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SEZ. POLITICA Crisi di Governo, Conte alla Camera alle 12. Il premier: «Ho fiducia nei parlamentari e nel Paese» DIRETTA

18 Gennaio 2021, 11:57am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SEZ. POLITICA Crisi di Governo, Conte alla Camera alle 12. Il premier: «Ho fiducia nei parlamentari e nel Paese» DIRETTA

INSERITO DA ANGELICA CECERE È il giorno del giudizio per Giuseppe Conte. Intorno alle 12 è previsto l'intervento al Camera del presidente del Consiglio, dopo lo strappo di Matteo Renzi che ha aperto di fatto una crisi all'interno della maggioranza: il premier interverrà a Montecitorio dove il voto di fiducia non dovrebbe essere un problema. Decisiva per la sopravvivenza dell'esecutivo sarà la giornata di domani al Senato, dove senza i voti di Iv Conte è in minoranza. «Si parla nelle sedi opportune, nelle sedi istituzionali. Se ho fiducia nei parlamentari? Ho fiducia nei parlamentari e nel Paese», ha detto il premier Giuseppe Conte, in una battuta a Fanpage.it, mentre fa il suo ingresso - a piedi, con cartellina in mano - a Palazzo Chigi entrando dall'ingresso posteriore dell'edificio. Intanto il centrodestra ha convocato alle 11 un vertice per fare il punto della situazione politica in vista dell'intervento del premier Conte alla Camera previsto alle 12. All'incontro partecipano il leader della Lega Matteo Salvini, il vice presidente di Fi Antonio Tajani e la leader di Fdi Giorgia Meloni. Sono inoltre presenti rappresentanti dell'Udc, di Noi con l'Italia e di Cambiamo!. Salvini: subito voto o governo di centrodestra Salvini, oggi a Rtl 102.5, ha fatto sapere che se il premier non ha i numeri, sarà il caso di andare al voto: «Oggi il problema per molte famiglie è la salute con i vaccini che mancano e la scuola con migliaia di ragazzi in classe senza sicurezza e le scadenze fiscali che nessuno ha rimandato, che tutto questo è in secondo piano perchè Mastella e Tabacci cercano senatori di notte è imbarazzante. Io non ci rimarrei mai così al governo. Se Conte non ha i numeri le strade sono due: o le elezioni oppure se Mattarella ritenesse il centrodestra ha progetti e poche cose da fare velocemente per tirare fuori il paese dalla pandemia». Conte va a caccia di voti, al Senato soglia lontana. Oggi alle 12 la fiducia alla Camera La Boschi apre a Conte «Non abbiamo mai detto 'mai più' nella coalizione, ma mi pare che Pd, 5Stelle e Leu con il presidente Conte preferiscano affidarsi a Mastella per la ricerca dei responsabili. Responsabili che non si sa neppure se ci siano». Così la presidente dei deputati di Italia viva Maria Elena Boschi su 'La Repubblica'. «Al momento la nostra posizione è l'astensione - dice sul voto in Aula - poi chiaramente aspettiamo di ascoltare quello che dirà il premier». Su un ritorno in maggioranza: «Per uno scambio di poltrone non ci siamo, per uno scambio di idee sì, sempre. Ma se dobbiamo assistere alla caccia al responsabile di queste ore, noi non siamo minimamente della partita». «Il racconto di questa crisi come atto di isteria personalistico, come scontro di ego non funziona - rileva - noi abbiamo posto dei problemi di merito. Il Pd ci dava ragione in privato e torto in pubblico. Noi rinunciamo a tutto, anche alle poltrone. Ma non rinunceremo mai alla nostra dignità. Diciamo che se avessimo puntato ad ottenere un posto in più al governo avremmo potuto chiudere rapidamente con Conte», osserva rassicurando sul voto per lo scostamento, i ristori, il piano vaccinale, e gli aiuti ai medici. «Non abbiamo mai messo veti o pregiudiziali sui nomi. Noi appoggeremmo un governo che avesse chiaro che cosa bisogna fare per il Paese - rileva - vogliono cambiare questo governo? Bene, ci facciano sapere per far cosa. La nostra posizione è cristallina. Penso che i nomi, Conte o altri, vengano dopo aver scelto quali sono le cose da fare». Sul 'murò posto da Graziano Delrio: «Inaffidabile è chi segue la linea grillina, chi mette i veti su Renzi preferendogli Di Battista o Mastella. Quanto a Graziano, gli vorrò sempre bene. Se oggi ha deciso che si trova meglio con Casaleggio che con noi non posso che rispettarlo ma non condivido la sua nuova linea». Mastella: io sono il medico per la cura «Ci sono, ma non si vede. Sono il medico a cui si domanda la cura. Sono tutti terrorizzati dal voto. Anche quelli dell'opposizione. Se ti vuoi salvare io ti indico la strada». Così Clemente Mastella su 'La Repubblica', dove racconta di stimare il premier Conte: «Ha un suo passo moroteo. Moro era infinito, Conte è garbato, felpato, levantino. Adesso sostengo Conte, mica i grillini». «Mi fanno apparire come il grande vecchio della politica italiana, mentre io mi sono assunto soltanto una responsabilità morale - aggiunge - questo non sarà magari il governo dei sogni, ma quello che viene dopo rischia di essere molto peggio. E voglio evitarlo». Domani al Senato «Conte avrà la maggioranza. I numeri seguono il governo». Dove ha sbagliato Renzi? «Non è democristiano. Anche Fanfani era un toscano fumantino, ma si fermava un attimo prima del burrone. Renzi non si regola. E adesso i suoi lo stanno abbandonando». E anche su 'Il Messaggerò, Mastella rassicura: «Io continuerò a fare il sindaco. Anche se mi sconcerta l'iniziativa del Pd e del M5S locali che, mentre io lavoro sul piano nazionale, mi vogliono fottere su quello locale e hanno detto mai più Mastella-sindaco». Sul partito di Conte, sempre sul Messaggero, ironizza ma neanche troppo: «Dopo gli straccioni di Valmy possiamo fare gli straccioni di Volturara Appula anche perché io sono il più vicino. La provincia di Benevento confina con quella di Volturara. Si fa se c'è il consenso degli altri (Pd e M5S). Mettendo insieme tutti quelli bravi (ovvero che hanno i voti) perché se ne perdi uno rischi di perdere la partita (nei collegi). Se invece vince l'egoismo si rischia di perdere ovunque. Occorre mettere insieme tutti quelli che hanno costruito qualcosa. Di area socialista, democristiana, laica. Si mette in campo tutto quello che c'è in mezzo perché i quattro partiti di governo se vanno al voto, nei collegi uninominali, perdono tutti. Tutti insieme, invece, possiamo competere nei collegi».

LEGGO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO L'architetto Campioli «Il nuovo Corso Roma? A misura di persona»

18 Gennaio 2021, 11:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO L'architetto Campioli «Il nuovo Corso Roma? A misura di persona»

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Stefania Campioli, 36 anni, è l'architetto che ha vinto la borsa di dottorato finanziata dalla Fondazione Banca Agricola Mantovana e destinata a sostenere il progetto di una città inclusiva e sicura oltre che accessibile. Campioli, carpigiana e consigliere comunale del Pd, per questa borsa dedicata assegnata del Polo Territoriale di Mantova del Politecnico di Milano grazie al finanziamento da parte della Fondazione Bam, potrà contare su 75 mila euro in tre anni. «La sfida - hanno sottolineato i promotori del bando - è proprio quella di passare dall'accessibilità all'inclusività, dalla rimozione delle barriere architettoniche al superamento di tutti gli ostacoli, alla partecipazione piena alla vita della comunità» di tutti coloro che vivono nella città universitaria e non solo. Stefania Campioli si è laureata al Politecnico di Milano (Polo territoriale di Mantova), ha lavorato sette anni in città in uno studio tecnico, ma ha sempre avuto la passione della progettazione partecipata in urbanistica. Nel nuovo progetto intrapreso a novembre a Mantova Campioli ha cominciato a indagare il tema Città inclusive, sicure e salubri, che richiama espressamente l'obiettivo numero 11 fissato dall'Onu nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. «Lo scopo è proprio quello di passare a una visione di città accessibile non solo tramite l'abbattimento delle barriere architettoniche, ma soprattutto inclusiva anche dal punto di vista sociale, economico e culturale: una città resiliente, sostenibile, che con un approccio integrato e non solo tecnologico dia risposte a tutte le categorie di utenti. La pandemia - spiega Campioli - ci ha fatto sperimentare utilizzi diversi degli spazi pubblici: con il lockdown non c'erano auto e i pedoni avevano nuove opportunità. Mantova, così come Carpi, è una città storica e questo non può essere dimenticato quando si parla di urbanistica. Il contesto conta anche quando si parla di progettazione partecipata e co-design. Ragionare sulla trasformazione della città e sulla progettazione degli spazi pubblici, interrogandosi sul rapporto tra questi e le persone che li frequentano, ha un grande significato, tanto più in una città come Mantova che è patrimonio Unesco». Campioli guarda poi a Carpi e afferma che in questo momento la città sta progettando il suo futuro. «La nuova Giunta ha in mente grandi cambiamenti e l'idea che si sta facendo strada è quella di pensare ad una città a misura delle persone; l'esempio è il progetto del nuovo corso Roma. Certo, c'è tanto spazio per migliorare ma studiare le esperienze che si stanno sperimentando in Italia e in Europa come sto facendo da qualche tempo può essere molto utile per i decisori politici». di Giovanni Medici GAZZETTA DI MODENA

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano, caso di Covid al V Circolo: positivo un bambino della materna Tutti i bambini della sua classa dovranno sottoporsi al tampone

18 Gennaio 2021, 11:50am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Giugliano, caso di Covid al V Circolo: positivo un bambino della materna Tutti i bambini della sua classa dovranno sottoporsi al tampone

INSERITO DA ANGELA CECERE GIUGLIANO – E’ di questa mattina la notizia di un caso di positività presso l’istituto scolastico V Circolo Didattico, situato in via Pigna zona Casacelle. Si tratta di un piccolo studente della materna. Ora tutti i bambini della sua classe dovranno sottoporsi al tampone, così come i genitori per individuare eventuali contagiati. Sono queste quindi ore d’ansia per tutti i familiari degli allievi, che dovranno restare in quarantena fino all’arrivo dell’esito del test. La scuola resta aperta per le classi in cui non sono stati riscontrati casi, così come da protocollo. Si attendono eventuali aggiornamenti.

IL MERIDIANO NEWS

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Turismo disabili. La top 5 di Airbnb delle località più accessibili

18 Gennaio 2021, 11:49am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ravenna è la città più accessibile per i disabili - Affaritaliani.it

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Le persone con disabilità sanno bene quanto viaggiare significhi innanzitutto doversi mettere alla ricerca (spesso lunga e difficile) di sistemazioni in grado di accoglierli in maniera adeguata, rispondendo alle loro esigenze. C’è da dire che negli ultimi anni si registra una crescente attenzione a questa importante fetta di turisti, con una offerta che va via via migliorandosi, in termini di accessibilità e ospitalità per tutti. LE CITTA’ CON ALLOGGI PIU’ ACCESSIBILI Su questo fronte, è interessante il dato comunicato in occasione dell'ultima giornata internazionale delle persone con disabilità da Airbnb, tra le piattaforme di viaggio online più diffuse negli ultimi anni, che permette di mettere a disposizione di altri turisti e viaggiatori le proprie case o spazi da affittare per brevi periodi. Dal portale fanno sapere che Ravenna è la città italiana più accessibile alle persone con disabilità che soggiornano con Airbnb, con la più alta penetrazione di annunci "senza barriere", insieme ai centri più piccoli Mezzana (Trento), Breuil-Cervinia (Aosta), Maccagno (Varese) e Brugherio (Monza e Brianza). In termini assoluti, sono i grandi centri Roma, Milano, Napoli, Firenze e Torino ad occupare le prime posizioni delle località con maggiori alloggi con caratteristiche di accessibilità. PROGETTI DI TURISMO ACCESSIBILE A conferma di quanto l’accessibilità sia un elemento sempre più ricercato, e di conseguenza importante, nell’offerta di alloggi per le vacanze, la scelta di AIRBNB di mettere in campo delle iniziative, da un lato implementato oltre 21 filtri sull'accessibilità e dall’altro sostenendo altri progetti dedicati al turismo accessibile, promossi o gestiti da persone con disabilità. Tra questi, il b&B Via delle Idee e Casa Maer. Via delle Idee E’ frutto di un progetto realizzato a Bologna da Associazione d'Idee e da alcuni ragazzi con sindrome di Down che sono host del b&b, prenotabile sulla piattaforma. I ragazzi si occupano dell'accoglienza, delle pulizie, del rifornimento, della dispensa e della cura degli ospiti dell'alloggio Via delle Idee, appena inaugurato e ora disponibile su Airbnb. I fondi raccolti da questa iniziativa serviranno a sostenere l'associazione per garantire il proseguimento delle attività in essere e per sviluppare nuovi progetti dedicati a soggetti con fragilità. Casa Maer Nell'autunno 2018 Airbnb ha inaugurato nel borgo di Lavenone (BS) Casa Maer, casa d'Artista del progetto Borghi Italiani. Il restauro del piano terra di questo edificio storico e precedentemente sottoutilizzato, già sede dell'ostello locale, rientra nel percorso di Airbnb e Fondazione Cariplo per valorizzare il borgo e promuovere l'inclusione sociale in Val Sabbia. La casa è disponibile su Airbnb al costo di 100 Euro a notte ed è gestita dalla Cooperativa sociale COGESS, che destinerà i proventi dei soggiorni all'inclusione sociale di persone con disabilità. FONTE DISABILI.COM

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Terremoto nel salernitano: il sisma questa mattina La scossa di magnitudo 3.1 è stata avvertita dalla popolazione

18 Gennaio 2021, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

SALERNO E PROVINCIA NEWS Terremoto nel salernitano: il sisma questa mattina La scossa di magnitudo 3.1 è stata avvertita dalla popolazione

INSERITO DA ANGELA CECERE Salvitelle. Paura questa mattina a Salvitelle per una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 registrata alle 8.31 a due chilometri a sud-ovest del comune salernitano. Il sisma, rilevato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ad una profondità di 16 chilometri, è stato avvertito dalla popolazione. Non si segnalano danni a persone o a cose.

OTTO PAGINE

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Città Accessibili a tutti, l’accessibilità si fa cultura

18 Gennaio 2021, 11:45am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Premio città accessibili, al primo posto Chester. Menzione speciale ad  Alessandria – Sidima

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Si fa presto a dire accessibilità. Decisamente meno a farne una struttura di pensiero con cui concepire la quotidianità delle persone. Di tutte le persone. Perché, come spesso abbiamo affermato, l’accessibilità non riguarda solo le persone con disabilità, ma la comunità nella sua interezza. L’accessibilità non può essere settoriale ma richiede un approccio multidisciplinare per diventare “cultura” a tutti gli effetti. Questo è l’obiettivo del progetto “Città accessibili a tutti”, nato per «far crescere la cultura dell’accessibilità e favorire il superamento delle disuguaglianze e delle marginalità sociali». Il progetto è promosso dall’INU (Istituto Nazionale di Urbanistica), un ente culturale nazionale che promuove e coordina gli studi di urbanistica e di edilizia, ne diffonde e valorizza i principi e ne favorisce l’applicazione. “Città accessibili a tutti” prende il via nel 2016 da un’idea di Luigi Bandini Buti, Giorgio Raffaelli, Iginio Rossi e Fabrizio Vescovo, sotto la presidenza di Silvia Viviani. Alla base c’è la costituzione di una community e di una rete di enti pubblici e privati in continuo ampliamento. Il lavoro si sviluppa su programmi triennali. Nel corso del primo triennio, dal 2016 al 2019, sono state raccolte e studiate alcune esperienze e buone pratiche di accessibilità sparse lungo tutto il territorio italiano. Sono circa 200 quelle raccolte e racchiuse all’interno di un’atlante online (da consultare qui). Dentro ci sono esperienze di diverso tipo: iniziative di enti pubblici quali comuni e regioni, di musei, bandi, enti privati. Dalla lettura e dall’analisi delle esperienze rilevate sono state redatte delle linee guida utili per la definizione delle politiche integrate. «Riteniamo che proprio l’assenza di politiche integrate sia uno dei maggiori ostacoli all’accessibilità delle città» spiega l’architetto Iginio Rossi, tra i promotori del progetto. «La tendenza è concepire l’accessibilità come un tema estremamente settoriale, come se gli architetti o gli ingegni lavorassero su fronti diversi senza mai incontrarsi, ad esempio. Accade quindi che le politiche culturali non tengano conto di quelle sociali, che quelle sociali non tengano conto di quelle umanistiche e via dicendo. Questa frammentazione è una condizione molto limitante per chi cerca di lavorare ad un futuro fatto di maggiore autonomia e qualità della vita». Le linee guida non vogliono costituire un manuale, ma «ci sembrava utile individuare indirizzi e orientamenti che possano favorire le istituzioni che vogliano affrontare questo argomento e intraprendere iniziative per favorire l’accessibilità urbanistica». “Città Accessibili a tutti” nasce come dimensione, specifica Rossi, da cui «speriamo derivi una rete di saperi. Quando si parla di accessibilità il rischio è parlare di tutto, fino a diventare sin troppo generalisti. Ecco perché occorre pensare in ottica unitaria, perché in fondo è pur sempre di persone che si parla. E la persona rappresenta una relazione con il territorio e con diversi contesti». In particolare il territorio italiano sappiamo essere complesso, sia dal punto di vista geografico che da quello burocratico. E questo è senz’altro motivo di criticità rispetto ad una visione complessiva di accessibilità e ad una sua attuazione. «Ci sono regioni che hanno lavorato bene nel corso degli ultimi anni – commenta Rossi – ed è indubbio che c’è una maggiore sensibilità diffusa a livello istituzionale sul tema, in particolare tra comuni e regioni». Il regionalismo certo non aiuta «perché per sua natura divisivo e non certo unificante. Non a caso si fa fatica a programmare iniziative nazionali in tal senso». Ciò che emerge dal confronto delle esperienze raccolte da “Città Accessibili per tutti” è che il tema è scalare, «legato alle persone e alla società, ai contesti culturali che cambiano in continuazione. Anche le città cambiano: sono corpi vivi, organismi dinamici che vivono e talvolta si ammalano e spesso la causa della malattia siamo proprio noi. Non a caso di parla anche di rigenerazione urbana». Ma mentre sui temi dell’urbanistica e dell’ambiente l’attenzione è tanta, sull’accessibilità c’è ancora molto lavoro da fare, a partire dalla formazione universitaria. «Gli stessi architetti, che dovrebbero essere garanti di democrazia dei percorsi urbani e delle città, spesso non conoscono il tema e non ce l’hanno nelle loro corde». Da questa constatazione è nata anche l’idea di un premio dedicato ai lavori sui temi dell’accessibilità a carattere innovativo svolti nell’ambito delle Tesi di Laurea magistrale. Il principale obiettivo del prossimo triennio di lavori è quella di un patto per l’urbanistica per le città accessibili, partendo sempre da un approccio multidisciplinare e dall’idea che «non esiste stabilità quando si parla di accessibilità: oggi essa ha un significato che tra qualche anno cambierà di nuovo così come cambieranno le nostre città». Ma farne cultura diffusa stimola e aiuta la crescita dei territori di Giulia Polito InVisibili Blog

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Un percorso senza barriere dalla stazione fino al Brenta

18 Gennaio 2021, 11:40am

Pubblicato da Miki Pappacoda

La stazione trasloca da Ponte di Brenta - Il Mattino di Padova Padova

INSERITO DA MIKI PAPPACODA BASSANO. Un percorso senza barriere, quindi accessibile anche ai disabili, che dalla stazione ferroviaria di via Chilesotti si sviluppi fino al Ponte degli Alpini, attraversando il centro storico. È uno degli obiettivi del piano comunale di abbattimento delle barriere architettoniche. Il sindaco Elena Pavan conta di poterlo inaugurare in occasione della restituzione ufficiale alla città del restaurato monumento palladiano prevista per il prossimo 23 maggio. Il primo cittadino lo ha comunicato ieri durante il taglio del nastro di una nuova rampa per disabili costruita nelle scorse settimane all'esterno della palestra della scuola media Vittorelli. Un intervento necessario per favorire l'utilizzo dello spazio agli alunni con difficoltà motorie che frequentano la scuola, ma anche per quelle realtà cittadine che vi svolgono attività fisica. Costata 30.600 euro, l'opera è stata completata in breve tempo e si affianca agli altri lavori di adeguamento del complesso scolastico che dallo scorso settembre ospita anche tutte le classi della primaria Mazzini, dirimpettaia, il cui edificio è stato dichiarato inagibile. «Prima della rampa abbiamo adattato i bagni e la sala mensa per gli scolari della primaria», ricorda l'assessore all'Istruzione Mariano Scotton, citando anche la rimozione dei graffiti dalle pareti esterne della struttura. «Nonostante le difficoltà legate all'emergenza sanitaria, siamo riusciti a dare risposte veloci ed efficienti a questa scuola», osserva il sindaco Pavan. Superate le preoccupazioni e rimossi gli ostacoli emersi la scorsa estate dopo la chiusura della Mazzini e l'annunciato trasloco di questa alla vicina media, la convivenza tra le due comunità sembra procedere senza intoppi. «Per la costruzione della rampa abbiamo rinunciato ad un angolo verde, ma grazie ad un accordo sottoscritto con l'amministrazione comunale, i nostri ragazzi possono fare lezioni di scienze direttamente nello storico giardino Parolini che confina con il polo scolastico - spiega la dirigente dell'Istituto comprensivo 1, Luisa Caterina Chenet - Lo raggiungiamo da un cancello interno, senza far uscire gli allievi sulla strada. È un'attività didattica molto apprezzata». Spazi ed opportunità per tutti, dunque, che hanno contribuito anche a contenere i contagi da Covid 19 nella scuola. Su 1.125 allievi complessivi, dall'inizio dell'anno scolastico sono stati 12 quelli risultati positivi e cinque le classi messe in quarantena. «Grazie anche all'ottimo lavoro svolto dal dipartimento di prevenzione dell'Usl 7 e alle misure messe in campo dalla scuola, finora siamo riusciti a tenere sotto controllo la diffusione del contagio - osserva la dirigente - dimostrando che anche gli istituti, con i dovuti accorgimenti, possono essere sicuri». Le famiglie intanto sono alle prese con le iscrizioni al prossimo anno scolastico in tutti i plessi. Alla primaria San Francesco d'Assisi di Rondò Brenta dove rischiava di non partire la prima classe, sono già diversi gli alunni in lista nonostante manchi ancora una decina di giorni alla chiusura delle iscrizioni. di Raffaella Forin CORRIERE VENETO

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Premio Melchionna: c’è ancora spazio per parole come “comunità” e “solidarietà”?

18 Gennaio 2021, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Giuseppe "Pino" Melchionna

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Ci sarà tempo fino al 7 marzo per partecipare al 5° Premio Artistico Letterario Internazionale Giuseppe Melchionna, promosso dall’Associazione Prodigio di Trento e centrato quest’anno sul tema dell’amicizia, «per capire – come spiegano i promotori – quale spazio è rimasto, dopo un anno strano e incerto come il 2020, per termini come “comunità” e “solidarietà”, vocaboli che – attraverso la relazione con l’altro – definiscono la nostra stessa umanità». La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, tramite racconti brevi, poesie o fotografie Ci sarà tempo fino al 7 marzo per partecipare alla quinta edizione del Premio Artistico Letterario-Internazionale Giuseppe Melchionna, iniziativa promossa dall’Associazione Prodigio di Trento, formata da persone con e senza disabilità, impegnate in àmbito di disabilità e di disagio sociale. Il concorso, nei suoi primi quattro anni di vita, ha coinvolto più di seicento tra fotografi, poeti e scrittori dilettanti, provenienti da diverse regioni d’Italia, ma anche da Paesi quali il Canada, la Spagna e l’Argentina. Giuseppe “Pino” Melchionna, cui è intitolato il Premio, fu lo storico presidente e fondatore di Prodigio, scomparso cinque anni fa dopo una vita di impegno contro le barriere architettoniche e culturali (se ne legga anche nel box in calce). Il tema scelto per quest’anno è quello dell’amicizia, con un titolo quanto meno significativo, quale IO, TU, NOI… Ritratto di un’amicizia. «In quello strano e incerto anno che è stato il 2020 – spiegano i promotori -, la pandemia Covid-19 ha modificato le nostre abitudini e le nostre geografie degli affetti. Parole desuete, come “congiunti” o “assembramento” sono entrate a far parte del lessico quotidiano. Ma quale spazio è rimasto per termini come “comunità” e “solidarietà”, vocaboli che – attraverso la relazione con l’altro – definiscono la nostra stessa umanità? Lo chiediamo agli artisti e alle artiste che vorranno mettersi in gioco con un racconto di massimo 3.000 battute, spazi inclusi, una poesia in italiano o vernacolo oppure ancora una fotografia». Racconto breve, poesia e fotografia sono dunque le sezioni in cui si articola il concorso, con due categorie dedicate anche ai giovani under 18, che vorranno presentarsi da soli oppure con la propria classe di scuola. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti i residenti sul territorio nazionale e ai cittadini italiani che vivono all’estero. Il primo, il secondo e il terzo classificato di ogni sezione riceveranno in premio un buono libri spendibile in tutta Italia del valore rispettivamente di 50, 30 e 20 euro, mentre le scuole e i giovani riceveranno un voucher per l’acquisto libri del valore di 50 euro. I dieci migliori racconti, poesie e fotografie verranno infine inseriti in un’antologia, che verrà donata ai vincitori e ai finalisti presenti alla premiazione, in programma per il prossimo mese di maggio a Trento, compatibilmente con la normativa di contrasto al coronavirus. (S.B.) A questo link è disponibile il bando del quinto Premio Giuseppe Melchionna (gli elaborati dovranno essere inviati entro il 7 marzo a premiomelchionna@prodigio.it, indirizzo cui anche chiedere eventuali altre informazioni o approfondimenti). Giuseppe “Pino” Melchionna È stato lo storico presidente e fondatore dell’Associazione Prodigio di Trento, scomparso nel 2016 dopo una vita dedicata all’abbattimento delle barriere architettoniche e culturali che ancora oggi purtroppo circondano le persone con disabilità e le loro famiglie. Per tutti “Pino”, Melchionna era un attivista molto conosciuto a Trento. Divenuto tetraplegico a 21 anni, in seguito a un incidente stradale nel 1979, non si lasciò mai scoraggiare dalla sua situazione e oltre a fondare Prodigio e la rivista bimestrale «pro.di.gio.», per dare voce a chi, come lui, sembrava non averne, si batté per favorire l’utilizzo della domotica nell’edilizia popolare, al fine di rendere gli appartamenti accessibili anche alle persone con disabilità motoria in carrozzina e per garantire loro servizi di trasporto dignitosi. Organizzatore di concerti e feste benefiche, fu testimonial di numerose campagne di sensibilizzazione nelle scuole sull’educazione stradale contro l’abuso di alcol. SUPERANDO

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CASERTA NEWS Lite in famiglia a colpi di fucile in aria Paura in un quartiere a Casal di Principe

18 Gennaio 2021, 11:37am

Pubblicato da Miki Pappacoda

CASERTA NEWS Lite in famiglia a colpi di fucile in aria Paura in un quartiere a Casal di Principe

INSERITO DA ANGELA CECERE Si indaga Casal di Principe. Litigano animatamente in casa e uno dei componenti della famiglia esplode colpi di fucile in aria. E' successo a Casal di Principe. Un episodio che solo per un soffio non è degenerato e sul quale sta indagando la Polizia intervenuta sul posto dopo essere stata allertata dai residenti. Gli spari sono stati uditi in tutto il quartiere tanto da generare forti timori. I poliziotti dopo la chiamata al 113 sono giunti sul posto, hanno individuato l'abitazione, sequestrato il fucile da caccia e raccolto tutte le testimonianze utili alle indagini. 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINOIl nemico non è la sordità, ma l’ignoranza!

18 Gennaio 2021, 11:32am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Chiara Bucello

INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Sono nata sorda e non si sa perché – scrive Chiara Bucello -, ma la sordità mi fa vedere il mondo con occhi diversi, permettendomi di distinguere le persone “tossiche e nocive” da quelle semplici e positive. Vorrei far capire a tutti che la mia disabilita non deve creare né disagio né compassione: le difficoltà sono tante, ma sono mie e le affronto quotidianamente. Agli altri chiedo solo un comportamento normale. Forse basterebbe solo ascoltare, per provare a comprendere maggiormente, e ascoltare anche chi ha una disabilità uditiva. Il vero nemico, infatti, non è la sordità, ma l’ignoranza!»

Ho 27 anni e quando voglio raccontare la mia storia, dico sempre che la cosa migliore è essere spontanei, senza nessun filtro, senza spazio e tempo.
Sono nata sorda e non si sa perché. Mia madre non ha avuto la rosolia in gravidanza, o simili. Io non ho avuto una grave malattia nei primi anni dell’ infanzia. Quindi, quando sono nata avevo già un mistero addosso, un qualcosa di grande che non si poteva spiegare, come se la sordità fosse predestinata a me.
I miei genitori hanno scoperto tardi – avevo un anno – che ero una bambina con sordità profonda, ipoacusia neurosensoriale neurovegetativa. Finché un giorno, mia madre andò dall’otorino e d’istinto gli disse: «Controlli mia figlia». Da lì trovò la conferma: «Sua figlia è sorda come una campana!». Andò a casa, si mise sotto le lenzuola con me e mi cantò all’orecchio, piangendo, le sue canzoni preferite. Pensò fra sé e sé: «Mia figlia non può non sentire la musica!». Poi, finito lo sfogo, si rimboccò le maniche e cominciammo insieme un cammino meraviglioso, difficile e faticoso.

Dal primo anno di vita sono stata protesizzata, ho iniziato a fare logopedia, fatto anche musicoterapia, e da due anni ho l’impianto cocleare. Questo non vuol dire che siano sempre state rose e fiori. Anzi, una volta ho toccato il fondo, ma spesso solo lì si trova la forza di risalire.
I miei genitori – e soprattutto mia madre a cui devo tantissimo se non tutto -, fin dal primo momento mi hanno fatto vivere questa situazione non come una malattia, un dolore, bensì come una sfida da cogliere e vivere, una strada non battuta da percorrere.
Per tutto questo io sono e mi sento diversa, perché è proprio grazie alla mia “sfortunata” sordità che riesco a vedere il mondo con occhi diversi che mi permettono di distinguere le persone “tossiche e nocive” da quelle semplici e positive e preferisco avere a fianco coloro che non si sentono “normali”… Perché poi cosa sarebbe la normalità? Nessuno sa cosa sia veramente, ma certo pochi sanno che essere diversi è una forma di ricchezza. Per chi la possiede, ma anche per chi la rispetta. Sono quelle le persone migliori. E questa è la mia vita finora. Dove mi porterà? Cosa mi farà scoprire? Lo scoprirò solo vivendo.

Ho deciso di aprirmi tanto sui social facendo autoironia, sperando di far capire alle persone che la mia disabilita non deve creare né disagio né compassione: le difficoltà sono tante, tutti i giorni, ma sono mie e le affronto quotidianamente. Agli altri chiedo solo un comportamento normale.
L’ho fatto perché in questo momento i social sono il mezzo più veloce e più rapido, sapevo di essere pronta a qualsiasi reazione ci fosse stata sulla rete, ma non credevo di ricevere tanti messaggi positivi e di appoggio. L’ho fatto per me, è stata una sfida con me stessa, senza preoccuparmi delle condivisioni o delle critiche. Quindi mi sono meravigliata quando la mia storia è diventata virale.
Il mio messaggio è: apritevi alle diversità perché fanno parte della vita, ogni diversità è unica, tutti siamo diversi, questa è la magia della vita. Il mio motto è: vivere con spensieratezza perché con l’ironia abbatterò i pregiudizi.

È la prima volta che parlo così apertamente della mia sordità. La sordità viene spesso definita come una “disabilità fantasma”, perché c’è, ma non si vede. O meglio, viene erroneamente associata al mutismo, nell’ennesimo tentativo di arrogarsi la presunzione di conoscere il mondo della disabilità. Niente di più sbagliato, quando invece bisognerebbe soltanto ascoltare, per provare a comprendere maggiormente. Ascoltare anche, paradossalmente, chi ha una disabilità uditiva, perché, forse, il vero sordo è colui che generalizza e minimizza.
Ah, il nemico non è la sordità, il nemico è l’ignoranza!

A questo link è disponibile un video ove Chiara Bucello racconta e si racconta.

di Chiara Bucello SUPERANDO

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