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NEWS ITALIA E DAL MONDO Rio de Janeiro: dietro lo stupro di gruppo si cela l'accettazione della violenza sulle donne

3 Giugno 2016, 08:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

NEWS ITALIA E DAL MONDO Rio de Janeiro: dietro lo stupro di gruppo si cela l'accettazione della violenza sulle donne

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA "La violenza sulle donne e sulle ragazze continua a essere una delle violazioni dei diritti umani più gravi e più tollerate in tutto il mondo", Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttrice dell'UN Women.

Una ragazza di sedici anni è stata violentata da trenta uomini nelle favelas di Rio de Janeiro. A nessuno di questi trenta uomini è saltato in mente di chiedersi: perché? Il suo corpo, così come i suoi diritti, è stato violentato. Un video la ritrae con la vagina sanguinante mentre degli uomini ridono in sottofondo. Il video è stato condiviso su twitter da uno degli stupratori e ha ricevuto più di cinquecento like da ogni parte del mondo. La ragazza era priva di sensi. Aveva appena subito una violenza sessuale da parte di trenta uomini.

Questo crimine efferato è diventato poi oggetto di scherno da parte dei social media. "L'hanno messa al tappeto, capisci?", si legge in uno dei commenti. La nonna della ragazza ha dichiarato a radio Cbn che la giovane era solita recarsi nelle favelas e spesso ci rimaneva per giorni senza dare sue notizie. Ha poi aggiunto che la ragazza fa uso di droghe da quattro anni e che è madre di un bambino di tre.

In poco tempo, la vita personale della vittima è stata data in pasto al pubblico per giustificare il crimine, mantenendo attiva la macchina della cultura dello stupro che normalizza tali orribili atti di violenza. Per alcune persone, per gli uomini in particolare, è più facile dimenticarsi del crimine spostando l'attenzione sulla vittima. Generalmente quello che segue è una terribile sequenza di domande del tipo:
"E se fosse stata consenziente?"
"Oh, ma non faceva uso di droghe?"
"Allora perché è uscita di casa?"
"Se lo sarà forse meritato?"

Visibilmente scossa, uscendo dall'ospedale, la ragazza ha dichiarato a O Globo: "Quando ho ripreso coscienza, c'erano trentatré uomini intorno a me." "Non c'è niente che possa giustificare uno stupro. Niente."

La donna ha dichiarato al giornale di essere andata a casa del suo fidanzato venerdì e di essersi svegliata domenica, quando la violenza era già stata consumata. Le indagini sono ancora in corso.

Non c'è niente che possa giustificare uno stupro. Niente.

C'è da aggiungere che l'abitudine di addossare le colpe alla vittima è qualcosa di triste, inquietante e rivoltante. È una pratica che generalmente viene perpetrata dagli uomini, relativamente sani e che vivono in una società in cui le relazioni sono regolate dal potere e dalla sottomissione. Questo tipo di cultura consente agli uomini di commettere tale genere di reati e poi delegittimare le vittime.

Lo stupro è il mezzo più crudele al quale un uomo fa ricorso per dimostrare a una donna "chi comanda". Lo stupro non ha a che vedere con la sessualità, non è uno scambio di emozioni, non ha nulla di affettuoso. Lo stupro è una chiara dimostrazione della forza di una persona su un'altra. Lo stupro è violenza, è costrizione, è violazione, è tortura, è mancanza di rispetto, è crudeltà, è atrocità, è un crimine che può avere diverse facce.

Più che essere accettato, lo stupro viene insegnato. Fin da adolescenti, riceviamo lezioni su come proteggerci. È un dato di fatto che, poiché apparteniamo al genere femminile, prima o poi verremo attaccate, violentate (in realtà, si stima che una donna su cinque sia stata vittima di abusi sessuali nel corso della sua vita). In ogni caso, i ragazzi imparano presto il culto del "fallo", delle gambe aperte e dell'essere legittimati a comandare.

È un ciclo sbilanciato che condurrà questi adolescenti all'età adulta.

Gli uomini che commettono degli stupri non sono poi così lontani da questa realtà. Così come gli uomini che credono che una donna abbia ragione d'essere solo in relazione a loro non sono poi così lontani da questa realtà. Si calcola che in Brasile ogni undici minuti si commette uno stupro su una donna. Non dobbiamo, poi, dimenticare che fino al 2009 lo stupro è stato uno dei crimini meno denunciati e più taciuti in Brasile.

Ogni anno in Brasile vengono denunciati circa cinquantamila casi di stupro ma si crede che questo dato rappresenti solo il dieci percento del numero reale dei crimini commessi. Il più delle volte, una donna che ha subito una violenza sessuale ritira la denuncia per paura di ritorsioni, per vergogna o per il timore di essere giudicata a causa della violenza commessa da un altro nei suoi confronti.

Per quanto si possa tacere, il silenzio rimbomba.

Continuiamo a ripetere, senza sosta, che le donne sono trattate come oggetti e lo facciamo per porre fine a casi come questi. Lo facciamo affinché sia chiaro, una volta per tutte, che noi donne vogliamo godere di un'autonomia sui nostri corpi perché (che sorpresa!) ne abbiamo diritto. Abbiamo il diritto di dire no. Il diritto di denunciare. Il diritto di non volere essere convertite in oggetti pronti per essere usati e poi buttati via. Il diritto di camminare per strada in tranquillità, di essere rispettate, di accusare, il diritto di parlare.

È facile, nonché egoistico, cedere al potente. Consideriamo lo stupratore un "tipo normale". A volte è così. La maggior parte degli stupratori si trova proprio vicino a noi. Potrebbe essere un padre, un fidanzato, un nonno, un fratello, un marito, un vicino di casa o uno zio. La società giustifica e perdona il criminale nella stessa misura in cui attribuisce la colpa alla vittima.

"Siamo più belle quando siamo unite. E quando siamo arrabbiate."

È necessario rompere questo circolo vizioso di potere insito nella mente delle persone. È una questione culturale. È radicata ed è oppressiva. Cosa c'è di liberatorio nell'usurpare il corpo di un'altra persona insieme ad altri trenta uomini e poi divulgare pubblicamente il crimine commesso? Cosa c'è di liberatorio nel mettere a tacere i diritti, nell'esercitare la forza? Come può emergere da un atto del genere qualcosa di positivo e piacevole?

Alcuni uomini potrebbero dimostrare solidarietà con la vittima e potrebbero perfino manifestare il proprio dissenso nei confronti del modo di pensare degli altri uomini. Tuttavia, questo gesto si vanifica quando lo stesso uomo si congratula con un amico per un commento volto a mercificare la donna o qualora quest'uomo non sia in grado di riconoscere il suo innato e velenosissimo maschilismo. Trenta uomini. Nessuno di loro si è chiesto perché. Nessuno ha smesso di prendere parte al crimine.

Viviamo in una società che sfrutta ogni occasione per sottomettere, violentare, mancare di rispetto e calpestare i diritti che le donne hanno conquistato nel corso della storia. Ancora più evidente, per quanto mi riguarda, è la sensazione di poter avere fiducia solo nelle donne: solo una donna capisce cosa significa.

Non ha senso aspettare che qualcosa cambi continuando a rimanere con le braccia conserte. Ha ancora meno senso attendersi che il cambiamento sia attuato da chi è al potere, gli stessi che hanno invitato l'ex porno-divo Alexandre Frote a tenere un discorso sull'istruzione; gli stessi che hanno eliminato il Ministero per i Diritti umani, per le Pari opportunità razziali e di genere e che l'hanno trasformato in un "Segretariato" diretto da una donna che si proclama "difensore della famiglia e della vita nata attraverso il concepimento"; gli stessi che hanno che hanno avanzato la proposta di legge PL/5098, che elimina tutti i diritti già conquistati dalle donne, presentata per essere votata e approvata.

La dichiarazione di Phumzile Mlambo-Ngcuka, Sottosegretario generale delle Nazioni Unite e direttrice dell'Un Women, è sempre più evidente. La violenza contro le donne rimane la violazione dei diritti umani più tollerata al mondo.

Casi come questo riguardano tutti noi. Ci ricordano chi siamo e che davanti a noi abbiamo ancora un lungo cammino da percorrere. Non rimarremo in silenzio. Parleremo anche per chi non ha voce per difendersi. Ritorneremo in vita attraverso ogni gesto e ogni lacrima.

Siamo più belle quando siamo insieme. E quando siamo arrabbiate.

FONTE http://www.huffingtonpost.it

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Un uomo uccide la sua fidanzata e pubblica il selfie con il cadavere su Facebook in Texas

3 Giugno 2016, 08:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Un uomo uccide la sua fidanzata e pubblica il selfie con il cadavere su Facebook in Texas

INSERITO DA STAFF www.mikivettica.net Selfie con la fidanzata appena uccisa. E' successo a Plano, in Texas, dove un uomo è accusato dalla polizia di aver ucciso la sua partner e di aver postato la foto del cadavere su Facebook. Si tratta di Kenneth Alan Amyx, texano di 45 anni: secondo quanto riporta il Daily Mail, Amyx ha pubblicato sulla sua pagina Fb due foto subito dopo aver tagliato la gola alla sua fidanzata 43enne, Jennifer Streit-Spears.

Nella prima si vede il corpo senza vita di Jennifer; nell'altra il volto di un uomo ricoperto di sangue che, secondo la polizia, sarebbe proprio di Amyx.

Le foto erano accompagnate dalla dicitura: "Per favore pregate per noi". Così i familiari di Jennifer hanno scoperto grazie al social network che la loro cara era stata assassinata: la sorella della ragazza ha subito chiamato il 911 e la polizia ha fatto irruzione nell'appartamento della coppia. All'interno una scena raccapricciante: la coppia nuda in un mare di sangue, entrambi sembravano morti. Poi l'uomo si è mosso, riporta il Washington Post.

Quando gli agenti di polizia hanno provato ad aiutarlo hanno trovato il coltello nella mano destra di Amyx. Secondo quanto rivelato dall'uomo, mentre bevevano i due avevano deciso di uccidersi insieme e a vicenda ma Jennifer si era tirata indietro all'ultimo momento. Così Amyx ha "dovuto finirla".

L'idea di suicidarsi, riporta ancora il WP, era nata qualche mese prima. Così, domenica mattina avevano preso la decisione di accoltellarsi l'uno l'altra fino alla morte. Ha iniziato Amyx ma quando è arrivato il momenti di Jennifer lei era troppo debole per affondare il coltello. Anche il corpo dell'uomo riportava ferite da coltello ma secondo la polizia se le sarebbe inflitte da solo, riporta CBS11.

Come detto, i familiari di Jennifer hanno appreso dell'assassinio della loro cara tramite Facebook. La foto sarebbe rimasta pubblicata sui social per circa 36 ore prima di essere rimossa. Riporta ancora il WP che la sorella di Jennifer avrebbe "chiesto più volte di rimuoverla" senza riuscire nel suo intento. "Mi è stato detto che se non mi piaceva ciò che era stato pubblicato potevo bloccare l'utente".

L'Huffington Post

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna incinta avvelenata nel bolognese, è in gravi condizioni. Fermato il fidanzato

3 Giugno 2016, 08:02am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Donna incinta avvelenata nel bolognese, è in gravi condizioni. Fermato il fidanzato

INSERITO DA STAFF www.mikivettica.net Il pubblico ministero Giuseppe Di Giorgio ha disposto il fermo, per lesioni gravissime, del compagno della donna incinta, ricoverata in gravi condizioni al Maggiore di Bologna, che aveva accusato forti dolori dopo aver bevuto una bibita da una bottiglia. L'uomo, 35 anni, avrebbe ammesso, dopo iniziali reticenze, di avere versato nella bottiglia una sostanza irritante.

E' ancora da definire il movente: ma potrebbe essere legato proprio alla gravidanza. Gli inquirenti stanno valutando se, con quella sostanza, avrebbe voluto tentare di farla abortire. E' da verificare l'ipotesi che il feto, che comunque non ha avuto conseguenze, abbia delle malformazioni.

L'Huffington Post

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Vincenzo Paduano si difende: "Avevo l'alcol per bruciare l'auto del nuovo fidanzato di Sara"

3 Giugno 2016, 07:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Vincenzo Paduano si difende: "Avevo l'alcol per bruciare l'auto del nuovo fidanzato di Sara"

INSERITO DA STAFF www.mikivettica.net L'obiettivo iniziale di Vincenzo Paduano, la guardia giurata di 27 anni che ha confessato di aver ucciso l'ex fidanzata Sara Di Pietrantonio, era quello di dare fuoco all'automobile del nuovo compagno della vittima. Almeno così ha sostenuto nell'interrogatorio davanti ai giudici, secondo un articolo pubblicato sul quotidiano la Repubblica.

«Il mio progetto iniziale era quello di incendiare la macchina di Alessandro». Esordisce così nell’interrogatorio di garanzia Vincenzo Paduano, detenuto nel carcere di Regina Coeli. L’ex fidanzato di Sara Di Pietrantonio voleva sfogare, in questo modo, la sua rabbia per essere stato lasciato dalla ragazza. Non specifica quando avrebbe voluto mettere a segno la sua personale vendetta. Non indica come data lo stesso giorno in cui poi ha ammazzato Sara. Ribadisce in sostanza che la bottiglietta di alcool che aveva nella sua macchina, e che poi ha gettato su Sara, l’aveva comprata per quell’obiettivo: dare alle fiamme, prima o poi, l’auto del nuovo ragazzo di Sara.

Durante l'interrogatorio vengono poi riportate le molestie verbali e le continue telefonate che Paduano faceva a Sara

Alessandro è il giovane col quale la sua ex, da appena una settimana, da quando si era lasciata con Vincenzo, aveva iniziato una relazione. Una liaison tra i due che aveva letteralmente fatto uscire fuori di senno Vincenzo. L’ammette il ragazzo accusato di omicidio e stalking. Di fatto, oltre a concepire il piano perfido di incendiare l’auto di Alessandro aveva iniziato, quasi contemporaneamente, a bombardare di chiamate e messaggi al telefonino Sara. È lo stesso Paduano ieri a spiegarlo al pm Maria Gabriella Fazi e al gip Paola Dalla Monica: «Voglio precisare che io non l’ho mai minacciata. È vero, nell’ultimo periodo la chiamavo con insistenza, le mandavo sms al cellulare e controllavo gli orari degli accessi su WhatsApp. Ecco, se questo può definirsi stalking, allora sì …».

LA REPUBBLICA

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Milano, il misterioso suicidio di Carlotta Benusiglio. La stilista aveva denunciato il fidanzato che la picchiava

3 Giugno 2016, 07:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PRIMO PIANO E ANTEPRIMA Milano, il misterioso suicidio di Carlotta Benusiglio. La stilista aveva denunciato il fidanzato che la picchiava

INSERITO DA STAFF www.mikivettica.net L'hanno trovata martedì scorso all'alba in un parco di Milano impiccata con una sciarpa, ma con i piedi che toccavano terra. Si chiamava Carlotta Benusiglio, 37 anni, e in passato aveva accumulato numerosi referti all'ospedale per botte dopo i litigi con il compagno, che nei mesi scorsi aveva anche denunciato per lesioni.

Sul letto della donna la polizia ha trovato delle macchie di sangue. Nella stanza della Benusiglio la musica era ancora accesa quando i famigliari sono entrati. Dal mobiletto dei medicinali mancano alcune compresse di ansiolitico, non sufficienti forse a provocare la morte.

Lo scrive il Corriere della Sera:

Era una ragazza bellissima, alle spalle aveva una storia complicata e per questo, dall’altra mattina i poliziotti del commissariato di Porta Genova stanno facendo accertamenti molto approfonditi. Una storia complicata soprattutto per una relazione: più volte, negli ultimi mesi, quella ragazza è andata in pronto soccorso per litigi col fidanzato; lesioni gravi, più di una volta, di cui c’è traccia nei referti medici e almeno in una denuncia, che risale allo scorso febbraio.

 
 

L'autopsia sarà eseguita venerdì e soltanto dopo l'esito dell'esame sarà possibile avere la certezza sull'ipotesi di omicidio, pista sulla quale la famiglia sembra convinta.

Carlotta era la sorella di Giorgia Benusiglio, conosciuta per la opera di sensibilizzazione nei confronti delle pasticche e delle amfetamine: da giovane Giorgia si era salvata per miracolo con un trapianto di fegato dopo una overdose e aveva scritto un libro sulla propria esperienza: "Vuoi trasgredire? Non farti!".

E' proprio Giorgia a escludere che la sorella Carlotta possa essersi tolta la vita in modo così plateale: "Non credo assolutamente che mia sorella si sia suicidata. Non lo avrebbe mai fatto e soprattutto, vista la riservatezza, mai a due passi da casa, usando un albero in una piazza. Per assurdo avrebbe potuto farlo usando il soppalco. Io e la mia famiglia vogliamo la verità. Del fidanzato non voglio parlare, noi eravamo contrari per precisi motivi alla relazione".

Carlotta Benusiglio con il padre
carlotta

Carlotta Benusiglio con la sorella
carlottabenusiglio

Il legale della famiglia Benusiglio, Gianluigi Tizzi, afferma che Carlotta era una persona molto riservata che non si sarebbe mai suicidata in un luogo pubblico e soprattutto che stava aspettando la visita di una cara amica dall'estero, perciò non aveva motivo di concludere tragicamente la sua esistenza.

 

FONTE L'Huffington Post | Di Laura Eduati

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SPORT NEWS E SPORT LOCALE NAPOLI: HERRERA DICE SI' MA MANCA ACCORDO COL PORTO, ATL. MADRID SU VRSALJKO

2 Giugno 2016, 12:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SPORT NEWS E SPORT LOCALE NAPOLI: HERRERA DICE SI' MA MANCA ACCORDO COL PORTO, ATL. MADRID SU VRSALJKO
SPORT NEWS E SPORT LOCALE NAPOLI: HERRERA DICE SI' MA MANCA ACCORDO COL PORTO, ATL. MADRID SU VRSALJKO

DI ANGELA CECERE Hector Herrera ha detto sì. Il centrocampista messicano del Porto si è convinto a trasferirsi in maglia azzurra e nelle ultime ore avrebbe trovato anche un accordo di massima sull'ingaggio. Herrera, che in Portogallo guadagna 800 mila euro all'anno, arriverebbe il prossimo anno a 1,2 milioni di euro. Il problema per il Napoli è ora quello di trovare un punto di incontro con la società di appartenenza del calciatore.

02.06.2016 13.57

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SEZ. CULTURA E SPETTACOLI RITA SCHILLACI, L'APPELLO DISPERATO DALLA D'URSO. A POMERIGGIO 5: "NON SI PUÒ VIVERE IN TENDA"

2 Giugno 2016, 12:40pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. CULTURA E SPETTACOLI RITA SCHILLACI, L'APPELLO DISPERATO DALLA D'URSO. A POMERIGGIO 5: "NON SI PUÒ VIVERE IN TENDA"

INSERITO DA ANGELA CECERE Rita Schillaci, l'ex moglie di Totò, in tenda da oltre un mese dopo lo sfratto, è tornata a parlare in collegamento con 'Pomeriggio 5, la trasmissione di Canale 5 condotta da Barbara D'Urso. Le telecamere di Pomeriggio 5 hanno trascorso un'intera notte con lei, documentando il disagio nel quale vive: "Non si può vivere in una tenda. Non si può vivere senza avere più nulla. Avere cancellato la mia vita in un attimo non è possibile".

LEGGO.IT

02.06.2016 13.40

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SEZ. ECONOMIA IMU E TASI 2016, ARRIVA L'ACCONTO DA PAGARE: SCADENZA IL 16. ECCO GLI IMMOBILI ESENTI

2 Giugno 2016, 12:10pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. ECONOMIA IMU E TASI 2016, ARRIVA L'ACCONTO DA PAGARE: SCADENZA IL 16. ECCO GLI IMMOBILI ESENTI
SEZ. ECONOMIA IMU E TASI 2016, ARRIVA L'ACCONTO DA PAGARE: SCADENZA IL 16. ECCO GLI IMMOBILI ESENTI

INSERITO DA ANGELA CECERE Occhio al calendario. Il prossimo 16 giugno è la data fissata per il pagamento dell'acconto dell'Imu e della Tasi. Ma c'e' una buona notizia. I 20 milioni di italiani chiamati al pagamento di queste imposte potranno toccare con mano i benefici dell'esenzione recentemente introdotta dal Governo. Infatti, come ricorda il portale di informazione giuridica studiocataldi.it, la legge di stabilita' 2016 ha previsto l'abolizione dei tributi comunali sulla "prima casa". Quella, per intendersi, nella quale risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente il contribuente e i suoi familiari, e sulle case assimilate alle abitazioni principali. Ma quali sono gli immobili assimilati alle prime case? Per legge - spiega l'avvocato Valeria Zeppilli - si tratta, innanzitutto, della casa coniugale che il giudice ha assegnato in sede di separazione o di divorzio, anche se in comodato. Si tratta, poi, degli alloggi sociali e degli immobili delle cooperative edilizie a proprietà indivisa che sono stati adibiti dai soci ad abitazione principale o che sono stati destinati a studenti universitari soci assegnatari. In alcuni casi l'assimilazione di un immobile a una prima casa è fatta dai Comuni. In particolare - scrive l'esperta di studiocataldi.it - questi possono prevedere che sia assimilata ad abitazione principale la casa di anziani o di disabili, non locata, quando questi hanno acquisito (a seguito di ricovero permanente) la loro residenza presso degli istituti sanitari o di ricovero. Da quest'anno però, al contrario di quanto avvenuto nel 2015 in alcuni Comuni, non sono più assimilati a prima casa gli immobili concessi in comodato ai parenti di primo grado. Non sempre le prime case possono beneficiare dell'esenzione. Non pagano nulla a titolo di Tasi e di Imu - sottolinea Zeppilli - solo le abitazioni che non sono di lusso. Quelle che rientrano nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, invece, alla prossima scadenza del 16 giugno sono tenute a pagare a titolo di acconto il 50% di quanto dovuto per tali imposte.

LEGGO.IT

02.06.2016 13.10

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SEZ. POLITICA PIAZZA NEGATA A SALVINI: "TELEFONATE TUTTI AL COMUNE". MA SBAGLIA NUMERO

2 Giugno 2016, 12:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. POLITICA PIAZZA NEGATA A SALVINI: "TELEFONATE TUTTI AL COMUNE". MA SBAGLIA NUMERO
SEZ. POLITICA PIAZZA NEGATA A SALVINI: "TELEFONATE TUTTI AL COMUNE". MA SBAGLIA NUMERO

INSERITO DA ANGELA CECERE Dopo due giorni non si placano le polemiche a Bologna per la richiesta, negata dal Comune, di ospitare il comizio di Matteo Salvini piazza Verdi. Il leader della Lega Nord, che sostiene la candidata a sindaco Lucia Borgonzoni, se l'è presa con la Prefettura e con il primo cittadino uscente, Virginio Merola. Per questo motivo, su Facebook, ha invitato i propri elettori a riempire di telefonate gli uffici del Comune e della Prefettura per protesta. Peccato, però, che piazza Verdi non sia nella lista dei luoghi destinati ai comizi elettorali. E soprattutto che Salvini abbia sbagliato i numeri di telefono: LEGGO.IT

02.06.2016 13.07

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MONZA E PROVINCIA NEWS Pugni e stampellate in faccia alla convivente, arrestato (ma già libero)

2 Giugno 2016, 12:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS Pugni e stampellate in faccia alla convivente, arrestato (ma già libero)
MONZA E PROVINCIA NEWS Pugni e stampellate in faccia alla convivente, arrestato (ma già libero)

INSERITO DA ANGELA CECERE Un cinquantenne monzese monzese è stato arrestato per aver aggredito a pugni e stampellate in faccia la sua compagna, al culmine di una lite nella loro casa di Monza. Soccorsa grazie ad una telefonata dei vicini di casa che dopo averla sentita urlare hanno telefonato al 112 la donna, quarantenne, è stata trasportata in ospedale. Medicata e visitata per i forti traumi al volto è stata dimessa con un mese di prognosi. Il suo compagno, su disposizione del Tribunale di Monza, è stato sottoposto ad allontanamento da casa e gli è stato vietato l’avvicinamento alla convivente.
Un diverbio, una lite protrattasi per quasi due giorni e ad avere la peggio è stata come al solito, la parte femminile di una coppia. Prima pugni al volto, alla nuca, sul naso, poi le stampellate. Claudicante per una distorsione alla caviglia il cinquantenne violento non ha esitato ad usare anche quella per colpire in viso la donna con la quale aveva scelto di dividere la vita. Ma fortunatamente lei si è salvata, soccorsa dai carabinieri di Monza arrivati sul posto di corsa, dopo la telefonata di un vicino. La notte in ospedale per rimettersi in piedi l’una, una notte in cella con l’accusa di lesioni personali il secondo, la mattina dopo è come non fosse successo niente (segni sul volto della donna a parte).
Si, perché il Tribunale di Monza, riconosciuta la convalida del fermo dell’uomo, lo ha condannato al “divieto di allontanamento e di non avvicinamento”. In concreto l’uomo, da solo, deve stare attento a non avvicinarsi alla vittima, senza che nessuno sia deputato al suo controllo. A farsi controllare il volto tumefatto da un medico, per almeno un mese, sarà la vittima.

MBNEWS

02.06.2016 13.00

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