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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ecco cosa richia chi non paga il bollo auto

1 Marzo 2017, 10:59am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Ecco cosa richia chi non paga il bollo auto

DI MORENA MOTTA 01/03/2017 - Brutte notizie per chi non paga il bollo auto: oltre alle sanzioni fiscali, si rischia anche il fermo amministrativo. Di conseguenza, se il proprietario del veicolo non versa subito l'importo per cui è moroso o non ne chiede la dilazione, non può neanche circolare. Inoltre, ricorda il portale 'laleggepertutti.it', in caso di mancato pagamento del bollo auto per oltre tre anni di seguito si rischia anche la radiazione dal Pra del veicolo. La radiazione dell'auto dal Pubblico registro automobilistico è sicuramente la sanzione più grave per chi non paga il bollo auto. Ma ci sono anche le tipiche sanzioni previste per l'evasione fiscale, che hanno effetto sul portafogli e non solo. Il ritardo nel pagamento del bollo comporta delle sanzioni variabili a seconda del momento in cui interviene l'adempimento. Grazie al nuovo ravvedimento operoso è possibile contenere i danni se il versamento dell'imposta avviene entro un anno. In particolare, se si paga nei primi 14 giorni la sanzione è dello 0,1% dell'imposta evasa per ogni giorno di ritardo; se si paga dal 15esimo al 30esimo giorno, la sanzione si riduce invece a 1/10 dell'imposta evasa; se si paga dal 30esimo al 90esimo la sanzione è pari al 1,67% dell'imposta evasa; se si paga dal 90esimo giorno fino a un anno, la sanzione è pari al 3,75%; se si paga dopo un anno non si può più usufruire del ravvedimento operoso e si applica una sanzione pari al 30% dell’imposta evasa oltre agli interessi dello 0,5% per ogni sei mesi di ritardo.Se il pagamento del bollo auto non interviene in questi termini, la regione deve inviare un avviso di pagamento entro massimo tre anni (decorrenti dall'1 gennaio dell'anno successivo a quello in cui doveva avvenire il versamento). Scaduto tale termine, il bollo auto cade in prescrizione e nulla è più dovuto. Se interviene tale richiesta di pagamento, la somma viene iscritta a ruolo e comunicata all'Agente della riscossione (Equitalia o, dall'1 luglio 2017, l'Agenzia delle Entrate-Riscossione). Quest'ultimo deve notificare la cartella esattoriale entro massimo due anni, altrimenti si verifica la decadenza del bollo auto e, anche in questa ipotesi, nulla è più dovuto dal contribuente. Una volta notificata la cartella di pagamento, è necessario che l’Agente della riscossione notifichi un pignoramento o un sollecito di pagamento entro altri 3 anni (anche questi a decorrere dall'1 gennaio dell'anno successivo), altrimenti si forma la prescrizione. La prescrizione di tre anni del bollo auto è uguale in tutte le regioni, non potendo queste regolamentare in modo diverso l'imposta, tantomeno i termini di pagamento, di prescrizione o di decadenza. L'Agente della Riscossione notificherà con raccomandata a.r. una cartella esattoriale. Se questa non arriva nei termini di prescrizione e/o di decadenza che abbiamo illustrato prima, il contribuente è libero da ogni pretesa tributaria. Se dopo 60 giorni dalla notifica della cartella di pagamento il contribuente non paga, possono scattare una serie di conseguenze.Innanzitutto, la più frequente è il blocco auto o anche detto fermo amministrativo (o ancora ganasce fiscali). Esso comporta il divieto di circolazione: diversamente si compie reato. Prima del fermo è dovuto un preavviso di 30 giorni prima durante i quali l'automobilista può dimostrare all'Agente della riscossione di essere un professionista o un imprenditore e che l'auto gli serve per il lavoro: in tal caso il fermo non può essere apposto. Inviato il preavviso, l'Agente della riscossione può apporre il fermo direttamente, senza ulteriori comunicazioni. Durante il fermo non si può circolare, ma non è dovuto il pagamento del bollo auto. Se però la macchina viene parcheggiata su una strada pubblica e non in un garage bisogna regolarizzare l'assicurazione. L'auto con il fermo si può vendere, ma il nuovo titolare l'acquista con tutto il fermo. Si può tornare a circolare se si chiede una dilazione di pagamento della cartella esattoriale. In tal caso, dimostrando il versamento della prima rata all'esattore, questo rilascia una quietanza che va comunicata al Pra il quale dispone la sospensione del fermo. La definitiva cancellazione del blocco auto avverrà solo a rateazione ultimata.La seconda conseguenza del mancato pagamento della cartella esattoriale per bollo auto è la radiazione dal Pra. Anche in questo caso, chi non paga il bollo auto rischia di non poter più circolare con la propria macchina. La terza conseguenza del mancato pagamento della cartella esattoriale per bollo auto è il pignoramento. Il contribuente rischia il blocco del conto corrente, della pensione o dello stipendio. È impossibile l'ipoteca della casa (che scatta solo per debiti da 20mila euro in su) o, a maggior ragione, il pignoramento della casa stessa (che scatta solo per debiti da 120mila euro in su). Il pignoramento del conto corrente è possibile su tutte le somme ivi depositate. Se però si tratta di un conto su cui viene accreditato lo stipendio di lavoro dipendente o la pensione, il pignoramento del conto scatta solo sulle somme superiori al triplo dell'assegno sociale (1.344,32 euro) e, per i successivi accrediti dello stipendio o della pensione, fino a massimo un quinto degli stessi. Il pignoramento dello stipendio dal datore di lavoro è possibile solo entro massimo un quinto., mentre quello della pensione presso l'Inps è possibile solo entro massimo un quinto e tolto prima il minimo vitale (pari a 672,10 euro).

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NEWS ITALIA E DAL MODO Incendio in unʼabitazione nel pistoiese, muore una 92enne, salva la badante. Le fiamme si sarebbero sprigionate da una termocoperta

1 Marzo 2017, 10:57am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MODO Incendio in unʼabitazione nel pistoiese, muore una 92enne, salva la badante. Le fiamme si sarebbero sprigionate da una termocoperta

DI MORENA MOTTA 01/03/2017 - Una donna di 92 anni è morta ieri notte in un incendio scoppiato nella sua abitazione di Agliana (Pistoia). Al piano superiore dormiva la badante, di origine romena, che è riuscita a mettersi in salvo calandosi dal terrazzo, aiutata da alcuni vicini. Gli stessi vicini hanno dato l'allarme ai vigili del fuoco, che sono intervenuti sul posto con 9 unità e 3 mezzi. La badante è rimasta intossicata dal fumo e quindi trasportata all'ospedale San Jacopo di Pistoia, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. Sul corpo della 92enne sarà disposta l'autopsia, anche se le cause dell'incendio sembrano ormai chiare: le fiamme sarebbero partite dalla termocoperta e si sarebbero quindi propagate a tutto l'arredamento della camera. La casa è stata dichiarata inagibile, ma non è stata posta sotto sequestro.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS LOTTA ALLA LUDOPATIA MINORILE CONTROLLI A TAPPETO VIDEO

1 Marzo 2017, 10:54am

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SALERNO E PROVINCIA NEWS LOTTA ALLA LUDOPATIA MINORILE  CONTROLLI A TAPPETO VIDEO

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel corso di un’attività mirata al contrasto della ludopatia minorile, eseguita in tutto il territorio dell’agro nocerino-sarnese, la Guardia di Finanza ha sanzionato tre gestori per aver violato quanto disposto dal “Decreto Balduzzi”, avendo consentito l’ingresso di minori all’interno dei centri scommesse da loro gestiti. In nessuno dei casi i diversi gestori avrebbero dovuto avere dubbi sulla minore età dei giovanissimi scommettitori, in quanto sempre minori di anni 15. Per i proprietari delle agenzie di raccolta delle scommesse sono scattate le sanzioni previste dalla normativa vigente che vanno da un minimo di 5.000 ad un massimo di 20.000 euro. La Campania, purtroppo, presenta il maggior numero di adolescenti coinvolti nell’azzardo, con una percentuale del 57% che la colloca al primo posto della graduatoria nazionale.

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SEZ. RICETTE RISOTTO ALLA PESCATORA A CURA DI MICHELE PAPPACODA

1 Marzo 2017, 10:52am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE RISOTTO ALLA PESCATORA A CURA DI MICHELE PAPPACODA
A CURA DI MICHELE PAPPACODA Il risotto alla pescatora, così come gli spaghetti alla pescatora, rappresentano un vero e proprio caposaldo della cucina italiana. Una pietanza deliziosa che a tavola avrà il facile consenso di tutti i commensali.

Per essere preparato a regola d'arte, questo primo a base di cozze, seppioline e gamberi, necessita di un po' di tempo e di un po' di pazienza, a meno che non si decida di utilizzare la pentola a pressione, procedimento che vi consigliamo in questa ricetta.

Per la sua realizzazione è necessario il brodo di pesce, l'unico capace di dare a questo risotto quel gusto raffinato e inconfondibile che lo contraddistingue.

Quello che preparerete oggi sarà un piatto dall'intenso e avvolgente profumo di mare, perfetto decorato con crostini di pane fritto. Dalla consistenza cremosa, il risotto alla pescatora verrà reso ulteriormente delicato dalla presenza del Burro Santa Lucia. 
 

PREPARAZIONE:

Per realizzare il risotto alla pescatora dovete prima di tutto sciacquare e pulire tutto il pesce in acqua corrente.

Quindi, nella pentola a pressione fatelo rosolare nell'olio extravergine d'oliva e nel Burro Santa Lucia insieme ad aglio, prezzemolo e cipolla. Una volta che il pesce sarà rosolato, versate il vino bianco. Dopodiché, lasciate evaporare il tutto.

A questo punto, unite anche i pomodori e fate cuocere per 10 minuti nella pentola senza coperchio.

Trascorso il tempo indicato, aggiustate di sale, unite il riso, il brodo di pesce caldo e una punta di peperoncino (se lo preferite, usate un po' di pepe). Rimestate con cura il tutto e chiudete la pentola. Appena sentirete il suo sibilo abbassate il fuoco e proseguite la cottura del vostro risotto alla pescatora ancora per 8 minuti. Infine, servitelo.

Consigli: se volete aggiungete le vongole, potete farlo sostituendole a una parte delle cozze.

 

CURIOSITÀ:

Il risotto alla pescatora è il re dei risotti a base di pesce. Un primo piatto classico della tradizione gastronomica italiana, preparato perlopiù con frutti di mare, solitamente saltati in padella.

Una pietanza profumata, che tra gli ingredienti annovera a volte la presenza di alcuni cucchiai di pomodoro e quella di qualche mestolo di brodo di pesce.

Le varianti regionali di questa ricetta sono diverse e tutte molto gustose. La pietanza, caratterizzata da un intenso sapore di mare, è a base di pesce fresco: crostacei, mitili, vongole molluschi e chi più ne ha più ne metta.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Le Malattie Rare tra le prime cause di sordocecità e pluriminorazione

1 Marzo 2017, 10:48am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Le Malattie Rare tra le prime cause di sordocecità e pluriminorazione

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sono quanto mai significativi i dati presentati dalla Lega del Filo d’Oro – organizzazione impegnata da più di cinquant’anni sul fronte della sordocecità – in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Rare di oggi, 28 febbraio, incentrata – come abbiamo ampiamente riferito in altra parte del giornale – sul tema Con la ricerca le possibilità sono infinite.
Nel 2016, infatti delle 291 persone trattate dalla stessa Lega del Filo d’Oro al proprio Centro Nazionale di Osimo (Ancona), il 34% era affetto da Malattie Rare (il 29% era nato prematuro e il 37% presentava altre patologie), di cui oltre il 60% aveva un’età compresa tra i 5 e i 18 anni, l’11% tra 0 e 4 anni e poco meno del 20% erano adulti con un’età superiore ai 26 anni.
«Le Malattie Rare – ricordano dalla Lega del Filo d’Oro – hanno nomi difficili, colpiscono circa un nato su 2.000, non esistono sufficienti studi clinici, presentano caratteristiche particolari e sono tra le prime cause di sordocecità e pluriminorazioni psicosensoriali. Nel loro insieme, per altro, si tratta di patologie molto numerose: l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima infatti che ne esistano tra 6.000 e 7.000 e che colpiscano complessivamente circa il 3% della popolazione, per un totale che viene stimato tra i 27 e i 36 milioni di persone coinvolte nella sola Unione Europea (circa un milione e 200.000 in Italia)».

Le malattie riscontrate in particolare tra le persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali sono la sindrome di Charge, di cui la Lega del Filo d’Oro è il punto di riferimento nel nostro Paese, anomalia congenita rara che può colpire diverse parti del corpo e coinvolgere, oltre alla struttura oculare e dell’orecchio, il cuore, una o entrambe le cavità nasali, gli organi genitali e causare inoltre un ritardo nella crescita e nello sviluppo e la sindrome di Usher, malattia congenita a causa della quale chi ne è colpito nasce con disabilità uditiva e perde la vista successivamente, per un deterioramento della retina, ben noto come retinite pigmentosa.
Patologie che, com’è ben comprensibile, incidono fortemente sulla qualità di vita sia di chi ne soffre, sia dell’intero nucleo familiare.
«Non esistendo un approccio riabilitativo standard a questi tipi di disabilità – spiegano ancora dall’organizzazione marchigiana – la nostra équipe è impegnata a costruirlo di volta in volta, a seconda dell’utente che arriva al Centro, del grado e della combinazione delle minorazioni, del momento e delle cause della loro insorgenza e anche dell’ambiente socio-familiare. Così per ognuno, dopo un’approfondita analisi delle abilità residue e delle cause principali di sordocecità e pluriminorazioni psicosensoriali, viene messo a punto un piano di intervento riabilitativo personalizzato, attuato sempre con il coinvolgimento delle famiglie, delle istituzioni e dei territori: solo in questo modo, infatti, crediamo si possa realizzare pienamente il reinserimento nella società».

«È importante – dichiara Patrizia Ceccarani, direttore tecnico scientifico della Lega del Filo d’Oro – che attorno ai genitori di bambini affetti da sindromi rare ci sia una rete di professionisti e persone dal volto amico che offrano accoglienza e sostegno, anche perché la famiglia, insieme alla guida di esperti, è cruciale per lo sviluppo di un bambino affetto da queste malattie; pertanto, quando un genitore riesce a comprendere le difficoltà del figlio, si trova nella condizione migliore per prendersene cura e facilitare lo sviluppo delle sue potenzialità».
Un altro elemento certamente decisivo è l’intervento precoce, entro il primo anno di vita, o comunque appena viene raggiunta una diagnosi certa. «Nell’intervento precoce – annota ancora Ceccarani – si cerca di far utilizzare al meglio le risorse residue e di sviluppare strategie alternative. La presa in carico è globale, mirata a far acquisire al piccolo la comunicazione, l’utilizzo dei residui visivi o uditivi e degli altri sensi, lo sviluppo delle abilità motorie, psicomotorie e cognitive, le autonomie personali e il gioco».

Ma quali comportamenti comunicativi possiedono i bimbi con tali problematiche? Come si può sollecitarne l’espressione di bisogni e desideri e in che misura potranno partecipare attivamente e in modo autonomo alla vita sociale? «Sono queste le domande – conclude Ceccarani – a cui risponde il nostro team composto da insegnanti, educatori, operatori e terapisti, che lavorano in modo interdisciplinare, sviluppando trattamenti educativo-riabilitativi personalizzati portati avanti in varie aree e integrati con sedute di fisiochinesiterapia, idrochinesiterapia, musicoterapia, logopedia, deglutologia, orientamento e mobilità. Di volta in volta, infatti, individuiamo per ogni ospite la terapia più adeguata e il linguaggio più adatto, al fine di penetrare quel muro fatto di buio e silenzio in cui vivono le persone sordocieche. Inoltre, da piùdi vent’anni il nostro Comitato Tecnico Scientifico ed Etico svolge un’intensa attività di ricerca riabilitativa, per valutare gli interventi più efficaci da mettere in atto». (S.B.)

SUPERANDO

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Castellammare - 'Indesiderato' da Fincantieri, dopo 3 anni cerca ancora risposte

1 Marzo 2017, 10:42am

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE NEWS Castellammare - 'Indesiderato' da Fincantieri, dopo 3 anni cerca ancora risposte

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Non si dà pace Andrea Lambiase, ex operaio di una ditta dell’indotto Fincantieri al quale 3 anni fa fu impedito l’accesso al cantiere stabiese perché “indesiderato”. Senza apparentemente fornire spiegazioni, a lui e ad altri suoi colleghi, fu affibbiata tale etichetta. Una decisione presa nell’ambito di un’operazione di “pulizia” che l’azienda di Trieste mise in atto in quel periodo anche a seguito di alcune indagini delle forze dell’ordine che hanno poi portato all’arresto di alcuni sindacalisti. Per loro l’accusa è di minacce e ritorsioni ad imprenditori per assicurarsi posti di lavori. Ma questa è un’altra storia. In questo caso stiamo parlando di un uomo che non risulterebbe coinvolto in alcun procedimento o indagine, almeno per quello che p dato sapere, a lui come al suo legale che lo sta seguendo in questa vicenda. E quindi, perché a Lambiase non è stato più consentito di lavorare in Fincantieri ? Una domanda a cui sta cercando di avere delle risposte, e lo ha fatto in tutti i modi: protestando, appellandosi alle istituzioni ed alla legge. Ma fino ad ora non ha ricevuto alcuna risposta.

«Era l'anno 2014 – ricorda Lambiase - quando una mattina come tante altre stavo marcando il cartellino per entrare nel cantiere navale della nostra città, quando nel beggiare mi resi conto che non era come sempre , visto che erano ben vent'anni che facevo quella manovra ogni mattina. Quando chiesi spiegazioni di cosa significasse quella scritta rossa "indesiderato". Rimasi sgomento, senza sapere il perchè, dopodichè mi rivolsi a chi di competenza per esigere spiegazioni cioè all'allora commissario Giancarlo Arancio che però rifiutò il colloquio. Allorchè decisi di protestare all'entrata del cantiere, tra l'indifferenza degli altri operai.A un certo punto intervennero le forze dell'ordine che vista la mia protesta mi consigliarono di rivolgermi ad un avvocato. Ascoltai questo consiglio e nominai l'avvocato Ascione Catello per le mie dovute spiegazioni , quindi l'avvocato mandò una raccomandata con ricevuta di ritorno alla spett. Fincantieri e la risposta fu che non erano tenuti a dare nessuna spiegazione e tantomeno la motivazione per la quale ero indesiderato. Ora mi chiedo: se un uomo che ha sempre svolto il suo dovere minuziosamente e non solo nel cantiere navale stabiese ma in tutti quelli esistenti in Italia, cosa deve fare per avere almeno la soddisfazione di sapere il perchè di questo gesto ignobile che ormai non mi fa più dormire la notte, oltre al danno che non ho più un lavoro. Sono rammaricato per quello che può pensare la popolazione stabiese sul mio conto, ne va della mia dignità, essendo un volontario operativo per la salvaguardia della città. Ho cercato aiuto anche alle istituzioni ma senza ottenere risultati. Però vorrei far sapere a chi di competenza che se anche non devo mettere più piede nella Fincantieri andrò avanti per ottenere almeno una risposta. Non perderò mai la speranza, la speranza di una persona innocente».

In tutto questo periodo, come lui stesso a ricordato, non si è però fermato. Anche perché ha una famiglia da portare avanti. Si è attivato in operazioni di volontariato nonché in piccoli lavori di manutenzione per conto del comune di Castellammare di Stabia. Però il suo pensiero va sempre a Fincantieri ed a quella etichetta di “indesiderato” che proprio non gli va giù. Vuole chiarezza, vuole sapere. E noi crediamo che una risposta gli sia dovuta.

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CAPRI NEWS Nuove metodologie di potatura: ad Anacapri esperti a confronto con gli olivicoltori locali dell'Oro di Capri

1 Marzo 2017, 10:39am

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fotoINSERITO DA MORENA MOTTA 01/03/2017 - Rispettando i tempi scanditi dall’orologio della natura, i soci dell’Oro di Capri si sono riuniti nella Sala Video Wall del Centro Mario Cacace per apprendere le nozioni degli esperti e per confrontarsi sulle metodologie riguardanti la potatura: gli incontri, che si sono tenuti in quest’ ultimo weekend , sono iniziati con la lezione frontale di un esperto agronomo, il quale ha spiegato l’importanza di tale processo per la buona resa dell’olio. L’agronomo inoltre ha illustrato la specificità dell’ulivo caprese, dando consigli utili su come operare sia all’interno degli oliveti secolari che di quelli più giovani. 
Sono state spiegate le tempistiche della potatura, che deve avere cadenza annuale per permettere agli olivi di fruttificare al meglio, ed inoltre sono stati elencati i metodi meno invasivi per effettuare le diverse procedure. Al termine del primo incontro sono stati annunciati i prossimi step, come il controllo della mosca, il micidiale nemico dell’ulivo, un parassita che viene tenuto a bada con accorgimenti tradizionali come le famose trappole con la torula o l’utilizzo del caolino. 
Nella seconda fase pratica, i soci dell’Oro di Capri, appassionati della cultura delle olive e custodi dell’habitat naturale, nonostante nella vita svolgano attività imprenditoriali in diversi ambiti, si sono cimentati in prima persona, sotto le direttive del coordinatore Carlo Lelj Garolla, nella difficile “arte” della potatura. 
Una giornata a contatto con la natura per soci ed appassionati negli uliveti di Mesola, in un'atmosfera agreste, proprio in sintonia con quello che è lo spirito dell’associazione nata nel 2014, ovvero quello riportare in auge le antiche tradizioni isolane con la finalità di tutelare l’ambiente ed il paesaggio rurale caprese.

INFORMATORE POPOLARE CAPRI NEWS 

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CIOCIARIA NEWS Dj Fabo è morto. L’ultimo messaggio su Facebook

1 Marzo 2017, 10:35am

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CIOCIARIA NEWS Dj Fabo è morto. L’ultimo messaggio su Facebook

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Ieri mattinata l’ultimo audio di dj Fabo, al secolo Fabiano Antoniani, cieco e tetraplegico dal 2014 dopo un grave incidente stradale, pubblicato su Facebook: «Sono finalmente arrivato in Svizzera e ci sono arrivato, purtroppo, con le mie forze e non con l’aiuto del mio Stato. Volevo ringraziare una persona che ha potuto sollevarmi da questo inferno di dolore. Questa persona si chiama Marco Cappato e lo ringrazierò fino alla morte. Grazie Marco, grazie mille».

Ha scritto su Twitter il radicale Marco Cappato: «Fabo è morto alle 11.40. Ha scelto di andarsene rispettando le regole di un Paese che non è il suo», ed oggi su Facebook: «Alle 14.45 vado dai Carabinieri ad autodenunciarmi per l'”aiuto al suicidio” di Fabo».

SORA24

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CILENTO NEWS CANFORA, IN PIAZZA BOTTE DA ORBI

1 Marzo 2017, 10:33am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Probabilmente una donna è alla base dello scontro che è avvenuto nel pieno centro di Canfora, paesino dell’hinterland cilentano. Alcuni rumeni avrebbero agitato una rissa contro un italiano compagno di una rumena. La degenerazione della contesa ha causato non poca paura nel centro di Canfora solitamente molto tranquillo. I Carabinieri di Vallo della Lucania stanno effettuando le indagini a 360° per risalire ai responsabili.

AGROPOLINEWS

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Sfregiata con acido, revocato soggiorno a ex, indagato

1 Marzo 2017, 10:25am

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gessica-notaro-ringrazia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Revocata la carta di soggiorno a Edson ‘Eddy’ Tavares, il 29enne capoverdiano accusato di avere sfregiato con l’acido, il 10 gennaio a Rimini, la sua ex fidanzata Gessica Notaro, ancora ricoverata all’ospedale Bufalini di Cesena. Lo ha deciso il Questore Maurizio Improta: al termine della sua vicenda giudiziaria, comunque vada a finire, dovrà lasciare l’Italia. Un provvedimento ritenuto illegittimo e frettoloso dagli avvocati dell’uomo, che si dichiara innocente. Intanto Gessica continua la degenza, dopo il recente intervento chirurgico all’occhio sinistro colpito dall’acido e ora bendato, con le palpebre cucite per permetterne il recupero. Era stato ipotizzato che la giovane potesse partecipare l’8 marzo, festa della donna, ad un dibattito organizzato a Rimini, ma per il momento non sarà presente nè a quella nè ad altre iniziative pubbliche. A quell’evento potrebbe però far avere una sua testimonianza filmata.

TRCTELEMODENA

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