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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 11.01.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

11 Gennaio 2021, 09:17am

Pubblicato da Miki Pappacoda

ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 11.01.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Lunedì, 11 Gennaio 2021
S. IGINO PAPA
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Settimana n. 02
Giorni dall'inizio dell'anno: 11/354

A Roma il sole sorge alle 07:37 e tramonta alle 17:00 (ora solare)
A Milano il sole sorge alle 08:02 e tramonta alle 17:00 (ora solare)
Luna: 5.59 (lev.) 15.10 (tram.)

Proverbio del giorno:
Paese che vai usanza che trovi

Aforisma del giorno:
Vino e donne traviano anche i saggi, ancor più temerario è chi frequenta prostitute. (Siracide)

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CARPI NEWS “Il nuovo ospedale deve rispondere alle esigenze di un domani fatto di grandi mutamenti”

11 Gennaio 2021, 09:11am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CARPI NEWS “Il nuovo ospedale deve rispondere alle esigenze di un domani fatto di grandi mutamenti”

INSERITO DA MORENA MOTTA Quella del nuovo ospedale è una partita che continua a infervorare gli animi. Dopo dieci anni e oltre di sterile discussione, la questione pare avere subito una forte accelerazione grazie al protocollo d’intesa siglato da Azienda Usl e Comune. L’obiettivo? “Arrivare al completamento dello studio di fattibilità entro marzo 2021”, ha dichiarato il direttore generale dell’azienda Usl Antonio Brambilla. Pur plaudendo alla decisione di dotare la nostra città di una struttura ospedaliera tecnologicamente e logisticamente all’avanguardia molti cittadini si sono appellati ai due enti affinché facciano marcia indietro circa l’ipotesi di collocare il nuovo ospedale, nel quadrante Nord – Ovest della città, aldilà della tangenziale e della Statale per Fossoli, onde evitare la cementificazione di una vasta zona agricola.

Sostenibilità sociale, consumo di suolo zero, fruibilità dei servizi, possibilità di avviare subito i lavori senza dover attendere espropri e nuove strutture viarie. Sono questi i quattro punti cardine su cui si basa la riflessione di Carpi Bene Comune, unitamente a Carpi In TransizioneFIAB Modena – Sezione di Carpi, Legambiente Terre d’ArgineLipu – Sezione di Carpi, WWF Emilia Centrale e Sinistra Italiana – Sezione di Carpi.

La loro idea è quella di costruire un nuovo padiglione di 6-7 piani nell’area compresa tra piazzale Donatori di Sangue e l’attuale camera mortuaria e prevederebbe la realizzazione di un nuovo parcheggio multipiano (fuoriterra). Tale soluzione permetterebbe il trasferimento dei reparti operatori e delle degenze senza nessuna interruzione delle attività sanitarie. Successivamente, si procederebbe alla demolizione di tutti gli edifici obsoleti, preservando: Radioterapia, Poliambulatorio e Centro di salute mentale. Le aree risultanti dalle demolizioni verrebbero rigenerate con nuovi spazi verdi, e parcheggi per i dipendenti.

Una proposta che il sindaco Alberto Bellelli ha rispedito al mittente sottolineando come “il rischio di rifarlo lì è quello di vedere reparti trasferiti a Modena che poi non torneranno a casa…”.

Sull’ipotesi di realizzare il nuovo polo sul sedime originario, ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica Riccardo Righi, “vi sono troppe problematiche relative alla logistica, alla dotazione di parcheggi… per non parlare poi della rigidità della struttura che non permetterebbe un’evoluzione in corso d’opera né la realizzazione di un eliporto”.

Lapidario anche Brambilla che ha liquidato la faccenda sottolineando come “la localizzazione, approvata in sede di Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, renderebbe la struttura facilmente accessibile per tutta l’Area Nord”, per buona pace della Bassa insomma…

Una cosa però è certa, lo studio di fattibilità ancora non c’è e nulla è stato deciso. L’ipotesi avanzata da Carpi Bene Comune – nata grazie agli spunti offerti dalle proposte strategiche avanzate alcuni anni fa dal Politecnico di Milano  in una ricerca commissionata e voluta da tutte le Amministrazioni dell’Unione delle Terre d’Argine – è davvero tanto campata in aria? Lo abbiamo chiesto al professore del Politecnico, Edoardo Colonna, architetto che ha lavorato a quel progetto.

Professore quali sono i vantaggi della costruzione di un nuovo ospedale in prossimità dell’esistente anziché realizzarlo ex novo su un terreno ancora vergine?

“Le decisioni intorno alla costruzione di una porzione di una città, poiché la realizzazione di un complesso organismo qual è un nosocomio può sì essere percepito come una macchina funzionale dedicata alla cura e alla salute delle persone ma, in realtà, contiene un articolato sistema composto da molti altri servizi alla persona, da svariate attività commerciali, da spazi d’aggregazione, di conoscenza e cultura, di comunicazione, d’incontro… insomma le caratteristiche più evidenti di ciò che chiamiamo città, sono sempre alquanto complesse e ogni volta devono essere collocate all’interno di un quadro strategico generale che implichi delle scelte generali di lungo periodo e che individui delle linee direttrici in grado di orientare le future trasformazioni e quegli assetti desiderati per un intero territorio. Se la domanda è riferita in specifico alle questioni legate alla vetustà dell’ospedale carpigiano Ramazzini, all’interno dell’incarico esplorativo che l’Amministrazione dell’Unione delle Terre d’Argine ci aveva dato (ndr Politecnico di Milano) e che abbiamo terminato nel 2018, avevamo cercato di esplorare un sistema complesso di relazioni che legassero l’intero territorio, cercando di far emergere quegli elementi identitari che lo rendono unico, ad esempio attraverso un articolato sistema di mobilità, su cui abbiamo inteso proporre alcune prefigurazioni territoriali generali e specifiche. È all’interno di un confronto su queste logiche strategiche generali che andrebbero valutate le specifiche progettualità, le singole risorse, non concentrandosi soltanto sulla singola occasione. A prescindere infatti dalla specifica questione, ritengo che il rafforzamento urbano da noi proposto dell’asse Polo Sportivo, area Ramazzini, Piazza Castello/Duomo, Stazione (soprattutto in un’ottica di potenziamento della mobilità sostenibile), Parco Lama, che mi sembra che con le ultime scelte l’Amministrazione abbia cominciato a costruire, possa conferire struttura urbana a porzioni oggi disconnesse e costruite come mera sommatoria edilizia. In esso sicuramente il futuro dell’area in cui giace oggi l’ospedale giocherà un ruolo strategico importantissimo, come pure l’assetto del Polo Sportivo e la connessione con il Parco Lama”.

Ci può fare qualche esempio di rigenerazione di poli ospedalieri nel nostro Paese e nel resto d’Europa?

“Ogni città ha una propria storia evolutiva, spesso molto difficile da comprendere perché non lineare; la maggior parte delle città antiche di medio-grossa dimensioni ha un ospedale costruito all’interno del proprio tessuto e che giocoforza ricopre un ruolo urbano strategico. Mi vengono in mente alcuni ospedali a Barcellona, come ad esempio il centrale Hospital del Mar che riesce sia a giocare un ruolo urbano strategico nella costruzione del fronte a mare sia a instaurare felici relazioni con il parco della Barcelloneta adiacente, un po’ come avevamo cercato di fare nel nostro piccolo con le esplorazioni degli studenti che avevano lavorato sull’area Ramazzini.

Le scelte strategiche relative al tema della rigenerazione delle grandi macchine funzionali sono alquanto differenti e anche contrastanti, perché appunto strettamente legate alla progettualità a grande scala dei vari contesti in cui si devono attuare. Mi permetto di portare l’esempio di Milano, città in cui sono cresciuto e insegno, città per molti versi tumultuosa e schizofrenica; da un lato si sono susseguite costruzioni ex-novo di ospedali, recintati e posizionati in posizione esterna rispetto alla città, come ad esempio l’ospedale di Niguarda, costruito già nel 1939 nelle aree di espansione per ragioni di accessibilità, o il più recente Ospedale San Raffaele, o la futura cittadella della salute localizzata a Cinisello Balsamo sulle aree ex-Falk; dall’altro il Policlinico di Milano, grande ospedale cittadino costruito alle spalle dell’Università Statale in posizione centralissima, ha fatto una scelta differente, scegliendo la ricostruzione per parti; e proprio in questo momento è in costruzione un nuovo grande intervento dell’architetto Boeri in sostituzione di vecchi padiglioni; il suo ruolo di nodo urbano è stato rafforzato addirittura, sembra, facendo entrare un ingresso della nuova linea metropolitana all’interno del perimetro ospedaliero, trattandolo quindi alla pari delle altre porzioni urbane”.

A chi obietta che la posizione attuale produce e produrrebbe notevoli disagi per parcheggi e viabilità, cosa risponde? Quale soluzione suggerirebbe?

“Certamente una scelta come quella della ricostruzione sullo stesso sito di un Polo sanitario territoriale porta un notevole impatto dal punto di vista della gestione dei flussi, che sarà stato sicuramente oggetto di serie riflessioni da parte degli attori coinvolti nel processo decisionale. Indubbiamente, a mio parere, la formulazione di queste attente analisi deve avere la forza e la lungimiranza di rispondere non solo alle problematiche dell’oggi, ma traguardare anche i possibili cambiamenti delle abitudini dei cittadini dei prossimi decenni, che sembrano annunciarsi foriere di grandi mutamenti”.

Un’operazione come quella proposta da Carpi Bene Comune sarebbe più onerosa rispetto a una costruzione ex novo?

“Non conosco la proposta in oggetto in specifico e da un punto di vista professionale non mi è ancora capitato di affrontare un tema simile; all’interno del mio Ateneo, come già le avevo riferito nell’intervista di qualche mese fa, esistono competenze specifiche che meglio di me saprebbero affrontare seriamente questo tipo di studio di fattibilità. Mi limito a sottolineare come la recente ricerca nelle discipline economiche in generale abbia ormai allargato il campo delle analisi costi-benefici ben aldilà del calcolo della quantificazione meramente economica, rivendicando la vera essenza della oikonomia (ndr – termine che indica le riflessioni da parte del buon padre di famiglia su tutti gli aspetti che concernono la propria casa)”.

Gli ospedali oltre a curare possono essere grandi occasioni di crescita economica. Come un ospedale costruito vicino al centro storico potrebbe ridare linfa a una città piegata dalla crisi e dalla pandemia?

“Aldilà della singola funzione o destinazione, o meglio, del contenitore di variegate funzioni e destinazione, mi sembra di poter affermare che le modalità adoperate negli ultimi decenni nella costruzione della città abbia rivelato tutto il suo fallimento; questo periodo pandemico sembra aver riportato al centro non solo la necessità di una (ri)costruzione di un radicato senso comunitario (siamo tutti più “legati” di quanto ci hanno fatto credere negli ultimi 50 anni), ma anche un grande bisogno di socialità, incontro, convivialità, condivisione; tutto ciò dovrebbero essere rivitalizzato, se non ricostituito, attraverso un’articolata mixitè di funzioni, una riattivazione di reti di commercio sinergiche di prossimità, e di tutte quelle azioni in grado di riattivare la vitalità comunitaria. È questa la vera ricchezza che andrebbe ricercata. Penso che i futuri assetti delle città e dei territori si debbano fare fortemente carico di ciò e non permettere più la separatezza antiurbana delle lottizzazioni sparpagliate unite solamente da miserandi nastri asfaltati”.

Ausl e Amministrazioni continuano a ripetere che l’area dove sorge l’attuale Ramazzini essendo inserita in un contesto fortemente antropizzato non si presta a ospitare la nuova struttura. Come commenta?

“Non penso che l’Amministrazione a priori abbia escluso l’ipotesi di riqualificazione di quest’area, tanto che per anni abbiamo lavorato, seppur all’interno di ipotesi, ripeto, che mettevano in gioco scenari di trasformazione complessivi (a titolo esemplificativo, la trasformazione dell’attuale linea ferroviaria in metropolitana leggera e un sistema di trasporti capillari in tutto il territorio dell’Unione), alla prefigurazione di scenari di metamorfosi urbana che cogliessero le molte potenzialità insite nel mantenere lì la struttura ospedaliera. Immagino che nel momento dell’approfondimento necessario per risolvere questo nodo così importante, avendo a disposizione anche maggiori dati su cui appoggiare queste decisioni, siano emerse altri elementi e problematicità, di cui non sono a conoscenza”.

Da urbanista e conoscitore del nostro territorio, quale consiglio si sente di dare per la stesura del nuovo PUG?

“Penso che il PUG possa essere davvero un’occasione straordinaria; finalmente penso si stia facendo il primo passo per rompere quel localismo decisionale tanto deleterio nei nostri territori in generale (basti pensare alla dislocazione scellerata delle aree industriali pensate nella logica miope ristretta a livello intrinsecamente comunale). Sicuramente è un percorso appena iniziato; sarà molto lungo e non terminerà certo con questa prima stesura. Andrà curato in ogni suo passo stando attenti a non calarlo dall’alto, ma cercando di renderlo compartecipato attraverso percorsi di acquisizione di consapevolezza. Si tratta di (ri)costruire quel sentimento di comunità allargata, iscritto nella storia millenaria di questo territorio (basti pensare alla millenaria lotta contro le acque, alle bonifiche), e rompere quegli individualismi e particolarismi che hanno reso il territorio una somma insensata di pezzettini monadici. Mi sembra che il monito di questo drammatico periodo ci stia fortemente indicando la via, o meglio ri-insegnando a guardarla con occhi diversi”.

FONTE TEMPONEWS.IT di Jessica Bianchi

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SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 11.01.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

11 Gennaio 2021, 09:10am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 11.01.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Pressione in aumento al Nord. Sole sulle regioni settentrionali, instabile al Centro-Sud con precipitazioni a carattere sparso, debolmente nevose (al primo mattino) fino in pianura sulla Toscana, a 200 metri su Umbria, Marche, 600 metri in Abruzzo, quote oltre i 1400m al Sud. Tempo via via più instabile sulla Sardegna con rovesci e nevicate a 700 metri in serata.

 

NORD

Avanza l'alta pressione sulle nostre regioni. A parte una certa nuvolosità, anche consistente sulla Romagna dove potrebbe anche piovere e nevicare sui rilievi forlivesi, per il resto il sole sarà prevalente. Venti di Bora e Grecale.
Temperature

Valori massimi fino a 3-4 gradi su gran parte delle regioni, 6 gradi a Genova.
CENTRO e SARDEGNA

Tempo a tratti instabile. Al mattino fiocchi di neve fino in pianura sulla Toscana centro-meridionale, instabile sulle Marche con neve a 200 metri, a 500 metri sui rilievi abruzzesi. In Sardegna, tempo via via più instabile con neve dapprima a 1000 metri, poi fino a 700 metri in serata.
Temperature

Valori massimi compresi tra i 3 di l'Aquila e i 12 di Cagliari
SUD e SICILIA

Cielo spesso molto nuvoloso o coperto con precipitazioni generalmente di debole intensità, meno probabili in Campania. Nel pomeriggio piogge più moderate su Calabria e Nordest siciliano.
Temperature

Valori massimi attesi tra i 6 di Potenza e i 15 di Palermo

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SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 11.01.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

11 Gennaio 2021, 09:07am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 11.01.2021 A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE S. Tommaso Placidi da Cori Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 1,14-20. Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo». Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». E subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono.

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MONZA E PROVINCIA NEWS Il lockdown fa crescere un orto sostenibile: il progetto per testare un nuovo concime

11 Gennaio 2021, 08:56am

Pubblicato da Miki Pappacoda

MONZA E PROVINCIA NEWS Il lockdown fa crescere un orto sostenibile: il progetto per testare un nuovo concime

INSERITO DA MORENA MOTTA A Monza il lockdown ha fatto fiorire la sostenibilità ambientale e presto anche quella sociale. Se non fosse stata per la pandemia che da marzo ha messo il Paese in stand by, certamente a Mattia non sarebbe venuto in mente di testare un particolare concime organico e biologico prodotto dalla trasformazione dei rifiuti, brevettato da un’azienda sarda e per la prima volta utilizzato al di fuori dell’isola.
Un concime che in Brianza ha fatto recuperare un terreno dismesso della floricultura Chiaravalli.

Una bella storia dal sapore “green” quella che vede come protagonista Mattia Teruzzi, 26 anni, monzese, che a novembre 2019 si è laureato all’Università Milano Bicocca in Scienze e tecnologie per l’ambiente e per il territorio.
Mattia ha trovato subito lavoro come consulente ambientale in Sardegna, in un’azienda che trasforma i rifiuti in concime: un brevetto italiano firmato dall’Università di Cagliari che sta dando ottimi risultati. Il giovane neolaureato è entusiasta e continua a viaggiare su e giù per la Sardegna svolgendo quel lavoro che tanto ama. Fino a quando il coronavirus blocca tutto (e tutti) e Mattia si ritrova costretto a lavorare a distanza.

Ma è proprio che in quel momento che ha aguzzato l’ingegno e utilizza il periodo di sosta obbligata per testare quel prodotto anche nella sua amata Brianza.

“Mi sono fatto spedire il concime e l’ho testato sul terreno della nostra pianura padana”,  spiega. Mattia individua subito anche il terreno: la floricultura dei fratelli Chiaravelli, in via Gondar, una realtà che il giovane esperto monzese già conosce con la floricultura di famiglia. “Mi sono fatto inviare dieci quintali di questo concime recuperando un’area incolta nei pressi della Floricultura – racconta -. Un progetto scientifico il cui obiettivo è testare la qualità di un concime biologico, su un terreno non utilizzato, trasformandolo in una vera e propria area sostenibile”.

Una ricerca proseguita per tutto il 2020: il terreno è stato trasformato in orti interrati, suddivisi in parcelle di test. Mattia tutte le mattine indossava i panni (e gli arnesi) dell'agricoltore, felice di zappare la terra, affiancato e sostenuto in questo progetto scientifico anche da Maurizio Chiaravalli e da Fabio Mosca.

“Una parte del terreno senza concime – prosegue -. Un’altra utilizzando un concime biologico di alta qualità, e una usando il concime sardo. I risultati sono stati molto positivi”. La terra ha regalato frutta e verdura di primissima qualità: in estate angurie, meloni e frutta di stagione; adesso verze, cipolle e porri.

“Il raccolto è stato donato alla mensa della Madonna delle Grazie – precisa Mattia -. Un progetto sostenibile non solo dal punto di vista ecologico e agricolo, ma anche sociale”.  

Mattia inviava puntualmente i dati del raccolto in Sardegna, pesando, misurando e fotografando i frutti della terra. “I dati sono stati poi inseriti nella ricerca scientifica portata avanti dall’azienda. Il concime ha dato ottimi risultati, regalando agli agricoltori monzesi verdura e frutta di grandezza e qualità pari a quella prodotta con i migliori concimi biologici. Sono davvero molto felice. Il lockdown, in questo caso, ci ha regalato ottimi frutti; se non ci fosse stato sarai andato avanti e indietro dalla Sardegna, senza avere il tempo di pensare e testare questo progetto”.

Ma il progetto di Mattia va oltre: coinvolgere in questo orto sempre più "green" anche i ragazzi diversamente abili de Il Veliero. Mattia si è avvicinato all’associazione una decina di anni fa, innamorandosene. “Il progetto è creare orti rialzati, permettendo così alle persone con disabilità o difficoltà motorie di avvicinarsi al mondo dell’orto, di coltivare personalmente la terra”.

FONTE MONZA TODAY

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VELASCA VIMERCATE NEWS L’oratorio di Carnate lancia una sfida: cercare un motivo per dire grazie al 2020

11 Gennaio 2021, 08:42am

Pubblicato da Miki Pappacoda

VELASCA VIMERCATE NEWS L’oratorio di Carnate lancia una sfida: cercare un motivo per dire grazie al 2020

INSERITO DA MORENA MOTTA Il 2020 è stato l’anno che tutti sappiamo. Ma l’oratorio di Carnate ha voluto lanciare un’iniziativa per cercare di trovare almeno un motivo per dire grazie all’anno appena trascorso. La parrocchia carnatese ha infatti avviato una campagna sui propri canali social denominata “#365grazie”, invitando i propri fedeli a partecipare spiegando: «Con l’inizio del 2021 vogliamo provare a raccogliere pensieri, parole e motivi per ringraziare questo anno appena concluso: non un anno da dimenticare ma un anno da ricordare». Per partecipare all’invito è possibile mandare il proprio messaggio tramite email all’indirizzo di posta elettronica parrocchiacarnate@gmail.com.

Le riflessioni ricevute verranno poi pubblicate sul sito www.oratoriocarnate.altervista.org, così da creare una sorta di collage di ringraziamenti positivi ed iniziare al meglio il 2021. Alla chiamata dell’oratorio brianzolo, partita da poco, hanno già risposto alcune decine di persone. C’è chi ha voluto ringraziare medici e personale sanitario, chi invece ha ringraziato il 2020 per avergli permesso di riscoprire le bellezze del proprio paese durante i periodi di lockdown, oppure chi ha inviato il proprio grazie per aver guadagnato una maggior sensibilizzazione alla condivisione dei sentimenti

FONTE ILCITTADINOMB.IT di Gabriele Galbiati

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SICILIA NEWS Palermo, monte Pellegrino, grotta della Addaura. Graffito rupestre di 9 mila anni fa.

10 Gennaio 2021, 18:45pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Le Grotte dell'Addaura, tesoro siciliano fatto di magia, arte e mistero -  Siciliafan

PROPOSTO DA MIKI PAPPACODA Palermo, monte Pellegrino, grotta della Addaura. Graffito rupestre di 9 mila anni fa. L'artista ha voluto immortalare una scena ben precisa, un rito di iniziazione che si svolgeva nel sito, primordiale metodo di comunicazione giunto fino ai giorni nostri, quindi molto efficace, una sorta di proto scrittura primitiva. Davanti alla grotta c'è una scarpata di 600 metri a picco sul mare nel golfo di Palermo. Durante l'ultima glaciazione il livello del mare era molto più basso, e il lato sud dell'isola rivela essere molto più basso il livello del mare, rispetto allo stretto di Messina, dove invece il fondale è molto profondo. Una grande pianura collegava la Sicilia all'isola a Malta, e la provincia di Trapani al nord Africa, e le isole Egadi erano attaccate alla Sicilia occidentale. Circa 12500 anni fa termina bruscamente l'ultima glaciazione, le calotte glaciali si sciolgono rapidamente innalzando il livello del mare , che ricopre le pianure occidentali e meridionali della Sicilia, separandola così da Malta, dall'Africa, e dalle isole Egadi , intrappolando le popolazioni. Nelle isole Egadi a Levanzo e a Favignana, i popoli primitivi 9 mila anni fa, hanno lasciato testimonianze artistiche uniche nel mondo all'interno delle grotte. Quello che mi intriga di più di questo graffito della Addaura sono i copricapi, o forse capelli non si capisce bene. Secondo me copricapi in quanto quello in alto che inizia il rito è pelato con la barba a punta, e tutti gli altri anno la stessa forma che gli copre la testa, molto molto simile ai copricapi degli antichi guerrieri libu della Libia, che sono uguali a quelli egizi di cui abbiamo esempio anche nella grande sfinge. Gli storici greci antichi dicevano che i primi abitanti della Sicilia furono i Ciclopi. E in effetti fu alla dea Opi che Zeus dona la Sicilia. La quale segue Saturno verso l'Italia cacciato dall'Olimpo, a cui cade il falcetto passando sopra la Sicilia , che cadendo formò la falce naturale del porto di Trapani. Questo dice la mitologia greca. E sopra Trapani c'è il monte Erice, consacrato al gigante Erix, dove in cima nella città di Erice si trova il tempio della venere ericina, molto adorata in tutto il mediterraneo, Astarte orientale, e Tanit cartaginese.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Nonna compra dolci per i nipoti nel panificio in cui lavora, ma dal conto mancano 20 centesimi e viene licenziata

10 Gennaio 2021, 18:37pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Nonna compra dolci per i nipoti nel panificio in cui lavora, ma dal conto mancano 20 centesimi e viene licenziata

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Nonna licenziata dal panificio in cui lavorava perché dimentica di rimettere in cassa 20 centesimi. La donna aveva preso dei dolcetti per i suoi nipoti, ma in tasca aveva solo una sterlina, così ha preso il cibo e poi è andata a un funerale dimenticandosi di mettere la parte mancante in cassa. Il proprietario però l'ha accusata di furto e l'ha licenziata. La nonna ha deciso di sporgere denuncia per l'accaduto, sostenendo di aver subito un'ingiustizia e il tribunale le ha dato ragione. La signora Hough dovrà avere un risarcimento di 3.000 sterline, come stabilito dal tribunale del lavoro durante l'udienza che si è tenuta a Manchester. La donna lavorava come assistnte al Bake-Away da ben 20 anni e quel giorno sapeva di avere 20 centesimi di meno, ma era di fretta e ha preso lo stesso il cibo per i nipotini. Quando la proprietaria è tornata ha notato la cifra mancante e sebbene fosse irrisoria ha comunque deciso per il licenziamento. LEGGO.IT

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CAMPANIA NEWS COVID-19, IL BOLLETTINO ORDINARIO DELL'UNITÀ DI CRISI DELLA REGIONE CAMPANIA

10 Gennaio 2021, 13:47pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

L'immagine può contenere: il seguente testo "CORONAVIRUS LA SITUAZIONE IN CAMPANIA OGGI TOTALE TEST 14.714 2.132.355 POSITIVI 1.263 198.518 REGIONECAMPANIA SINTOMATICI ASINTOMATICI 90 1.173 GUARITI DECEDUTI 1.097 36* 120.127 3.115 deceduti nelle ultime 48 ore 25 deceduti precedenza ma registrati ieri POSTI LETTO TERAPIA INTENSIVA 656 107 DISPONIBILI OCCUPATI BOLLETTINO D9ENNAIO2021 ALLE 23:59 DELL'8 DELL'8GENNAIO2021 2021 DEGENZA 3.160** 1.376 Posti letto Covid Offerta privata Dati ufficiali Crisi Regionale per realizzazione misure per prevenzione gestione ell'emergenza epidemiologica da COVID-1"

DI MIKI PAPPACODA Questo il bollettino di oggi: Positivi del giorno: 1.263 di cui: Asintomatici: 1.173 Sintomatici: 90 Tamponi del giorno: 14.714 Totale positivi: 198.518 Totale tamponi: 2.132.355 ​Deceduti: 36 (*) Totale deceduti: 3.115 Guariti: 1.097 Totale guariti: 120.127 * 11 deceduti nelle ultime 48 ore e 25​ deceduti in precedenza ma registrati​ ieri​ ​Report posti letto su base regionale: Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656 Posti letto di terapia intensiva occupati: 107 Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (**) Posti letto di degenza occupati: 1.376 ** Posti letto Covid e Offerta privata

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PUGLIA E CALABRIA NEWS CALABRIA Si è tolto la vita il dottor Lucio Marrocco, responsabile della vaccinazione anti Covid-19 sul personale ospedaliero a Cosenza.

10 Gennaio 2021, 13:39pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Responsabile vaccini Calabria

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si è tolto la vita il dottor Lucio Marrocco, responsabile della vaccinazione anti Covid-19 sul personale ospedaliero a Cosenza. E’ accaduto ieri sera attorno alle 22. Il medico si è ucciso lanciandosi dal balcone della casa in cui viveva con la famiglia. Marrocco, sposato con un altro medico, aveva 56 anni ed era direttore dell’Unità operativa complessa prevenzione e protezione ambientale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza che nei giorni scorsi aveva organizzato le fasi della campagna di vaccinazione contro il Covid-19 negli ospedali di Cosenza e Rogliano. Una tragedia che ha lasciato tutti sgomenti. Aveva 56 anni Lucio Marrocco, direttore dell’Unità operativa complessa prevenzione e protezione ambientale dell’Azienda ospedaliera di Cosenza che nei giorni scorsi aveva organizzato le fasi della campagna di vaccinazione anti Covid 19 negli ospedali di Cosenza e Rogliano. Ieri sera, intorno alle 22, la tragedia e il gesto che nessuno si sarebbe mai aspettato.

MICHELE CINQUE POSITANONEWS 

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