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SEZ. SICILIA NEWS IL DELITTO DI SANTA CROCE CAMERINA Trova una fascetta sul luogo del delitto La mamma: «Non è Loris in quel video»

10 Dicembre 2014, 10:23am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Loruis a sei mesi è il Bambin Gesù di un presepe vivente. Accanto la mamma, Veronica Panarello. Lo scatto è del 2006

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODAL’avvocato di Veronica: «Ha visto il fotogramma dicendo che la figura sullo sfondo non è assolutamente individuabile». Davanti al carcere urlano: «Assassina». RAGUSA - «Intorno alle 13:30, l'inviato di «Chi l'ha visto?» Paolo Fattori ha rinvenuto una fascetta bianca da elettricista parzialmente bruciata sul luogo del ritrovamento del corpo di Loris Stival, accanto ai fiori deposti in questi giorni». È quanto si afferma in una nota della trasmissione televisiva di Raitre. Fattori «ha avvisato subito i carabinieri presenti che, pochi minuti dopo, hanno trovato un'altra fascetta nera poco distante, nei pressi del mulino vecchio. I militari hanno fotografato le fascette per un immediato riscontro da parte degli inquirenti».

L’AVVOCATO - «Processualmente Veronica Panarello è serena - ha detto l’avvocato Villardita - se si può usare questo termine. Ma poi è preda di grandi crisi di sconforto. È distrutta per la morte del figlio. Ha chiesto d’incontrare il marito». La donna è stata interrogata per circa 5 ore dalla Procura di Ragusa che, nei suoi confronti, ha emesso un fermo per omicidio aggravato e occultamento di cadavere del figlio Loris. «La signora - ha aggiunto l’avvocato Villardita - ha visto il fotogramma, e ha chiesto da cosa avrebbero individuato il fatto che fosse Loris. Perché non è assolutamente soggetto individuabile. Questa certezza - ha sostenuto il legale - non ce l’ha nessuno, e non potranno averla mai, perché non è identificabile se quel bambino è Loris o un’altra persona».

INCHIESTA DA «GRANDE FRATELLO» - «Non abbiamo parlato di fascette, assolutamente. Si è parlato soltanto ed esclusivamente di filmati. La ‘prima donna’ di questa vicenda sono i video di sorveglianza, il Grande fratello».

L’INTERCETTAZIONE - Però non ci sono solo le telecamere ad incastrare Veronica Panarello: anche i suoi più stretti familiari, pochi giorni dopo il ritrovamento del corpo del piccolo Loris, hanno dei dubbi su quanto raccontato dalla donna. Lo rivela un’intercettazione, riportata nel decreto di fermo, tra la madre e la sorella di Veronica. Una telefonata che arriva subito dopo che la sorella della mamma di Loris è stata portata a fare un sopralluogo nei pressi del Mulino Vecchio: Veronica ha infatti raccontato agli investigatori di non conoscere la zona. La sorella rivela invece che quando erano piccole vivevano a circa 2 chilometri da lì ed andavano a prendere l’acqua ad una fontana a 50 metri dal Mulino.

IN CARCERE A CATANIA - Dopo l’interrogatorio Veronica Panarello è stata trasferita nella casa circondariale di Catania. Nella struttura penitenziaria, tra giovedì e venerdì, il Gip del capoluogo ibleo la sentirà nell’ambito di un’interrogatorio di garanzia per decidere sulla convalida del provvedimento restrittivo. Ad attenderla anche un centinaio di persone che hanno inveito contro di lei e urlato «assassina, assassina...».

NEL PRESEPE VIVENTE - Intanto spunta una vecchia foto del 2006: la mamma di Loris e suo figlio ritratti nella ricostruzione del Presepe vivente, quando il bambino aveva se mesi. Lei faceva la Madonna, lui il Bambin Gesù nella culla. La ricostruzione avvenne in un casolare di contrada Malavita. In una foto si vedono due angeli custodi vestiti di bianco dietro la mamma di Loris inginocchiata accanto alla culla che indossa jeans, un giubbotto scuro e una sciarpa arancione. Il piccolo è nella «mangiatoia» con una tuta imbottita, cappellino e ciucciotto azzurri.

IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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SEZ.SICILIA NEWS PALERMO Tir si ribalta, ferito il conducente Traffico in tilt sulla circonvallazione

10 Dicembre 2014, 10:18am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sul posto sono intervenuti gli agenti della sezione infortunistica della polizia municipale. PALERMO - Traffico in tilt lungo la circonvallazione, a Palermo, in viale della Regione siciliana, dove un tir si è ribaltato, nei pressi di via Perpignano, in direzione Catania. Il conducente ha riportato lievi ferite ed è stato condotto in ospedale. Sul posto sono intervenuti gli agenti della sezione infortunistica della polizia municipale.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

10 dicembre 2014

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PUGLIA E CALABRIA NEWS FOGGIA «Selfie» con una banconota da 500 euro i festeggiamenti dopo la rapina in banca

10 Dicembre 2014, 10:14am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Arrestato 18enne. A farsi la foto un amico minorenne che non era a conoscenza del colpo avvenuto poco prima. FOGGIA - Ha rapinato una banca e qualche ora dopo un suo amico si è fatto un “selfie” con una delle banconote del bottino. E’ accaduto a Cerignola dove i carabinieri hanno arrestato Alessandro Russo di 18 anni ritenuto responsabile della rapina alla banca Credem messa a segno il 4 dicembre scorso. Secondo quanto emerso dalle indagini dei militari il giovane dopo essere giunto nei pressi dell’istituto di credito, a bordo di una bicicletta, è entrato nella banca e appena dentro si è coperto il volto con un passamontagna. Pochi minuti a volto scoperto ma essenziali per essere “immortalato” dalle immagini del servizio di videosorveglianza della banca. Il giovane ha poi minacciato i clienti e i dipendenti con un taglierino fuggendo poi con tremila euro. Riconosciuto dai carabinieri poiché il giovane pochi giorni prima era stato in caserma per un controllo lo hanno fermato, poche ore dopo il colpo, in un bar di Cerignola in compagnia di alcuni amici. Uno di questi, un minorenne, si era anche fatto un selfie con una delle banconote del bottino della rapina.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Scuola, si allarga la protesta studentesca Nuove occupazioni a Bari e in provincia L’Uds: ci troviamo di fronte ad un governo antidemocratico

10 Dicembre 2014, 10:10am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA BARI — Anche oggi continuano le occupazioni studentesche al Vivante, al Majorana, nelle sue sedi di Palese, San Paolo e Japigia e al Don Milani di Acquaviva. La protesta ormai ha coinvolto quasi tutte le scuole superiori di Bari e si sta allargando sempre più. «Facciamo paura, è per questo che riceviamo sempre più attacchi che provano a ridurre le nostre azioni. Occupiamo perché ci troviamo di fronte ad un governo antidemocratico che non ci ascolta, occupiamo perché vogliamo sperimentare la nostra idea di scuola pensata dagli studenti e dalle studentesse», spiegano dall’Uds Bari.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

10 dicembre 2014

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Peppino Amato jr: «Mio nonno ha colpe nel crac del pastificio ma non le riconosce»

10 Dicembre 2014, 10:07am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Parla il rampollo della famiglia di imprenditori appena uscito dal carcere e ora commesso in un negozio al centro. SALERNO - Chi questa mattina si trova a passare per via Mercanti, a Salerno, getti un occhio nel negozio storico di abbigliamento «Paolo D’Ursi»: al bancone, accanto al titolare Giogiò Gagliardi, riconoscerà un insolito commesso: Giuseppe Amato jr, ex co-direttore generale senza potere di firma del pastificio Amato, che sconta così, dopo 20 mesi di detenzione in carcere, con la misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali, il residuo di pena a tre anni e mezzo imposta dal patteggiamento nella vicenda del crac dell’opificio. È fatto di grano duro, Peppino, come la pasta di famiglia, e, nonostante gli errori e le avversità, è pronto a ricominciare. Come sta, Peppino? «Come l’unico uomo al mondo che si è fatto quasi due anni di galera per aver accompagnato i figli sotto il portone». Tecnicamente però lei ha violato la restrizione degli arresti domiciliari, per questo è finito in carcere. «Lo so, si è trattato di evasione, purtroppo, so di avere sbagliato. Ma non mi sono mai sottratto ai controlli nè messo in discussione l’operato dei magistrati nè la pena che ho pagato». Come è possibile che il pastificio Amato, che appena nel 2008 fatturava 100 milioni di euro, nel giro di qualche anno sia fallito? «Il punto sostanziale è che non fallisce all’improvviso: quando nel 1999 torno da Napoli dopo aver frequentato l’Orientale trovo un’azienda ad attendermi che fattura 50 miliardi di lire e ne perde 4. Mio nonno all’epoca mi mette in prova, mi occupo del molino. Per anni ci siamo portati dietro delle inefficienze, testimoniate dalle perdite, a causa di un’organizzazione tecnologica e delle risorse umane antiquate, obsolete e non in linea con la concorrenza». Com’era il rapporto tra lei e Giuseppe Amato senior? «Io ero Nando De Napoli e lui Diego Armando Maradona, sono stato promosso quando l’azienda è fallita». Eppure suo nonno proprio al Corriere del Mezzogiorno ebbe a dire in un’intervista che la colpa del fallimento era dei collaboratori di cui si era fidato. «Lui è stato il maggiore azionista per 40 anni di un’azienda in cui alla fine degli anni ‘90 figli e nipoti, pur legati da vincolo affettivo, sono andati via. Probabilmente sono stati trascurati determinati malesseri». Qualcuno ha detto che gli Amato sono come i Kennedy una famiglia maledetta. È vero? «No, siamo una famiglia di gente che ha sempre lavorato, n cui ci sono persone che hanno ammesso le proprie responsabilità, i propri errori e hanno tentato di ricostruire una storia fedele e vera rispettando magistratura e istituzioni, e persone che si sono preoccupate solo di dire che non sono state loro». Allude al nonno? «L’atteggiamento processuale di mio nonno non è di mio nonno, non lo riconosco. Io nel 2010 mi sarei dovuto interessare solo per il 6%, la mia quota, dei problemi aziendali e invece mi ritrovai a parlare con gli operai che non prendevano lo stipendio. Non ho esitato a metterci la faccia mentre il nonno era in vacanza a Saint Moritz. Oggi sono solo io che mi accuso, gli altri parlano un po’ a vanvera». Gli altri chi? «Sui trenta imputati cinque hanno patteggiato e 25 stanno facendo il rito abbreviato cercando di tirare acqua al proprio mulino. Ma non ricordo i loro nomi. Sono loro che devono ricordare il mio». C’è stato un momento in cui questa vicenda l’ha prostrata dal punto di vista fisico e psichico? «Sono arrivato stremato alla fine del 2010 con una polinevrite di origine virale contratta dalla varicella dei miei figli. Come se non bastasse non c’è più il pastificio, perdo il lavoro e vivo un momento di crisi familiare. Mi ritrovo così senza salute, senza lavoro e senza famiglia dopo aver profuso energie dall’alto del mio 6%. È di questo periodo il mio disagio psicologico che nella vicenda giudiziaria diventa addirittura disturbo psichiatrico». In un lungo interrogatorio lei ha tirato in ballo il sindaco De Luca e suo figlio Piero poi finiti in un’inchiesta per corruzione. «È la stessa inchiesta in cui sono indagato anch’io, ed è tuttora in corso. Preferisco non parlarne, almeno per ora». Venti mesi di carcere per un incensurato è una prova terribile. «Una persona perbene non si deve trovare in una situazione del genere, così tesa, così border line, devi poter scontare gli errori da persona perbene». È vero che in cella ha scritto un testo teatrale? «Dopo aver assistito a uno spettacolo sui briganti, ho scritto un dialogo tra Garibaldi, Cavour, Mazzini, Cialdini e Vittorio Emanuele II reinterpretato in chiave meridionalista». Quando venerdì è uscito dal carcere qual è stata la prima cosa che ha fatto? «Una partita a subbuteo con i miei figli». Come spiegherà ai suoi figli quello che è accaduto al papà? «Ho già cominciato a spiegarlo, dico che facevo un mestiere che aveva difficoltà ma che non ero il solo a farlo, non decidevo da solo. Certamente non dirò mai che gli altri sono cattivi e io buono». Da imprenditore a commesso in un negozio, una nuova sfida? «È una ciambella di salvataggio, un’enorme opportunità, ringrazio Giogiò che me l’ha offerta». Il peggio è passato? «Sto ancora finendo una pena, spero proprio di sì».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

10 dicembre 2014

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SALERNO E PROVINCIA NEWS EBOLI Picchia madre e sorella per soldi, l’anziana in ospedale con fratture multiple

10 Dicembre 2014, 10:03am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA Arrestato un 40enne di Eboli, l’altra donna ha riportato diverse ferite dovute ai calci e ai pugni ricevuti.

SALERNO - Ha bisogno di soldi, non si sa per fare cosa, ma li chiede insistentemente da giorni alla madre e alla sorella. Loro si rifiutano, forse non ne hanno abbastanza o forse non gliene vogliono semplicemente dare. Lui insiste, ma non ottiene nulla. Allora decide di passare alle maniere forti e picchia le donne a sangue. I carabinieri della compagnia di Eboli, agli ordini del capitano Alessandro Cisternino, hanno messo le manette ai polsi di M.M., un pregiudicato di 40 anni con precedenti per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo è residente al bivio di Santa Cecilia e nella notte, nonostante fosse stato sfrattato dalla mamma e dalla sorella minore a causa delle sue continue richieste di denaro e sfuriate manesche, è entrato in casa cercando insistentemente soldi ovunque, fino a chiederli nuovamente con minacce alle donne. Il loro rifiuto ha scatenato l’ira del 40enne, che si è avventato su di loro: la madre è finita in ospedale con fratture multiple guaribili in un mese, mentre la giovane sorella se la caverà con 15 giorni di ricovero per gli ematomi riportati a viso e corpo provocati da pugni e calci del fratello. I carabinieri lo hanno trasferito direttamente nel carcere di Fuorni e ora dovrà rispondere di lesioni personali gravi e tentata estorsione.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

10 dicembre 2014

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CAMPANIA NEWS Complotto ai danni della giunta, il Pd: «Del Gaudio se sa vada in Procura» I democrat: «Poi convochi subito un consiglio comunale»

10 Dicembre 2014, 10:01am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA CASERTA - Il Pd risponde a muso duro alle dichiarazioni del sindaco Pio Del Gaudio rilasciate in una intervista al Corriere del Mezzogiorno. Il primo cittadino ha ipotizzato un complotto ai danni della giunta perchè l’area della Reggia fa gola a gruppi di potere. Il gruppo consiliare democrat, per tutta ha risposta, ha invitato il sindaco «a recarsi con urgenza in Procura per denunciare questa presunta macchinazione criminale che opererebbe ai suoi danni. Immediatamente dopo, il sindaco è tenuto a convocare ad horas, il consiglio comunale per informarlo e renderlo partecipe dei fatti gravissimi che stanno accadendo ai danni della città».

LA SITUAZIONE - «Dichiarazioni – affermano i consiglieri Pd – come quelle rilasciate dal sindaco lasciano intendere che lui conosce fatti e situazioni di cui la città e all’oscuro che devono essere affrontate dalla magistratura, in caso contrario ci troveremmo a dover indicare queste dichiarazioni come l’ennesimo tentativo di mascherare con fumose polemiche le inefficienze di questa amministrazione e l’approssimazione con la quale vengono portate avanti le iniziative a Caserta. Va infine precisato – conclude il gruppo guidato da Franco De Michele – che esprimere dissenso di fronte alle scelte della Giunta circa la valorizzazione di Reggia e centro storico (pensiamo all’illuminazione di Palazzo Reale o alle modifiche della Ztl) è cosa ben diversa dal “complottare” ai danni del sindaco o, peggio ancora, città. E’ essenziale non confondere l’opinione politica con il complottismo ed evitare inutili allarmismi».

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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CAMPANIA NEWS NAPOLI Così alla Sanità si occupano le case del Comune per gli anziani

10 Dicembre 2014, 09:55am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA

NAPOLI - Flora Aiello, 95 anni, è una delle ultime tre residenti della casa di riposo «Cardinale Mimmi» alla Sanità, salita Miradois 8. Non ha voluto lasciare quella che era una struttura per l’accoglienza degli anziani e che oggi è poco più di un rudere abbandonato in parte e nell’altra parte un condominio di abusivi. Tra i quaranta e i sessanta appartamenti (molti sono stati unificati dai nuovi arrivati). Un complesso che era in funzione dal 1958 e che il cardinale Marcello Mimmi aveva donato al Comune di Napoli con l’obbligo di destinare la struttura ai più deboli, agli anziani senza casa e famiglia. Ma come tutte le cose che il Comune tocca (e parliamo nel corso dei decenni) va in malora. Da tempo nessuna manutenzione e perfino la tabella all’ingresso del parco con la scritta «Casa di cura Mimmi» è caduta o rubata (era di ottone) e mai sostituita. Tutto comincia cinque anni fa, per l’adeguamento di legge degli appartamenti alle direttive europee, il Comune inizia i lavori. Ma non vengono mai terminati. Alcuni alloggi sono abbandonati a monnezza, topi e rifiuti «speciali». Altri, quelli lasciati liberi dagli anziani mandati via dagli assistenti sociali ad aspettare in altre strutture, sono stati presi d’assalto e occupati. Con una strategia e un’organizzazione che lascia qualche dubbio sull’azione spontanea di disperati occasionali. La gente, tutta del quartiere, andava di giorno, stava lì ma non dormiva. Aggiustava l’appartamento, sfondava muri, arredava piano piano. Fin che si trasferiva in toto. Gli anziani che erano rimasti subivano minacce e venivano mandati via. Solo tre donne hanno resistito e ora convivono con persone che non vedono l’ora che vadano via. In un modo o nell’altro. Oltre alla novantacinquenne Flora c’è anche Angelantonia Stellini, di 83 anni, e Rosa Liberti di 67. Tre pasionarie, donne coraggio, lasciate sole dalle istituzioni e da chi dovrebbe tutelarle. Ma forse il Comune ignora queste prepotenze e questo scempio? No, è informato di tutto. E non per le relazioni dei vigili urbani che a salita Miradois non si sono mai visti, ma per varie segnalazioni e interrogazioni. Una a firma di Francesco Ruotolo, consigliere del Prc della Terza municipalità. Che scrive al vicesindaco Tommaso Sodano, all’assessore al Patrimonio Carmine Piscopo e ai componenti della commissione Politiche sociali di Palazzo San Giacomo. «Notando che - è uno dei paragrafi dell’interrogazione - il Comune da due anni ha soppresso ogni servizio all’utenza della casa di riposo; le visite bisettimanali delle assistenti sociali; l’intervento della «Napoli sociale» nonché l’intervento di manutenzione giornaliero. Che ha dichiarato inagibile anche la palazzina in funzione per infiltrazioni d’acqua e problemi statico strutturali». La risposta? Non è mai arrivata. Donna Flora e le sue amiche resistono. Sole, come molti dei cittadini che sperano e aspettano legalità.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

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ALMANACCO DEL GIORNO ALMANACCO DEL 10.12.2014 A CURA DI MARIA PAPPACODA PAPPACODA

10 Dicembre 2014, 09:51am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10846499 267310703439262 2740388259317310214 nA CURA DI MARIA PAPPACODA PAPPACODA

Almanacco del 10 dicembre 2014

OGGI

Mercoledì, 10 Dicembre 2014

NASCE

1538: Giovanni Battista Guarini, scrittore

1813: Enrico Petrella, compositore

1815: Ada Byron (Lovelace), figlia di Lord Byron

fu la prima programmatrice della storia

1830: Emily Dickinson, poetessa

1907: Amedeo Nazzari, attore 

MUORE

1198: all'età di 72 anni Averroës ibn-Rusjd, filosofo islamico

1936: all'età di 69 anni Luigi Pirandello, scrittore

ACCADDE

1582: la Francia adotta il Calendario Gregoriano

1817: il Mississippi è il ventesimo stato a ratificare la Costituzione Americana

1869: il Wyoming è il primo stato americano a concedere il diritto di voto alle donne

1901: consegnati i primi Premi Nobel

1903: Pierre e Marie Curie ricevono il Premio Nobel

1906: il presidente americano Theodore Roosevelt riceve il Premio Nobel

1907: Joseph Rudyard Kipling riceve il Premio Nobel per la letteratura

1910: J.D. Van de Waals riceve il Premio Nobel per la fisica

1911: Tobias Asser riceve il Premio Nobel per la pace

1913: Kamerlingh Onnes riceve il Premio Nobel per la fisica

1922: Albert Einstein - Fridtjof Nansen e Niels Bohr ricevono

il Premio Nobel per la fisica
(per la scoperta della legge dell'effetto fotoelettrico)

1924: Willem Einthoven riceve il Premio Nobel per la medicina

1925: George Bernard Shaw riceve il Premio Nobel

1950: Ralph J. Bunche è il primo americano di pelle nera

a ricevere il Premio Nobel (per la pace)

1952: Albert Schweitzer riceve il Premio Nobel per la Pace.

Con il denaro del premio nel 1954 verrà portata a termine la costruzione
del villaggio per l'assistenza e la cura dei lebbrosi voluta da Schweitzer.

1964: Martin Luther King Jr. riceve il Premio Nobel per la pace

1984: il vescovo sudafricano Desmond Tutu riceve il Premio Nobel per la pace

1986: Elie Wiesel, sopravvissuto al campo di concentramento,

riceve il Premio Nobel per la pace

1991: viene ratificato il trattato di Maastricht che sancisce la nascita dell'Europa Unita

1994: l'israeliano Yitzhak Rabin e il palestinese Yasser Arafat,

insieme a Shimon Peres, ricevono il Premio Nobel per la pace

SI CELEBRA

Giornata Internazionale Dei Diritti Umani -

Giornata per i Diritti Umani - istituita dall'Assemblea

Generale della Nazioni Unite (ONU) nel 1981

TEMPI ANTICHI

ROMA: Brumalia - preparazione dei festeggiamenti per il Solstizio d'Inverno

ROMA: Agonalia Septmontium - si celebrava l'inclusione di tutti e sette

i colli nella cinta muraria. 
Le celebrazioni duravano dal 10 al 12 Dicembre.
Durante i festeggiamenti si offrivano sacrifici agli dei

nei pressi di tutti e sette i colli. 
Durante questo periodo, l'imperatore era particolarmente munifico

e liberale con il suo popolo

LA CHIESA RICORDA

Santi

S. Eulalia verg e mart.

B. Vergine Maria di Loreto

Ss. Carpàforo e Abbondio mart., S. Fiorenzo di Carracedo, S. Guimero

Onomastica

Loredana - Loreta - Loreto

l nome Loredana apparve per la prima volta nel 1908

in un romanzo di Luciano Zuccoli.
Secondo alcuni il nome fu ispirato dal cognome "Loredan",

per altri dal nome "Loreta". 
In entrambi i casi l'origine è la parola latina lauretum, 
"bosco di lauri" con il probabile significato di "molto glorioso".

La diffusione dei nomi Loreta e Loreto si deve al culto

della Madonna di Loreto.

Onomastico: 10 Dicembre

PROVERBIO

Parola rimangiata,

è una spina ingoiata

AFORISMA

L'uomo ragionevole adegua se stesso al mondo.

L'uomo irragionevole persiste nel tentativo di

adeguare il mondo a se stesso.
Perciò ogni progresso dipende dall'uomo irragionevole

[George Bernard Shaw]

IL LINGUAGGIO DEI FIORI

Il significato di Giacinto viola è...

- Gioia

TEMPO AL TEMPO

QUANDO UNA FARFALLA BATTE LE ALI...

10 Dicembre 1982 viene eseguito un test nucleare

13 Dicembre 1982 un terremoto di magnitudo 6.00 uccide 2.800 persone nello Yemen

UNA FRASE AL GIORNO

Solo i morti hanno visto la fine della guerra.

(Platone)

PERCHE' SI DICE

Per un punto Martin perse la cappa

Per dire che basta un niente, a volte,

a provocare un disastro, il fallimento di un

progetto meditato, d'una lunga fatica.

Questa curiosa espressione deriva da un

aneddoto che ebbe molto credito nel medioevo.

Martino era l'abate dell'abbazia di Asello,

e da persona molto caritatevole,

volle sulla sua porta questa iscrizione:

"Porta patens esto. Nulli claudaris honesto."

(Porta, resta aperta. Non chiuderti a nessuna persona onesta.)

Ma chi eseguì il lavoro, sbagliò l'ortografia, e scrisse invece:

"Porta patens esto nulli. Claudaris honesto."

(Porta, non restare aperta a nessuno. Chiuditi alla persona onesta.)

Lo scandalo prodotto dalla trasposizione del punto fu enorme,

e il papa dovette privare Martino dell'abbazia,

facendogli così perdere la cappa di abate.

L'espressione originaria sembra però che fosse un pò diversa:

"Uno pro puncto caruit Martinus Asello"

(Per un punto Martino perdè Asello).

E di qui viene il proverbio francese:

"Pour un point Martin perdit son âne!"

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SEZ VANGELO E METEO VANGELO DEL 10.12.2014 A CURA DI MARIA PAPPACODA

10 Dicembre 2014, 09:48am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10846499 267310703439262 2740388259317310214 nA CURA DI MARIA PAPPACODA Oggi la Chiesa celebra : Beata Vergine Maria di Loreto

Santo(i) del giorno : B. Marcantonio Durando, sac. e fondatore (1801-1880),  B. Anton Durcovici, vescovo in Moldovia, martire (1888-1951)

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 11,28-30. 
In quel tempo, Gesù disse: «Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. 
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. 
Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero». 

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