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CAMPANIA NEWS Il Comune di Napoli ora potrà assumere Spesa per il personale è scesa sotto il 50 per cento

13 Luglio 2013, 08:28am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA NAPOLI,  La Ragioneria generale del Comune di Napoli ha certificato che la spesa per il personale e' al 49,11 per cento e, dunque, l'amministrazione potrà tornare ad assumere. Il dato è contenuto nella delibera di accompagnamento alla variazione del Piano di riequilibrio finanziario del Comune che andrà in Consiglio lunedì 15 luglio. Spiega l'assessore al Bilancio, Salvatore Palma: ''Il Comune potrà avviare un'opera correttiva all'azione e all'organigramma della macchina amministrativa''. (ANSA).

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CAMPANIA NEWS NUOVO INCIDENTE SULLA VARIANTE ESTERNA DI ISCHIA, MORTO IL SINDACO DI FOTI, GIOVANNI ORO VIDEO

13 Luglio 2013, 08:26am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NUOVO INCIDENTE SULLA VARIANTE ESTERNA DI ISCHIA, MORTO IL SINDACO DI FOTI, GIOVANNI ORO

 

 

 

 

 

 

 

 

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Riceviamo e pubblichiamo  di Gennaro Savio

Varchi ovunque, macchine parcheggiate lungo il suo percorso ad ogni ora del giorno e della notte, mancanza di pubblica illuminazione e di guard rail. La sopraelevata di Ischia è una trappola mortale per chi l’attraversa a piedi, in auto o sulle due ruote. Ma a nulla sino a questo momento sono serviti i tanti morti e le nostre precise e puntuali denunce giornalistiche affinché venisse messa in sicurezza. Ancora sangue sulla sopraelevata di Ischia, la variante esterna che dal centro cittadino porta dritto dritto verso il porto. Questa volta a perdere la vita nei pressi dell’Hotel President in uno scontro frontale con uno scooter, è stato un turista. Si tratta di Giovanni Oro, Sindaco di Foza, Comune della provincia di Vicenza. La tragedia, di cui ci sono le immagini realizzate dall’apprezzata giornalista Ida Trofa de “Il Dispari”, si è consumata a pochissimi metri di distanza dal punto in cui quattro mesi fa, a causa dell’ennesimo incidente, perse la vita il giovane ischitano Alfredo Francescon. Il nuovo tragico incidente verificatosi su quella che da sempre viene definita la strada della morte, ripropone il tema della sicurezza su una variante esterna resa da sempre pericolosissima dalla presenza di tanti varchi, dalla sosta delle auto lungo il suo percorso, dalla mancanza di illuminazione e di guard rail e di tutto quanto possa finalmente renderla più sicura. La cosa vergognosa è determinata dal fatto che da anni con i nostri servizi giornalistici ne denunciamo la pericolosità ma invano, visto che chi ha il dovere di metterla in sicurezza continua a fare orecchio da mercante tranne che in campagna elettorale quando, puntualmente, la messa in sicurezza della sopraelevata finisce quasi d’incanto tra i primi punti programmatici dei politici locali candidati i quali, una volta eletti, dimenticano puntualmente le promesse fatte: assurdo! Ma c’è un’altra triste assurdità che vogliamo sottolineare. Ed è quella che ad ogni morto che ci scappa, assistiamo all’odioso piagnisteo dei responsabili politici ed istituzionali della pericolosità di questa strada i quali, però, passato il momento di dolore, alle parole, o meglio alle chiacchiere, non fanno seguire i fatti. La pericolosità della sopraelevata e i mancati interventi di messa in sicurezza, sono anche al centro del dibattito che si è sviluppato sui social network dopo la morte di Oro. Tra i tanti post pubblicati e che per lo più condannano la latitanza delle istituzioni sulla sicurezza di questa strada killer, ci ha colpiti quello di Mario Goffredo che recita: “In questa maledetta terra d'oblio anche il detto ‘finché non ci scapperà il morto nulla cambierà’ perde ogni senso e validità” a cui personalmente aggiungo, “nemmeno la perdita di innumerevoli e innocenti vite umane serve a sensibilizzare e ad umanizzare uomini politici e rappresentanti istituzionali a fare il proprio dovere e a rendere sicura questa strada: che vergogna!!!”.


 

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SEZ. VANGELO E METEO METEO DEL 13.07.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA VIDEO

13 Luglio 2013, 08:05am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA

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IN BREVE
Dapprima nubi sul nordest e pesarese con rare piogge sull'Emilia,  poi  temporali sulle Alpi, locali su rilievi liguri, Marche, Abruzzo, Molise, Foggiano, Appennini, sole altrove. In serata temporali isolati tra Lombardia ed Emilia e basso Piemonte-rilievi liguri. 

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 13.07.2013 A CURA DI MICHELE PAPPACODA

13 Luglio 2013, 08:01am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

397292 104896189669319 1023336315 nA CURA DI MICHELE PAPPACODA Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,24-33. 
Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone; 
è sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più i suoi familiari! 
Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. 
Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti. 
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna. 
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. 
Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; 
non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! 
Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch'io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 
chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch'io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. 

Sabato 13 Luglio 2013
S. ENRICO II, Imperatore (memoria facoltativa)

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Sant' Enrico II

Imperatore

(memoria facoltativa)

 

E

nrico, figlio del duca di Baviera, nacque in un castello sulle rive del Danubio nel 973. L'ambiente in cui maturò la santità di questo sovrano tedesco, a prima vista, potrebbe sembrare il meno adatto all'esercizio della perfezione cristiana. Crebbe invece in compagnia di sante persone. Suo padre, dapprima denominato "il rissoso", fece tali progressi nell'addolcire il carattere alla scuola di una mite consorte che finì per essere chiamato "il pacifico".

 

Enrico ebbe un fratello, Bruno, che rinunciò agli agi della vita di corte per diventare pastore d'anime, come vescovo di Augusta. Delle due sorelle, Brigida si fece monaca e Gisella andò sposa ad un santo, re Stefano di Ungheria.

Il principe Enrico venne affidato dalla madre ai canonici di Hildesheim, e più tardi al vescovo di Ratisbona, Wolfgang (canonizzato nel 1052), alla cui scuola si formò culturalmente e spiritualmente.

 

Nel 1002, in seguito alla morte del cugino Ottone III, venne eletto re di Germania a Magonza dove fu coronato dal vescovo Willigis.

Enrico si dedicò fondamentalmente a risolvere i problemi della Germania, poiché, fin dalla sua elezione, gli equilibri di potere tra i vassalli si erano di nuovo spezzati, soprattutto a seguito dell'orientamento prevalentemente italiano nella politica dei suoi predecessori. Negli anni del suo regno dovette così combattere a lungo contro vari signori ribelli, come Baldovino di Fiandra, Federico conte di Lussemburgo, Enrico duca di Baviera o l'arcivescovo di Metz.

L'attenzione per la situazione in Italia fu, dunque, minore dei suoi predecessori e sempre episodica. Vi scese nel 1004  per sconfiggere Arduino d’Ivrea, che i grandi signori italici avevano eletto re d'Italia alla morte di Ottone III.

Tornò nel 1013 per dirimere le controversie tra i candidati al papato della famiglia Crescenzi e dei Conti di Tuscolo, assicurando ai secondi il proprio appoggio.

 

Il 14 febbraio fu incoronato imperatore a Roma per mano del neo Pp Benedetto VIII (Teofilatto dei Conti di Tuscolo, 1012-1024). Ridiscese ancora nel 1021-1022 per condurre una breve campagna militare in Puglia e Campania contro i Bizantini.

Nel 1022, presiedette, insieme al pontefice, il concilio di Pavia, a conclusione del quale vennero emanati sette canoni contro il concubinato dei sacerdoti e per la difesa dell'integrità dei patrimoni ecclesiastici: questo concilio è considerato un momento importante nel processo di riforma della Chiesa dell'XI secolo.

 

Molto religioso e convinto assertore delle responsabilità dell'Imperatore, nei confronti della fede e della prosperità dei suoi sudditi, esercitò sulla Chiesa e sui monasteri tedeschi un forte controllo, inteso, in primo luogo, a promuovere una riforma morale dei costumi nello spirito dell'ordine cluniacense di cui aveva conosciuto Odilone (canonizzato anche lui), abate appunto di Cluny.

 

Enrico morì a Bamberga  il 13 luglio 1024. Sua moglie Cunegonda si ritirò in un monastero benedettino, da lei fondato, ed alla sua morte, avvenuta il 3 marzo 1039, fu sepolta accanto al marito nella cattedrale di Bamberga.

 

L’imperatore Enrico II fu canonizzato dal Beato Eugenio III (Bernardo dei Paganelli, 1145-1153)  nel 1152 o, secondo altre fonti autorevoli, nel 1146. 

 

Significato del nome Enrico : “possente in patria” (tedesco).


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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS TERZIGNO Patto per la «Terra dei Fuochi» Arriva l’ok al piano anti-roghi

12 Luglio 2013, 14:33pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La giunta comunale di Terzigno ha approvato, la delibera di adesione al patto per la «Terra dei Fuochi», il progetto da 5 milioni di euro messo in campo dalla Regione Campania per azzerare il fenomeno dei roghi tossici nelle zone tra le province di Napoli e Caserta. Un’approvazione lampo, certificata mercoledì, che ha addirittura anticipato la stipula ufficiale del patto. Ieri mattina, infatti, è stato ufficialmente stipulato, a Napoli, il progetto promosso in favore dei comuni «a rischio». Stando ai termini dell’accordo, le Prefetture di Napoli e Caserta, svilupperanno un piano di intervento teso a orientare le attività da attuare, sulla base della suddivisione del territorio in aree omogenee, con controlli delle attività produttive. I fondi messi a disposizione dalla Regione verranno assegnati ai comuni attraverso dei bandi. Gli enti locali dovranno munirsi di un regolamento che assimili i rifiuti speciali non pericolosi ai rifiuti urbani. L’Anas, la Regione, le Province effettueranno anche il monitoraggio della viabilità di competenza per individuare le presenza di eventuali cumuli di rifiuti. Viene reso operativo Prometeo - il portale del Patto - che consente un’informazione costante e aggiornata sulle azioni di contrasto e governo del fenomeno dei roghi di rifiuti e favorisce forme di collaborazione attiva e partecipazione da parte delle associazioni e Ecco l’immagine che si presenta agli occhi di paziente e personale medico ogni giorno rifiuti, ratti, zanzare ed un odore nauseabondo che dominano. “Nei prossimi giorni se non verranno rimossi e se non si interverrà definitivamente denunceremo tutti - conclude Avino - i presidi sanitari, chiese e scuole sono i primi luoghi dove i rifiuti vanno raccolti e ci meravigliamo che il sindaco non lo sappia e addirittura non li veda”. dei cittadini. Una svolta per Terzignoemblema delle città di «fuoco»- commentata anche dal cardinale Crescenzio Sepe. “Inquinare la terra e attentare alla salute delle persone, delle mamme, dei bambini che stanno per nascere, alla salute di chi mangia perché questi prodotti sono frutto di veleni nascosti è un peccato che grida vendetta al cospetto di Dio”. “La Chiesa - ha aggiunto il Vescovo - ha più volte fatto sentire la sua voce. Laddove l’uomo è offeso, umiliato, danneggiato in una maniera così grave, la Chiesa non può stare zitta perché è in gioco la dignità dell’uomo, e quindi di quel Dio che ha creato l’uomo non per essere avvelenato, ma per vivere una vita di dignità”. Per il sottosegretario all’Interno Gianpiero Bocci “Il protocollo chiude la fase delle omissioni, perché vedere, sapere e non denunciare è grave come abusare delle nostre terre. Oggi archiviamo le omissioni”. “Il protocollo - ha affermato - è un punto di partenza e un esempio di buona politica”. “Il patto - ha concluso Bocci - risponde al principio di sussidiarietà non solo verticale, tra istituzioni dello Stato, ma anche orizzontale, delle istituzioni e dei cittadini che si organizzano. METROPOLIS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Scarpe «volanti» alla stazione Circum

12 Luglio 2013, 14:13pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Turisti e curiosi col naso all’insù Un paio di scarpe sportive, già ribattezzate «volanti», annodate a un filo di nylon all’ingresso della stazione Circum: è lo scenario che si «gode» a via Marziale. Le calzature sono in «bella mostra » e richiamano l’attenzione di curiosi e turisti. METROPOLIS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Stalking, il 65enne arrestato resta ancora ai domiciliari

12 Luglio 2013, 14:08pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSSERIO DA MICHELE PAPPACODA Vico Equense. Resta ai domiciliari in attesa della sentenza attesa per i prossimi giorni il 65enne di Piano di Sorrento arrestato l’altra sera dai carabinieri di Vico Equense per stalking. L’uomo deve rispondere di accuse pesanti: atti persecutori, lesioni personali aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Sì, perché poco prima di essere ammanettato dai militari - coordinati nell’intervento dal capitano Leonardo Colasuonno - si scagliò contro le forze dell’ordine. Parolacce, ingiurie, spintoni e colpi proibiti. Pian piano, sperando di conquistare il suo interesse, l’uomo ha tentato di «prendere» quella donna – una 40enne originaria di Piano di Sorrento ma che vive nella zona alta di Vico Equense - di cui s’era perdutamente innamorato. A dispetto della differenza d’età: lui, 65 anni, ha sentito battere forte il cuore e poco se n’è importato dell’anagrafe. Ma ha esagerato. Ha cominciato a corteggiare con insisten- Scarpe «volanti» alla stazione Circum Turisti e curiosi col naso all’insù Un paio di scarpe sportive, già ribattezzate «volanti», annodate a un filo di nylon all’ingresso della stazione Circum: è lo scenario che si «gode» a via Marziale. Le calzature sono in «bella mostra » e richiamano l’attenzione di curiosi e turisti. IL GIALLO Giallo a Piano di Sorrento sull’addio del coordinatore del Psz, Gennaro Izzo L’APPELLO Sos alle amministrazioni per formare il nuovo ambito territoriale dei servizi sociali LA BORDATA Bordata da parte di Antonio D’Aniello, esponente del Pd: «Vogliamo subito chiarezza» sia convocato per discutere di tutto questo - conclude il giovane consigliere -. Allo stato attuale una semplice interrogazione non è sufficiente. Spero il presidente del consiglio ed il sindaco si attivino in tal senso, altrimenti cercherò i numeri per un autoconvocazione tra i gruppi attualmente all’opposizione». za la donna. Tanti approcci, sempre e comunque andati in malora. Perché lei, di quell’uomo, non ha mai voluto saperne nulla. Gliel’ha ripetuto più volte che non provava nulla, che non voleva essere turbata, che mai avrebbe fatto un dietrofront per vivere una storia d’amore con lui. Nulla di fatto, l’uomo non ha mai voluto sentire ragioni e l’ha perseguitata. E le cose sono addirittura peggiorate. Invece di defilarsi, invece di mettersi l’anima in pace e pensare ad altro, il 65enne l’ha continuata a pressarla. L’ha tempestata di telefonate, sms e contatti. E sempre con la stessa risposta. Un «no» secco, preciso, risoluto. Nessun tipo di possibilità per incontrarsi, parlarne e magari instaurare un rapporto sentimentale. Fino all’arresto dopo l’allarme lanciato dalla donna. METROPOLIS

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PENISOLA SORRENTINA E VICO EQUENSE NEWS Sant’Agnello Più strisce rosa in centro, sì dell’amministrazione

12 Luglio 2013, 14:02pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Sant’Agnello. L’amministrazione comunale di Sant’Agnello tende la mano al gentil sesso: c’è l’ok per i posti auto riservati esclusivamente alle donne in dolce attesa. Tutto ciò grazie alla spinta del Forum dei Giovani di Sant’Agnello e alla collaborazione dell’assessore al corso pubblico Antonino Castellano e del vicesindaco con delega alle pari ppportunità Clara Accardi. Il comune ha approvato l’installazione sul suolo comunale di posti auto riservati esclusivamente alle donne incinte. La gravidanza è sicuramente un periodo molto delicato per le donne, soprattutto durante la stagione estiva; alte temperature in aggiunta ad un tasso di umidità notevole destabilizzano sensibilmente il corpo di una futura madre. Proprio per questo motivo l’esecutivo comunale del sindaco Piergiorgio Sagristani ha deciso di non perdere tempo dando il via libera per la designazione dei posti speciali. Le postazioni saranno contraddistinte da strisce rosa (colore femminile per eccellenza) e andranno a garantire un ulteriore servizio a favore di tutte le donne in dolce attesa. Tre le zone che ospiteranno le speciali strisce rosa: zona Farmacia Palagiano, zona ospedale a viale dei Pini e zona Marinella (nei pressi della terrazza). L’iniziativa dimostra sicuramente il costante impegno che il comune di Sant’Agnello impiega nel fornire un sempre più efficiente servizio alla propria compagine popolare; il sesso femminile deve essere tutelato sempre di più. Tale strategia potrebbe anche spianare la strada verso un atteggiamento collettivo diverso nei confronti delle donne, convincendo tutti i comuni limitrofi a seguire la strada intrapresa dal comune di Sant’Agnello. Mesi fa, nella vicina Vico Equense, fu l’opposizione consiliare del gruppo «In movimento per Vico» a lanciare la proposta all’esecutivo municipale guidato dal sindaco Gennaro Cinque. Ci fu anche un’apposita interrogazione inviata ai vertici dell’amministrazione comunale di via Filangieri e che dovrà essere discussa nelle prossime sedute dell’assise cittadine. Tornando a Sant’Agnello, insomma, il passo in avanti per le note «strisce rosa» rappresenta una tappa importante al di là delle stilettate giunte dall’opposizione e in particolare dall’ex vicesindaco Antonino Coppola che ha polemizzato con il sindaco Sagristani per la decisione di aumentare le nomine per la commissione comunale delle pari opportunità.

Giuseppe Buonocore METROPOLIS

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SEZ. VANGELO E METEO VANGELO DEL 12.07.2013 A CURA DI DANIELA CAIRA

12 Luglio 2013, 11:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Santo del giorno : S. GIOVANNI Gualberto, Abate, Fondatore dei Vallombrosiani

Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Matteo 10,16-23. 
Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. 
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; 
e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. 
E quando vi consegneranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come o di che cosa dovrete dire, perché vi sarà suggerito in quel momento ciò che dovrete dire: 
non siete infatti voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. 
Il fratello darà a morte il fratello e il padre il figlio, e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 
E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi persevererà sino alla fine sarà salvato. 
Quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un'altra; in verità vi dico: non avrete finito di percorrere le città di Israele, prima che venga il Figlio dell'uomo. 

 

S. Giovanni Gualberto, Abate

Fondatore dei Vallombrosani

 

G

iovanni, figlio di Gualberto, nacque probabilmente a Firenze o, secondo altre fonti, nel castello, oggi Villa di Poggio Petroi - in Val di Pesa, intorno all'anno mille, dalla nobile famiglia dei Visdomini.

I tristi tempi di lotte fratricide lo trovarono, ancora giovane, al bivio dell'odio e dell'amore : suo fratello Ugo fu assassinato e a Giovanni, secondo il costume del tempo, fu assegnato il compito di vendicare l'oltraggio con la morte dell'uccisore. Il drammatico incontro avvenne, un Venerdì Santo, in una strettoia fuori porta S. Miniato, a Firenze. Di fronte al nemico che, tremante e con le braccia stese in forma di croce, invoca pietà, Giovanni getta la spada, scende da cavallo e concede il perdono. Sale poi alla Basilica poco distante di S. Miniato e si inginocchia davanti al crocifisso. Il Cristo, racconta il biografo del Santo, mosse il capo in segno di approvazione. A motivo di questo gesto S. Giovanni Gualberto è riconosciuto come  “Eroe del perdono”.

 

Dopodiché Giovanni, vincendo le dure resistenze del padre, si ritirò all'interno del monastero benedettino annesso. Una volta diventato monaco, il suo impegno si diresse a difendere la Chiesa dalla simonia (compravendita di cariche ecclesiastiche, assoluzione di peccati e indulgenze) e dal nicolaismo (il termine nicolaismo tornò in auge nel Medioevo, per indicare i religiosi che vivevano in concubinato).  Suoi primi avversari furono il suo stesso abate, Oberto, e il vescovo di Firenze, Pietro Mezzabarba, entrambi simoniaci. Non essendo incline ai compromessi e non riuscendo ad allontanarli dalla città preferì ritirarsi in solitudine.

 

Nel 1036, dopo varie peregrinazioni, insieme ad alcuni monaci, giunse a Vallombrosa, conosciuta allora come Acquabella. Qui lo raggiungono altri monaci, fuggiti dal monastero del sopraccitato abate mercenario, e con essi, verso il 1038, crea la Congregazione benedettina vallombrosana, approvata da Pp Vittore II (Gebhard II dei Conti di Dollnstein-Hirschberg, 1055-1057) nel 1055 e fondata su austera vita comune, povertà, rifiuto di doni e protezioni. Cioè di quei favori, di quel “patronato” che sovrani e grandi casate esercitano nella Chiesa, nominando vescovi e abati, designando candidati al sacerdozio e popolando il clero di affaristi e concubini.

 

Sono afflitto da immenso dolore e universale tristezza... trovo ben pochi vescovi nominati regolarmente, e che vivano regolarmente, così dirà S. Gregorio VII (Ildebrando Aldobrandeschi di Soana, 1073-1085), protagonista dei momenti più drammatici della riforma detta poi “gregoriana”. Ma essa comincia già prima di lui. Anche in piena crisi, il corpo della Chiesa esprime forze intatte e nuove che combattono i suoi mali: tra queste forze c’è la comunità di Giovanni Gualberto, che si diffonde in Toscana e sa uscire arditamente dal monastero, con vivaci campagne di predicazione, per liberare la Chiesa dagli indegni.

A questi monaci si ispirano e si affiancano gruppi di sacerdoti e di laici, dilatando l’efficacia della loro opera, di cui si servono i papi riformatori.

 

Nel 1060-61 Milano ha cacciato molti preti simoniaci e, per sostituirli, Giovanni Gualberto ne manda altri: uomini nuovi, plasmati dallo spirito di Vallombrosa. Dedica grande attenzione al clero secolare; lo aiuta a riformarsi, lo guida e lo incoraggia alla vita in comune: un senso pieno della Chiesa, tipico sempre in lui e nel suo Ordine, e sempre arricchito dalla forza dell’esempio.

 

La purezza della sua fede splendette mirabilmente in Toscana”, dirà di lui S. Gregorio VII. E i fiorentini, in momenti difficili, affideranno agli integerrimi suoi monaci perfino le chiavi del tesoro della Repubblica.

 

Giovanni Gualberto muore nel monastero di Passignano il 12 luglio 1073.

Ai suoi monaci, prima di morire, aveva detto: Quando volete eleggervi un abate, scegliete tra i frati il più umile, il più dolce, il più mortificato”. Senza ostentazione e retorica, egli aveva tracciato il profilo della propria anima.

 

Papa Celestino III (Giacinto Bobone Orsini, 1191-1198) lo canonizzerà nel 1193.

I suoi monaci torneranno nel 1951 a Vallombrosa, che avevano lasciato in seguito alle leggi soppressive del XIX secolo.

Nello stesso anno, il Venerabile Pio XII (Eugenio Pacelli, 1939-1958) proclamerà S. Giovanni Gualberto patrono del Corpo Forestale italiano e nel 1957 dei Forestali del Brasile.

 

Significato del nome Giovanni : “il Signore è benefico, dono del Signore” (ebraico).

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SEZ.VANGELO E METEO METEO DEL 12.07.2013 A CURA DI DANIELA CAIRA

12 Luglio 2013, 11:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Previsioni Meteo Italia

Temporali pomeridiani su dorsale e interne, specie adriatiche; più bello altrove

Nord Inizialmente variabile con residui fenomeni sulla Val padana orientale. Più schiarite nel pomeriggio ma con ancora qualche temporale su nord dorsale, Prealpi orientali ed ovest Alpi. Peggiora tuttavia in nottata con fenomeni sparsi tra Val padana e fascia prealpina. Temperature senza variazioni di rilievo con massime comprese tra 27 e 30°C. Venti deboli variabili con mari poco mossi. Centro Annuvolamenti al mattino su Medio Adriatico e dorsale, sereno altrove. Nel pomeriggio ancora temporali su dorsale e rilievi sardi, in locale sconfinamento verso i settori adriatici, ma in generale assorbimento nel corso della serata. Temperature stabili o in lieve rialzo sulle Tirreniche con massime tra 26 e 31°C, anche superiori sulla Sardegna. Venti deboli o localmente moderati da NO con mari poco mossi. Sud Prevale il bel tempo su Sicilia, Adriatico e settori ionici per tutto il corso della giornata. Nubi in sviluppo pomeridiano in prossimità dei rilievi appenninici produrranno nuovi acquazzoni sparsi, che a tratti interesseranno anche la costa tirrenica campana ed il crotonese, ma in miglioramento serale. Temperature stabili con massime tra 25 e 30°C. Venti deboli o moderati da NO. Mari perlopiù poco mossi, a tratti mossi al largo dello Ionio.

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