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PRIMO PIANO "ADRIANA UCCISA PERCHÉ TROPPO BELLA": SVOLTA SULLA SQUILLO UCCISA NELLE MARCHE

7 Giugno 2013, 13:57pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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ANCONA - Svolta nell'inchiesta sull'omicidio di Adriana Mihaela Simion, la squillo d'alto bordo uccisa con 30 coltellate nella sua villetta di Marcelli di Numana. I carabinieri del Reparto operativo di Ancona e della Compagnia di Osimo hanno isolato nell'abitazione tracce di dna che potrebbero appartenere all'assassino. Da oggi via ai confronti con alcune persone collegabili alla ragazza rumena, 26 anni, orribilmente massacrata lo scorso 7 aprile nella sua camera da letto. Resta la difficoltà di risolvere un giallo molto complesso. Ormai sembra quasi certo che ad accanirsi su Adriana Mihaela, al punto da colpirla anche alla schiena mentre cercava di trovare scampo sotto il letto, non sia stato un cliente, magari dopo un diverbio sul prezzo o una prestazione rifiutata. La squillo ha aperto al suo assassino vestita in maniera dimessa (maglietta e pantacollant), cosa che non avrebbe mai fatto visto il suo livello e i suoi selezionati clienti, e con i capelli umidi dopo uno shampoo. Quel pomeriggio non aveva appuntamenti fissati e lei non riceveva il primo venuto. L'assassino, che l'ha prima picchiata e poi colpita al ventre e al dorso con un coltello dalla lama stretta e lunga 10 centimetri, è entrato nella villetta senza cellulari per non far tracciare i suoi movimenti. E' stato ben attento a non toccare i 7 telefoni portatili della ragazza e il suo computer. Ma qualche traccia di dna, durante la violenta colluttazione con la vittima, l'ha lasciata e ora questo materiale biologico è stato repertato. Il corpo è stato scoperto la sera del delitto dal fidanzato rumeno della squillo e da due amici. Loro sono sicuramente esclusi dai sospetti perché gli alibi sono stati accuratamente verificati. Estranee all'omicidio anche le due squillo che abitavano vicino alla Simion, al momento dei fatti fuori dall'Italia. Infondate anche due denunce anonime contro professionisti della Riviera del Conero. L'ipotesi ora prevalente è quella di una vendetta nel giro della prostituzione, magari per eliminare una squillo troppo bella che aveva un impressionante giro di clienti disposti a pagare fior di quattrini (anche 500 euro) per trascorrere un'ora con lei.di Giovanni Sgardi 

LEGGO.IT

07.06.2013.

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PRIMO PIANO PRENDE A BASTONATE LA NONNA DI 85 ANNI, ARRESTATO UN 23ENNE NEL VITERBESE

7 Giugno 2013, 13:49pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

VITERBO - Una donna di 85 anni è stata presa a bastonate dal nipote, in maniera tanto violenta da spaccare il bastone della scopa con cui l'ha colpita, in tre parti. È successo ad Acquapendente, in provincia di Viterbo, dove i carabinieri hanno arrestato in flagranza un giovane di 23 anni per il reato di maltrattamenti in famiglia. I militari hanno sentito le grida dell'anziana e si sono precipitati all'interno dell'abitazione: l'85enne piangeva e chiedeva aiuto, mostrando le lesioni subite a mani e braccia. Ai carabinieri ha spiegato che i colpi le erano stati inferti con forza, tanto da far spezzare il bastone in tre parti. In casa, dove il nipote convive con la nonna, sono stati trovati hashish e marijuana, oltre a tre coltelli di trenta centimetri utilizzati probabilmente per tagliare la droga. L'anziana è stata portata al pronto soccorso di Acquapendente, gli ematomi sono stati giudicati guaribili in dieci giorni. Il nipote era già stato denunciato lo scorso anno per lo stesso reato ai carabinieri della stazione locale.

LEGGO.IT

07.06.2013.

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CIOCIARIA NEWS Polizia: nuovo dirigente al commissariato di Sora

7 Giugno 2013, 13:43pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Polizia: nuovo dirigente al commissariato di Sora

 

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Il Commissario Capo Lauritano arriva dalla Questura di Biella dove ha diretto l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico Sora - Cambio al vertice del Commissariato di Polizia di Sora. Nella giornata di ieri si è insediato il nuovo dirigente, il dottor Lauritano che prende il posto del dottor Maurizio Mancini, Dirigente dell’Ufficio Immigrazione della Questura che lascia Frosinone per assumere un nuovo incarico presso la Questura di Latina. Il Commissario Capo Lauritano arriva dalla Questura di Biella dove ha diretto l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. “L’esperienza maturata dal Dott. Lauritano in materia di controllo del territorio rappresenta un sicuro valore aggiunto per la sicurezza” dichiarano dalla Questura de capoluogo ciociaro. Al nuovo Dirigente sono giunti dal Questore Dott. Giuseppe De Matteis i migliori auguri di buon lavoro.

CIOCIARIA NOTIZIE

07.06.2013.

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CIOCIARIA NEWS FROSINONE Droga. Operazione "Bestia": arresti dei Carabinieri tra Lazio e Campania

7 Giugno 2013, 13:37pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Droga. Operazione Bestia: arresti dei Carabinieri tra Lazio e Campania

 

 

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L'operazione è nata a seguito dell'incendio di un'automobile avvenuto a Patrica il 5 aprile del 2011 Frosinone - Un'operazione articolata e complessa partita dall'incendio di un'automobile avvenuta a Patrica e conclusasi alle prima ore dell'alba con l'arresto di 26 persone. I Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone, infatti, hanno eseguito una vasta operazione antidroga sul traffico di sostanze stupefacenti smantellando un’articolata organizzazione avente anche la disponibilità di armi da fuoco ed operante nelle province di Frosinone, Roma, Latina, Caserta e Napoli. Operazione è stata denominata "Bestia" dall'appellativo di uno degli indagati. L’attività ha quindi tratto origine da un evento delittuoso verificatosi nel primo pomeriggio del 5 aprile 2011 in località Celleta del comune di Patrica, dove alcuni malfattori nonostante fosse pieno giorno ed in centro abitato, incuranti di ogni eventuale conseguenza, mediante l’utilizzo di liquido infiammabile hanno incendiato un’autovettura BMW di grossa cilindrata del valore di circa 40 mila euro, che il proprietario 52enne commerciante del luogo, aveva lasciato parcheggiata a ridosso della porta d’ingresso del suo appartamento. Tale azione criminosa ha causato la completa distruzione del veicolo e solo l’immediato intervento del Vigili del Fuoco impediva che le fiamme oltre al danneggiamento di porte e finestre di un adiacente appartamento al pian terreno, interessassero le tubazioni della fornitura del gas. "Il caso - hanno spiegato i Carabinieri nel corso di una conferenza stampa - è stato subito collocato in un’ottica criminale tendente a sottomettere la vittima ad eventuali condizioni poi rivelatesi di natura estorsiva, imposte dagli autori del gesto, considerata l’insussistenza di altri moventi. Quanto supposto, ha trovato puntuale conferma dall’attività info-operativa svolta dal personale del Norm della compagnia Carabinieri di Frosinone e da quanto rivelato dalla stessa vittima, il cui racconto lasciava emergere uno spaccato che permetteva di inquadrare definitivamente il reale movente per il quale era stato commissionato l’evento. Lo sviluppo delle indagini ha evidenziato che la vittima era ritenuta colpevole da parte di alcuni pregiudicati locali e della vicina provincia di Latina, dediti al traffico delle sostanze stupefacenti, della mancata riuscita dell’intermediazione di un finanziamento di circa 300 mila euro da utilizzare successivamente da parte del sodalizio criminoso per concludere un’operazione di acquisto all’estero di un ingente quantitativo di cocaina, a fronte del quale l’organizzazione aveva già investito un’apprezzabile somma. In sostanza - hanno spiegato - le indagini consentivano di poter individuare i diretti responsabili del danneggiamento seguito da incendio, del tentativo di estorsione nei confronti del proprietario dell’autovettura, di procedere all’arresto in flagranza di diversi appartenenti al sodalizio criminoso, al sequestro di quantitativi di cocaina, di somme contanti e al monitoraggio della movimentazione di ingenti cifre per tali finalità, di armi comuni da sparo nonché l’individuazione dei canali di approvvigionamento della sostanza stupefacente. Pertanto, sono stati raccolti una pluralità di elementi di colpevolezza a carico di 38 persone, tra le quali anche 5 donne particolarmente attive in tale ambito delittuoso, tutti ritenuti responsabili di associazione per delinquere aggravata dalla disponibilità di armi da fuoco, finalizzata al traffico delle sostanze stupefacenti e a carico di alcuni, dei reati di danneggiamento, tentata estorsione, violazione delle norme sulla detenzione di armi, tutte deferite alla Procura della Repubblica di Frosinone. Oltre a quanto detto, è stato possibile rilevare che il gruppo criminoso nel periodo da aprile 2011 a conclusione delle indagini gennaio 2013, ha avuto un giro di affari di circa un milione e mezzo di euro. Il P.M. Dr. V. Misiti, titolare dell’indagine, per la gravità dei fatti rappresentati, interessava il magistrato Dr. Carlo. La Speranza presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, unitamente al quale avanzavano richiesta di misure cautelari a carico degli indagati". Il GIP del Tribunale di Roma, D.ssa Pavone, a conclusione di tutta l’attività investigativa ha emesso i provvedimenti restrittivi a carico di 26 persone: 14 custodie cautelari in carcere (presso le case circondariali di Roma, Latina e Velletri e 11 ai domiciliari. "I restanti 12 - proseguono dal comando provinciale dei Carabinieri di Frosinone - risultano indagati per lo stesso reato associativo e nei cui confronti è stata effettuata la perquisizione domiciliare con relativa notifica di avviso di garanzia, provvedimenti eseguiti all’alba di oggi. Nel corso delle attività sono state complessivamente arrestate 31 persone ed in particolare, una di esse, risulta avere avuto legami con clan camorristici". Per tale complessa operazione sono stati impiegati 160 uomini, parte dei quali appartenenti ai comandi Arma territorialmente competenti ed unità cinofile del comando Carabinieri di Roma Ponte Galeria.

CIOCIARIA NOTIZIE

07.06.2013.

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TOSCANA NEWS Volontaria muore a 59 anni per una rara malattia

7 Giugno 2013, 13:31pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Marcella Ceccarini ha accusato i primi sintomi della sindorme di Creutzfeldt-Jacob 6 mesi fa. Inutili i tentativi di curarla. Lascia due figli e la nipote Marcella era una donna superdinamica. Una donna del nostro tempo, di quelle tuttofare, in grado di cucinare, stirare e stare dietro alla nipotina contemporaneamente. Una donna di 59 anni che trovava anche il tempo di assecondare la sua passione per gli altri, andando a fare attività di assistenza anziani come volontaria nelle case di riposo di Villa Serena e del Pascoli a Montenero. Nel giro di un mese, ha perso la parola, poi la memoria. E successivamente la possibilità di muoversi. Dopo tre-quattro mesi non era più cosciente. In sei mesi Marcella Ceccarini se n’è andata, lasciando nella sua famiglia un vuoto impossibile da colmare. Abitava col marito Pasquale in Borgo San Jacopo. Aveva due figli e una nipotina di sette anni che adorava. A portare via Marcella - mamma, nonna e moglie - ai suoi familiari è stata una rara malattia degenerativa del sistema nervoso, quella di Creutzfeldt-Jacob.

IL TIRRENO

07.06.2013.

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TOSCANA NEWS FIRENZE Nuova Sars: dimesso anche primo paziente

7 Giugno 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Gia' a casa la collega dell'uomo e la nipotina  FIRENZE, E' stato dimesso ieri sera dal reparto di malattie infettive del policlinico fiorentino di Careggi anche il primo paziente colpito da Nuova Sars, il cittadino kuwaitiano che era risultato positivo al coronavirus al ritorno da un viaggio in Giordania. La sua collega di lavoro e la nipotina erano gia' stati dimessi. Continua la sorveglianza sanitaria delle persone che sono venute in contatto con i tre, ad oggi non e' stato registrato nessun nuovo caso.

ANSA

07.06.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS Catania, arriva la Social card: benefici per 800 famiglie

7 Giugno 2013, 10:40am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Saranno stanziati due milioni e 700 mila euro distribuiti in base ai piani individualizzati CATANIA - Ottocento famiglie potranno utilizzare la «social card», la carta acquisti sperimentale, destinata alle persone con difficoltà economiche. Anche la città di Catania ha aderito al progetto promosso dai ministeri per il Lavoro e le Politiche sociali e per l'Economia. Per le famiglie catanesi saranno stanziati due milioni e 700 mila euro distribuiti in base ai piani individualizzati concordati con i Servizi sociali comunali. SOCIAL CARD - La «social card» è una normale carta di pagamento elettronica, con la differenza che le spese, anziché essere addebitate al titolare della carta, sono addebitate e saldate direttamente dallo Stato. Il 18 giugno sarà pubblicato sul sito del Comune il bando con i requisiti di accesso per la misura di sostegno economico a favore dei nuclei familiari più poveri e per il reinserimento lavorativo e l'inclusione sociale. LE MODALITÀ - La domanda dovrà essere presentata esclusivamente alla Direzione Famiglia e Politiche Sociali, di via Dusmet 141 a Catania o al protocollo generale del Comune a piazza Duomo, a partire dal 20 Giugno e fino al 20 luglio 2013. La carta può essere richiesta dai cittadini italiani o comunitari e dagli stranieri in possesso del permesso di soggiorno. Il contributo economico sarà erogato dall’Inps e assegnato in base a precisi criteri. Sarà concesso ogni due mesi in base al numero del nucleo familiare: due componenti 231 euro, tre 281 euro, quattro 331 euro, cinque o più componenti 404 euro. ISEE - A beneficiare della carta acquisti saranno famiglie in condizioni economiche e lavorative di estremo disagio, in cui siano presenti dei minori. L’Isee non dovrà essere superiore a tremila euro, il valore della casa (Ici) inferiore a trentamila 30 euro. Le condizioni lavorative previste sono di estremo disagio lavorativo della famiglia. A parità di condizioni, sarà data la priorità per l'accesso alla sperimentazione ai nuclei familiari con disagio abitativo, ai nuclei familiari costituiti esclusivamente da genitore solo e figli minorenni, con tre o più figli minorenni o con due figli e in attesa del terzo figlio, con uno o più figli minorenni con disabilità. In base al numero delle domande, la graduatoria finale verrà stilata dall’Inps e la carta acquisti, attiva del mese di dicembre, sarà rilasciata dalle Poste Italiane. Fonte Italpress

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

07.06.2013

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Idem al Pride di Palermo: «Non sfilerò vestita di piume»

7 Giugno 2013, 10:34am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Josefa Idem

 

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Così il ministro alle Pari opportunità replica alle polemiche suscitate dalla sua adesione alla manifestazione PALERMO - «Parteciperò ad un convegno in apertura: difendo certi diritti, non sfilerò vestita di piume». Lo ha detto il ministro delle Pari opportunità, Sport e Politiche giovanili Josefa Idem, in una intervista sulla Gazzetta dello Sport in riferimento alle polemiche suscitate dalla sua partecipazione al Gay Pride di Palermo. Parteciperà alla conferenza anche il presidente della Camera, Laura Boldrini. FORMIGONI - «La partecipazione della presidente della Camera Laura Boldrini e del ministro Josepha Idem al Gay Pride di Palermo abbatte la credibilità del governo. Letta aveva detto No fatti divisivi», ha scritto su Twitter il senatore Roberto Formigoni (Pdl).

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

07.06.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS TARANTO Operai che allevano cozze «Così l'Ilva ha cambiato il mare»

7 Giugno 2013, 10:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Le vasche dell'Ilva

 

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Cinque fratelli, un casotto e le idrovore dello stabilimento «Con le pompe attive le barche non galleggiano più» TARANTO - La sintesi di una storia, fisicamente, sta in mezzo alla storia di Taranto. Tra la foce del fiume Galeso, dove tutto nacque, e le idrovore dell ’Ilva, dove tutto rischia di finire. Giù a riva, nel primo seno del mar Piccolo, in linea retta con il famigerato camino E312 che al tramonto di ieri continuava a sbuffare stancamente fumo, i fratelli Resta armeggiano ogni giorno attorno al piccolo deposito che papà Francesco, 75 anni festeggiati avant’ieri, mise in piedi per dare sfogo alle sue passioni: la pesca e la coltivazione delle cozze. I suoi dieci figli, nove maschi e una femmina (l’ultima arrivata), di quel fervore hanno subìto il contagio. «Quando posso - dice Antonio, il portavoce della compagnia - all’alba vengo qui, salgo in barca e me ne vado al largo a cercare di tirar su dal mare qualcosa di buono». Quando può, certo, perchè Antonio è caposquadra all’Acciaieria 1 e fa il pescatore per hobby, anzi «per amore e tradizione», nei ritagli di tempo fra fabbrica, famiglia e la passione civile a difesa del quartiere Tamburi. Non è l’unico della casa, però, a dividersi tra l’acqua a valle e il fuoco a monte. La cozze di Taranto Altri suoi quattro fratelli lavorano nel Siderurgico. Cosimo, tubista, è un dipendente diretto (ora) di Bondi. Alessandro, Giuseppe e Giovanni, invece, sono impiegati part-time con aziende dell’indotto che all’interno dello stabilimento si occupano di ristorazione e pulizie industriali. Un sesto, Claudio, mitilicoltore come Alessandro e a differenza di Giuseppe che fa il pescatore, fu mandato via dall’Ilva nel 2009 dopo 13 mesi da interinale: «Combinai un casino», ricorda quasi divertito mentre ripulisce gli alveari dei "semi" di cozze e prepara la scialuppa per la gita alle vasche che trasferiscono agli altiforni migliaia di litri di mare al secondo. Scopo: il raffreddamento degli impianti. «Non mi rinnovarono il contratto in quanto bloccai una portineria durante uno sciopero. Non penso sia stato un male - sostiene Claudio - e non invidio i miei fratelli che stanno buttati là dentro. Se devi curarti una malattia, e qui le malattie si prendono facilmente, a cosa servono quei mille euro al mese che guadagni?». Si sale a bordo. Claudio accende il motore del barchino che trascina la lancia più capiente e, nella placida navigazione verso il gigantesco serbatoio, Alessandro racconta una crisi d’identità e il congedo da un’epopea. «In questo seno del mar Piccolo, ora, possiamo coltivare solo il seme della cozza. Troppa diossina. Il frutto può crescere fino a un massimo di tre/quattro centimetri. Dopo, per la sua maturazione, dobbiamo traghettarlo in mar Grande nella zona che ci hanno assegnato. Dinanzi alla Lega Navale. Dove si contano all’incirca quindici scarichi fognari e le acque non sono state ancora classificate. Quando lo faranno e le troveranno inquinate, magari ci sposteranno in duemila di noi a Ginosa Marina. Intanto a Venezia, sui cartelli delle pescherie, c’è scritto "Non vendiamo le cozze di Taranto". Erano il nostro documento di riconoscimento. Ce lo stanno stracciando». Quando la barca approda a ridosso del recinto acquatico installato dall’Ilva per rifornire le condotte che fendono le fondamenta dei Tamburi, non si sente il rumore di pompe in azione: «L’assorbimento avviene 24 ore su 24 - spiega Antonio - con una tecnica a cascata che guida naturalmente il corso dell’acqua. Le pompe entrano in funzione in condizioni di bassa marea. E in questo caso si verifica un fenomeno incredibile: è talmente tanta l’acqua risucchiata, che dal mar Grande spesso non arrivano i getti sufficienti per la compensazione e le barche, anziché galleggiare, si siedono sulla sabbia». «A compensazione avvenuta però - riattacca Alessandro - l’eccesso di salinità proveniente dal mar Grande snatura il microclima del primo seno, alimentato dai citri di acqua dolce. Così la cozza, che già si vede sottrarre molto plancton dall’aspirazione delle idrovore, non trova più il suo habitat naturale e disperde una parte del suo leggendario sapore». «Fosse per noi - chiude Antonio, colui che ha denunciato il pericolo delle gallerie sotterranee alla scuola Deledda - preferiremmo il mare alla fabbrica. Però mai come oggi c’è da portare il pane a casa». Di là Claudio riordina i filari di seme e scuote un po’ il capo. Michele Pennetti.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

07.06.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI «O stipendi o investimenti» Niente più sforamento del Patto

7 Giugno 2013, 10:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il cantiere della Regione

 

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Cambiati i parametri, troppo costoso violare le regole Il vincolo impone di comprimere la spesa di 340 milioni BARI — Un annuncio che lascia attoniti. Proprio nel giorno in cui si riconosce alla Puglia una prestazione brillante nella spesa dei fondi Ue, arriva un annuncio choc. Nei prossimi mesi, la Regione potrebbe essere costretta a rallentare o fermare del tutto l’impiego delle risorse europee. Con conseguenze gravi e intuibili: freno agli investimenti, restituzione di centinaia di milioni a Bruxelles a causa del mancato utilizzo, stasi ulteriore dell’economia. Il dato è emerso nel corso della riunione a Bari del Comitato di sorveglianza, l’organismo misto (Ue, governo centrale, Regione, enti locali, parti sociali) che si riunisce periodicamente per vigilare sulla spesa dei fondi Ue. La riunione (decine di funzionari e rappresentanti di varie istituzioni) è stata aperta da Nichi Vendola. Ma è stato il suo capo di gabinetto, Davide Pellegrino, ad illustrare la nuova e paradossale situazione della Puglia. È noto che il Patto di stabilità (catenaccio alle uscite) limiti per sua natura il cofinanziamento nazionale alla spesa delle risorse Ue. Ed è altrettanto noto che, nel 2012, il rimedio è consistito nello «sforamento controllato» del Patto, funzionale ad utilizzare le risorse indispensabili al cofinanziamento. Esiste pure una disposizione che mira a disincentivare il ricorso disinvolto allo sforamento controllato: la norma obbliga a imputare nel Patto (e sottrarre dalle disponibilità ordinarie) l’equivalente di una parte dello «sforamento». Quanto? Il valore di una media della spesa di cofinanziamento realizzata tra il 2007 e il 2009. È cambiato qualcosa con la legge di Stabilità 2013: il nuovo parametro preso a riferimento è la spesa di cofinaziamento realizzata nel 2011, che per la Puglia è stata assai alta. Qui comincia il dramma. I numeri aiutano a capire. La Puglia ha a disposizione per il 2013 una «cassa» di 1.340 milioni (ma possiede liquidità ben superiore). Se decidesse di «sforare», le si dovrebbe applicare il «disincentivo». Il vecchio parametro avrebbe obbligato a comprimere la disponibilità di cassa di circa 180 milioni (e destinare l’equivalente al cofinanziamento). Ne sarebbero restati 1.160 per le attività ordinarie della Regione: stipendi per il personale, trasporti, welfare. Il nuovo parametro impone alla Puglia di comprimere la spesa ordinaria di 340 milioni. In questo modo resterebbero per la vita della Regione solo mille milioni: il doppio della Basilicata (ma con popolazione sette volte superiore), come la Calabria (ma col doppio di abitanti), la metà del Piemonte (stessi residenti), meno della metà della Campania, un terzo della Lombardia. Che fare? Far soffrire il bilancio fino allo spasimo pur di cofinanziare i fondi Ue? Oppure disinteressarsi degli investimenti per far vivere la Regione? Finora si è scelta la prima opzione. Ma con una cassa di mille milioni, il rischio è di non farcela. «E prima dei fondi europei — dice Pellegrino — dobbiamo far vivere l’istituzione». La questione riguarda — a causa dell’alta spesa realizzata nel 2011 e la bassa disponibilità di cassa — solo la Puglia. Peraltro, la materia è ostica. Al punto che ieri perfino il funzionario del Dps (Dipartimento politiche di sviluppo), presente all’incontro, stentava ad afferrarne il meccanismo. «Il fatto è — dice Pellegrino — che in questa materia, la mano sinistra non sa cosa fa la destra. Sicché nel governo, il Dps ci invita a far di tutto per cofinanziare la spesa dei fondi Ue. Mentre la Ragioneria dello Stato impone norme per il contenimento delle uscite e inasprisce il Patto di stabilità». Dentro la tenaglia finisce la Puglia. «Diventa sempre più urgente — sottolinea Vendola — ovviare alle contraddizioni: attraverso un rapido intervento della Ue per la completa "nettizzazione" della spesa comunitaria». Ora, invece, viene esclusa dal calcolo del Patto («nettizzazione») solo la parte europea: mentre il cofinanziamento si scarica sul bilancio ordinario. E per la Puglia è un dramma. Francesco Strippoli

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

07.06.2013.

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