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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Si incatena davanti al tribunale, «Giustizia troppo lenta»

10 Maggio 2013, 11:41am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/campania/media/foto/2013/05/10/trib--180x140.jpg?v=20130510105712

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Una donna 42enne aspetta da 7 anni che si concluda l'accertamento invalidità causato da incidente sul lavoro Il tribunale di piazza De Nicola BARI - Si è incatenata da due giorni ai cancelli del tribunale di Bari, in piazza De Nicola, per protestare contro la giustizia lenta: Caterina Ritoli, 42 anni di Polignano a Mare (Bari), aspetta da oltre sette anni che si concluda la causa per l'accertamento dell'invalidità causatale da un incidente sul lavoro subito nel gennaio 2006. Nel febbraio scorso, minacciando di suicidarsi lanciandosi dal quarto piano dello stesso palazzo, la donna ottenne la fissazione a breve dell'ultima udienza del processo di primo grado, che le ha riconosciuto un'invalidità dell'11 per cento. All'epoca in servizio come ausiliaria nel reparto di cardiologia dell'ospedale di Monopoli, è rimasta schiacciata da un carrello di 10 quintali che le ha provocato trauma cranico, disidratazione del disco, l'invecchiamento della spina dorsale di 30 anni e una frattura al braccio, oltre ad aver tenuto il busto ingessato per mesi. Finita la riabilitazione è tornata a lavoro, trasferita al poliambulatorio di Polignano, dove attualmente lavora. I tre mesi in terapia intensiva hanno costretto il marito, autista soccorritore, a lasciare il lavoro (è ancora disoccupato) per accudire i tre figli, oggi di 12, 15 e 20 anni. Per Caterina quell'11 per cento non è sufficiente. Tramite il suo legale ha depositato appello ma le hanno fatto sapere che l'udienza non sarà fissata prima del 2015. «Ci sono miliardi di padri e madri - ha detto Caterina - che come me hanno subito incidenti sul lavoro e aspettano da anni che gli venga riconosciuto quello che gli spetta. Questa non è giustizia»

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

10.05.2013.

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SALERNO E PROVINCIA NEWS :Salerno, anche la concussione sessuale per il sindaco arrestato

10 Maggio 2013, 07:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Salerno. Rapporti intimi nel suo ufficio in municipio in cambio di lavoro: a Giovanni Santomauro, sindaco di Battipaglia (Salerno), la Dda contesta anche due episodi di concussione sessuale. Le vittime sono due donne, una delle quali straniera, entrambe madri separate e in difficoltà economiche. Le vicende sono ricostruite, anche grazie alle intercettazioni ambientali, nell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Dolores Zarone su richiesta dei pm Rosa Volpe e Rocco Alfano. Il primo episodio risale all'aprile del 2010; la donna straniera è interessata alla concessione di un chiosco nella zona balneare di Battipaglia; per due volte Santomauro la riceve in ufficio e, lasciandole intendere di aiutarla a ottenere la concessione, le impone di avere rapporti sessuali. Grazie alle «cimici» nascoste nella stanza, gli investigatori possono ascoltare le conversazioni in diretta; la donna, in particolare, cerca di commuovere il sindaco: «Tu lo sai, io ho due figli e devo pensare a loro, io sono da sola... Non è che vado là schiava, perchè fare la schiava di altri, guardare la gente guadagnare i soldi e io sto sempre disperata...». Il secondo episodio risale all'ottobre dello stesso anno. In questo caso la donna è un'italiana, madre di una bambina e terrorizzata dall'idea che l'ex marito le porti via la figlia a causa della sua situazione di indigenza; la donna aspira a un posto in un call center e quando Santomauro la spinge ad avere un rapporto sessuale prova in tutti i modi ad allontanarsi. «No, stai fermo! No, no, ti prego! Adesso basta, eh, io apro la porta! Mi fai passare?». Il sindaco, tuttavia, riesce a vincere le sue resistenze. Così la malcapitata racconterà l'episodio agli investigatori: «Abbiamo effettivamente avuto un rapporto fisico che io ho assolutamente subìto, non trovandomi nella necessaria condizione di serenità per compiere una libera scelta: in quel periodo ero terrorizzata di poter perdere l'affidamento di mia figlia per insufficiente capacità reddituale. Dopo questo episodio ce n'è stato anche un secondo, dopodichè ho sempre rifiutato di recarmi nell'ufficio del sindaco».

FONTE IL MATTINO

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Salerno e Provincia News Salerno: accoltellò la sua ex, condannato

10 Maggio 2013, 07:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Condannato a sei anni e un mese di reclusione Marco Cerrato che, a marzo 2012 nella zona orientale di Salerno, accoltellò l’ex fidanzata perché credeva lo avesse tradito. La sentenza è stata emessa ieri pomeriggio dai giudici della prima sezione penale del tribunale di Salerno che hanno confermato l’accusa, formulata dal pubblico ministero Giovanni Paternoster, di tentato omicidio, escludendo però la premeditazione e concedendo le attenuanti generiche equivalenti all’aggravante per i futili motivi. Il pm, al termine della requisitoria, aveva chiesto otto anni di reclusione.

Fonte :IL MATTINO

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Campania News:AvellinoDoppia scossa di terremoto in Irpinia Epicentro a Materdomini, non si registrano danni

10 Maggio 2013, 07:19am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella AVELLINO - La terra torna a tremare in Irpinia. Una doppia scossa di terremoto è stata registrata poco prima delle 19. Si è trattato di un sisma debole, di magnitudo 2.0. L'epicentro è stato individuato poco lontano da Materdomini, ad una profondità 10.7 km. Il terremoto ha coinvolto anche i comuni di Calabritto e Teora. Una seconda scossa è stata registrata poco dopo nella stessa zona. Non si registrano danni a cose o a persone.

Fonte :IL MATTINO

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Campania News Circumvesuviana e disagi, domani sciopero del personale dalle 17.30

10 Maggio 2013, 07:15am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella NAPOLI - Servizio Circumvesuviana non assicurato nel pomeriggio e nella serata di domani. È quanto comunicato, attraverso un avviso pubblico affisso nelle stazioni della ferrovia che collega Napoli a diversi comuni della provincia , dall'Ente autonomo Volturno. «Sulle linee della Circumvesuviana - si legge nella nota firmata dalla direzione Eav - causa sciopero del personale viaggiante e macchina proclamato dai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti e Ugl trasporti, il giorno 10 maggio 2013 potrebbe non essere assicurato il servizio ferroviario dalle 17.33 a fine servizio».

-Fonte :IL MATTINO

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Campania News:Napoli, omicidio a Secondigliano Esecuzione di camorra in un vicolo

10 Maggio 2013, 07:12am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella La pax camorristica che sembrava regnare tra i clan di camorra dell'area settentrionale di Napoli è stata rotta oggi alle 18 a Secondigliano. Un uomo, Carlo Alberto Cipolletta, 39 anni, residente a Mugnano, pregiudicato, è stato assassinato con 15 colpi arma da fuoco sparati a bruciapelo, prevalentemente alla testa. I killer sono entrati in azione in via Montenero, una stradina non lontana da via Vannella Grassi e via Cupa dell'Arco: la prima è la roccaforte del gruppo dei cosiddetti "girati" e la seconda è il feudo del clan Di Lauro. La vittima, dalle prime indagini in corso da parte dei carabinieri del nucleo operativo, sarebbe stata vicina agli ambienti degli Scissionisti. Gli Scissionisti, va ricordato - come emerso da recente ordinanza di custodia cautelare - si sono a loro volta scissi in due sottogruppi: il primo, quello storico degli Amato-Pagano, avrebbe abbandonato l'alleanza con gli scissionisti della cosca Abete-Abbinante-Notturno per schierarsi con i Girati della Vannella Grassi. La vittima sarebbe legata ad un clan e l'esecuzione è avvenuta in una zona controllata dai cln della Vannella Grassi. L'omicidio sarebbe un regolamento di conti camorrista.  -Fonte :IL MATTINO

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Toscana news : Banda slot machine aggredisce agenti con le mazze: tre persone ferite

10 Maggio 2013, 07:09am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Firenze,  - Hanno aggredito con mazze di ferro i poliziotti che li avevano sorpresi, alle 4 in un campo da calcio abbandonato a Firenze, in via Menabrea, mentre tentavano di forzare una macchina cambiasoldi e una slot machine appena rubate da un bar. Poi i ladri, quattro uomini, sono fuggiti a piedi. Uno di loro, albanese di 22 anni, e' stato bloccato e arrestato per tentata rapina impropria in concorso. Tre gli agenti rimasti feriti, che hanno riportato contusioni giudicate guaribili in sette giorni. Secondo quanto ricostruito, verso le 3 la banda si era introdotta in un bar di viale Verga, e aveva portato via la slot e la cambiasoldi caricandole su due auto rubate. Circa un'ora dopo i malviventi sono stati rintracciati nel campo da calcio, grazie alla segnalazione di un residente. Quando le volanti si sono avvicinate, la banda ha impugnato gli arnesi da scasso e si e' scagliata, anche urlando, contro i poliziotti. Poi i quattro sono scappati a piedi. Uno di loro comunque e' stato fermato e le indagini proseguono serrate per prendere anche gli altri tre. Da molti mesi a Firenze e nella provincia si susseguono i 'colpi' a bar e negozi per portare via le 'macchinette mangiasoldi'. Recuperati dalla polizia una mazza in ferro, un martello da carpentiere, un pie' di porco, due cacciaviti, una tronchese, guanti e passamontagna, oltre ai due apparecchi rubati, danneggiati ma con le cassette di sicurezza ancora intatte e contenenti poco piu' di 700 euro.

Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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Toscana news : Vent'anni dalla strage dei Georgofili

10 Maggio 2013, 07:06am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Firenze, 9 maggio 2013 - VENT’ANNI FA, nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993, la strage di via dei Georgofili. Una bomba nascosta dentro a un Fiorino uccideva cinque persone e ne feriva cinquanta. L’esplosione danneggiava inoltre parte del patrimonio degli Uffizi: 200 le opere rovinate, di cui 150 quadri e 50 sculture, con tre dipinti completamente distrutti. Firenze non ha mai dimenticato questo attacco al cuore del Paese, a un simbolo della nostra identità. E gli Uffizi non hanno dimenticato quella strage, che domenica 26 maggio verrà ricordata con una serie di iniziative. Al fianco del Comune, della sovrintendenza del polo museale e della direzione della Galleria, gli “amici” di sempre, la Fondazione non profit «Friends of Florence» che per l’occasione ha donato una scultura un bronzo e oro di Roberto Barni dedicata alla memoria delle vittime da collocare all’esterno degli Uffizi, sul lato di via dei Georgofili. «Lo scopo di Friends of Florence – ha spiegato la presidente Simonetta Brandolini d’Adda - non è soltanto il restauro del patrimonio culturale, ma la salvaguardia della bellezza, la tutela del patrimonio di secoli, la conservazione della memoria umana per il presente, per i nostri figli e per le generazioni future». Una commemorazione tra arte e memoria, affinchè, come ha ricordato la sovrintendente Cristina Acidini «il ricordo resti vivo tra noi e soprattutto diventi racconto e dunque messaggio, da trasmettere ai nostri giovani, che nel ‘93 non capirono o non c’erano ancora. La statua di Barni, che i Friends of Florence hanno donato con la consueta generosità, è un segno di memoria proteso su quella ferita, che il lavoro di tanti ha risarcito». «Il bronzo di Barni che s’è voluto — ha aggiunto il direttore Antonio Natali — si leverà a una ventina di metri dal suolo per farsi figura di un’aspirazione a staccarsi da terra, a incedere, a guardare avanti e in alto. L’uomo ritto sulla lama sporgente dal muro allunga il passo, portando con sé cinque piccoli simulacri umani: animule delle persone uccise dalla mafia in via dei Georgofili». L’uomo di Barni, dal titolo «I passi d’oro», di giorno brillerà al sole con l’oro della sua pelle e di notte sarà al centro d’un fascio di luce. Come memoria, monito e speranza. Il presidente del consiglio comunale. Eugenio Giani, ha ricordato che sempre domenica 26 maggio alle 12 nel Salone de’ Dugento di Palazzo Vecchio ci sarà la presentazione dell’opera di Barni. La sera poi, all’ora esatta dello scoppio dell’ordigno, le 1.04 quando rintoccherà la campana di Palazzo Vecchio, la statua di Barni sarà illuminata per la prima volta. IL 26 MAGGIO gli Uffizi resteranno aperti con ingresso libero dalle 19 alle 23.30, grazie alla disposibilità del personale che resterà al lavoro gratis. Previste visite gratuite con 40 guide turistiche delle associazioni Agt e Mercurio e gli assistenti alla vigilanza della Galleria. Inoltre saranno proiettati un filmato di Cinzia Th. Torrini e un video realizzato dai Vigili del Fuoco. La Direzione degli Uffizi attiverà poi una raccolta fondi in favore della ricostruzione della «Città della Scienza» di Napoli, distrutta da un incendio doloso, a cui si aggiungerà l’intero incasso della caffetteria del museo, gestita dalla famiglia Bartolini.

Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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Toscana news :Abusava del figlio dei vicini: condannato a sei anni

10 Maggio 2013, 07:03am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella I fatti risalgono al 2011. L'uomo invitava il bimbo a giocare con i suoi due figli e approfittava di lui Firenze, 9 maggio 2013 - Un manovale di 42 anni originario della provincia di Caltanissetta ma residente nel fiorentino, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Firenze a sei anni e sei mesi di reclusione con l'accusa di abusi sessuali su minori. L'uomo sarebbe responsabile di aver abusato di un bimbo di 10 anni, figlio dei suoi vicini di casa, tra dicembre 2010 e luglio 2011. Secondo i giudici, l'uomo avrebbe compiuto gli abusi quando il piccolo si recava a casa sua per giocare con i suoi figli, di 3 e 8 anni. In particolare, le violenze avvenivano nella camera da letto dell'abitazione, dove l'uomo si trovava in compagnia del bimbo con la scusa di addormentare suo figlio più piccolo. La moglie del manovale è risultata estranea ai fatti. Le violenze sono continuate fino al luglio 2011, quando il piccolo ha confessato gli abusi patiti ai suoi familiari, spiegando che fino ad allora non aveva detto niente perchè l'uomo glielo aveva proibito espressamente. Le indagini che hanno portato al processo sono partite nel luglio 2011, a seguito di una denuncia presentata dalla famiglia del piccolo, assistita dall'avvocato Massimiliano Manzo

.Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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Toscana news :Cardiologo sottovalutò i stintomi di una paziente: indagato per la morte di una giovane avvocatessa

10 Maggio 2013, 06:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Firenze,  - E' indagato con l'accusa di omicidio colposo per la morte dell'avvocatessa ventisettenne Ginevra Olivetti Rason. Si tratta di un medico cardiologo accusato per ii decesso della ragazza avvenuta per arresto cardiaco la sera del 21 ottobre 2011 nella sua abitazione di Firenze. Secondo l'accusa, il cardiologo avrebbe sottovalutato, scambiandoli per problemi gastrointestinali, i disturbi cardiaci che la sua assistita, cardiopatica, gli aveva riferito al telefono poche ore prima della morte. L'udienza preliminare del processo, che avrebbe dovuto tenersi oggi, è stata rinviata al 13 giugno prossimo dopo una integrazione del capo d'imputazione da parte del pubblico ministero Giuliano Giambartolomei: per l'accusa infatti, il cardiologo, Alfredo Zuppiroli, medico curante della Olivetti Rason dal 2006, avrebbe commesso negligenze già nei mesi precedenti al decesso, sottovalutando lo stato della paziente, a rischio dopo aver subito un intervento chirurgico al cuore nel novembre del 2010. Zuppiroli, che seguiva il decorso post operatorio della paziente, sarebbe responsabile di omissioni nell'osservanza delle linee guida per la cura della patologia da cui era affetta. Per l'accusa, avrebbe commesso errori di valutazione sul suo stato di salute, tali da indurlo a sottovalutare i sintomi da lei riferiti la sera del 21 ottobre 2011. Dopo aver cenato in casa in compagnia di un'amica, Ginevra Olivetti Rason chiamò il medico, spaventata e in lacrime, dicendo di avvertire un forte dolore al petto. Il cardiologo la rassicurò e le consigliò di prendere un bicchiere di latte caldo. In questo modo, afferma l'accusa, l'uomo omise di imporre il ricovero in un pronto soccorso, un ambiente protetto dove la crisi cardiaca che portò la donna alla morte avrebbe potuto essere trattata con un defibrillatore, con alte probabilità di successo. Le indagini sono partite a seguito di un esposto presentato alla Procura di Firenze dalla famiglia Olivetti Rason, assistita dai legali Mario Taddeucci Sassolini e Filippo Bellagamba.

Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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