Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Un Posto al Sole compie 30 anni e per festeggiare si regala un colpo da cinema internazionale: Whoopi Goldberg entrerà nel cast della storica soap di Rai 3. L’annuncio è arrivato a sorpresa durante la presentazione dei palinsesti Rai 2025/2026, tenutasi venerdì 27 giugno nel Centro di Produzione di Napoli, in via Marconi.
L'annuncio
L’attrice americana, tra le pochissime ad aver conquistato l’ambito titolo di EGOT – avendo vinto Emmy, Grammy, Oscar e Tony Award – debutterà nel 2026 in una serie di episodi del daily drama italiano più longevo.
A ufficializzare la notizia è stato un videomessaggio della stessa Goldberg, trasmesso durante la conferenza stampa: «Non vedo l’ora, sono emozionata. So che il mio italiano non è perfetto, ma ce l’abbiamo fatta. Ci vediamo in tv!», ha detto sorridendo, con alle spalle uno sfondo marino assolato che già profuma di Napoli. Il suo arrivo ha scatenato reazioni sorprese e ironiche sui social – soprattutto su X – dove molti utenti hanno parlato di “multiverso dei palinsesti Rai”, commentando con stupore l’inedita scelta della rete.
Ma che ruolo avrà Whoopi nella soap ambientata a Posillipo?Maria Pia Ammirati, direttrice di Rai Fiction, ha svelato qualche dettaglio:«Stiamo scrivendo la sua linea narrativa, sarà qualcosa di molto particolare. Ci sarà un elemento di mistero e anche un intreccio sentimentale con uno dei protagonisti storici della serie». Per saperne di più, però, bisognerà aspettare le prossime conferenze stampa.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA I benefici derivanti da questa trasformazione... Grazzanise. L’aeroporto di Grazzanise è stato ufficialmente classificato come infrastruttura a uso duale, integrando le funzioni militari con quelle civili. Questa nuova destinazione consentirà di accogliere il traffico aereo commerciale, favorendo lo sviluppo economico e la crescita della Campania. Ferdinando Palumbo, segretario generale della Cisal Caserta, ha accolto con favore questa decisione, dichiarando: “Si tratta di un riconoscimento significativo per l’area, con l’aeroporto che potrebbe diventare un punto di riferimento strategico per l'intera regione, migliorando la mobilità e creando nuove opportunità.” Palumbo ha poi evidenziato i benefici derivanti da questa trasformazione: “L’inclusione del traffico civile aprirà la strada a nuovi investimenti, stimolerà il turismo e favorirà la creazione di posti di lavoro. Anche i settori del commercio e della logistica ne trarranno vantaggio.” Ha anche sottolineato l’importanza di un piano chiaro e partecipato: “È fondamentale che si avvii un processo ben definito per evitare ritardi e garantire che questa opportunità venga sfruttata al meglio.” a cura di Gianni Vigoroso OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Giovedì, 29 maggio 2025 dalle ore 9:30, presso la Biblioteca di Castel Capuano, Alfredo De Marsico a Napoli avrà luogo l’evento "La lezione di Carlo Pisacane tra pedagogia, politica, diritto ed estetica" Napoli. "La lezione di Carlo Pisacane tra pedagogia, politica, diritto ed estetica". L’evento è promosso dal comitato per le celebrazioni di Carlo Pisacane, in collaborazione con l’ente storico di interesse culturale, Biblioteca di Castel Capuano, Alfredo De Marsico, l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, l’Universidad de San Isidro, l’Universidad de Buenos Aires, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli, la Fondazione Castel Capuano, la Fondazione dell’avvocatura napoletana per l’alta formazione forense, il Centro Studi Leonardo La Puma, il Centro Studi e Documentazione “Carlo Pisacane” di Sapri, l’“Associazione Carlo Pisacane” di Ponza, il Rotaract Castel dell’Ovo, l’Associazione internazionale “Philosophy of Human Rights”. Sono previsti, fra gli altri, gli interventi di Antonio Garofalo (Magnifico Rettore Università “Parthenope”), Francesco Urraro (Vicepresidente - Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato), Gianpiero Zinzi (Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere), Aurelio Grimaldi (regista, sceneggiatore e scrittore), Maddalena Corvaglia (conduttrice televisiva, showgirl, ambasciatrice dell’Associazione “Philosophy of Human Rights”), Barbara Petrillo (ballerina, attrice e showgirl italiana) e tanti altri ancora. L'elenco è davvero lunghissimo. Come ha evidenziato il presidente del comitato per le celebrazioni di Carlo Pisacane, Leone Melillo, “Carlo Pisacane afferma un modello educativo con il quale la conoscenza di sé ricerca le attitudini, le attese esistenziali, la proiezione di sé in una prospettiva futura, protesa alla rivoluzione come istruzione. Una scelta che consente di trasformare la preesistente e discorde varietà di lingue, di costumi, di interessi, di bisogni, di tendenze, di aspirazioni, per amalgamare gli spiriti e le idee, e cementare, quindi, la comunanza degli interessi e dell’indirizzo politico. In questo modo, ma dopo e nell’educazione e poi con e nell’istruzione, si apre un ulteriore processo: quello relativo allo sviluppo personale dei soggetti dotati di coscienza propria e di proprie scale di valori e di un proprio progetto di vita. Evidenze che affermano, con Pisacane, la rivoluzione morale come istruzione, per un nuovo modello educativo che vuole supportare la riflessione sulle caratteristiche e sulle dinamiche della scolarità e della cultura in quanto punti forti della costruzione di quella identità nazionale che anche in Italia appare oggi in crisi e in cerca di nuove legittimazioni. Una dimensione affermata da Carlo Pisacane che vive come questa ricerca si propone di definire, la rivoluzione come istruzione, per l’educazione”. OTTOPAGINE
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sensazionale scoperta archeologica ad Acerra. Durante i lavori per la realizzazione di un nuovo collettore fognario in via degli Etruschi, nel cuore della città, sono venute alla luce due antiche sepolture a cassa in tufo, una delle quali completa di corredo funerario. Un rinvenimento di grande rilievo che getta nuova luce sulla storia millenaria del territorio. Secondo le prime analisi degli archeologi intervenuti sul posto, le tombe risalirebbero alla fine del IV secolo a.C., periodo cruciale per l’insediamento e lo sviluppo delle comunità italiche nell’area campana. Particolarmente significativa è la cosiddetta “Tomba 2”, al cui interno sono stati recuperati vasi in ceramica a vernice nera e a figure rosse, elementi decorativi tipici della produzione artistica del tempo. L’orientamento delle sepolture e la qualità del corredo funerario inducono gli esperti a ipotizzare che si trattasse di un contesto insediativo strutturato, forse appartenente a una comunità campana attiva nella zona tra il IV e il III secolo a.C. Un ritrovamento che conferma l’importanza strategica e culturale del sito acerrano già in epoca preromana. I reperti saranno ora sottoposti a un accurato restauro e a uno studio approfondito da parte delle autorità competenti, con l’obiettivo di valorizzare questa preziosa testimonianza del passato. La Soprintendenza ha già espresso l’intenzione di restituire al pubblico questi frammenti di storia attraverso future esposizioni e iniziative didattiche. La scoperta rappresenta un’occasione unica per approfondire la conoscenza dell’antico popolamento del territorio di Acerra e sottolinea, ancora una volta, quanto il sottosuolo campano continui a custodire tesori inaspettati, pronti a raccontare storie dimenticate. Di Alessandro Cannavacciuolo INTERNAPOLI
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Una surreale compagnia di personaggi-archetipo, riuniti in un salotto arabeggiante e kitsch, tra digressioni improbabili, tormentoni lapalissiani, gossip da pianerottolo e edonismo reaganiano: quarant'anni fa, il 29 aprile 1985, in seconda serata su Rai2, debuttava Quelli della notte, il primo late show made in Italy, jam session tra varietà, talk e musica, che cambiò per sempre il linguaggio televisivo. "L'idea mi venne pensando alle riunioni di condominio, ma anche alle conversazioni scombiccherate di noi nottambuli a Foggia, fra pettegolezzi locali e massimi sistemi, tirate via, senza alcuna competenza", ridacchia Renzo Arbore. "Venivo dal successo di Cari amici vicini e lontani, dedicato ai sessant'anni della radio, che l'anno prima aveva fatto anche 18 milioni di spettatori, ma non volevo rimanere ancorato alla nostalgia: proposi così a Giovanni Minoli il primo programma notturno della tv italiana, che andasse al posto del monoscopio che appariva puntualmente alle 23. E lui, da sempre grande creatore di televisione, accettò la sfida". Ma Quelli della notte non è stato soltanto "la prima seconda serata nella storia della tv. È stato un fenomeno, il manifesto degli anni '80: ufficializzava la fine degli Anni di Piombo e sdoganava il sorriso, la Milano da bere, la fertilità del cinema e del teatro. E rispetto alle riviste di Antonello Falqui, di Pippo Baudo, di Corrado, scritte e recitate meravigliosamente, inaugurava l'improvvisazione e metteva in scena quaranta facce nuove. Di fatto era una situation comedy"."Con Ugo Porcelli, coautore della trasmissione - ricorda divertito Arbore - in una settimana a casa mia immaginammo i quaranta personaggi". C'era Riccardo Pazzaglia, filosofo partenopeo e teorico del 'brodo primordiale', che aveva sposato come fede quella di "alzare il livello" della trasmissione: "Gli suggerii di ispirarsi a un vero intellettuale, Alberto Ronchey. In una comitiva di cialtroni, finiva puntualmente sconfitto dalla banalità di Massimo Catalano, maestro del discorso lapalissiano". Maurizio Ferrini era il romagnolo esperto in pedalò, ma soprattutto filosovietico tutto d'un pezzo, "ma anche leghista ante litteram, che voleva alzare un muro ad Ancona contro i meridionali". E Nino Frassica, alias frate Antonino da Scasazza con i suoi 'nanetti', "il primo a indossare una tonaca in tv, che parlava come certi frati che avevo conosciuto a Foggia ma ricordava anche i preti in bicicletta di Leo Longanesi". Simona Marchini, la segretaria, "la prima a parlare di gossip con le sue digressioni telefoniche sui flirt dei vari personaggi", con tanto di ingombrante 'cugina', Marisa Laurito in cerca di Scrapizza, il suo fidanzato latitante, "modello comari parlerecce che animano certi pianerottoli raccontando tutti i fatti di famiglia". E ancora la New Pathetic Elastic Orchestra con il maestro Gianni Mazza, Silvia Annichiarico, Gegè Telesforo, Sal Genovese, Stefano Palatresi, Mauro Chiari, il duo Antonio (Maiello) e Marcello (Cirillo). Il critico musicale super verboso Dario Salvatori e Roberto D'Agostino, artista dell'effimero, "con la sua cultura aggiornatissima, le letture di Milan Kundera che fecero volare le vendite dell'Insostenibile leggerezza dell'essere, il lookologo che poi diventò tuttologo, anticipando i tempi di oggi in cui la tuttologia imperversa". E Harmand, Andy Luotto, che, per il suo travestimento da arabo, a seguito di una protesta da parte dell'Associazione musulmani italiani e di serie minacce, fu costretto ad abbandonare la trasmissione. Tutti in scena insieme in un "programma orizzontale", secondo la definizione di D'Agostino: "Le uniche regole erano improvvisare e divertirci, io per primo a fare il regista, anche se la vera regia era di Rita Vicario, tra formidabili comprimari. Una jam session vocale che non dimenticava la musica, le canzonette a richiesta e le sigle di apertura e chiusura, Ma la notte no e Il Materasso. Facemmo 33 puntate e sentimmo che il pubblico era nostro complice". Ottocentomila spettatori di media la prima settimana, un milione e 700mila la seconda, fino ad arrivare a 2 milioni e, nelle ultime due settimane, 3 milioni a puntata, con uno share fino al 51%. "Un successo epidemico - lo definisce Arbore - che in qualche modo può spaventare. Ecco perché, quando sentimmo che avevamo finito di far ridere in quel modo demenziale, decidemmo di chiudere". Qualche spezzone è andato in onda a Come ridevamo, enciclopedia della comicità tv che conduce con Telesforo in seconda serata su Rai2, "purtroppo confinata in orari impossibili", sospira Arbore, convinto che "la risata di pancia oggi sia merce rara". E anticipa che "il nuovo direttore di Rai Cultura, Fabrizio Zappi, ha trovato una collocazione estiva su Rai3 per Cari amici vicini e lontani, che tornerà a luglio in edizione aggiornata". Due anni dopo, nel 1987, nacque Indietro Tutta, "uno show completamente diverso. Del resto, sono 21 i format che ho inventato", ricorda Arbore. "Poi mi venne voglia di fare il musicista: mi sono inventato l'Orchestra Italiana e siamo andati avanti per trent'anni: è stata la più longeva orchestra stabile nella storia della musica mondiale, neanche Duke Ellington", sorride. Il futuro? "Completare l'allestimento di Casa Arbore a Foggia, con Cappellini e Licheri: ci sarà tutto l'arredamento della mia vita". ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ÈOlly, con "Balorda nostalgia", a trionfare nella 75esima edizione del Festival di Sanremo, condotto e diretto daCarlo Conti.Al secondo posto si è classificatoLucio Corsicon "Volevo essere un duro", al terzoBrunori Sascon "L'albero delle noci", al quartoFedezcon "Battito", al quintoSimone Cristicchicon "Quando sarai piccola".
«È una di quelle cose che sembra non sia vero quando capita: sono molto contento, grandi! Grazie al maestro Pallotti alla direzione, all'orchestra, a voi», le prime parole di Olly. Poi si rivolge a Lucio Corsi, che si è classificato al secondo posto: «Grande Lucio, sei un cantautore potentissimo, e così tutti i membri del cast fantastico di questo festival. Ciao ma', ciao pa', è assurdo ma è successo», aggiunge.
Olly trionfa a Sanremo 2025
E quindi alla fine è Olly il vincitore del Festival di Sanremo 2025: il giovane cantautore genovese, 23 anni, si impone con il brano Balorda nostalgia, che ha scritto e composto insieme a Pierfrancesco Pasini e JVLI, con cui collabora da tempo e che ne ha curato anche la produzione.«È una di quelle cose che sembra non sia vero quando capita: sono molto contento, grandi! Grazie al maestro Pallotti alla direzione, all'orchestra, a voi», commenta a caldo l'artista, premiato con il 31% del televoto. Ciao ma', ciao pa', è assurdo ma è successo».
Al secondo posto Lucio Corsi, con Volevo essere un duro, l''alieno' e insieme la rivelazione di questo festival. Sul terzo gradino del podio un altro cantautore, Brunori Sas, al suo esordio a Sanremo con L'albero delle noci. Quarto Fedez con Battito, quinto Simone Cristicchi con Quando sarai piccola. Fuori dalla top five - tutta al maschile - Giorgia, sesta, e Achille Lauro, settimo: risultati che stravolgono i pronostici e vengono accolti da fischi all'Ariston e proteste sui social.
A Cristicchi vanno anche il premio Giancarlo Bigazzi per la miglior composizione musicale, assegnato dai maestri dell'orchestra, e quello della sala stampa radio tv Lucio Dalla; a Brunori Sas anche il premio Sergio Bardotti per il miglior testo. Il premio della critica Mia Martini va a Corsi. Giorgia riceve il premio Tim - La forza delle connessioni e si commuove: «Hai vinto» le urla il pubblico in sala.«È la vera vittoria» le dice Carlo Conti. «Dopo tutti questi anni ha valore inestimabile. Non so se lo merito ma vi ringrazio con tutto il mio cuore», conclude piangendo.
Un Sanremo dagli ascolti record
Il festival della normalità e della «pacificazione del Paese» celebra l'atto finale dopo aver messo a segno il 70.8% di share, record di sempre, nella serata delle cover, in una serata che intreccia dediche, lacrime, abbracci, messaggi di fiducia per i giovani e omaggi alle mamme.
Apre Gabry Ponte: accompagnato sul palco dal corpo di ballo, trascina l'Ariston con Tutta l'Italia, nuovo jingle-tormentone del festival.
Il superospite èAntonello Venditti, che riceve il premio alla carriera e fa pace con il festival, un palco con cui non si è mai confrontato in gara: «Il miracolo lo ha fatto Carlo: la notte di Natale è andato in una chiesa, ha trovato dei ragazzi che cantavano Stella e mi ha mandato il filmato. Io ho pensato che era un segno del destino. Mi trovo veramente bene qui, devo dire, non sono ostile, sono inclusivo. È un altro step della mia storia che non finisce: il passato deve portarci a un futuro di speranza, più bello di quello che stiamo vivendo. Vivere vuol dire soffrire, lottare per un'idea, morire, cadere, alzarsi, chiedere scusa, questa è la vita». Regala al pubblico Amici Mai e Ricordati di Me, ed è subito karaoke e ovazione con i braccialetti luminosi in platea.
Chiuso il glass del Dopofestival,Alessandro Cattelan, in total white, ha portato all'Ariston ciò che resta della statua di Conti, «solo il braccio e la cartelline con la scritta Sanremo 2025: ti serve per dire 'dai dai'». Ma non c'è bisogno perché il direttore artistico, nominato daRoberto Benigniministro dei Trasporti in pectore, orologio alla mano, spacca come al solito il minuto in scaletta.Alessia Marcuzzi, fasciata in un lungo e accollato abito nero che le lascia però scoperta tutta la schiena, poi in rosso, ha bisogno di contatto fisico per sentirsi a casa: abbraccia Conti, poi Mara Venier seduta in platea e una persona del pubblico scelto a caso, salutando il figlio Tommaso.
Sul palco anche la testimonianza diEdoardo Bove, il 22enne centrocampista della Fiorentina operato per l'applicazione di un defibrillatore dopo un malore in campo: «In questo momento mi sento incompleto, vuoto, come se mi mancasse qualcosa», sottolinea. «Voglio ringraziare tutti voi, è un affetto che mi è arrivato in modo particolare, al di là dei colori, delle bandiere, delle squadre». Bove si ritiene «fortunato, per come sono andate le cose: tutto nel posto giusto al momento giusto, in 13 minuti ero in ospedale», per questo testimonia «l'importanza del primo soccorso».
1 Olly
2 Lucio Corsi
3 Brunori Sas
4 Fedez
5 Simone Cristicchi
6 Giorgia
7 Achille Lauro
8 Francesco Gabbani
9 Irama
10 Coma_Cose
11 Bresh
12 Elodie
13 Noemi
14 The Kolors
15 Rocco Hunt
16 Willie Peyote
17 Sarah Toscano
18 Shablo feat Guè, Joshua e Tormento
19 Rose Villain
20 Joan Thiele
21 Francesca Michielin
22 Modà
23 Massimo Ranieri
24 Serena Brancale
25 Tony Effe
26 Gaia
27 Clara
28 Rkomi
29 Marcella Bella
Come è stato votato il vincitore
Le canzoni dei 29 Big sono state sottoposte al giudizio di Televoto (34%), Giuria delle Radio (33%) e Sala Stampa (33%). Il risultato si è sommato a quello complessivo delle prime tre serate (non la serata cover) per ottenere una classifica: dal 6° al 29° posto in ordine di piazzamento, i primi 5 in ordine casuale. Un'altra votazione si è poi aggiunta sulla top five con Televoto (34%), Sala Stampa (33%) e Radio (33%) e il risultato è stato sommato a quello complessivo delle precedenti votazioni (prima, seconda, terza e quinta serata), per determinare la classifica finale e quindi il brano vincitore.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Sanremo 2025, ecco la scaletta della terza serata: chi sono i co-conduttori, ospiti e ordine dei cantanti Il Festival di Sanremo 2025 entra nel vivo con la sua terza serata, un appuntamento imperdibile che vedrà l’Ariston trasformarsi in un palcoscenico di emozioni, musica e sorprese.
La sfida delle nuove proposte e il ritorno dei Big
La serata si aprirà con la tanto attesa finale dellasezione Nuove Proposte. Igiovani talentirimasti in garasi contenderanno la vittoriaa suon di note, portando sul palco la freschezza e l’innovazione della loro musica.
Subito dopo, i riflettori si sposteranno sui14 big ancora in lizza, pronti a reinterpretare i brani che hanno presentato durante la prima serata. Le nuove performance saranno l’occasione per affinare le proprie esibizioni e conquistare il pubblico e la giuria, in una competizione che si fa sempre più serrata.
Carlo Conti al timone di uno show ricco di talento
A guidare questa serata esplosiva, il padrone di casaCarlo Conti, affiancato da tre co-conduttrici d’eccezione:Miriam Leone, attrice e conduttrice di grande talento,Elettra Lamborghini, cantante e personaggio televisivo dalla personalità esplosiva, eKatia Follesa, comica irriverente pronta a dispensare momenti di puro divertimento.
Ospiti speciali: Iva Zanicchi, Edoardo Bennato, Duran Duran e Ermal Meta
La terza serata del Festival di Sanremo 2025 si arricchirà della presenza di ospiti prestigiosi.Iva Zanicchi, icona della musica italiana, sarà premiata con il riconoscimento alla carriera “Città di Sanremo“, mentreEdoardo Bennato, con la sua energia contagiosa, infiammerà il palco con i suoi successi intramontabili.
E per un tocco internazionale, i leggendariDuran Duran, gruppo simbolo del pop-rock, regaleranno al pubblico un medley dei loro più grandi successi. Infine,Ermal Meta, cantautore amato da grandi e piccini, si esibirà sul Suzuki Stage di Piazza Colombo, portando la sua musica tra le strade di Sanremo.
L’ordine di uscita dei cantanti e le ultime novità
L’ordine di uscita dei cantanti in gara non è ancora stato comunicato, ma sarà svelato durante la conferenza stampa odierna, prevista per le 11:50. POSITANONEWS
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Addio a David Lynch. L'acclamato regista di Velluto Blu, Mulholland Drive e della serie tv Twin Peaks, è morto a 78 anni. Fumatore incallito, Lynch aveva annunciato lo scorsa estate di avere l'enfisema e che non avrebbe più potuto lasciare casa per dirigere nuovi film. "C'è un grande vuoto nel mondo ora che non è più con noi. Ma come avrebbe detto: 'Punta gli occhi sul donut e non sul buco in mezzo'", ha annunciato la famiglia su Facebook alludendo al dolce fritto, tipico della tradizione americana, simile ai bomboloni. Regista, sceneggiatore, produttore, musicista e artista visivo, Lynch era nato a Missoula, nel Montana. Sposato quattro volte, negli anni '80 aveva avuto con Isabella Rossellini una relazione sentimentale con risvolti professionali: lei aveva recitato in uno dei film più celebri di David, il thriller psicologico Velluto Blu del 1986. Tre volte candidato agli Oscar (più un Oscar alla carriera nel 2019), Lynch era famoso per il suo particolare stile cinematografico che fondeva surrealismo, noir e simbolismo onirico: era considerato tra i più influenti maestri del cinema contemporaneo ed era spesso paragonato a Luis Bunuel. Aveva cominciato come pittore e creatore di shot animati e live action, per poi farsi notare nel 1977 con Eraserhead, un'opera dall'umorismo nero diventata preso di casa nel circuito dei film di mezzanotte. Con The Elephant Man del 1980 (la storia della vita tragica di Joseph Merrick) era stato candidato per la prima volta agli Oscar, mentre Mulholland Drive del 2001, una lettera d'amore avvelenata a Hollywood che intreccia mistero e surrealismo, aveva vinto il premio per la miglior regia a Cannes. Negli anni Novanta era tornato alla ribalta per Twin Peaks, la serie rivoluzionaria che ha ridefinito il genere televisivo con narrazioni enigmatiche e atmosfere inquietanti. Lynch aveva poi girato nel 2006 Inland Empire con Laura Dern, una delle sue attrici preferite. Più di recente aveva lavorato a Twin Peaks: The Return, un reboot in 18 puntate della serie originale, in onda nel 2017 su Showtime con al centro Kyle MacLachlan, un altro dei suoi attori cult. Lo scorso agosto Lynch, che da decenni praticava la meditazione trascendentale, aveva annunciato la malattia al giornale britannico Sight and Sound. L'enfisema lo aveva confinato a casa, incapace di muovere solo pochi passi prima di perdere il respiro. Tre anni fa il regista aveva detto addio alle sigarette: "Il fumo è qualcosa che ho amato moltissimo, ma alla fine ha avuto la meglio. Era parte della mia vita artistica: l'odore del tabacco, accendere una sigaretta, poi tornare a guardare cosa avevi fatto, o a riflettere su varie cose. Niente al mondo è così bello, ma nel frattempo mi stava uccidendo". Tornando poi a parlare con i fan su X dopo che le sue frasi erano state riprese da varie pubblicazioni, Lynch aveva precisato che, "enfisema a parte", era "in ottima forma" e che non aveva "assolutamente intenzione di andare in pensione". Restano intanto nel cassetto almeno due progetti: la sceneggiatura del film Antelope Don't Run No More, apparentemente completata nel 2010, e la serie in 13 puntate su Netflix Wisteria/Unrecorded Night che nel 2020 sembrava nelle fasi iniziali di sviluppo. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Chi immaginasse chissà quali differenze tra una famiglia tradizionale, composta da padre e madre, e una arcobaleno, ad esempio con due padri, si sbaglierebbe di grosso. Ed è bravo il regista Marco Simon Puccioni a farlo capire in IL FILO INVISIBILE, film in sala dal 21 al 23 febbraio e poi su Netflix dal 4 marzo. Dopo un' iniziale e breve messa a fuoco infatti, neppure ti accorgi che ci sia una reale differenza tra un uomo e una donna o due uomini legati in matrimonio. Stesse dinamiche compresi ovviamente gelosie e tradimenti. Questa la storia. Leone (Francesco Gheghi), sedicenne smart, ha due papà: Simone (Francesco Scianna) e Paolo (Filippo Timi). Il ragazzo nato in California grazie a Tilly, una donna americana che ha aiutato i suoi genitori a farlo venire al mondo, vive in questa famiglia arcobaleno, benestante e colta, del tutto a suo agio. Anzi è tanto sensibile a certe tematiche da aver messo in cantiere, insieme al suo migliore amico Jacopo, un breve video sul suo originale nucleo familiare da mostrare a scuola. Leone poi, del tutto etero nonostante il sospetto dei compagni di scuola, si è appena innamorato di una sua coetanea che sembra anche corrispondergli, ma proprio quando tutto sembra andare per il meglio va in crisi la sua famiglia causa un tradimento. "Perché questo film? Semplice,sono temi che mi stanno a cuore - dice il regista che con IL FILO INVISIBILE mette mano alla sua autobiografia -. Volevo raccontare più che questa famiglia, che io conosco dall'interno, la genitorialità, come si fa a diventare davvero genitori. Certo le leggi, come si vede nel film, sono ancora legate al padre biologico, ma non volevo raccontare la storia di una famiglia con due padri, né della maternità surrogata, ma volevo parlare delle relazioni che si creano. Non mi interessava raccontare questo percorso come un crimen universale, non si tratta di criminalizzare questo tipo di matrimoni perché ci sono quelli forzati, quelli con le spose bambine, allora criminalizziamo tutti i matrimoni!". Dice in maniera diretta Filippo Timi: "Ognuno deve formarsi la propria famiglia per quello che sente. Io, ad esempio balbetto - dice scherzando - e a me così andrebbe bene una famiglia balbettosa". Dello stesso parere Francesco Scianna: "Quando quella madre in questo film non riesce proprio a concepire che una famiglia possa essere composta da due padri, significa una sola cosa: ormai la terminologia non è più adeguata, siamo rimasti indietro. Aderire alla propria unicità, questo è per me la normalità". Perché tanti film su questi temi in questo periodo? "Il fatto è - sottolinea Puccioni - che la società si sta evolvendo e si va oltre le categorie e le etichette e il cinema è giusto che rifletta su questo". Nel cast de IL FILO INVISIBILE prodotto da Viola Prestieri e Valeria Golino anche Valentina Cervi, Matteo Oscar Giuggioli, Emanuele Maria Di Stefano, Giulia Maenza, Mauro Conte, Alessia Giuliani, Gianluca De Marchi, Jodhi May e Gerald Tyler. Infine, Marco Simon Puccioni aveva dedicato nel 2016 alla sua personale esperienza un documentario dal titolo "Prima di tutto - My journey to meet you", in cui raccontava come insieme al suo compagno era volato negli Stati Uniti d'America dove Amanda e Cynthia (due mamme americane che a loro volta avevano due e tre figli ciascuna) li aiutarono ad avere due gemelli. La prima mise a disposizione un suo ovulo e la seconda lo portò in grembo per nove mesi. ANSA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L’evento vedrà la partecipazione di illustri relatori: Fiorentino Vecchiarelli, Fiorentino Alaia e l'autore del volume. A moderare l’incontro sarà Gianluca Amatucci...
La Rivoluzione del 1799 nel Principato Ultra: Presentazione del libro di Annibale Cogliano presso Mondadori Bookstore Avellino. Martedì 24 settembre, alle ore 18:00, si terrà la presentazione del libro Insorgenze e Terrore Repubblicano nel Principato Ultra di Annibale Cogliano presso il Mondadori Bookstore di Avellino (Centro), in collaborazione con l'Accademia dei Dogliosi.
L’evento vedrà la partecipazione di illustri relatori: Fiorentino Vecchiarelli, Fiorentino Alaia e l'autore del volume. A moderare l’incontro sarà Gianluca Amatucci.
Il volume e il contesto storico: Pubblicato da Il Terebinto Edizioni, il volume di Annibale Cogliano offre un'approfondita ricostruzione storica degli eventi del 1799 nel Principato Ultra, una provincia interna del Regno di Napoli. Il libro, frutto di oltre vent'anni di ricerche documentarie innovative, si distingue per l'ampiezza e la profondità delle fonti utilizzate, molte delle quali inedite. L’autore esplora la complessità degli avvenimenti che segnarono l'insorgenza popolare e il terrore repubblicano, con particolare attenzione alle città di Avellino, Atripalda, Solofra e Ariano, oltre alle zone rurali della provincia. Secondo Cogliano, il Principato Ultra rappresentava un microcosmo delle dinamiche che attraversarono l'intero Regno di Napoli, rendendo questa ricerca di fondamentale importanza non solo a livello provinciale ma anche per comprendere il quadro generale del Mezzogiorno in quell'epoca. Il libro, dal titolo completo Insorgenze e Terrore Repubblicano nel Principato Ultra: La Rivoluzione del 1799 in una provincia interna del Regno di Napoli, conta 344 pagine, ed è già disponibile in libreria al prezzo di 16,00 Euro.
Un contributo di grande valore storico: L'opera di Cogliano si distingue per il suo vasto scavo archivistico e per l'analisi minuziosa di fonti che offrono una nuova luce su eventi centrali ma spesso poco studiati del periodo rivoluzionario in Italia. L'autore, che si basa su studi pionieristici come quelli di Francesco Scandone, riesce a fornire una visione più solida e articolata degli eventi, colmando lacune storiche e fornendo una narrazione dettagliata degli avvenimenti. La presentazione del libro sarà un’occasione preziosa per approfondire la conoscenza di un periodo cruciale della storia irpina e del Meridione, direttamente dalla voce di uno dei maggiori esperti in materia. DI GIOVANNI VIGOROSO OTTOPAGINE