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SARDEGNA NEWS :Sassari, crolla il tetto di una palazzina, evacuate cinque famiglie

31 Gennaio 2013, 10:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella SASSARI. L’unico inquilino dell’appartamento in quel momento era in cucina, ha sentito un boato, si è voltato e ha visto il tetto crollare in soggiorno. Pochi secondi e la casa era invasa dalla polvere con travi di legno e calcinacci ovunque sul pavimento. L’incidente accaduto martedì notte in via Bottego, cuore del quartiere di Latte Dolce, in una palazzina a due piani di proprietà dell’Area, avrebbe davvero potuto trasformarsi in tragedia se solo l’uomo si fosse trovato in quella stanza al momento del crollo. L’edificio è stato immediatamente evacuato, cinque famiglie costrette a raccogliere le poche cose indispensabili per trascorrere la notte fuori casa, adulti e bambini erano terrorizzati: alcuni di loro si sono arrangiati da amici e parenti, altri hanno dormito in un camper e una persona è stata ospitata in hotel. Sono stati attimi di grande paura quelli vissuti intorno alle 23 di martedì: stando alla perizia eseguita dai vigili del fuoco il tetto sarebbe crollato a seguito di problemi nei canali di gronda, forse intasati dalle erbacce. L’acqua da tempo filtrava e solo pochi giorni fa, come ha raccontato qualche inquilino delle palazzine, erano stati avvisati i tecnici dell’Area perché nell’ala dell’edificio dove c’è stato il crollo si sentivano strani rumori «come uno scricchiolio di travi». Stava cedendo il tetto e, fortunatamente, le travi non sono cadute sulla testa degli inquilini. Quei palazzi sono stati costruiti circa cinquanta anni fa e da allora, a parte un intervento sulla facciata, non sarebbe stato mai eseguito un serio lavoro di manutenzione. Che ora, evidentemente, si rende quanto mai necessario. Martedì notte, in via Bottego, oltre ai vigili del fuoco c’erano la polizia municipale, l’Area e anche gli assessori comunali alla Protezione civile Michele Azara e alle Politiche abitative Nicola Sanna. Già ieri mattina gli operai incaricati da Area hanno cominciato i lavori per la messa in sicurezza del tetto, per consentire a quattro famiglie di rientrare il prima possibile nella propria casa mentre l’inquilino dell’appartamento che ha subìto i danni maggiori dovrà avere un po’ più di pazienza. Al sopralluogo nella palazzina di Latte Dolce ha partecipato anche il Comune mentre un’altra ispezione è in programma stamattina da parte dell’ingegnere capo di Area. Quello dell’edilizia popolare in città è un problema serio. «Quanto successo in via Bottego – ha spiegato Nicola Sanna, l’assessore comunale competente per le politiche abitative – ci riporta, politicamente parlando, a quella delibera assunta a luglio in riferimento agli interventi di sviluppo economico, in quell’occasione avevamo ricordato l’intesa con la giunta regionale Soru per ottenere dieci milioni di euro da destinare a interventi di manutenzione straordinaria. Questo perché le risorse che ricaviamo dai canoni d’affitto delle case popolari non bastano». Tremilacinquecento gli alloggi di proprietà di Area, millecinquecento quelli del Comune: un patrimonio che frutta al Comune circa un milione di euro all’anno), soldi che vanno utilizzati per la manutenzione. Ma non sono sufficienti.

Fonte :La Nuova Sardegna

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News Italia e dal Mondo :Nassiriya, Cassazione: lo stato risarcirà i familiari delle vittime per l'attentato

31 Gennaio 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia MarcellaROMA - Accolto dalla Cassazione il ricorso dei familiari delle vittime della strage di Nassiriya (12 novembre 2003) per ottenere, dal ministero della Difesa, il risarcimento per le vite dei loro congiunti in relazione alle misure di sicurezza che - nella base italiana 'Maestrale' - avrebbe dovuto adottare anche il colonnello dei carabinieri Georg De Pauli, insieme al generale dell'esercito Bruno Stano, responsabile della sicurezza dei militari italiani. La Suprema Corte ha infatti deciso che sarà la Corte di Appello di Roma - alla quale deve essere trasmesso il procedimento - ad occuparsi della causa risarcitoria. Stamani il procuratore generale militare Antonino Intelisano, nell'udienza innanzi alla Prima sezione penale, si era espresso negli stessi termini chiedendo l'annullamento con rinvio della sentenza emessa dalla Corte di Appello militare di Roma il sette febbraio 2012. Nel gennaio 2011, la stessa Cassazione aveva accolto il medesimo motivo di ricorso avanzato dai familiari dei caduti nei confronti di Stano. Il generale e De Pauli sono stati penalmente assolti dalle accuse ma, civilmente, adesso per non aver adottato le necessarie fortificazione attorno alla base 'Maestrale', il ministero della Difesa sarà chiamato a pagare per loro conto. In appello è già in corso il procedimento risarcitorio inerente il ricorso contro Stano, anche se non procede molto speditamente. A Nassiriya - nell'esplosione di un camion guidato da un kamikaze - morirono 19 italiani (12 carabinieri, cinque militari dell'esercito e due civili) e sette iracheni. I feriti furono 140. Le fonti dell'intelligence nei giorni precedenti l'attentato avevano diramato molti e crescenti preavvisi di allarme. Totalmente scagionato, anche dal punto di vista risarcitorio, è stato solo il generale Vincenzo Lops che guidò la base dal venti giugno al sette ottobre 2003. I familiari dei caduti di Nassiriya sono stati difesi quasi tutti dall'avvocato Francesca Conte e da Dario Piccioni

.Fonte :Il Gazzettino

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Sez.Sicilia News :Palermo, pullman di studenti contro tir: feriti

31 Gennaio 2013, 10:44am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella PALERMO - Un pullman che trasportava studenti pendolari si è scontrato stamattina all'interno della galleria Santa Ninfa, sull'autostrada A/29, Palermo-Mazara del Vallo (Tp), con un grosso autoarticolato.Tra gli studenti ci sono diversi feriti, di cui uno molto graveCi sono diversi feriti tra gli alunni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della polizia stradale e i vigili del fuoco. L'autostrada è chiusa dallo svincolo di Salemi. Si rientra dallo svincolo di Santa Ninfa. L'incidente sarebbe avvenuto all'interno di una galleria. Il tir si sarebbe ribaltato.

Fonte :Il Messaggero

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News Italia e dal Mondo : Cosenza, uomo ucciso e membrato Fermata la figlia: l'ho fatto a pezzi ma non l'ho ammazzato, era già morto

31 Gennaio 2013, 10:38am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella COSENZA - E' stata sottoposta a fermo per omicidio Stefania Chiurco, la donna di 38 anni figlia di Riccardo, l'uomo di 72 anni ucciso e fatto a pezzi (ritrovati in otto scatoloni) a Trebisacce, in provincia di Cosenza. Il provvedimento è stato emesso dal sostituto procuratore della Repubblica di Castrovillari, Silvia Fontebasso, nel corso della notte. I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza, già dalla mattinata, dopo essere entrati nella casa dei Chiurco, avevano portato la donna in caserma. La figlia. l'ho fatto a pezzi, ma era già morto. «Si, è vero. L'ho fatto a pezzi. Ma non l'ho ucciso io. L'ho trovato già morto»: così Stefania Chiurco ha risposto ai carabinieri che fino alla tarda serata di ieri l'hanno sentita in caserma. La donna ha ammesso parzialmente la sua responsabilità sostenendo però di avere trovato il padre già morto e tagliato in due pezzi. Una versione che viene ritenuta poco credibile dagli investigatori. Al termine dell'interrogatorio è stata sottoposta a fermo ed è stata portata nel carcere di Castrovillari. Intanto continuano i sopralluoghi degli esperti dell'Arma. Oggi sarà visitata l'abitazione a Perugia dove Stefania Chiurco frequentava l'università come studentessa fuori corso alla facoltà di medicina.

Fonte :Il Messaggero

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News Italia e dal Mondo :Montepaschi, la procura alza il tiro «Associazione per delinquere»

31 Gennaio 2013, 10:36am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella SIENA - All’interno del Monte dei Paschi di Siena c’era una vera e propria organizzazione a delinquere. E’ questa l’ipotesi dei pm di Siena che hanno iscritto sul registro degli indagati i nomi di Giuseppe Mussari, ex presidente della banca, Antonio Vigni, ex direttore generale, Gianluca Baldassarri, ex responsabile dell’area finanza e di Alessandro Toccafondi, responsabile desk quantitativo di Mps e vice di Baldassarri. E mentre dal passato di Mps spunta una nuova operazione tossica, che sarebbe costata alla banca altri 500 milioni di euro, a partire da oggi comincerà una serie di interrogatori. Personaggi di primo piano, convocati in procura per chiarire l’operazione Antonveneta, ceduta a Mps dalla Spagnola Santander con una plusvalenza di quasi quattro miliardi di euro. I pm vogliono stabilire perché Mps non abbia eseguito la due diligence per ottenere una stima del reale valore di Antonveneta. Ieri, invece, dopo l’allarme dovuto anche alle parole del procuratore di Siena, gli inquirenti hanno diffuso una nota per chiarire che le indagini, che vedono anche la Banca senese coinvolta come persona giuridica, riguardano soltanto i vecchi vertici. L’ASSOCIAZIONE Secondo i pm Antonio Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso all’interno del Monte dei Paschi operava una vera e propria organizzazione che dopo avere progettato e messo in atto manovre speculative ignorate dagli azionisti, le occultava anche agli organismi di vigilanza. Così sarebbe avvenuto anche con i derivati sottoscritti prima della grande crisi dei mercati come Alexandria, Santorini e NotaItalia. La procura indaga anche per truffa ai danni degli azionisti e per le false comunicazioni agli organismi di vigilanza, ipotesi contestata a Vigni e al collegio dei revisori, Tommaso Di Tanno, Leonardo Pizzichi e Pietro Fabretti. IL NUOVO BUCO Si chiama “Chianti classico”, la nuova operazione tossica realizzata da Mps e costata alla banca perdite per altri 500milioni di euro. Lo ha anticipato Panorama, stamane in edicola, anche se l’indiscrezione è stata smentita dallo stesso istituto senese. Nel novembre del 2010 il Monte dei Paschi di Siena avrebbe realizzato una cartolarizzazione di una parte del proprio patrimonio immobiliare, collocando sul mercato titoli per un valore di 1,5 miliardi. Da quell'operazione la banca si aspettava di incassare 450 milioni, ma le condizioni dei mercati avrebbero trasformato "Chianti classico" in una trappola, come risulterebbe dai verbali dei consigli di amministrazione della fine del 2012. BANCA INDAGATA Intanto ieri è stato ribadito che sul registro degli indagati della procura di Siena non ci sono soltanto i nomi degli ex vertici, ma anche la stessa banca, come persona giuridica. L’istituto è stato iscritto per la responsabilità amministrativa, che dai vertici viene estesa alle società in base al decreto legislativo 231 del 2001. VECCHI VERTICI Ieri dopo una giornata nera per le borse e per l’allarme dei correntisti Mps, preoccupati anche dalle parole del procuratore Tito Salerno, che aveva definito la situazione esplosiva, la procura, con una nota, ha chiarito che le indagini si riferiscono solo al passato: complesso esclusivamente rispetto al ruolo svolto nei fatti oggetto di indagine dal precedente management.

Fonte :Il Messaggero

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News Italia e dal Mondo :Si scontra con auto di rapinatori in fuga muore una studentessa di 25 anni

31 Gennaio 2013, 10:32am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella ROMA - Una ragazza di 25 anni di Montefranco è morta la scorsa notte dopo essersi scontrata in auto sulla Flaminia tra Terni e Spoleto con la vettura di due rapinatori inseguitidai carabinieri in seguito a una rapina nell'aquilano che aveva fruttato 50 euro. La vittima. La ragazza, Maria Elena Petruccioli, era una studentessa che stava tornando a casa dopo una serata trascorsa con il fidanzato. I due rapinatori erano due albanesi: uno, 28enne, è deceduto sul colpo. L'altro, 21 anni, è rimasto gravemente ferito ed è stato ricoverato all'ospedale di Spoleto. Secondo la ricostruzione dei carabinieri la Ford Fiesta con a bordo i due albanesi, all'uscita di una curva a sinistra, a causa dell'elevata velocità, ha invaso l'opposta corsia di marcia, impattando contro la Panda con a bordo la ragazza. La rapina a Massa D'Albe. La rapina è stata effettuata verso le 23.45 di ieri nella frazione Alba Fucens del comune di Massa d'Albe (L'Aquila). Quattro individui travisati con passamontagna, di cui uno armato di taglierino, si erano introdotti all'interno di una casa isolata e dopo aver minacciato il proprietario 64enne, si sono fatti consegnare 50 euro che l'uomo aveva nel portafogli. Poi sono fuggiti a bordo di una Ford Fiesta di proprietà della vittima della rapina. Immediatamente sono state allertate le centrali operative dell'Arma di Rieti e Terni, che hanno attivato tutti i servizi di controllo del territorio. Alle 5, nei pressi del Comune di Arrone, la Fiesta con a bordo due dei malviventi, è stata intercettata da una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Terni che si è lanciata all'inseguimento. L'auto rubata aveva il satellitare. L'incidente. La fuga è proseguita lungo la Flaminia in direzione Terni-Spoleto. La Fiesta, giunta all'altezza del chilometro 12, a causa dell'alta velocità ha invaso l'opposta corsia di marcia, scontrandosi con la Fiat Panda dalla 25enne di Montefranco, che proveniva dalla direzione opposta. La ragazza è morta sul colpo così come il passeggero della Fiesta. Ricercati dai carabinieri gli altri due autori della rapina separatisi dal resto della banda subito dopo il "colpo". La morte della ragazza ha provocato subito sconforto a Montefranco, un piccolo paese della Valnerina Ternana. Il centro stamani si è subito stretto intorno alla famiglia della 25enne. A casa dei suoi familiari si è subito recato il sindaco del paese.

Fonte :Il Messaggero

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News Italia e dal Mondo :Sicurezza, nel Lazio a rischio sessantanove impianti in 32 comuni

31 Gennaio 2013, 10:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella Nel Lazio sono ben 69 gli impianti a rischio di incidente rilevante in 32 comuni, ma solo 7 amministrazioni (22%) hanno risposto all'indagine“Ecosistema rischio industrie” realizzata da Legambiente e Dipartimento della Protezione civile per verificare lo stato dell'arte rispetto alla prevenzione dei rischi stessi. Tra coloro che rispondono solo 3 Comuni su 7 (43%) hanno realizzato la planimetria delle zone interessate dalla presenza di impianti a rischio e solo il 57% ha individuato le strutture vulnerabili o esposte al pericolo. LEGAMBIENTE - “Il Lazio non brilla nemmeno per il coinvolgimento della popolazione, visto che solo un risicato 14% dei Comuni effettua esercitazioni per prepararsi all'emergenza e solo il 57% effettua campagne di informazione sull’emergenza e collabora con le associazioni di volontariato". Lo comunica, in una nota, Legambiente. “C'è una certa sottovalutazione da parte dei Comuni rispetto al rischio di incidente rilevante, segno da un lato che si va perdendo la memoria di disastri come quelli di Seveso dall'altro della necessità di sostegno alle amministrazioni che a volte mancano di competenze su temi così complessi - dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - Per affrontare le emergenze è necessario avere ben chiari i rischi, informare e preparare la popolazione per poter agire in maniera tempestiva in caso di pericolo. A partire, innanzitutto, da una corretta identificazione delle aree a rischio e dei pericoli ai quali sono soggetti i cittadini in caso di dispersione di sostanze chimiche volatili o liquide.” In Italia sono presenti 1.152 impianti industriali che trattano sostanze pericolose in quantità tali da rientrare nei parametri previsti dalla legge, situati nei territori di 739 Comuni. Impianti industriali che trattano sostanze pericolose in quantitativi tali da essere ritenuti suscettibili di causare incidenti rilevanti in base alle direttive Seveso e ai decreti legislativi che le recepiscono. Impianti chimici, petrolchimici, depositi di gpl, raffinerie e depositi di esplosivi o composti tossici che, in caso di incidente o di malfunzionamento, possono provocare incendi, contaminazione dei suoli e delle acque, nubi tossiche, e che sono censiti dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare in un inventario nazionale aggiornato semestralmente. LA SITUAZIONE NEL LAZIO - La Protezione Civile della Capitale è tra quelle che rispondono in modo positivo ai parametri richiesti, con l’individuazione di strutture sensibili, attività d’informazione e sensibilizzazione della cittadinanza, collaborazioni con le associazioni di volontariato ed esercitazioni, anche se ad esempio nell'area di Malagrotta è evidente una forte carenze proprio rispetto all'informazione e al coinvolgimento della popolazione, come denunciano i comitati da molto tempo. A Pomezia non risultano, invece, individuate aree di rischio né pianificate esercitazioni che coinvolgano la popolazione in caso di emergenza. Viterbo dichiara di aver realizzato piani e iniziative per rispondere in maniera efficace in caso di pericolo ma non effettua esercitazioni con i cittadini. Rieti non ha progetti di collaborazione con associazioni di volontariato ed esercitazioni che coinvolgano la popolazione. A Cisterna di Latina (Lt) non vengono segnalate strutture potenzialmente pericolose e mancano progetti di collaborazione o piani di emergenza in caso di necessità. Latina dichiara di aver individuato le strutture a rischio e informata la cittadinanza ma manca un network con associazioni o altri enti per le esercitazioni. Non sono pervenuti dati per Frosinone e provincia. AVENALI - “Sugli impianti a rischio di incidente rilevante serve più chiarezza per i cittadini, per evitare tragedie può essere molto utile un lavoro da parte della Regione a sostegno dei Comuni per affrontare il rischio, come è stato fatto anni fa per gli incendi - dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. I dati sugli impianti a rischio di incidente rilevante sono molto frammentari e parziali nel Lazio, non permettono di rassicurare la popolazione sulle iniziative in caso di emergenza, soprattutto nelle province di Roma, Latina e Frosinone. Una maggiore sensibilizzazione di coloro che abitano in quei contesti a rischio e la collaborazione tra associazioni, Protezione Civile e amministrazioni è la risposta necessaria per salvaguardare la salute dei cittadini e dell’ambiente”.

Fonte :Paese Sera

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News Italia e dal Mondo :Dalla prostituzione ai lavavetri Alemanno proroga sei ordinanze

31 Gennaio 2013, 10:18am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia MarcellaIl sindaco Alemanno ha prorogato e rinnovato sei ordinanze la cui validità era in scadenza oggi. Per quanto riguarda quelle relative all’antiprostituzione e al contrasto dei cosiddetti lavavetri si tratta di una proroga fino al 30 giugno. Per le altre quattro ordinanze, relative a manifestini, decoro urbano, antiwriter e vendita non autorizzata di merce, trattandosi di norme già previste nei regolamenti capitolini, il sindaco ha invitato, attraverso una direttiva al comando della Polizia di Roma Capitale, a una loro “rigorosa applicazione“.

Fonte :Paese Sera

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CAMPANIA NEWS :Finti ciechi, prendevano la pensione ma ci vedevano benissimo

31 Gennaio 2013, 10:13am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella Nelle immagini riprese di nascosto dai finanzieri uno dei finti chiechi passeggia per strada, un'altra stende la biancheria dal balcone e un terzo gioca con il nipotino insegnandogli ad andare in bicicletta.Tre falsi ciechi totali e due falsi invalidi sono stati scoperti dalla Guardia di Finanza di Benevento che, al termine delle indagini, ha denunciato all'autorità giudiziaria cinque persone per truffa ai danni dello Stato. I finanzieri hanno accertato indebite erogazioni per circa 230mila euro e hanno notificato ad istituti bancari e uffici postali cinque provvedimenti di sequestro preventivo delle somme sui conti correnti delle cinque persone denunciate. La documentazione relativa alle pensioni erogate è stata sequestrata presso l'Asl di Benevento al fine di vericare eventuali complicità a livello medico. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Benevento.

Fonte :Il Mattino

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CAMPANIA NEWS:Trovato morto, nudo in un lago di sangue. L'autopsia per chiarire il giallo

31 Gennaio 2013, 10:10am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

480958 293483104104170 1332652976 nInserito da :Sotgia Marcella TORRE DEL GRECO - Benché le indagini non siano che in una fase embrionale sembra che il giallo di Torre del Greco abbia preso a sgonfiarsi per lasciare spazio all’ipotesi della morte avvenuta per cause accidentali a seguito di un malessere fisico. Roberto Mariniello potrebbe essere morto per un malore dovuto a problemi di salute, a quanto pare in particolare di fegato, che da tempo lo affliggevano. I militari hanno acquisito una serie di informazioni attraverso referti di visite mediche e si fa avanti la possibilità che abbia avuto una crisi tale da perdere i sensi e battere la testa contro il lavabo del bagno dove, al mattino, lo ha ritrovato la sua colf. Ad accrescere gli indizi in questa direzione, le tracce di vomito ritrovate nel bagno. Ci sono però la ferita alla testa, le macchie ritrovate sulla coperta in camera da letto e tutta una serie di altre risultanze investigative frutto del lavoro della sezione reperti dell’Arma dei carabinieri che lasciano aperte molte vie al dubbio che Mariniello sia stato aggredito da una persona conosciuta alla quale ha aperto la porta. Solo ipotesi che l’autopsia in programma oggi è chiamata a smentire o confermare

.Fonte :Il Mattino

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