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news italia e dal mondo

MONDO NEWS COMUNICATO STAMPA www.mikivettica.net Francesca Beneduce eletta presidente della Commissione regionale per le Pari Opportunità

5 Luglio 2013, 11:22am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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RICEVIAMO E PUBLICHIAMO Gli auguri dell’on. Flora Beneduce Una laurea in scienze politiche, una passione civile coltivata negli anni, una provata esperienza nel settore dei Piani Sociali di Zona e una ferrea volontà di affermare le pari opportunità di genere. Questo il profilo umano e professionale di Francesca Beneduce, eletta oggi presidente della Commissione regionale per realizzazione dei diritti e delle pari opportunità fra uomo e donna. Bibliotecaria volontaria a Sant’Anastasia, si è fatta conoscere ed apprezzare non solo dagli uomini, ma anche dalle donne della sua città e, per due volte, ha ricevuto il mandato di presidente della commissione comunale per le Pari opportunità. Ora il suo impegno in ambito istituzionale si rivolge all’intera regione Campania. “Il mio nome è stato individuato tra quelli delle esperte – dice la neo presidente - . Non è un dato secondario: si intende puntare sul legame tra le istituzioni e le espressioni territoriali. La relazione con le cittadine e i cittadini è centrale per questa compagine. Il programma è ancora da concordare, ma l’obiettivo è quello di puntare sulla piena partecipazione delle donne alla vita politica e democratica, alla difesa dei diritti e alla consapevolezza della propria dignità”. Ma cos’è la Commissione? Si tratta di un organismo consultivo che si propone di contribuire alla effettiva attuazione dei principi di uguaglianza e di parità tra i cittadini. La Commissione svolgerà funzioni di sostegno, confronto, consultazione, progettazione e proposta nei confronti del Consiglio, della Giunta regionale e delle commissioni consiliari. Ne fanno parte venti donne nominate dal Presidente della Giunta regionale e scelte tra aderenti a movimenti femminili dei Partiti politici, tra iscritte ad associazioni femminili di comprovata rilevanza regionale e nazionale, e tra esperte e studiose della condizione femminile e dei problemi della parità inerenti le politiche di inclusione, le politiche di equità di genere, nonché alle tematiche della conciliazione dei tempi di vita-lavoro. Ne fa parte, inoltre, il Consigliere per l’attuazione dei principi di parità di trattamento tra uomo e donna in materia di lavoro. “Sono sicura che questa nomina non solo premia l’impegno gratuito e la disponibilità assoluta di Francesca Beneduce, ma premia anche tutte le donne campane che troveranno in lei un supporto disponibile, una professionista stimata, una persona dalla profonda umanità – dice l’on. Flora Beneduce -. A Francesca e alle componenti della Commissione auguro determinazione, entusiasmo e dedizione al ruolo che sono chiamate a svolgere. Sono sicura che saranno ricordate per l’efficacia negli interventi e la lucidità nelle scelte”.

05.07.2013.

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TOSCANA NEWS «L'ho tenuta morta in casa perché non volevo staccarmi da lei»

4 Luglio 2013, 12:18pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

È la testimonianza rilasciata da Paolo Perissi alla polizia. L'uomo ha aggiunto: "E poi non sapevo a chi rivolgermi per le esequie" Ritrovato in sala giochi il figlio della donna morta «È vero che l'ho tenuta in casa mentre era morta, ma io non sapevo a chi rivolgermi per le esequie. E poi non mi volevo staccare da lei". È quanto riferito agli agenti della squadra mobile da Paolo Perissi, l'uomo di 57 anni che ha vissuto in casa in via Adriana per due mesi con la mamma ormai prima di vita. La polizia, guidata dal capo della mobile Marco Staffa, lo ha sentito fino alle due di notte e poi lo ha rilasciato. Perissi è parso emotivamente scosso. Ai poliziotti ha raccontato di aver passato la notte precedente alla stazione di Pisa. Lui non ha parlato di fuga ma dice solo di essersi "allontanato da casa". Le ipotesi di reato a lui contestate per ora restano truffa e occultamento di cadavere. Intanto sarà svolta l'autopsia sul corpo di Elda Noferi: per ora l'ipotesi più probabile della morte resta quella delle cause naturali

IL TIRRENO

04.07.2013

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Scampata al naufragio della Concordia, ora sogna di diventare Miss Italia

4 Luglio 2013, 12:09pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Stefania è la figlia di Maria Grazia Trecarichi, che era con lei sulla nave e il cui corpo non è stato più trovato PALERMO - È scampata al naufragio della Costa Concordia, adesso Stefania Vincenzi, 18 anni, insegue il sogno di diventare Miss Italia. La ragazza nata ad Augusta, ma residente in provincia di Siracusa a Priolo ha partecipato ad un casting che le permetterà di fare le selezioni siciliane per diventare la più bella d’Italia. Stefania è la figlia di Maria Grazia Trecarichi, una delle vittime del naufragio il cui corpo non è mai stato trovato. La ragazza era in Crociera con il fidanzato, la mamma ed una sua amica, Luisa Virzì, anche lei tragicamente scomparsa. A quindici mesi di distanza da quei terribili momenti, volta pagina e lo fa inseguendo un sogno che condivideva proprio con la madre. «Per me è molto importante – racconta all'Italpress – è un sogno che ho sin da piccola, che coltivavo con mia mamma. È davvero emozionante partecipare». E proprio la mamma fu la prima a credere in questa sua avventura a Miss Italia: «Tornando dal Comune dove era andata per farmi la carta d’identità, proprio qualche giorno prima della partenza, ha incrociato un suo amico che si occupava di organizzare i cast di Miss Italia ed entusiasta mi raccontò dell’incontro promettendomi che appena avessi compiuto 18 anni mi avrebbe accompagnato lei stessa ai provini». Era sulla Concordia, vuole essere Miss Italia IL CIONDOLO - Poi il viaggio, la tragedia e la decisione del padre di Stefania, Elio Vincenzi, che ricordandosi della promessa fatta dalla moglie ha voluto dare seguito a quell’incontro casuale, iscrivendo la figlia all’edizione 2013 del concorso. «Mia moglie era elettrizzata per questa possibilità e noi abbiamo voluto esaudire questo suo desiderio – dice Elio Vincenzi - Stefania ha passato un anno terribile, non usciva più di casa dopo quello che è successo. Questa per lei sarà un’occasione che al di là del concorso gli permetterà di riprendere in mano la sua vita». Un momento di crescita per la ragazza, diplomata in lingue che da grande sogna di fare il medico non dimenticando di coltivare le sue passioni per la moda e la danza. Una dedica speciale va alla mamma: «Sono sicura che mi avrebbe accompagnato ad ogni selezione e che mi avrebbe fatto uno di quei sorrisi che solo lei riusciva a fare, facendomi capire che era felice per me», afferma Stefania. L’aspirante miss porterà con sé ad ogni sfilata un piccolo ciondolo in pietra a forma di gufo, comprato in India proprio con la mamma, con l’ambizione non tanto nascosta di vincere: «In queste occasioni si dice sempre che l’importante è partecipare, ma in cuor mio spero di raggiungere un traguardo prestigioso».

Fonte Italpress CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04.07.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS Stato-mafia, respinte eccezioni: il processo resta a Palermo

4 Luglio 2013, 12:00pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

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Erano stati i difensori di Nicola Mancino a formulare le contestazioni più articolate sulla competenza PALERMO - Resta a Palermo il processo per la trattativa Stato-mafia. La Corte di assise ha respinto oggi tutte le eccezioni di competenza territoriale e funzionale sollevate dalle difese. Dopo aver letto l'ordinanza con la quale sono state rigettate tutte le eccezioni, il presidente della Corte, Alfredo Montalto, ha dichiarato aperto il dibattimento. DIFESA MANCINO - Erano stati i difensori di Nicola Mancino a formulare le contestazioni più articolate circa la competenza della Corte di assise di Palermo. Gli avvocati avevano in primo luogo chiesto il trasferimento degli atti al Tribunale dei ministri, sostenendo che il reato di falsa testimonianza contestato a Mancino era stato commesso o si riferiva comunque a incarichi di governo da lui ricoperti. Inoltre, i legali avevano sostenuto che in ogni caso la competenza per questa fattispecie è del Tribunale ordinario in composizione monocratica e non della Corte di assise. Secondo i giudici, invece, "appare palese la mancanza di presupposti sollevati dalla difesa di Nicola Mancino per l'attribuibilità dei reati contestati al Tribunale dei ministri". FALSA TESTIMONIANZA - Mancino, ha detto il presidente Montalto leggendo l'ordinanza, "è imputato del reato di falsa testimonianza, commesso il 24 febbraio 2012, ben oltre la cessazione di ogni carica ministeriale ricoperta. Spetta a questa Corte -ha proseguito il presidente- il potere di qualificazione del reato, se esso sia ministeriale o meno. E non si comprende quale concreto pregiudizio vi possa essere nei confronti dell'imputato nell'essere giudicato dalla Corte di assise di Palermo". ECCEZIONI INFONDATE - La Corte ha inoltre respinto perché "manifestamente infondate" le eccezioni presentate dai difensori di Mori e De Donno. Si è quindi proceduto alla lettura dei capi d'imputazione contestati a ciascun singolo imputato. BOSS IN VIDEOCONFERENZA - Soltanto i boss mafiosi assistono all'udienza collegati in videoconferenza: Totò Riina dal carcere di Opera, Leoluca Bagarella da quello di Ascoli Piceno, Antonino Cinà da quello di Parma e Giovanni Brusca da un sito riservato. Nell'aula bunker dell'Ucciardone non è presente nessuno degli altri imputati: Massimo Ciancimino, Nicola Mancino, Marcello Dell'Utri, Mario Mori, Giuseppe De Donno e Antonio Subranni. In aula tutti i pm, il procuratore aggiunto Vittorio Teresi e i sostituti Di Matteo, Del Bene e Tartaglia.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04.07.2013

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PUGLIA CALABRIA NEWS FOGGIA Viale Pinto, distrutte le bancarelle Nel mirino ancora la Coldiretti

4 Luglio 2013, 11:52am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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Le fiamme appiccate in serata. Sono saliti a cinque gli attentati contro la «Campagna amica» FOGGIA - Ancora un incendio all’interno del mercato di viale Pinto a Foggia dove già mercoledì pomeriggio erano intervenuti i vigili del fuoco per altre fiamme sempre di natura dolosa. L’ultimo incendio è scoppiato in serata, intorno alle 21, quando è giunta una telefonata al centralino del comando provinciale dei vigili del fuoco del capoluogo dauno. Sul posto hanno operato due squadre di pompieri oltre a polizia e carabinieri. Ancora da quantificare i danni causati dalle fiamme anche se, da una prima stima, sembra che l’incendio abbia distrutto le ultime bancarelle della campagna Amica della Coldiretti. Salgono a cinque gli atti intimidatori e vandalici contro i gazebo della Coldiretti provinciale.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04.07.2013.

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PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Bimba morta dopo attacci di vomito, l’autopsia non svela il mistero

4 Luglio 2013, 11:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Il papà di Veronica

 

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Servono ulteriori esami tossicologici Il medico le ha dato un farmaco, poi è deceduta BARI - Non aveva altre malattie a parte la patologia metabolica ed era in buona salute Veronica, la bambina di tre anni morta domenica scorsa ad Andria dopo aver assunto una supposta antivomito. L’autopsia eseguita ieri pomeriggio, nell’istituto di Medicina legale di Bari, da Roberto Vaglio, per ora non ha rilevato nulla che possa spiegare il motivo del decesso improvviso della piccola, che era affetta da fenilchetonuria (una malattia che le comportava numerose limitazioni alimentari) e domenica vomitava in continuazione. Per determinare le cause della morte e, quindi, le eventuali responsabilità, saranno necessari esami istologici e tossicologici. In particolare, dovranno essere analizzate le tracce di vomito raccolte sulla tutina che indossava domenica sera, quando è morta alcune ore dopo la somministrazione della supposta al pronto soccorso del Bonomo di Andria. Il Peridon è stato prescritto domenica da una dottoressa in servizio alla guardia medica «San Raffaele», alla quale i genitori si sono rivolti per essere sicuri che il farmaco fosse compatibile con la patologia di cui soffriva la piccola. La dottoressa li avrebbe rassicurati, firmando anche la prescrizione del farmaco. Ma nel registro degli indagati, il pm Luigi Scimè ha dovuto iscrivere - con l’ipotesi di omicidio colposo - tutti e cinque i medici in servizio domenica nella struttura del San Raffaele. La ricostruzione dei fatti, basata sulle dichiarazioni rese dai genitori della piccola ai carabinieri di Andria, sembrerebbe portare dritto dritto alla responsabilità del medico che ha effettuato la prescrizione. Ma gli esami che il medico legale effettuerà nei prossimi giorni, e consegnerà entro due mesi al pm Luigi Scimè, potrebbero rivelare anche altro. La piccola aveva una dieta molto rigida da seguire e anche una terapia farmacologica precisa, secondo quanto prescritto dalla Pediatria del Giovanni XXIII. E, così, nonostante la malattia, Veronica era una bambina come tutti gli altri. Il vomito continuo di domenica, cui era seguita la prescrizione del Peridon, non era certo una cosa normale. E anche questo dovrà essere spiegato dagli esami medico-legali. Rimangono in attesa di sapere la verità sulla fine di Veronica i genitori, Domenico e Maria Pia Cannone, che nonostante le difficili condizioni economiche non hanno mai trascurato le condizioni della piccola. L’avvocato Giuseppe Di Trani, chiamato dalla famiglia, non ha nominato per ora un consulente di parte per l’autopsia, riservandosi di farlo in un secondo momento. Carmen Carbonara

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

04.07.2013.

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ITALIA NEWS ROMA Pedofilia, abusò della nipotina nonna condannata a 6 anni

3 Luglio 2013, 11:31am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

404621 109301509224366 1858437854 nINSERITO DA DANIELA CAIRA ROMA - Sei anni di reclusione; è la condanna che la V sezione del tribunale di Roma ha inflitto a una romana di 62 anni, accusata di pedofilia. La donna era sotto processo perchè accusata di aver abusato della nipotina di 3 anni, lasciatale in custodia in occasione del Natale del 2007. La nonna è stata dichiarata legalmente interdetta per il periodo di espiazione della pena e in perpetuo dai pubblici uffici e da qualsiasi ufficio attinente alla tutela e alla curatela. Non solo; dovrà anche risarcire i genitori della bambina, che si sono costituiti parte civile con l'avvocato Antonio Cardamone. Tutta la vicenda processuale prese le mosse dalla segnalazione di una assistente sociale, alla quale i genitori della bambina di erano rivolti dopo uno strano racconto della figlia. Solo successivamente fu presentata una dettagliata denuncia; e le dichiarazioni della bambina furono raccolte durante un incidente probatorio da un perito nominato dal gip. Con riferimento alla credibilità e genuinità della testimonianza resa dalla bambina, i giudici nella sentenza spiegano che «il racconto dei fatti, pur se fornito a fatica e con imbarazzo, come spiegato dal perito nell'elaborato redatto e come emerge dalla visione della registrazione in cui è evidente che la bambina quando ha detto cosa le faceva la nonna ha abbassato lo sguardo, è apparso coerente, specie se si tiene conto del fatto che le dichiarazioni provengono da una bambina che, alla data dell'incidente probatorio, aveva quattro anni e sette mesi». I giudici scrivono inoltre che la vittima «in ragione della totale inesperienza dovuta all'età e della particolare figura del soggetto abusante, non poteva essere in grado di percepire la violazione della propria libertà sessuale proveniente dalla nonna, ovvero da colei che vedeva come il punto di riferimento dei genitori». IL MATTINO

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MONDO NEWS Egitto nel caos, ancora morti e feriti Morsi: non accetto diktat, non lascio Esercito: pronti a morire per il popolo

3 Luglio 2013, 11:27am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

404621 109301509224366 1858437854 nINSERITO DA DANIELA CAIRA E' salito a 16 morti e oltre 200 feriti il bilancio degli scontri tra pro e anti-Morsi avvenuti vicino all'Università del Cairo. Il ministero della Sanità sostiene che alcuni uomini non identificati hanno attaccato un gruppo di seguaci del presidente egiziano Morsi.

Forze armate: pronti a morire per il popolo. Il Consiglio Supremo delle Forze armate egiziane (Scaf) ha scritto sulla propria pagina Facebook di essere pronto a morire per difendere il popolo dell'Egitto contro i terroristi, i radicali o i pazzi.

Morsi: resterò al mio posto, pronto a morire per la democrazia. A un passo dalla fine dell'ultimatum di 48 ore dato dai militari alle forze politiche egiziane, ma soprattutto al presidente egiziano, Mohamed Morsi ha chiesto via twitter all'esercito di fare un passo indietro e di ritirare le sue richieste e, al contempo, ha ribadito di non accettare diktat. Né all'interno né dall'esterno. Subito dopo si è rivolto direttamente agli egiziani dalla Tv di Stato per ricordare che «le elezioni sono state libere e rappresentative della volontà popolare», e soprattutto che lui è stato «il primo leader egiziano ad essere stato eletto democraticamente. Non farò nessun passo indietro» assicura il presidente che si dice pronto a proteggere la democrazia «a costo della sua vita».

«Non lasciatevi rubare la vostra rivoluzione»incalza Morsi che, pur ammettendo di «aver commesso degli errori», ha invitato gli egiziani a non attaccare le forze armate, la polizia e a non scontrarsi tra di loro. E ha affermato la necessità che l'esercito torni alle sue «normali funzioni». Morsi è sempre più solo e assediato dai manifestanti anche nel palazzo dove si è trasferito per evitare le contestazioni. I fratelli musulmani non hanno reagito ufficialmente alla dichiarazione dei militari, ma più voci hanno ribadito che la legittimità del presidente non si tocca. Un alto dirigente della Fratellanza è andato oltre invocando il martirio per proteggere la legittimità del primo presidente eletto dei Fratelli musulmani mentre il portavoce della Fratellanza Gehad el Haddad ha twittato: «Il popolo egiziano non permetterà a nessuno di fare prepotenze alle loro scelte democratiche e rimarrà fermo davanti a chiunque minacci la legittimita».

Gli scontri. Come negli scorsi due giorni anche ieri le piazze si sono divise fra pro e anti Morsi. In serata, poche ore prima che Morsi parlasse alla televisione, gli scontri nel quartiere di Giza, al Cairo, sono degenerati e hanno lasciato sul terreno almeno 16 morti e oltre 200 feriti, molti dei quali gravi.

Ieri la giornata di Morsi era cominciata presto, quando nel cuore della notte aveva ricevuto una telefonata dal presidente Usa Barack Obama che gli ha rinnovato tutte le preoccupazioni di Washington e il sostegno americano al processo democratico egiziano. Obama, ha precisato in serata il dipartimento di Stato, non ha però sollecitato una adesione di Morsi a elezioni anticipate, una voce rimbalzata per tutta la giornata di oggi in Egitto e che avrebbe schierato il presidente Usa accanto alla principale rivendicazione del movimento dei Ribelli e delle opposizioni.

IL MATTINO.IT

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CIOCIARIA NEWS ROCCASECCA – Scippa la madre fuori dalle Poste, arrestato

3 Luglio 2013, 11:24am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

 

 

 

 

 

 

 

404621 109301509224366 1858437854 nINSERITO DA DANIELA CAIRA Si apposta all’uscita dell’ufficio postale di Roccasecca, in attesa che l’anziana madre ritiri la pensione mensile di 580 euro poi, all’uscita della donna, la minaccia con un bastone di metallo e si fa consegnare la modica somma di 50 euro. L’intervento dei Carabinieri di Pontecorvo, allertati da una telefonata, consentiva quindi ai militari di trarre in arresto l’uomo, 52 anni, non nuovo ad episodi di maltrattamento nei confronti della genitrice.

http://www.ilgiornalenuovo.it/2013/07/02/roccasecca-scippa-la-madre-fuori-dalle-poste-arrestato/

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CIOCIARIA NEWS CERVARO RAPINA IN CASA

3 Luglio 2013, 11:14am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

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404621 109301509224366 1858437854 nDI DANIELA CAIRA CERVARO – - Immobilizzati e rapinati in casa da tre uomini dal marcato accento straniero. Notte da incubo per una coppia che risiede a Cervaro in zona braccio di croce. I due, poco dopo le 23 di lunedì, sono stati aggrediti da tre uomini che hanno portato via contanti e oggetti di valore per circa 5000 euro. La signora è uscita in giardino allertata da uno strano fruscio che proveniva dalla siepe. Pensava fosse il figlio che tardava a rincasare ed invece si è trovata davanti un uomo che, seguito da due complice, l’ha condotta in casa, ha immobilizzato il marito sulla sedia per poi mettere a soqquadro la villetta. I tre hanno rassicurato la coppia. Se avessero collaborato non avrebbero fatto loro del male. E così è stato. I coniugi hanno seguito le istruzioni dei rapinatori che poco prima della mezzanotte sono fuggiti a bordo di un’auto portando via 700 euro in contante e circa 4000 euro di oggetti di valore. Prima di dileguarsi i tre hanno rinchiuso in bagno i coniugi in modo da avere il tempo per prendere le distanze dal luogo della rapina. Dopo 10 minuti la coppia è riuscita a chiamare i soccorsi. Sul posto, i carabinieri della stazione di Cervaro. A loro spetterà il compito di risalire agli autori del colpo che, probabilmente, non erano indirizzati a quella villetta teatro della rapina ma ad un’altra poco distante.

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