaneva vuota, presumibilmente perché si rendeva necessario, forse anche contro la sua volontà, ricoverarlo per fornirgli le cure necessarie non più procrastinabili - sottolinea Capodanno -. Ma poi, dopo alcuni giorni, ricompariva e la sua presenza rassicurava le tante persone che gli erano affezionate e con le quali s'intratteneva sovente a conversare. Ieri mattina - ricorda Capodanno - l'ho visto per l'ultima volta. Era seduto sulla solita panchina ma in una posizione inusuale, piegato su un fianco, sembrava che dormisse. Invece presumibilmente stava male. Ho saputo che qualcuno poi, vedendolo immobile, ha chiamato il 118. E' stato soccorso da un'ambulanza che lo ha portato via. Poi, come un fulmine a ciel sereno, stamani la ferale notizia del decesso. Oggi su quella panchina, per ricordare Tobia, è stata collocata una pianta con un biglietto sul quale si legge "Ciao Tobia" con disegnato un cuore e una firma "Coin". Un saluto non di addio ma un arrivederci, forse nella speranza che, come già accaduto in passato, Tobia prima o poi possa ritornare per la gioia dei tanti che in questi anni gli si erano affezionati e che oggi ne piangono la scomparsa." Capodanno, nell'esprimere il profondo cordoglio per la morte di Tobia, invita l'amministrazione comunale a dedicare a quest'uomo, simbolo dei tanti invisibili, per i quali la società ancora una volta ha palesato la propria incapacità, con i tanti limiti nell'affrontare e risolvere i loro problemi, la panchina sulla quale ha trascorso buona parte della sua vita, anche apponendo una semplice targa che ricordi un uomo buono ma profondamente solo. "Ciao Tobia, spero che troverai una panchina anche lassù tra le nuvole, da dove potrai continuare a tenerci compagnia".

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CILENTO NEWS Castellabate, sindaco f.f. Maiuri emette ordinanza sulla vendita attraverso distributori automatici

5 Marzo 2021, 10:12am

Pubblicato da Miki Pappacoda

04032021 foto luisa maiuri sindaco ff castellabate

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il Sindaco f.f. di Castellabate, Luisa Maiuri ha firmato l’ordinanza sindacale nr. 7 del 04.03.2021 che sospende, con decorrenza da domani, 5 marzo, e sino al 6 aprile 2021 compreso, la vendita al pubblico mediante apparecchi automatici, dalle ore 18 fino alle ore 5 del giorno seguente. Inoltre nell’ordinanza si stabilisce che all’interno delle attività, tenuto conto dell’ampiezza dei locali, non dovranno verificarsi forme di assembramento e dovranno essere osservate le vigenti disposizioni covid-19 pena l’applicazione di sanzioni amministrative. «Al fine di contrastare la diffusione del contagio da covid-19 è bene mantenere sempre alta la guardia in merito al rigido rispetto delle norme di distanziamento e di accesso contingentato anche in queste attività», dichiara il Sindaco f.f., Luisa Maiuri: «Ricordiamo inoltre che, durante il periodo di apertura dalle 5 alle 18, il rispetto delle prescrizioni è di competenza esclusiva del titolare che dovrà adottare tutte le misure atte a prevenire ogni forma di assembramento».  CILENTONEWS 

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