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SEZ.RICETTA Mitiche bontà made in Napoli: la ricetta originale del panino napoletano

17 Maggio 2017, 23:52pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ.RICETTA Mitiche bontà made in Napoli: la ricetta originale del panino napoletano

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Il panino napoletano è una specialità del capoluogo campano, e con un po’ di attenzione e passione può essere facilmente riprodotto in casa. Si tratta di piccoli panini imbottiti, preparati con una pasta avvolta da un ripieno tipicamente fatto con salumi e formaggi. Potrete utilizzarli peri vostri buffet ma anche per una cena o merenda sfiziosa. Passeggiando per le vie di Napoli non potrete non essere attratti dal meraviglioso profumino del panino napoletano che proviene da tutte le rosticcerie. Ma se non avete la possibilità di fare un giro in questa bellissima città, mettete le mani in pasta e preparate in casa i vostri meravigliosi panini. Ingredienti della ricetta per il panino napoletano doc 250 g di farina 00 250 g di farina manitoba 15 g di lievito di birra 150 ml di acqua tiepida 80 g di strutto (se non lo trovate potete usare il burro) 7 g di sale 40 g di zucchero 50 ml di latte + 1 tuorlo per spennellare Per farcire il panino napoletano procuratevi: 150 g di provola 150 g di salame Veniamo alla preparazione. Mettere in una ciotola un paio di cucchiai di acqua, scioglierci dentro il lievito ed aggiungere un paio di cucchiai di farina. Mescolare tutto e lasciar lievitare per 40 minuti. Il lievitino sarà pronto quando raddoppierà di volume. Prendiamo un’ altra ciotola, mettiamo all’ interno le due farine, aggiungiamo il lievitino ed iniziamo a mescolare. Uniamo lo zucchero, il sale e l’acqua a filo impastando piano prima con un cucchiaio poi a mano. Una volta che gli ingredienti si saranno amalgamati per bene stendere l’impasto su un foglio di carta forno dandogli una forma rettangolare dello spessore di mezzo centimetro. Spennellare poi la superficie con un pochino di olio e ricoprite la sfoglia con i salumi e il provolone a cubetti e cospargete di grana grattugiato. Arrotolare dalla parte più lunga e fare due giri e mezzo. Tagliate la sfoglia in panini di misura 5/6 cm e disponeteli su una teglia. Infornate il tutto per 20-30 minuti a 180 gradi. Sfornate, ed ecco pronti i vostri panini napoletani. Buon appetito! Il giorno dopo sono ancora più buoni da mangiare, anche freddi. Buon panino napoletano a tutti voi!

AMALFI NOTIZIE 

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POSITANO E PRAIANO NEWS La leggenda di Montepertuso a Positano e l’origine del buco nella montagna

17 Maggio 2017, 23:46pm

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il Montepertuso che domina Positano è una delle bellezze naturali più affascinanti e suggestive dell’intera Costiera Amalfitana. A rendere ancora più stimolante il viaggio per le migliaia di persone che ogni anno vi si recano, è la leggenda che narra la nascita del “pertuso” all’interno della montagna.

Siamo nel VI secolo d.C. nell’attuale frazione di Montepertuso a Positano, pare che a quei tempi vivessero pochi abitanti giunti dall’Oriente.
Per cibarsi catturavano selvaggina e per coprirsi dal freddo si vestivano di pelli animali.
Ad ospitarli le diverse grotte naturali all’interno della montagna

ph Francesco Fusco Positano

Si racconta che proprio qui il demonio volendo dimostrare alla Madonna la propria forza, tentò invano di bucare la montagna con la forza delle proprie mani senza riuscirvi. La Madonna allora, impietosita, alzò la mano sfiorando la montagna che si sgretolò immediatamente. Il Diavolo sconfitto, precipitò giù dal monte cadendo sulle rocce sottostanti dove ancora oggi, secondo i fedeli, è visibile la sua gigantesca orma impressa nella pietra.

ph Francesco Fusco Positano

Gli antichi abitanti del Montepertuso furono svegliati nel cuore della notte da tuoni e rumori fortissimi. Una volta usciti dal rifugio, una luce bianca con al centro una figura apparve nel monte. Una ragazza fu avvolta da quella luce e udì una voce che con tono materno le disse: «Non aver più paura, il demonio è stato maledetto ed i suoi sforzi contro questo monte sono finiti, perché distrutto è lo spirito maligno. Resti del suo corpo a forma di serpente si trovano all’altro versante della roccia viva. Vieni dunque con me e accompagnami sulla collina della selva Santa, ove ci fermeremo per sempre».

Su quella collina, oggi sorge il tempio dedicato alla Vergine delle Grazie, con di fronte il monte forato dalla Vergine Madre che dà il nome alla frazione. Sull’altro versante della montagna sono ancora impresse nella roccia le tracce della sconfitta del maligno.

AMALFINOTIZIE  FOTO FRANCESCO FUSCO

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi: rottamazione cartelle esattoriali prorogata fino al 15 giugno

17 Maggio 2017, 23:39pm

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COSTIERA AMALFITANA NEWS Amalfi: rottamazione cartelle esattoriali prorogata fino al 15 giugno

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’ stato prorogato fino al prossimo 15 giugno il termine per aderire alla rottamazione delle cartelle esattoriali emanate dal comune di Amalfi. La scadenza inizialmente era prevista per il 2 maggio, ma la giunta guidata dal sindaco Daniele Milano, su proposta dell’assessore al bilancio Massimo Malet, ha deciso di prorogarla di circa un mese. Un modo questo per consentire ad una fetta maggiore di cittadini di saldare i tributi ancora in sospeso evitando di pagare le sanzioni maturate. La procedura consiste nell’abbuono delle sanzioni previa presentazione di una istanza, scaricabile direttamenta dal sito del comune di Amalfi. Si tratta principalmente delle tasse sui rifiuti ancora inevase, per una cifra di circa 200 mila euro, che il comune capofila della Costiera Amalfitana, intende recuperare agevolando i cittadini. Saranno quattro le modalità di pagamento possibili: versamento unico da effettuare entro il mese di luglio 2017; versamento in due rate di pari importo da corrispondere entro i mesi di luglio 2017 e aprile 2018; versamento in tre rate di pari importo entro i mesi di luglio e novembre 2017 ed entro il mese di aprile 2018 e versamento in quattro rate di pari importo da eseguire entro i mesi di luglio e novembre 2017 ed entro i mesi di aprile 2018 e settembre 2018. Per chiunque avesse bisogno di ulteriori informazioni o delucidazioni, può rivolgersi direttamente al settore “Economico Finanziario” – servizio tributi del Comune di Amalfi. Un’importante iniziativa che mira ad andare incontro alla cittadinanza, agevolandone il pagamento di quanto dovuto in diverse soluzioni, senza aggravare la situazione con sanzioni maturate nel tempo.

AMALFINOTIZIE.IT

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Donne con disabilità e discriminazione multipla: un tema fondamentale

17 Maggio 2017, 10:17am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA«In quali àmbiti essere una donna con disabilità rappresenta uno svantaggio maggiore? Quale consapevolezza hanno le donne con disabilità e, più genericamente, il “mondo della disabilità”, di questo svantaggio? E cosa si può fare per contrastarlo?»: a questi e ad altri quesiti cerca di rispondere Simona Lancioni, con l’illuminante approfondimento che presentiamo oggi ai Lettori

Madre con disabilità motoria fa giocare la propria bimba sull'altalena

Una madre con disabilità motoria fa giocare la propria bimba sull’altalena

«In quali àmbiti, in base alla tua esperienza, essere una donna disabile rappresenta uno svantaggio maggiore?»: ho rivolto questa domanda a Maria Pezzente, giovane donna con una disabilità motoria importante, che incide anche a livello di linguaggio. La sua risposta: «Mi sono posta diverse volte anch’io la domanda “e se fossi stata un uomo, la mia vita sarebbe stata diversa?” Sinceramente non lo so. Ci sono mille fattori che possono incidere sul corso della propria vita. Se non ci fosse stato il problema alla nascita, non sarei disabile, ma non saprei dire se la mia esistenza sarebbe stata migliore. Forse no. È indubbio che il problema della discriminazione di genere esista nel nostro Paese. Ne abbiamo la riprova ogni giorno. È un fatto di cultura e forma mentis. Forse, se io fossi stata un uomo, avrei avuto un partner e magari dei figli, perché per una donna è più “facile” andare al di là dalle apparenze. Difficoltà oggettive dovute a un retaggio culturale ci sono in ogni àmbito, ma, secondo me, molto dipende dalle persone e dalle circostanze della vita. In fondo sono contenta di essere una donna».

Tra le donne con disabilità la percezione della discriminazione legata al genere è abbastanza diffusa (anche se non sistematica), come pure quella legata alla disabilità, ciò che è meno consueto è trovare donne disabili (o, più genericamente, persone disabili) che nel riflettere su questi temi considerino anche l’intersezione tra queste due variabili. Infatti, molte persone con disabilità (anche donne) hanno riguardo alle questioni di genere, lo stesso atteggiamento che molte persone non disabili hanno riguardo alle problematiche della disabilità: pensano che sia una questione di sensibilità e di “politicamente corretto”, e non di diritti.
Tale è, ad esempio, l’atteggiamento dell’Associazione di volontariato che organizza corsi di progettazione accessibile per architetti e progettisti, occupandosi – quando va bene – delle esigenze connesse alle diverse disabilità (e non solo di quella su cui l’Associazione ha incentrato la propria mission), ma quasi mai di considerare che gli uomini e le donne con disabilità – proprio come gli uomini e le donne senza disabilità – fruiscono di spazi e hanno stili di vita spesso molto diversi.
L’abitudine a non attribuire alcuna rilevanza al genere quando si parla di progettazione accessibile è talmente radicata che – anche nei rari e preziosi casi di progetti centrati proprio sul genere e la disabilità – è difficile far capire alle Associazioni di persone con disabilità (e non solo a loro) perché le destinatarie del progetto siano proprio le donne con disabilità, e non genericamente le persone disabili (se ne legga a tal proposito, su queste stesse pagine).
Potremmo osservare che nei Direttivi delle Associazioni di volontariato che operano nel settore della disabilità le donne sono sottorappresentate, ma è pur vero che anche quelle presenti difficilmente pongono la questione. Come mai? In prevalenza perché non sono abituate ad osservare tutta la realtà da una prospettiva di genere, ma anche perché, come accennato, tendono a separare le problematiche: se si parla di questioni femminili “si pongono come donne”, se si parla di accessibilità “si pongono come disabili”. Che l’accessibilità, invece, debba essere declinata anche al femminile è ancora un’idea inconsueta, complicata, difficile da afferrare, per non dire balzana. Eppure la discriminazione multipla cui sono soggette le donne con disabilità può essere colta (e contrastata) solo considerando simultaneamente sia il genere, che la disabilità.

Giovane donna con sindrome di DownUna giovane donna con sindrome di Down

Ci sono àmbiti in cui, anche nella disabilità, il tema del genere si pone con maggiore evidenza. In questi casi è più facile sincronizzare le due variabili. Pensiamo ad esempio alla sfaccettata riflessione sulla maternità delle donne con disabilità, oppure alle sfilate di modelle con disabilità. Ma anche qui non sempre fila tutto liscio. Riscuote molta attenzione (e altrettanta adesione), da parte delle donne con disabilità il tema dell’accesso ai servizi di ginecologia e ostetricia. Le donne con disabilità sono in primo luogo donne, e il fatto che i servizi di ginecologia e ostetricia accessibili anche alle donne con disabilità presenti nel nostro Paese siano veramente rari, rende plastica la distanza tra loro e le altre donne (se ne legga ampiamente, sempre su queste pagine). Eppure loro subiscono una discriminazione addizionale anche rispetto ai servizi sanitari non “propriamente femminili”, e non solo riguardo all’accessibilità ai servizi in questione.
Osserva Marina Viora, laureata in Scienze Biologiche e primo ricercatore presso l’Istituto Superiore di Sanità, che «la ricerca biomedica ha dimostrato che gli uomini e le donne, pur essendo soggetti alle medesime patologie, presentano significative differenze riguardo la suscettibilità, l’incidenza, la sintomatologia, la prognosi, la progressione e la risposta alla terapia, nonché riguardo la percezione personale e sociale e le strategie di adattamento allo stato di salute/malattia»; ma, nonostante ciò, le donne sono state sottostimate negli studi epidemiologici, nelle sperimentazioni farmacologiche e negli studi clinici: «La maggior parte della ricerca preclinica e clinica è stata condotta sugli uomini e i risultati ottenuti sono stati traslati e applicati alle donne come se fossero dei “piccoli uomini”» (Marina Viora, Se donne e uomini si ammalano diversamente, in «inGenere», 12 aprile 2007).
Per comprendere meglio le conseguenze pratiche di questo atteggiamento, possiamo osservare come la circostanza che il dosaggio dei farmaci nella sperimentazione clinica sia prevalentemente definito su soggetti di sesso maschile non consenta di conoscere con precisione quale sia la risposta alle terapie nelle donne, poiché queste hanno solitamente parametri fisiologici (peso, quantità di acqua, Ph gastrico ecc.) diversi da quelli degli uomini, e tali parametri incidono sull’assorbimento e sull’azione dei farmaci stessi nell’organismo umano.
A questa situazione cerca di porre rimedio la cosiddetta medicina di genere che, va sottolineato, non è circoscritta alle patologie femminili (quelle, per intenderci, che interessano il seno e l’apparato riproduttivo femminile), ma si occupa delle malattie comuni a uomini e donne, include negli studi anche la variabile del genere, ed è finalizzata alla personalizzazione delle terapie.
Tornando alla nostra riflessione, se le donne con disabilità, giustamente, manifestano il proprio orgoglio femminile chiedendo l’accesso ai servizi di Ginecologia e Ostetricia, lo stesso orgoglio femminile dovrebbe spingerle a chiedere contestualmente l’appropriatezza delle cure anche in relazione alle altre malattie, quelle comuni anche agli uomini – oltre, ovviamente, all’accessibilità di tutti i servizi sanitari -, ma anche su questo fronte sembra prevalere la scarsa abitudine a riflettere in termini di genere, e la tendenza a tenere distinte le problematiche femminili da quelle della disabilità.

Particolarmente emblematico, sotto il profilo della discriminazione di genere, è quanto sta accadendo nel nostro Paese in tema di sessualità e disabilità, dove, negli ultimi anni, il dibattito pubblico è stato quasi completamente schiacciato sulla Proposta di Legge per il riconoscimento della figura dell’assistente sessuale (si legga, ad esempio, Andrea Pancaldi, La disabilità, il dibattito sull’assistente sessuale e oltre, in «Superando.it», 16 ottobre 2014 e anche Lelio Bizzarri, Si può davvero parlare di sessualità negata?, in «Superando.it», 7 aprile 2017).
In quale misura, all’interno di questo dibattito si è tenuto conto della prospettiva delle donne con disabilità? Stando a una ricerca curata da Andrea Pancaldi, giornalista, documentalista e responsabile della redazione sociale del Dipartimento Benessere di Comunità del Comune di Bologna, in riferimento al periodo 1° maggio 2014-11 marzo 2017 (quindi un arco di tempo di quasi tre anni), in Italia sono stati realizzati 49 eventi formativi (convegni, corsi, seminari) sul tema in questione, dei quali un solo corso è stato dedicato espressamente a un gruppo di donne con disabilità, e una sola relazione nell’àmbito di un convegno ha affrontato la prospettiva di genere (Andrea Pancaldi, Disabilità e assistenza sessuale: a che punto sta il dibattito?, in «Superando.it», 29 marzo 2017).

Donna cieca con il bastone bianco

Una donna non vedente

L’“assistente sessuale” può essere una risposta alle esigenze delle donne con disabilità in materia di sessualità? Sicuramente qualche donna con disabilità che si adatta a questo tipo di risposta è possibile trovarla, ma la letteratura sul tema è concorde nel ritenere che questa figura sia centrata su una domanda prevalentemente maschile*. In sostanza, chi sta portando avanti questa rivendicazione ha intercettato il desiderio di qualche uomo con disabilità, e ha ritenuto che per non discriminare le donne fosse sufficiente offrire anche a loro questo tipo di servizio, senza preoccuparsi di chiedere alle stesse donne con disabilità quali fossero i loro desideri. Se lo avesse fatto, avrebbe capito che in questo àmbito le richieste femminili sono abbastanza diverse.
Il Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea (adottato dall’Assemblea Generale dell’EDF, il Forum Europeo sulla Disabilità, nel 2011) dedica ai diritti sessuali e riproduttivi un intero capitolo (il capitolo 8), rilevando come la società in generale, e in particolare i familiari, abbiano considerato le donne con disabilità come asessuate, inadatte a vivere con un partner e ad essere madri, e le abbiano sottoposte a un controllo rigoroso e repressivo dei loro bisogni sessuali [della traduzione italiana di tale documento, curata da Simona Lancioni e Mara Ruele, si legga anche nel nostro giornale, N.d.R.]. Ciò rende necessario realizzare seminari di formazione sui diritti sessuali e riproduttivi delle donne e delle ragazze con disabilità, sia per loro, che per le loro famiglie.
Si legge ancora nel Manifesto: «La conseguenza del limitato accesso e controllo che le adolescenti e le donne con disabilità hanno della propria sessualità, è che esse diventano vulnerabili allo sfruttamento sessuale, alla violenza, alle gravidanze indesiderate e alle malattie sessualmente trasmissibili. Le ragazze, le adolescenti e le donne con disabilità chiedono l’accesso all’educazione affettiva e sessuale per vivere una vita sana. Esperti del settore, quali educatori dei servizi sociali pubblici locali, dovrebbero portare queste donne ad un livello di conoscenza tale che le renda consapevoli del funzionamento del proprio corpo (come si rimane incinta e come si evita di rimanerci, come avere una relazione sessuale più comunicativa e piacevole, come dire di no alle cose che non si vogliono fare, come evitare le malattie sessualmente trasmissibili, e così via)» (punto 8.4, pagine 36-37).
Di queste esigenze – in larga misura diverse da quelle maschili e non riconducibili a queste ultime – nell’unica Proposta di Legge depositata in tema di sessualità e disabilità non vi è alcuna traccia, nonostante la Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità (ratificata dall’Italia con la Legge dello Stato 18/09) annoveri «la parità tra uomini e donne» tra i suoi principi generali (articolo 3, lettera g).

Ma la variabile del genere incide in ugual modo in tutti gli àmbiti della vita, o ve ne sono alcuni che richiedono maggiore attenzione? Ana Peláez Narváez, presidente del Comitato delle Donne del Forum Europeo sulla Disabilità, nell’introduzione al già citato Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea, rileva che «i pochi studi effettuati sinora nel campo della disabilità suggeriscono che la salute, la violenza, l’abuso ed i diritti sessuali e riproduttivi, tra gli altri, sono le aree che dovrebbero essere trattate separatamente e dovrebbero prendere in considerazione le rispettive esigenze e richieste espresse da uomini e donne» (pagina 13 del Manifesto, grassetti nostri nella citazione).

Simboli dei semafori con omini donna e uomo

Per mostrare anche graficamente che una città è accogliente sia con gli uomini che con le donne, a Berlino ed in diversi altri centri europei, già da qualche tempo il famoso omino dei semafori è stato affiancato da un’analoga figura femminile

Per trovare qualche indicazione specifica sulla situazione italiana, invece, possiamo fare riferimento alle Osservazioni Conclusive al primo Rapporto Ufficialedell’Italia sull’attuazione dei princìpi e delle disposizioni contenute nella Convenzione ONU, Osservazioni elaborate dal Comitato ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità nel 2016.
Il Comitato, dopo avere espresso preoccupazione per la mancanza nel nostro Paese di una sistematica integrazione delle donne e delle ragazze con disabilità nelle iniziative per la parità di genere, così come in quelle riguardanti la condizione di disabilità, e dopo aver raccomandato un’inversione di rotta al riguardo (punti 13 e 14), ha rilevato che le donne con disabilità italiane sono maggiormente discriminate nelle campagne di comunicazione di massa, nella violenza contro le donne, nella mancanza di accessibilità fisica e delle informazioni relative ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva, e a livello occupazionale.

Quali conseguenze comporta dunque non considerare la variabile del genere nell’approccio alla disabilità? Comporta che le esigenze specifiche delle donne con disabilità – non essendo espresse e rilevate – ben difficilmente troveranno una risposta.
Comporta anche che la discriminazione multipla che scaturisce dall’intersezione del genere con la disabilità rimarrà inalterata, e non potremmo dire di non avere avuto un ruolo nella realizzazione di questo scenario.
Per tutti questi motivi è importante imparare a prestare attenzione alle interazioni tra il genere e la disabilità, e continuare a farlo sino a quando l’accostamento diventerà spontaneo come associare un cielo terso a una bella giornata, il miele alle api, il fischio di un treno all’idea di viaggio.

*Brunella Casalini, professore associato del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Firenze, scrive in proposito: «La paura di una parte del femminismo è che l’assistente sessuale finisca per essere un’altra figura femminile votata al dono di sé e sfruttata in vista della soddisfazione del piacere maschile. Una paura comprensibile, che non può essere sottovalutata vista la difficoltà che la società continua ad avere ad accettare e a non giudicare negativamente il fatto che una donna, ancor più se disabile, possa avere desideri sessuali e una vita sessuale attiva, al di fuori di una relazione stabile. Nei Paesi dove la prostituzione è riconosciuta come lavoro, esistono sia assistenti sessuali donne che assistenti sessuali maschi che esercitano con donne e con uomini, indipendentemente dal loro orientamento sessuale; tuttavia, è vero che la domanda continua ad essere prevalentemente maschile» (Brunella Casalini, Disabilità, immaginazione e cittadinanza sessuale, in «Etica e politica», n. 2, 2013, pagina 308).

di Simona Lancioni SUPERANDO

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CILENTO NEWS AGROPOLI,L’AMMINISTRAZIONE COSTRETTA A METTERE A PAGAMENTO L’AREA FRANCA DEI PONTILI,QUALCUNO FITTAVA IN NERO

17 Maggio 2017, 10:12am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA E’ di ieri la delibera della giunta comunale di Agropoli guidata da Franco Alfieri che mette a pagamento i posteggi delle barche nella zona cosiddetta franca per quelle imbarcazioni  ormeggiate  in quell’area che va dalla vecchia banchina al primo pontile. La proposta dell’assessore La Porta è stata,spiegano dal municipio,un atto dovuto perchè c’era qualcuno che abusivamente fittava a nero i posti barca resi disponibili. La delibera si chiama testualmente “ormeggio banchina di riva-tariffe” ed è la numero 154 del 15/05/2017.I prezzi praticati sono bassissimi ma ora sembra che sia tutto regolamentato.Ma chi era che il presunto abusivo che praticava a nero  quindi in maniera illegale questa attività?E come mai l’opposizione pubblicamente non ha mai denunciato il tutto,vero Abate e Caccamo? E’ evidente che ci sono testimonianze e prove pronte ad essere impugnate dall’amministrazione comunale ed eventualmente anche portate alla conoscenza della capitaneria di porto.La cosa finirà in procura?

AGROPOLINEWS

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CAPRI NEWS La denuncia dell'Arcigay Napoli: "Dipendente di un hotel di Capri offeso ripetutamente dal capo perché omosessuale". Il direttore respinge le accuse: "Non giudichiamo le persone dal loro orientamento sessuale"

17 Maggio 2017, 10:09am

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fotoINSERITO DA MICHELE PAPPACODA 17/05/2017 - Presunto caso di omofobia a Capri. Vittima un ragazzo di 19 anni, cameriere di un noto albergo dell'isola. La notizia diffusa da Arcigay Napoli è rimbalzata su numerosi giornali e siti di informazione on line. "Tramite lo sportello legale di Arcigay Napoli veniamo a conoscenza di uno sconcertante caso di omofobia avvenuto a Capri ai danni di un 19enne", scrive l'associazione aggiungendo che il giovane dipendente sarebbe stato "più volte schernito con epiteti omofobi dal direttore" dell'hotel "prima, durante e dopo lo svolgimento delle sue mansioni di cameriere". 
"Il ragazzo, offeso e turbato, si è rivolto alla nostra associazione. Alla formale richiesta di una presa di distanza e di fornire una propria versione dei fatti avanzata alla proprietà dell’albergo non c’è stata alcuna risposta", continua l'Arcigay. 
“Un episodio grave che non rimarrà impunito – dichiara l’avvocato Salvatore Simioli, responsabile dello sportello legale di Arcigay Napoli – non è stata ancora varata una legge nazionale contro l’omofobia ma l’ordinamento già prevede strumenti legali a tutela dei lavoratori discriminati per il loro orientamento sessuale. Invito quindi chi è stato oggetto di discriminazioni a denunciare e a chiedere assistenza legale”. 
“È incredibile – dichiara Antonello Sannino, Presidente di Arcigay di Napoli – che in un albergo a quattro stelle di Capri, luogo deputato all’accoglienza e all’eccellenza, possa regnare indisturbata l’omofobia”. 
 Immediata la replica del direttore della struttura che, all'edizione on line del quotidiano La Repubblica, respinge le accuse e spiega: "Non giudichiamo le persone dal loro orientamento sessuale, il nostro è peraltro un hotel gay-friendly. Il ragazzo in questione non aveva il profilo professionale giusto per lavorare qui, ma non certo perché omosessuale".

http://www.caprinews.it/leggi1.asp?cod=8368

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VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate, pregiudicata ruba smartphone in una scuola d’infanzia

17 Maggio 2017, 10:01am

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VELASCA VIMERCATE NEWS Vimercate, pregiudicata ruba smartphone in una scuola d’infanzia

INSERITO DA MORENA MOTTA Arrestata a Vimercate ladra di cellulari. Lunedì 16 maggio verso le 18,30, una donna residente a Monza, nullafacente, pregiudicata, è riuscita ad approfittare di un momento di distrazione del personale della scuola d’infanzia San Giuseppe di Vimercate per introdursi all’interno del plesso. Una volta dentro, si è infialata in un ufficio e ha iniziato a rovistare nelle borse delle coordinatrici scolastiche.

La ricerca è terminata quando ha trovato un cellulare: se lo è infilato in tasche e ha cercato di andarsene. Tuttavia, è stata notata e bloccata. Sul posto sono arrivati i carabinieri di Vimercate che, dopo avere recuperati lo smartphone, lo hanno restituito alla titolare. La ladra, invece, è stata messa agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima (condannata all’obbligo di firma in caserma)

Di   https://www.mbnews.it/2017/05/vimercate-pregiudicata-ruba-smartphone-in-una-scuola-dinfanzia/

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MONZA E BRIANZA NEWS Boxer scappa da casa e aggredisce una donna: 167 euro di multa

17 Maggio 2017, 09:55am

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MONZA E BRIANZA NEWS Boxer scappa da casa e aggredisce una donna: 167 euro di multa

INSERITO DA MORENA MOTTA Boxer esce dal giardino e aggredisce due cagnolini e la padrona: la Polizia Locale interviene. Per fortuna nessun ferito grave ma tanta, tantissima paura. Domenica 14 maggio, in via della Boscherona a Monza, un piccolo barboncino e un chihuahua sono stati aggrediti da un cane di razza Boxer scappato da una abitazione non troppo distante. I due animali di piccola taglia si trovavano al guinzaglio con la loro padrona che, per salvare i suoi amici a quattro zampe, è intervenuta proteggendoli con il suo corpo. La donna ha riportato alcune ferite al petto fortunatamente non gravi.  Dopo lo scontro il boxer è tornato presso l’abitazione dal quale era fuggito. Gli agenti della Polizia Locale, intervenuti in seguito alla segnalazione, si sono così recati dal proprietario dell’animale. In casa un uomo che ha dichiarato di tenere il cane per conto di un amico e di fargli un favore momentaneo. I vigili lo hanno comunque sanzionato con 167 euro di multa per malgoverno di animali.

Ora rischia una denuncia da parte della donna aggredita. 

VALENTINO VITAGLIANO https://www.mbnews.it/2017/05/boxer-scappa-da-casa-e-aggredisce-una-donna-167-euro-di-multa/

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Coppa Italia: Juventus Lazio Tecnico: "Lazio viene da annata super". Dybala resta in dubbio

17 Maggio 2017, 09:52am

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE Coppa Italia: Juventus Lazio Tecnico: "Lazio viene da annata super". Dybala resta in dubbio

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "Da domani inizia una mini stagione di 15-20 giorni in cui ci giochiamo tutto. È arrivato il tempo di cominciare a raccogliere". Massimiliano Allegri carica la Juventus in vista della finale di Coppa Italia con la Lazio che mette in palio il primo trofeo da conquistare per centrare a fine anno uno storico 'triplete'. I bianconeri tornano domani all'Olimpico dopo il ko con la Roma consapevoli stavolta di non poter sbagliare. "È una finale secca, non c'è rivincita" sottolinea Allegri, fiducioso nel riscatto della sua squadra: "Il calo di domenica capita in una stagione, c'è stata una diversa attenzione rispetto al solito e a fare la differenza sono stati i dettagli che poi sono quelli che ti fanno vincere o perdere. Serve quindi il giusto atteggiamento, ma sicuramente la Juve domani farà una partita molto attenta. Sono ottimista, poi questo non vuol dire che vinciamo". I dubbi riguardano anche le scelte di formazione, con Mandzukic e Dybala in dubbio fino all'ultimo."Devo valutarli entrambi, anche se Paulo è rientrato con la Roma, ma devo essere sicuro di non fargli rischiare niente - spiega l'allenatore, che già deve rinunciare allo squalificato Pjanic e all'indisponibile Khedira -. Gli altri stanno tutti bene quindi sicuramente undici che faranno la prestazione giusta ci saranno". Rispetto alla Roma torneranno dal primo minuto sulle fasce Dani Alves e Alex Sandro, mentre Rincon e Lemina si giocheranno il posto al fianco di Marchisio, col primo leggermente favorito. "Sono giorni questi in cui non bisogna pensare, c'è solo da fare. Non c'è più tempo da perdere, dobbiamo cercare di battere la Lazio e poi domenica il Crotone, da qui non si scappa. Tecnica e tattica contano poco adesso, quello che serve è avere la giusta carica di energia a livello mentale" aggiunge quindi Allegri, mettendo in guardia i suoi dalle insidie della sfida: "Affronteremo una Lazio che ha fatto un'annata straordinaria e quindi dovremo essere molto bravi. Hanno un'ottima rosa, giovane e di qualità. A Inzaghi poi vanno fatti i complimenti per quello che ha fatto al primo anno di Serie A. È molto sveglio, farà molta strada". 

ANSA

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SEZ. POLITICA Consip: Renzi e la telefonata al padre. Ex premier: "Pubblicazione vergognosa". Violazione di segreto istruttorio, Orlando avvia verifiche M5s all'attacco, è cricca

17 Maggio 2017, 09:49am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA Consip: Renzi e la telefonata al padre. Ex premier: "Pubblicazione vergognosa". Violazione di segreto istruttorio, Orlando avvia verifiche M5s all'attacco, è cricca

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il ministro della giustizia Andrea Orlando, tramite l'ispettorato generale, ha avviato accertamenti preliminari presso gli uffici interessati in relazione all'avvenuta pubblicazione del contenuto delle intercettazioni, relative al dialogo tra Matteo Renzi e suo padre, disposte nel corso delle indagini Consip.

"Sono 20 anni che c'è il malcostume di pubblicare le intercettazioni anche irrilevanti, è vergognoso ma io lascio al codice deontologico dei giornalisti, sono sostenitore del lavoro dei giornalisti ma io non chiedo alcunchè", ha detto Matteo Renzi durante la diretta fb. "Qualcuno viola la legge e non siamo noi", ha aggiunto.

"Il Fatto pubblica con grande enfasi delle intercettazioni tra me e mio padre. Nel merito ribadiscono la mia serietà visto che quando scoppia lo scandalo Consip chiamo mio padre per dirgli: 'Babbo, questo non è un gioco, devi dire la verità, solo la verità'". Lo scrive su Fb Matteo Renzi.  "Politicamente le intercettazioni mi fanno un regalo. La pubblicazione è come sempre illegittima. Ma non ho alcun titolo per lamentarmi: non sono il primo a passare da questa gogna mediatica. Anzi: ad altri è andata peggio. Qualcuno si è tolto la vita, qualcuno ci ha rimesso il lavoro".

La procura di Roma ha aperto un fascicolo per violazione del segreto istruttorio e per pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale in relazione alla intercettazione della telefonata.

"Chi ha sbagliato - scrive Renzi - pagherà fino all'ultimo centesimo, comunque si chiami. Spero che valga anche per chi - tra i giornalisti - ha scambiato la ricerca della verità con una caccia all'uomo che lascia senza parole". "Possono costruire scandali o pubblicare prove false quanto vogliono. Noi crediamo nella giustizia. Ci fidiamo delle istituzioni italiane".

L'INTERCETTAZIONE

"Babbo devi dire tutta la verità ai magistrati": così Il Fatto quotidiano riporta un'intercettazione del 2 marzo di quest'anno tra Matteo Renzi e il padre Tiziano, alla vigilia della convocazione di quest'ultimo in procura, nell'ambito della vicenda Consip. Il brogliaccio è riportato nel libro del giornalista Marco Lillo 'Di padre in figlio'.

"E' una cosa molto seria", afferma l'ex premier, secondo quanto ricostruito da Lillo: "Devi ricordarti tutti gli incontri e i luoghi, non è più la questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje".

E ancora: "Devi dire nomi e cognomi", "Mazzei è l'unico che conosco anche io". "È vero che hai fatto una cena con Romeo?", è la domanda dell'ex premier.

E i carabinieri - riporta il quotidiano - annotano: "Tiziano dice di no e che le cene se le ricorda ma i bar no". Quindi Matteo Renzi: "Non ti credo e devi immaginarti cosa può pensare il magistrato". E ancora: "Andrai a processo, ci vorranno tre anni e io lascerò le primarie", "non puoi dire bugie o non mi ricordo e devi ricordarti che non è un gioco".

M5s all'attacco, è cricca -  "Ci sono troppi aspetti opachi poi rispetto agli incontri di Tiziano Renzi con Alfredo Romeo e Carlo Russo a Roma. Si parla di bettole, ristoranti e bar: uno spaccato inquietante che fa comprendere di che pasta è fatto il Giglio magico. Lo stesso gruppo di potere che faceva pressione sul governatore della Puglia Emiliano per fissare un incontro con Carlo Russo. Questa cricca sta continuando a danneggiare le istituzioni e, soprattutto, i cittadini: da banca Etruria a Consip, passando per le macerie in cui sta abbandonando il Paese". Lo dicono i capigruppo M5s Roberto Fico e Carlo Martelli.

"Matteo Renzi e Maria Elena Boschi sono due bugiardi. Le due facce dello stesso governo bugiardo che ha mentito agli italiani per proteggere gli affari di famiglia". Lo scrive su Facebook Luigi Di Maio (M5s). "Hanno infettato le istituzioni con la menzogna. Dobbiamo fare di tutto per liberare le istituzioni dalla malattia del "renzismo". Organizziamoci e cacciamoli via", aggiunge il deputato facendo riferimento al caso Consip.

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