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news italia e dal mondo

PUGLIA CALABRIA NEWS BARI Bancarotta fraudolenta e frode fiscale, quattro imprenditori arrestati

31 Luglio 2013, 12:18pm

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Sequestrati case e conti correnti per 5,5 milioni di euro Società cartiere e false fatturazioni per guadagni illeciti BARI - Quattro misure di custodia cautelare (tre in carcere ed uno ai domiciliari) sono state eseguite questa mattina all’alba dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari congiuntamente a militari della Tenenza di Gioia del Colle, nei confronti di imprenditori indagati a vario titolo per i reati di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale, alle false comunicazioni sociali ed alla bancarotta fraudolenta. Nei confronti degli arrestati sono inoltre in corso di esecuzione sequestri di beni mobili, immobili e somme di denaro per un valore pari a circa 5,5 milioni di euro. L'INCHIESTA - Le misure cautelari giungono al termine di una complessa attività di polizia giudiziaria che trae origine dalla sentenza di fallimento emessa dal Tribunale di Bari nel 2009 nei confronti della Cospet S.r.l. di Gravina in Puglia , esercente l’attività di «costruzione di edifici residenziali e non residenziali», società sul conto della quale era stata ipotizzata la distrazione e il depauperamento dei beni sociali da parte degli amministratori. Le indagini consentivano di raccogliere gravissimi indizi di reato in ordine all’esistenza di un’associazione a delinquere, promossa e diretta da vari soggetti appartenenti ad uno stesso nucleo familiare - i fratelli Domenico e Giovanni Petrone, il figlio di quest’ultimo, Filippo Petrone e Gasperino Erriquez cognato di Giovanni - dedita alla commissione di reati fallimentari (per distrazione e documentali), tributari, societari e contro la fede pubblica. Il cosiddetto «Sistema Perrone» era alimentato dalla coesistenza di alcune società «pilota», attive nel settore dell’edilizia e del mercato immobiliare, realmente operative, e da numerose società «cartiere», riconducibili alla medesima gestione – e tutte caratterizzate dalla presenza di compiacenti «prestanome» che consentiva ai protagonisti di lucrare guadagni illeciti attraverso lo spregiudicato ricorso a false fatturazioni per operazioni economiche inesistenti e riferite a tali realtà di impresa ricomprese nello stesso «gruppo». Successivamente, mediante condotte distrattive, dette società venivano «svuotate» dei beni sociali sino a condurle deliberatamente al fallimento mentre l’occultamento e la distruzione sistematici delle scritture contabili impedivano la ricostruzione della relativa movimentazione e precludevano ogni forma di ristoro dei creditori. GLI INDAGATI - I «prestanome» erano tutti «scelti» tra i dipendenti ed i collaboratori del Gruppo Petrone ed erano «costretti» ad accettare gli incarichi conferiti in quanto un loro rifiuto avrebbe potuto comportare la perdita del posto di lavoro, spesso unica fonte di sostentamento familiare. Il sistema illecito consentiva di praticare prezzi altamente concorrenziali per l'ottenimento di commesse (a titolo di subappalto) da parte di società che avevano ottenuto appalti banditi da enti pubblici (tra i quali il Comune di Bari). Sotto questo aspetto le indagini consentivano di accertare il ricorso da parte degli indagati all’alterazione e falsificazione di documenti pubblici. In particolare, nel corso di una perquisizione eseguita presso la sede della Cospet S.r.l., veniva rinvenuta carta intestata di uffici pubblici, timbri di funzionari della pubblica amministrazione (Comune di Gravina in Puglia) ed altra documentazione artefatta (certificati di conformità agli originali, certificazioni anagrafiche, autentiche di firme, denunce presentate ad organi di Polizia, modelli CUD, documenti unici di regolarità contributiva). L’importo delle fatture per operazioni inesistenti emesse e/o utilizzate dalle società riconducibili al sodalizio criminoso veniva quantificato, complessivamente, in euro 54.186.175,00, pari ad una somma evasa al fisco di circa 5,5 milioni di euro. Per tale motivo, l'autorità giudiziaria ha disposto, oltre alle misure di custodia cautelare personali nei confronti dei promotori dell’accertata frode fiscale, anche il sequestro preventivo per equivalente delle somme di denaro e dei beni nella disponibilità degli stessi fino alla concorrenza di circa 5,5 milioni di euro. Tra i beni sequestrati ci sono due fabbricati ed un terreno siti in Gravina in Puglia (BA), un fabbricato sito in Castellaneta Marina (TA), quote societarie di alcune delle persone giuridiche oggetto d’indagine e disponibilità bancarie.

CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

31.07.2013.

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CILENTO NEWS Capaccio, Consiglio straordinario sul Lavoro: presente assessore regionale Nappi

31 Luglio 2013, 11:46am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

http://stiletv.it/images/stories/Amministrazione_Voza/municipioCapoluogonuovo.png

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

CAPACCIO. Iniziative per il lavoro e lo sviluppo economico-produttivo-sociale della Piana del Sele e del Cilento: è questo l’ordine del giorno del Consiglio comunale monotematico convocato, in sessione straordinaria, per giovedì 1° agosto prossimo, alle 16:00, presso la "Sala Mucciolo" della Banca di Credito Cooperativo di Capaccio Paestum, a Capaccio Scalo. Sarà presente l'assessore regionale al Lavoro, Severino Nappi. Si tratta del primo di una serie di Consigli comunali monotematici, previsti nelle prossime settimane, fissati dal Comune di Capaccio Paestum per discutere di problematiche che accomunano i comuni del Cilento e della Piana del Sele. Al Consiglio del 1° agosto, così come ai prossimi che verranno convocati, sono stati, infatti, invitati anche i sindaci del comprensorio, i rappresentanti di enti e associazioni di categoria, i presidenti della banche del territorio e rappresentanti sindacali. L'assise pubblica è aperta ad imprenditori, allevatori, operatori turistico-balneari, sindacati, cooperative ed associazioni di categoria, oltre che a tutti i cittadini interessati. Ai prossimi Conisigli monotematici straordinari, a seconda dell’ordine del giorno, saranno invitati gli assessori regionali Fulvio Martusciello (Attività produttive), Giovanni Romano (Ambiente), Pasquale Sommese (Turismo) e Daniela Nugnes (Agricoltura).

http://www.stiletv.it/index.php/news/13231/Capaccio_Consiglio_straordinario_sul_Lavoro:_presente_assessore_regionale_Nappi#sthash.iGui3W2E.dpuf
STILETV
31.07.2013.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO, 'SCHIAVI' AL CALL CENTER: GIOVANI DIPENDENTI PAGATI SOLO 2 EURO ALL'ORA

31 Luglio 2013, 10:07am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA TITOLARE PALERMO - Sottopagati e in nero. La Guardia di Finanza di Palermo con personale dell'ispettorato provinciale del lavoro, dell'Inps e dell'Inail, hanno scoperto un call center, che opera nel settore delle vendite di depuratori d'acqua, in cui venivano impiegati 37 lavoratori, tra 19 e 50 anni, «in nero», il cui lavoro subordinato era stato mascherato con un fittizio contratto a progetto, basato sulla vendita di un quantitativo minimo di prodotti che ciascun operatore telefonico avrebbe dovuto garantire all'azienda ogni bimestre. Ogni lavoratore percepiva una retribuzione tra i 2 e i 3 euro per ogni ora trascorsa davanti ad un computer, con cuffie collegate ad una postazione telefonica. Ventidue lavoratori sono stati individuati nel call center dalla Fiamme Gialle che poi sono risalite ad altri 15 operatori telefonici che non erano più in azienda ma che vi avevano lavorato in nero nel 2012. Il titolare del call center - che aveva iniziato l'attività il 3 maggio 2012 - utilizzava un escamotage per pagare i dipendenti: a ciascuno, dopo «l'assunzione», veniva data o veniva richiesto di procurarsi una carta prepagata - del tipo post pay - sulla quale poi, mensilmente, venivano fatti confluire i salari «in nero». Gli accertamenti dice la Gdf «hanno permesso di ricostruire l'erogazione di somme verso i lavoratori per un ammontare superiore agli 80 mila euro in soli sei mesi. A fronte di questo, i lavoratori non hanno mai ricevuto una lettera di assunzione, nè sottoscritto un contratto di lavoro o firmato quietanze di pagamento». Il sistema - sostengono gli inquirenti - ha consentito all'imprenditore sia di aggirare i contratti nazionali di settore risparmiando, in soli termini di contrattualizzazione nazionale minima, oltre 40 mila euro, sia di ottenere illeciti risparmi in termini di contribuzione assistenziale e previdenziale. Per le 2.400 giornate lavorative ricostruite dai finanzieri per tutti i lavoratori individuati nell'arco di un semestre, il titolare del call center avrebbe dovuto versare contributi pari a 20 mila euro. Le Fiamme Gialle stanno esaminando nei dettagli la contabilità dell'azienda, per contestare le sanzioni amministrative previste che vanno da un minimo di 72.725 ad un massimo di 644.330, e per la ricostruzione dei ricavi sottratti al fisco, dai quali sono state tratte le provviste per pagare in nero di dipendenti.

LEGGO.IT

Mercoledì 31 Luglio 2013

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NEWS ITALIA E DAL MONDO PADOVA SIMONE, 36 ANNI, PERDE IL LAVORO: CARICA IL CANE IN AUTO E SI SCHIANTA SU UN MURO

31 Luglio 2013, 09:57am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA www.mikivettica.net PADOVA - Dietro un drammatico incidente stradale mortale avvenuto ieri alle 15.50 è quasi certo che possa nascondersi un gesto di autolesionismo. Si è schiantato contro il muro di cinta della ditta Nar di via Leonardo da Vinci nella zona industriale di Legnaro (Padova). Uno scontro frontale a cento chilometri all'ora che non gli ha dato scampo. È morto così Simone Milanese, 36 anni compiuti lo scorso gennaio, architetto, residente con la fidanzata in via Tito Livio 34 a Ponte San Nicolò. Quando i primi soccorritori sono giunti sul luogo della tragedia, l'uomo era già morto tra le lamiere contorte della sua Peugeot 206 nera. Nell'abitacolo è stata trovata anche la sua piccola cagnolina, che è morta pochi istanti dopo l'arrivo dei primi testimoni. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia locale, i vigili del fuoco e il personale medico del Suem 118. L'inquietante verità sulle cause dell'incidente sarebbe emersa non appena gli agenti si sono recati a Ponte San Nicolò per dare la drammatica notizia alla fidanzata. Da un controllo nell'abitazione, sarebbero stati rinvenuti tre biglietti in cui la vittima spiegava le origini del gesto. Non è trapelato al momento il reale contenuto degli scritti, ma da quanto si è appreso Simone Milanese da tempo era in difficoltà a causa dell'assenza di un lavoro stabile. Una insoddisfazione professionale che con il passare dei mesi e degli anni potrebbe averlo logorato fino al tragico epilogo. Sicuramente, stando a quanto riferito dagli inquirenti, non si è trattato di un gesto dettato dall'istinto, ma di una manovra pianificata nei dettagli. Insomma, Simone Milanese voleva morire e non ha lasciato nulla al caso. Dal suo profilo Facebook è possibile vedere decine di foto del suo adorato cane. Purtroppo nell'ultimo viaggio verso la morte, il trentaseienne ha deciso di coinvolgere anche quell'amico a quattro zampe con cui fino a ieri aveva vissuto momenti belli carichi di affetto. Tutto il fascicolo della drammatica vicenda è ora nelle mani del pubblico ministero Luisa Rossi. Non appena la fidanzata, anche lei architetto, ha saputo dai vigili la drammatica notizia, ha accusato un malore e a casa sua è dovuta intervenire un'ambulanza. La donna avrebbe riferito agli inquirenti di non essersi mai accorta di quello che poteva provare il fidanzato che forse da tempo stava covando questa tragica fine. Entrambi originari della provincia di Rovigo, da qualche tempo si erano trasferiti a Ponte San Nicolò. I genitori della vittima fino a tarda notte sono rimasti all'oscuro della vicenda essendo in vacanza a Rosapineta (Rovigo). Sulla dinamica del sinistro c'è ben poco da capire: la vittima ha imboccato via Galilei a folle velocità, arrivata allo stop all'incrocio con via Leonardo da Vinci ha tirato dritto senza toccare i freni. All'inizio è stato ipotizzato un malore improvviso del conducente, ma ben presto le indagini hanno cambiato rotta. Nella maniera più tragica ed inspiegabile. La Peugeot di Milanese è stata posta sotto sequestro e nelle prossime ore verrà effettuata l'autopsia sul corpo dell'architetto. di Cesare Arcolini LEGGO.IT

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Ferisce con fiocina l'ex suocero A Portoscuso arrestato giovane di 26 anni, grave la vittima

30 Luglio 2013, 10:51am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Ferisce con fiocina l'ex suoceroINSERITO DA TITOLARE  IGLESIAS,  - E' stato bloccato ieri notte dai carabinieri della compagnia di Iglesias il giovane che poco prima, nel lungomare di Portoscuso, aveva ferito con un fucile subacqueo Ignazio Loddo, imprenditore cinquantenne, trasportato d'urgenza all'ospedale con una fiocina conficcata in fronte. n manette Pierluigi Loddo, 26 anni di Gonnesa. Il giovane, dopo aver litigato col padre dell'ex fidanzata, gli ha sparato ed e' fuggito a bordo di un'auto ma è stato bloccato sulla Statale 126 dai carabinieri.
ANSA

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SARDEGNA E CORSICA NEWS Ucciso a bastonate per furto portafogli Presunto assassino confessa, era amico della vittima

30 Luglio 2013, 10:47am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it



 
Ucciso a bastonate per furto portafogliINSERITO DA TITOLARE CAGLIARI,  Ci sarebbe il furto di un portafogli dietro il delitto di via Corbino a Elmas. E' quanto sta emergendo dall'interrogatorio di Edmondo Soru, il 63 anni fermato per l'omicidio volontario di Ignazio Piroi, 49 anni, tossicodipendente, morto la notte tra sabato e domenica all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari dopo una brutale aggressione a colpi di bastone o spranga. L'uomo, originario di Guasila ma domiciliato insieme alla vittima a Elmas, starebbe confessando tutto ai carabinieri.
ANSA

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TOSCANA NEWS LIVORNO Barca a vela rischia il naufragio a Calafuria

30 Luglio 2013, 10:45am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

404621 109301509224366 1858437854 nINSERITO DA DANIELA CAIRA 
Barca a vela rischia il naufragio a Calafuria

Livorno - La Guardia Costiera ha salvato 5 persone alla deriva su una barca a vela. Molta paura ma fortunatamente nessun danno per 5 diportisti salvati dal pericolo di naufragio sugli scogli di Calafuria.
L'imbarcazione è rimasta in balia delle onde a causa di una avaria al motore ed alle vele e l'equipaggio ha deciso di lanciare un SOS raccolto dalla locale Guardia Costiera.
Una pilotina ha raggiunto in pochi minuti l'imbarcazione in difficoltà e l'ha rimorchiata nel porto a Livorno.
A dare l'allarme alla Guardia costiera lo skipper della barca a vela 'Cormorano' che alla centrale operativa ha comunicato che per problemi ai motori e alla veleria, la sua imbarcazione si era trovata alla deriva a poche centinaia di metri dalla scogliera di Calafuria a sud di Livorno. La motovedetta della Guardia costiera, arrivata in pochi minuti sul posto, e' riuscita ad avvicinarsi alla barca a vela lanciando un cavo per il rimorchio e tirandola fuori dai vicini bassi fondali rocciosi che ne avrebbero causato il naufragio.

http://www.ogginotizie.it/263859-barca-a-vela-rischia-il-naufragio-a-calafuria/#.UfeLN9Ityk8

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TOSCANA NEWS FIRENZE Spacciatore tenta la fuga in bicicletta. Arrestato

30 Luglio 2013, 10:42am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

404621 109301509224366 1858437854 nINSERITO DA DANIELA CAIRA Cerca di evitare l'arresto scappando in bicicletta. Alla fine, però, la polizia è riuscito ad agguantarlo. Il giovane è in arresto per spaccio di sostanza stupefacente, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

Spacciatore tenta la fuga in bicicletta. Arrestato
Firenze - Una disperata corsa quella di un giovane immigrato di 20 anni, di origini marocchine. Il giovane è fuggito utilizzando una  bicicletta e partendo dalla pineta di Ponente ha raggiunto via Rosolino Pilo. 
Il gioco, però, è bello quando dura poco: nei pressi del molo il ragazzo è stato raggiunto dalle forze dell'ordine e dopo una breve colluttazione è stato arrestato. Adberrahim è stato "pizzicato" con 6 grammi di coca e 8 grammi di hashish, oltre che 245 euro ricavati con l'attività di spaccio.
Le accuse pendenti sul giovane, ora, sono quelle di spaccio di sostanza stupefacente, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

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SEZIONE SICILIA NEWS Palermo, omicidio Zito: arrestati tre presunti colpevoli

30 Luglio 2013, 10:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

404621 109301509224366 1858437854 nINSERITO DA DANIELA CAIRA Operazione dei carabinieri

Palermo, omicidio Zito: arrestati tre presunti colpevoli
Palermo- I carabinieri di Palermo hanno arrestato tre persone, accusate di essere gli autori dell'omicidio di Antonino Zito, nel dicembre scorso. I fermati sono Carmelo Ferrara, di 33 anni, Pietro Mazzara, di 25, e Maurizio Pirrotta, di 28. La cornice del delitto era l'ambiente dello spaccio di droga, nel quale Zito era coinvolto.

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SEZIONE SICILIA NEWS PALERMO Lapis cancellato dall'Ordine degli avvocati

30 Luglio 2013, 10:39am

Pubblicato da Michele Pappacoda mjcheva@live.it

Lapis cancellato dall'Ordine degli avvocati

 

553987 4875306964196 493515398 nINSERITO DA ANGELA CECERE

Il tributarista considerato il prestanome degli affari sporchi di Vito e Massimo Ciancimino PALERMO - Il tributarista Gianni Lapis, considerato il prestanome degli affari sporchi di Vito e Massimo Ciancimino, è stato cancellato dall'ordine degli avvocati dopo la condanna definitiva della Cassazione per tentativo di estorsione. ARRESTATO - Il legale è stato arrestato e indagato per riciclaggio (l'ultima volta nel maggio scorso ma i tribunale del riesame l'ha rimesso in libertà) ed è stato condannato in primo grado a nove anni, come scrive il Giornale di Sicilia, per il crac della Sicilcassa. Dopo la decisione del consiglio dell'ordine forense Lapis non può esercitare la professione.

fonte Ansa CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

30.07.2013.

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