Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA ANGELA CECERE Visite mai sostenute, certificati rilasciati dai figli mentre il medico era ricoverato in clinica Napoli. Oltre 50mila false certificazioni mediche emesse in un solo anno per far conseguire la patente a chi non ne aveva i requisiti, come persone anziane, ultranovantenni, e persino soggetti allettati perche' affetti da gravi patologie. E' quanto emerso dall'indagine della Procura di Napoli Nord, che ha portato all'esecuzione, da parte della Polizia Stradale di Napoli (Distaccamento di Nola) di 24 misure cautelari - 20 arresti domiciliari, tre obblighi di dimora e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria - a carico di un medico, dei suoi familiari, di titolari e collaboratori di autoscuole e di agenzie di pratiche auto. I destinatari della misure, cosi' come gli altri 16 indagati (40 in tutto le persone finite nel registro della Procura), sono residenti tra le province di Caserta e Napoli e rispondono a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al falso in atto pubblico Secondo l'ipotesi accusatoria avvalorata dal gip, gli indagati, un medico e i suoi familiari, faccendieri, titolari e collaboratori di autoscuole ed agenzie presenti nelle province di Napoli e Caserta, hanno posto in essere un'organizzazione ben strutturata e organizzata, con una precisa ripartizione di ruoli, compiti e responsabilità, finalizzata al rinnovo e al conseguimento delle patenti di guida attraverso false certificazioni mediche. Le indagini hanno consentito di individuare oltre 50mila false certificazioni mediche emesse per una sola annualità, molte delle quali munite anche di valori bollati contraffatti. In taluni casi, le certificazioni mediche attestanti la necessaria idoneità psicofisica dei candidati sono state rilasciate da un professionista abilitato durante il periodo in cui era invece ricoverato presso una clinica. E' emerso infatti che gli autori materiali delle certificazioni mediche erano i figli del professionista i quali, utilizzando le credenziali informatiche del genitore compiacente, avevano trasmesso telematicamente le risultanze delle visite, mai sostenute, alla Motorizzazione Generale di Roma. Molti dei documenti rinnovati erano stati rilasciati a persone anziane, ultranovantenni, allettate da anni, affette da gravi patologie invalidanti e, dunque, non compatibili con i requisiti richiesti per il rilascio della necessaria idoneità psicofisica. Durante le indagini è emerso che alcune autoscuole organizzavano, eludendo i controlli della Motorizzazione Civile di Napoli, falsi corsi di formazione periodica per conducenti professionali o lezioni di teoria e pratica alla guida ad allievi da parte di soggetti non qualificati. Il volume delle attività illecite, per le quali risultano indagate altre 40 persone, è stato stimato in oltre 1,5milioni di euro.
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Al Gewiss Stadium di Bergamo, Atalanta e Genoa non vanno oltre lo 0-0 nella diciottesima giornata della Serie A. I nerazzurri, che hanno collezionato 17 punti nelle ultime 7 partite, subiscono una battuta d'arresto e mancano l'aggancio a Napoli e Roma in piena zona Champions; mentre il Genoa conquista un punto importante su un campo difficile e si porta a quota 15 punti, appena fuori dalla zona retrocessione. Avvio aggressivo della formazione di Ballardini (con lui in panchina 8 punti in 5 gare), che si rende subito pericolosa con l'iniziativa di Pjaca che entra in area superando la difesa bergamasca e scaricando il destro da posizione piuttosto defilata: conclusione violenta che si perde però a lato. E' sempre del Genoa la seconda grande occasione del match: palla deliziosa di Strootman per Shomurodov che addomestica con il petto e libera il sinistro dal limite dell'area: sfera che termina a lato di un soffio. Con il passare dei minuti i nerazzurri riescono ad alzare la pressione e il baricentro chiudendo il Genoa nella propria metà campo, ma mancano di precisione negli ultimi metri. Al 40' fiammata degli uomini di Ballardini con Shomurodov che costringe Gollini a una strepitosa parata dopo la conclusione a botta sicura. Le formazioni tornano negli spogliatoi con il risultato bloccato sullo 0-0 dopo varie occasioni da entrambe le parti. Nella ripresa gli uomini di Gasperini entrano in campo più determinati e provano ad accelerare per mettere in difficoltà la retroguardia degli ospiti. Il Genoa fa più fatica ad uscire dalla propria trequarti e concede spazio all'Atalanta che al 65' va ad un passo dal vantaggio con Hateboer ma la sua conclusione scheggia il legno alla sinistra di Perin e termina fuori. Nel finale nonostante l'assedio dei nerazzurri, il risultato non si smuove dallo 0-0.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Bimba di otto anni, ferita ad un braccio, respinta dal pronto soccorso a Castellammare. Un pirata della strada colpisce la piccola con lo specchietto e fugge. Comincia, intorno alle 22,30, l'odissea per una famiglia stabiese coinvolta in un incidente stradale. Arrivati al San Leonardo i genitori sono stati dirottati a Sorrento. Racconta la mamma: "Mia figlia deve fare almeno una radiografia, ha un braccio quasi sicuramente rotto. Ci è stato detto che non c'era il medico". In realtà da quando è scoppiata la seconda ondata Covid, il pronto soccorso stabiese accoglie solo i casi più gravi. "Ci hanno detto che a Sorrento avremmo risolto" spiega. Chiuso anche il pronto soccorso di Vico, è l'ospedale più vicino. Ma dopo venti chilometri in auto l'attesa non è conclusa. A Sorrento è appena arrivato un caso Covid e non si può entrare. "Ci volevano mandare a Nocera, ma noi non ce la facciamo più. Sono ancora altri 40 chilometri. Abbiamo deciso di attendere fuori all'ospedale" continua la mamma esasperata. Dopo due ore dall'incidente la bimba di otto anni è ancora in auto, esausta, in attesa di essere visitata da un medico e di una radiografia. "Ci hanno fatto entrare alle due di notte, ma siccome non avevano i tamponi per procedere ai controlli alla fine hanno fatto solo gli esami del sangue. La mia bimba farà la radiografia da un privato". IL CORRIERINO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Frosinone - Per la prima volta da ottobre la media della settimana scende sotto i 90 contagi: il dato migliore nel giorno in cui si toccano le 302 vittime da inizio emergenza I nuovi casi. L'esordio della Ciociaria (e del Lazio) in fascia arancione porta con sè il dato minimo settimanale di contagi degli ultimi tre mesi. Tuttavia, si registra un tasso di positività in rialzo, al 9,4% e altri tre decessi, con il totale dall'inizio dell'emergenza che supera quota trecento. I guariti, invece, sono 105. Il dato Gli 83 casi registrati ieri restano un dato elevato, soprattutto se rapportato alla prima fase dell'emergenza, eppure la settimana si è chiusa con un totale di 617, il minimo dalla prima decina di ottobre. Era dalla settimana compresa tra il 5 e l'11 ottobre, chiusa con 204 contagi e una media di 29,14 giornalieri, che non si scendeva così tanto in basso. Da allora, infatti, era praticamente iniziata la terza ondata con valori anche in tripla cifra nell'arco delle 24 ore con punte che hanno sfiorato i 400 (399 il 1° novembre) e più volte si sono mantenuti sopra i 300. In questo periodo è stato raggiunto il picco con 2.044 positivi in una settimana, per una media di 292. In tale periodo, il valore più basso era rappresentato dai 682 casi, per una media di 97,43 tra il 21 e il 27 dicembre. E ora dunque il nuovo minimo che, in media, pesa per 88,14 casi ogni 24 ore. La settimana appena archivia determina una riduzione del dato medio di gennaio che, ora, si colloca a 115,06 (totale 1.956) in linea con i valori di dicembre (111,87) e ottobre (113,81). Nei primi dieci giorni si era attestato a 133,9, a causa degli 839 casi, per una media di 119,86, del periodo 4-10 gennaio e di una parte dei 1.155, per una media di 165, dal 28 dicembre 2020 al 3 gennaio 2021. Quest'ultimo valore era stato anticipato dal minimo, fino a quel momento, i 97,43 per un totale di 682 della settimana chiusa il 27 dicembre. Le due precedenti erano andate in archivio con lo stesso valore di 744 per una media di 106,3. Passando alla prima settimana di dicembre le cifre si erano posizionate su 697 casi e una media di 99,57. Novembre, il mese peggiore finora, con un totale di 6.588 casi, per una media di 219,6, si era chiuso con 941 positivi e una media di 134,42 tra il 23 e il 29, con 1.580 e 225,71 nel periodo 16-22 novembre, dato replicato anche la settimana prima con 1.570 e 224,29, quindi il picco dei 2.044, preceduto da 1.651 casi e una media di 235,86 nei giorni compresi tra il 26 ottobre e il 1° novembre. Ottobre, invece, si era chiuso (settimana 19-25) con 1.283 contagi e una media di 183,3, e ancora la prima settimana in tripla cifra media (101,6) con un complessivo di 711 tra il 12 e il 18 ottobre. Poi il minimo dei 204, per una media di 29,14, tra il 5 e l'11 ottobre che, pure, era il doppio rispetto alla precedente settimana chiusa con 105 e una media di 15. Andando ancora più a ritroso tra il 21 e il 27 settembre i contagi erano stati 99 con una media di 14,14, per non parlare degli appena 16 positivi per una media di 2,28 (14-20 settembre). Prima ancora 39 (5,57 la media) e 44 casi (6,28) tra il 7 e il 13 settembre e tra il 31 agosto e il 6 settembre. Per finire con i 100 infettati della settimana che scontava gli eccessi di ferragosto, all'epoca considerati un'enormità, per una media di 14,28. Numeri che, in retrospettiva, assumono ben altro significato in rapporto all'attuale situazione. La speranza, adesso, è che le misure introdotte con il nuovo Dpcm e con il passaggio in zona arancione del Lazio sortiscano gli effetti sperati dalle autorità sanitarie. Gli 83 positivi registrati ieri sono il secondo dato più basso della settimana, nonché il terzo giorno consecutivo di riduzione dei nuovi casi. L'ultima volta era successo dal 4 al 7 dicembre con quattro giorni di fila di calo di contagi. I nuovi di ieri vengono da Cassino con 17 positivi, quindi da Roccasecca 6, Ferentino 5, Boville Ernica e Sora 4, Casalvieri, Pofi e Pignataro Interamna 3, Amaseno e Ceccano 2. Il tasso Si rialza l'indice di positività in provincia di Frosinone che passa dal 7,31% di sabato al 9,44% di ieri quando, però, il numero di tamponi si è ridotto a 897. E spesso e volentieri, ultimamente, è successo che, con il ridursi del numero dei tamponi, probabilmente più mirati, la percentuale di positivi si è rialzata. La progressione di questa settimana dei tamponi positivi sul totale analizzato è stata 14,15% lunedì, 8,55% martedì, 8,11% mercoledì, 12,15% giovedì, 7,40% venerdì, 7,31% sabato e, appunto, 9,44% ieri. In precedenza i valori erano risultati superiori con punte fino al 28%, queste le cifre: a Natale 22,05%, a Santo Stefano 21,25%, il 27 dicembre 14,49%, il 28 dicembre 11,08%, il 29 dicembre 13,03%, il 30 dicembre 18,33%, l'ultimo dell'anno 24,6%, il primo dell'anno 28,12%, il 2 gennaio 9,20%, il 3 gennaio 15,63%, il 4 gennaio 12,07%, il 5 gennaio 10,61%, l'Epifania 14,53%, il 7 gennaio 16,18% e l'8 gennaio 10,44%. I decessi Nel conto di ieri vanno considerati pure tre nuovi decessi con il totale generale, dallo scoppio dell'epidemia, che raggiunge la ragguardevole cifra di 302. Si tratta di un uomo di 73 anni di Castrocielo, di una donna di 82 anni di Aquino e di un uomo di 83 anni di Alvito. I morti, in questa settimana, sono 19, cinque in più della precedente, chiusa con 14. Nel 2021 sono decedute a causa del virus già 26 persone. Anche tra il 28 dicembre e il 3 gennaio c'erano stati 14 decessi, mentre il dato è di 20 vittime nel periodo che va dal 21 al 27 dicembre. Addirittura 29 è il numero di morti tra il 14 e il 20 dicembre, prima ancora ne erano stati registrati 21 (7-13 dicembre), 24 (30 novembre-6 dicembre), poi nuovo picco di 32 tra il 23 e il 29 novembre, nuova discesa a 21 tra il 16 e il 22 novembre, 27 la settimana precedente. Quindi 8 tra il 2 e l'8 novembre, il dato minimo degli ultimi due mesi. Va ricordato che dall'8 novembre fino al 1° gennaio si è sempre contato almeno un morto, ma spesso più di uno con punte anche di nove decessi nell'arco delle 24 ore. I guariti I negativizzati ufficializzati ieri sono 105, di cui 10 di Cassino, 6 di Ferentino e Sora, 5 di Ceccano, 4 di Amaseno, 3 di Boville Ernica e Roccasecca tra i paesi con almeno due positivi. La settimana si chiude con 920 guariti, quindi con un saldo attivo di 303 rispetto ai positivi. A gennaio i negativizzati sono 1989, mentre da metà novembre sono circa 9.300. I vaccini Il Lazio ieri sera aveva totalizzato 105.989 vaccinazioni con un incremento, nell'arco delle 24 ore, di 4.160 unità. Le donne sono 65.117 e gli uomini 40.872. Quindi 26.283 hanno tra i 50 e i 59 anni e 21.485 tra i 40 e i 49 anni Si tratta delle categorie che hanno ricevuto, nel Lazio, il maggior numero di dosi. lazio, dove da ieri è inziiata la fase due con la somministrazione del richiamo ai primi vaccinati. A livello di Asl quella di Frosinone resta sempre la quarta del Lazio per numero di dosi somministrate con 8.318, con un incremento giornaliero di 66 (il giorno prima era invece di 491). Davanti c'è la Asl Roma 1 con 12.147, quindi la Asl Roma 2 con 10.714 e la Asl Roma 5 con 8.734. Nelle altre province la Asl di Latina ne ha 5.759, quella di Viterbo 5.807 e quella di Rieti 2.904. https://www.ciociariaoggi.it/news/cronaca/135774/covid-ciociaria-superata-la-tragica-soglia-dei-300-morti-la-situazione-sul-territorio
INSERITO DA MIKI PAPPACODA AGROPOLI. Apre questa mattina il cantiere in via Pio X. All’incrocio con la via Del Mare, proprio dinanzi l’ospedale, verrà realizzata una rotatoria per gestire in maniera ottimale il traffico all’ingresso nord della città di Agropoli. I lavori hanno un costo di quasi 150mila euro, risorse che arrivano grazie ad un mutuo che l’amministrazione comunale ha deciso di contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti. I lavori saranno ultimati L’intervento interesserà una porzione di tronco stradale lungo la SR ex SS 267, situata in corrispondenza dell’intersezione con la Via del Mare, nei pressi dell’ospedale. La rotatoria nasce allo scopo di facilitare l’inserimento sulla viabilità principale dei mezzi provenienti da e verso il centro città, attualmente caratterizzata da un incrocio canalizzato a elevato grado di pericolosità, per la scarsa visibilità, le ridotte dimensioni delle carreggiate e la promiscua direttiva di traffico in ingresso/uscita, unita ad un traffico veicolare sostenuto, anche dai mezzi pesanti diretti verso l’area portuale e il centro cittadino. Il progetto esecutivo venne approvato negli scorsi mesi dalla giunta comunale, guidata dal primo cittadino Adamo Coppola. INFOCILENTO
INSERITO DA ANGELA CECERE Meteo, le previsioni. Ultime ore del gelo polare che in questi giorni ha imperversato sull'Italia con temperature sottozero e nevicate fino in pianura su alcune regioni. Con l'inizio della settimana cambia tutto; la circolazione atmosferica subirà un radicale cambiamento e così non saranno più i venti gelidi russi a imperversare sull'Italia bensì quelli più miti dall'Atlantico. E sarà proprio l'Atlantico che genererà un'intensa perturbazione che riporterà le grandi piogge. Il team del sito www.iLMeteo.it comunica che da martedì i venti arriveranno direttamente dall’oceano ed entreranno in Italia soffiando dai quadranti meridionali, quindi più miti e via via più umidi. Le temperature cominceranno gradualmente a salire soprattutto di giorno con valori sopra i 10-13°C al Centro-Sud e fino a 8°C al Nord. Una perturbazione atlantica, pilotata da un centro di bassa pressione posizionato sul Regno Unito, raggiungerà il nostro Paese a partire da mercoledì. Il fronte perturbato, alimentato da aria fresca in quota e sospinto da intensi venti di Libeccio, impatterà sulle regioni centro-settentrionali e sulla Campania provocando un corposo peggioramento del tempo con piogge diffuse e localmente abbondanti. Tornerà a nevicare diffusamente sulle Alpi al di sopra dei 7-800 metri e sugli Appennini dai 1400 metri. Ecco la situazione nel dettaglio: Lunedì 18. Al nord: bel tempo prevalente. Al centro: ultime note instabili su Adriatiche, sole altrove. Al sud: ultime precipitazioni su Sicilia e Calabria. Martedì 19. Al nord: sole prevalente, ma in serata peggiora in Liguria. Al centro: bel tempo, in serata peggiora sull’alta Toscana. Al sud: bel tempo. Mercoledì 20. Al nord: cielo coperto, precipitazioni in Liguria, rare altrove. Al centro: cielo coperto, occasionali piovaschi sparsi. Al sud: coperto in Campania e Basilicata, rare precipitazioni. Da giovedì piogge e nevicate via via più diffuse.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una scossa di terremoto di magnitudo 3.2 è stata registrata alle 8.31 di questa mattina con epicentro Salvitelle. Il sisma è avvenuto ad una profondità di 16 km ed è stato chiaramente avvertito dalla popolazione. Tra i comuni più vicini all’epicentro Auletta, Pertosa, Caggiano, Buccino, Petina e Polla. In molti nel Vallo di Diano e Tanagro hanno avvertito movimento tellurico seppur in modo lieve, ma per fortuna non si registrano problemi a persone o cose. Nella notte un altro terremoto era stato registrato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ad Anzi, in provincia di Potenza. In questo caso la profondità è stata di 42 chilometri e la magnitudo di 3.5. Nei giorni scorsi altre scosse, tutte per fortuna di lieve entità, erano state registrate in Campania, in particolare nell’area flegrea, al confine tra Avellino e Salerno e nel beneventano. INFOCILENTO
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il 19 e il 21 gennaio, nelle ore notturne, mancherà la corrente elettrica in numerose zone di Anacapri. Ecco l’avviso diffuso dalla Sippic. CAPRINEWS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA C’è da dire che l’attività investigativa non si è fermata nei meandri della politica procidana e nei rapporti che intercorrono tra l’imprenditoria e chi ha un ruolo di governo. Di questo c’è da stare sicuri, conoscendo la determinazione e la pervicacia del sostituto procuratore della Repubblica di Napoli John Henry Woodcock, che dopo diversi anni in forza alla Direzione distrettuale antimafia è ritornato al suo vecchio “amore”, la sezione reati commessi contro la Pubblica Amministrazione. Nelle indagini condotte da questo magistrato i telefoni sono sempre caldi e come avviene di solito, nell’ascoltare le conversazioni che avvengono tra coloro che sono costantemente monitorati, si vengono a conoscere altre storie, altri rapporti. Indagini che vengono definite come gustare una ciliegia dopo l’altra e chi è amante di questo gustoso frutto non riesce a fermarsi tanto facilmente.
E’ ciò che si sussurra in ambienti investigativi, dato che nella fase delle indagini preliminari non tutto ciò che è acquisito durante il susseguirsi degli accertamenti viene reso in qualche modo pubblico e consegnato all’attenzione della difesa, che sempre ricorre al tribunale del riesame per revocare la misura adottata nei confronti del proprio assistito. Una parte di queste indagini rimangono sistematicamente coperte da segreto per escludere che ciò che si sta approfondendo possa essere svelato e perdere l’effetto sorpresa. E’ naturale che chi è a conoscenza di un’indagine nei suoi confronti o quantomeno di personaggi collegati, mette in atto una serie di contromisure o informa l’amico, il parente o conoscente e come d’incanto i telefoni diventano muti, sigillati, tutti si chiudono la bocca preferendo in questi casi scambiarsi informazioni di persona per non essere intercettati. E’ di moda oggi anche una precauzione più sofisticata, dopo che il legislatore ha approvato la legge secondo la quale la magistratura può infilare il trojan anche per i reati contro la Pubblica Amministrazione. Per colpire in modo duro le corruzioni, le concussioni, tutto ciò che è un mercimonio in danno della collettività con un giro vorticoso di denaro per conseguire appalti, per “premiare” il politico di turno che si mostra compiacente e sensibile.
LE DIMISSIONI DA ASSESSORE
L’ipotesi che viene contestata all’ex assessore Antonio Carannante e alla sua assistita, proprietaria di un immobile, Rita Giuditta Giaquinto, è di tentata estorsione. Un reato non collegabile a quelli che rientrano nell’ambito della Pubblica Amministrazione. Anche se vi è una coda di questa vicenda che rimarca un interessamento del pubblico amministratore presso gli uffici comunali per sollecitare eventuali interventi su alcune opere edilizie. Di questo si discuterà all’udienza che verrà fissata quanto prima dinanzi al tribunale del riesame, a cui è ricorso l’avv. Luigi Tuccillo, che ha rappresentato l’assessore anche durante l’interrogatorio di garanzia. In quella stessa sede, infatti, dopo aver risposto puntualmente e controbattuto alle accuse, il Carannante ha depositato nelle mani del giudice per le indagini preliminari Roberto D’Auria copia della lettera di dimissioni dalla carica in Giunta. Una scelta per spiegare che in questa fase non è affatto positivo per l’Amministrazione ritrovarsi un suo membro in una situazione di impossibilità a poter svolgere le sue funzioni e in qualche modo a rallentare il lavoro del governo procidano. Ma serve anche per affievolire di molto le esigenze cautelari, in modo da sperare nell’ottenere la revoca degli arresti domiciliari, tornare libero o quantomeno ricevere una limitazione meno afflittiva. Tant’è vero che il gip dovrà pronunciarsi sull’istanza che è stata formalizzata a conclusione dell’interrogatorio e con il deposito dell’istanza scritta in cancelleria. In attesa del parere del pubblico ministero Woodcock, che molto probabilmente non sarà certamente favorevole. Tutto resta comunque nelle mani del giudice, che potrebbe, alla luce delle dimissioni da assessore, modificare lo stato detentivo con un ritorno in libertà.
Ma come abbiamo detto all’inizio di questo servizio, l’attività investigativa comunque è discreta, attenta nel valutare eventuali altre ipotesi. Non è da scartare che anche in questa situazione procidana possa essere stato utilizzato il trojan e chissà in quale telefonino è stato infilato alla chetichella. Sarà il tempo a spiegarci le modalità e personaggi che possono essere finiti al vaglio scrupoloso della magistratura. Paolo Mosè | IL DISPARI
INSERITO DA ANGELA CECERE Oggi tornano in classe 650mila studenti delle superiori ma, per questo rientro tanto atteso e organizzato da mesi, si sperava di trovare una situazione migliore. Almeno più semplice da gestire. E invece si riparte nel caos. CALENDARIO FUORI CONTROLLO Il calendario del ritorno in classe, fissato dal ministero dell'istruzione prima per il 7 gennaio e poi posticipato all'11, ora è in mano alle decisioni delle singole Regioni che procedono in ordine sparso: una settimana fa sono infatti rientrati in presenza solo gli studenti della Toscana, del Trentino, della Valle d’Aosta e dell'Abruzzo. Oggi è la volta di Lazio, Piemonte, Emilia Romagna e Molise, il 25 gennaio toccherà a Liguria, Umbria, Campania e Puglia mentre dovranno aspettare febbraio gli alunni della Basilicata, della Calabria, del Friuli Venezia Giulia, delle Marche, della Sardegna e del Veneto. Restano a distanza, inoltre, le classi superiori delle zone rosse: Lombardia e Sicilia. SCIOPERI IN VISTA Oggi quindi in 4 regioni si dovrebbe far lezione, ma il condizionale è d'obbligo: negli ultimi giorni, infatti, un tam tam social ha raggiunto molti istituti superiori di Roma per organizzare proteste con flash mob davanti alle scuole, in Campidoglio e al ministero dell'istruzione. C'è chi diserterà le lezioni in presenza e chi spegnerà anche il computer per boicottare la didattica online. A Milano, zona rossa, le proteste vanno avanti con scuole sotto assedio per tentativi di occupazioni e lezioni all'aperto. CLASSI ANTI-COVID Le proteste nascono dalle nuova organizzazione scolastica: gli istituti superiori, compresi quelli in zona arancione, devono accogliere dal 50 al 75% degli studenti, possono far lezione anche il sabato e devono prevedere due orari di ingresso: uno alle 8 e uno alle 10, per non mandare in tilt il trasporto pubblico che, sempre per la normativa anti-Covid, viaggia al 50%. LEZIONI “LIGHT” E DISAGI Entrare in classe alle 10 significa uscire da scuola alle 16: troppo in là nel pomeriggio per lasciare agli alunni il tempo di studiare. Inoltre ogni giorno i ragazzi pranzeranno al banco con un panino. Per limitare i disagi, le lezioni possono essere ridotte a 45-50 minuti: così su 6 lezione giornaliere si tagliano 60 minuti. Ma si tratta comunque di un tempo scuola che dovrà essere recuperato, anche online. ALLARME CTS I dubbi sulla ripartenza ci sono, tanto che ieri mattina il ministero della salute ha convocato un incontro urgente con gli esperti del Cts per avere il via libera definitivo, mettendo quindi in conto che potesse saltare tutto a poche ore dalla campanella.