Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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di Michele Pappacoda Città del Vaticano - Papa Francesco pensa alle vittime dell'attentato alla moschea sufi in Egitto, ricorda la pagina del Vangelo che fa riferimento al giudizio divino dicendo che Gesù arriverà alla fine dei tempo per giudicare tutte le nazioni, poi chiede ai pellegrini presenti sulla piazza per l'Angelus domenicale un viatico speciale per l'imminente viaggio che sta per compiere. Questa sera inizierò la visita apostolica in Myanmar e Bangladesh. Dialogo e diritti umani sono al centro della missione. Papa Francesco nei mesi passati ha rivolto diversi appelli internazionali per fermare le persecuzioni birmane sulla minoranza musulmana dei Rohingya. La visita papale durerà dal 26 novembre al 2 dicembre.
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DI MORENA MOTTA I genitori degli studenti delle scuole medie di Certosa e di Giussago, in provincia di Pavia,protestano contro l'obbligo del Ministero dell'Istruzione di andare a prendere i figli al termine delle lezioni. L’istituto comprensivo boccia la richiesta di far valere la loro autorizzazione per consentire la libera uscita degli alunni under 14, esonerando quindi il personale scolastico da ogni responsabilità.
Così alcune famiglie, che speravano di poter contare sulla possibilità di far valere la liberatoria, hanno deciso di protestare davanti alla scuola, aspettando l’approvazione dell’emendamento che dovrà risolvere definitivamente la questione.
Il sindaco di Certosa ah dichiarato che: «Questa situazione sta mettendo in serie difficoltà tanti genitori che lavorano. La maggior parte di queste famiglie non è originaria di Certosa e non può quindi contare sull’aiuto di nonni o parenti».
Il comunicato pervenuto alle famiglie, spiega come dovrà procedere la scuola. Al termine delle lezioni, se un alunno non viene ritirato, in mancanza di avviso telefonico da parte del genitore, l’insegnante lo affida ai collaboratori scolastici che contatteranno la famiglia perché provveda al ritiro dell’alunno nel più breve tempo possibile e comunque non oltre 15 minuti. In caso genitore non venga rintracciato, il personale contatterà le autorità competenti affinché provvedano o a rintracciare uno dei genitori.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA VENEZIA - Unadonnache è bersaglio dellaviolenzadi un uomo, se indossa una divisa è anche una «vittima del dovere». L'ha stabilito il Consiglio di Stato con una sentenza pubblicata ieri, vigilia della Giornata internazionale del 25 novembre, a conclusione (forse) della ventennale battaglia amministrativa e giudiziaria combattuta da unapoliziottache vive e lavora in Veneto. Dopo essere rimasta gravemente ustionata per mano dell'ex fidanzato, la dipendente del ministero dell'Interno ha dovuto trascinare più volte in giudizio proprio il Viminale, per vedere riconosciuto il proprio diritto ad ottenere i benefìci previsti dalla legge.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA PORDENONE - Un solo colpo di pistola alla testa: così è mortoIgor De Mori,l'uomo di 43 anni che si è sparato a Prata: non accettava la fine della relazione con la fidanzata. Lui, operaio, padre di tre figli avuti da un precedente matrimonio, originario diVittorio Veneto ma residente a Pordenone; lei più giovane, 25 anni.
Da meno di un mese lei, dopo essere andata a convivere con lui, era tornata a casa dei genitori. I rapporti si erano incrinati, lui aveva provato di tutto per ricucire. Ieri si è presentato a casa dei genitori dell'ex fidanzata, ha lasciato l'auto lontana e ha preso la pistola, se l'è puntata alla tempia e si è sparato bruciapelo, prima di accasciarsi a terra.
La 25enne è finita in ospedale per lo choc. Si è poi appreso che la vittima aveva precedenti penali per reati di danneggiamento aggravato - con due condanne - per detenzione e porto illegale di arma.
Sos Suicidi. Sono attivi alcuni numeri verdi a cui chiunque può rivolgersi per avere supporto e aiuto psicologico: Telefono Amico 199.284.284 Telefono Azzurro 1.96.96 Progetto InOltre 800.334.343 De Leo Fund 800.168.768
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DI MICHELE PAPPACODA L'assassino di Marilena Negri, la 67enne uccisa ieri al Parco Litta di Milano, potrebbe non avere lasciato alcuna traccia sulla vittima. E' quanto emerge dai primi riscontri investigativi affidati alla polizia scientifica. La vittima, colpita con un fendente al collo, indossava dei guanti quindi, anche nel caso in cui si fosse difesa dall'aggressore, sotto le sue unghie non ci sono tracce di Dna che possano dare un volto al suo killer. In attesa dell'esito dell'autopsia, la causa più probabile della morte resta al momento la coltellata di punta e taglio al collo; mentre è ancora da chiarire cosa manca davvero dalla borsa della vittima, uscita ieri alle 7 per portare a spasso il suo cane, un beagle. La borsa, vuota, è stata trovata abbandonata nell'erba, ma la presunta rapina potrebbe aver fruttato davvero poco all'assassino: la 67enne vedova indossava alcuni gioielli, ma li aveva con sé quando chi l'ha uccisa si è allontanato. Era ancora agonizzante quando un passante ha dato l'allarme. Da quanto trapela la vittima non aveva con sé il cellulare, quindi la svolta potrebbe arrivare dalle telecamere che si trovano in zona e nello stesso parco, immagini ora al vaglio degli uomini della squadra mobile. Nessuna traccia invece dell'arma, che potrebbe essere stata impugnata da un balordo. Si indaga anche per capire se ci possono essere legami con altri episodi simili, a partire da un'aggressione di dieci giorni fa in viale Enrico Fermi: vittima una 33enne, con la figlia di un mese nel passeggino, che subì una rapina identica.
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DI MICHELE PAPPACODA Sono almeno 16 gli obiettivi che la Corea del Nord sarebbe pronta a colpire qualora decidesse di lanciare un attacco nucleare preventivo. Lo rivela uno studio del think-thank European council on foreign relations (Ecfr), che si basa su materiale e fonti nordcoreane. In cima all'elenco ci sono le «maggiori città statunitensi», in particolare obiettivi sensibili come New York, la Casa Bianca e il Pentagono, oltre ovviamente ai centri della Corea del Sud e il Giappone. Nella lista dell'Ecfr ci sono infatti Tokyo e Seul, le basi americane nel Pacifico e le portaerei a capacità nucleare. Secondo le fonti nordcoreane, l'approccio di Pyongyang al nucleare farebbe comunque parte di una strategia «difensiva».
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di Michele Pappacoda Sono almeno 16 gli obiettivi che la Corea del Nord sarebbe pronta a colpire qualora decidesse di lanciare un attacco nucleare preventivo. Lo rivela uno studio del think-thank European council on foreign relations (Ecfr), che si basa su materiale e fonti nordcoreane. In cima all'elenco ci sono le «maggiori città statunitensi», in particolare obiettivi sensibili come New York, la Casa Bianca e il Pentagono, oltre ovviamente ai centri della Corea del Sud e il Giappone. Nella lista dell'Ecfr ci sono infatti Tokyo e Seul, le basi americane nel Pacifico e le portaerei a capacità nucleare. Secondo le fonti nordcoreane, l'approccio di Pyongyang al nucleare farebbe comunque parte di una strategia «difensiva».
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Choc a Palermo dove una giovane è stata aggredita da una mezza dozzina di ragazzini tra gli 8 e i 12 anni, secondo quanto lei stessa ha riferito alla polizia, mentre si trovava alla fermata del bus in via Basile, nei pressi dell'università. Accerchiata, è stata spintonata, palpeggiata e insultata; ha urlato, ma nessuno è arrivato in suo soccorso. Quando i ragazzini, forse per gli strepiti della giovane, sono fuggiti, la ragazza ha trovato riparo nell'edificio 19 nella cittadella universitaria, da dove ha chiamato gli agenti.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Sarà un processo a fare piena luce sulla tragedia che ha visto il piccolo Giovanni Morello spegnersi ad appena 6 anni, mentre si trovava ricoverato all'ospedale di Rovigo per quella che inizialmente si presentava come una forma particolarmente forte dell'influenza intestinale che circolava in quei giorni. Una morte che ha segnato profondamente la comunità di Anguillara, dove il bambino viveva con i genitori Federico e Tiziana, ma anche l'intero Polesine e in particolare l'ospedale, oggetto anche di un'indagine interna avviata dalla Regione che non aveva tuttavia fatto emergere inadempienze o scostamenti dai protocolli da parte del personale medico.
L'INCHIESTA. Nel frattempo, in questi mesi è andata avanti l'indagine condotta dal sostituto procuratore Giovanni Nalin, che aveva visto inizialmente raggiunti da avviso di garanzia sette medici, dei tre diversi reparti nei quali il piccolo è transitato nei cinque giorni di degenza, per l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Le perizie dei consulenti nominati dalle parti sembrano aver trovato una convergenza nell'individuare come causa del decesso uno strozzamento di un'ansa intestinale. Sulla base degli ulteriori sviluppi nelle indagini, il pm Nalin ha poi chiesto il rinvio a giudizio per il solo Vincenzo Rametta, 42 anni, dirigente medico della Struttura organizzativa complessa di Pediatria, al tempo anche direttore facente funzione del reparto che allora era scoperto a livello di primario...
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Due gialli: un’unica indagine. Il caso Tuzi e il caso Mollicone sono collegati e vanno valutati unitariamente.
Nuovo colpo di scena, nelle ultime ore, attorno alle indagini per l’omicidio di Serena Mollicone, gli ultimi sviluppi investigativi, infatti, hanno portato la Procura della Repubblica di Cassino ad indirizzare le indagini in maniera univoca e, a questo punto, non è escluso che, nelle prossime settimane, ci sia l’unificazione dei fascicoli.
Un preciso cambio di rotta - non certamente improvvisato - quello della magistratura inquirente di piazza Labriola a Cassino che da un paio di anni, su binari diversi, a seguito delle richieste dei familiari, ha riaperto le indagini sulle morte di Santino Tuzi e su quella di Serena Mollicone. Le informazioni che trapelano dagli uffici inquirenti, attorno all’ipotesi unificazione dei fascicoli, sono relegate alla più classica espressione imposta dalla segretezza istruttoria: “Non si conferma e non si smentisce”.
L’unificazione dei fascicoli. Il caso Mollicone è affidato al Pm Beatrice Siravo, e Tuzi al Pm Alfredo Mattei, l’unificazione dei fascicoli, che spesso segue logiche temporali, è un fatto interno agli uffici dei sostituti, non occorre alcuna autorizzazione del Gip, tantomeno la comunicazione alle parti interessate, per cui potrebbe emergere anche a fine indagini preliminari. Resta, ad oggi, il dato sostanziale: i collegamenti e la valutazione unitaria. La sostanza delle indagini svolte sinora e quelle che, con ogni probabilità, saranno svolte, ruotano attorno alla caserma dei carabinieri di Arce.
Serena quel giorno è entrata in caserma? Se così fosse, perché si è recata in caserma? Chi l’ha ricevuta? Questi ed altri gli interrogativi degli inquirenti e dei carabinieri che indagano. Ed ecco allora che l’univocità delle indagini potrebbe portare ad inquadrare scenari - ad esempio sulle presenze in caserma quel primo giugno 2001 - sinora rimasti in ombra. Volutamente? Anche questo è per ora resta un’incognita.
Il fatto storico è che Santino Tuzi, brigadiere dell’arma, in forza alla stazione di Arce nel 2001, sette anni dopo la morte di Serena, nell’aprile del 2008, poche ore dopo aver riferito agli inquirenti di aver visto Serena entrare in caserma, si tolse la vita con la pistola di ordinanza. Suicidio. Fu l’esito della prima inchiesta, ma un anno e mezzo fa la famiglia chiese la riapertura delle indagini e il Gip ordinò al Pm Alfredo Mattei di fare tutti gli accertamenti per valutare la dinamica della morte e le ultime ore di vita, anche attraverso i contatti avuti , per valutare un eventuale istigazione al suicidio. Accertamenti che sono stati eseguiti dai carabinieri di Pontecorvo, ma il caso, e non è un mistero, ancora non è stato chiuso proprio perché occorre una valutazione connessa al fascicolo Mollicone. Nel frattempo in questi giorni, dopo la rogatoria internazione, con la quale è stato ascoltato un testoni residente in Francia, proseguono gli accertamenti su alcuni ordini di servizio, risalenti al primo giugno 2001, sequestrati all’interno della stazione dei carabinieri di Arce. Accertamenti di natura calligrafica per verificare, con ogni probabilità, la genuinità della grafia riscontrata. Anche in questo caso, il fine, potrebbe portare alla caserma di Arce.