Il Giornale Vettica di Amalfi Online Velasca Vimercate News nel Mondo nato nel mese di gennaio 2010 dalla volontà del titolare Michele Pappacoda di dare spazio a tanti diversamente abili, grazie all'inserimento di news, di sentirsi realizzati in qualcosa di personale uscendo dai mille problemi che la disabilità ci impone quotidianamente.
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foto dal Giornale di Monza
INSERITO DA MORENA MOTTA Fiori, cuori, un cartello stradale di pericolo e la fantasia della street art di Abraham Clet, artista francese, esplode nella settimana dedicata agli innamorati nella Corte d’onore di Palazzo Isimbardi, scelta dalla Polizia locale.
E’ proprio dell’arte di Clet, che ancora una volta, si è servito il Comando di piazza Matteotti per essere partecipe con la città di una delle date del calendario. Sotto al cartello di pericolo compare la dedica. «14 febbraio – San Valentino. Auguri a tutti gli innamorati…della nostra città. La Polizia locale di Muggiò».
«Lo speciale augurio è dedicato non solo agli innamorati, ma anche e soprattutto a chi è innamorato della nostra città, a chi si spende e si impegna per il suo bene in qualsiasi forma» ha spiegato il Comando.
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INSERITO DA BARBARA PAPPACODA Da tempo avrebbe preso di mira la madre, picchiata e minacciata per ottenere il soldi per ubriacarsi e, proprio sotto gli effetti dell’alcol avrebbe anche aggredito senza motivo due sconosciuti, tra i quali un giovane di soli vent’anni, incontrati per strada. Motivi che, dopo accurate indagini svolte dagli uomini del Commissariato di polizia di Monza, hanno portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. Così per un 37enne italiano residente a Monza, sabato si sono aperte le porte del carcere di via Sanquirico: a suo carico pesano le denunce presentate dalla madre settantenne vittima delle sue angherie e gli accertamenti svolti dagli investigatori del Commissariato dopo che lo scorso 7 febbraio due persone erano state aggredite a pugni da uno sconosciuto, che si è poi rivelato il 37enne, in largo Mazzini, a Monza. Non è escluso, tra l’altro, che il 37enne possa essersi reso protagonista di almeno un’altra aggressione analoga avvenuta sempre in città, a dicembre, un caso sul quale i poliziotti stanno ancora indagando. Roberto Magnani IL CITTADINO DI MONZA
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INSERITO DA MORENA MOTTA lusco, ragazzini di 13 anni aggrediti dal consigliere leghista: la lettera aperta dei genitori
„Un ragazzino di 13 anni al pronto soccorso con il setto nasale rotto e una vicenda che non è destinata a esaurirsi in breve tempo. I protagonisti sono un gruppo di ragazzini di 13 anni e il capogruppo della Lega di Bellusco Ferdinando Biella. Non è ancora chiaro quello che è accaduto nella serata di venerdì 8 febbraio davanti a casa di Biella, in via Adamello a Bellusco: sul caso stanno indagando i carabinieri, ma secondo quanto denunciato dai ragazzini il consigliere comunale avrebbe pronunciato insulti razzisti e aggredito uno di loro con una testata in pieno viso, fatto smentito dal leghista.
Il fatto: le due ricostruzioni
Tutto è iniziato (su questo vi è certezza) con alcuni petardi fatti scoppiare dal gruppetto di giovanissimi in strada e anche in qualche giardino. Il politico della Lega è sceso in strada a protestare e lamentarsi per il rumore e ne è nato un parapiglia verbale, con alcuni testimoni oculari che assistevano.
Secondo i ragazzini il consigliere comunale avrebbe pronunciato alcuni insulti razzisti (uno dei ragazzi è di origine magrebina) e successivamente avrebbe sferrato la testata in pieno volto. Di sicuro c'è un ragazzino ferito: i sanitari del 118 sono intervenuti sul posto e hanno accompagnato il 13enne al pronto soccorso con il setto nasale rotto.
Diversa la ricostruzione di Biella che — smentendo di aver pronunciato insulti razzisti — ha raccontato di essersi difeso dopo essere uscito a protestare, e ha aggiunto che il lancio dei petardi andrebbe avanti dal 31 dicembre. Inoltre ha riferito di essere stato medicato a sua volta al pronto soccorso per un trauma alla gamba e di essersi già rivolto, in passato, alle forze dell'ordine.
La lettera aperta dei genitori dei ragazzini
I genitori dei ragazzini hanno scritto una lettera aperta in cui riassumono la loro versione dei fatti.
“I nostri ragazzi uscivano da catechismo, stavano percorrendo una strada del paese. Ad un certo punto sono stati affrontati da un soggetto che li ha aggrediti. Uno dei nostri ragazzi è finito in ospedale con il setto nasale rotto, a detta dei suoi amici colpito con una testata e un pugno, seguiti da frasi razziste nei confronti di uno di loro. Cosa è successo lo confermeranno le indagini della magistratura, come verificheranno se è vero che nella colluttazione il soggetto è stato colpito a sua volta. Noi lo abbiamo visto uscire, e siamo pronti a testimoniarlo, per portare a passeggiare i suoi cani subito dopo l’aggressione. E certo non zoppicava… Quello che in tutta questa storia non ci sta è l’uso della violenza, efferata e feroce, di un adulto nei confronti di un tredicenne. Se vessato come dice, il soggetto avrebbe avuto modo di far valere le proprie ragioni, rivolgendosi come abbiamo fatto noi alle istituzioni, in primo luogo ai Carabinieri. Noi siamo responsabili delle azioni dei nostri figli e ce ne assumiamo le responsabilità e allo stesso modo lo dovrà fare, in sede civile e penale, ma soprattutto davanti alla sua coscienza, chi al confronto preferisce pugni e testate”.
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INSERITO DA MORENA MOTTA za, muoiono al San Gerardo e donano gli organi: salvano sette persone
„Un tragico destino per loro, morti a poche ore l'uno dall'altro. Ma nello stesso tempo la disponibilità infinita delle loro famiglie, messe a dura prova in un momento di dolore assoluto, ha permesso di salvare sette persone. È successo nella giornata di giovedì 31 gennaio all'ospedale San Gerardo. "L’eccezionalità — spiegano dal nosocomio — è stata data dalla concomitanza di un donatore di organi e tessuti a cuore fermo, la cui morte è stata accertata in Pronto Soccorso poco dopo le 9 del mattino secondo criteri cardiologici e di una donna, per la quale è stata accertata la morte encefalica nel corso della giornata in seguito ad una grave emorragia cerebrale".
I medici hanno spiantato sette organi: quattro polmoni, un cuore, un fegato, due reni e un pancreas che hanno ridato vita e speranza ad altrettante persone. Non solo: sono state espiantati anche i tessuti (cornee, cute, tessuto muscolo scheletrico e valvole), ora a disposizione delle Banche dei Tessuti di riferimento della regione Lombardia per soddisfare la grande richiesta sanitaria.
La donazione di organi e tessuti in seguito ad accertamento di morte encefalica (secondo cioè criteri neurologici) è ormai parte integrante della pratica clinica nel presidio monzese della Asst di Monza, sebbene il processo di donazione impegni attivamente numerose professionalità: medici e infermieri del reparto di Terapia Intensiva Neurochirurgica in prima linea, vari consulenti medici che si alternano per la valutazione di idoneità del potenziale donatore (neurologi, anatomo-patologi, chirurghi, dermatologi, cardiologi e infermieri dell’emodinamica, radiologi e tecnici di radiologia, pneumologi, medici e infermieri dei laboratori analisi) che viene in ultimo affidato alle équipe dei prelevatori provenienti dai diversi centri trapianto e dalle Banche dei tessuti cui gli organi vengono destinati in seguito al lavoro del Centro Regionale Trapianti. Qui, un anestesista di sala operatoria e una intera équipe infermieristica assegnata alle urgenze cliniche viene messa a disposizione del prelievo multiorgano.
"Ma la vera eccezionalità dell’evento è da ricercare nell’altra donazione portata a termine nello stesso giorno: il prelievo bipolmonare e multi-tessuto in un uomo deceduto in seguito ad arresto cardiaco in Pronto Soccorso — precisano dalla struttura sanitaria —. Al termine delle manovre rianimatorie durate oltre un’ora senza che però avessero esito positivo, già nel Pronto Soccorso del nosocomio sono state iniziate, in seguito alla non opposizione dei familiari presenti, le procedure che hanno portato al prelievo di due polmoni a distanza di due ore dal decesso dell’uomo".
Ancora una volta, diverse professionalità, tra cui un medico della Terapia Intensiva Neurochirurgica, il medico rianimatore in forza al servizio di guardia attiva rianimatoria dell’ospedale, il personale medico e infermieristico del Pronto Soccorso e delle sale operatorie (la cui attività diurna elettiva ha lasciato spazio a questo prelievo, con largo spirito di adattamento), il direttore del servizio trasfusionale e i suoi tecnici, il personale dei laboratori di microbiologia e biochimica clinica hanno permesso questo prelievo che potremmo definire eccezionale perché non se ne eseguono molti in Lombardia e in Italia in generale, ma per i quali l’Ospedale San Gerardo si è fatto sin dal 2014 promotore pioniere di questo progetto sfidante.
Collante di tutte queste attività è stato il personale del coordinamento locale dei prelievi di organi e tessuti. Ora, tutto il personale coinvolto negli sforzi di quel giorno, rimane in attesa degli esiti a distanza dei diversi trapianti, che a distanza di 48 ore stanno comunque dando risultati promettenti.
"Ancora una volta – sottolinea il Direttore Generale della ASST di Monza - la dedizione, il lavoro di squadra, la determinazione, ma soprattutto il cuore delle donne e degli uomini di questo ospedale hanno dimostrato l’eccellenza del San Gerardo di Monza nell’ambito della donazione di organi e tessuti, sempre pronti a trasformare in realtà richieste ed esigenze dei donatori e delle loro famiglie in risposta alla domanda sanitaria delle numerose persone in attesa di un trapianto. Al di là della normale pratica clinica, al di là dei numerosi ostacoli che ogni singolo processo di donazione di organi e tessuti porta con sé, senza dimenticare la grande umanità e sensibilità dei parenti".
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DI MORENA MOTTA Nella serata di ieri un 45enne ha minacciato di far saltare l’appartamento in cui su trovava con i bambini di 11 e 12 anni. L’uomo, di origini rumene, si stava separando dalla moglie; ha aperto il gas lasciando che saturasse le stanze, poi ha chiamato la donna minacciando di farsi saltare in aria. Quando i carabinieri sono intervenuti, allertati dalla moglie, l’uomo aveva in mano l’accendino. I militari dopo aver messo in sicurezza la casa e messo in salvo i due minori, hanno arrestato l’uomo.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Statale 36 pericolosa, Fragomeli furioso: “Il Ministero dell’Interno sottovaluta il problema”.
Rabbia per la Statale 36 pericolosa
“Del tutto inadeguata. Tale è la risposta che il Ministero dell’Interno ha dato venerdì alla mia interpellanza urgente con la quale chiedevo di mettere in atto, al più presto, opportune e tempestive strategie in grado di ridurre la pericolosità della SS 36 Milano – Lecco». Ad affermarlo èGian Mario Fragomeli, deputato lecchese eletto nel collegio brianzolo.
“Seppure la statale 36sia risultata essere la strada extraurbana più pericolosa d’Italia – con una media di quasi un incidente al giorno, di cui oltre la metà in territorio monzese – il Viminale risponde che, a suo parere, non servono tavoli istituzionali tra Enti locali, Forze dell’Ordine e Anas, coordinati poi dal Prefetto, in quanto tutto è “sotto controllo”, viste e considerate le risorse finanziarie per il capitolo manutenzione già assegnate ad Anas” sottolinea furente il deputato dem.
Siamo alla definitiva “cecità politica” e alla ottusa sottovalutazione di un problema tanto grave quale è quello della sicurezza degli automobilisti che per lavoro, studio o, semplicemente, per raggiungere le nostre rinomate località turistiche lacuali e montane, devono percorre un’arteria stradale tanto pericolosa. Una cecità tale che non riesce nemmeno a prevedere la necessità di alcun intervento manutentivo straordinario, sia in termini di programmazione sia in termini di individuazione di misure volte a contrastare, nell’immediato, la pericolosità di questa strada.
La richiesta di interventi urgenti
Fragomeli invoca quindi interventi urgenti per garantire la sicurezza degli automobilisti che ogni giorno percorrono la nostra Super.”Da parte mia – conclude Fragomeli – continuerò a sollecitare il Viminale affinché prenda concretamente in carico il tema della sicurezza nel Lecchese e in Brianza e perché lo faccia, almeno, con lo stessa animosità che da sempre riserva alla questione dei richiedenti asilo. È quanto mai fondamentale predisporre al più presto tutti i necessari interventi di manutenzione del manto e della segnaletica stradale, nonché ripensare i punti più critici del tracciato, evitando così che il triste primato della Statale 36 resti tale ancora a lungo”.
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Trasporto disabili in panne sulla Statale 36: bimba soccorsa dalla Polizia Stradale. E’ accaduto questo pomeriggio all’altezza di Briosco.
Trasporto disabili in panne sulla Statale 36: bimba soccorsa dalla Polizia Stradale
Una disavventura che fortunatamente si è conclusa nel migliore dei modi questo pomeriggio per un mezzo di trasporto per disabili rimasto in panne sulla Statale 36 all’altezza di Briosco, in direzione Nord. Il furgoncino stava trasportando una bimba arrivata da Napoli per delle cure speciali e urgenti quando improvvisamente, si è trovato in difficoltà a causa di un’avaria e si è fermato sulla corsia di sorpasso senza riuscire a proseguire il tragitto.
Immediato intervento della Stradale
Grazie all’intervento immediato del Commissario della Polizia Stradale di Milano Gabrile Fersini insieme all’agente Daniele Messina, oggi impegnati per il Distaccamento di Seregno per coordinare le forze di Polizia per l’emergenza neve, la bimba e gli accompagnatori sono stati tenuti al caldo per tutto il tempo necessario a trovare un nuovo mezzo di trasporto adatto e consentire quindi alla piccola paziente e a tutti i passeggeri di proseguire il viaggio in tutta sicurezza.
Il mezzo in panne invece è stato recuperato dal carro attrezzi.
Il Commissario della Polizia Stradale di Milano Fersini con l’agente Messina intervenuti questo pomeriggio sulla Statale 36
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INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Era inciampata in una buca ed era caduta procurandosi ferite e fratture: ora ha fatto causa al Comune di Carate Brianza chiedendo oltre 90 mila euro di risarcimento danni. Prima udienza a Monza il 14 febbraio E’ fissata per il prossimo 14 febbraio in Tribunale a Monza la prima udienza della causa che una caratese ha intentato nei confronti dell’Amministrazione comunale in seguito a un incidente che, suo malgrado, l’aveva vista protagonista il 7 novembre 2013 mentre stava raggiungendo a piedi il plesso della elementare dell’allora scuola di via Dei Gaggioli.La donna, oggi 69enne, era inciampata accidentalmente in una buca presente sulla sede stradale mentre percorreva via Pirandello. Dopo avere perso l’equilibrio, la donna era caduta rovinosamente a terra rimediando escoriazioni e, soprattutto, una brutta frattura che l’avevano costretta a ricorrere alle cure dell’ospedale e poi a un lungo periodo di riabilitazione. L’atto di citazione è stato notificato al Comune a inizio ottobre e la scorsa settimana la Giunta ha deliberato all’unanimità di autorizzare il sindaco Luca Veggian a resistere in giudizio e di nominare come difensore l’avvocato Antonio Spadetta, il legale incaricato dalla compagnia assicuratrice con la quale nel 2013 l’ente pubblico – allora amministrato dalla maggioranza di centrosinistra guidata da Francesco Paoletti – aveva stipulato una polizza a copertura della responsabilità civile. Nella causa la caratese ha chiesto al Tribunale di accertare e dichiarare la responsabilità del Comune in merito all’infortunio, nella persona del sindaco in qualità di legale rappresentante pro tempore, quale proprietario e custode dei loghi in cui si è verificato l’incidente. A questo si è aggiunta poi la richiesta di condanna dell’Amministrazione comunale, al risarcimento di tutti i danni, quelli patrimoniali (legati all’infortunio) per un importo di 1.337 euro e quelli non patrimoniali (ovvero quelli che includono tutti i pregiudizi non immediatamente quantificabili economicamente, quali la sofferenza interiore, l’invalidità fisica e psichica, il peggioramento della qualità della vita di una persona) per un importo di 90.580 euro. Una somma ingente, di fronte alla quale il Comune ha deciso di opporsi. Sarà il giudice a decidere sul procedimento promosso dalla donna.
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INSERITO DA MORENA MOTTA Ghiaccio sui marciapiedi e alla fermata dell’autobus a San Giorgio a Desio, rischio di cadute. Le lamentele, dopo la neve caduta domenica, sono in realtà arrivate anche da altre zone della città. Ghiaccio sui marciapiedi: rischio di cadute a San Giorgio A San Giorgio uno dei giovani della Lega, Matteo Lando, con un video ha segnalato la difficoltà a camminare per la lastra di ghiaccio che si è formata sui marciapiedi e in prossimità della pensilina dell’autobus. “Uno è qui ad aspettare il pullman e rischia di cadere, faccio fatica a tenere l’equilibrio io che ho 25 anni”. Altre segnalazioni dalla zona del centro ed ex ospedale.
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INSERITO DA MORENA MOTTA
La rivolta dei migranti in via Viganò a Carate Brianza è finita con 4 arresti.
E’ successo ieri, giovedì all’ora di pranzo. Un gruppo dei 23 richiedenti asilo alloggiati da oltre un annoin via Viganòhanno picchiato e sequestrato l’operatore della cooperativa I Girasoli che ha preso in gestione l’accoglienza dei giovani provenienti dall’Africa. All’origine della violenta aggressione ci sarebbe il mancato pagamento del cosiddetto pocket money del mese di dicembre, ovvero quei 2,50 euro che ogni giorno la cooperativa che li ospita tramite la Prefettura deve dare loro.
È stato necessario l’intervento dei carabinieri, che sono arrivati per calmare gli accesi animi. Solo una volta giunti sul posto gli uomini dell’Arma, la situazione è rientrata nella normalità. Sono però scattati gli arresti per quattro richiedenti asilo, tre nigeriani e un cittadino del Gambia, finiti in carcere con l’accusa disequestro di persona, lesioni e minacce aggravate in concorso.
La situazione è degenerata prima di mezzogiorno. I quattro richiedenti asilo hanno prima fatto la voce grossa con il mediatore della cooperativa, un pakistano di 28 anni residente a Merate. L’uomo è stato malmenato e poi rinchiuso in un bagno sotto la minaccia di consegnare loro la diaria corrisposta con il pocket money (77 euro e 50 centesimi mensili) per il mese di dicembre. L’operatore è stato poi trascinato a forza nel cortile dello stabile e aggredito nuovamente con un coltello da cucina. Il giovane operatore, che non è rimasto però ferito, è riuscito con il telefonino a chiedere aiuto ai responsabili della cooperativa che hanno poi chiesto l’intervento dei carabinieri.
Le prime reazioni politiche
“Episodio sconcertante e preoccupante che ho già segnalato per gravità al Ministero dell’Interno e spero trovino velocemente applicazione le nuove norme introdotte dal Parlamento con la legge Salvini per riportare al loro paese personaggi che evidentemente non meritano la nostra accoglienza”. Così ha commentato l’episodio di Carate, l’onorevole della Lega,Massimiliano Capitanio.
Grimoldi “Non meritano nessuna accoglienza a nostre spese”
Fermo anche il commento dell’onorevole Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega Lombardia: “Questi violenti non meritano nessuna forma di protezione. Rimandiamoli in Nigeria e in Gambia, dove non ci sono guerre. Questi non sono profughi da aiutare, questi sono violenti che non meritano nessuna accoglienza a nostre spese”.
Corbetta “Atto gravissimo”
Ci auguriamo che i quattro richiedenti asilo che hanno selvaggiamente picchiato un mediatore culturale vengano immediatamente espulsi dal territorio nazionale”. Così il consigliere regionale del Carroccio Alessandro Corbetta ha commentato la vicenda.
“Allo stesso modo è gravissimo che nessuno degli altri ospiti del Centro accoglienza sia intervenuto in difesa della malcapitata vittima, a cui va la mia solidarietà. Anzi, una volta arrestati gli aggressori, gli altri richiedenti asilo sono andati in gruppo sotto le finestre dell’Arma dei carabinieri per sostenere i fermati. Anche per costoro auspichiamo l’espulsione, in quanto hanno dimostrato totale incompatibilità con la civiltà e la cultura del nostro territorio”.
Pellegrini “Ristabilire la sicurezza non è un reato ma un dovere”
Infine, poco fa, è arrivato anche il commento del senatoreEmanuele Pellegrini
“Così, mentre alcuni magistrati provano a processare un ministro che adempie al proprio compito di proteggere la nazione e i suoi cittadini, assistiamo sgomenti all’ennesimo episodio di violenza (anche qui in Brianza) da parte di chi, professandosi perseguitato, mette a repentaglio la vita di qualcuno per il ritardo nell’erogazione di una mensilità di pocket money (77 euro).”
“Difendere i confini, i nostri cittadini, ristabilire la sicurezza e mettere fine al traffico di esseri umani non è un reato, ma un dovere. Noi andiamo fino in fondo, uniti e coesi insieme a Matteo Salvini. Siamo stati eletti per questo” conclude il Senatore.