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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabilità intellettive: diritti umani e qualità della vita

12 Gennaio 2017, 11:29am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Disabilità intellettive: diritti umani e qualità della vita

INSERITO DA MICHELE PAAPACODA Organizzato dall’ANFFAS, si terrà il 2 e 3 dicembre a Rimini il convegno internazionale “Disabilità intellettive e del neurosviluppo: diritti umani e qualità della vita”, occasione molto importante, grazie anche alla presenza di autorevoli esperti del settore, a livello nazionale e internazionale, per riflettere sulla situazione attuale e proporre soluzioni innovative, con particolare attenzione ai diritti umani e alla qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie nell’intero ciclo di vita

Soci dell'ANFFAS a una manifestazione di protesta

Soci dell’ANFFAS a una manifestazione di protesta

Organizzato dall’ANFFAS(Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale), in collaborazione con il Consorzio degli Autonomi Enti a Marchio ANFFAS La Rosa Blu, è in programma per il 2 e 3 dicembre al Palacongressi di Rimini il convegno internazionale Disabilità intellettive e del neurosviluppo: diritti umani e qualità della vita, evento promosso in occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità del 3 dicembre.
«Grazie alla presenza dei maggiori esperti di livello nazionale e internazionale in materia di disabilità intellettive e del neurosviluppo – spiegano dall’ANFFAS – si tratterà di un’occasione unica e imperdibile per riflettere sulla situazione attuale, confrontarsi su buone prassi, proporre soluzioni innovative per il futuro, con particolare attenzione al tema dei diritti umani e della qualità di vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie nell’intero ciclo di vita. Tra i vari relatori, segnaliamo in particolare lo spagnolo Miguel Verdugo, docente di Psicologia della Disabilità presso l’Università di Salamanca, tra i maggiori esperti a livello mondiali in àmbito di disabilità intellettive e qualità della vita».

Saranno due le sessioni plenarie previste a Rimini, coordinate da Luigi Croce, presidente del Comitato Scientifico dell’ANFFAS, e ospiteranno tra gli altri gli interventi di Donata Vivanti, vicepresidente dell’EDF (European Disability Forum) e vicepresidente vicaria della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), Francesca Pasinelli, direttore generale della Fondazione Telethon, Claudia Claes dell’Università di Gent (Belgio), Carlo Francescutti, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico dell’Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità e Roberto Speziale, presidente nazionale dell’ANFFAS e vicepresidente della FISH.
Saranno invece ben sedici i worskhop di approfondimento tematico, dedicati via via ai seguenti temi: qualità della vita; inclusione scolastica e lavorativa; autodeterminazione e auto rappresentanza; età evolutiva e giovani famiglie; contesto familiare, autonomia e vita indipendente; “Durante” e “Dopo di Noi”; prospettiva inclusiva dei servizi; affettività e sessualità, invecchiamento; stili di vita e promozione della salute; ICF (la Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute elaborata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità); diritti umani e non discriminazione; disturbi dello spettro autistico; violenze e maltrattamenti. (S.B.)

SUPERANDO

Per approfondimenti consultare il sito dell’ANFFAS Nazionale allo spazio dedicato all’evento. Per ulteriori informazioni: Segreteria organizzativa del Consorzio La Rosa Blu (eventi@anffas.net); Area Relazioni Istituzionali, Advocacy e Comunicazione dell’ANNFAS Nazionale (comunicazione@anffas.net).

 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Trasporto pubblico: per aiutare chi non vede

12 Gennaio 2017, 11:28am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Trasporto pubblico: per aiutare chi non vede

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nel corso di un recente momento di confronto sul trasporto pubblico con GTT (Gruppo Torinese Trasporti), rivolto alle Associazioni che si occupano di disabilità visiva, l’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) del capoluogo piemontese ha consegnato all’azienda un testo con alcune raccomandazioni rivolte principalmente ai conducenti dei mezzi, semplici accorgimenti pratici riguardanti la sosta in fermata o il modo di fornire indicazioni e l’eventuale aiuto che però, se messi in atto, possono realmente fare la differenza. «Nel caso di più mezzi pubblici in coda alla fermata, è importante che tutti gli autisti dei veicoli successivi al primo si attestino correttamente alla palina in testa alla pensilina». Il viaggiatore con disabilità visiva, infatti, «si deve affidare, dove presente, all’annuncio vocale del numero di tratta del mezzo, che pertanto deve necessariamente sostare “a portata d’orecchio”». In caso poi di trasbordo dei passeggeri per guasti o altri problemi «è doveroso assistere il viaggiatore non vedente, aiutandolo a posizionarsi correttamente in attesa che arrivi il nuovo veicolo». Queste sono solo alcune delle buone pratiche per il trasporto pubblico indicate dall’UICI di Torino (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti), che ha recentemente incontrato alcuni responsabili di GTT (Gruppo Torinese Trasporti), l’azienda che gestisce la mobilità pubblica nel capoluogo piemontese.

«In una città grande come Torino – osserva Franco Lepore, presidente della locale Sezione UICI – sono centinaia le persone con disabilità visiva che quotidianamente usano i mezzi pubblici per andare al lavoro, a scuola, o per mille altre ragioni. Ma per chi non vede o vede poco, la mobilità urbana è difficile e piena di imprevisti. Per questo è fondamentale che gli addetti al trasporto pubblico conoscano le problematicheriguardanti la disabilità visiva e sappiano come essere d’aiuto». Da tempo la sede torinese dell’UICI ha intrapreso un dialogo con GTT. «Pur in un momento di tagli e ristrettezze economiche – sottolinea in tal senso Lepore – stiamo notando una crescente attenzione da parte dell’azienda verso le problematiche delle persone con disabilità visiva e spesso veniamo consultati prima degli interventi di progettazione o di acquisto. Emerge quindi la volontà di un coinvolgimento diretto delle persone con disabilità, per migliorare i servizi».

Non molto tempo fa, proprio su richiesta dell’UICI Torino, è stato organizzato un momento di confronto sul trasporto pubblico, rivolto alle Associazioni che si occupano di disabilità visiva. In rappresentanza di GTT, vi hanno partecipato il disability manager Guido Bordone e altri vertici aziendali, a cominciare dai responsabili degli autisti e dei depositi dei mezzi. In tale occasione, l’UICI ha consegnato all’azienda un testo con alcune raccomandazioni rivolte principalmente ai conducenti dei mezzi. Si tratta di semplici accorgimenti pratici riguardanti la sosta in fermata o il modo di fornire indicazioni e l’eventuale aiuto che però, se messi in atto, possono fare la differenza. Il documento spiega anche, in maniera sintetica, chi sono le persone con disabilità visiva e come si riconoscono: ad esempio i ciechi solitamente si muovono con bastone bianco o con un cane guida. Più complesso il caso degli ipovedenti, le persone che hanno un esiguo residuo visivo, poiché non tutti adoperano il bastone. I sordociechi usano invece un bastone caratteristico, a bande bianche e rosse.

Va detto, per altro, che riguardo al trasporto pubblico di Torino e Provincia, permangono purtroppo una serie di criticità strutturali. Ad esempio, le sintesi vocali che annunciano il numero della linea e le fermate, fondamentali per chi non vede, sono ancora assenti su molti mezzi (sui veicoli più vecchi non si possono installare), e anche dove sono presenti, risultano spesso guaste o funzionano a volume talmente basso da essere di fatto inservibili. Un altro nodo riguarda il trasporto extraurbano, comprese le linee ferroviarie gestite da GTT: qui spesso i ciechi e gli ipovedenti devono lottare con fermate collocate in mezzo alla campagna e mezzi obsoleti, totalmente privi di segnalatori vocali. Per contro, nel trasporto cittadino si registra qualche positivo passo avanti nell’adozione di segnalatori ad alta visibilità per ipovedenti. Buoni anche i livelli di accessibilità all’interno della metropolitana.

A partire dunque da tutte queste indicazioni, l’UICI di Torino continuerà il suo lavoro di sensibilizzazione, per ottenere risposte concrete e contribuire a rendere il servizio di trasporto pubblico sempre più accessibile alle persone con disabilità visiva. (L.M.)

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Mangiano poco sano, ma fanno tanto sport

12 Gennaio 2017, 11:22am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Mangiano poco sano, ma fanno tanto sport

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA È quanto emerge da un’indagine condotta dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), su un significativo campione di persone con sindrome di Down tra i 15 e i 40 anni, primo passo del Progetto “Sani e Belli”, che punta a migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome di Down adolescenti e adulte, favorendo da una parte l’adozione di corrette scelte alimentari, diffondendo dall’altra la pratica di una regolare attività motoria

La pizza è risultata il cibo preferito dalla maggioranza delle persone con sindrome di Down interpellate dall’AIPD, nel corso dell’indagine sulle abitudini alimentari

Mangiano poche verdure, legumi, pesce, cibi integrali e frutta secca, ma fanno molto sport: è quanto emerge da uno studio sulle abitudini alimentarieffettuato dall’AIPD(Associazione Italiana Persone Down) su un campione di 149 persone con sindrome di Down tra i 15 e i 40 anni, provenienti da 22 Sezioni dell’Associazione stessa, dal Nord al Sud della Penisola. L’indagine costituisce il primo passo del progetto AIPD denominato Sani e Belli, avviato nello scorso mese di giugno e finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che avrà una durata di quattordici mesi. Si tratta di un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’Unità Operativa Malattie Rare e con quella di Medicina dello Sport del Policlinico Gemelli di Roma.

Nel dettaglio dei dati, risulta che il 66% degli intervistati dichiara di mangiare pesce solo qualche volta contro il 25% che lo mangia spesso e il 9% che non lo mangia mai; i legumi e la verdura hanno lo stesso trend: per i legumi, infatti, il 15% dichiara di non mangiarne mai, il 62% qualche volta, il 23% spesso. Le verdure crude, invece (insalata, pomodori, carote ecc.), non vengono mangiate mai dal 18,2%, qualche volta dal 29,5% e tutti i giorni dal 33%; più “sfortunate” le verdure cotte, che il 46,9% degli intervistati ha dichiarato di mangiare qualche volta, il 24,2% spesso, il 18,7% mai. Quali sono invece i cibi più amati? Anche se non assunti spesso, i farinacei e i dolci sono i preferiti: la pizza è al primo posto, opzionata dal 92% delle persone con sindrome di Down coinvolte nell’indagine, seguita dalle patatine fritte (87,2%) e da gelati e torte(84,5%).

Di contro, come detto, assai confortanti sono i risultati relativi allo sport, praticato dall’85,2% degli intervistati contro un 14,2% che non svolge alcuna attività fisica. Il 59,06% delle persone, inoltre, lo pratica più di una volta a settimana.

«Le persone con sindrome di Down – spiega Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’AIPD e responsabile del Progetto Sani e Belli – hanno un rischio maggiore di sovrappeso/obesità rispetto alla popolazione generale. Ciò è dovuto a fattori biologici, quali, ad esempio, un basso metabolismo basale e una concentrazione di leptina non normale nel sangue [la leptina è un ormone proteico che ha un ruolo importante nella regolazione dell’ingestione e della spesa calorica, compreso l’appetito e il metabolismo, N.d.R.]. Tuttavia, le scelte alimentari non corrette e una scarsa attività fisica (fattori ambientali) contribuiscono in maniera significativa all’aumento del rischio di sovrappeso/obesità, con conseguenze più gravi sulla loro salute e sulla qualità della vita rispetto alla popolazione generale. Diventa quindi necessario adottare una strategia che consenta alle persone con sindrome di Down di avere un corretto stile di vita, agendo su due livelli: adozione di corrette scelte alimentari e diffusione di pratica regolare di attività motoria». «E quindi – conclude Contardi – l’obiettivo del Progetto Sani e Belli è quello di migliorare la qualità della vita delle persone con sindrome Down adolescenti e adulte, con particolare riguardo alla forma fisica. Per questo si creerà un percorso educativo che sarà supportato anche dall’uso di una App per monitorare i propri pasti, in modo da promuovere una maggiore autoconsapevolezza»

Da ricordare, in conclusione, che entro breve l’indagine dell’AIPD verrà aperta a tutte le persone con sindrome Down tra i 18 ed i 40 anni delle proprie Sezioni, con l’obiettivo di raccogliere risultati ancor più rappresentativi e comparare il primo gruppo analizzato con i nuovi aderenti provenienti da territori diversi. (S.B.)

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Violenza sulle donne: quelle con disabilità sono le più esposte

12 Gennaio 2017, 11:21am

Pubblicato da Giornalino Ass. Diversamente Abili Penisola Sorrentina della dott. Rosa De Martino

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Violenza sulle donne: quelle con disabilità sono le più esposte

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, c’è da sottolineare anche la battaglia che si ritrovano ad affrontare le donne disabili. Già, perché le donne affette da disabilità, oltre alla violenza fisica, sessuale e psicologica che viene perpetrata loro dal partner o dai familiari, devono anche dover fare i conti con un altro grosso macigno: l’indifferenza della gente.

Per quanto riguarda i numeri, come punto di riferimento rimaniamo ancora fermi ai dati Istat del giugno 2015. Ebbene, al 2015 sono state ben 6 milioni e 788 mila le donne rimaste vittime di almeno un episodio di violenza nella loro vita, e la cosa più allarmante è che delle donne con disabilità, ha subito violenze di tipo fisico o sessuale il 36% del totale. Si stima quindi che il rischio di rimanere vittime di stupri o tentati stupri sia praticamente il doppio per le donne disabili (10% di rischio contro il 4.7% di esposizione delle donne non disabili).

Spesso e volentieri le donne disabili tendono a non denunciare questo tipo di situazioni. Prima di tutto perché non sempre la donna disabile è consapevole di essere vittima di una situazione di violenza, anzi, nella gran parte dei casi le ragazze disabili non vengono proprio educate al tema della sessualità e in famiglia non si riesce neanche a parlarne. In pratica, tutto ciò che accade normalmente alle donne in termini di emarginazione e di repressione, nel caso delle donne disabili tutto quanto ciò viene fortemente amplificato.

C’è poi la situazione dei centri antiviolenza che non sempre sono preparati a gestire casi di violenza sulle donne disabili. Gli operatori che dovessero accogliere quelle poche donne disabili che hanno la prontezza e il coraggio di rivolgersi loro, non sono preparati per trattare casi tanto delicati: quello che manca è pertanto una rete composta da professionisti seri che siano in grado di comunicare e interagire per trovare il miglior punto di equilibrio per la donna disabile.

Infine, può anche capitare che la donna disabile sviluppi un senso di dipendenza verso il proprio aggressore. Dipendenza che via via si trasforma in gratitudine per la sua compagnia e assistenza. Un documentario shock francese realizzato dall’associazione Femmes pour le Dire – Femmes pour Agir (FDFA), ha raccontato infatti le storie di donne disabili che hanno vissuto situazioni di violenza sul loro corpo e sulla loro psiche, e che le hanno accettate come forma di ricompensa che dovevano per l’assistenza che veniva data loro da parte del marito, ma anche del padre, del fratello, dello zio o di un altro individuo di sesso maschile.

DISABLOG http://www.disablog.it/violenza-sulle-donne-quelle-disabilita-le-piu-esposte/

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CAPRI NEWS Da Capri una raccolta fondi per il canile di Ginosa dove oltre 600 cagnolini sono in gravissima difficoltà senza cibo, al gelo e sommersi dalla neve

12 Gennaio 2017, 11:14am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CAPRI NEWS Da Capri una raccolta fondi per il canile di Ginosa dove oltre 600 cagnolini sono in gravissima difficoltà senza cibo, al gelo e sommersi dalla neve

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L’Associazione “I Migliori Amici” di Capri ha organizzato una raccolta fondi da devolvere al canile di Ginosa. 
"Abbiamo raccolto l’allarme lanciato dai volontari della struttura pugliese dove oltre 600 cagnolini sono in gravissima difficoltà senza cibo, al gelo e sommersi dalla neve. Ogni piccolo contributo sarà per noi fondamentale e garantirà un pasto agli ospiti del canile e - grazie alla rete di collaborazione dei volontari - anche un aiuto alle altre strutture del Sud in difficoltà". 
Potete partecipare alla raccolta fondi utilizzando questi canali: 
- con un bonifico sul Conto Fineco – Iban: IT17S0301503200000003523815 causale “Canile Ginosa” 
- oppure tramite ricarica Poste Pay: 4023600622739136 intestata a Monica Costante – C.F. CSTMNC72E62C129F 
Chi vuole può contribuire anche con una ricarica Poste Pay n. 4023600622920546 intestato all'amica volontaria Giuseppina Troiano - C.F. TRNGPP72P57L049A 
oppure spedire direttamente cibo, brandine e coperte a: Giuseppina Troiano - Canile di Ginosa - C. da Cava delle Pietre - Strada per Laterza (Dietro Delfino Infissi) 74013 TARANTO (Contatto per il Corriere: Tel. 334 8943804)

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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare - Antiche Terme, ecco i punti focali del bando. Manifestazione di interesse per Project Financing, spiragli per gli ex termali

12 Gennaio 2017, 11:06am

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Si sblocca la situazione relativa al bando di privatizzazione delle Antiche Terme. È stato infatti definito l'iter procedimentale per l'elaborazione di idonea proposta di deliberazione da sottoporre al consiglio comunale, relativo all'individuazione delle modalità e caratteristiche di gestione per il conferimento a terzi dei diritti oggetto delle concessioni allo sfruttamento delle acqua termominerali denominate Chiusa ex Vanacore, di cui il Comune di Castellammare di Stabia è titolare.
Il Comune, pur nell'acclarata difficoltà complessiva in cui versa l'intero settore termale nazionale, ha impegnato cospicue risorse professionali ed economiche, che ammontano a 12 milioni nell'ultimo decennio per i soli aspetti manutentivi, rendendo oltremodo evidente il proprio impegno a mantenere attiva la struttura che, con la sua estensione di un'area di Parco idropinico complessiva di circa 19mila mq, di cui 4840 mq coperti e 14160 mq scoperti, costituisce un prestigioso patrimonio cittadino che impone l'ottimizzazione gestionale della stessa e dei servizi con essa erogabili.
L'amministrazione comunale, pertanto ha deciso di dare mandato al competente dirigente del settore finanziario Mariamaddalena Leone di avviare una manifestazione di interesse finalizzata a sollecitare alla presentazione di proposte di Project Financing per la riqualificazione e valorizzazione del complesso immobiliare di proprietà comunale denominato Antiche Terme, unitamente alla subconcessione delle fonti denominate Vanacore, finalizzato al rilancio dell'attività termale da attivarsi tramite affidamento in subconcessione ai sensi dell'articolo 183 del D. Lgs. 50/2016. 
Contestualmente si è deciso di avviare apposita procedura ad evidenza pubblica, nelle more del Project Financing, per l'individuazione del soggetto privato affidatario della gestione temporanea del Parco idropinico, e di esprimere indirizzo affinché, quale puntuale elemento di valutazione delle proposte inoltrate, venga considerata quella che presenta maggiore coerenza con gli obiettivi di rilancio del termalismo cittadino, con particolare riguardo alla potenziale capacità di riassorbimento delle unità operative fuoriuscite dal ciclo produttivo delle Terme di Stabia a seguito del fallimento della società.
Il concessionario, che sarà individuato a seguito della successiva procedura ad evidenza pubblica, dovrà gestire i servizi per l'attività termale in senso stretto, sviluppo dell'asset benessere, caffetteria e ristorazione, promozione del sito come location per eventi anche non culturali, informazione e assistenza e dovrà inoltre riallestire gli spazi destinati ai predetti servizi al pubblico e provvedere alla loro manutenzione ordinaria e al pagamento dei costi relativi ai consumi di gas, energia elettrica mediante l'utilizzo di utenze autonome previo distacco dalle utenze del Comune ed iscrizione al pagamento della TASI oppure per la quota di pertinenza in proporzione agli spazi occupati.

Il costo dell'investimento, comprensivo di progettazione e riallestimento, verrà assicurato dai proventi della gestione dei servizi al pubblico per un numero di anni pari alla durata della concessione che avrà un'estensione massima collegata a quella delle concessioni delle acque, ovvero sino al 2039.
MAURO DE RISO STABIACHANNEL

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CILENTO NEWS AGROPOLI,GLI STUDENTI DELL’ITC NON ENTRANO E VENGONO RICEVUTI DAL VICE SINDACO ADAMO COPPOLA SI VA VERSO LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA

12 Gennaio 2017, 11:00am

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CILENTO NEWS AGROPOLI,GLI STUDENTI DELL’ITC NON ENTRANO E VENGONO RICEVUTI DAL VICE SINDACO ADAMO COPPOLA SI VA VERSO LA SOLUZIONE DEL PROBLEMACILENTO NEWS AGROPOLI,GLI STUDENTI DELL’ITC NON ENTRANO E VENGONO RICEVUTI DAL VICE SINDACO ADAMO COPPOLA SI VA VERSO LA SOLUZIONE DEL PROBLEMA

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Kevin Polichetti,Giuseppe Credentino ed Emilio Cortazzo tre studenti dell’Itc(ragioneria) di Agropoli sono stati ricevuti in comune dal vice sindaco per cercare di risolvere l’annoso problema dei riscaldamenti nel loro istituto ma non solo.Prima di recarsi al municipio hanno  tenuto un incontro con tutti coloro che non erano entrati non solo per le condizioni di freddo e quindi precarie ma anche perchè moltissimi studenti non sono potuti arrivare ad Agropoli a causa delle strade bloccate dalle nevicate di ieri e della notte.Kevin Polichetti ha dichiarato: “Siamo stati stamattina al comune e parlando con il vicesindaco abbiamo ottenuto l’ordinanza di tenere accesi i termosifoni 16 ore al giorno. Se la cosa domani mattina dovesse ripetersi dobbiamo (TUTTI INSIEME) continuare a lottare per un nostro diritto. Siamo stati anche al professionale e loro hanno lo stesso medesimo problema, quindi domani mattina per mancato raggiungimento delle temperature che ci permettano lo svolgimento delle lezioni, andremo insieme tutti al comune presentandoci come un unica scuola e non come due ambienti separati. L’assenza odierna è giustificata e nessuno incomberà in sanzioni”.

AGROPOLINEWS

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CIOCIARIA NEWS CASSINO Gratta e vinci buttato tra i rifiuti, ma valeva 10mila euro. Anziano lo trova e brinda

12 Gennaio 2017, 10:48am

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CIOCIARIA NEWS CASSINO Gratta e vinci buttato tra i rifiuti, ma valeva 10mila euro. Anziano lo trova e brinda

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Una giornata fortunata per un pensionato della città martire. L’uomo, un simpatico settantatreenne, ha l’abitudine di investire una parte delle sue entrate nel gioco del lotto, nelle scommesse sul calcio e in gratta e vinci. È metodico e non spende mai più della cifra stabilita mensilmente. Però negli ultimi anni ha come abitudine quella di raccogliere i tagliandini grattati e lasciati dagli altri giocatori sui tavoli dei bar o nei cestini della carta. Solitamente riesce a recuperare a volte cinque euro a volte dieci, quando è fortunato anche venti euro.

Questa volta, però, la dea bendata ha voluto fargli una grandissima sorpresa. L’uomo infatti ha raccolto un biglietto gratta e vinci della serie Miliardario, e quando ha controllato i numeri vincenti si è reso subito conto che ce n’era uno che si ripeteva. Il 31. Il pensionato non ci poteva credere. Associato a quel numero, infatti, c’era una vincita importante, ben 10.000 euro. Il settantatreenne si è contenuto e, non indossando gli occhiali, ha preferito riporre gelosamente il biglietto nella tasca del giubbotto e correre a casa per vedere bene. Con gli occhiali sul naso la scena non è cambiata, il premio era lì. Uno sbadato giocatore non aveva grattato bene e lo aveva buttato in un cestino di un'attività commerciale del centro, lasciando al destino la sua fortuna. Un vero colpo di fortuna, di quelli che non cambiano la vita, ma aiutano ad acquistare un po' di serenità in più. «Ho una certa età - ha detto il pensionato - magari non li spenderò neanche tutti perché domani muoio, ma la gioia è stata troppo grande. Ora potrò aiutare i miei figli e i miei nipoti e farmi un bel regalo».

La casistica

Sono tante le persone che abitualmente passano in rassegna i tagliandi gettati nei secchi dei bar e delle ricevitorie della città martire (ma il fenomeno è diffuso un po' ovunque). Il titolare di una di queste attività ci ha spiegato: «Ne acquistano anche cinque alla volta, e nella foga di grattare non si rendono conto che ci sono i numeri fortunati. Alcuni chiedono di passarli al lettore per verificare che effettivamente non ci siano vincite, tanti invece li gettano in pochi minuti. Così accade abbastanza spesso che qualcuno trovi sui biglietti buttati come perdenti i numeri per riscuotere la vincita. Solitamente non superano i 20 euro, a volte però ci sono anche premi da 50 euro».

I precedenti

Alcuni anni fa un cinquantenne ha acquistato un tagliando della serie Turista per sempre, ha grattato ma non ha trovato nessun numero vincente, così lo ha gettato. Nel pomeriggio, poi, parlando con alcuni familiari e amici, ha saputo che i simboli che aveva trovato sotto la pellicola metallica in realtà non erano errori di stampa, ma i simboli vincenti del premio più grande. L’uomo infatti grattando aveva trovato due scritte che si ripetevano, Turista per sempre, e credendo che non avessero valore aveva gettato via il tagliando. Ma quelle due scritte avevano un valore quasi inestimabile, 200.000 euro immediati, 6.000 euro al mese per venti anni e 100.000 euro di premio finale per un totale stratosferico. Ben 1.940,000 euro. Quando l’uomo si è reso conto dell’immane errore è andato immediatamente a cercare il biglietto nella spazzatura, ma il secchio era stato svuotato e al suo posto l’uomo ha trovato solo un grande vuoto e una grande disperazione per quello sbaglio che gli è costato quasi due milioni di euro. Meglio, quindi, passare sempre i biglietti al lettore digitale che hanno nei bar e nelle ricevitorie.

di Paola E. Polidoro http://www.ciociariaoggi.it/news/news/34989/cassino-anziano-trova-gratta-e-vince-da-10mila-euro-tra-i-rifiuti-e-brinda.html

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CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Telefonini alla guida, a Modena è boom di multe

12 Gennaio 2017, 10:43am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

CONCORDIA SULLA SECCHIA E MODENA NEWS Telefonini alla guida, a Modena è boom di multe

INSERITO DA BARBARA PAPPACODA MODENA. Cinture di sicurezza, uso del telefonino alla guida e mancata revisione del veicolo. È questo il tris di irregolarità in cui primeggiano i guidatori modenesi. E che, da sole, sono davanti a tutte le altre rilevate dalla Polizia Stradale di Modena nell’anno appena trascorso. Un vero boom quello delle multe per chi telefona mentre è al volante: le multe dell’anno scorso sono state 1081 contro le 672 del 2015.

Il bilancio delle attività della Polstrada è ricco di cifre e numeri che danno conto di un’attività spesso oscura. Il bilancio finale è di 18.100 sanzioni emesse sulla strada e una decurtazione complessiva di 25.600 punti patente.

Gli agenti coprono anche lunghi tratti delle due autostrade che attraversano il territorio modenese. Le 6.170 pattuglie in azione nel 2016 hanno dovuto far fronte da un lato a 1.010 incidenti, in cui ci sono stati 9 morti e 524 feriti, ma hanno avuto come campo d’azione anche la prevenzione con i controlli su strada.

 

Polizia Stradale di Modena: Operazione sicurezza, Autotrasporto e autisti-telefonisti nel mirinoE' stato un anno particolarmente intenso per gli uomini della Polizia Stradale. Gli agenti hanno lavorato su più fronti. In particolare l'impegno è stato soprattutto sul fronte della sicurezza stradale. Nel settore dell'autotrasporto accentuati i controlli sui camion e i camionisti, il 41% degli incidenti infatti vede coinvolti i mezzi pesanti. Occorre quindi maggiore attenzione alla sicurezza. ma anche gli automobilisti sono stati molto controllati. Permane il deprecabile fenomeno delle persone che guidano telefonando. Picco delle multe. Il comandante Berna Nasca traccia un bilancio del 2016. Video di Gino Esposito

 

 

 

Le sorprese non sono mancate. A fianco delle più classiche contravvenzioni per velocità pericolosa e guida distratta (articolo 141 del Codice della Strada con 464 sanzioni) gli agenti si sono trovati di fronte a una muraglia costituita da comportamenti diffusi su cui il ministero dei Trasporti e lo stesso capo del Governo hanno chiesto più volte un giro di vite.

 

Di qui l’aumento dei controlli. Per le cinture di sicurezza sono state registrate 982 violazioni e 1081 i casi di guida con uso del telefonino in viva voce. Ma se il mancato uso degli auricolari può essere più comprensibile per la difficoltà di cambiare abitudini dopo anni di tolleranza, i 907 ritiri della carta di circolazione per mancata revisione lo sono molto meno. Dimenticanze a catena? Forse una riprova, l’ennesima, della crisi che attanaglia la società modenese; la parte più povera della popolazione, risparmia sul dentista e sul meccanico per arrivare a fine mese. Una conferma? Indirettamente arriva dalle 299 violazioni per guida di veicoli senza assicurazioni.

 

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Nell’elenco delle infrazioni più significative non mancano quelle per i sorpassi pericolosi (232 casi), per le revisioni straordinarie dei veicoli di incidenti stradali (354), condotta scorretta in autostrada,dalla retromarcia alla guida in corsia d’emergenza (377). Da sottolineare anche l’assoluta indifferenza per la regola basilare della circolazione: a Modena la sola Polstrada ha scovato 163 persone che guidavano senza patente, 13 al volante con carta di circolazione o patente ritirata e 17 con il documento sospeso.

Un caso a sè stante invece sono gli automobilisti “in stato d’ebbrezza”, 285 in tutto; in questa categoria però sono ricompresi tutti coloro che sono positivi all’etilometro per aver superato anche di pochissimo il limite consentito. Non sono mancate neppure le attività di polizia giudiziaria, come i sequestri di droga (tra cui 8,6 kg di coca e oltre un quintale di hashish e marijuana), gli arresti di 17 ladri, di beni o mezzi, nelle stazioni di servizio. (s.c.)

LA GAZZETTA DI MODENA 

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VELASCA VIMERCATE NEWS Pigia l’acceleratore e non la frizione: nonno sfonda la vetrina di un negozio a Busnago

12 Gennaio 2017, 10:39am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.net

VELASCA VIMERCATE NEWS Pigia l’acceleratore e non la frizione: nonno sfonda la vetrina di un negozio a Busnago

INSERITO DA MORENA MOTTA Uno schianto così violento da abbattere la sbarra “antisfondamento” e la vetrina del “Colorificio Crippa”. È successo nel tardo pomeriggio di mercoledì al Globo di Busnago. Attorno alle 17, un 79enne è finito con la sua Volskswagen Golf dentro uno dei negozi presenti nell’area esterna del centro commerciale, quelli ben visibili dalla Sp2 una volta superato il cavalcavia in direzione Trezzo. L’uomo, M.F., aveva parcheggiato la sua auto negli stalli di sosta non immediatamente adiacenti ai negozi. Nell’atto di rimettersi in carreggiata, ha probabilmente confuso i pedali di frizione e acceleratore e nel giro di qualche frazione di secondo si è trovato dentro la vetrina del colorificio. Fortunatamente, nessuna persona stava transitando davanti al negozio in quel momento e nessuna macchina stava passando sulla carreggiata dei parcheggi. Una sola vettura in sosta è stata leggermente tamponata. L’uomo non ha riportato lesioni, tanto che sul posto non sono arrivate ambulanze. D’altra parte, è stato tempestivo l’intervento della Polizia locale di Busnago e dei Vigili del fuoco di Vimercate. 

L’episodio ha rinfrescato la (recente) memoria di Busnago. Che solo 2 mesi fa ha assistito allo schianto di un bus articolato della Net contro la vetrina di un bar del centro. Anche in quel caso non c’erano stati feriti, così come era finito senza ambulanze (ma con l’invio al vicino pronto soccorso dell’autista) la spaccata di ottobre presso l’ospedale di Vimercate. Dove un 85enne, parcheggiando un po’ troppo vicino alla vetrata del Cup, l’aveva sfondata.

 

 

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