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CAVA DE TIRRENI VIETRI NOCERA NEWS Precipita dal capannone mentre effettua una saldatura, muore a Nocera Superiore

21 Dicembre 2014, 11:26am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

10309172 267302893440043 4937791116188659039 nINSERITO DA MICHELE PAPPACODA NOCERA SUPERIORE - Stava effettuando una saldatura, quando la superficie sulla quale si trovava ha ceduto, facendolo sbattere violentemente a terra. Una disgrazia quella capitata a un 47enne di Nocera Superiore, deceduto in ospedale dopo la frattura di due costole. L'uomo, con alcuni precedenti penali e senza un lavoro fisso, era impegnato in un lavoro all'interno di un'officina meccanica. Secondo i carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, giunti sul posto dopo la segnalazione di un'altra persona presente nell'officina, l'operaio si sarebbe spostato su di una piattaforma che avrebbe poi ceduto a causa della poca stabilità. Trasportato all'Umberto I con urgenza, è stato operato presso il reparto di chirurgia. L'operaio è purtroppo deceduto nel primo pomeriggio. L'officina si trova in via Lamia, a Nocera Superiore. di Nicola SorrentinoIL MATTINO.IT

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SEZ. DISABILITA NEWS In tanti volevano bene a Franco Bomprezzi

21 Dicembre 2014, 11:23am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.superando.it/files/2014/12/bomprezzi-cavaliere-2007.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Pubblichiamo i testi ricevuti dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), da Pietro Barbieri, portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore, dalla UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), dai deputati Edoardo Patriarca – presidente del Centro Nazionale per il Volontariato e dell’Istituto Italiano della Donazione – e Barbara Pollastrini e dalla ConVol, in ricordo di Franco Bomprezzi, il nostro direttore responsabile, scomparso ieri. Domani, 20 dicembre a Milano, la camera ardente in mattinata e le esequie nel pomeriggio Le esequie di Franco Bomprezzi si terranno sabato 20 dicembre a Milano (Chiesa di Santa Maria Incoronata, Corso Giuseppe Garibaldi, 116, ore 14.45). In mattinata verrà aperta la camera ardente presso la Casa Funeraria di Via Amantea, 3 (ore 8-13). Marco, fratello di Franco, ha espressamente chiesto di non portare corone o altri fiori, ma di sostenere con una donazione le attività della LEDHA, della FISH o del Centro Clinico NEMO.«Franco è stato un esempio, un modello, un punto di riferimento per moltissimi. Odierebbe sentirselo dire, ma è stato il testimonial di un modo pulito, ottimista, coinvolgente di intendere i diritti umani. Ha dato moltissimo alla FISH in termini di supporto, suggerimenti, critiche, aiutandoci a crescere e a migliorare. La sua scomparsa è una gravissima perdita umana, politica e culturale». Così Vincenzo Falabella, presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) ricorda il direttore responsabile del nostro giornale Franco Bomprezzi, scomparso questa mattina a Milano. «Giornalista e scrittore – si legge nella nota diffusa dalla FISH – Bomprezzi è stato un instancabile animatore di iniziative a favore dei diritti umani e sociali delle persone con disabilità, usando con maestria la sua penna e la sua professionalità, ma anche partecipando direttamente alla vita associativa, prima nella UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), poi nella FISH e nella LEDHA (Lega per i Diritti delle Persone con Disabilità). Era uno dei volti più noti e stimati fra le persone con disabilità e i loro familiari, ma non solo. La sua firma per il “Corriere della Sera” e la sua partecipazione a numerosi talk-show lo hanno fatto apprezzare al pubblico più vasto per il garbo e la profondità dei suoi interventi. Il cordoglio per la scomparsa di Franco Bomprezzi è unanimemente partecipato da tutte le Associazioni federate e dalle persone che direttamente o indirettamente ne hanno conosciuto l’attività e l’impegno». «Franco – scrive Pietro Barbieri, per tanti anni presidente della FISH e attuale portavoce del Forum Nazionale del Terzo Settore – aveva deciso di non correre più. Aveva deciso di andare in pensione perché il lavoro all’Agenzia AGR era sfidante e talvolta troppo competitivo. Aveva deciso di abdicare al suo ruolo di “comunicatore” con disabilità che lo portava in ogni angolo del Paese perché defatigante e inconcludente. Aveva deciso di non farsi tentare più dalla politica perché avara di restituzioni. Aveva deciso di non partecipare più alle gare per “SuperAbile”, se il direttore veniva considerato alla stregua delle tecnologie del call center. Aveva deciso che il mondo “vero” l’aveva affrontato e che era giunto il momento di mettersi a disposizione del movimento delle persone con disabilità perché la strada dell’inclusione era ancora tutta da costruire. Si era reso disponibile a ricoprire cariche associative di rete di reti e di farlo nella sua nuova terra, la Lombardia, e di mettere a disposizione del movimento la sua capacità di giornalista. Una straordinaria parabola cominciata al “Mattino di Padova” e conclusa con l’impegno nella società civile organizzata nell’impegno per i diritti. Ci mancherà uno straordinario compagno di strada, un esempio unico di vita e soprattutto un amico vero. Sono convinto che non gli dispiacerà essere ricordato assieme ad Andrea Pedrana, lui scomparso ieri, parte di quel gruppo di persone con disabilità che voleva sfidare il paternalismo e il pregiudizio ancora oggi dominante. Ciao Franco, ciao amico di decenni di battaglie, ci manchi già». Il presidente nazionale della UILDM Luigi Querini, la Direzione Nazionale e le Sezioni Provinciali di tale Associazione – della quale Franco Bomprezzi era stato presidente nazionale dal 1998 al 2001 e per la quale aveva mantenuto dal 1983 ad oggi la carica di direttore responsabile della rivista nazionale «DM» – «desiderano ricordare Bomprezzi, anche per conto di tutti gli altri soci e collaboratori, con profonda riconoscenza e grande stima per il contributo che ha dato nelle battaglie per i diritti delle persone con disabilità, contro tutte le discriminazioni e contro tutte le barriere». «Giornalista e scrittore – prosegue la nota della UILDM – Franco Bomprezzi, con il suo impegno quotidiano, la sua esperienza, la sua nota disponibilità verso chiunque cercasse un consiglio, un parere, un’indicazione, era diventato un punto di riferimento assoluto per coloro che nel nostro Paese desiderano e lavorano ogni giorno per migliorarlo. Attraverso la forza del suo pensiero e delle sue parole, dei suoi gesti e delle sue scelte, caratterizzati sempre da grande determinazione, coraggio, voglia di partecipazione, sempre con l’accento sull’importanza del rispetto per le persone e la loro dignità, Franco ha dato un contributo inestimabile allo sviluppo di una cultura nuova e più evoluta della disabilità nel nostro Paese. Se oggi la nostra è una società più giusta e più aperta, è anche grazie a Franco Bomprezzi. Auspichiamo quindi che tanti decidano di seguirne l’esempio e il percorso tracciato, perché la strada, non solo quella dei Diritti ma anche quella della Ricerca, sempre fortemente sostenuta da Franco, è ancora lunga e necessita di impegno ed energie, perché “c’è ancora tanto da fare”». In conclusione, la UILDM ha deciso anche di diffondere quanto scritto da Bomprezzi nell’introduzione al libro fotografico pubblicato nel 2011 dall’Associazione, in occasione dei cinquant’anni dalla propria fondazione: «La nostra memoria si alimenta di immagini. Quando proviamo a pensare a qualcuno, o a un fatto accaduto nel passato, sullo schermo della nostra mente scorrono, magari sfuocate e ingiallite, le fotografie dei ricordi. È la nostra storia personale, irripetibile, per certi versi magica. Non è fatta quasi mai di parole, che pure sono importanti. E non è facile mettere a disposizione degli altri la nostra memoria. Uno dei misteri più insondabili dell’esistenza umana è proprio questa compresenza di mille mondi paralleli, che si sfiorano, si incontrano, si raccontano, ma ciascuno a suo modo, secondo codici di percezione che solo una convenzione, quella del linguaggio, rende comprensibili e in qualche misura scambiabili reciprocamente… La disabilità è condizione umana speciale e normale al tempo stesso. Connota le persone dal punto di vista fisico, dei sensi o della mente, ne caratterizza l’immagine, ne consente la riconoscibilità. Ma non è così semplice, né scontato, che l’immagine della disabilità venga percepita in modo adeguato da chi la osserva senza sapere, cioè privo di un apparato di conoscenze, di consuetudine, di familiarità. Mi sono sempre domandato come mai la UILDM, l’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare, abbia sempre avuto questo culto della conservazione delle fotografie. La risposta viene da sé: la UILDM è una famiglia. Lo è stata sin dall’inizio, ma è rimasta in cinquant’anni prima di tutto un luogo di affetti e di storie condivise. Le persone con distrofia e i loro familiari sono di poche parole o, a volte, torrenti in piena: ma in entrambi i casi le immagini restituiscono uno sguardo unitario e condiviso, un codice antico e sempre nuovo di riconoscimento di un’identità della quale sentirsi a un tempo orgogliosi e protagonisti. E poi la UILDM ha una vita molto lunga, nel panorama delle associazioni italiane… Ricomporre questo patrimonio diffuso di umanità e di storia sociale dell’Italia migliore era un’operazione bella e nobile da compiere, ma non agevole. Perché comunque era necessario trovare anche un altro modo di raccontare per immagini. Ossia cogliere, con lo sguardo professionale e sensibile di chi fa della fotografia il proprio stile artistico di comunicazione, l’anima e il senso, il colore e il sentimento, l’azione e l’idea, il privato e il pubblico, il sorriso e la malinconia, lo sforzo e la speranza, la fratellanza e l’individualità… Oggi vediamo giovani, adulti, donne, uomini, che ci piacerebbe incontrare, conoscere, ascoltare. Parlano i loro volti, i loro gesti, persino i loro ausili e gli strumenti di cura: parlano di un’umanità splendida, viva, unita più che mai. Questo è un libro speciale, da leggere con gli occhi, da sfogliare con la mente, da vivere con l’anima e l’intelligenza. È un omaggio a chi non c’è più, ma vive tra noi, mai come adesso. È un dono a chi c’è, e vuole capire la differenza. Il valore della differenza» (Franco Bomprezzi). «Oggi – scrive Edoardo Patriarca, deputato, presidente del CNV (Centro Nazionale per il Volontariato) e dell’IID (Istituto Italiano della Donazione) – ci lascia un grande amico, una persona cara con la quale ho condiviso molto. Il suo essere in prima linea in molte battaglie, unita alla sua forza di non arrendersi mai e alla voglia di vivere, facevano di lui un grande uomo, esempio per tutti noi. Le parole non bastano per ricordare quanto ha insegnato, a tutti. Sentiamo immensamente la sua mancanza». «La scomparsa di Franco Bomprezzi mi addolora – scrive poi la deputata Barbara Pollastrini, già ministro per i Diritti e le Pari Opportunità -. Era un amico e un compagno di tante battaglie, per i diritti di tutti e per la democrazia. A Milano mancherà la sua intelligenza, la sua capacità di confronto, la sua volontà di spiegare e far conoscere le capacità e i bisogni dei cittadini con disabilità e il suo impegno civile e politico, che sono stati preziosi per tutti noi». «Franco Bomprezzi non c’è più – scrive infine Emma Cavallaro, presidente della ConVol (Conferenza Permanente delle Associazioni Federazioni e Reti di Volontariato) – e di lui ci mancheranno la sua ironia e la sua penna, ma soprattutto la sua capacità di trasformare la fragilità della malattia in impegno puntuale a difesa dei diritti e tutela dei più deboli».

SUPERANDO

21.12.2014.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS Sarno. Ospedale caos aggredisce un infermiere e spacca tutto

21 Dicembre 2014, 11:17am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ilmattino.it/MsgrNews/MED/20141221_prontosoccorso.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

SARNO. Porta la figlia di due anni in ospedale, poi litiga con un infermiere e spacca a calci i vetri e la scrivania dell’ufficio riservato al triage. L’uomo è stato fermato e braccato da una guardia giurata addetta alla sicurezza dell’ospedale, in attesa dell’intervento sul posto dei carabinieri. È accaduto nella mattinata di ieri al pronto soccorso del «Martiri del Villa Malta» di Sarno, quando è arrivata un’auto con a bordo una coppia e la figlioletta di due anni di Poggiomarino. La piccola aveva un fazzoletto su un occhio ed i genitori al passaggio al triage, lo sportello per selezionare i casi e stabilire le urgenze, hanno fatto notare un gonfiore alla palpebra. L’infermiere di turno ha avviato la piccola in pediatria. Nel reparto, il medico si è accorto di una ferita lacero contusa accanto all’occhio e ha quindi rispedito la bambina al pronto soccorso per la medicazione. A quel punto il papà, irritato, giunto nel locale del triage ha iniziato ad inveire contro l’infermiere che prima lo aveva mandato in pediatria. Urla e spintoni, fino a quando l’uomo ha iniziato a tirare calci alla scrivania, distruggendola. Immediato l’intervento della guardia giurata che ha placato le ire dell’uomo fino all’arrivo dei carabinieri, agli ordini del maresciallo Tommaso Merola, che hanno proceduto ad identificare l’uomo ed a raccogliere la denuncia degli operatori sanitari. Appena due giorni fa una tentata aggressione ed ancora una volta l’intervento dei carabinieri. Il figlio di un paziente, arrivato al pronto soccorso nel pomeriggio, ha inveito contro una infermiera di turno che gli aveva chiesto la data di nascita del padre, fino a tentare di aggredirla.

IL MATTINO

21.12.2014.

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CAMPANIA NEWS Tragedia di Natale: impiegato della Fiat di Pomigliano travolto e ucciso da un'auto che sfrecciava in senso vietato

21 Dicembre 2014, 11:13am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

292906 4417598767347 987224993 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Pomigliano. Terribile incidente questa mattina a Pomigliano d'Arco. Un giovane napoletano è stato investito da un'auto ed è morto sul colpo. Intorno alle 13 stava percorrendo a bordo di uno scooter gli svincoli che portano alla Fiat di Pomigliano, a poche centinaia di metri dal grande stabilimento automobilistico. A un certo punto però un'auto che sfrecciava in senso vietato gli è piombato addosso come un siluro. L'uomo è morto sul colpo. Si tratta di un impiegato proprio della Fiat. Sul posto sono accorsi i carabinieri. La vittima. Era un giovane elettricista della Fiat di Pomigliano che si trovava nell'area del parcheggio dello stabilimento il motociclista travolto da un'auto che procedeva in senso vietato sugli svincoli che portano alla grande fabbrica automobilistica. La vittima si chiamava Antonio Bernardo, aveva 31 anni, era sposato e risiedeva a Napoli città.PINO NERI IL MATTINO

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SEZ. SICILIA NEWS MESSINA Picciolo condannato per diffamazione

21 Dicembre 2014, 11:09am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/10/1/21cc07afb284b49a55a345671c641e6f.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Inchiesta su lettere inviate a Procura, condanna 2 anni e 6 mesi MESSINA, Il deputato regionale Giuseppe Picciolo, capogruppo dei Drs all'Ars, è stato condannato a due anni e sei mesi per calunnia nell'ambito di un processo scaturito sulla vicenda dei cosiddetti 'corvi' che avrebbero inviato lettere anonime sui palazzi della politica messinese. Le lettere, inviate tra l'agosto 2006 e il giugno 2007 anche alla Procura di Messina, erano attribuite a terzi. In realtà, verificarono gli inquirenti, erano state vergate da Picciolo.

ANSA

21.12.2014.

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CAMPANIA NEWS Notte di terrore con i ladri in casa: «Ho finto uno svenimento e protetto mia moglie»

21 Dicembre 2014, 11:01am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

292906 4417598767347 987224993 nINSERITO DA KATIA PERROTTA Scene che nessuno vorrebbe raccontare, quelle descritte da A.T., 49enne, dipendente comunale di Paduli, residente in contrada Torre, l’altra notte vittima di una rapina in casa con i malviventi che lo hanno svegliato. «Erano in due con marcato accento dell’Est – racconta - mi hanno svegliato e mi hanno chiesto dove conservavo i soldi, poi mentre parlavano con mia moglie che dormiva accanto a me ho approfittato di un loro momento di distrazione per afferrare la pistola e sparare, ma il primo colpo purtroppo non è partito.

Ne è nata una prima colluttazione e ho subito un colpo alla testa, credo provocato dal caricatore della pistola giocattolo che avevano tra le mani. In quel momento ho finto di essere svenuto e i due si sono recati nel soggiorno per prelevare i soldi dalla borsa di mia moglie». Uno scontro con i malviventi che è continuato perché l’uomo dopo aver chiuso a chiave la porta della camera da letto per proteggere la moglie, che nel frattempo allertava i soccorsi e il figlio che stava per rincasare, ha inseguito i ladri nel soggiorno.

Ed è stato quello forse il momento più brutto perché uno dei rapinatori ha sparato due colpi che fortunatamente non lo hanno raggiunto ma hanno frantumato lo specchio del bagno. A quel punto la fuga dalla porta. Una rapina che fortunatamente non si è conclusa in tragedia, che ha registrato una evidente dura resistenza da parte del proprietario dell’abitazione di contrada Torre. Dopo poco sono giunti sul posto il figlio più piccolo e i vicini di casa, nonché i carabinieri. Difficile per ora dare un volto ai malviventi, perché è avvenuto tutto al buio. L’unico particolare che emerge è che probabilmente uno dei due poteva essere calvo.

lu.pa. IL MATTINO.IT

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PUGLIA E CALABRIA NEWS Disordini Foggia, due teppisti arrestati

21 Dicembre 2014, 10:55am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2014/1/24/4f5f76ef44f6924ba76b36f0f6975c4e.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Le indagini dopo derby di calcio con il Barletta FOGGIA,  Due teppisti sono stati arrestati dalla polizia e altre tre denunciati in seguito agli incidenti avvenuti ieri dopo la partita di Lega Pro Foggia-Barletta all'esterno dello stadio Zaccheria. I due sono Alessandro La Torre, di 38 anni e Giovanni Sica di 31, accusati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, danneggiamento e lancio di oggetti pericolosi. Le indagini della Digos proseguono per identificare le altre decine di persone che hanno causato i disordini.

ANSA

21.12.2014.

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SARDEGNA E CORSICA NEWS CAGLIARI Igea: ex presidente torna in libertà

21 Dicembre 2014, 10:47am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_457x/2013/11/10/a913dfd72a8a3220778a4c70ca1fde02.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Revocati arresti domiciliari a Giovanni Battista Zurru CAGLIARI,  Sono stati revocati gli arresti domiciliari ed è ritornato in libertà Giovanni Battista Zurru, l'ex presidente dell'Igea, arrestato mercoledì scorso insieme all'ex sindacalista Marco Tuveri nell'ambito dell'inchiesta "Geo&Geo" per peculato, turbata libertà degli incanti, truffa e voto di scambio. Reati collegati alla società in house della Regione Sardegna che si occupa della gestione delle miniere. All'origine della decisione della revoca dei domiciliari - fanno sapere i legali dell'ex presidente, avvocati Mariano e Massimo Delogu - c'è il fatto che Zurru ora non ricopre più alcun incarico all'interno dell'Igea, e quindi non ci sarebbe il rischio di reiterazione del reato. Proprio ieri l'ex presidente si era presentato davanti al Gip di Cagliari, Giuseppe Pintori, per l'interrogatorio di garanzia, e si era avvalso della facoltà di non rispondere.

ANSA

21.12.2014.

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PRIMO PIANO E ANTEPRIMA LORIS, LA RIVELAZIONE DELLA VICINA DI CASA: "ECCO COSA SUCCESSE LA SERA PRIMA..." VIDEO

21 Dicembre 2014, 10:47am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

292906 4417598767347 987224993 nINSERITO DA KATIA PERROTTA RAGUSA - Una verità che colpisce quella raccontata da ClaudiaGiavatto, la vicina di casa di Veronica Panarello e della sua famiglia.

I palloncini bianchi al funerale di Loris

 La donna, intervistata da 'Oggi', racconta un retroscena che accadde la sera prima della scomparsa e dell'uccisione del piccolo Loris: "Veronica non volle che io salissi a casa sua. E quando venne da me, con lei c’era solo il figlio più piccolo. Quel venerdì sera Veronica era rimasta senza latte, così mi telefonò per chiedermi se io ne avessi un litro in più e le dissi di sì. A casa c’ero io, c’erano i miei figli: te lo portiamo noi, dissi. Ma lei, che pure era sola con due bambini, non volle, era irremovibile. Quando venne a casa mia col piccolo, Loris non c’era. E oggi mi chiedo: perché ha insistito così tanto a non farci salire da lei? Dov’era Loris? C’era qualcosa che non dovevamo vedere?", racconta Claudia Giavatto. "Veronica era una brava mamma - continua - ma aveva anche tante stranezze: raccontava spesso piccole bugie e riferiva episodi inspiegabili. Un giorno Veronica mi chiamò per dirmi che dovevo portarla all’ospedale, perché in seguito a una furibonda lite con la suocera e la cognata aveva perso il bambino che aveva appena scoperto di aspettare. E poi aveva delle fissazioni: era convinta che qualcuno le entrasse in casa di nascosto mentre non c’era, fece anche cambiare la serratura. Veronica ripeteva spesso uno strano gesto: prendeva una foto di quando era piccola, ci metteva accanto una foto di Loris e diceva: “Siamo uguali, lo vedi che siamo uguali?” Nonostante le sue stranezze sulle quali solo adesso comincio a riflettere, era una madre innamorata dei suoi figli: Loris era tutta la sua vita. Se l’ha ucciso lei, ha ucciso anche se stessa". 

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TOSCANA NEWS Scosse di terremoto nel Chianti, pronti ad altra notte fuori casa

21 Dicembre 2014, 10:35am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://www.ansa.it/webimages/img_700/2014/12/20/4980e320c39bcc889b0aee6b068b360f.jpg

10484944 267305636773102 494429539358328247 n INSERITO DA ANGELA CECERE

Aprono i centri di accoglienza per chi ha paura La terra non smette di tremare nel Chianti e anche questa notte in molti la trascorreranno fuori da casa, in tenda, in auto o in camper nei pressi di impianti sportivi oppure nella tensostruttura che il Comune di Greve ha già allestito ieri sera e che ha accolto oltre 150 persone. Lo sciame sismico che da due giorni affligge una delle più belle zone tra Firenze e Siena ha dato una tregua la scorsa notte fino a stamani alle 5, quando una scossa di magnitudo 3.5 ha svegliato gli abitanti di Greve, Impruneta, San Casciano e Tavarnelle, facendosi 'sentire' fino a Firenze. Anche molti tra quelli che hanno scelto di restare in casa si erano premuniti: alcuni avevano già preparato un kit di emergenza con medicinali, soldi e generi di prima necessità da afferrare prima della fuga in caso di forti scosse e le porte degli appartamenti erano state chiuse senza mandate di sicurezza per rendere più facile l'eventuale uscita dagli appartamenti. In Chianti ci si attrezza ad una convivenza con il terremoto che non si sa quanto potrà essere lunga, e cambiano prudenzialmente alcune abitudini. In diverse località le chiese, così come le scuole, sono chiuse e la Messa si celebra in piazza come avverrà domani mattina a San Casciano Val di Pesa per quella domenicale, o a Tavarnelle dove, sempre per domani mattina, è in programma un matrimonio all'aperto. Le scosse, sebbene di minore magnitudo, si sono susseguite anche oggi soprattutto nella mattinata, e a Firenze ha consigliato l'evacuazione a scopo precauzionale di due licei, il Michelangelo e il Castelnuovo. Tranquilla, invece, la situazione nei musei di Firenze dopo le ore di apprensione di ieri. Proprio oggi, tra l'altro, il ministro dei beni culturali Enrico Franceschini ha annunciato la disponibilità di 200mila euro per la realizzazione della pedana antisismica per il David di Michelangelo: "Il terremoto di ieri, fortunatamente senza danni al patrimonio culturale dello Stato, rende ancora più urgente realizzare questo progetto", ha detto. E se Angelo Tartuferi, direttore della Galleria dell'Accademia, la 'casa' della celebre statua, ipotizza che la pedana possa essere pronta entro il 2015, un esperto che si batte da anni per strutture museali antisismiche, l'architetto Fernando de Simone, sostiene che il provvedimento potrebbe essere inutile: "Forse ridurrà le scosse telluriche sotto il basamento, ma non potrà impedire che il soffitto crolli sulla statua". Non crolli, ma qualche ferita, l'ha invece già riportata la Pieve di Campoli, chiesa millenaria che si trova proprio nell'epicentro del sisma: qualche distacco di intonaco e stucchi dalle decorazioni del soffitto. Gli abitanti del piccolo borgo, tra cui il custode della Pieve, stanno vivendo con una certa apprensione e fanno notare un rumore sordo in lontananza, simile al passaggio di un aereo o a un temporale, che secondo loro è lo sciame sismico in attività. "Le nostre case - spiega Paolo Sottani, sindaco di Greve in Chianti, uno dei centri interessati allo sciame - sono costruite vicino a un fiume, in un terreno che trasmette maggiormente le vibrazioni rispetto ad altri. Perciò c'è una maggiore percezione fisica del terremoto, e la gente tende a preoccuparsi anche di più". Venerdì la scossa più forte di magnitudo 4.1, tanta paura ma nessun danno Nel Chianti fiorentino le piazze si preparano ad ospitare anche i riti religiosi: a San Casciano Val di Pesa è stato stabilito che le messe siano celebrate fuori dalle chiese e domani domenica sarà liberata piazza Cavour per la celebrazione della Messa domenicale. Per consentire le verifiche dopo le scosse oggi le scuole resteranno chiuse a San Casciano, Greve in Chianti, Barberino Val d'Elsa, Tavarnelle, Impruneta. Per precauzione i comuni più vicini all'epicentro del sisma hanno deciso per oggi anche la chiusura degli uffici pubblici e delle chiese. In questi comuni saranno annullati, se necessario, anche gli eventi sportivi. Un forte terremoto, di magnitudo stimata fra 7 e 8, è avvenuto il 18 maggio 1895 nella stessa zona della Toscana nella quale è in corso da ieri uno sciame sismico. L'APPROFONDIMENTO su ANSA Scienza Ecco l'epicentro della scossa di magnitudo 4.1 di ieri, mostrato dal sito dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) Chi ha deciso di trascorrere la notte in casa, nonostante lo sciame sismico che batte il Chianti fiorentino da due giorni, ha preso le proprie precauzioni: uscite 'facilitate' dalle abitazioni e in diversi, i più previdenti e soprattutto i più anziani, hanno anche confezionato dei veri e propri kit di emergenza con ciò che può servire in questi casi. Medicinali, effetti personali documenti di identità, soldi contanti, caricabatterie del cellulare sono gli oggetti spesso scelti, pronti in un sacchetto o in una borsa pronto ad essere afferrato al volo. Alcuni hanno aggiunto anche generi alimentari e qualche gioiello di famiglia. Tra gli accorgimenti presi per evacuare velocemente le case in caso di scosse forte, molti hanno deciso di tenere le porte aperte delle stanze, tranne quella dell'ingresso principale, chiusa però senza mandate di sicurezza. A San Casciano, uno dei centri nell'area del sisma, dove ieri alla scossa più forte c'è stato un fuggi-fuggi tra i partecipanti ad un convegno nella sede universitaria di Villa Montepaldi, in caso di evenienza la protezione civile è pronta ad allestire in mezz'ora campi-base presso zone dove ci sono impianti sportivi.

ANSA

21.12.2014.

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