IL DIARIO DI MICHELE PAPPACODA 15/02/2010 15 FEBBRAIO LA STORIA DI SAN FAUSTINO.... VIDEO
Inserito da:
Michele Pappacoda
Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo www.mikivettica.over-blog.it
Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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Michele Pappacoda
PIAZZA COTA IMMOBILIARE
Villa Massa è in vendita. I ventimila metri quadri di aranceto su Via Cavone con un bellissimo fabbricato, inizi novecento, di proprietà di un Istituto Religioso, sono sul mercato. Ma lo sono con un vincolo di destinazione della Sovrintendenza per il suo rilievo storico. Ciò consente al Comune, in caso di alienazione, di esercitare un diritto di prelazione che il nostro Sindaco ha intenzione di utilizzare.
Questi i fatti raccontati dal suo ambasciatore ai Consiglieri di minoranza, per tastare il terreno sulla possibilità di acquisire al patrimonio comunale la bella Villa.
Avere la possibilità di godere di tale bellezza non è da poco. Opportunamente ristrutturata e resa fruibile ai Cittadini con eventi e manifestazioni di qualità la proposta non sarebbe da scartare se non fosse che c'è il fondato sospetto che l'iniziativa dell'ambasciatore del Sindaco non sia finalizzata per uso del Comune ,ma di terze parti che gravitano sempre nell'ambito religioso.
Chi conosce l'Ecclesia carottese può capire qual'è la regia. Fin qui è tutto legittimo. La vendita, l'acquisizione, l'interesse dei privati, i vincoli delle Belle Arti, le trattative. La cosa che non ci azzecca proprio è questo ruolo di sensale, più che di ambasciatore dell'uomo delle istituzioni, svolto, per giunta, in un momento di gravissima emergenza di pubbliche strutture. Che senso ha spendere dai due ai tre milioni di euro per una Villa siffatta per un Comune che, a dire dell'assessore alle Finanze, non tiene gli occhi per piangere. Che dire dell'emergenza scuole che dovrebbe essere il primo pensiero di quest'amministrazione. Si sono, forse, dimenticati, che la scuola di Via Carlo Amalfi è inagibile e va abbattuta? Si sono dimenticati che quattordici autobus ogni mattina trasportano seicento bambini nel plesso di Via Legittimo? Noi no.
La priorità di Piano è quella di avere prima possibile la scuola per i suoi ragazzi. Se è un diritto per loro è anche un dovere per l'Amministrazione Ruggiero provvedere urgentemente. Vogliamo la scuola ricostruita e presto. Come ve lo dobbiamo dire? O volete farci la sorpresa in campagna elettorale? Queste e non altre sono le cose che servono alla Città. Siamo stanchi di questa commistione di ruoli tra pubblico e privato. E' un film gia visto per Marina di Cassano. Il sensale di Palazzo si faccia la punta al cervello per reperire le risorse e si faccia un debito per risolvere i problemi pubblici, invece di cazzeggiare con le cose private. Si apra un'agenzia immobiliare e ci metta la sua faccia e i suoi capitali per far crescere la sua azienda. O vuole usare quelli del Comune al secondo piano nel Palazzo di Piazza Cota?
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Sempre in tema di immobili, sta per essere rilasciata la struttura dell'ex macello in via Gennaro Maresca. Ho letto anch' io la bufala che il Sindaco la stia per consegnare alla Finanza. Con tutto il rispetto, anche qui ci sono altre priorità. I Vigili Urbani, temporaneamente ospitati nelle catacombe di Via delle Rose, sono i destinatari naturali di quell'immobile insieme alla Protezione Civile e altri servizi per la Città, così come leggo nella RELAZIONE DI ESPLETAMENTO MANDATO del Sindaco. Non vorrei distrazioni d'uso dell'ultim'ora.
Che dire di questa bella pensata. Alla Città, dove la categoria portante della nostra economia si dibatte da mesi in una crisi mai vista e con i contorcimenti di panza di Piano Commerciale e Ascom, con parcheggi e mobilità zero, la risposta dell'Amministrazione Ruggiero è quella di mettergli la Finanza in casa ? Dubito.
Alla prossima e... non perdiamoci di vista. Gaetano Maresca (incitta.wordpress.com)
Letto: 568 volte Io, Michele Pappacoda, faccio una vita pietosa e triste; a parte che sono ammalato da quando ero piccolo e dall'età di 23 anni sto una sedia a rotelle a causa della distrofia muscolare, ho bisogno di aiuto perche abito al secondo piano e se nessuno mi aiuta a scendere dieci scalini non posso mai uscire. Sono soggetto a chiedere aiuto a mio cognato il quale non vuole aiutarmi affatto, mi maltratta, mi sputa in faccia, mi chiama storpio e mi arriva con le mani addosso; io per quieto vivere lascio stare, anche perché è il marito di mia sorella, ora padre di due figli e da quando si è sposato, cioè sette anni orsono, non ha mai lavorato, ha vissuto sulle spalle di mio padre; ora il mio papà è morto e ogni giorno lui cerca soldi ed altro; io non posso soddisfare le sue esigenze anche perché essendo invalido percepisco un assegno di invalidità di 268 euro al mese e allora per aiutare lui non dovrei più mangiare. Litiga con la moglie, la picchia, la notte non ci fa dormire ed io soffro anche perché mia sorella non si è mai ribellata a tutto ciò. Ma io vorrei vivere tranquillo e non essere maltrattato, la mia vita é un inferno, posso piangere tutti i giorni ma nessuno mi capisce. La gente fuori non capendo il dramma che ci sta a casa mi prende per pazzo, il comune non mi dà nessuno aiuto. Se non avessi mia madre che mi aiuta in casa... fa tutto il possibile, ma poveretta anche lei, è anziana (66 anni), piena di dolori, non può fare tutto lei e quando non avrò più mia madre che fine farò? Delle mie sorelle una se ne è andata a Modena, ha trovato lavoro lì e vive col suo ragazzo, un'altra mi ha dato una mano fino ad adesso ma ora andrà a vivere col suo ragazzo e chi si occuperà di me? Adesso sicuramente mio cognato non muoverà un dito per aiutami, di sicuro mi faranno morire ma mi porteranno sulla coscienza. Parenti, istituzioni, amici, a voi tutti in lacrime scrivo questo articolo. Vi chiedo di pubblicarlo grazie MICHELE PAPPACODA 5 commenti presenti Inserisci un commento 21/11/2009 10:11 inserito da mandate via tuo cognato viso che maltratta entrambi 20/11/2009 20:30 inserito da Michele Pappacoda ha, con la sua lettera, denunciato di essere vittima di malversazioni da parte del cognato; lo stesso sarebbe anche colpevole di maltrattamenti alla moglie. Se ciò risponde al vero, le autorità militari e giudiziarie hanno il dovere di intervenire per punire l'autore di tali soprusi. Non è la prima volta che dalle pagine di Positanonews si leggono lettere di Michele ma non mi risulta che alcun provvedimento nei confronti del cognato è stato assunto, ne' sono stati effettuati riscontri per verificare la fondatezza delle gravi accuse che gli vengono mosse. Auspico, da cittadino, una verifica delle accuse mosse da Michele e, se fondate, un intervento delle autorità competenti per porre fine al suo dramma. 20/11/2009 18:09 inserito da Michele Pappacoda sta lanciando appelli a tutti per avere una mano al suo grave problema , che noi cittadini siamo latitanti e non sensibili è umano , ma che il Sindaco a cui Michele Pappacoda ha rivolto tante richieste di aiuto è assente con il delegato ai servizi sociali è un fatto gravissimo. Non si può lasciare nell'indifferenza un ragazzo che soffre che ha gravi problemi è chiede aiuto è una vergogna , mi appello a tutte le persone sensibili ,alle autorità preposte , al Sua Ecc. Il Vescovo di Amalfi affinchè si trovi una soluzione per aiutare "Michele". 20/11/2009 15:50 inserito darosy che tristezza e pena leggere questa lettera, è una denuncia a tutti gli effetti spero e ti auguro caro michele che venga questa tua missiva sottoposta alle forze dell'ordine e che qualcuno di cui ha competenza intevenire per mettere fine a questo tuo calvario, non è giusto che oltre la tua terribile malattia devi sopportare anche le angherie e cattiverie di chi ti sta vicino. un abbraccio 20/11/2009 14:56 inserito daAIUTO ciao Michele, mi dispiace tanto per le tue condizioni. ma nn puoi chiedere l'assistenza domiciliare al comune? cosa possiamo fare per aiutarti?!ti saluto affettuosamente
L' origine della festa degli innamorati è il tentativo della Chiesa cattolica di porre termine ad un popolare rito pagano per la fertilità. Per gli antichi Romani il mese di Febbraio era considerato il periodo in cui ci si preparava all'arrivo della primavera, considerata la stagione della rinascita. Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite, vi si spargeva il sale ed una particolare farina.Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dei che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati). Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani rendevano omaggio, con un singolare rito annuale, il dio Lupercus. I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Lungo le strade della città veniva sparso il sangue di alcuni animali, come segno di fertilità; ma il vero e proprio rituale consisteva in una specie di lotteria dell'amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati.Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità, affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie.
I padri precursori della Chiesa, determinati a mettere fine a questa pratica licenziosa, hanno cercato un santo “degli innamorati” per sostituire l’immorale Lupercus. Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana ed iniziarono il culto di San Valentino, un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima. San Valentino nato a Terni nell'anno 175 d.C. divenne così il patrono dell'amore e protettore degli innamorati di tutto il mondo. Valentino dedicò la sua vita alla comunità cristiana e alla città di Terni dove infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù. Fu consacrato vescovo della città nel 197 d.C. dal Papa San Feliciano. è considerato il patrono degli innamorati poiché la leggenda narra che egli fu il primo religioso che celebrò l'unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana. La storia di San Valentino ha due finali differenti. Secondo una versione, quando l'imperatore Aureliano ordinò le persecuzioni contro i cristiani, San Valentino fu imprigionato e flagellato lungo la via Flaminia, lontano dalla città per evitare tumulti e rappresaglie dei fedeli. Mentre la seconda versione racconta che, nel 270 d.C. il vescovo Valentino, famoso per aver unito in matrimonio un pagano ed una cristiana, fu invitato dall'imperatore pazzo Claudio II che tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire a sua volta Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio 270 d.C. San Valentino fu lapidato e poi decapitato. La storia sostiene, inoltre, che mentre Valentino era in prigione in attesa dell'esecuzione si fosse innamorato della figlia cieca del guardiano, Asterius, e che con la sua fede avesse ridato miracolosamente la vista alla fanciulla. Si racconta che prima di morire Valentino le avesse mandato un messaggio d'addio che si concludeva con " dal vostro Valentino". Una frase che nel tempo è diventata sinonimo di Vero Amore.
Le vicende riguardanti San Valentino sono abbastanza confuse, ma intorno alla sua figura ruotano molte leggende, che riguardano tutte episodi d'amore.
LA LEGGENDA DI SABINO E SERAPIA
Questa leggenda narra di un giovane centurione romano di nome Sabino che, passeggiando per una piazza di Terni, vide una bella ragazza di nome Serapia e se ne innamorò follemente. Sabino chiese ai genitori di Serapia di poterla sposare ma ricevette un secco rifiuto: Sabino era pagano mentre la famiglia di Serapia era di religione cristiana. Per superare questo ostacolo, la bella Serapia suggerì al suo amato di andare dal loro Vescovo Valentino per avvicinarsi alla religione della sua famiglia e ricevere il battesimo, cosa che lui fece in nome del suo amore. Purtroppo, proprio mentre si preparavano i festeggiamenti per il battesimo di Sabino e per le prossime nozze, Serapia si ammalò di tisi. Valentino fu chiamato al capezzale della ragazza oramai moribonda. Sabino supplicò Valentino affinché non fosse separato dalla sua amata: la vita senza di lei sarebbe stata solo una lunga sofferenza. Valentino battezzò il giovane, ed unì i due in matrimonio e mentre levò le mani in alto per la benedizione, un sonno beatificante avvolse quei due cuori per l'eternità
LEGGENDA DELLA ROSA DELLA RICONCILIAZIONE
Un giorno San Valentino sentì passare, al di là del suo giardino, due giovani fidanzati che stavano litigando. Decise di andare loro incontro con in mano una magnifica rosa. Regalò la rosa ai due fidanzati e li pregò di riconciliarsi stringendo insieme il gambo della rosa, facendo attenzione a non pungersi e pregando affinché il Signore mantenesse vivo in eterno il loro amore. Qualche tempo dopo la giovane coppia tornò da lui per invocare la benedizione del loro matrimonio. La storia si diffuse e gli abitanti iniziarono ad andare in pellegrinaggio dal vescovo di Terni il 14 di ogni mese.Il 14 di ogni mese diventò così il giorno dedicato alle benedizioni, ma la data è stata ristretta al solo mese di febbraio perché in quel giorno del 273 San Valentino morì.
LA LEGGENDA DEI BAMBINI
San Valentino possedeva un grande giardino pieno di magnifici fiori dove permetteva a tutti i bambini di giocare. Si affacciava sovente dalla sua finestra per sorvegliarli e per rallegrarsi nel vederli giocare. Quando veniva sera, scendeva in giardino e tutti i bambini lo circondavano con affetto ed allegria. Dopo aver dato loro la benedizione regalava a ciascuno di loro un fiore raccomandando di portarlo alle loro mamme: in questo modo otteneva la certezza che sarebbero tornati a casa presto e che avrebbero alimentato il rispetto e l’amore nei confronti dei genitori. Da questa leggenda deriva l'usanza di donare dei piccoli regali alle persone a cui vogliamo bene
LA LEGGENDA DEI COLOMBINI
Il sacerdote Valentino possedeva un grande giardino che nelle ore libere dall'apostolato coltivava con le proprie mani. Tutti i giorni permetteva ai bambini di giocare nel suo giardino, raccomandando che non avessero fatto danni, perché poi la sera avrebbe egli regalato a ciascuno un fiore da portare a casa. Un giorno, però, vennero dei soldati e imprigionarono Valentino perché il re lo aveva condannato al carcere a vita. I bambini piansero tanto. Valentino, stando in carcere pensava a loro, e al fatto che non avrebbero più avuto un luogo sicuro dove giocare. Ci pensò il Signore. Fece fuggire dalla gabbia del distratto custode due dei piccioni viaggiatori che Valentino teneva in giardino. Questi piccioni, guidati da un misterioso istinto, trovarono il carcere dove stava chiuso il loro santo padrone. Si posarono sulle sbarre della sua finestra e presero a tubare fortemente. Valentino li riconobbe, li prese e li accarezzò. Poi legò al collo di uno un sacchetto fatto a cuoricino con dentro un biglietto, ed al collo dell'altro legò una chiavetta. Quando i due piccioni fecero ritorno furono accolti con grande gioia. Le persone si accorsero di quello che portavano e riconobbero subito la chiavetta: era quella del giardino di Valentino. I bambini ed i loro familiari si trovavano fuori del giardino quando il custode lesse il contenuto del bigliettino. C'era scritto:"A tutti i bambini che amo…dal vostro Valentino.
CON QUESTA STORIA DI SAN VALENTINO GLI AUGURI PER PRIMO VANNO A VALENTINA GAMBARDELLA CHE E ANCHE IL SUO ONOMASTICO.
Auguri da Michele a tutte le sue amiche in particolare a Rita Paolillo di Amalfi e poi a: Agnese Martingano comandante dei vigili, Alessandra Ddd'agostini, Alfonsina Cioffi, Angela De Robertis,ANNA AMATO ANNALISA FRIGENTI ANTONELLA PROTO BARBARA PAPPACODA ANTONIETTA INCOLTI CARMELA ESPOSITO ANNA CASTALDO CINZIA STAIANO CORNELIA CANDOLFI DANIELA VOLPE LUISA DE GENNARO EVA ANASTASIO EVA PAPPACODA FANIA DELLA PIETRA SEBY FUSCO IDA CAPUANO KATIA PERROTTA MADDALENA PAOLILLO MARIA D'ORDIA MARIA RITA ALBERTINI RITA AMATRUDA ROSA RIVA ROSA GIORDANO ROBERTA FALCONE SILVANA DI MASCIO SIMONA CIOFFI STEFANIA AMATRUDA SIMONA STAIANO TERESA CIOFFI TROFIMENA CAVALIERE ENZA CAMERA.
UN AUGURIO MOLTO PARTICOLARE VA INOLTRE A SILVIA MICCIO TITOLARE DEL MINIMARKET TI MINORI A CUI LE VOGLIO AUGURARE UN BUON SAN VALENTINO E LE VOGLIO TANTISSIMO BENE
AUGURI
MICHELE PAPPACODA
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Craxi: circa 11 miliardi; Citaristi e Forlani: otto miliardi; Pomicino: cinque miliardi e mezzo; Martelli: cinquecento milioni; Giorgio La Malfa: trecento milioni; Egidio Sterpa: cinquanta milioni; Carlo Vizzini: trecento milioni; De Michelis: cento milioni; Altissimo: duecento milioni; Umberto Bossi: duecento milioni». Non si tratta di un fortunato gratta e vinci, ma di un piccolo scampolo di “dazioni” di era tangentopoli; solo un piccolo modestissimo scampolo, diciamo un elenco quasi emblematico. Desunto da questo libro-documento scritto da un magistrato, Mario Almerighi ( Tre suicidi eccellenti. Gardini. Cagliari. Castellari , Editori Riuniti, pp. 239, euro 12,00), che ci scaraventa, come in una Macchina del Tempo, negli Anni Ruggenti di Manipulite. Un libro-documento, preciso nei particolari e nell’iter cronologico, con i fatti, i nomi, i personaggi seguiti giorno per giorno con ritmo e sequenze da noir . Per la serie la realtà batte l’immaginazione.
E’ il 20 luglio 1993. «Intorno alle ore 10.10, il corpo esanime di Gabriele Cagliari giace sul pavimento del bagno annesso alla cella. Il suo corpo è coperto da un busta di plastica legato intorno al collo.E’ il 23 luglio 1993, «erano le 8.30-8,45. Ho visto il corpo esanime di Gardini, forse era ancora agonizzante. All’altezza della tempia destra c’era un foro».
I due suicidi che fanno tremare i Palazzi sono stati preceduti da un altro cadavere eccellente. E’ il 25 febbraio 1993, «finalmente, dopo sette giorni dalla scomparsa, verso le ore 11,20, in zona Monte Corvino, una pattuglia a cavallo avvista un corpo umano disteso sopra un appezzamento di terra arato di recente». E’ un cadavere completamente sfigurato. La testa «scarnificata fino all’osso dello sterno, un grande squarcio all’altezza della zona temporale del cranio semivuoto, una parte della teca cranica staccata dalla testa». Una pistola Smith & Wesson con una cartuccia esplosa infilata nell cintura dei pantaloni. E’ il corpo di Sergio Castellari. Anche per lui i giudici, dopo ripetute e accurate indagini, sentenziano: suicidio. Un uomo brillante, intelligente, ricco, amante di belle donne, di cavalli e di ville, «perfettamente inserito nel Sistema». Quando muore, ha solo 61 anni.Un filo nero lega insieme i tre suicidi da prima pagina. Sergio Castellari è un grand commis di Stato, già direttore generale degli affari economici del ministero delle Partecipazioni statali, consulente Eni, mani in pasta dentro Efi, Enichem, Iri, Efim. Gabriele Cagliari, 67 anni, area politica Psi, già direttore Anic, è presidente dell’Eni, è l’uomo-chiave per le grosse partite che si chiamano Nuova Pignone, Sai Assicurazioni, Saipem. E Gardini è Raul Gardini, il bello e dannato di una dinasty capitalista antica e rinomata in campo agroalimentare, quella che fa capo a Serafino Ferruzzi, di cui ha sposato la figlia Idina. Laureato in agraria alla Bocconi, «è uomo intelligentissmo e brillante, dalle grandi ambizioni; denominato “il Corsaro” per la sua spregiudicatezza e il suo cinismo negli affari, ma anche perché appassionato di barche a vela»; presidente della Montedison e creatore del pool della chimica nato dalla fusione di Enichem e Montedison, denominato Enimont, la più grande concentrazione industriale della storia italiana.Il filo nero si chiama appunto Enimont: quello che conduce direttamente dentro il cuore più tenebroso della stagione Tangentopoli. Enimont, la “madre di tutte le tangenti”, e sinonimo di maxi-tangente. Ecco, in estrema sintesi – si legge a pagina 211 – cosa dichiara Carlo Sama (manager Montedison e cognato di Gardini) al pubblico ministero in riferimento alla maxitangente Enimont del 1991: «70 miliardi sono andati al Psi, nella persona del suo segretario politico, Bettino Craxi. Qualche decina di miliardi è stata versata alla Dc per il tramite del suo segretario politico Forlani. La restante parte della tangente è stata versata a vari personaggi politici che avevano avuto un peso nella definizione dell’affare Enimont. Qualche miliardo è andato a Cirino Pomicino, in relazione alla sua carica di responsabile del Cipi; qualche miliardo a Claudio Martelli, per la sua posizione favorevole alle logiche imprenditoriali della Ferruzzi e della Montedison nel settore della chimica; qualche miliardo a Franco Piga, per il ruolo dallo stesso svolto nella predisposizione del prezzo di cessione delle azioni Enimont; qualche miliardo a Gabriele Cagliari, nella sua qualità di presidente dell’Eni; qualche miliardo all’ingegner Alberto Grotti, vicepresidente dell’Eni. Altre somme di denaro che non ricordo sono state versate a Pompeo Locatelli e Vincenzo Palladino».Trattasi di 168 miliardi, tutti “devoluti” per permettere a Gardini di mantenere le mani sulla chimica, di trarne profitti colossali e poi di defiscalizzarne le perdite, previa maxi-corruzione politica. Quando la colossale truffa viene scoperta, coi segretari di tutti i partiti di governo trascinati sul banco degli imputati – Craxi per il Psi, Forlani per la Dc, Altissimo per il Pli, La Malfa per il Pri, Vizzini per il Psdi – Mani Pulite è già un ciclone che fa strage di quella che è chiamata la Prima Repubblica.
Tangentopoli cominciò il 17 febbraio 1992, con Mario Chiesa – il rampante socialista presidente del Pio Albergo Trivulzio di Milano – colto in flagrante mentre intasca una tangente; poco più di un anno dopo, con politici, imprenditori e faccendieri di vario tipo travolti dagli scandali e dagli avvisi di garanzia, il Pentapartito che regge il governo riceve la mazzata definitiva: alle aministrative del 6 giugno 1993, la Dc perde metà dei voti e il Psi praticamente sparisce, la Lega trionfa al Nord (e Milano è gratificata di un sindaco marca Carroccio, Marco Formentini); mentre Il Parlamento non ce la fa a formare il governo e Scalfaro, allora presidente della Repubblica, è costretto ad affidare la presidenza del Consiglio al governatore della Banca d’Italia Ciampi: nasce il primo esecutivo tecnico nella storia d’Italia. Al grido di “Bettino Bettino il carcere è vicino”, si levano proteste nelle piazze, nelle città e nelle università per la negata autorizzazione a procedere contro Craxi e Rifondazione comunista chiede lo scioglimento delle Camere.
Tangentopoli, la storia infinita. Secondo la tesi di Mario Almerighi, Castellari, Cagliari e Gardini non sono suicidi, ma omicidi. Il libro indaga e mette in fila, con dovizia di particolari, sequenze e incongruenze, tutto l’iter delle tre indagini: misteriose lacune, incomprensibili contraddizioni, circostanze mai chiarite danno effettivamente adito a più di un dubbio. Per esempio. «Nel mese di agosto 2006, la procura di Caltanissetta riapre l’inchiesta sulla morte di Raul Gardini. Ne dà notizia il settimanale L’Espresso : dopo aver indagato sulle presunte complicità tra la mafia e la società Calcestruzzi, i magistrati nisseni hanno chiesto alla Dia di riesaminare tutto il caso, di ripartire da zero, senza tralasciare nulla. Alla base delle nuove indagini, la convinzione dei pubblici ministeri che sia stata Cosa nostra a determinare la scomparsa del Corsaro che aveva sfidato la finanza e la politica. In sostanza, sostiene l’autore, «l’azienda dei Ferruzzi si era inserita a pieno titolo nel sistema tangentizio siciliano del tutto simile a quello nordico, ma con un ingrediente in più: Cosa nostra».
Cronaca di un’Italia «ad altissimo indice di illegalità». Ciò che si racconta in questo libro «apre lo scenario su un’ipotesi agghiacciante: anche il Sistema uccide. Uccide chi diventa inaffidabile».
Castellari, Cagliari, Gardini, l’ultima parola non è stata ancora detta, forse?
Michele Pappacoda mjcheva@live.it
michele Letto: 803 volte Sono un disabile motorio, soffro di distrofia muscolare da quando ero bambino. Vivo a Vettica di Amalfi ed anche se la mia casa è a livello strada io abito al secondo piano e per accedere ho bisogno di qualcuno che mi salga e mi scenda se non voglio restare chiuso in casa su una sedia a rotelle. Fino ad un anno fa mio padre anziano di 74 anni mi portava sulle sue spalle giù e viceversa, ora da un anno a questa parte mio padre si è ammalato di una malattia grave alla prostata e non mi ha potuto più aiutare. Ho chiesto aiuto ad un mio cognato, ma mi chiede dieci euro alla volta e la mattina non mi aiuta assolutamente, anzi mi fa urlare. Così negli ultimi tempi ho chiesto aiuto ad Andrea Cretella, il quale ha scritto una lettera al sindaco di Amalfi Antonio De Luca per abbattere le barriere architettoniche, evidenziando in generale i problemi in costiera dei disabili ma a me a Vettica di Amalfi, ridotto su una sedia a rotelle, chi mi deve aiutare? Chi mi aiuta a salire e scendere le scale? Devo continuare a dare i soldi a mio cognato ed essere umiliato, continuare ad urlare senza che mi dia alcuno aiuto? Oppure dovrò restare chiuso in casa in eterno? QUALCUNO MI AIUTI MICHELE PAPPACODA
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ROMA – L'UNICEF presenta il rapporto "Progressi per l'infanzia" (VIDEO) e segnala: «più di un miliardo di bambini vive in paesi o territori colpiti da conflitti armati, e circa 300 milioni di questi bambini hanno meno di 5 anni.» Nei giorni in cui anche i numeri della FAO sulle persone che soffrono la fame nel mondo sfiora la cifra di 1 miliardi di persone, il rapporto UNICEF porta alla luce, per la prima volta, i dati di violenze e violazioni che sottraggono diritti ai bambini. L'attenzione si punta su violenze sessuali, tratta, matrimoni precoci, punizioni corporali, lavoro minorile, mancata registrazione delle nascite, la pratica delle mutilazioni genitali femminili e gli atti di violenza verso le donne all'interno del matrimonio.
«Nonostante i progressi compiuti, violenza e sfruttamento rimangono una dura realtà nella vita di molti bambini» segnale Spadafora, Presidente dell'UNICEF Italia. «Milioni di ragazzi e ragazze di tutto il mondo sono vittime della tratta, privi delle cure genitoriali o della registrazione alla nascita di cui hanno bisogno per frequentare la scuola e per accedere all'assistenza sanitaria di base, sono costretti a lavorare in condizioni pericolose, mentre altri subiscono violenze o abusi all'interno delle loro stesse case, nelle loro scuole, nelle loro comunità, nelle istituzioni o in prigione, spesso da parte di adulti a cui è affidata la loro cura. I bambini in tali circostanze» prosegue Spatsafora «subiscono violazioni fondamentali dei loro diritti umani, che provocano danni fisici e psicologici di ampia portata, con effetti a volte irreparabili.»
«Una società non può prosperare se i suoi membri più giovani sono costretti a matrimoni precoci, se vengono abusati o costretti a prostituirsi, o se vengono loro negati i diritti fondamentali» afferma il direttore esecutivo dell'UNICEF Ann Veneman. «Comprendere la portata delle violazioni dei diritti dei bambini è un primo passo per costruire un ambiente in cui i bambini siano protetti e abbiano l'opportunità di sviluppare le loro complete potenzialità
Michele Pappacoda mjcheva@live.it.
TRATTA - Il progetto BUTTERFLY per la prevenzione della tratta in Nigeria è stato presentato il 3 dicembre a Roma, in una Conferenza stampa al Senato. Aiccre e l’Associazione onlus Butterfly Europe for Africa, sono stati promotori del progetto per dare alle donne nigeriane “le ali per volare con i propri sogni di vita”.
Butterfly Europe for Africa è "un gruppo di persone che crede nell'aiuto umanitario sviluppato direttamente nel terzo mondo, capace di offrire istruzione nel campo della cultura e dell'arte cinematografica per tutte le persone svantaggiate che altrimenti sarebbero sulla strada o con il desiderio di espatriare", l’Organizzazione ha una scuola di cinema, la “Butterfly Italian School of Cinema Studies of Nigeria” per i ragazzi e le ragazze in difficoltà o vittime di tratta. La scuola, attraverso l’acquisizione di competenze artistiche e audiovisive, permette loro di restare in Nigeria se lo vogliono e di avere un lavoro certo.
Michele Pappacoda mjcheva@live.it
Letto: 741 volte Ciao a tutti voi sono Michele Pappacoda in occasione del 15 agosto voglio fare gli auguri a tutti quelli che mi conoscono e in particolare a tutti gli ausiliari della viabilita sulla SS163 costiera amalfitana che da diversi anni svolgono il proprio lavoro con passione e egreggiamente mantenendo la SS163 nel loro orario di servizio sempre libera da ingorghi o traffico .Gli auguri d buon ferragosto sono: Per RITA PAOLILLO, ENRICO CRISCUOLO, EVA CAVALIER, MARIO PISANI, ALESSANDRO ALFIERI , ANTONIO ORIO, SIMON ESPOSITO, GAETANINA FIORILLO, MARIA MARCIANO STEFANIA AMATRUDA , FILOMENA FARACE,ROBERTA FALCONE, SIMONA STAIANO SIMONA CIOFFI, FRANCA PINTO, e tutti gli altri. Gli auguri anche al direttore dell'Associazione Antica Repubblica Marinara NICOLA AMATO. Siccome mi piace scrivere frasi ed altro sull'amicizia qui pubblico alcune frasi scritte da me. 1) La vera amicizia è come la salute non sappiamo apprezzarla finche non la perdiamo. 2) Non camminare davanti a me potrei non seguirti non camminare dietro di me potrei non saperti guidare cammina al mio fianco e saremo sempre amici. 3) Il vero amico tienilo con entrambi le mani.Buon feragosto anche al direttore di positano news MICHELE CINQUE e tutto lo staff , e poi per non dimenticare mia sorella Barbara e il suo ragazzo Antonio Molino che lavorano a Carpi Modena. BUON FERRAGOSTO A TUTTI MICHELE PAPPACODA Michele è un disabile e per muoversi ha bisogno di aiuto, si trova in uno stabile a Pogerola di Amalfi dove se nessuno lo trasporta non può uscire, non può vedere il mare, non può vedere i fuochi.. Noi staremo sempre in rete anche per lui, ma vorremmo tanto che il sindaco Antonio De Luca interessasse i servizi sociali, come ci ha assicurato, per trovare un rimedio per Michele che ha in se una piccola fortuna. Una straordinaria capacità di comunicare pensieri ed emozioni.. Buon Ferragosto Michele da Positanonews e da tutti i nostri lettori... Michele Cinque