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MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare - 2016: o si fa Stabia o si muore L'anno decisivo, l'anno della riscossa, della rinascita o l'ennesimo

2 Gennaio 2016, 15:47pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare - 2016: o si fa Stabia o si muore  L'anno decisivo, l'anno della riscossa, della rinascita o l'ennesimo
MONTI LATTARI E CASTELLAMMARE DI STABIA NEWS Castellammare - 2016: o si fa Stabia o si muore  L'anno decisivo, l'anno della riscossa, della rinascita o l'ennesimo

DI ANGELA CECERE L'anno decisivo, l'anno della riscossa, della rinascita o l'ennesimo anno horribilis di una città maledetta, ingovernabile, allo sbando, priva di una identità, smarrita nei suoi desideri e nei suoi sogni. Una classe politica deficitaria, una società civile egualmente incapace di esprimere novità sul piano intellettuale. Un quadro desolante che necessita riscatto. Ad oggi le forze politiche in campo sembrano ferme al palo.

02.01.2016 15.47

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Inclusione scolastica: un grande sogno di Natale

2 Gennaio 2016, 15:45pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

albero di Natale con libriINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Nonostante le stabilizzazioni ed il potenziamento dei docenti, per gli alunni disabili permangono i problemi di sempre
 

Gli studenti disabili sono in costante aumento. A confermarlo è stato il MIUR, nel focus pubblicato alcune settimane fa, secondo cui l’incidenza degli alunni con disabilità sul totale degli alunni frequentanti le scuole italiane, è progressivamente aumentata nel corso dell’ultimo decennio; infatti, nell’a.s. 2014/2015 tale percentuale si è attestata intorno al 2,7%, mentre nell’a.s. 2004/2005 era pari all’1,9%. Per coprire questo incremento, la quota dei docenti di sostegno a tempo indeterminato sul totale dei docenti è passata dal 48,1% al 62,8%. Ciò, però, corrisponde a circa 96 mila posti coperti con personale di ruolo, a fronte di quasi 130 mila necessari. Il precariato e la carenza di docenti specializzati, dunque, continuano. Ancora oggi, cioè, nonostante le stabilizzazioni degli ultimi anni, un docente di sostegno su quattro è precario. A poco è servito, inoltre, il recente potenziamento che ha previsto 6.446 nuovi posti, perché i posti di sostegno in deroga sono aumentati di 11.254 unità. 

Non sono diminuiti, inoltre, i ricorsi al TAR da parte delle famiglie, per il rispristino delle ore spettanti nelle situazioni di gravità, diritto sancito dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 80/10 e troppo spesso negato. Anzi, si registrano anche non pochi ricorsi e diffide pure per l’assegnazione delle ore di assistenza cui si ha diritto. 

Insomma, niente di nuovo sotto il sole per gli alunni con disabilità, nonostante la rivoluzione operata dalla cosiddetta buona scuola, anzi.

Non smette di destare grande preoccupazione tra gli addetti ai lavori anche la posizione assunta dalle associazioni sostenitrici di una proposta di legge che vuole creare appositi ruoli per i docenti di sostegno, formati separatamente per rispondere a diversi profili di funzionamento. Tale proposta pare trovare grande consenso al MIUR ma, invece, grandissime perplessità tra i docenti, che ben conoscono le derive, a scuola, delle delega, delle esclusioni, delle parcellizzazioni, delle classificazioni, di tutto ciò che invece di unire, vuole separare.

Il Miur, del resto, pare accogliere logiche di separazione anche attraverso le sue stesse circolari, dal momento che suggerisce il ricorso didattico ai gruppi di livello, ritenendolo un efficace strumento per l'attuazione di una didattica individualizzata e personalizzata.

A Padova, intanto, è sorto il progetto di una scuola per non vedenti, che andrebbe a sostituire i primi anni della Scuola Primaria. Si parla di una scuola specialistica, ma facciamo fatica a comprendere la differenza rispetto ad una scuola speciale.

E all’estero? Non sembra andare meglio, se le cronache ci raccontano di una scuola italiana in Belgio che avrebbe accolto l’iscrizione di una bambina con sindrome di Down per mero atto di cortesia, dal momento che in essanon è prevista l’accoglienza di alunni con disabilità.

Ci piacerebbe chiudere l’anno con la soddisfazione propria di un progresso. Ci piacerebbe constatare un miglioramento continuo, regolare, nell’accoglienza, nella non discriminazione, nel segno stesso della civiltà.

Vorremmo anche farlo, ma di certo sarebbe un uso retorico della lingua e si accompagnerebbe a stonature stridenti e forse fastidiose.

Allora lo chiudiamo così, nella consapevolezza che troppo è ancora da fare e che forse qualcosa di importante stiamo anzi perdendo.

Buon Natale.
 

… E nel sogno, per quelle vie deserte, 
mi parve a un tratto d'incontrar Gesù errante in quella stessa notte, 
in cui il mondo per uso festeggia ancora il suo natale. 
Egli andava quasi furtivo, pallido, raccolto in sé, 
con una mano chiusa sul mento e gli occhi profondi e chiari intenti nel vuoto: 
pareva pieno d'un cordoglio intenso, in preda a una tristezza infinita …
                                                                       (Da “Sogno di Natale” – L. Pirandello)

FONTE DISABILI.COM

http://www.disabili.com/scuola-a-istruzione/articoli-scuola-istruzione/inclusione-scolastica-un-grande-sogno-di-natale

 

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Cara Claudia…il nostro 43esimo Natale insieme, oltre la disabilita’

2 Gennaio 2016, 15:39pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

cartolina auguri di nataleINSERITO DA MICHELE PAPPACODA La lettera che Marina Cometto scrive alla figlia con Sindrome di Rett per questo Natale, dove non si aspetta miracoli, ma ringrazia della gioia di ogni giorno
 

C'è chi dice che l'amore e la felicità sono nei piccoli gesti, anche solo uno sguardo vale più di mille parole. Questo è il pensiero di Marina Cometto per sua figlia Claudia, ragazza con grave disabilità che convive con la sindrome di Rett da oltre quarant’anni. Una malattia che le ha rubato tutto: la parola, il cammino, il pensiero, i ricordi lasciando solo il sorriso e la luce immensa del suo animo, dice la madre.

E quest’anno Marina scrive una lettera alla sua “Bambina bella” per il loro 43esimo Natale insieme, felice di averla insieme al resto della famiglia. È Natale, lo è per tutti... e ciò che Marina vuole per sua figlia è riuscire a superare ogni giorno, con impegno e forza gli ostacoli, gli imprevisti, gli scontri con la dura realtà per lei e per sua figlia.

Non sono stati anni facili e non lo saranno in futuro, né per la famiglia che si stringe a sè, né per Claudia, bimba bella che ha dovuto subire la “strega cattiva” con il suo bagaglio di sofferenza, dolore e decadimento fisico e mentale
Ed è un subire che ha imposto anche a chi le è intorno, una vita diversa, un progetto di vita diverso, per te e per noi famiglianon la corsa all’indipendenza, all’ambizione, al successo, ma solo e sempre semplicemente riuscire a superare ogni giorno, con impegno gli ostacoli, gli imprevisti, gli scontri con la dura realtà.

Ma tutto questo dolore ha un senso, è forza pura che ispira ad andare avanti: se tu riesci ancora a sorridere dopo tutto quello che ti è capitato come potremmo noi cedere e lasciare il passo allo sconforto e alla delusione? Con forza Marina combatte, si impegna per garantirle una vita meno sofferta e più dignitosa possibile e non si abbatte, perché la vita di tutti vale la pena di essere, sempre e in qualsiasi modo, vissuta al massimo.

Per questo Natale i miracoli sono solo sognati; sarebbe bellissimo poter vedere Claudia correre, parlare, saltare…ma la realtà fa tornare con i piedi per terra questa mamma coraggiosa. Un regalo però vero, quello reale, è che leisia ancora qui con noi a sorriderci e a donarci con i tuoi sguardi speranza , amore e fiducia, sembra sussurrarle.Tre elementi che fanno dell’esistenza, della nostra esistenza , una forza inestimabile: il regalo che fa Claudia è questo, motore e motivazione per vivere ancora la vita al meglio, sempre con la gioia nel cuore per continuare il cammino iniziato insieme 43 Natali fa.


Qui la lettera integrale di Marina Cometto 

FONTE DISABILI.COM

http://www.disabili.com/aiuto/articoli-qaiutoq/cara-claudia-il-nostro-43esimo-natale-insieme-oltre-la-disabilita

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POSITANO E PRAIANO NEWS Positano al Via la Caccia al Tesoro , una grande festa

2 Gennaio 2016, 15:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

POSITANO E PRAIANO NEWS Positano al Via la Caccia al Tesoro , una grande festa
POSITANO E PRAIANO NEWS Positano al Via la Caccia al Tesoro , una grande festa

DI ANGELA CECERE Positano al Via la Caccia al Tesoro , una grande festa di paese quella organizzata da Officina con il patrocinio del Comune di Positano. La Caccia al Tesoro più coinvolgente ed appassionante della Costiera amalfitana, dal risultato sempre incerto e mai scontato. Questa mattina alle 8,30 sei le squadre allo start

02.01.2016 15.37

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Sono un paraplegico attivo e intelligente, non un cittadino di serie b

2 Gennaio 2016, 15:36pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

omino su carrozzina protestaINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Lo sfogo di un ragazzo disabile: “La gente ancora mi guarda come un luogo comune, il ragazzo che sta in carrozzina, un poverello bisognoso di aiuto che non riesce ad autogestirsi e del quale ci si può approfittare”

Ci chiediamo spesso quanto e come la realtà che ci sta intorno contribuisca a farci sentire cittadini, e non cittadini di serie b. E’, questo, un circolo vizioso che crea frustrazione nutrendosi di frustrazione, e dare voce a questo sentire riteniamo possa essere una sveglia utile a quanti non conoscono la realtà di chi tutti i giorni ha su di sé sguardi che mortificano. A questo proposito, ci ha colpito  quello che un utente ha scritto sulla nostra pagina di Facebook, e che ci ha consentito di pubblicare qui il suo sfogo di cittadino con disabilità.

Sono ormai 10 anni che convivo con la mia sedia a rotelle dopo un incidente che mi ha spaccato in due il midollo spinale; sono solo senza il supporto della famiglia poiché mio fratello ha preferito voltarmi le spalle ed i miei genitori ormai anziani e pieni di acciacchi non hanno la forza per aiutarmi nella mia vita quotidiana, ma nonostante ciò sono riuscito alla grande ad inserirmi di nuovo nella società, tra l’ignoranza ed i pregiudizi che una situazione come la mia comporta.

Non sono ricchissimo, poiché non ho la possibilità di lavorare, ed il mio unico reddito è la pensione sociale, che con l’accompagno mi dà la possibilità di pagarmi il mutuo della casa dove vivo. Da tempo ormai ho imparato a cucinare utilizzando solo generi di prima necessità , in modo da contenere di molto la spesa settimanale. Con molta tenacia, ogni giorno, cerco di espletare le pratiche di routine, ma ogni giorno che passa mi rendo conto chediventa sempre più difficile, per un disabile come me, rapportarsi con le istituzioni e le persone. Anche volendo, non riesco a togliere quella barriera che mi divide dalle persone che se ne vanno in giro con le proprie gambe e, non conoscendomi, mi guardano come un luogo comune, il ragazzo che sta in carrozzina, un poverello bisognoso di aiuto che non riesce ad autogestirsi e del quale ci si può approfittare in qualsiasi modo.

La comunità e le istituzioni fanno tanto per eguagliarci alle persone che utilizzano le gambe e la braccia: effettivamente ci chiamano diversamente abili, cioè, abili in egual modo ma diversamente.  
Io ogni giorno mi scervello per trovare soluzioni che mi possano aiutare nella mia vita quotidiana e giuro che ci metto tutto l'impegno: vado in giro e mi metto in fila come tutti, mi si rompe l’auto e chiamo il carro attrezzi come tutti, insomma,mi rimbocco le maniche e da buon Italiano cerco di sbarcare il lunario finchè...vado al caf per la dichiarazione, munito di scontrini e mi dicono che la pensione sociale non fa reddito, quindi non raggiungo i parametri per la detraibilità; torno a casa e trovo che l'inquilino del piano di sopra continua imperterrito a graffiarmi l'auto; vado in giro come un normale essere umano su sedia a rotelle e tutti mi guardano come un demente bisognoso d'aiuto…

Allora dico Stop! Sono un paraplegico attivo ed intelligente…ma chi glielo dice a questi? L'ignoranza sociale sulla quale mi imbatto mi costringe ad essere tale, e allora mi chiudo dentro casa, spontaneamente arrestato nel mio domicilio, colpevole di essere differentemente intelligente e abile per poter andare in giro tranquillo come una persona normale. Non sono io ma la società mi porta a dire chi me lo fa fare? Voglio diventare un carico pesante per la società perchè essa mi permette di farlo. Questo è il mio sfogo: lo Stato Italiano dovrebbe prendersi maggiormente carico delle problematiche che hanno le persone in carrozzina nella vita di tutti i giorni nello scontrarsi con una società che non ci considera per quello che valiamo, e dovrebbe permettermi e permetterci di essere d’aiuto a questa stessa società, senza farci sentire un onere. Siamo una popolazione in declino poiché non si fa fronte all’inserimento socio-economico della classe DEBOLE come si dovrebbe.  Eppure basterebbe un po’ meno ipocrisia nel guardare la realtà ed affrontarla nel più utile dei modi.

FONTE DISABILI.COM

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PENISOLA SORRENTINA VICO EQUENSE A Sorrento: Violenza su una ragazza reduce dal veglione

2 Gennaio 2016, 15:27pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

PENISOLA SORRENTINA VICO EQUENSE A Sorrento: Violenza su una ragazza reduce dal veglione
PENISOLA SORRENTINA VICO EQUENSE A Sorrento: Violenza su una ragazza reduce dal veglione

DI ANGELA CECERE SORRENTO. L’ha seguita lungo la strada per poi infilarsi nella sua macchina per palpeggiarla. L’inquietante vicenda si è consumata durante la notte di Capodanno, nel centro di Sorrento. Erano circa le 4 di ieri mattina quando la ragazza, 20 anni, è uscita dal locale del centro dove aveva festeggiato l’arrivo del nuovo anno in compagnia degli amici. La vittima è stata soccorsa e accompagnata in caserma dove, sebbene sotto choc e visibilmente provata, ha riferito alle forze dell’ordine i dettagli della vicenda.

02.01.2016 15.27

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CIOCIARIA NEWS Scippano anziana per pagarsi il capodanno,

2 Gennaio 2016, 15:17pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CIOCIARIA NEWS Scippano anziana per pagarsi il capodanno,
CIOCIARIA NEWS Scippano anziana per pagarsi il capodanno,

DI ANGELA CECERE Sono due giovani egiziani arrestati ieri pomeriggio a Cassino dagli uomini del commissariato di polizia diretto dal vice questore Cristina Rapetti.

Un controllo sulla presenza di eventuali occhi indiscreti e via: con mossa repentina il più giovane strappa via la borsa dalla spalla della donna ed, insieme al complice, è fuggito verso l’uscita pedonale della Villa

02.01.2016 15.17

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CILENTO NEWS Ortaggi di stagione e dieta sana. I carciofi

2 Gennaio 2016, 15:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CILENTO NEWS Ortaggi di stagione e dieta sana. I carciofi
CILENTO NEWS Ortaggi di stagione e dieta sana. I carciofi

DI ANGELA CECERE I carciofi non sono solo buoni e a basso contenuto di calorie. Ma, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sino ad oggi si sono valutati più per il loro gusto che per i loro effetti benefici per la salute: ciononostante siano superiori ad altri ortaggi per apporto di vitamine e minerali.

02.01.2016 15.07

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Per la presenza pubblica delle donne con disabilità

2 Gennaio 2016, 15:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Per la presenza pubblica delle donne con disabilità

donne-con-disabilita-1Grazie al lavoro ventennale dell’Associazione catalana Dones No Estàndards, è stata recentemente fondata a Barcellona l’Associació Internacional per la Presència Pública de les Dones i les Dones amb Discapacitat(“Associazione Internazionale per la Presenza Pubblica delle Donne e delle Donne con Disabilità”), organismo che, partendo dalla consapevolezza della mancanza di riconoscimento sociale e politico delle donne e delle donne con disabilità in tutto il mondo, è nato in primo luogo per avviare i processi culturali e politici necessari a garantirne la piena partecipazione.

A Barcellona, nonostante i problemi ancora esistenti, e grazie alla lotta costante che ha portato al potenziamento della loro vita sociale, le donne con disabilità di Dones No Estàndards hanno raggiunto un significativo livello di partecipazione sociale e politica, ma, come nel resto del mondo e dell’Europa, la maggior parte delle donne con disabilità non sono ancora considerate come protagoniste e soggetti pubblici produttivi (in senso culturale e sociale e non solo economico).
Infatti, nei Paesi del Nord Europa, dove le politiche di welfare offrono sicuramente prestazioni elevate, si assiste a una costante segregazione sociale, che impedisce lo scambio sociale tra le donne con disabilità e il resto della società; nei Paesi del Sud Europa, invece, o in quelli in cerca di sviluppo o emergenti, le prestazioni sociali sono sicuramente carenti, ma, almeno da quanto emerso in occasione dell’incontro sulla condizione delle donne con disabilità tenutosi il 26 e 27 novembre scorsi a Barcellona, le donne con disabilità sono più presenti nella società.
E tuttavia, in entrambi i casi la donna con disabilità è considerata come una persona “priva di capacità” e non in grado di contribuire alla vita sociale e politica. Una persona di cui semplicemente ci si deve prendere cura, sempre che vi siano le risorse sufficienti.

Per comprendere questa situazione, si deve far riferimento al doppio significato della parolapoliticapolitica esercitata nello spazio pubblico-reale e politica esercitata nello spazio del potere, cioè potere di influenzarne le azioni, le decisioni, le opinioni, i pensieri. In tal senso si assiste sicuramente a una differenza sostanziale tra i Paesi del Nord e quelli del Sud Europa: relativamente infatti alla politica esercitata nello spazio pubblico-reale, le donne con disabilità del Sud Europa hanno raggiunto un discreto, ma non soddisfacente, livello di partecipazione, mentre non è così per quelle dell’Europa del Nord. Riguardo invece alla politica quale spazio per l’esercizio del potere, le donne con disabilità del Nord Europa vi partecipano maggiormente e in modo significativo.

L’immagine che abbiamo tratteggiato in base alla nostra esperienza e che ci ha portato a riflettere sulle due accezioni del concetto di politica, ci conduce, allo stesso tempo, verso una riflessione più approfondita sull’importanza della partecipazione delle donne nell’arena politica.
La prima definizione della parola politeia (da póleis) viene attribuita ad Aristotele, il quale indica la politica come l’arte di amministrare una città per il bene comune, cui partecipa tutta la società e indica, pertanto, l’attività di governare un Paese. Per il filofoso greco, la politeianon è la realizzazione del Bene Assoluto, bensì l’assicurazione delle condizioni che permettano il “vivere bene” (Politica). La politeía diviene dunque sinonimo di forma retta di governo, in cui governa la maggioranza, ma sono sovrane le leggi.
Pertanto, nell’antica Grecia dove è nata, le due accezioni del concetto di politica, cui abbiamo fatto riferimento, coincidono. Si assiste, infatti, al passaggio in virtù del quale il potere abbandona i palazzi aristocratici in cui era stato esercitato per secoli, per trasferirsi nell’Agorà, dove gli uomini (e solo gli uomini) trattavano gli affari pubblici, ovvero nello spazio pubblico-reale per eccellenza, ma anche nello spazio politico dell’esercizio del potere. È chiaro, infatti, che un uomo, per potere organizzare e trattare le questioni pubbliche, ha bisogno del potere, il potere di decidere cosa sia meglio per la Comunità.
Come ad Atene – dove per la prima volta si verifica questo passaggio e che resterà il riferimento ideale per l’organizzazione democratica anche nelle società in cui oggi viviamo – l’esercizio della politica – intesa come partecipazione e piena cittadinanza – è appannaggio di un ristretto numero di persone, in maggioranza uomini, mentre per le donne lo status è quasi sempre di minorità che non dà quindi adito ai diritti dei maggiorenni maschi.

Se ciò è vero per le donne, lo è ancor di più per le donne con disabilità, a causa del pregiudizio pseudo-biologico sulla disabilità stessa. Infatti, anche se negli ultimi decenni si è assistito ad un ampliamento a livello globale della partecipazione delle donne al processo decisionale, la presenza delle donne con disabilità nella vita politica e pubblica rimane trascurabile nella maggior parte delle società, dove le misure adottate per migliorarne la partecipazione restano sempre inadeguate.
Per le donne con disabilità, come per ogni altro essere umano, partecipazione significa effettiva possibilità e abilità di azione di perseguire scopi e obiettivi a cui assegnano valore, indipendentemente dal fatto che questi abbiano o meno una ricaduta sul proprio tenore di vita o sul proprio benessere.
In primo luogo, significa libertà di scelta, cioè la possibilità effettiva di scegliere liberamente quali azioni intraprendere, quali traguardi realizzare, quali piani di vita perseguire, attribuendo ad essi un valore, non solo strumentale, ma propriamente intrinseco alla sua natura. In secondo luogo, significa libertà di poter disporre tra una pluralità di opzioni disponibili nello spazio delle capacità, ciò che dà sostanza e valore all’idea di sviluppo e di benessere.

Premesso quanto sopra, la citata Associazione Internazionale per la Presenza Pubblica delle Donne e delle Donne con Disabilità nasce quindi per perseguire alcuni precisi obiettivi:
° Costruire uno spazio in cui la politica dello spazio pubblico-reale e quella dello spazio del potere coincidano. Creare cioè società in cui le persone presenti nelle strade, nelle piazze, nei mercati e non solo quelle delle Istituzioni di Governo, a tutti i livelli, possano esercitare la piena cittadinanza. In particolare, ciò è fondamentale per le donne con disabilità; infatti, lacittadinanza attiva presuppone il conseguimento della cittadinanza formale, e ciò significa che per divenire una pratica reale e concreta per le donne con disabilità, esse devono svolgere un ruolo attivo nella comunità in cui vivono ed essere parte attiva e significativa in tutte le scelte che riguardano la loro vita.
° Garantire la piena partecipazione delle donne con disabilità. È chiaro che per questo è necessario avviare una riforma delle politiche che, in modo efficace ed efficiente, riesca ad accrescere il benessere di queste donne, concentrando l’attenzione sulle loro opportunità e potenzialità, al fine di permettere loro di ampliare le scelte e di fruire dei propri diritti.
° Far riconoscere il valore intrinseco della donna con disabilità. La valorizzazione del suo corpo o tecno-corpo “anormale” permette, nelle nostre società “normaliste”, di rompere le norme sociali stabilite e di superare la “paura del diverso” che è alla base di tutte le forme di violenza e violazione dei diritti umani. Poiché la diversità è pervasiva negli esseri umani, porre attenzione alle donne con disabilità consente di superare il dilemma delle differenze. Infatti, ciò permette di focalizzarsi sulle specificità della situazione e dei bisogni del singolo, uomo o donna, senza imprigionarlo con un’etichetta immutabile.

a cura di Roser Ros Riu e Rita Barbuto*SUPERANDO

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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Cava: ragazzina fa una doccia dopo il cenone e finisce in ospedale „ Cava: ragazzina fa una doccia dopo il cenone e finisce in ospedale Una 14enne, probabilmente a causa di una congestione

2 Gennaio 2016, 14:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Cava: ragazzina fa una doccia dopo il cenone e finisce in ospedale „ Cava: ragazzina fa una doccia dopo il cenone e finisce in ospedale Una 14enne, probabilmente a causa di una congestione

DI ANGELA CECERE Sul corpo, diverse scottature causate dal gettito di acqua calda della doccia, dove è rimasta per diverso tempo, prima che i parenti si accorgessero del malore.

02.01.2016 14.57

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