Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
Una volta ottenuto il cartellino invalidi per l’auto, diversi utenti ci scrivono esprimendo dubbi sull’uso corretto del pass invalidi. Quello più ricorrente riguarda probabilmente la possibilità di usare il cartellino invalidi su più macchine. E’ possibile? In linea di massima si ma, per essere sicuri di essere nel lecito ed evitare multe, è meglio avere chiare in mente un paio di regole.
In passato il pass disabili veniva riconosciuto in base alle targhe associate. Da qualche anno non è più così ormai: il contrassegno invalidi non è più legato al veicolo bensì all’effettivo titolare. La normativa (DPR 503/1996 artt. 11 et 12) fa riferimento a veicoli al servizio specifico dei disabili e non necessariamente di loro proprietà o dotati di specifiche attrezzature. Se ne deduce che è certamente possibile spostare un contrassegno da una macchina all’altra.
Il pass disabili può essere usato su una macchina alla volta
Condizione necessaria è la presenza del disabile a bordo o, quanto meno, la sua pronta reperibilità (quando ad esempio si sta aspettando che scenda da casa o esca da un ospedale) atta a dimostrare l’uso lecito del pass. Quest’ultimo non è consentito per uso personale dei familiari del disabile se non per spostamenti funzionali al titolare del contrassegno. A differenza di quanti molti erroneamente credono cercando di fare ricorso alle multe di questo tipo, non è ammesso l’uso del pass, ad esempio, per acquistare medicine per il familiare invalido titolare del contrassegno se quest’ultimo non è a bordo, neppure come passeggero, o non è nei paraggi (magari perché è sceso lui in farmacia). Ne deriva un limite importante che può sembrare scontato ma che è comunque bene specificare: non si può usare lo stesso pass disabili contemporaneamente su più vetture.
Cartellino invalidi: è sufficiente la fotocopia?
La Cassazione ha avuto modo di chiarire che non è sufficiente la fotocopia del cartellino disabili, neppure se a colori. L’uso del cartellino disabili fotocopiato non costituisce un reato ma non esonera dal rischio di multa.
Ventisei morti, centinaia di feriti e 15 dispersi: è il triste bilancio del passaggio del tifone Hagibis sul Giappone. Sono più di 100mila i soccorritori messi in campo per raggiungere le persone bloccate dopo le piogge torrenziali a seguito del tifone che hanno causato frane ed esondazioni di fiumi. Hagibis, abbattutosi sabato sull'isola di Honshu, è stato uno dei più violenti tifoni degli ultimi anni, con venti fino a 216 chilometri l'ora.Il governo dispiega altri 27mila uomini - Il governo giapponese accelera gli sforzi per la ricerca di sopravvissuti prevalentemente nelle aree rurali dell'arcipelago. A 24 ore dall'arrivo della più potente perturbazione da inizio anno, almeno altri 27mila uomini delle Forze di autodifesa sono stati dispiegati sul territorio, compresa la città di Nagano, dove 360 persone si trovavano in pericolo di vita a causa dello straripamento del fiume Chikuma.
Tokyo: 376mila abitazioni senza elettricità - Secondo il ministero delle Infrastrutture, alle 16 di domenica gli argini di 21 fiumi avevano ceduto lungo il versante centro orientale del Paese. Il capo di Gabinetto Yoshihide Suga ha riferito che 376mila abitazioni erano senza elettricità e 14mila avevano subito l'interruzione dell'approvvigionamento dell'acqua.Ripristinati treni e voli aerei - Gran parte dei servizi ferroviari, inclusi i treni superveloci, e le rotte aeree sono state ripristinate
Gli ordini di evacuazione hanno riguardato 262mila residenti, mentre gli avvisi precauzionali sono stati 7 milioni in 13 prefetture del Giappone centro-orientale. La devastazione ha costretto alla cancellazione di una terza partita dei mondiali di rugby.
Quattro giovani, due dei quali minorenni, sono morti in un incidente stradale verificatosi all'alba sulla strada statale 121, Paternò-Catania, sullo svincolo per Belpasso. I quattro erano a bordo di una Seat Leon guidata da un 48enne rimasto ferito: per cause in corso di accertamento, l'auto si è schiantata contro il guard rail della rampa. Per estrarre i corpi dalle lamiere della vettura sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. Il conducente è stato ricoverato all'ospedale Cannizzaro di Catania: le sue condizioni non sarebbero gravi.
Le vittime, che secondo quanto riportato da La Sicilia non indossavano le cintura di sicurezza, sono Lucrezia Diolosà Farinato, 28enne convivente dell'uomo, il 20enne Salvatore Moschitta, il 17enne M.P. e la 15enne E.G. I cinque stavano rientrando a casa dopo aver trascorso la notte in una nota discoteca all'aperto della riviera ionica del Catanese. Al momento dell'impatto l'auto si è spezzata in due: la parte superiore della vettura è stata divelta, mentre la parte posteriore, con le due ruote, è volata alcune decine di metri finendo accanto ai binari della Ferrovia circum etnea.
Una 15enne è stata aggredita sabato, dopo la mezzanotte, da uno sconosciuto in pieno centro a Varese. La ragazza aspettava con un'amica di 14 anni la madre di quest'ultima per un passaggio in auto, dopo una serata passata con amici, quando un 50enne l'ha raggiunta e l'ha aggredita ferendola con un coltello al viso e al braccio e gridando: "Vi ammazzo". La 14enne è riuscita a fuggire, chiamando i soccorsi. L'uomo è ricercato dalla polizia.
La vittima stava aspettando di tornare a casa con l'amica quando uno sconosciuto, in sella a una bicicletta, dopo essere loro passato davanti, è tornato indietro e si è scagliato contro la quindicenne. L'uomo, descritto sulla cinquantina, i capelli lunghi e una cicatrice sul volto, senza apparente motivo avrebbe estratto il coltello dalla tasca urlando "vi uccido", per poi ferire la ragazzina. La sua amica è invece riuscita a scappare.
"Eravamo in attesa di mia mamma - ha raccontato l'amica più giovane a Varesenews -, dopo aver passato la serata in centro, insieme ad altri nostri amici. Ad un certo punto questo signore si è avvicinato, ha cominciato a urlare 'Vi ammazzo' e ha tirato fuori un coltello seghettato. Io l’ho visto in faccia, ho visto che aveva una cicatrice ben visibile e del sangue in testa e sul volto. Sembrava italiano. Ha preso la mia amica e le ha dato due coltellate, ferendola in viso, sotto l’occhio, e sul braccio. Io sono scappata, sono riuscita a chiamare il 118 e ad arrivare ad un bar e a chiedere aiuto: sono uscite un po’ di persone e lo squilibrato che ci ha aggredite è scappato".
"La mia amica si è trascinata fino in via Carducci. Poi è arrivata una volante della polizia e l’ambulanza che ha portato la mia amica in ospedale: le hanno dato i punti e l’hanno medicata, i medici dovranno valutare se intervenire chirurgicamente, l’ha colpita sul volto sfregiandola. Tremo ancora a parlarne, è stato bruttissimo. Non è possibile che si possa avere paura a stare fuori di casa in pieno centro, è una cosa che non accetto", ha aggiunto la 14enne che dovrà riconoscere l'aggressore. L'uomo è conosciuto dalle forze dell'ordine, che sono sulle sue tracce.
Mancano poche settimane al passaggio dall’ora legale all’ora solare, che ci farà piombare direttamente nell’inverno 2019: nella notte tra sabato 26 e domenica 27 ottobre infatti le lancette andranno spostare un’ora indietro, dalle 3 alle 2. Guadagneremo un’ora di sonno, ma perderemo anche un’ora di luce al pomeriggio.
Ma per quanto tempo ancora dovremo farlo? Nei mesi scorsi si è infatti parlato di una proposta di abolizione del cambio dell’ora, promossa dai Paesi del Nord Europa: non si è ancora raggiunta una decisione univoca per tutti i Paesi membri, ma è probabile che si giunga ad un compromesso che preveda l’ora legale fissa per tutte le nazioni meridionali del’Ue, mentre quelle settentrionali manterrebbero l’ora solare.
Ma l’Italia quale posizione ha preso? Ancora nessuna, al contrario ad esempio della Francia, che ha scelto di bandire per sempre l’ora solare, sottolinea ilMeteo.it. Nel caso l’Italia decida di mantenere l’ora legale, per tutto l’inverno avremo il sole per un’ora in più, e in estate saranno “salvi” gli aperitivi sulla spiaggia, che sarebbero invece stati in pericolo in caso di abolizione dell’ora legale a favore dell’ora solare. Il cambio dell’ora di fine ottobre potrebbe dunque essere uno degli ultimi: staremo a vedere.
Proposto dal direttore Michele Pappacoda La piccola Giorgia, solo 4 anni, è affetta da una malattia misteriosa. I genitori chiedono preghiere e aiuto
I genitori di Giorgia Kus, la piccola bambina di 4 anni affetta da una malattia misteriosa ed in terapia intensiva da tre settimane, hanno lanciato un appello ed una raccolta fondi su Facebook.
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Una bambina di soli 4 anni si trova ricoverata presso il reparto di terapia intensiva del Policlinico di Padova da quasi unmese. La piccola Giorgia Kus è affetta da una malattia misteriosa che i medici non sono riusciti ancora a determinare e nonostante i numerosi tentativi per cercare di stabilizzarla, le sue condizioni continuano a peggiorare. A raccontare il terribile dramma sono proprio i genitori della piccola Giorgia, William Kus di 34 anni e Francesca Doretto di 27, i quali attraverso un post su Facebook hanno lanciato anche una raccolta fondi che ad oggi ha raggiunto gli oltre 16mila euro sui 50mila totali.
Il dramma della piccola Giorgia Kus, la bambina affetta da una misteriosa malattia: “È in sedazione profonda da più di tre settimane“
“Ciao a tutti lei è Giorgia e ha 4 anni. Attualmente è ricoverata in terapia intensiva al Policlinico di Padova. A causa di una malattia al momento sconosciuta Giorgia è attaccata ad un polmone artificiale. I suoi polmoni e il suo cuoricino non riescono a fare tutto da soli“. Cosi attraverso un post su Facebook i genitori di Giorgia Kus, una bambina di soli 4 anni, hanno raccontato il calvario che stanno attraversando. La piccola si trova ricoverata in terapia intensiva al Policlinico di Padova dallo scorso 13 settembre a causa di una misteriosa malattia che i medici non sono riusciti a determinare. Le sue condizioni purtroppo continuano a peggiorare e pochi giorni fa i medici le hanno riscontrato un pneumotorace, ovvero un buco in uno dei polmoni. Il dramma di Giorgia, come raccontato dai genitori, William Kus di 34 anni e Francesca Doretto, è iniziato due anni fa: “Il tutto – si legge nel post- è iniziato quando Giorgia ha iniziato a camminare male a seguito di una forte febbre più di due anni fa. Le era stata diagnosticata una semplice lassità legamentosa per la quale era stata sottoposta a controlli periodici. Purtroppo nel giugno di quest’anno Giorgia è peggiorata drasticamente, quasi da non riuscire più a camminare. Portata al Burlo Garofalo, a seguito di una risonanza magnetica, hanno riscontrato che il suo midollo spinale era infiammato fino alla base del collo e aveva un edema rigonfio. Curata per diagnosi di mielite trasversa, con cortisone e immunoglobuline, dopo 10 giorni dalle dimissione, in seguito ad una febbre alta l’abbiamo portata al pronto soccorso perché paralizzata dal collo in giù, con momentanea perdita della funzionalità anche della vescica e dello stomaco. Le hanno fatto –proseguono i genitori della piccola– sei cicli di plasmaferesi (una dialisi del sangue per pulirlo), diverse rachicentesi (punture lombari che servono per prelevare il liquido cefalorachidiano), 2 ulteriori cicli di immunoglobuline, cortisone ed infine un potente immunosoppressore (Rituximab)“.
Queste cure non hanno avuto l’effetto sperato: “Purtroppo -scrive su Facebook la famiglia- tutto questo non è servito a molto, anche se Giorgia aveva iniziato a muovere le braccine e un po’ i piedini, perché dopo 20 giorni di ricovero le hanno riscontrato un problema respiratorio che ha portato anche scompensi al cuore. A questo punto è stata trasferita d’urgenza a Padova per eseguire un piccolo intervento al cuore (cateterismo). Questo non è stato possibile viste le condizioni gravi dei polmoni di Giorgia. Dopo alcuni giorni -scrivono i genitori- l’hanno dovuta intubare perché l’infiammazione ai polmoni, era troppo estesa e lei faceva fatica a respirare e il cuoricino era molto affaticato, inoltre le si era bloccato il midollo ossesso e non produceva più niente, ma fortunatamente, grazie ad un farmaco adesso funziona di nuovo perfettamente. Purtroppo nonostante le abbiano somministrato tantissimi tipi di antibiotici l’infiammazione polmonare non vuole passare e adesso come ho scritto all’inizio l’hanno dovuta attaccare al polmone artificiale e le stanno somministrando un farmaco, Ciclofosfamide, nella speranza che si disinfiammino. Non si riesce a trovare la causa di questo incendio che si autoalimenta e Giorgia è in sedazione profonda da più di tre settimane. Il problema della paresi agli arti al momento è diventato secondario (non possono farle nemmeno la risonanza magnetica per verificare se il midollo sia disinfiammato), quindi non sappiamo se Giorgia potrà camminare di nuovo oppure no“.
Giorgia Kus, i genitori lanciano un appello: “Se qualcuno ha avuto qualcosa di simile o qualche dottore può darci una mano ci contatti“
I genitori della bambina concludono il messaggio lanciando un appello: “Adesso l’unico pensiero è salvare i polmoni e pian piano risvegliarla. Se qualcuno ha avuto qualcosa di simile o qualche dottore può darci una mano con il caso ci contatti. I medici di Padova ci hanno consegnato una relazione dettagliata da consegnare a chiunque volesse visionarla e fornire un consulto. Ringrazio fin d’ora chiunque possa essere d’aiuto anche a nome della mia bambina“. La famiglia della piccola Giorgia ha lanciato anche una raccolta fondi di 50mila euro che ad oggi ha ricevuto oltre 16mila euro di donazioni da parte di circa 530persone.
Inserito Leone Buongiorno Potrebbe essere dolosa e non accidentale l‘origine del vasto incendio che ha interessato le colline al di sopra di Salerno coinvolgendo l’area del Masso della Signora <WC>che ha iniziato a bruciare dal primo pomeriggio fino a tarda sera. Le fiamme, altissime, erano visibili da tutte le parti della città. Altissime anche le colonne di fumo che si levavano dalle colline mentre il vento, che non ha ovviamente facilitato il lavoro ai caschi rossi, ha portato a valle molta cenere e fuliggine. Un pomeriggio di caos che ha impegnato i vigili del fuoco che hanno messo in campo tutte le risorse per controllare le fiamme bel più breve tempo possibile, anche allo scopo di evitare che la situazione degenerasse e diventasse pericolosa. Immediatamente intervenuti sul posto per domare le fiamme, i vigili del fuoco del comando provinciale di Salerno hanno fatto un lavoro immane impiegando diverse ore per controllare le fiamme e fare in modo che non arrivassero a lambire le zone abitate di Sala Abbagnano e Giovi, seriamente minacciate.
inserito Leone Buongiorno Sparsi in cinque diversi Paesi, i circa 30 milioni di persone di etnia curda vivono in una delle regioni più volatili al mondo: il Kurdistan
Dopo l’annuncio del ritiro statunitense dalla Siria, la Turchia ha lanciato un’operazione militare in territorio siriano contro la regione curda nel nord est del Paese. La zona è controllata dalle Unità curde di protezione popolare (Ypg), una forza di difesa principale alleata degli Usa nella lotta contro l’Isis e braccio armato del Pyd, il partito siriano curdo.
Obiettivo dichiarato della Turchia è quello di allontanare le forze curde dal suo confine e fermare le aspirazioni autonomiste del popolo curdo. Ma chi sono i curdi?
Le origini
Il Kurdistan è una delle regioni più volatili al mondo. Con i suoi 30-40 milioni di persone, il gruppo etnico curdo è tra i più grandi e popolosi a non avere uno Stato.
La mappa realizzata da “The Kurdish Project” mostra la distribuzione della popolazione curda in Medio Oriente.
Sparsi in un territorio che tocca cinque nazioni diverse – Turchia, Siria, Iraq, Iran e Armenia – i curdi sono un gruppo tribale nomade iraniano e quindi proveniente dal grande ceppo delle popolazioni indo-europee. Accomunati da una lingua comune, i curdi sono a maggioranza musulmana sunnita nonostante convivano anche altre correnti religiose: come il sufismo.
Il sogno curdo
Dopo la fine della prima guerra mondiale, il trattato di Sèvres del 1920 – firmato tra le potenze vincitrici e Istanbul – segnò la dissoluzione dell’Impero Ottomano e lo smembramento dei suoi territori. Ai curdi fu promessa una nazione, una promessa mai rispettata dalle grandi potenze occidentali.
La Turchia riuscì a ottenere una rinegoziazione con gli alleati occidentali, e nel 1923 attraverso il trattato di Losanna venne messo da parte il piano di uno Stato autonomo curdo e nacque la moderna Repubblica turca.
Gli anni ’80: le barbarie di Saddam e dell’Iran
Senza una terra, divisi in un territorio vasto che comprende cinque nazioni, il popolo curdo ha sofferto decadi di persecuzioni e violenze. Durante la guerra tra Iraq e Iran degli anni ’80 (1980-1988), il regime di Saddam sedò brutalmente le ribellioni curde a nord attraverso l’uso di armi chimiche. Decine di migliaia di curdi furono uccisi durante il conflitto, e centinaia di migliaia furono costretti a lasciare il Paese.
A seguito dell’invasione irachena del Kuwait nella cornice della prima guerra del Golfo (1990-91) e la conseguente risposta americana, 1.5 milioni di curdi fuggirono nella vicina Turchia. Ankara chiuse i suoi confini, costringendo i curdi in un limbo al confine tra i due Paesi, risolto solo dall’intervento dell’Onu che garantì protezione alla popolazione curda in fuga. Un intervento che portò l’Iraq a consentire al governo regionale del Kurdistan di governare la parte del nord del Paese.
Anche In Iran i curdi sono tra le minoranze più perseguitate e rappresentano il terzo più numeroso gruppo etnico. Dopo aver inizialmente appoggiato la rivoluzione islamica del 1979, le richieste di autonomia curde furono brutalmente represse negli anni 80 e 90.
Sostenitori del PKK chiedono la scarcerazione del leader curdo Ocalan. Beiruti, Libano, 15 febbraio 2019
Ma è in Turchia che vive il più alto numero di persone di etnia curda. Ankara è tra i maggiori oppositori alla creazione di uno stato curdo indipendente, tanto che la popolazione soffre da anni una brutale repressione etnica e culturale. In risposta alla chiusura di Ankara nel 1978, Abdullah Öcalan diede vita al movimento separatista curdo del PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan. Durante la guerra turco-curda del 1984-1999 più di 40mila persone persero la vita.
La questione curda in Siria
Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, al potere dal 2002, ha sempre adottato una robusta opposizione contro il nazionalismo curdo. Il ra’is turco non ha mai fatto mistero del suo obiettivo finale: eliminare il gruppo fondato da Abdullah Öcalan, il leader curdo in carcere dal 1999.
Combattenti curde siriane e irachene appartenenti alle milizie delle Ypg. Sinjar, Iraq. 11 aprile 2018
L’irrisolta questione curda si è intensificata durante gli anni di Erdoğan creando tensioni ancora più profonde tra il governo e le aspirazioni indipendentiste del popolo curdo. Dopo il fallito colpo di Stato del 15 luglio del 2016, decine di giornali e organizzazioni di stampo filo curde sono state chiuse, più di 11mila insegnanti sono stati licenziati o sospesi.
Dallo scoppio della guerra siriana nel 2011, a preoccupare Ankara è la possibilità che il caos e il vuoto di potere creatosi nel nord-est della Siria possa avere conseguenze anche per la questione curda in territorio turco. Quando la rivolta siriana, ultimo capito dell’onda di proteste della primavera araba, si è evoluta in una guerra civile, i principali partiti curdi hanno evitato pubblicamente di schierarsi. A metà del 2012, le forze governative si sono ritirate per concentrarsi sulla lotta contro i ribelli altrove e i gruppi curdi hanno preso il controllo del territorio.
Il Rojava
Nel gennaio 2014, i partiti curdi – incluso il Partito democratico dell’Unione dominante (PYD) – hanno dichiarato la creazione di “amministrazioni autonome” nei tre “cantoni” di Afrin, Kobane e Jazira. Nel marzo 2016 è stata annunciata l’istituzione di un “sistema federale”, conosciuto come Rojava, che includeva principalmente aree arabe e turkmene catturate dall’Isis.
La dichiarazione è stata respinta dal governo siriano, dall’opposizione siriana, dalla Turchia e dagli Stati Uniti.
Tragedia a Orta Nova, nel Foggiano, dove un assistente capo della polizia penitenziaria di 53 anni ha prima ucciso con la pistola di ordinanza la moglie di 54 anni e le figlie di 12 e 18 anni e poi si è suicidato con un colpo alla testa. È accaduto in un appartamento in pieno centro. A quanto si apprende le vittime erano a letto quando l'uomo ha fatto fuoco. Immediatamente dopo ha chiamato i carabinieri annunciando di aver compiuto la strage. I militari nel corso della perquisizione non hanno trovato biglietti o messaggi che potessero far presagire il delitto.
Per l'inizio dellaprossima settimanaci aspetta un'importantesvolta: l'anticiclone africano è previsto infatti in declinogià da lunedì14 ottobre, con leprime avvisaglie di un cambiamento, poiarriverà una fase dimaltempo.
Scopriamo nel dettaglio come evolverà la situazionegiorno per giorno.
Dagli ultimi aggiornamenti e dalle carte meteo a nostra disposizione emerge come una vasta area di bassa pressione in discesa dal Nord Atlantico investirà l'Italia, accompagnata da correnti decisamente più instabili e fresche.
I primieffettisono attesi, come accennato, già nel corso dilunedì 14con rinforzo deiventi da Sude primeprecipitazionia carattere sparso suLiguria, PiemonteeFriuli Venezia Giulia.
La nostraattenzionesi sposta tuttavia alla giornata dimartedì 15,quando sono attesi ifenomeni più intensi,specie al Centro-Nord: si tratterà di una configurazione pericolosa, in quanto si verranno a creare forti contrasti termici che potrebbero causare la formazione di imponenticelle temporalesche,in grado di riversare al suolo ingenti quantità d'acqua, anche sotto forma dinubifragi.
Lezone più a rischioal momento sono:Liguria centro-orientale, Versilia, alto Piemonte e Lombardia. Successivamente, nel corso della serata, i fenomeni si estenderanno anche aTrentino Alto Adige, medio/alto Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana e Lazio.
Quella dimercoledì 16sarà poi unagiornatapienamenteautunnalesulle regioni centro-settentrionali, con tante nubi,precipitazioni frequentie valori termici in diminuzione. Tra il pomeriggio e la serata qualche debole pioggia potrebbe raggiungere anche il Sud.
Successivamente, tragiovedì 17 e venerdì 18, ci sarà spazio per unrapidomiglioramentosu gran parte dell'Italia, salvo per residui piovaschi sulla Sicilia e sull'Appenino centro-settentrionale. Il sole ci terrà compagnia per buona parte del tempo: in questa fase torneranno anche adaumentare le temperature,in particolare per quanto riguarda i valori massimi.
Infine, dando un rapido sguardo al successivofine settimana, possiamo dire che le incognite aumentano: i segnali, tuttavia, sono tutti per unnuova fronte perturbatoin discesa ancora una volta dall'Atlantico. Che sia l'antipasto per unaseconda parte di ottobreall'insegna dellegrandi piogge?
Si attendono, ovviamente, conferme.
Articolo del 12/10/2019 ore 7:00 diCarlo TestaMeteorologo