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TOSCANA NEWS LIVORNO Circoscrizione 3, dal Pd (filo-Renzi) schiaffo sulla tassa rifiuti

8 Giugno 2013, 11:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il Pd alla circoscrizione 3 sceglie di astenersi sul regolamento della Tares, la nuova tassa rifiuti (ex Tia): è anche un segnale di insofferenza da parte di filo-renziani come il presidente Battocchi e il capogruppo Meini LIVORNO. Il fronte filo-Renzi manda segnali di mugugno sul fronte della Tares, la tassa rifiuti che prenderà il posto della Tia. Alla circoscrizione 3 con presidente Pd di sponda renziana (Giovanni Battocchi) il gruppo del Partito Democratico nella seduta consiliare scelto di astenersi in blocco sul nuovo regolamento. Insieme al Pd – che ha come capogruppo Mauro Meini, dopo l’esplosione del caso Calcagno – hanno optato per l’astensione anche i vendoliani di Sinistra Ecologia Libertà, Rifondazione comunista e l’Udc, invece il Pdl ha votato contro. A giudizio di Battocchi, il regolamento proposto è « il riflesso di una legge iniqua».

IL TIRRENO

08.06.2013.

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SANT'ANTIMO E NAPOLI NORD NEWS SANT'ANTIMO NAPOLI ROSARIO MIRAGGIO IL CONCERTO ORE 21.00 VIDEO

8 Giugno 2013, 10:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

971140 581806935174239 1395144868 nDi Michele Pappacoda Questa sera a Sant'Antimo Napoli a conclusione dei festeggiamenti in onore del santo Patrono Sant'Antimo vi sarà il concerto del cantante neomelodico Rosario Miraggio grande attesa stasera per le sue tante fans che arriveranno da ogni parte della Campania.


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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Carriole cingolate a Ginostra, si cambia

8 Giugno 2013, 10:55am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Sindaco emette ordinanza per regolamentarne circolazione  PALERMO, Quel rumore dei motori delle otto carriole cingolate utilizzate per il trasporto delle merci dal porto del ''Pertuso'' al centro abitato che e' situato sulla collina, disturbano la quiete a Ginostra, frazione del comune di Lipari. I mezzi in funzione da oltre cinque anni si inerpicano in alternativa ai cinque asinelli nelle strette e caratteristiche viuzze. Per ripristinare la tranquillita' il sindaco Marco Giorgianni ha emanato un'ordinanza per regolamentare il ''via-vai''

ANSA

08.06.2013. 

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CAMPANIA NEWS Caserta, l'arsenale della camorra era in fondo a un pozzo: scoperti fucili, pistole e bombe

8 Giugno 2013, 10:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA TITOLARE In un borsone del clan Belforte i carabinieri hanno trovato anche una mitragliatrice della Seconda guerra mondiale. CASERTA. Un arsenale, con bombe, fucili e pistole a disposizione del clan di camorra «Belforte» di Marcianise (Caserta), è stato scoperto dai Carabinieri di Caserta in fondo a un pozzo, in un cortile di uso comune, nella zona centrale della città. In tre borsoni, recuperati con la collaborazione dei Vigili del fuoco, sono stati trovati dieci pistole, una mitragliatrice inglese «Sten» della Seconda guerra mondiale, un fucile con canne mozzate, una bomba a mano, circa 800 proiettili, una ventina di micce e due ricetrasmittenti. Sulle armi, che sono state sequestrateo, saranno fatti accertamenti per verificarne la provenienza e l'utilizzazione per episodi criminali. IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS Dramma trasporti, torna regolare il servizio dei mezzi dell'EavBus

8 Giugno 2013, 10:50am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA TITOLARE Nei giorni scorsi i dipendenti hanno incrociato le perché temono per il loro futuro occupazionale. NAPOLI - Servizio regolare dei pullman dell'Eavbus, azienda del trasporto su gomma del gruppo Eav, holding della Regione Campania. Il servizio, come riferisce Pierino Ferraiolo della Uil Trasporti, «è stato ripristinato già nella serata di ieri, soprattutto per le linee sostitutive dei treni di Circumvesuviana e Sepsa e sull'isola di Ischia». I 1.270 dipendenti dell'azienda, di cui il tribunale di Napoli ha dichiarato il fallimento lo scorso mese di novembre, hanno incrociato le braccia nei giorni scorsi perchè temono per il loro futuro occupazionale. Al termine del bando di gara, indetto dalla curatela fallimentare, per la gestione del fitto del ramo d'azienda, tuttora gestito da Eav, è stata infatti presentata una sola offerta, da parte di Clp. In base al bando, allo scadere del prossimo 30 giugno, quando finirà la gestione di Eav, il servizio sarà affidato a un nuovo soggetto. L'Eavbus ha un bacino d'utenza, in tutta la regione di 2,2 milioni di abitanti. IL MATTINO DI NAPOLI

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SEZIONE SICILIA NEWS AGRIGENTO A pesca di ricci in apnea, muore sub 24enne

8 Giugno 2013, 10:49am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Ritrovato nella notte il cadavere: era disperso da venerdì Potrebbe avere avuto un malore o aver battuto la testa AGRIGENTO - È stato recuperato nello specchio di mare tra il Lido e lo Stazzone il corpo senza vita di un giovane sub dato per disperso ieri pomeriggio nelle acque di Sciacca, nell'Agrigentino. Insieme ad altri tre amici si era tuffato nello specchio d'acqua antistante la località Stazzone per partecipare ad una battuta di pesca. Improvvisamente i compagni ne avevano perso le tracce. Le ricerche sono state condotte dalla guardia costiera e dai sommozzatori dei vigili del fuoco. RICCI - La vittima è Pierpaolo Ruffo, 24 anni. Era andato ieri pomeriggio a pescare ricci, in apnea, ma quando i compagni erano riemersi di lui non c'era traccia. In nottata il drammatico epilogo con il ritrovamento del suo cadavere. Il sub potrebbe avere avuto un malore improvviso o aver battuto la testa su una roccia. Il corpo è stato trovato grazie anche all'intervento del gruppo speciale sommozzatori vigili del fuoco di Palermo. Un'inchiesta è stata aperta dalla magistratura. È coordinata dal sostituto Giovanni Lucio Vaira del tribunale di Sciacca.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.06.2013.

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CAMPANIA NEWS Napoli violenta. Ladro in casa, poliziotto gli spara. Il malvivente riesce a fuggire

8 Giugno 2013, 10:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

406759 584141881612477 523799944 n (1)INSERITO DA YVONNE ADRIAENS Nel corso della notte l'uomo, che vive assieme a moglie e figli, ha sentito rumori nel salotto e ha scoperto il malvivente. NAPOLI - Spari nella notte a Monte di Dio, a poca distanza dalla sede del reparto Celere della polizia di Stato. Un ex funzionario della polizia, oggi in pensione, G.L. residente nella zona ha udito nella notte rumori provenienti dal salone della sua abitazione. Era notte fonda. L'uomo, che è sposato e vive con i figli (assenti durante la rapina), si è alzato e si è reso conto che qualcuno si era introdotto nella sua casa. Nel suo appartamento c'erano tre uomini incappucciati e armati di coltello. A quel punto l'ex poliziotto si è chiuso in camera mentre i ladri portavano via gioielli per un valore di almeno trentamila euro. A quel punto l'ex funzionario ha esploso un colpo di pistola in aria mettendo in fuga i malviventi. Per strada sono stati recuperati un cappellino e due coltelli.

DI GIUSEPPE GRIMALDI IL MATTINO.IT

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CAMPANIA NEWS NAPOLI Stuprata per vendetta su ordine del clan rimasta incinta e costretta ad abortire

8 Giugno 2013, 10:43am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

406759 584141881612477 523799944 n (1)INSERITO DA YVONNE ADRIAENS Napoli, serie di orribili abusi sulla donna violentata più volte nella sua abitazione e minacciata di morte con una pistola


NAPOLI - Veronica è un nome inventato, per tutelarne la privacy. La sua storia no. È stata violentata più volte nella sua abitazione. Minacciata di morte con una pistola. Ha affrontato una gravidanza frutto delle violenze subite. E poi è stata costretta ad abortire per cancellare le prove dei ripetuti stupri. Una serie di orribili violenze, decise e attuate da Giosuè Sessa, 36 anni, e Davide Pescatore, 30, affiliati alla costola di Arzano del clan Moccia, che ieri mattina sono stati arrestati dai carabinieri della tenenza di Arzano, diretta dal tenente Germano Pecoraro. I due arrestati, avevano imposto alla donna e al suo convivente, pure affiliato alla cosca e sospettato di voler passare al clan avversario, di smetterla di litigare e picchiarsi ogni giorno sia a casa che in strada. Prima poi questo comportamento avrebbe attirato le attenzioni della forze dell’ordine. E il clan questa cosa non l’avrebbe gradito. Ed è scattata una doppia punizione in perfetto stile mafioso. Lei è stata stuprata una decina di volte. Lui ha dovuto subire in silenzio lo sfregio di quello che gli stessi affiliati al clan facevano a quella, che comunque davanti a tutta la città, era ancora la sua donna. Una vicenda così orribile, anche se messa in pratica da quelli che sono uomini di “rispetto”, e che incutono terrore, non poteva passare sotto silenzio. La voce della punizione ha preso a girare, fino ad arrivare alle orecchie di un maresciallo dei carabinieri in servizio presso la locale tenenza. Una fortuna per le sorti di Veronica. Questo carabiniere, un piedipiatti come quelli di una volta, che consuma le suole delle scarpe a furia di girare a piedi, per parlare con tutti e ascoltare da tutti, ha deciso di verificare se quella storia era una semplice diceria o c’era qualcosa di vero. E piano piano ha messo insieme i pochi indizi, ma che sono bastati quando ha convocato in caserma la vittima. E c’è voluto davvero tanto tatto e le parole giuste per convincere Veronica alle prime ammissioni, prima che la vittima degli stupri si aprisse e raccontasse tutto quello che era stata costretta a subire. L’incubo inizia una sera di marzo dello scorso anno. Giosuè Sessa, accompagnato da Davide Pescatore bussano alla sua porta. Lei non apre, e i due spalancano la porta a spallate. Davide Pescatore le pianta la pistola in faccia. Giosuè Sessa, invece, le ordina lasciare in pace il suo convivente, di non fare più chiassate e di non andare dai carabinieri. Pena la morte. Poi la stupra. Per sfregio. Per farle capire che non vale nulla. Che la sua esistenza e nelle mani del clan e che serve solo per soddisfare gli uomini. Fiaccata nel corpo e nello spirito, Veronica cade in un stato di totale soggezione. Incapace anche di una minima reazione, tanto da subire in silenzio una sequenza di violenze. Che non si arrestano nemmeno quando Veronica si rende conto di essere incinta. La gravidanza, scatena una maggiore brutalità del violentatore, tanto che la vittima abortisce. Veronica – dirà poi ai carabinieri - aveva notato già qualche settimana prima di quella sera di marzo, un improvviso isolamento. Tutti la evitavano ed ora oggetto di sguardi malevoli. Il clan, accerteranno poi in carabinieri, aveva messo in giro voci malevoli sui suo conto. Nel quartiere girava la voce che Veronica era una poco di buono. Una che, anche stando ancora con il convivente, si era messa già con un altro uomo. E che la colpa dei litigi era sua. La cosca, di fatto aveva ordinato a tutto il quartiere che quella donna non doveva avere considerazione da nessuno. E lei arrivata dalla Sicilia ad Arzano per amore, si era trovata improvvisamente da sola e senza nessuno punto di appoggio. Una situazione creata ad arte e che ha consentito ai due arrestati di continuare per un anno le violenze fisiche e sessuali. Un racconto dell’orrore, verificato e accertato dall’indagine dei carabinieri, che hanno raccolto le prove finite nella richiesta di custodia cautelare in carcere, disposta dal gip del Tribunale di Napoli, ed eseguita ieri mattina dai carabinieri, che hanno arrestato i due pregiudicati nelle rispettive abitazioni. Giosuè Sessa è chiamato rispondere del reato di violenza sessuale e di violazione di domicilio aggravata dalla presenza di un’arma. Davide Pescatore, solo del secondo reato.

DI MARCO DI CATERINO IL MATTINO.IT

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI «Il sistema Degennaro: così truccavano gli appalti»

8 Giugno 2013, 10:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Vito Degennaro

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

I giudici: «Associazione a delinquere». Pesanti accuse del Riesame: «Rapporti con gli enti pubblici» BARI - Lo chiamano "sistema Degennaro", un «meccanismo costantemente utilizzato» dagli imprenditori baresi per «aggiudicarsi nel corso degli anni (2004-2007) appalti pubblici tutti di rilevante importo finanziario». Per i giudici del Tribunale del Riesame (giudici Maria Teresa Romita, Francesco Mattiace e Rosa Caramia) i tre fratelli Degennaro - Daniele, Vito Michele e Gerardo - assieme ad altre sei persone tra funzionari pubblici e tecnici avrebbero preso parte ad un’associazione per delinquere finalizzata ad una serie di reati (truffa, frode in pubbliche forniture, corruzione). È quanto si legge nelle 75 pagine del provvedimento con il quale il Riesame rigetta la nuova richiesta di arresto del pm Renato Nitti per Daniele e Gerardo Degennaro, ritenendo che non sussistano le esigenze cautelari; ma allo stesso tempo riconosce i gravi indizi a loro carico e, in particolare, sostiene - a differenza del gip Michele Parisi - che sia esistita un’associazione per delinquere che abbia pilotato milionari appalti pubblici. Il difensore degli imprenditori, Gaetano Castellaneta, ha già annunciato che farà ricorso in Cassazione. Secondo i giudici del Riesame, dall’inchiesta sulla realizzazione di sei grandi opere urbanistiche ed edilizie (indagine che nel marzo del 2012 sfociò negli arresti ai domiciliari, tra gli altri, di Gerardo Degennaro e suo fratello Daniele Giulio Degennaro e nel sequestro di 25 milioni di euro) «emerge come le regole della gara pubblica possono intendersi aggirate anche quando il concorrente già prevede che potrà - dopo l’aggiudicazione - ritenersi svincolato dalle previsioni di bando sia mediante la realizzazione, in concreto, di opere diverse da quelle previste, sia mediante l’approvazione di varianti». Il presunto "sistema Degennaro" viene riassunto dal Tribunale in sette punti, regole da seguire ogni volta che c’è un affare all’orizzonte. Si parte con la «costituzione di società diverse, aventi anche la forma di società di progetto, tutte collegate, sotto il profilo personale, operativo e finanziario»; al secondo punto c’è «l’utilizzo di legami con coloro che occupano posti chiave nella pubblica amministrazione»; si prosegue con «la pianificazione delle spese della commessa di gran lunga inferiori a quelle risultati dai piani economico-finanziari e nei computi metrici»; quarta regola «introduzione di varianti strutturali»; dopo «alterazioni dei registri di cantiere e dei verbali di collaudo»; «scelta dei direttori dei lavori»; e infine «influenza sulle commissioni di collaudo». Sempre secondo i giudici, «nel sistema criminale in esame nulla è lasciato al caso, ma tutto viene pianificato e orientato affinché non vi siano ostacoli prima, durante e dopo l'ultimazione dei lavori eseguiti dall'impresa aggiudicataria». E ancora: «Emerge l’attuazione con ogni mezzo del programma criminoso - prosegue il Riesame - che si sostanzia nella sistematica occupazione di tutti i segmenti fondamentali che connotano l'aggiudicazione di una gara d'appalto fino al momento dell'esecuzione e del completamento dell’opera. Proprio dalla indispensabilità del contributo dei soggetti investiti da tali cariche discendeva la necessità della creazione di quella rete di funzionari e professionisti fedeli». Non solo: la «pianificazione delle spese della commessa di gran lunga inferiori a quelle risultanti dai piani economico-finanziari» sarebbe «un modello operativo applicato dall’impresa Degennaro non per un singolo appalto, ma per un susseguirsi di appalti e affidamenti, in genere di straordinaria importanza e di ingente valore economico». Ogni componente della famiglia avrebbe avuto un ruolo diverso: Daniele «può considerarsi il coordinatore e lo stratega degli aspetti economici, finanziari e contabili del gruppo»; Gerardo «è l’artefice delle decisioni operative dell’associazione e cura i rapporto con i funzionari degli enti pubblici»; Vito Michele «è ritenuto coordinatore degli aspetti economici, finanziari e contabili del gruppo, artefice delle decisioni strategiche e operative dell’associazione, il grande capo». Vincenzo Damiani

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

08.06.2013.

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ITALIA NEWS MILANO, ABUSI SU UNA BIMBA DI 3 ANNI: SEGRETARIA D'ASILO RINVIATA A GIUDIZIO

8 Giugno 2013, 10:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

903 464501636946579 1480330661 n (1)INSERITO DA KSENIA KULIKOVA MILANO - Violenza sessuale e percosse su una bambina di soli tre anni, queste le accuse che pendono sulla segretaria di una scuola materna di Milano, M.B. di 54 anni, rinviata a giudizio. L'incubo per la piccola ha inizio nel luglio del 2011 quando, durante il 'centro estivo', su di lei si concentrarono le attenzione della segretaria. La donna, che solitamente indossava una parrucca a causa delle cure che stava facendo contro un tumore, durante il consueto 'riposino' dei piccoli, si toglieva la parrucca e fingendosi un uomo prestava le sue particolari attenzioni nei confronti della bambina, accompagnate spesso da minacce e percosse. A casa la piccola veniva spesso colta da crisi di pianto e da uno stato di inqietudine insospettendo i genitori che, pian piano, sono riusciti a farsi raccontare quanto accadeva. Il 2 agosto i genitori presentarono una dettagliata denuncia ai carabinieri che, dopo una lunga e articolata indagine, scoprirono quanto accadeva alla materna. La donna venne quindi iscritta nel registro degli indagati e ieri è stata rinviata a giudizio.

LEGGO.IT

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