INSEERITO DA ANGELA CECERE
Le condotte dovranno raccordare Melendugno a Mesagne Ma è necessario conosciuta l'ubicazione dell’impianto LECCE - La Snam aspetta. Aspetta di conoscere il progetto definitivo di Tap (Trans Adriatic Pipeline), l’esatto punto di approdo del gasdotto e la precisa ubicazione dell’impianto di depressurizzazione del gasdotto. Aspetta soprattutto, ma questo nessuno lo dice apertamente, di vedere quali sviluppi avrà l’ampio movimento di protesta che sta coinvolgendo tutti i comuni del basso Salento che confinano con Melendugno, la cui marina, all’altezza di Torre San’Andrea, sarà interessata dall’attraversamento sotterraneo della condotta del gas. E la Snam Rete Gas è un elemento fondamentale dell’accordo ufficializzato solo qualche giorno fa tra la multinazionale germanico-elvetico-norvegese e il Consorzio Shah Deniz dell’Azerbaigian, che ha scelto il progetto Tap per trasportare il proprio gas dal Mar Caspio all’Europa passando per la Grecia, l’Albania e, infine, la Puglia. Una volta approdato in Salento, infatti, il gasdotto Tap dovrà immettere il combustibile nella rete nazionale di Snam. La condotta ad alta capacità (capace cioè di reggere i 10 miliardi di metri cubi annui di gas in arrivo dall’Azerbaigian) ha, però, il suo punto di arrivo molto più a Nord di Melendugno, nel comune brindisino di Mesagne, sulla strada per Sandonaci. Una distanza che, in linea retta, è di circa 55 chilometri, molto più lunga se si considera che bisognerà scegliere il percorso migliore lungo il quale collocare la condotta. Per Snam Rete Gas parla l’ufficio stampa, dal quale fanno sapere che l’azienda ha, finora, «valutato soltanto un’ipotesi di fattibilità di massima», ma che non esiste, al momento, un progetto vero e proprio per l’allungamento della condotta fino al Sud Salento. «Certo — dicono i responsabili delle relazioni esterne di Snam — non ci faremo cogliere impreparati, ma abbiamo bisogno di conoscere tutti gli elementi del progetto di Tap». Il crono programma di Tap, superato lo scoglio della Via, la cui procedura partirà a settembre, prevede l’inizio dei lavori del gasdotto nel 2015 e la consegna alla rete italiana del primo gas nel 2019. Per quella data, la multinazionale dovrebbe essere messa nelle condizioni di allacciarsi alla rete nazionale di distribuzione del gas. Per quella data, la Snam dovrà, quindi, aver raggiunto il punto di approdo e depressurizzazione di Tap. Francesca Mandese
CORRIERE DEL MEZZOGIORNO
05.07.2013.