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COSTIERA AMALFITANA NEWS Furore: prorogate le limitazioni da “zona rossa” fino al 24 gennaio

18 Gennaio 2021, 09:04am

Pubblicato da Miki Pappacoda

 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Il sindaco di Furore Giovanni Milo ha firmato l’ordinanza n.16 con la quale proroga la zona rossa di Furore in atto dallo scorso 6 gennaio.

Fino al 24 gennaio 2021 nel paese costiero vigono le limitazioni da zona rossa a causa dell’ancora elevato numero di contagi da Covid-19 che si sono diffusi durante il periodo natalizio.

AMALFINOTIZIE

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COSTIERA AMALFITANA NEWS La suggestione di Erchie d’inverno nelle foto di Armando Montella

18 Gennaio 2021, 08:58am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Foto Armando Montella
 

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Bella e suggestiva: appare così Erchie negli scatti del fotografo cavese Armando Merolla in una giornata di metà gennaio.

Colorata e viva d’estate quanto “morta” e grigia d’inverno. Gli scatti mettono in luce la bellezza e, al tempo stesso la desolazione del borgo, frazione di Maiori, dopo il maltempo che ha flagellato la Costa d’Amalfi nelle settimane scorse.

La spiaggia che accoglie i tanti bagnanti durante il periodo estivo si è trasformata in una piccola discarica a cielo aperto: quello che buttiamo in mare, il mare ci ritorna, recita un antico detto.

E anche la spiaggia di Erchie appare costellata di legno, rifiuti e tanta plastica.

Foto Armando Montella

“Erchie è tra le location che preferisco per fare le mie foto – racconta il fotografo a la Repubblica –. In estate è piena di vita e colori, ma anche in inverno ha il suo fascino perché si può godere di una profonda quiete, di profumi inebrianti e di un’atmosfera quasi surreale che rappresentano un valore aggiunto per i pochi abitanti del luogo. Proprio per questo – continua – mi dispiace constatare che in inverno è in uno stato di abbandono. La spiaggia si trasforma in una piccola discarica, con tutti i rifiuti trasportati dal mare, e non c’è alcun tipo di manutenzione”.

Foto Armando Montella

“Spero che le mie foto possano far rendere conto agli amministratori che un luogo così bello non può essere lasciato nel dimenticatoio nei mesi invernali e che, anzi, deve essere valorizzato sempre” – conclude il fotografo.

AMALFI NOTIZIE

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TOSCANA NEWS Galleria dell'Accademia: la riapertura con alcune novità „

17 Gennaio 2021, 19:21pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

TOSCANA NEWS Galleria dell'Accademia: la riapertura con alcune novità „

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI La Galleria dell’Accademia di Firenze si sta preparando a riaprire con una veste completamente nuova che non mancherà di sorprendere il pubblico. L’apertura avverrà il 13 febbraio, dopo la lunga chiusura dovuta all’emergenza Covid-19. “Saremo pronti ad ospitare nuovamente i visitatori dal 13 febbraio 2021. In questo periodo - dichiara il Direttore Cecilie Hollberg - la Galleria dell’Accademia è rimasta chiusa per ovvi motivi ma in realtà non ci siamo fermati un attimo. Ne abbiamo approfittato per portare avanti e iniziare cantieri che, come già comunicato più volte, sono fondamentali a migliorare lo stato di salute della Galleria e delle sue preziose collezioni. Non avendo il museo alcun deposito, è stata una vera sfida ricollocare le oltre 450 opere della Sala del Colosso e della Gipsoteca. In mancanza di pubblico, sono i modelli di Lorenzo Bartolini a popolare ed arricchire il nostro percorso espositivo e i dipinti del ‘500 risplendono di un'altra luce nelle sale delle mostre temporanee. Una nuova Galleria dell’Accademia, eccezionalmente per il tempo della durata dei lavori che proseguiranno dietro le quinte. Invito tutti a venire a vederla.” Con la chiusura della Sala del Colosso, oggetto di un restauro architettonico strutturale, tutti i dipinti qui conservati - a parte alcuni di grandi dimensioni - sono stati spostati negli ambienti dedicati generalmente alle esposizioni temporanee. Una raccolta straordinaria, una vera e propria summa della pittura fiorentina del Quattrocento e del primo Cinquecento, che, grazie a una visione ravvicinata, a un diverso allestimento e ad una illuminazione più accurata, riacquista tutta la sua preziosità, evidenziando particolari che sfuggivano nella precedente sede. Pensiamo, per esempio, alla Tebaide, di Paolo Uccello, di cui possiamo finalmente godere le delicate sfumature dei colori che fino adesso si erano perdute. I busti in gesso di Lorenzo Bartolini che ritraggono nobildonne e nobili, intellettuali, ninfe e figure mitologiche, musicisti dell’epoca, abitualmente poco visibili perché posti su alte mensole, assieme alle sculture monumentali e ai bassorilievi sempre in gesso, che albergavano nella Gipsoteca, saranno situati in sale diverse del museo, raggruppati per sezioni tematiche. Con l’occasione sarà riaperta anche la collezione degli strumenti musicali, un vero gioiello che raccoglie pezzi straordinari appartenuti alle famiglie granducali dei Medici e dei Lorena, passati successivamente al Conservatorio Luigi Cherubini, tra cui ricordiamo la viola, costruita da Antonio Stradivari, unica al mondo per il suo stato di conservazione originale. Questo allestimento della Galleria dell’Accademia è assolutamente unico e finalizzato al periodo di durata dei diversi cantieri che termineranno a luglio del 2021, quando finalmente si potrà inaugurare un nuovo impianto di climatizzazione funzionante in tutte le sale del museo, una nuova illuminazione, un percorso museale ridefinito e più godibile per il pubblico. “ https://www.firenzetoday.it

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Ufo tra di noi, la Nasa leva il segreto ai file. E sul litorale romano si susseguono gli avvistamenti

17 Gennaio 2021, 17:31pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Ostia

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Video, foto e racconti da Ostia, Ladispoli, Dragona, Fregene, Fiumicino che testimoniano la presenza periodica di oggetti volanti non identificati Tutti i documenti sugli oggetti volanti non identificati raccolti dalla Central Intelligence Agency sono stati rilasciati questa settimana su un cd-rom e sono accessibili attraverso il sito The Black Vault. La documentazione raccolta dagli 007 americani va dagli anni ’50 fino al 2000 e testimonia le visite che gli Unidentified Flying Object svolgono periodicamente nel mondo. D’altro canto sembra che risalgano al 1947 i primi avvistamenti Ufo, almeno secondo il rapporto presentato a Roma nell’ottobre del 2011 al X convegno di ufologia (leggi qui). Un’occasione nella quale furono anche documentati oltre 200 avvistamenti effettuati tra il gennaio e l’agosto di quell’anno a riprova che gli extraterrestri ci sono e vengono a trovarci. Nel tempo, però, in particolare negli ultimi quattro anni, sono state diverse le occasioni nelle quali è stata segnalata la presenza di dischi volanti, sfere luminose, oggetti non identificati specialmente nelle zone del litorale romano. Il 21 gennaio del 2018, infatti, centinaia di persone segnalavano l’avvistamento di Ufo nella zona dell’Infernetto (leggi qui). “Un enorme globo luminoso di colore verde”. Veniva descritto così da quanti avevano assistito allo spettacolo in diversi quartieri del litorale romano, ma anche a Fiumicino. E ancora il 23 gennaio 2018 a Dragona, dove una donna alle 13 ha visto e immortalato con un video di un minuto e 43 secondi, l’oggetto volante luminoso ( leggi qui). Due circostanze che hanno incuriosito il gruppo di Skywatcher ostialido. A seguire, il 16 marzo del 2020 alle 19.46 una donna, residente a Centro Giano a ridosso di Acilia lungo la via del Mare, ha raccontato di “aver visto una sfera luminosa particolarmente brillante in cielo” (leggi qui). E quattro giorni dopo tra Anagnina e Tuscolana, un altro avvistamento. Stavolta “una sfera bianca molto luminosa ferma nel cielo che all’improvviso ha iniziato a muoversi a scatti”. Massimo Frattini, uno dei massimi esperti internazionali di ufologia, ha confermato la singolarità degli avvistamenti anche di quelli relativi ad aprile 2020 sul litorale romano, ma anche in Toscana, Puglia e Campania (leggi qui). In merito ai quali Frattini ha dichiarato: “La sfera che arriva e si ferma, cambiando colore e aspettando la flotta di UFO, si chiama “sfera sentinella”. Una volta passato il gruppo di UFO, la sfera svanisce nel nulla”. Il 31 maggio del 2020 l’ufologo Massimo Frattini segnalava l’avvistamento di una flotta di oggetti volanti sulla verticale della zona Barberini oltre che di Ladispoli e Fregene. Una quarantina di oggetti volanti si muovevano nel cielo in direzione sud (leggi qui). Si tratta di documentazioni, alcune volte amatoriali, raccolte soprattutto lungo il litorale romano che testimoniano gli avvistamenti e, quindi, visite periodiche degli Ufo che incuriosiscono dilettanti e addetti ai lavori e che nei rapporti della Cia potrebbero trovare risposte. (Il Faro online)

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Trascorre 37 anni in carcere per omicidio ma è innocente, detenuto scagionato da un test del DNA

17 Gennaio 2021, 17:26pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI L'uomo ha ricevuto le scuse del giudice Christopher Nash della contea di Hillsborough, in Florida, durante la sentenza in cui veniva fatta un'ammissione di colpa da parte del tribunale con le prove schiaccianti in mano che dimostravano l'innocenza di DuBoise. Il giudice ha chiesto scusa e ha anche notato la sua calma e la sua propensione al perdono, lodandolo per questo. Nell'83 la giovane cameriera fu trovata morta dopo la fine del turno di lavoro con evidenti segni di abusi. Robert, suo coetaneo, fu considerato colpevole sulla base di un morso sulla guancia della ragazza, anche se l'impronta dei denti fu valutata con metodi scientifici poco attendibili, e sulle dichiarazioni di un altro detenuto. Il giovane in realtà era innocente, ma per 37 anni ha trascorso il suo tempo in carcere ingiustamente. Per anni ha chiesto che il caso fosse riesaminato, poi è arrivato il test del DNA che lo ha scagionato. Oggi L'uomo vive in un centro per condannati innocenti a Tampa, come riporta l'Independent, e, come riferiscono la madre e la sorella, deve ancora abituarsi alla vita da uomo libero. LEGGO.

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Daniela, ricoverata per Covid e attaccata all'ossigeno a 36 anni: «Questa malattia è cattivissima»

17 Gennaio 2021, 17:21pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

Daniela, ricoverata per Covid e attaccata all'ossigeno a 36 anni: «Questa malattia è cattivissima»

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI  Di storie come la sua, ne abbiamo sentite tante sia all'inizio della pandemia, sia nelle ultime settimane: Daniela Mele, fotografa e traveler, l'ha raccontata sul suo profilo Facebook, registrando centinaia di reazioni. Positiva al coronavirus, è finita in ospedale a Bari, ricoverata con polmonite e febbre alta al Policlinico. «Questo è un post diverso dagli altri. Quello in foto è un celeste Puglia che non avrei mai voluto sperimentare», scrive Daniela nel suo post, che ha avuto centinaia di commenti e condivisioni.



«Sono positiva al Covid-19 ricoverata al Policlinico di Bari con una polmonite e sono attaccata all'ossigeno», scrive. «Si pensa sempre non capiti a noi, che non è possibile, che a finire così sono solo i vecchi ma io ho 36 anni - insiste Daniela - Questa malattia può essere cattivissima, ti stacca dai tuoi affetti, ti lascia in balia delle tue difese immunitarie. La febbre è altissima perché il corpo non sa qual è il nemico che ha davanti».

«È una prova difficile, ce ne saranno sicuramente altre nella mia vita ma come questa non credo - conclude - Per questo vi dico STATE ATTENTI. Si può finire attaccati all'ossigeno, con un braccio gonfio per i liquidi iniettati, la testa che scoppia per la febbre. E poi i prelievi dolorosi, lividi ovunque, pensi di continuo al peggio. Ne uscirò ne sono certa, ma nel frattempo voi cautelatevi!».
 


di Domenico Zurlo LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Il rientro a scuola durante l’Influenza Spagnola

17 Gennaio 2021, 17:09pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

rientro a scuola influenza spagnola

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI Non siamo i primi a dover affrontare il rientro a scuola di tanti ragazzi durante una pandemia. Cento anni prima del coronavirus, all’epoca dell’Influenza Spagnola, la chiusura delle scuole fu interrotta da tre città degli USA: New York, Chicago e New Haven. Le soluzioni che trovarono potrebbero aiutarci, oggi, ad affrontare la riapertura degli istituti scolastici nel nostro paese.

Perché le scuole di New York restarono aperte

Perché queste tre città decisero di lasciare le scuole aperte durante la peggiore epidemia del Novecento? New York aveva oltre un 1 milione di studenti all’epoca, il 75% dei quali viveva in appartamenti affollati e spesso poco igienici: «Per i ragazzi dei condominii la scuola offriva un ambiente ben ventilato, pulito, controllato da insegnanti, infermieri e dottori che effettuavano visite giornaliere» hanno scritto il Dr. Howard Markel, storico della medicina e direttore del Center for the History of Medicine dell’Università del Michigan, e i Dr. Alexandra Minna Stern, Mary Beth Reilly, Martin S. Cetron in un articolo su Public Health Report, il giornale ufficiale dell’US Surgeon General e dell’US Public Health Service.

Dopo il picco dell’Influenza Spagnola, il Dr. Royal S. Copeland, commissario sanitario di New York, disse al NY Times la stessa cosa: «I bambini lasciano case spesso poco igieniche (unsanitary, ndt) per i grandi, areati e puliti edifici scolastici dove sono sottoposti a controlli ed esami».

Cosa fecero le scuole di New York

Oltre al distanziamento sociale, le scuole di New York applicarono altre regole. I ragazzi non potevano riunirsi fuori dalla scuola, il loro insegnante doveva controllare eventuali sintomi dell’influenza e, nel caso, isolare i possibili malati.

Se uno studente aveva la febbre o la temperatura alta, un membro del Dipartimento di Salute Pubblica si occupava di lui. Lo riportava a casa dove valutava le condizioni di “isolamento e cura” del bambino. La famiglia aveva l’obbligo di rivolgersi al proprio medico o al sistema sanitario nazionale.

Per Copeland la soluzione trovata da New York era stata la migliore, ma il Dr. Markel e gli altri studiosi non sono dello stesso avviso. Un’analisi realizzata dalla Boston University su altre 43 città dello stesso periodo ha dimostrato che quelle che non riaprirono le scuole ottennero i risultati migliori in assoluto.

Cosa possiamo imparare per il rientro a scuola

Markel e molti altri studiosi concordano nel ritenere la riapertura delle scuole nel mondo un rischio non giustificato. Oggi le condizioni igieniche e il livello di informazione a casa sono migliori di un secolo fa. L’istruzione online è possibile, seppure non all’altezza di quella in presenza (e non dimentichiamo il digital divide). Inoltre, nel 1918 l’influenza era una malattia ben nota, al contrario del nuovo coronavirus di cui non sappiamo ancora abbastanza per essere al sicuro. Secondo Markel, è «Meglio essere al sicuro che dispiaciuti».

Ma se decidiamo di riportare i nostri figli a scuola, cosa ci può insegnare la risposta di New York all’Influenza Spagnola?

  • Usare classi ben ventilate o all’aria aperta, nel rispetto del distanziamento sociale.
  • Assumere personale medico nelle scuole (quelle di New York avevano un’infermiera in istituto sin dal 1902).
  • Monitorare i sintomi di studenti e insegnanti, con termoscanner e tamponi, come ha suggerito il virologo Andrea Crisanti poco tempo fa.
  • Coordinare al meglio il sistema sanitario nazionale con gli istituti, perché ci sia una risposta rapida e ben organizzata ad eventuali focolai.

Quest’ultimo punto è il più importante. L’educazione delle prossime generazioni deve diventare la priorità per il nostro governo, come ha sottolineato Mario Draghi a Rimini. La riapertura delle scuole non riguarda, infatti, solo genitori, insegnanti e studenti, ma tutta la nostra società. Sarà il banco di prova dell’Italia.

«Serve un intero villaggio per crescere un bambino»

PROVERBIO AFRICANO
  • scuola influenza spagnola
Una famiglia di Berkeley durante l’Influenza Spagnola

L’Istituto Superiore di Sanità ha fornito le sue linee guida per il rientro a scuola, che trovate a questo link.

fonte http://Non siamo i primi a dover affrontare il rientro a scuola di tanti ragazzi durante una pandemia. Cento anni prima del coronavirus, all’epoca dell’Influenza Spagnola, la chiusura delle scuole fu interrotta da tre città degli USA: New York, Chicago e New Haven. Le soluzioni che trovarono potrebbero aiutarci, oggi, ad affrontare la riapertura degli istituti scolastici nel nostro paese. Perché le scuole di New York restarono aperte Perché queste tre città decisero di lasciare le scuole aperte durante la peggiore epidemia del Novecento? New York aveva oltre un 1 milione di studenti all’epoca, il 75% dei quali viveva in appartamenti affollati e spesso poco igienici: «Per i ragazzi dei condominii la scuola offriva un ambiente ben ventilato, pulito, controllato da insegnanti, infermieri e dottori che effettuavano visite giornaliere» hanno scritto il Dr. Howard Markel, storico della medicina e direttore del Center for the History of Medicine dell’Università del Michigan, e i Dr. Alexandra Minna Stern, Mary Beth Reilly, Martin S. Cetron in un articolo su Public Health Report, il giornale ufficiale dell’US Surgeon General e dell’US Public Health Service. Dopo il picco dell’Influenza Spagnola, il Dr. Royal S. Copeland, commissario sanitario di New York, disse al NY Times la stessa cosa: «I bambini lasciano case spesso poco igieniche (unsanitary, ndt) per i grandi, areati e puliti edifici scolastici dove sono sottoposti a controlli ed esami». Cosa fecero le scuole di New York Oltre al distanziamento sociale, le scuole di New York applicarono altre regole. I ragazzi non potevano riunirsi fuori dalla scuola, il loro insegnante doveva controllare eventuali sintomi dell’influenza e, nel caso, isolare i possibili malati. Se uno studente aveva la febbre o la temperatura alta, un membro del Dipartimento di Salute Pubblica si occupava di lui. Lo riportava a casa dove valutava le condizioni di “isolamento e cura” del bambino. La famiglia aveva l’obbligo di rivolgersi al proprio medico o al sistema sanitario nazionale. Per Copeland la soluzione trovata da New York era stata la migliore, ma il Dr. Markel e gli altri studiosi non sono dello stesso avviso. Un’analisi realizzata dalla Boston University su altre 43 città dello stesso periodo ha dimostrato che quelle che non riaprirono le scuole ottennero i risultati migliori in assoluto. Cosa possiamo imparare per il rientro a scuola Markel e molti altri studiosi concordano nel ritenere la riapertura delle scuole nel mondo un rischio non giustificato. Oggi le condizioni igieniche e il livello di informazione a casa sono migliori di un secolo fa. L’istruzione online è possibile, seppure non all’altezza di quella in presenza (e non dimentichiamo il digital divide). Inoltre, nel 1918 l’influenza era una malattia ben nota, al contrario del nuovo coronavirus di cui non sappiamo ancora abbastanza per essere al sicuro. Secondo Markel, è «Meglio essere al sicuro che dispiaciuti». Ma se decidiamo di riportare i nostri figli a scuola, cosa ci può insegnare la risposta di New York all’Influenza Spagnola? Usare classi ben ventilate o all’aria aperta, nel rispetto del distanziamento sociale. Assumere personale medico nelle scuole (quelle di New York avevano un’infermiera in istituto sin dal 1902). Monitorare i sintomi di studenti e insegnanti, con termoscanner e tamponi, come ha suggerito il virologo Andrea Crisanti poco tempo fa. Coordinare al meglio il sistema sanitario nazionale con gli istituti, perché ci sia una risposta rapida e ben organizzata ad eventuali focolai. Quest’ultimo punto è il più importante. L’educazione delle prossime generazioni deve diventare la priorità per il nostro governo, come ha sottolineato Mario Draghi a Rimini. La riapertura delle scuole non riguarda, infatti, solo genitori, insegnanti e studenti, ma tutta la nostra società. Sarà il banco di prova dell’Italia. «Serve un intero villaggio per crescere un bambino» PROVERBIO AFRICANO rientro a scuola copeland influenza spagnolaDr Copeland intervistato sul New York Times dopo l’Influenza Spagnola scuola influenza spagnolaDon Hoover e Joe Sistrunk di Starke, Florida, vanno a scuola durante l’Influenza Spagnola scuola influenza spagnolaUna famiglia di Berkeley durante l’Influenza Spagnola rientro a scuola copeland influenza spagnolaDr Copeland intervistato sul New York Times dopo l’Influenza Spagnola scuola influenza spagnolaDon Hoover e Joe Sistrunk di Starke, Florida, vanno a scuola durante l’Influenza Spagnola Una famiglia di Berkeley durante l’Influenza Spagnola L’Istituto Superiore di Sanità ha fornito le sue linee guida per il rientro a scuola, che trovate a questo link.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS PROVINCIA DI SALERNO IN ZONA GIALLA, MA ANCORA RAFFICHE DI SANZIONI

17 Gennaio 2021, 12:06pm

Pubblicato da Miki Pappacoda

salerno, polizia, battipaglia rent to lose

INSERITO DA MIKI PAPPACODA Provincia di Salerno, in zona gialla, anche grazie all’impegno delle Forze dell’Ordine nel contrasto alla diffusione del Coronavirus. Il report delle attività nell’ultima settimana Provincia di Salerno – La settimana appena trascorsa, con la conferma della Zona Gialla per la Regione Campania, ha visto, ancora una volta, le Forze dell’Ordine particolarmente impegnate nel far rispettare le normative nazionali, regionali e comunali finalizzate a contrastare la diffusione del coronavirus Covid-19. Il dispositivo, già positivamente collaudato, e costituito da unità della Polizia di Stato, dell’Arma Carabinieri e della Guardia di Finanza, attivamente collaborate da equipaggi dell’Esercito Italiano, della Polizia Provinciale e della Polizia Locale di Salerno, ha assicurato i servizi i vigilanza disposti con ordinanza del Questore della Provincia di Salerno, d’intesa con i Comandanti Provinciali dell’Arma Carabinieri e della Guardia di Finanza. Il dettagliato piano d’intervento ha consentito di raggiungere i seguenti risultati operativi: 6883 persone controllate; 2167 esercizi pubblici controllati; 81 persone sanzionate per mancato uso della mascherina; 4 persone denunciate per inosservanza al divieto di mobilità dalla propria abitazione o dimora poiché in quarantena; 7 titolari di esercizi commerciali sanzionati per mancato rispetto della normativa anti-Covid, 2 esercizi sanzionati (di cui uno sottoposto alla chiusura provvisoria di gg.3 perché al suo interno venivano trovati numerosi avventori oltre le 18.00, orario in cui non poteva essere effettuata somministrazione). Il permanere in Zona Gialla costituisce un elemento confortante per l’attività delle Forze dell’Ordine, che continueranno nelle prossime settimane, anche con maggiore incisività, ad assicurare il proprio impegno per il rispetto delle misure di contenimento della pandemia.

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE DAKAR 2021, FRANCO PICCO LEGGENDARIO: CHIUDE AL 43° POSTO A 65 ANNI!

17 Gennaio 2021, 11:53am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Franco Picco, Dakar, Getty Images

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI DAKAR - Franco Picco, campione classe 1955, è riuscito a scrivere un'altra pagina memorabile nella sua carriera chiudendo la 29esima Dakar al 43esimo posto assoluto senza l'assistenza di un meccanico. A 65 anni è stato uno dei due italiani a chiudere la Dakar tra i piloti impegnati nelle due ruote: "Non ho mai perso la fiducia, ho sempre pensato che lottando ce l’avrei fatta ed eccomi qua". "Quando sono giunto nei pressi del traguardo, lo confesso, mi è venuto da piangere, perché ho realizzato di essere arrivato al traguardo senza una caduta e senza problemi tecnici. Ho tentato di non sbagliare, è stata dura ma l’esperienza mi ha aiutato a portare a casa anche questa Dakar”. Dopo 8.000 km in due settimane tra dune insidiose e speciali massacranti, Franco Picco può finalmente sorridere e lasciarsi andare alle emozioni. Il mitico pilota vicentino, a 65 anni è riuscito a mantenere la sua promessa e a completare la sua 29esima Dakar, che per il primo anno è andata in scena in Arabia Saudita. Un’impresa monumentale perché la Dakar 2021 è stata la più dura disputata in categoria Original by Motul, la categoria riservata ai piloti senza assistenza, che devono arrangiarsi da solo a fare un po’ tutto: dal sistemare la Moto, al recuperare le energie per la speciale successiva fino al programmare nel migliore dei modi una giornata che non finisce mai. Nonostante difficoltà indicibili e momenti di sconforto, soprattutto nella speciale numero 10 quando è stato veramente a un passo dal ritiro, questo guerriero classe 1955 ha stretto i denti riuscendo addirittura a chiudere l’ultima speciale al 39° posto (miglior prestazione di tappa) e a classificarsi al 43° posto assoluto fra le moto. "DOPO LA 10ª TAPPA VOLEVO RITIRARMI MA HO STRETTO I DENTI E CE L'HO FATTA" "La strategia con cui ho impostato tutta la gara è stata evitare inconvenienti nei tratti brutti e dare gas sul terreno che più mi piace, ovvero su sabbia e dune. In questa gara ho sofferto sicuramente la poca confidenza con la mia nuova moto Husqvarna, e solo verso la fine ho trovato la condizione e la messa a punto giusta. Dopo la quarta tappa ho cominciato a sentire la fatica, ma soprattutto mi ha tormentato il freddo intenso delle partenze prima dell’alba.Non ho mai perso la fiducia, ho sempre pensato che lottando con tenacia ce l’avrei fatta. Solo nella decima giornata, totalmente sconfortato da un mio errore di navigazione e qualche problema tecnico, ho pensato di dovermi fermare, ma ritirarsi in una impresa come questa non è una decisione che si prende facilmente! Quindi ho tirato dritto stringendo i denti e sono giunto al traguardo”. Pilota ufficiale nelle mitiche Parigi-Dakar degli anni 80 e 90, poi nuovamente in gara da pilota privato in Sud America, con questa sua meravigliosa impresa Picco, non è solo uno dei due italiani ad aver chiuso la Dakar 2021 tra le moto (l’altro a riuscirci è stato Cesare Zacchetti, 7° classificato nella Original by Motul) ma è anche la Leggenda dei Tre Continenti, uno dei pochissimi ad aver concluso una Dakar in Africa, Sud America e Asia. Dakar, highlights tappa 11 moto: Sunderland vince, Barreda outDakar, highlights tappa 11 moto: Sunderland vince, Barreda out Dakar, highlights tappa 11 moto: Sunderland vince, Barreda out Dakar, tappa 12 moto: Benavides trionfa davanti a BrabecDakar, tappa 12 moto: Benavides trionfa davanti a Brabec DAKAR DAKAR, TAPPA 12 MOTO: BENAVIDES TRIONFA DAVANTI A BRABEC IERI A 12:52 Dakar, highlights ultima tappa moto: Benavides reDakar, highlights ultima tappa moto: Benavides re DAKAR DAKAR, HIGHLIGHTS ULTIMA TAPPA MOTO: BENAVIDES RE UN GIORNO FA CONTENUTI CORRELATI RALLY RAID DAKAR DA STEFANO DOLCI EUROSPORT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Colpo di sonno dopo 11 ore in ospedale, infermiere Covid si schianta e viene multato: «Nessuna tutela dallo Stato»

17 Gennaio 2021, 11:47am

Pubblicato da Miki Pappacoda

Colpo di sonno dopo 11 ore in ospedale, infermiere Covid si schianta e viene multato: «Nessuna tutela dallo Stato»

INSERITO DA PRIMULA GALANTUCCI  Ha avuto un colpo di sonno alla guida e si è schiantato con la sua auto in tangenziale, dopo aver passato oltre 11 ore all'interno di uno scafandro, in un reparto Covid. Alla fine, un infermiere di un ospedale di Bologna è stato multato dalle forze dell'ordine perché «non in grado di conservare il controllo del veicolo». Una storia destinata a far discutere, quella raccontata anche da Il Resto del Carlino. Medici e infermieri, che nella prima ondata erano stati acclamati da tutta Italia come eroi, ora per tanti sono 'nemici del popolo' e 'strumenti della dittatura sanitaria'. Lavorativamente parlando, non è cambiato nulla rispetto a marzo e aprile: i turni continuano ad essere lunghi e massacranti ed il rischio di contagio, nel fare il proprio lavoro, nella migliore delle ipotesi è rimasto inalterato. A denunciare quanto accaduto a Bologna è Lorenzo, il compagno dell'infermiere 31enne multato: «Lunedì mattina si è addormentato alla guida, schiantandosi e salvandosi per miracolo, dopo 11 ore in uno scafandro. Dopo lo schianto, l'auto ha colpito un'altra vettura e si è completamente distrutta. Mi ha chiamato dopo l'incidente, per fortuna lui è rimasto ferito in modo lieve ma era in lacrime e sotto choc. Lo Stato, rappresentato da due uomini in divisa, ha pensato bene di sanzionarlo perché troppo stanco, senza che alcun operatore sanitario accertasse le sue condizioni psicofisiche». L'infermiere sanzionato, il giorno dopo lo schianto, è stato trasferito all'ospedale Maggiore per esigenze di reparto, a causa di un'impennata del numero dei pazienti ricoverati dopo il contagio da coronavirus. Nonostante lo choc per l'incidente e per la multa da 84 euro, il 31enne continua a fare il proprio dovere, come se nulla fosse, eppure quella sanzione fa davvero male. «La politica si preoccupa dei contagi, dei ricoveri, delle vittime e degli ospedali, ma trascura professionisti e professioniste che lavorano in condizioni disumane e sono ridotti a numeri. Lo Stato non tutela affatto gli operatori spremuti all'osso, che stanno dando la vita per salvare l'Italia» - spiega ancora Lorenzo - «Ecco il glorioso epilogo del nostro eroe, che rischia la vita per 1500 euro al mese, torna a casa senza auto, distrutta ma da pagare a rate ancora per due anni, e col rimorso di aver coinvolto altre persone in un incidente. Volevo convincerlo a non andare a lavorare, almeno oggi, ma lui ha preso l'autobus ed è andato comunque, dicendo che c'è troppo bisogno di personale. Cari signori, non meritate un eroe come lui». LEGGO.IT

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