Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
SEZ. VANGELO E METEO IL METEO DEL 04.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE
A CURA DI ANGELA CECERE Nuova perturbazione atlantica. Neve fino in pianura al Nord, ma migliora presto. Piogge al Centro-Sud con temporali su Campania e Calabria, al mattino anche su Lazio e Umbria.
NORD
Neve debole o mista a pioggia sulla Pianura Padana, assente sui monti od occasionale. Pioggia in Emilia Romagna e basso Veneto. Migliora nel pomeriggio.
Temperature
Senza variazioni.
CENTRO e SARDEGNA
Piogge diffuse su Toscana, Lazio, Sardegna e Umbria, deboli altrove. Migliora dal pomeriggio, eccetto su Umbria e Reatino. In serata nuove piogge in Sardegna. Neve sopra i 1300/1400 metri.
Temperature
Senza particolari variazioni.
SUD e SICILIA
Molto nuvoloso con precipitazioni diffuse, soprattutto su Campania e Calabria, forti sul Cosentino tirrenico con temporali intensi. Neve sopra i 1700/1800 metri. Maltempo che continua sulla Calabria tirrenica.
Temperature
Stazionarie.
11.27
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Cancro, comportamenti e fattori ambientali alla base del 70-90% dei casi
INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Solo il 10-30% dei tumori sarebbe dovuto a fattori casuali
La sfortuna non c'entra: il 70-90% dei casi di cancro dipende da fattori ambientali e dall'adozione di stili di vita errati. Ad affermarlo, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature, sono i ricercatori della Stony Brook University di New York (Usa), coordinati da Yusuf A. Hannun, che dichiara: “Il nostro approccio fornisce un nuovo quadro di riferimento, che prende in esame fattori intrinseci ed estrinseci per quantificare i rischi di sviluppare il cancro nel corso della vita”.
Gli autori hanno smentito i risultati ottenuti da una ricerca precedente, condotta dagli esperti della Johns Hopkins University School of Medicine di Baltimora (Usa) e pubblicata a gennaio su Science, secondo cui 2 tumori su 3 sarebbero provocati da fattori casuali. Sarebbero, quindi, dovuti alla “sfortuna”. In particolare, l'analisi aveva evidenziato che la maggior parte dei casi di cancro sarebbe il risultato di mutazioni accidentali avvenute durante la divisione delle cellule staminali.
Secondo gli studiosi newyorkesi, invece, il vizio del fumo, i comportamenti scorretti e l'esposizione a sostanze tossiche e radiazioni sarebbero i maggiori responsabili dell'insorgenza delle neoplasie. Per dimostrarlo, hanno esaminato l'influenza dei fattori interni ed esterni sullo sviluppo del cancro, utilizzando quattro approcci analitici differenti. In particolare, sono ricorsi a modelli computerizzati, dati anagrafici, analisi delle mutazioni cellulari ed esami genetici.
Al termine dell'indagine, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che, in realtà, la “sfortuna” sarebberesponsabile solo del 10-30% dei casi. Una percentuale compresa tra il 70 e il 90%, invece, sarebbe dovuta acause esterne, come l'esposizione a sostanze nocive e gli stili di vita non salutari.
Foto: © vitanovski - Fotohttp://salute24.ilsole24ore.com/articles/18352-cancro-comportamenti-br-e-fattori-ambientali-br-alla-base-del-70-90-dei-casilia
di Nadia Comerci s.p.
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Broccoli e cavoli, contro il cancro grazie al sulforafano
INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Il consumo regolare di broccoli e cavoli potrebbe aiutare a prevenire e a contrastare il cancro. Queste verdure, infatti, contengono una sostanza, chiamata sulforafano, che sarebbe in grado di aumentare l'espressione di un gene oncosoppressore, noto come p16. È quanto emerge da uno studio pubblicato sulla rivista Clinical Epigenetics dai ricercatori americani guidati da Praveen Rajendran, del Texas A & M Health Science Center di Houston (Usa). Secondo gli esperti, l'effetto benefico derivante dall'assunzione di verdure crocifere (come cavolini di Bruxelles, cavolo, broccoli e cavolfiore) potrebbe durare anche dopo averne limitato il consumo: “Il nostro studio suggerisce la possibilità che i meccanismi epigenetici siano inizialmente attivati dal sulforafano e dai suoi metaboliti – spiega Rajendran -, e che i processi a valle potrebbero essere prolungati, almeno nel breve termine, anche dopo l'eliminazione di questi composti dall'organismo”.
La ricerca è stata condotta su 28 ultracinquantenni di entrambi i sessi, ai quali è stato chiesto di riportare le loro abitudini alimentari. Inoltre, i soggetti sono stati sottoposti a colonscopia. Confrontando le risposte dei partecipanti con i referti dell'esame, gli studiosi hanno scoperto che l'assunzione regolare di verdure crocifere potrebbe aiutare a prevenire l'insorgenza del cancro, o potrebbe rallentare la crescita tumorale. È, infatti, emerso che i soggetti che mangiavano spesso questi vegetali avevano livelli più alti di espressione del gene soppressore del cancro. Negli individui che, invece, mangiavano broccoli e cavoli raramente, o che non lo facevano mai, l'espressione genica di p16 risultava inferiore. Inoltre, i ricercatori hanno constatato che i benefici derivanti dall'assunzione di broccoli e cavoli persistevano anche dopo che i volontari ne avevano ridotto il consumo.
Secondo gli esperti, il sulforafano sarebbe quindi in grado d'influire su p16, un gene che aiuta a prevenire e a combattere il cancro. Di conseguenza, ipotizzano che l'assunzione frequente della sostanza potrebbe anche rafforzare l'efficacia dei farmaci oncologici. Le proprietà antitumorali delle verdure crocifere sono anche state confermate da un esperimento condotto sui topi e durante uno studio precedente, eseguito dai ricercatori su alcune cellule di colon e prostata coltivate in laboratorio. Tuttavia questo studio avrebbe una valenza maggiore, perché avrebbe dimostrato l'esistenza di effetti benefici anche sugli umani.
“Il nostro lavoro offre prove esaurienti, basate su studi condotti sulle cellule, sugli animali e sugli umani, del fatto che il sulforafano possa aiutare a prevenire il cancro - osserva Rajendran -. Si può quindi affermare la validità di ciò che i nutrizionisti ripetono da anni: bisogna mangiare le verdure”.
http://salute24.ilsole24ore.com/articles/18310-broccoli-e-cavoli-br-contro-il-cancro-br-grazie-al-sulforafano
SEZ. VANGELO E METEO IL VANGELO DEL 04.01.2016 A CURA DI ANGELA CECERE
A CURA DI ANGELA CECERE S. Angela da Foligno, terziaria Francescana († 1309)
Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Giovanni 1,35-42.
Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli
e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l'agnello di Dio!».
E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?».
Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro.
Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)»
e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».
11.17
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Cosa vogliono i neonati? Un’app ne "traduce" il pianto
INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA L'Infant Cries Translator segnala se il piccolo ha sonno, fame, ha il pannolino bagnato o prova dolore
Una nuova applicazione per smartphone e tablet sarebbe capace d’interpretare il significato del pianto dei neonati. Riuscirebbe, infatti, a capire e segnalare ai genitori se il piccolo ha fame, ha sonno, prova dolore o necessita di un pannolino asciutto. Il programma, acquistabile sull’App Store o su Google Play al prezzo di circa 3 dollari, si chiama “Infant Cries Translator” ed è stato sviluppato dai ricercatori del National Taiwan University Hospital Yunlin di Taipei (Taiwan), coordinati da Chang Chuan-yu. Secondo gli esperti, l’app sarebbe in grado di distinguere quattro diversi suoni emessi dai neonati in lacrime e di associare un preciso significato a ciascuno di essi.
Per realizzare il programma, gli scienziati asiatici hanno raccolto, per oltre due anni, circa 200 mila effetti acustici emessi da un centinaio di neonati durante i momenti di pianto. Hanno, quindi, inserito tutti i segnali sonori all’interno di una database online e sviluppato un software capace di distinguerli. Sulla base dell’analisi della frequenza delle urla dei piccoli, l’app risulta in grado di scoprirne le necessità. E lo fa nel giro di soli 15 secondi, con un’accuratezza che può raggiungere il 92% nei neonati di meno di due settimane.
Quanto, invece, il bambino raggiunge i sei mesi, l’applicazione diventa meno utile. A quest’età, spiegano gli esperti, il piccolo viene influenzato dall’ambiente che lo circonda. Tuttavia, gli studiosi ritengono che l’app possa rappresentare un’utile strumento per i genitori, soprattutto per quelli che sono alle prese con il primo figlio.
“L’Infant Cries Translator può distinguere quattro diversi tipi di suoni associati al pianto dei bambini, come fame, sonno, dolore e pannolino bagnato – spiega Chang Chuan-yu -. Finora, in base ai feedback degli utenti, abbiamo constatato che l'accuratezza dell’applicazione può raggiungere il 92% nei bambini di età inferiore alle due settimane. Per quanto riguarda i bambini di uno o due mesi, la precisione dell’app può arrivare fino all’84-85%. Infine, nei bimbi di quattro mesi, il programma individua il significato del pianto con un’esattezza del 77%”.
Foto: © famveldman - Fotolia
di Nadia Comerci s.p. (04/01/2016) http://salute24.ilsole24ore.com/articles/18365-cosa-vogliono-i-neonati-unapp-ne-traduce-il-pianto
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Colesterolo, un vaccino contrasta quello “cattivo”
INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Rafforza l'efficacia delle statine
Un nuovo vaccino sembra in grado di ridurre i livelli di colesterolo “cattivo” (o Ldl) nel sangue. A realizzarlo, nel corso di uno studio pubblicato sulla rivista Vaccine, sono stati i ricercatori dell'Università del New Mexico di Albuquerque (Usa) e del National Institutes of Health di Bethesda (Usa). Secondo gli esperti, il farmaco potrebbe rafforzare l'efficacia delle statine, i medicinali più utilizzati dalle persone che soffrono di ipercolesterolemia, o addirittura sostituirle.
Gli scienziati, che hanno messo a punto anche il vaccino anti-Hpv, hanno sviluppato un farmaco capace di disattivare la proteina chiamata PCSK9, che regola i livelli di colesterolo nel sangue. In particolare, il medicinale sarebbe in grado di indirizzare le difese immunitarie dell'organismo contro questa molecola, per bloccarne l'operato. In questo modo, riuscirebbe anche a ridurre la quantità di Ldl presente nel flusso sanguigno.
Per testarne l'efficacia, gli autori hanno somministrato il vaccino a un gruppo di topi e ad alcuni macachi. Al termine dell'esperimento, hanno scoperto che nei roditori il vaccino aveva ridotto fino al 55% il colesterolo totale del sangue. Nei primati, invece, aveva diminuito dal 10 al 15% i livelli di Ldl. Inoltre, gli studiosi hanno rilevato che, nei macachi, il medicinale era stato in grado di aumentare del 40% l'efficacia delle statine. Per di più, il suo effetto era durato per circa 90 giorni.
Secondo i ricercatori, se i risultati ottenuti saranno confermati anche dalla sperimentazione sugli umani, il vaccino rappresentare una valida alternativa alle statine. O, almeno, potrebbe rendere questi farmaci più efficaci. “Le statine restano i farmaci più comunemente prescritti per il colesterolo – osserva Alan Remaley, che ha guidato la ricerca -. Anche se risultano efficaci per molte persone, possono causare effetti collaterali. Inoltre, non funzionano correttamente su tutti i pazienti. I risultati del nostro studio sembrano straordinari e suggeriscono che il vaccino potrebbe costituire un nuovo potente trattamento per l'ipercolesterolemia”.
di Nadia Comerci s.p. (13/11/2015)
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Acne, il disturbo più diffuso tra i teenager
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA L'acne è il disturbo epidermico più diffuso tra gli adolescenti. Secondo uno studio pubblicato sulla rivista British Medical Journal, ne soffre circa l'80% dei teenager di entrambi i sessi, anche se in misura diversa. Si manifesta attraverso la comparsa di piccole lesioni cutanee chiamate brufoli o foruncoli, causate dall'infiammazione delle ghiandole sebacee. Queste particelle, che si trovano alla base dei follicoli piliferi, secernono il sebo, una sostanza oleosa che serve a lubrificare l'epidermide e i peli. Se le cellule epiteliali morte restano imprigionate nel sebo, si determina l'occlusione del poro. Questo processo causa l'infiammazione delle ghiandole sebacee, che iniziano a produrre una quantità eccessiva di sebo. Se l'epidermide si rompe, il brufolo si manifesta come una pustola o una papula. Se, invece, il pus non riesce a trovare una via d'uscita, si determina la formazione di una cisti o di un nodulo.
Cause – L'acne può essere causata da fattori batterici, ormonali o genetici. Il disturbo può essere provocato dalla prolificazione di un microrganismo che vive sulla superficie della pelle, chiamato Propionibacterium acnes. In determinate circostanze, il batterio stimola la produzione di sebo e produce una sostanza che causa una risposta immunitaria. Pertanto provoca l'otturazione e l'infiammazione dei pori cutanei. L'acne, inoltre, può essere causato da un livello eccessivo degli ormoni androgeni (in particolare deltestosterone), che determina l'iperattività delle ghiandole sebacee, che finiscono per produrre un'eccessiva quantità di sebo. Infine, l'acne può essere ereditaria, per cui esiste una predisposizione genetica a svilupparla.
Alimentazione - L'acne non è causata da una cattiva alimentazione. Tuttavia, alcuni cibi ne favoriscono l'insorgenza. Si tratta, in particolare, degli alimenti ricchi di zuccheri, dei prodotti lattiero-caseari, dei cibi ad alto indice glicemico, dei cibi eccessivamente salati, del junk food e degli alimenti ricchi di grassi saturi. Pertanto, modificare il regime alimentare potrebbe aiutare ad attenuare i sintomi del disturbo.
Manifestazioni – Esistono diversi tipi di brufoli:
punti bianchi - noti anche come un “comedoni chiusi”, sono brufoli sottocutanei che restano sotto la superficie della pelle. Generalmente di manifestano su viso, collo, schiena e avambraccio. Sono costituiti da raggruppamenti di sebo, cheratina e microrganismi che si accumulano all'interno dei follicoli piliferi;
punti neri - chiamati anche “comedoni aperti”, sono chiaramente visibili. Si manifestano sulla superficie e assumono un colorito scuro. Derivano dalla dilatazione e dall'apertura dei punti bianchi o comedoni chiusi. La colorazione della sommità del comedone non è dovuta alla sporcizia, ma al deposito di melanina e all'azione ossidante dell'ossigeno. In ogni caso, una scarsa pulizia della pelle può favorirne la comparsa;
papule - sono piccole lesioni della pelle, di consistenza solida e forma cilindrica. A differenza delle pustole, non contengono pus. Generalmente hanno un diametro inferiore ai 10 millimetri. Possono essere determinate da un'infiammazione causata da un'escoriazione della pelle o da un'infezione, ma anche dalla crescita anomala dei vasi sanguigni o delle cellule epidermiche;
pustole – sono impurità cutanee ripiene di pus. Sono chiaramente visibili sulla superficie della pelle, anche perché risultano in rilievo. Sono costituite da una cavità rossastra contenente una piccola sacca di pus;
noduli - sono morfologicamente simili alle papule, ma risultano più grandi. Sono causati dall'accumulo di secrezioni in profondità e al tocco possono essere dolorosi;
cisti - sono grumi sottocutanei ripieni di pus, che risultano visibili sulla superficie della pelle, perché ne determinano il rigonfiamento. Sono dolorose e, se non trattate correttamente, possono lasciare cicatrici.
http://salute24.ilsole24ore.com/articles/18303-acne-il-disturbo-piu-diffuso-tra-i-teenager
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT.ROSA DE MARTINO Inverno: consigli pratici per affrontare il freddo
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Il freddo può mettere a dura prova la salute. Lo sa bene chi ha a che fare con patologie croniche, che nei mesi in cui le temperature sono più basse corre il rischio di vederne riacutizzarsi i sintomi, ma non solo. Indipendentemente dal nostro stato di salute e dalla nostra età, tutti corriamo il rischio di trovarci alle prese con i cosiddetti malanni di stagione, soprattutto se non ci proteggiamo adeguatamente dalle basse temperature.
Ecco qualche consiglio per evitare che ad avere la meglio siano i microbi o le patologie con cui i malati cronici sono costretti a convivere quotidianamente.
http://salute24.ilsole24ore.com/articles/18284-inverno-br-consigli-pratici-per-br-affrontare-il-freddo
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI PENISOLA SORRENTINA DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Terza età, la felicità è il segreto per mantenersi indipendenti
INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Gli anziani che si godono la vita la affrontano con meno difficoltà quotidiane
Godersi la vita aiuta a mantenersi attivi e indipendenti nonostante lo scorrere degli anni: secondo uno studio pubblicato sul Canadian Medical Association Journal durante la terza età esiste una stretta associazione, indipendente da fattori importanti come lo stato di salute o le disponibilità economiche, tra la capacità di affrontare i piccoli impegni della vita di tutti i giorni e la felicità.
La ricerca, frutto del lavoro di Andrew Steptoe e colleghi dell'University College di Londra, ha coinvolto 3.199 uomini e donne di età minima pari a 60 anni. Le informazioni raccolte attraverso questionari in cui è stato chiesto a tutti i partecipanti di valutare il loro livello di felicità assegnando un punteggio da 1 a 4 ad affermazioni come “mi piacciono le cose che faccio” o “in questi giorni mi sento pieno di energie” sono state combinate con dati sulla loro capacità di svolgere attività come alzarsi dal letto, vestirsi o lavarsi. E' stato così scoperto che gli anziani più felici hanno una probabilità 3 volte inferiore rispetto a quelli meno felici di andare incontro a disabilità che minano la loro autonomia nella vita di tutti i giorni. “Ciò – ha spiegato Steptoe – non è dovuto al fatto che le persone più felici godano di migliori condizioni di salute, o siano più giovani, o più ricche, o conducano dall'inizio stili di vita più salutari, dato che quando teniamo conto di questi fattori l'associazione continua ad esistere”.
“I nostri lavori precedenti hanno dimostrato che le persone anziane che si godono di più la vita hanno una maggiore probabilità di sopravvivere negli 8 anni successivi; quello che dimostra questo studio – ha concluso Steptoe – è che riescono anche a mantenere migliori funzioni fisiche”.
di Silvia Soligon http://salute24.ilsole24ore.com/articles/16345-terza-eta-la-felicita-e-il-segreto-per-mantenersi-indipendenti
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