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news italia e dal mondo

NEWS ITALIA E DAL MONDO Ondata di gelo a Palermo: tra neve e grandine, disagi e incidenti stradali in provincia

29 Gennaio 2015, 11:24am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO Ondata di gelo a Palermo: tra neve e grandine, disagi e incidenti stradali in provincia

INSERITO DA MORENA MOTTA PALERMO. I giorni della merla, i giorni più freddi dell’anno, si fanno sentire nel Palermitano. Come alla fine dell’anno le temperature sono piombate di colpo e in alcune zone della provincia è di nuovo caduta neve e grandine.

Un'ondata di gelo che ha creato parecchi disagi in alcuni comuni dell'entroterra e rallentamenti alla circolazione su molte strade. Imbiancate le colline che circondano Palermo, un manto bianco ha ricoperto monte Cuccio. Tetti innevati anche nei comuni nelle Madonie a Caccamo e anche a San Cipirello e San Giuseppe Jato.

Intense grandinate si sono abbattute a bassa quota, a Termini Imerese, nel cuore di Trabia e a San Nicola L'Arena. Qui un fulmine ha colpito un albero che trova dentro una scuola media. E’ saltata la corrente. Vigili del fuoco in azione in diverse zone.

Due incidenti a causa della pioggia si sono verificati a Camporeale e Giacalone. Il bilancio è di tre feriti. Nel primo caso un uomo è stato trasportato dai sanitari del 118 all’ospedale Policlinico con la fratture delle gambe. Due vetture una Golf Grigia e una Bmw si sono scontrate nella statale 186 all’altezza del bivio per Giacalone.

Nell’impatto frontale due persone sono rimaste ferite: un uomo e una donna. Anche in questo caso sono stati soccorsi dai sanitari del 118. Negli incidenti sono intervenuti anche i dipendenti dell’Anas che hanno ripulito l’asfalto dai residui di olio e benzina che sono finiti per strada. In tutti e due casi le indagini sugli incidenti sono stati eseguiti dai carabinieri.

FONTE: (di Ignazio Marchese) IL GIORNALE DI SICILIA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Tragedia Francesco Padre «Nessun responsabile» Forse fu una bomba Nato

29 Gennaio 2015, 11:09am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO Tragedia Francesco Padre «Nessun responsabile» Forse fu una bomba Nato

INSERITO DA MORENA MOTTA

BARI - Non ci sono responsabili. Ci sono soltanto pesanti sospetti. Ma per la prima volta, una verità giudiziaria dice che il naufragio del Francesco Padre di Molfetta non fu causato dall’ipotetico esplosivo che i cinque marinai stavano tentando di portare dall’altro lato dell’Adriatico. A poco più di vent’anni da quella tragedia, che ora è ufficialmente la Ustica di Puglia, un giudice scrive che il motopeschereccio non saltò in aria per l’imprudenza del suo equipaggio - un’imprudenza pagata con la vita - ma fu affondato da qualcuno o da qualcosa. Forse proprio da un ordigno della Nato, per un’azione di guerra che si trasformò in «un tragico errore».Il gip di Trani, Francesco Zecchillo, ha infatti depositato il decreto con cui dispone per la terza volta l’archiviazione delle indagini sul Francesco Padre, accogliendo in pieno le tesi firmate dapprima dal sostituto Giuseppe Maralfa e poi, da ultimo, dal procuratore Carlo Maria Capristo: «Pur essendo stata acclarata - ha scritto Capristo - l’infondatezza dell’ipotesi che l’affondamento del natante sia stato provocato dalla deflagrazione di esplosivo trasportato scientemente a bordo da tutti o da taluno dei membri dell’equipaggio», non è possibile identificare chi causò la tragedia. Ma, secondo la Procura, può essere avanzata «fondatamente l’ipotesi di un attacco dall’esterno». Ed è da qui, scrive Capristo, che potranno ripartire le indagini se (e quando) la Marina italiana e gli Usa metteranno a disposizione degli inquirenti le informazioni classificate su cosa accadde veramente la notte del 4 novembre 1994 al largo delle coste jugoslave.

Il 9 novembre 2014 la «Gazzetta» ha dato conto delle risultanze della indagine ter sul Francesco Padre. Una dettagliatissima relazione in cui «si profila con alto grado di probabilità la pista omicidiaria» dei 5 marittimi molfettesi sulla base di tre ipotesi: una azione «comunque collegata alla operazione Nato-Weu “Sharp Guard” e alla guerra civile in atto nella ex Jugoslavia», oppure «una condotta omicidiaria premeditata posta in essere, per rappresaglia o per intimidazione, in collegamento teleologico con le attività estorsive condotte dalla criminalità organizzata serbo-montenegrina, in danno dei pescatori italiani», o infine l’«esplosione a bordo (zona poppiera sinistra) o fuori bordo (ma in prossimità della zona poppiera-murata di sinistra dello scafo) di un ordigno pescato accidentalmente dalle reti dell’imbarcazione nel corso delle operazioni di pesca a strascico».

Conclusioni ampiamente condivise dal giudice Zecchillo, che bolla come «infondate» tutte le ipotesi alternative emerse nelle due precedenti inchieste: quella di un traffico di esplosivi nascosto nella cala del motorista, quella dell’impossibilità dell’impatto contro una mina o con un ordigno militare, quella dell’impossibilità che il «Francesco Padre» avesse tirato a bordo una bomba con le reti da pesca, e soprattutto quella secondo cui «mancherebbero riferimenti ad un’azione di rappresaglia o a un tragico errore». Ed è per questo che Zecchillo sottolinea la necessità di fugare un «insinuato sospetto»: quello che «per un tragico errore il motopesca di Molfetta sia stato affondato dalle forze della Nato perché scambiato per uno di quei natanti utilizzati in funzione antisommergibile, e in particolare, per il motopesca individuato due giorni prima dal sommergibile spagnolo Tramontana».

Le indagini, come del resto scrive Capristo, potranno ripartire «in caso di nuove sopravvenienze». Ma l’ordinanza di Zecchillo è già un importante risultato raggiunto dagli avvocati baresi Ascanio Amenduni, Nino Ghiro, Nicky Persico e Vito D’Astici, il pool che ha già rappresentato le vittime dell’Atr caduto a Capo Gallo e che ha restituito al comandante Giovanni Pansini, al motorista Luigi De Giglio, al pescatore Saverio Gadaleta, al capopesca Francesco Zaza e al marinaio Mario De Nicolo (l’unico di cui sia mai stato ritrovato il corpo) la dignità di uomini di mare: erano pescatori, non trafficanti, e quella notte del 1994 ebbero la sola colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.

FONTE: (di Giovanni Longo, Massimiliano Scagliarini) LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Trentenne di San Cassiano scompare in Perù: la madre non riceve notizie da tre giorni

28 Gennaio 2015, 15:40pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO Trentenne di San Cassiano scompare in Perù: la madre non riceve notizie da tre giorni

INSERITO DA MORENA MOTTA SAN CASSIANO (MAGLIE) - Da tre giorni una ragazza di 30 anni di San Cassiano, Lavinia Micheletto, non dà più sue notizie dal Perù. Ieri sera la madre ha presentato formale denuncia ai carabinieri della compagnia di Maglie precisando di essere preoccupata per le sorti della figlia e per il suo stato di salute. Prima di far perdere le proprie tracce, infatti, la ragazza, via messanger, aveva inviato una richiesta di aiuto e di denaro alla madre informandola di essere stata derubata e di essere rimasta senza cellulare e documenti.

Ma il modo insistente con il quale sono giunte le richieste e le strane domande, anche con frasi poco chiare in lingua spagnola, hanno insospettito la madre. Sospetti resi ancor più netti dall'ultima foto della ragazza inviata dal Perù in cui la trentenne appare con i capelli rasati e con lo sguardo perso nel vuoto. La famiglia, oltre alla denuncia ai carabinieri, si è già rivolta alla Farnesina, all'Ambasciata e alla Prefettura.

FONTE: QUOTIDIANO DI PUGLIA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Razzo Hezbollah centra colonna israeliana: feriti quattro soldati. Netanyahu: "Pronti a reagire"

28 Gennaio 2015, 14:19pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO Razzo Hezbollah centra colonna israeliana: feriti quattro soldati. Netanyahu: "Pronti a reagire"

INSERITO DA MORENA MOTTA Dopo le tensioni degli ultimi dieci giorni, esplode la rappresaglia della milizia sciita contro le forze della Stella di Davide. Missile anti-carro sul convoglio militare nel settore orientale della linea di demarcazione tra Libano e Israele. Attaccata un'altra postazione israeliana sul Golan, nessun ferito. Israele reagisce con artiglieria e aviazione. Al Jazeera: casco blu spagnolo ucciso da colpo di mortaio israeliano

TEL AVIV - Una pattuglia dell'esercito israeliano è stata colpita da un missile anti-carro nella zona delle fattorie di Shebaa, nel settore orientale della "Linea Blu" di demarcazione tra Libano e Israele. Lo riferisce la tv satellitare Al Jazeera, che parla di una vera e propria "operazione d'attacco", successivamente rivendicata dalle milizie sciite libanesi di Hezbollah. Il bilancio è di quattro soldati feriti, mentre il movimento sciita parla di "vittime" tra le fila del "nemico". Sempre Al Jazeera riferisce di raid compiuti dall'aviazione militare dello Stato ebraico nei pressi della cittadine Kafr Shuba e Al Majidia, sempre nei pressi delle fattorie di Shebaa.
L'esercito israeliano ha fatto sapere che poco dopo il missile anti-carro, un'altra postazione israeliana è stata oggetto di colpi di mortaio sulle alture del Golan. In questo caso non risultano feriti. Smentita dai militari anche la cattura da parte di Hezbollah di un soldato israeliano.
Dopo aver subito l'attacco, l'artiglieria israeliana ha scaricato una cinquantina di colpi di mortaio in territorio libanese, in quella che appare come un'inevitabile escalation. Di cui ha già fatto le spese un casco blu dell'Unifil, la forza di interposizione delle Nazioni Unite dispiegata lungo la "Linea Blu" nel sud del Libano dal 1978. Secondo Al Jazeera, il militare è stato ucciso dall'artiglieria israeliana, che avrebbe preso di mira anche il territorio nei pressi di una base della forza internazionale.
Parlando all'Ansa, il portavoce del contingente Onu Andrea Tenenti ha confermato la morte del soldato, senza indicare precise responsabilità. Tenenti ha spiegato che il generale italiano Luciano Portolano, comandante del contingente Unifil, "è in stretto contatto con le parti, invitandole al massimo contegno per evitare l'escalation" della tensione nell'area. Fonti militari libanesi affermano che il peacekeeper è spagnolo. La nazionalità del soldato è stata confermata successivamente dall'ambasciata spagnola a Beirut. Secondo Al Pais, il militare si trovava nei pressi del villaggio di Gaya ed è stato ucciso da un proiettile di mortaio israeliano. L'esercito ebraico avrebbe chiesto ai caschi blu spagnoli schierati nella zona meridionale del Libano di non lasciare le loro basi.
Altre fonti hanno detto all'Afp che più di una decina di colpi di artiglieria pesante sono stati lanciati sui villaggi di confine libanesi e che gli aerei di Israele sorvolano la zona. Il portavoce militare di Tel Aviv ha dichiarato che dell'esercito israeliano sta rispondendo "agli attacchi Hezbollah con un'operazione combinata tra aviazione e artiglieria" diretta contro le "posizioni operative" del movimento integralista sciita.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l'esercito della Stella di Davide è pronta a reagire "con forza, su tutti i fronti", invitando "quelli che vogliono sfidarci al nord a guardare cosa è successo nella Striscia di Gaza". Chiaro riferimento all'operazione Protective Edge, lanciata la scorsa estate contro l'enclave palestinese che ha fatto migliaia di morti tra i civili. E proprio da Gaza si è fatto sentire Hamas, esultando per l'attacco rivendicato dal movimento libanese Hezbollah. "Affermiamo il diritto di Hezbollah a rispondere all'occupazione israeliana, soprattutto dopo il suo ultimo attacco a Quneitra", ha dichiarato il portavoce di Hamas, Sami Abu Zuhri. In previsione della reazione israeliana, riferisce il turco Yedioth Ahronoth citando fonti di Ankara, nella notte Hezbollah ha evacuato diverse sue strutture in territorio libanese.
Festa a Beirut, dove raffiche di mitra sono state esplose in segno di gioia nella periferia meridionale, roccaforte di Hezbollah, dopo la diffusione della notizia dell'attacco al convoglio israeliano. In alcune località del sud del Libano, tra cui Tiro e Nabatiye, sono stati distribuiti dolci agli incroci delle strade.
L'attacco di Hezbollah ha fatto seguito di qualche ora a un raid aereo degli israeliani sulla Siria, ma la tensione covava da almeno una decina di giorni, durante i quali si erano verificate altre incursioni aeree nello spazio siriano. Una, in particolare, il 18 gennaio a Quneitra, sul Golan, era costata la vita a sei miliziani di Hezbollah, tra cui il figlio di Mughnyieh, l'ex leader militare del movimento sciita, cinque ufficiali iraniani e un prestigioso comandante della Guardia Rivoluzionaria di Teheran, il generale Mohammad Ali Allahdadi. Per il quale l'Iran aveva promesso vendetta, anche a nome di Hezbollah. Il 21 gennaio, tre giorni dopo i fatti di Quneitra, un giovane palestinese arrivato da Tulkarem, in Cisgiordania, poi catturato, aveva accoltellato 12 pendolari su un autobus a Tel Aviv.
Nel comunicato di rivendicazione dell'attacco di stamane, Hezbollah ricollega l'azione proprio a quanto accaduto a Quneitra. Nel testo diffuso dai media filo-Hezbollah, come la tv Al Manar, si legge infatti che "alle 11,25 (ora locale, le 10,25 in Italia) il gruppo dei Martiri di Quneytra della Resistenza Islamica (l'ala militare di Hezbollah) ha attaccato con missili, nella zona delle fattorie di Shebaa occupate, un convolgio militare israeliano composto di molti veicoli con a bordo soldati e ufficiali sionisti. contro un convoglio militare sul quale viaggiavano ufficiali e soldati sionisti. Diversi mezzi sono stati distrutti e ci sono vittime tra i nemici".

FONTE: LA REPUBBLICA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Il Comune di Lecce litiga con se stesso e la città paga: parcella da 109mila euro per una causa con la partecipata Sgm

27 Gennaio 2015, 16:29pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO  Il Comune di Lecce litiga con se stesso e la città paga: parcella da 109mila euro per una causa con la partecipata Sgm

INSERITO DA MORENA MOTTA LECCE - Una parcella da 109.195 euro. Da pagare per una causa intentata dal Comune contro se stesso. Succede anche questo in una città stritolata dalle tasse, asfissiata dalla spending review e sommersa da pignoramenti e ipoteche. Succede che gli uffici dell’Avvocatura liquidino un acconto di 20mila euro, per una parcella complessiva di 109.195 euro, all’avvocato Alberto Zito, che ha difeso l’ente nel giudizio davanti al Consiglio di Stato contro la Sgm. Cioè contro una società che gestisce trasporto pubblico e sosta a pagamento e della quale proprio Palazzo Carafa, con il 51%, è socio di maggioranza. Un altro 40% è della Igeco di Tommaso Ricchiuto e il 9% restante della Fratelli Bertani Spa.

La paradossale vicenda riguarda piazza Tito Schipa e il project financing per la costruzione di un centro direzionale e un mega-parcheggio interrato che il Comune ha affidato alla De Nuzzo Costruzioni. È noto che a opporsi prima alla scelta del progetto, nel 2006, e poi al bando per l’aggiudicazione dei lavori, nel 2010, è stata sempre la Sgm, presieduta nel 2006 dall’attuale assessore ai Lavori pubblici Gaetano Messuti e nel 2010 dall’ex assessore ai Trasporti Gianni Peyla. Ma soltanto oggi il Comune ha liquidato la parcella ad uno degli avvocati che ne hanno difeso l’operato, il professor Zito del Foro di Roma.

Il Comune, con Zito, ha vinto la causa e ora gli paga ben 109mila euro. Ma il Comune ha anche perso quella causa, nella sua veste di socio di maggioranza della Sgm. E chissà quanto avrà pagato agli avvocati Arturo Cancrini e Claudio De Portu che l’hanno difeso in uno dei due contenziosi aperti con se stesso per i lavori in piazza Schipa. Infatti, in una società spese e incassi si suddividono fra i soci, nel rispetto della loro quota di partecipazione alla società stessa. Quindi, di fatto, il Comune ha contribuito (o contribuirà) al pagamento pro-quota della parcella dovuta dalla società Sgm ai suoi legali nei contenziosi su piazza Tito Schipa.

Oltre al danno di aver atteso dieci anni, fra ricorsi e ritardi vari, per portare a conclusione l’iter di avvio del cantiere - previsto fra tre mesi - si aggiunge quindi la beffa di una pubblica amministrazione che litiga con se stessa e spende centinaia di migliaia di euro per gli avvocati. Ieri, con il sindaco Adriana Poli Bortone, e oggi con Paolo Perrone. Il primo contenzioso con Sgm riguarda infatti un bando del giugno 2005 confezionato dalla Giunta Poli per raccogliere le proposte di recupero urbano di piazza Schipa, con la costruzione di un centro direzionale, di un parcheggio e il recupero dell’ex tettoia liberty. A bando pubblicato, partì il primo ricorso al Tar della Sgm: la società contestava il diritto del Comune a cercare qualcuno che realizzasse un parcheggio, visto che proprio Sgm è concessionaria della gestione della sosta in città. Il ricorso fu respinto.

Fra i quattro progetti la commissione di gara scelse poi quello della De Nuzzo Costruzioni, ma anche questa decisione fu impugnata davanti al Tar dalla Sgm che stavolta l’ebbe vinta. Poi, a febbraio 2009, il Consiglio di Stato ribaltò il verdetto del Tar e diede ragione al Comune, difeso dal professor Zito, e alla De Nuzzo Costruzioni. A quel punto l’amministrazione – già saldamente nelle mani di Perrone - pubblicò il bando per individuare l’impresa che avrebbe effettuato i lavori a condizioni migliori di quelle già offerte dalla De Nuzzo Costruzioni. Anche quel bando fu impugnato da Sgm, che contestò sia il riferimento di legge scelto dal Comune per confezionare il bando, che la possibilità di prelazione riconosciuta alla De Nuzzo, la quale, entro 45 giorni dall’aggiudicazione, avrebbe potuto offrire la stessa cifra della ditta vincitrice e tenersi l’appalto.

Il resto della storia è cosa nota: solo pochi giorni fa è arrivato il via libera della Soprintendenza al progetto De Nuzzo. E fra tre mesi potrà cominciare ad essere sanata una ferita urbana nel cuore di Lecce. Resterà aperta, invece, quella economica inferta alle casse pubbliche da un Comune capace di litigare persino con se stesso.

FONTE: (di Paola Ancora) QUOTIDIANO DI PUGLIA

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Una folle fuga in auto che si è conclusa direttamente in cella

27 Gennaio 2015, 14:41pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO Una folle fuga in auto che si è conclusa direttamente in cella

INSERITO DA MORENA MOTTA Durate la serata di ieri, agenti della Sezione Volanti hanno tratto in arresto un 22enne algherese, per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

Una pattuglia, impegnata in servizio di controllo del territorio, nel transitare nella zona industriale della città, ha notato un’autovettura scura nelle vicinanze di un distributore di carburante e al fine di effettuare un controllo, ha intimato l’alt ma questa, invece di fermarsi, ha accelerato dandosi alla fuga.

Il conducente, nel disperato tentativo di sottrarsi al controllo, a folle velocità ha imboccato contromano l’uscita dei parcheggi di un centro commerciale e successivamente, una via che, nella parte finale, ha percorso contromano.

Durante l’inseguimento non ha esitato più volte a sterzare e frenare bruscamente con l’intento di far uscire fuori strada la pattuglia che lo inseguiva a sirene spiegate e solo per pura fortuna non è andato a collidere con le auto che gli venivano incontro.

Nonostante la gomma posteriore fosse esplosa a causa di un urto col marciapiede, la fuga si è conclusa solo quando l’uomo è andato a sbattere violentemente sul muro di cinta di un’abitazione.

Gli agenti, accorsi a verificare le condizione del fuggiasco, sono stati aggrediti e spintonati dall’uomo che ancora tentava di scappare e che invece è stato tratto in arresto.

La successiva perquisizione dell’autovettura, ha consentito di rinvenire all’interno della stessa numerosi oggetti atti allo scasso e una seppur minima, quantità di sostanza stupefacente.

Il giovane è stato altresì segnalato per guida senza patente per non averla mai conseguita e la vettura che conduceva era, invece, priva di copertura assicurativa. L’arrestato è stato quindi accompagnato in Questura e rinchiuso in cella di sicurezza a disposizione dell’autorità giudiziaria competente.

FONTE: POLIZIA DI STATO QUESTURA DI SASSARI

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Un altro blitz di Amper – il cane poliziotto – tra gli studenti

27 Gennaio 2015, 14:38pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO Un altro blitz di Amper – il cane poliziotto – tra gli studenti

INSERITO DA MORENA MOTTA Continua l’attività della Polizia di Stato volta alla prevenzione e contrasto al consumo di droga tra i giovani. Ieri mattina i poliziotti, grazie al fiuto di Amper, il cane antidroga, hanno trovato in un istituto scolastico di via San Bartolo a Cintoia hashish e marijuana. Una busta con 19 grammi di marijuana era nascosta vicino ad un armadio della palestra. Hashish invece è stato trovato all’esterno della scuola: dentro ad un astuccio, vicino ad un albero, chiusa in una piccola scatola, e dentro ad un cassonetto dell’immondizia. Stamattina invece Amper, dopo aver passato in rassegna aule, bagni e corridoi, ha scovato nel cortile di un istituto scolastico di Porta Romana un altro grammo di marijuana. I controlli, in accordo con i presidi delle scuole, saranno ripetuti a cadenza periodica.

FONTE: POLIZIA DI STATO QUESTURA DI FIRENZE

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NEWS ITALIA E DAL MONDO ASSALTO AL CAVEAU CON RUSPA E KALASHNIKOV: FAR WEST NELLE STRADE DEL VERCELLESE

27 Gennaio 2015, 11:27am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Conflitto a fuoco a colpi di kalashnikov, nella notte a Quinto Vercellese, tra carabinieri e una decina di banditi che con una ruspa avevano tentato di assaltare il caveau di un istituto di vigilanza
Dopo la sparatoria, per coprirsi la fuga i malviventi hanno dato fuoco ad alcune auto. Diverse le strade ancora inagibili. A dare l'allarme ai carabinieri, secondo le prime informazioni raccolte, sarebbe stato un vigilante dell'istituto Fidelitas, dove è avvenuto l'assalto. I malviventi, almeno una decina, si sono presentati con un camion, dal quale hanno scaricato la ruspa con cui volevano demolire il muro di cinta e raggiungere il caveau, dove è custodita una
ingente somma di denaro. LEGGO.IT

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NEWS ITALIA E DAL MONDO Donna segregata in casa per anni Arrestato marito carciere

27 Gennaio 2015, 11:11am

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

NEWS ITALIA E DAL MONDO Donna segregata in casa per anni  Arrestato marito carciere

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA La scena che si è presentata agli occhi degli operatori sanitari di Pavia è incredibile quanto macabra: una donna di 55 anni ridotta ad una larva, appena 15 kg di peso. In un preoccupante stato di denutrizione è stata salvata da una telefonata al 118 proprio per mano del suo carceriere, il convivente. L’uomo infatti la teneva prigioniera in un appartamento di via Tasso probabilmente senza cibo e con poca acqua. Ore di interrogatorio per il 60enne e anche per i vicini da parte della polizia che è stata allertata proprio dai sanitari intervenuti sul posto. Gli altri inquilini dello stabile hanno riferito di continui litigi e urla. Dalle indagini è emerso che la povera vittima è stata segregata in casa in stato di totale degrado: “mai vista una cosa del genere in tanti anni” hanno commentato i soccorritori. L’uomo è stato arrestato con l’accusa di abbandono.

Martina Gaudino RETENEWS24

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NEWS ITALIA E DAL MONDO MILANO SCOMPARSO FRANCESCO PAOLO FERRANTE AIUTIAMO A TROVARLO

26 Gennaio 2015, 20:49pm

Pubblicato da Di Michele Pappacoda mjcheva@live.it

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Scomparso

Francesco Paolo Ferrante

Sesso:M
Età:32 (al momento della scomparsa)
Corporatura:esile
Statura:182
Occhi:castani
Capelli:neri
Abbigliamento:un cappotto nero marca "Woolrich", una felpa nera e gialla con cappuccio giallo, un cappellino beige, un paio di jeans e scarpe nere "Adidas"; porta un paio di occhiali da vista neri grandi
Segni particolari:un tatuaggio sulla schiena raffigurante un troll e una ragnatela
Scomparso da:Milano
Data della scomparsa:23/01/2015
Data pubblicazione:26/01/2015

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