Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA L'istituto Ciusa chiude un percorso iniziato due anni fa quando un'alunna disse di voler essere riconosciuta e chiamata come un uomo NUORO. «Ciascuno dei nostri studenti in transizione di genere potrà sentirsi chiamare con il nome che ha scelto. Grazie al regolamento per la gestione della “Carriera Alias”, che il consiglio d’istituto ha appena adottato, nessuno sarà mai solo nel suo percorso di transizione verso l’identità di genere nella quale si riconosce». La preside dell’Istituto Ciusa di Nuoro, Silvia Meloni, illustra il risultato finale di un percorso iniziato due anni e mezzo fa, quando una insegnante di sostegno le parlò di un’alunna, donna solo per l’anagrafe, che aveva manifestato una situazione di disagio: voleva essere riconosciuta e chiamata come uomo. A quella vicenda, poi, se ne sono aggiunte altre analoghe. VALERIA GIANOGLIO LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA NUORO. L'ultima bolletta dell'energia elettrica ci costringe a pagare 6.257,56 euro tra consumi effettivi e imposte. Sono 208 euro al giorno, sarò costretto a mandare a casa tre padri di famiglia». È uno degli effetti nefasti del caro energia che anche a Nuoro costringe un datore di lavoro a scegliere di sacrificare risorse umane per poter pagare le bollette e per riuscire a scansare lo spettro del fallimento. È il dilemma morale che negli ultimi tempi sta affliggendo Peppe Mattu, imprenditore da quarantadue anni e socio della storica azienda di elettrodomestici “Coccollone”, oggi centro Unieuro di Prato Sardo, nella zona industriale. ALESSANDRO MELE LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA «Situazione peggiore rispetto al 2019 con il prezzo latte» NUORO. Un lungo serpentone di trattori e altri mezzi agricoli con a bordo decine di pastori, piegati dal caro energia e dall'impennata dei costi delle materie prime. Si sono ritrovati alle 18 nel bivio Bitti-Sologo, da dove si sono messi in cammino lungo la Statale 131 Dcn, in direzione zona industriale di Prato Sardo a Nuoro. Una carovana che ha rallentato il traffico per dare «la sveglia» a Regione e Governo. «Assessora Murgia dimettiti, non hai ancora studiato», «Ci volete schiavi, avrete dei ribelli» è scritto su alcuni striscioni. Gli allevatori, giunti da tutta l'Isola, tornano in piazza dopo la clamorosa protesta del 2019, quando gettarono il latte in strada per sollecitare un prezzo equo. Stavolta la controparte non sono gli industriali. «Il latte ce lo pagano a 1 euro e non a 60 centesimi come nel 2019, ma noi stiamo molto peggio di allora - attacca Nenneddu Sanna -. Il costo dell'energia, del gasolio e delle sementi è raddoppiato, quello del mangime è aumentato fino al 20%. Chiediamo le dimissioni dell'intero Consiglio regionale che non interviene per impedire la chiusura delle nostre aziende. Siamo la prima industria dell'isola, lotteremo con i denti per impedirlo». Mario Carai, allevatore di Orune, è arrivato da Tempio dove ha azienda e famiglia: «Il momento che stiamo vivendo è drammatico e la politica regionale e nazionale è immobile - rimarca l'allevatore -. Io ho oltre 300 capi ovini e per andare avanti devo sostenere costi salati per il mangime, l'elettricità, il gasolio con prezzi alle stelle. Non possiamo andare avanti così: ora il caro prezzi e i premi comunitari che non arrivano, prima due anni di pandemia e le mancate vendite. Abbiamo molta rabbia ma dobbiamo lottare insieme sperando che la protesta si estenda oltre l'Isola e alle altre categorie produttive». «Le nostre aziende e le nostre famiglie stanno morendo e nessuno se ne accorge - aggiunge Cinzia Conteddu, con azienda agricola a Siniscola insieme al marito - . Abbiamo 250 capi ovini, maiali, bovini e veniamo da un'annata disastrosa. Se prima pagavamo una fattura del mangime 2mila euro, ora la paghiamo 3mila. Per non parlare dell'energia e delle altre materie prima. Siamo abbandonati, in autunno non abbiamo ricevuto i premi comunitari, ad Argea non ci risponde nessuno. Noi abbiamo tre figlie e un'azienda da mandare avanti. Se non sanno governare i problemi i politici regionali si dimettano». (ANSA)
INSERITO DA MORENA MOTTA Il racconto di una sassarese di 56 anni. Accompagnata al pronto soccorso ha poi deciso di non presentare una denuncia SASSARI. Aggredita alle spalle all’uscita da un circolo privato del centro storico, trascinata per alcuni metri fino a un vicolo buio, colpita al volto e palpeggiata nelle parti intime da un uomo che poi - davanti alle disperate richieste d’aiuto della vittima - sarebbe improvvisamente fuggito lasciandola per terra dolorante. L’episodio sarebbe accaduto la notte tra venerdì e sabato tra corso Trinità e via Lamarmora. È stata la figlia della presunta vittima della violenza a chiamare i carabinieri poco dopo l’una del mattino su richiesta della madre e a dare l’allarme. Arrivati in pochi istanti in corso Trinità i carabinieri del reparto radiomobile si sono trovati davanti una donna sassarese di 56 anni dolorante e sotto choc. La presunta vittima della violenza ha raccontato ai militari di essere stata trascinata per un braccio e di essere stata colpita al volto da un uomo di colore, prima di subire un tentativo di violenza sessuale, fortunatamente non andato a buon fine grazie alla sua reazione. «Ho urlato con tutte le mie forze - ha detto la donna ai carabinieri - e alla fine quell’uomo è fuggito». Dopo aver fatto intervenire sul posto un’ambulanza del 118, i militari si sono recati al pronto soccorso insieme alla donna che lamentava un forte dolore al braccio e una ferita sul naso. Registrata al triage del Santissima Annunziata con un codice giallo, dopo qualche ora di attesa la cinquantaseienne ha deciso di non aspettare il suo turno per essere visitata ed è tornata a casa. I carabinieri che fino a quel momento avevano ascoltato il suo racconto e provato a consolarla in sala d’attesa, non sono riusciti neanche a convincerla a formalizzare la denuncia in caserma contro il suo aggressore. La donna ha scelto di non presentarsi per mettere nero su bianco quello che aveva raccontato a voce, ma le indagini sono andate avanti ugualmente. Gli investigatori dell’Arma hanno ascoltato il racconto della figlia - la prima a ricevere una richiesta d’aiuto - e provato a ricostruire la giornata della cinquantaseienne prima e dopo il tentativo di violenza. La donna aveva trascorso la serata con alcuni amici all’interno di un circolo privato e poco dopo l’una del mattino aveva deciso di rincasare. L’aggressore l’avrebbe sorpresa alla spalle, proprio mentre rincasava ma davanti alle urla della donna avrebbe deciso di desistere e di darsi alla fuga. Gli investigatori della sezione operativa sono alla ricerca di immagini di qualche telecamera presente nella zona che possano dare una mano per ricostruire con esattezza il misterioso episodio. Anche due mesi fa una giovane straniera per la quale si era inizialmente ipotizzata una violenza per strada aveva poi scelto di non sporgere denuncia.LUCA FIORI LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA MORENA MOTTA Cade l’obbligo in tutta Italia a prescindere dai colori delle regioni. Riaprono le discoteche e il ministero prepara nuovi allentamenti degli obblighi SASSARI. Via le mascherine all'aperto dall'11 febbraio indipendentemente dal colore delle regioni. E si intravede anche la riapertura delle discoteche così come un cambio anche nella capienza degli stadi. Un annuncio che procede con l'andamento dell'epidemia. Il Covid sembra infatti allentare la sua morsa. Accanto a questo, una iniezione di fiducia viene anche dalle vaccinazioni. Per fine marzo, con il completamento delle terze dosi - circa 12-13 milioni di persone che ancora mancano all’appello - ci saranno anche le condizioni per non prorogare lo stato di emergenza. LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA ORISTANO. Omicidio alle prime luci dell'alba oggi 5 febbraio a Zeddiani. Un uomo, Giorgio Meneghel, agricoltore, ha ucciso in casa la propria moglie, Daniela Cadeddu, 53 anni, di Cabras, al termine di un violento litigio e poi ha chiamato i carabinieri. Ai carabinieri sono arrivate anche le telefonate dei vicini di casa, nella via Roma. LA NUOVASARDEGNA
INSERITO DA MORENA MOTTA Candidato ecologista alle elezioni presidenziali 2022 in Francia, Yannick Jadot (accreditato ora al 6% delle intenzioni di voto) ha fatto lunedì 31 gennaio una breve visita in Corsica. In questa isola dove ha raggiunto un po’ più del 22% dei voti alle elezioni europee del 2019, Jadot spera di poter trovare un’eco positiva alle sue proposte. Le questioni di autonomia energetica, di gestione dei rifiuti sono soggetti spinosi in Corsica; se il candidato si compiace di trovare nell’isola una voglia di sistemare queste problematiche nel rispetto dell’ambiente, e nonostante l’assenza di una centrale nucleare che apre all’opportunità di riflettere su soluzione energetiche sostenibile, c’è comunque secondo lui “un grandissimo ritardo” in termine di gestione dei i rifiuti e più generalmente, di sviluppo nell’isola.
In questo ambito economico, ecologico e sociale pericoloso, l’autonomia potrebbe essere un inizio di soluzione? “Dobbiamo dare fiducia ai soggetti locali” dice Yannick Jadot. Esprimendosi sulla problematica della regionalizzazione al livello nazionale, il candidato vuole creare una “tecnocrazia verde”, uno stato che aiuta ogni territorio a decidere del suo destino, nell’ovvio rispetto di uno sviluppo sostenibile.
Per quanto riguarda più specificamente la Corsica, tramite i suoi punti di convergenza con Gilles Simeoni, Yannick Jadot dichiara “concordiamo sulla prospettiva di un’autonomia di pieno diritto e a pieno titolo. Concordiamo sul ravvicinamento dei prigionieri (ne avevamo parlato qualche settimana fa, ndr). L’ho già detto, il diritto deve essere rispettato. Concordiamo sulla perspettiva di un’autonomia energetica che è un obiettivo essenziale per la Corsica. Concordiamo sul fatto che servono discussioni sulle nuove competenze delle regioni in generale e della Collettività di Corsica in particolare […]. Servono discussioni sulle competenze dello Stato, che rimarranno, sulle competenze comuni e poi sulle competenze esclusive che dobbiamo rinforzare per la Collettività di Corsica. Purtroppo, c’è stato con Macron un passo indietro in termine di fiscalità dinamica per le collettività, così non può andare avanti!”.
Yannick Jadot si pone così come un candidato regionalista, in più di essere il candidato delle idee ecologiche, anche se sono oggi numerosi (per fortuna) gli altri candidati che tengono un discorso più o meno rivolto verso l’ambiante. Chissà se è un profilo che potrebbe piacere agli elettori còrsi per una elezione presidenziale? Inizio di risposta il 10 aprile 2022, giorno del primo turno dello scrutinio.
INSERITO DA MORENA MOTTA Momenti difficili da gestire quando ci si trova davanti a un uomo barricato in casa che minaccia di far saltare in aria tutto con il gas e, a pericolo rientrato, anche il gesto di acquistare del cibo e delle bevande per un uomo in enorme difficoltà. È accaduto al maresciallo Carmine Mobilia e al vice brigadiere Pierpaolo Ghiani, della stazione di Sant’Avendrace, intervenuti nel quartiere cagliaritano di San Michele qualche giorno fa per una situazione molto delicata: “Un uomo disperato perché senza viveri e senza acqua voleva farla finita. Abbiamo subito parlato con lui e con il dialogo abbiamo conquistato la sua fiducia”, racconta Mobilia.
I vigili del fuoco, con la loro strumentazione, hanno verificato che l’abitazione non fosse satura di gas mentre i militari proseguivano nel dialogo. “Ci sono voluti più di 40 minuti per convincerlo ad aprire. Abbiamo così evitato, sempre operando in massima sicurezza, un provvedimento come un tso riuscendo a gestire la situazione con un dialogo”, prosegue il maresciallo. Un intervento coordinato con la centrale operativa e con la collaborazione dei carabinieri del nucleo Radiomobile, il tutto sotto la supervisione del comandante della compagnia di Cagliari, Emanuele Macrì.
I due militari protagonisti, Mobilia e Ghiani, si sono poi “tolti” l’uniforme da carabinieri per indossare gli abiti del comune cittadino e di loro spontanea volontà hanno deciso di acquistare del cibo per quell’uomo, un 64enne con una pensione di invalidità misera, disperato: “Il collega Ghiani è andato a fare la spesa. Qualcosa per permettere a questa persona di trascorrere qualche giorno in maggiore serenità”.
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Alghero e La Maddalena le mete scelte dal Capo dello Stato. La visita a Sassari per l’inaugurazione dell’anno accademico SASSARI. «Con un pensiero di omaggio alla città di Alghero e con riconoscenza per la cortese accoglienza». La firma di Sergio Mattarella è la più prestigiosa tra le tante apposte sul registro degli ospiti del Comune di Alghero. Il presidente della Repubblica ha trascorso nella Rivera del Corallo un breve periodo di vacanza nell’agosto dello scorso anno. Ha scelto come buen retiro una villa dell’aeronautica militare nella splendida baia di Porto Corte, in una posizione strategica a un passo dall’aeroporto e dalle falesie di Capo Caccia. Un luogo ideale per ricaricare le pile lontano dagli sguardi indiscreti e dagli impegni del ruolo. Quindici giorni che il Capo dello Stato ha trascorso con la famiglia alternando gite in barca, bagni di sole in una spiaggetta privata e un’immancabile visita alle Grotte di Nettuno. Unico “strappo” un passaggio nella sede di rappresentanza del Comune di Alghero per un saluto e un ringraziamento al sindaco Mario Conoci e al prefetto Maria Luisa D’Alessandro. Poi due chiacchiere con il presidente del consiglio comunale Raffaele Salvatore, con l’amministratore straordinario della Provincia di Sassari Pietrino Fois e il rettore dell’Università Gavino Mariotti. All’uscita l’applauso della gente e una dichiarazione che riletta oggi ha un sapore quasi profetico. «Alghero è una città molto bella» si è congedato il Presidente. «Siamo orgogliosi che abbia scelto la nostra città – gli ha risposto il sindaco –. Il nostro è un arrivederci a nome dell’istituzione che rappresento, della nostra comunità e dell’intera Sardegna». Quell’arrivederci, che sembrava solo una gentilezza, diventa adesso una possibiltà concreta.
Il sopralluogo di Mattarella sui territori colpiti dagli incendi nell'estate scorsa
Del resto Mattarella ha un rapporto speciale con la Sardegna. Nel corso del suo settennato aveva già scelto di trascorrere le vacanze nell’isola e, come avevano già fatto Cossiga, Ciampi e Napolitano, era stato ospite nella palazzina dell’ammiragliato alla Maddalena. Anche la vacanza nell’arcipelago era stata caratterizzata dalla massima riservatezza tipica dell’uomo. Anche in quell’occasione - era l’agosto del 2019 - Mattarella si era concesso lunghe gite in barca, una visita al centro velico di Caprera e al compendio garibaldino e una passeggiata in via Garibaldi, la strada della movida maddalenina. E anche in quella occasione applausi, qualche stretta di mano e il calore, davvero sincero, della gente.
Applausi che erano stati una costante a Cagliari, nel 2018 per i 70 anni dello Statuto regionale, e Sassari il 24 settembre del 2020 in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico. Il Capo dello Stato aveva promesso che ci sarebbe stato e, nonostante le restrizioni dovute al Covid, ha tenuto fede all’impegno ricordando il suo predecessore al Quirinale, Francesco Cossiga, con un discorso incentrato sui valori dell’antifascismo, della laicità dello Stato, della difesa del Parlamento e della Costituzione. Un ruolo che Mattarella ha interpretato con grande rigore e e che sarà la chiave anche del prossimo settennato.(a.l.) ANTONIO LEDÀ LA NUOVA SARDEGNA
INSERITO DA MIKI PAPPACODA Assolto un imputato, per altri tre si ritorna davanti alla Corte d'Appello di Cagliari. Al leader dell'organizzazione criminale 27 anni e 6 mesi Assolto per non aver commesso il fatto Giovanni Salvatore Pirisi (55 anni) di Sarule, nuovo giudizio d'appello per Manuele Soro (43), Matteo Soro (36) di Genova e Pasquale Scanu (36) di Bitti, assoluzione da alcuni reati minori per altri imputati con ritocchi delle pene e qualche prescrizione: si è concluso così, all'una e mezzo della notte di mercoledi 26 gennaio , il giudizio di Cassazione per 22 degli imputati delle ormai storiche rapine milionarie ai furgoni portavalori e ai caveau messi a segno in Sardegna tra il 2013 e il 2016, la famigerata banda Olianas - "la Ditta" - finita poi in gran parte in carcere, che finanziava con azioni di stampo militare il traffico di droghe. Condannato in secondo grado a 7 anni di carcere, Pirisi - difeso da Tullio Moni - è risultato al giudizio definitivo estraneo al tentativo di rapina del 27 luglio 2015 alla Mondialpol di Arzachena. Per i fratelli Matteo e Pasquale Soro la Cassazione ha accolto il ricorso del difensore Lorenzo Soro, che in secondo grado si era visto respingere l'istanza di patteggiamento in appello sulla prima condanna a 6 anni: sarà un nuovo collegio a concordare la pena definitiva con il difensore. Sentenza annullata e giudizio-bis d'appello anche per Pasquale Scanu, difeso da Potito Flagella, condannato a Cagliari a 13 anni e mezzo. La Cassazione è intervenuta anche sulla posizione di Giovanni Olianas (57 anni) di Villagrande, considerato il capobanda e condannato a 28 anni in appello: difeso da Paolo Pilia e Leonardo Filippi, i giudici di piazza Cavour l'hanno assolto da due capi d'imputazione marginali e gli hanno scontato la pena da 28 anni a 27 anni, 5 mesi e 15 giorni. Stessa sorte per Gianluigi Olianas (60), difeso da Pilia e da Massimiliano Ravenna: da 6 anni e 3 mesi a 6 anni secchi. Lieve taglio di pena anche per Luca Arzu (50) di Talana, da 30 a 29 anni e 9 mesi. Fabrizio Manca (41 anni) di Villagrande, difeso da Marcello Caddori, ha beneficiato della prescrizione per un capo d'imputazione e la sua pena è calata da 17 anni e mezzo a 16 e mezzo. Per tutto il resto viene confermata la sentenza d'appello del 16 settembre 2020: 5 anni a Roberto Serra (58 anni) di Quartu, difeso da Carmelino Fenudi e Alessandro Diddi, 18 anni e 10 mesi a Sergio Arzu (42 anni) di Talana difeso da Paolo Pilia, 13 anni a Simone Balloi (39 anni) di Nuoro, difeso da Gianfranco Mureddu e Pasquale Ramazzotti. Ancora: diventano definitivi 9 anni e mezzo per Michele Cherchi (41 anni) di Ozieri difeso da Antonio Mereu, 7 anni e mezzo per Salvatore Deriu (57 anni) di Santulussurgiu difeso da Tullio Moni e Fenudi. Le altre pene: 14 anni e mezzo per Angelo Lostia (39 anni) di Olzai difeso da Ramazzotti, 9 anni e 9 mesi per Antonello Mesina (31 anni) di Nuoro, difeso da Herika Dessì, 2 anni e 9 mesi per Francesco Monni (59 anni) di Orune difeso da Angelo Merlini, 4 anni e 2 mesi per Pasquale Bellu (54) anni) di Luras, 2 anni e 8 mesi per Marta Rosa Coda (60 anni) di Talana, 4 anni per Silvana Conti (52 anni) di Villagrande, 4 anni e 2 mesi per Pietro Paolo Lotto (54 anni) di Villagrande, 4 anni per Carlo Olianas (49 anni) di Villagrande.Ieri gli imputati condannati in via definitiva a pene non soggette a sospensione o che si trovavano in libertà per ragioni diverse sono stati arrestati dai carabinieri su ordine del giudice dell'esecuzione. Nei prossimi giorni i difensori presenteranno istanze per ottenere forme di custodia alternativa o l'interruzione della detenzione. (m.l) LA NUOVA SARDEGNA