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Toscana news :Cardiologo sottovalutò i stintomi di una paziente: indagato per la morte di una giovane avvocatessa

10 Maggio 2013, 06:58am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

529361 365998816852598 1636001835 nInserito da :Sotgia Marcella Firenze,  - E' indagato con l'accusa di omicidio colposo per la morte dell'avvocatessa ventisettenne Ginevra Olivetti Rason. Si tratta di un medico cardiologo accusato per ii decesso della ragazza avvenuta per arresto cardiaco la sera del 21 ottobre 2011 nella sua abitazione di Firenze. Secondo l'accusa, il cardiologo avrebbe sottovalutato, scambiandoli per problemi gastrointestinali, i disturbi cardiaci che la sua assistita, cardiopatica, gli aveva riferito al telefono poche ore prima della morte. L'udienza preliminare del processo, che avrebbe dovuto tenersi oggi, è stata rinviata al 13 giugno prossimo dopo una integrazione del capo d'imputazione da parte del pubblico ministero Giuliano Giambartolomei: per l'accusa infatti, il cardiologo, Alfredo Zuppiroli, medico curante della Olivetti Rason dal 2006, avrebbe commesso negligenze già nei mesi precedenti al decesso, sottovalutando lo stato della paziente, a rischio dopo aver subito un intervento chirurgico al cuore nel novembre del 2010. Zuppiroli, che seguiva il decorso post operatorio della paziente, sarebbe responsabile di omissioni nell'osservanza delle linee guida per la cura della patologia da cui era affetta. Per l'accusa, avrebbe commesso errori di valutazione sul suo stato di salute, tali da indurlo a sottovalutare i sintomi da lei riferiti la sera del 21 ottobre 2011. Dopo aver cenato in casa in compagnia di un'amica, Ginevra Olivetti Rason chiamò il medico, spaventata e in lacrime, dicendo di avvertire un forte dolore al petto. Il cardiologo la rassicurò e le consigliò di prendere un bicchiere di latte caldo. In questo modo, afferma l'accusa, l'uomo omise di imporre il ricovero in un pronto soccorso, un ambiente protetto dove la crisi cardiaca che portò la donna alla morte avrebbe potuto essere trattata con un defibrillatore, con alte probabilità di successo. Le indagini sono partite a seguito di un esposto presentato alla Procura di Firenze dalla famiglia Olivetti Rason, assistita dai legali Mario Taddeucci Sassolini e Filippo Bellagamba.

Fonte :LA NAZIONE DI FIRENZE

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