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SEZ. RICETTE Struffoli A CURA DI ANGELA CECERE

2 Gennaio 2016, 16:30pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SEZ. RICETTE Struffoli A CURA DI ANGELA CECERE
SEZ. RICETTE Struffoli A CURA DI ANGELA CECERE

A CURA DI ANGELA CECERE Gli struffoli sono il dolce napoletano per eccellenza del periodo natalizio e ringrazio la mia mamma e la mia nonna per questa ricetta che vi invito a provare. E' veramente squisita.

Gli struffoli sono piccole palline di pasta dolce fritte e avvolte nel miele caldo. Vengono decorate con codette di zucchero, ma anche frutta candita o frutta secca. Nella versione che vi propongo però ci sono solo le codette di zucchero, che la mia mamma chiamava "diavolilli". E' la ricetta che amo di più, ma ciascuno potrà sperimentare secondo il proprio gusto personale.

Gli struffoli si conservano ottimamente a temperatura ambiente per una settimana, ben chiusi sotto una campana di vetro.

INGREDIENTI

INFORMAZIONI
  • 10 persone
  • 420 Kcal a porzione
  • difficoltà media
  • pronta in 2 ore
  • ricetta vegetariana
  • si può preparare in anticipo
PREPARAZIONE
  • Fondere il burro e farlo intiepidire.
  • Rompere le uova in una ciotola, quindi sbatterle.
  • Mettere in una ciotola la farina ben setacciata, quindi unire lo zucchero e la vanillina. Mescolare bene.
  • Fare un foro al centro, quindi unire le uova, il burro fuso, il liquore e la buccia di arancia grattugiata finemente. Solo la parte arancione e non quella bianca che risulta amara.
  • Lavorare gli ingredienti dentro la ciotola fintanto che non si saranno compattati, quindi portare l'impasto sulla spianatoia leggermente infarinata e lavorarlo fino a ottenere un composto omogeneo e compatto.
  • Coprire l'impasto con una ciotola rovesciata e lasciarlo riposare per mezz'ora a temperatura ambiente.
  • Trascorso il tempo indicato, tagliare una piccola porzione di impasto, quindi con i palmi delle mani lavorarlo per ottenere un bastoncino spesso circa un centimetro, da cui tagliare dei piccoli pezzetti sempre di un centimetro circa.
  • Disporre i pezzettini così ottenuti su un tagliere leggermente infarinato, senza sovrapporli.
  • Lavorare in questo modo tutto l'impasto.
  • Quando tutti i pezzetti saranno pronti, passare alla cottura.
  • Scaldare l'olio in quantità abbondante in una casseruola dai bordi alti. Devono esserci almeno tre dita d'olio perchè le palline devono friggere in immersione.
  • Quando l'olio è ben caldo, 180° C è la sua temperatura ideale, friggere le palline fintanto che non sono diventate dorate. Non friggere troppe palline tutte insieme, altrimenti la temperatura dell'olio scende, ma fare più cotture consecutive.
  • Scolarle su carta da cucina per assorbire l'unto in eccesso.
  • In un'ampia casseruola, capace di contenere tutte le palline fritte, mettere il miele, quindi portarla sul fuoco a fiamma dolce.
  • Il miele comincerà a sciogliersi. Quando è bello fluido e trasparente, unire tutte le palline e mescolare bene con un cucchiaio di legno in modo che ne siano uniformemente rivestite.
  • Spegnere il fuoco, unire le codette di zucchero e mescolare.
  • Disporre gli struffoli in un piatto e farli raffreddare almeno un'ora prima di servire.
STAGIONE

Dicembre.



Tratto da: http://www.lospicchiodaglio.it/ricetta/struffoli?refresh_ce#ixzz3w6MKQeJV

02.01.2016 16.30

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO DISTROFIA MUSCLOLARE DI DUCHENNE A CURA DI MI

2 Gennaio 2016, 16:14pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

A CURA DI MICHELE PAPPACODA La distrofia muscolare di Duchenne (DMD) è una malattia neuromuscolare caratterizzata da atrofia e debolezza muscolare a progressione rapida, da degenerazione dei muscoli scheletrici, lisci e cardiaci. La DMD colpisce prevalentemente gli uomini con un'incidenza stimata in 1/3.300 nati maschi. Le femmine di solito sono asintomatiche, anche se una piccola parte delle portatrici presenta forme leggere della malattia (forma sintomatica della distrofia muscolare di Duchenne e Becker nelle femmine portatrici; si veda questo termine). L'esordio avviene nella prima infanzia e i bambini affetti possono presentare ritardo nelle tappe dello sviluppo motorio o ritardo globale. I bambini affetti da DMD non sono di solito capaci di correre o saltare. La malattia ha un'evoluzione rapida e il bambino sviluppa un'andatura anserina con segno di Gower positivo. E' difficoltoso il salire le scale e i bambini cadono frequentemente. La perdita della deambulazione autonoma avviene tra i 6 e i 13 anni, a un'età media di 9 anni e mezzo nei pazienti non trattati con gli steroidi. Dopo la perdita della deambulazione, si sviluppano rapidamente le contratture articolari e la scoliosi. La cardiomiopatia e l'insufficienza respiratoria rappresentano la causa di morte dei pazienti all'inizio della vita adulta. La DMD è una malattia recessiva legata all'X, nella quale il danno muscolare è dovuto all'assenza completa della distrofina, una proteina del sarcolemma, secondaria a mutazioni del gene DMD (Xp21.2). La diagnosi viene sospettata in base al quadro clinico, alla storia familiare e agli esami di laboratorio (la creatinchinasi sierica è 100-200 volte superiore ai livelli normali). La biopsia muscolare mostra alterazioni e la completa assenza della distrofina. Le analisi del DNA evidenziano delezioni frame-shift, duplicazioni o mutazioni nonsenso del gene DMD. Le diagnosi differenziali si pongono con la distrofia muscolare grave di Becker e con le distrofie muscolari dei cingoli (si vedano questitermini). La diagnosi prenatale è possibile nelle famiglie nelle quali la diagnosi sia stata confermata con le analisi molecolari. È molto importante la consulenza genetica: il rischio di ricorrenza è del 50% nei feti maschi di una madre portatrice. Le sorelle dei pazienti possono avere una probabilità del 50% di essere portatrici. È essenziale un approccio multidisciplinare. La fisioterapia prevede lo stretching passivo e l'uso di ortesi caviglia-piede nelle ore notturne per ridurre le contratture del tendine di Achille. Il trattamento con corticosteroidi (prednisolone, prednisone o deflazacort) è il più efficace. I corticosteroidi devono essere introdotti quando lo sviluppo motorio del bambino inizia a rallentare, di solito tra i 5 e i 7 anni di vita. Devono essere prese in carico le complicazioni dovute alla terapia con corticosteroidi, controllando il peso, provvedendo alla somministrazione di antagonisti H2 per la protezione gastrica, garantendo il monitoraggio e il trattamento dell'osteoporosi e la visita oculistica, stante il rischio di cataratta e di glaucoma. È necessario un regolare monitoraggio cardiaco per permettere un trattamento tempestivo con ACE-inibitori. La chirurgia può essere utile per la correzione della scoliosi e la BIPAP notturna è vantaggiosa per il trattamento dell'insufficienza respiratoria restrittiva. La DMD ha una prognosi sfavorevole e l'aspettativa di vita è significativamente ridotta. Il decesso si verifica di solito all'inizio della vita adulta.

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO DISTROFIA MUSCLOLARE DI BEKER A CURA DI MICHELE PAPPACODA

2 Gennaio 2016, 16:11pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO DISTROFIA MUSCLOLARE DI BEKER A CURA DI MICHELE PAPPACODA

A CURA DI MICHELE PAPPACODA La distrofia muscolare di Becker (DMB) è una malattia neuromuscolare da atrofia e debolezza muscolare progressiva, secondaria alla degenerazione dei muscoli scheletrici, lisci e cardiaci. La DMB colpisce in particolare i maschi con un'incidenza tra 1/18.000 e 1/31.000 maschi. Le femmine sono di solito asintomatiche, ma una piccola parte delle portatrici presenta forme leggere della malattia (forma sintomatica della distrofia muscolare di Duchenne e Becker nelle femmine portatrici; si veda questo termine). L'esordio di solito avviene nell'infanzia, spesso intorno agli 11 anni, e si presenta in diversi modi: nei bambini il primo segno può essere la deambulazione con appoggio sulle dita dei piedi o i crampi dopo un esercizio fisico, con o senza mioglobinuria. In quanto progressiva, la debolezza muscolare comporta diverse difficoltà funzionali (difficoltà a salire le scale o ad alzarsi da una sedia). In un paziente in precedenza non diagnosticato, il segno iniziale può consistere in una reazione simile a quella osservata nell'ipertermia maligna (si veda questo termine) dopo anestesia generale. Di rado la cardiomiopatia è il segno iniziale. L'esame clinico può rivelare pseudoipertrofia dei muscoli del polpaccio e atrofia di alcuni muscoli prossimali come i quadricipiti. Si evidenzia una debolezza muscolare prossimale e simmetrica, più grave negli arti inferiori rispetto a quelli superiori. Possono presentarsi contratture articolari, in particolare del tendine d'Achille. Non sono coinvolti i muscoli facciali, oculari e bulbari. La DMB ha una progressione lenta e circa il 40% dei pazienti diventa alla fine dipendente dalla sedia a rotelle. Nei pazienti sulla sedia a rotelle, la debolezza dei muscoli intercostali e del diaframma è la causa di insufficienza respiratoria restrittiva. Il coinvolgimento cardiaco si manifesta con una cardiomiopatia dilatativa, che può essere di gravità non proporzionata al coinvolgimento dei muscoli scheletrici. La DMB è recessiva legata all'X ed è dovuta al deficit di distrofina da delezione, mutazione o duplicazione in frame del gene DMD (Xp21.2). La diagnosi è sospettata in base al quadro clinico, alla storia familiare e agli esami di laboratorio (aumento della creatinchinasi sierica 10-100 volte rispetto ai valori normali). La diagnosi viene confermata dalle biopsie muscolari (alterazioni e colorazione debole della distrofina) e/o dai test molecolari del gene DMD. La diagnosi differenziale si pone con le distrofie muscolari dei cingoli, la distrofia muscolare di Duchenne, l'ipertermia maligna e le malattie metaboliche muscolari (si vedano questi termini). La diagnosi prenatale è possibile se è stata identificata l'anomalia genetica nelle portatrici. È raccomandata la consulenza genetica: tutte le figlie di un maschio affetto sono portatrici e avranno il 50% di possibilità di avere figli maschi affetti. La presa in carico prevede un approccio multidisciplinare. La fisioterapia permette di ridurre le contratture articolari e di prolungare la capacità di deambulare. L'uso di ortesi caviglia-piedi nelle ore notturne è indicato nei bambini e permette di ridurre le contratture del tendine d'Achille. È importante il monitoraggio cardiaco e della respirazione. È raccomandato il trattamento precoce della cardiomiopatia con ACE-inibitori e nei casi più gravi il ricorso al trapianto cardiaco. I pazienti con insufficienza respiratoria beneficiano di vaccini anti-pneumococco e anti-influenzali. L'insufficienza respiratoria risponde alla BIPAP notturna, che corregge l'ipoventilazione notturna e può allungare la vita del paziente. La DMB ha una progressione lenta e un'ampia variabilità fenotipica. Nonostante l'esordio infantile, la deambulazione indipendente non è mai persa prima dei 16 anni. L'aspettativa di vita può essere normale o significativamente ridotta dalla cardiomiopatia dilatativa o dall'insufficienza respiratoria.

Revisore(i) esperto(i)

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Incidente centauro di Sant'Antimo a Natale: Giustino morto dopo tre giorni di coma Il giovane è spirato al Cardarelli dove era ricoverato in terapia intensiva dopo aver battuto la testa a seguito dello schianto

2 Gennaio 2016, 16:07pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS Incidente centauro di Sant'Antimo a Natale: Giustino morto dopo tre giorni di coma Il giovane è spirato al Cardarelli dove era ricoverato in terapia intensiva dopo aver battuto la testa a seguito dello schianto

DI ANGELA CECERE SANT'ANTIMO. Giustino P., il giovane coinvolto nel tremendo incidente avvenuto la notte tra lunedì e martedì scorso nei pressi dell’incrocio di via Di Giacomo, è spirato oggi al Cardarelli dove era ricoverato in terapia intensiva.

02.01.2016 16.07

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Distrofie dei cingoli a cura di Michele Pappacoda

2 Gennaio 2016, 16:05pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Distrofie dei cingoli a cura di Michele Pappacoda
GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Distrofie dei cingoli a cura di Michele Pappacoda

A CURA DI MICHELE PAPPACODA Le distrofie muscolari dei cingoli – indicate di solite come LGMDs, sigla che deriva dall’ingleseLimb (arto), Girdle (cintura) e Muscular Dystrophy (distrofia muscolare) – costituiscono un gruppo eterogeneo di malattie geneticamente determinate, coinvolgenti in maniera primitiva la muscolatura dei cingoli, sia pelvico (inferiore) che scapolare (superiore).

Il decorso clinico è estremamente variabile, con forme gravi ad insorgenza precoce e rapida progressione e forme di minore entità che permettono agli individui che ne sono affetti una quasi normale aspettativa di vita e di autonomia motoria.

Trasmissione genetica
Queste forme di distrofie possono essere trasmesse con meccanismo autosomico (cioè colpiscono entrambi i sessi) sia dominante (di solito uno dei genitori affetti trasmette la malattia al 50% dei figli) che recessivo (entrambi i genitori devono essere portatori non affetti del gene malattia perché il 25% dei figli sia malato). Da ricordare anche che le forme recessive sono più frequenti in caso di consanguineità o quando entrambi i genitori provengono da piccoli paesi, con scarso numero di abitanti (isolati geografici).
La causa è di solito dovuta a mutazioni (alterazioni nella sequenza del DNA, la struttura fondamentale di ogni essere vivente) in geni diversi, sette dominanti e quindici recessivi, ma il loro numero è destinato ad ampliarsi. La mutazione genica, a sua volta, provoca una ridotta presenza o la completa assenza della proteina corrispondente, che non può più svolgere il proprio lavoro.

Classificazione delle varie forme
Le forme dominanti (LGMD1A-LGMD1G) sono di solito più benigne e relativamente rare, rappresentando meno del 10% di tutte le distrofie dei cingoli.
Le forme recessive (LGMD2A-LGMD2O) sono molto più frequenti e presentano una prevalenza globale di 1 persona affetta su 15.000, con una diversa distribuzione geografica.
Tutte le proteine codificate dai geni responsabili delle forme recessive sono state identificate, a differenza delle proteine responsabili delle forme dominanti, delle quali al momento se ne conoscono solo tre.
La più recente classificazione utilizza la proteina carente per individuare la specifica forma di distrofia dei cingoli: si parlerà quindi di calpainopatia per le malattie da deficit di calpaina 3, didisferlinopatia per le malattie da deficit di disferlina e così via.

Quadro clinico e diagnosi
Il quadro clinico è caratterizzato da debolezza dei muscoli del cingolo pelvico, con difficoltà nel salire le scale, nel rialzarsi da terra e nel correre speditamente.
I sintomi correlati alla debolezza muscolare degli arti superiori, benché presenti sin dall’inizio (scapole alate), sono di solito più tardivi. Ad essi si associa un aumento dei valori dellacreatinkinasi (CK o CPK), di entità variabile da tre-cinque fino a cento volte il valore massimo normale, a seconda delle varie forme.
Un coinvolgimento cerebrale, di variabile gravità e insorgenza, è presente nelle forme di distrofia dei cCingoli da alterata glicosilazione dell’alfadistroglicano, note anche con il nome didistroglicanopatie (LGMD2K, 2M, 2N, 2O).
La diagnosi – sospettata sulla base del quadro clinico – può essere confermata sia con la ricerca delle proteine interessate su biopsia muscolare o mediante l’analisi molecolare dei geni sospettati, in circa il 60-65% dei casi.

Progressione della malattia
Nelle distrofie dei cingoli la progressione della malattia è variabile; alcune di esse più frequentemente portano alla perdita della deambulazione autonoma (sarcoglicanopatie gamma edelta), con conseguente comparsa di retrazioni a livello degli arti inferiori, scoliosi ecc. Altre vanno incontro a coinvolgimento cardiaco (sarcoglicanopatie, laminopatie, LGMD2I) e/o respiratorio (sarcoglicanopatie, LGMD2I). È quindi necessario che i pazienti con distrofie dei cingoli si sottopongano periodicamente a controlli cardiaci e respiratori presso centri specializzati.

Trattamenti e diagnosi prenatale
Al momento non esiste una terapia causativa per nessuna forma di distrofia dei cingoli. I tentativi in atto tendono ad attenuare l’evoluzione della patologia. A tale scopo risultati incoraggianti possono essere ottenuti con l’uso di steroidi, fisiokinesiterapia, chirurgia ortopedicaove indicata.
La terapia cardiologica è indicata nei casi di interessamento cardiaco, la terapia preventiva antibiotica e l’uso della ventilazione meccanica assistita nei casi di insufficienza respiratoria.
Risultati promettenti sono stati ottenuti in via sperimentale sui topi privi di alfa-sarcoglicano, mediante l’inoculazione dei mesangioblasti; tali risultati necessitano di ulteriori conferme prima di potere arrivare a un’applicazione a livello dell’uomo.
Nei casi in cui è stato messo in evidenza il difetto molecolare responsabile della particolare forma di distrofia dei cingoli, è possibile individuare i portatori asintomatici della patologia e procedere alla diagnosi prenatale di feto affetto, ove richiesta.
La ricerca punta a capire il ruolo delle varie proteine per cercare di vicariarne le funzioni. Molto si attende dai progressi della terapia genica.

di Luisa Politano*

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO CAA nei disturbi della comunicazione

2 Gennaio 2016, 16:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

DATA:Gio. 14 Gen, 2016 18:00 - 19:00
DURATA:1 Ora
 

Giovedì 14 gennaio 2016 alle ore 18.00, presso La Nostra Famiglia di Pasian di Prato (UD), workshop gratuito sulla Comunicazione Aumentativa Alternativa dal titolo  "La CAA nei disturbi della comunicazione: linee generali ed applicazioni sul campo". 
Logopedista Francesca Pevere 

Incontro con l'esperto: Esperienza di un laboratorio di lettura con la CAA 
Logopedista Sara Moretti

FONTE DISABILI.OM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Laboratorio di musicoterapia

2 Gennaio 2016, 15:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

INSERITO DA KSENIA KUILIKOVA Convegni e Congressi*
Data:Mer. 13 Gen, 2016 19:00 - 20:00
Durata:1 Ora
 

Mercoledì 13 gennaio 2016 alle ore 19.00, presso il Centro Artiterapie A.R.Te.M. Adún - Via Libertà, 13 - ad Alesso diTrasaghis (UD), all'interno del ciclo di incontri che introduce alle tematiche della musicoterapia, appuntamento conSusan Franzil - Musicoterapeuta - dal titolo "La musica è l'arte dell'incontro - Laboratorio di musicoterapia".

FONTE DISABILI.COM

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MONZA E PROVINCIA NEWS Autostrade al Nord scatta l’aumento:

2 Gennaio 2016, 15:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

MONZA E PROVINCIA NEWS Autostrade al Nord scatta l’aumento:
MONZA E PROVINCIA NEWS Autostrade al Nord scatta l’aumento:

DI ANGELA CECERE L’aumento maggiore intanto interessa Satap tronco A4 (Torino-Milano) +6,5%. Seguono Strada dei Parchi +3,45%, Tangenziale Est Spa +2,10%, Autostrade per l’Italia +1,09%, Pedemontana Lombarda +1% e Ativa +0,03%.

02.01.2016 15.57

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO Tecnologie per l'Autonomia e la Partecipazione delle Persone con Disabilità

2 Gennaio 2016, 15:54pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

Data:Mar. 2 Feb, 2016 20:00
Durata:Tutto il giorno
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Corso di Alta Formazione, organizzato dall'IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi per operatori nel campo della disabilità (medici, fisioterapisti, terapisti occupazionali, logopedisti, educatori professionali, tecnici nel settore delle protesi, ausili e accessibilità, operatori della scuola e dell'educazione). Il Corso, della durata di 100 ore e accreditato ECM, è articolato in quattro moduli intensivi delle durata di una settimana ciascuno, nei mesi di fabbraio, marzo e aprile 2016. Si svolgerà a Milano. Scadenza per le iscrizioni: 31 dicembre 2015

Segreteria e informazioni: Dott.ssa Antonella Reale, Servizio Formazione IRCCS Fondazione Don Gnocchi, via Capecelatro 66, 20148 Milano.

Tel 02 40308387

fax 02 4030800

email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Direttore del Corso: ing. Renzo Andrich (Centro per l'Innovazione e il Trasferimento Tecnologico, IRCCS Fondazione Don Carlo Gnocchi) Il programma e la scheda di iscrizione sono scaricabili dalla homepage del Portale Siva www.portale.siva.it

FONTE DISABILI.COM

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GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO BAGNI DISABILI

2 Gennaio 2016, 15:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda Direttore www.mikivettica.net

GIORNALINO ASSOCIAZIONE DIVERSABILI DELLA DOTT. ROSA DE MARTINO BAGNI DISABILI

DI MICHELE PAPPACODA Progettare e realizzare un bagno senza barriere architettoniche, è il primo passo per rendere la propria abitazione o struttura totalmente accessibile a chiunque. Ma cosa significa "bagno accessibile"? In questo speciale cerchiamo di capirlo, affrontando il tema sotto l'aspetto tecnico, legale e strutturale.

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