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monza e provincia news

MONZA E PROVINCIA NEWS Muoiono all'ospedale San Gerardo di Monza e donano gli organi: salvate sette persone

8 Febbraio 2019, 10:03am

Pubblicato da Giornale Vettica di Amalfi Online www.mikivettica.overblog.it

MONZA E PROVINCIA NEWS Muoiono all'ospedale San Gerardo di Monza e donano gli organi: salvate sette persone

INSERITO DA MORENA MOTTA za, muoiono al San Gerardo e donano gli organi: salvano sette persone
Un tragico destino per loro, morti a poche ore l'uno dall'altro. Ma nello stesso tempo la disponibilità infinita delle loro famiglie, messe a dura prova in un momento di dolore assoluto, ha permesso di salvare sette persone. È successo nella giornata di giovedì 31 gennaio all'ospedale San Gerardo. "L’eccezionalità — spiegano dal nosocomio — è stata data dalla concomitanza di un donatore di organi e tessuti a cuore fermo, la cui morte è stata accertata in Pronto Soccorso poco dopo le 9 del mattino secondo criteri cardiologici e di una donna, per la quale è stata accertata la morte encefalica nel corso della giornata in seguito ad una grave emorragia cerebrale".

I medici hanno spiantato sette organi: quattro polmoni, un cuore, un fegato, due reni e un pancreas che hanno ridato vita e speranza ad altrettante persone. Non solo: sono state espiantati anche i tessuti (cornee, cute, tessuto muscolo scheletrico e valvole), ora a disposizione delle Banche dei Tessuti di riferimento della regione Lombardia per soddisfare la grande richiesta sanitaria.

La donazione di organi e tessuti in seguito ad accertamento di morte encefalica (secondo cioè criteri neurologici) è ormai parte integrante della pratica clinica nel presidio monzese della Asst di Monza, sebbene il processo di donazione impegni attivamente numerose professionalità: medici e infermieri del reparto di Terapia Intensiva Neurochirurgica in prima linea, vari consulenti medici che si alternano per la valutazione di idoneità del potenziale donatore (neurologi, anatomo-patologi, chirurghi, dermatologi, cardiologi e infermieri dell’emodinamica, radiologi e tecnici di radiologia, pneumologi, medici e infermieri dei laboratori analisi) che viene in ultimo affidato alle équipe dei prelevatori provenienti dai diversi centri trapianto e dalle Banche dei tessuti cui gli organi vengono destinati in seguito al lavoro del Centro Regionale Trapianti. Qui, un anestesista di sala operatoria e una intera équipe infermieristica assegnata alle urgenze cliniche viene messa a disposizione del prelievo multiorgano.

"Ma la vera eccezionalità dell’evento è da ricercare nell’altra donazione portata a termine nello stesso giorno: il prelievo bipolmonare e multi-tessuto in un uomo deceduto in seguito ad arresto cardiaco in Pronto Soccorso — precisano dalla struttura sanitaria —. Al termine delle manovre rianimatorie durate oltre un’ora senza che però avessero esito positivo, già nel Pronto Soccorso del nosocomio sono state iniziate, in seguito alla non opposizione dei familiari presenti, le procedure che hanno portato al prelievo di due polmoni a distanza di due ore dal decesso dell’uomo".

Ancora una volta, diverse professionalità, tra cui un medico della Terapia Intensiva Neurochirurgica, il medico rianimatore in forza al servizio di guardia attiva rianimatoria dell’ospedale, il personale medico e infermieristico del Pronto Soccorso e delle sale operatorie (la cui attività diurna elettiva ha lasciato spazio a questo prelievo, con largo spirito di adattamento), il direttore del servizio trasfusionale e i suoi tecnici, il personale dei laboratori di microbiologia e biochimica clinica hanno permesso questo prelievo che potremmo definire eccezionale perché non se ne eseguono molti in Lombardia e in Italia in generale, ma per i quali l’Ospedale San Gerardo si è fatto sin dal 2014 promotore pioniere di questo progetto sfidante.
Collante di tutte queste attività è stato il personale del coordinamento locale dei prelievi di organi e tessuti. Ora, tutto il personale coinvolto negli sforzi di quel giorno, rimane in attesa degli esiti a distanza dei diversi trapianti, che a distanza di 48 ore stanno comunque dando risultati promettenti.

"Ancora una volta – sottolinea il Direttore Generale della ASST di Monza - la dedizione, il lavoro di squadra, la determinazione, ma soprattutto il cuore delle donne e degli uomini di questo ospedale hanno dimostrato l’eccellenza del San Gerardo di Monza nell’ambito della donazione di organi e tessuti, sempre pronti a trasformare in realtà richieste ed esigenze dei donatori e delle loro famiglie in risposta alla domanda sanitaria delle numerose persone in attesa di un trapianto. Al di là della normale pratica clinica, al di là dei numerosi ostacoli che ogni singolo processo di donazione di organi e tessuti porta con sé, senza dimenticare la grande umanità e sensibilità dei parenti".

FONTE MONZA TODAY

 

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MONZA E PROVINCIA NEWS 45enne minaccia di far saltare in aria l'appartamento insieme ai due figli

4 Febbraio 2019, 13:45pm

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MONZA E PROVINCIA NEWS 45enne minaccia di far saltare in aria l'appartamento insieme ai due figli

DI MORENA MOTTA Nella serata di ieri un 45enne ha minacciato di far saltare l’appartamento in cui su trovava con i bambini di 11 e 12 anni. L’uomo, di origini rumene, si stava separando dalla moglie; ha aperto il gas lasciando che saturasse le stanze, poi ha chiamato la donna minacciando di farsi saltare in aria. Quando i carabinieri sono intervenuti, allertati dalla moglie, l’uomo aveva in mano l’accendino. I militari dopo aver messo in sicurezza la casa e messo in salvo i due minori, hanno arrestato l’uomo.

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MONZA E PROVINCIA NEWS Statale 36 pericolosa, Fragomeli furioso: “Il Ministero dell’Interno sottovaluta il problema” "E' assurdo, il Lecchese e la Brianza meritano di più".

3 Febbraio 2019, 09:54am

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MONZA E PROVINCIA NEWS Statale 36 pericolosa, Fragomeli furioso: “Il Ministero dell’Interno sottovaluta il problema” "E' assurdo, il Lecchese e la Brianza meritano di più".

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA DIRETTORE Statale 36 pericolosa, Fragomeli furioso: “Il Ministero dell’Interno sottovaluta il problema”.

Rabbia per la Statale 36 pericolosa

“Del tutto inadeguata. Tale è la risposta che il Ministero dell’Interno ha dato venerdì alla mia interpellanza urgente con la quale chiedevo di mettere in atto, al più presto, opportune e tempestive strategie in grado di ridurre la pericolosità della SS 36 Milano – Lecco». Ad affermarlo èGian Mario Fragomeli, deputato lecchese eletto nel collegio brianzolo.

 

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“Seppure la statale 36sia risultata essere la strada extraurbana più pericolosa d’Italia – con  una media di quasi un incidente al giorno, di cui oltre la metà in territorio monzese – il Viminale risponde che, a suo parere, non servono tavoli istituzionali tra Enti locali, Forze dell’Ordine e Anas, coordinati poi dal Prefetto, in quanto tutto è “sotto controllo”, viste e considerate le risorse finanziarie per il capitolo manutenzione già assegnate ad Anas” sottolinea furente il deputato dem.

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“Cecità politica”

Siamo alla definitiva “cecità politica” e alla ottusa sottovalutazione di un problema tanto grave quale è quello della sicurezza degli automobilisti che per lavoro, studio o, semplicemente, per raggiungere le nostre rinomate località turistiche lacuali e montane, devono percorre un’arteria stradale tanto pericolosa. Una cecità tale che non riesce nemmeno a prevedere la necessità di alcun intervento manutentivo straordinario, sia in termini di programmazione sia in termini di individuazione di misure volte a contrastare, nell’immediato, la pericolosità di questa strada.

La richiesta di interventi urgenti

Fragomeli invoca quindi interventi urgenti per garantire la sicurezza degli automobilisti che ogni giorno percorrono la nostra  Super.”Da parte mia – conclude Fragomeli – continuerò a sollecitare il Viminale affinché prenda concretamente in carico il tema della sicurezza nel Lecchese e in  Brianza e perché lo faccia, almeno, con lo stessa animosità che da sempre riserva alla questione dei richiedenti asilo. È quanto mai fondamentale predisporre al più presto tutti i necessari interventi di manutenzione del manto e della segnaletica stradale, nonché ripensare i punti più critici del tracciato, evitando così che il triste primato della Statale 36 resti tale ancora a lungo”.

IL GIORNALE DI MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS Carate Brianza Trasporto disabili in panne sulla Statale 36: bimba soccorsa dalla Polizia Stradale E' accaduto questo pomeriggio all'altezza di Briosco.

2 Febbraio 2019, 08:40am

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MONZA E PROVINCIA NEWS Carate Brianza Trasporto disabili in panne sulla Statale 36: bimba soccorsa dalla Polizia Stradale E' accaduto questo pomeriggio all'altezza di Briosco.

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Trasporto disabili in panne sulla Statale 36: bimba soccorsa dalla Polizia Stradale. E’ accaduto questo pomeriggio all’altezza di Briosco.

Trasporto disabili in panne sulla Statale 36: bimba soccorsa dalla Polizia Stradale

Una disavventura che fortunatamente si è conclusa nel migliore dei modi questo pomeriggio per un mezzo di trasporto per disabili rimasto in panne sulla Statale 36 all’altezza di Briosco, in direzione Nord. Il furgoncino stava trasportando una bimba arrivata da Napoli per delle cure speciali e urgenti quando improvvisamente, si è trovato in difficoltà a causa di un’avaria e si è fermato sulla corsia di sorpasso senza riuscire a proseguire il tragitto.

 

Immediato intervento della Stradale

Grazie all’intervento immediato del Commissario della Polizia Stradale di Milano Gabrile Fersini insieme all’agente Daniele Messina, oggi impegnati per il Distaccamento di Seregno per coordinare le forze di Polizia per l’emergenza neve, la bimba e gli accompagnatori sono stati tenuti al caldo per tutto il tempo necessario a trovare un nuovo mezzo di trasporto adatto e consentire quindi alla piccola paziente e a tutti i passeggeri di proseguire il viaggio in tutta sicurezza.

Il mezzo in panne invece è stato recuperato dal carro attrezzi.

Il Commissario della Polizia Stradale di Milano Fersini con l’agente Messina intervenuti questo pomeriggio sulla Statale 36

IL GIORNALE DI MONZA 

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MONZA E PROVINCIA NEWS Carate Brianza Cade per una buca e fa causa al Comune per 90mila euro

31 Gennaio 2019, 08:51am

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MONZA E PROVINCIA NEWS Carate Brianza Cade per una buca e fa causa al Comune per 90mila euro

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Era inciampata in una buca ed era caduta procurandosi ferite e fratture: ora ha fatto causa al Comune di Carate Brianza chiedendo oltre 90 mila euro di risarcimento danni. Prima udienza a Monza il 14 febbraio E’ fissata per il prossimo 14 febbraio in Tribunale a Monza la prima udienza della causa che una caratese ha intentato nei confronti dell’Amministrazione comunale in seguito a un incidente che, suo malgrado, l’aveva vista protagonista il 7 novembre 2013 mentre stava raggiungendo a piedi il plesso della elementare dell’allora scuola di via Dei Gaggioli.La donna, oggi 69enne, era inciampata accidentalmente in una buca presente sulla sede stradale mentre percorreva via Pirandello. Dopo avere perso l’equilibrio, la donna era caduta rovinosamente a terra rimediando escoriazioni e, soprattutto, una brutta frattura che l’avevano costretta a ricorrere alle cure dell’ospedale e poi a un lungo periodo di riabilitazione. L’atto di citazione è stato notificato al Comune a inizio ottobre e la scorsa settimana la Giunta ha deliberato all’unanimità di autorizzare il sindaco Luca Veggian a resistere in giudizio e di nominare come difensore l’avvocato Antonio Spadetta, il legale incaricato dalla compagnia assicuratrice con la quale nel 2013 l’ente pubblico – allora amministrato dalla maggioranza di centrosinistra guidata da Francesco Paoletti – aveva stipulato una polizza a copertura della responsabilità civile. Nella causa la caratese ha chiesto al Tribunale di accertare e dichiarare la responsabilità del Comune in merito all’infortunio, nella persona del sindaco in qualità di legale rappresentante pro tempore, quale proprietario e custode dei loghi in cui si è verificato l’incidente. A questo si è aggiunta poi la richiesta di condanna dell’Amministrazione comunale, al risarcimento di tutti i danni, quelli patrimoniali (legati all’infortunio) per un importo di 1.337 euro e quelli non patrimoniali (ovvero quelli che includono tutti i pregiudizi non immediatamente quantificabili economicamente, quali la sofferenza interiore, l’invalidità fisica e psichica, il peggioramento della qualità della vita di una persona) per un importo di 90.580 euro. Una somma ingente, di fronte alla quale il Comune ha deciso di opporsi. Sarà il giudice a decidere sul procedimento promosso dalla donna.

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MONZA E PROVINCIA NEWS Ghiaccio sui marciapiedi e alla fermata dell’autobus, rischio di cadute

29 Gennaio 2019, 15:13pm

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MONZA E PROVINCIA NEWS Ghiaccio sui marciapiedi e alla fermata dell’autobus, rischio di cadute

INSERITO DA MORENA MOTTA Ghiaccio sui marciapiedi e alla fermata dell’autobus a San Giorgio a Desio, rischio di cadute. Le lamentele, dopo la neve caduta domenica, sono in realtà arrivate anche da altre zone della città. Ghiaccio sui marciapiedi: rischio di cadute a San Giorgio A San Giorgio uno dei giovani della Lega, Matteo Lando, con un video ha segnalato la difficoltà a camminare per la lastra di ghiaccio che si è formata sui marciapiedi e in prossimità della pensilina dell’autobus. “Uno è qui ad aspettare il pullman e rischia di cadere, faccio fatica a tenere l’equilibrio io che ho 25 anni”. Altre segnalazioni dalla zona del centro ed ex ospedale.

IL GIORNALE DI MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS CARATE BRIANZA Rifugiati picchiano e sequestrano operatore per i soldi: 4 arresti

26 Gennaio 2019, 09:10am

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MONZA E PROVINCIA NEWS CARATE BRIANZA Rifugiati picchiano e sequestrano operatore per i soldi: 4 arresti

INSERITO DA MORENA MOTTA

La rivolta dei migranti in via Viganò a Carate Brianza è finita con 4 arresti.

E’ successo ieri, giovedì all’ora di pranzo. Un gruppo dei 23 richiedenti asilo alloggiati da oltre un anno in via Viganò hanno picchiato e sequestrato l’operatore della cooperativa I Girasoli che ha preso in gestione l’accoglienza dei giovani provenienti dall’Africa. All’origine della violenta aggressione ci sarebbe il mancato pagamento del cosiddetto  pocket money del mese di dicembre, ovvero quei 2,50 euro che ogni giorno la cooperativa che li ospita tramite la Prefettura deve dare loro.

 

È stato necessario l’intervento dei carabinieri, che sono arrivati per calmare gli accesi animi. Solo una volta giunti sul posto gli uomini dell’Arma, la situazione è rientrata nella normalità. Sono però scattati gli arresti per quattro richiedenti asilo, tre nigeriani e un cittadino del Gambia, finiti in carcere con l’accusa di sequestro di persona, lesioni e minacce aggravate in concorso.

La situazione è degenerata prima di mezzogiorno.  I quattro richiedenti asilo hanno prima fatto la voce grossa con il mediatore della cooperativa, un pakistano di 28 anni residente a Merate. L’uomo è stato malmenato e poi rinchiuso in un bagno sotto la minaccia di consegnare loro la diaria corrisposta con il pocket money (77 euro e 50 centesimi mensili) per il mese di dicembre. L’operatore è stato poi trascinato a forza nel cortile dello stabile e aggredito nuovamente con un coltello da cucina. Il giovane operatore, che non è rimasto però ferito, è riuscito con il telefonino a chiedere aiuto ai responsabili della cooperativa che hanno poi chiesto l’intervento dei carabinieri.

Le prime reazioni politiche

“Episodio sconcertante e preoccupante che ho già segnalato per gravità al Ministero dell’Interno e spero trovino velocemente applicazione le nuove norme introdotte dal Parlamento con la legge Salvini per riportare al loro paese personaggi che evidentemente non meritano la nostra accoglienza”. Così ha commentato l’episodio di Carate, l’onorevole della Lega, Massimiliano Capitanio.

Grimoldi “Non meritano nessuna accoglienza a nostre spese”

Fermo anche il commento dell’onorevole Paolo Grimoldi, deputato della Lega e Segretario della Lega Lombardia: “Questi violenti non meritano nessuna forma di protezione. Rimandiamoli in Nigeria e in Gambia, dove non ci sono guerre. Questi non sono profughi da aiutare, questi sono violenti che non meritano nessuna accoglienza a nostre spese”.

Corbetta “Atto gravissimo”

Ci auguriamo che i quattro richiedenti asilo che hanno selvaggiamente picchiato un mediatore culturale vengano immediatamente espulsi dal territorio nazionale”. Così il consigliere regionale del Carroccio Alessandro Corbetta ha commentato la vicenda. 

“Allo stesso modo è gravissimo che nessuno degli altri ospiti del Centro accoglienza sia intervenuto in difesa della malcapitata vittima, a cui va la mia solidarietà. Anzi, una volta arrestati gli aggressori, gli altri richiedenti asilo sono andati in gruppo sotto le finestre dell’Arma dei carabinieri per sostenere i fermati. Anche per costoro auspichiamo l’espulsione, in quanto hanno dimostrato totale incompatibilità con la civiltà e la cultura del nostro territorio”.

Pellegrini “Ristabilire la sicurezza non è un reato ma un dovere”

Infine, poco fa, è arrivato anche il commento del senatore Emanuele Pellegrini

“Così, mentre alcuni magistrati provano a processare un ministro che adempie al proprio compito di proteggere la nazione e i suoi cittadini, assistiamo sgomenti all’ennesimo episodio di violenza (anche qui in Brianza) da parte di chi, professandosi perseguitato, mette a repentaglio la vita di qualcuno per il ritardo nell’erogazione di una mensilità di pocket money (77 euro).”

Difendere i confini, i nostri cittadini, ristabilire la sicurezza e mettere fine al traffico di esseri umani non è un reato, ma un dovere. Noi andiamo fino in fondo, uniti e coesi insieme a Matteo Salvini. Siamo stati eletti per questo” conclude il Senatore.

 IL GIORNALE DI MONZA 

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MONZA E PROVINCIA NEWS Diciannovenne colta da malore in centro Monza: è grave La giovane è stata trasportata in ospedale in codice rosso

24 Gennaio 2019, 08:03am

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MONZA E PROVINCIA NEWS Diciannovenne colta da malore in centro Monza: è grave La giovane è stata trasportata in ospedale in codice rosso

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Diciannovenne colta da malore in centro Monza: è grave A dare l’allarme sono stati i passanti che l’hanno vista accasciarsi al suolo. Pochi minuti fa – erano le 16.30 – una ragazza di appena 19 anni è stata colta da malore in strada, a pochi passi dall’Arengario, a Monza. Sul posto si è precipitata un’ambulanza in codice giallo. Purtroppo, però, le condizioni della giovane erano più gravi di quanto si pensasse inizialmente, tanto che è stata trasportata al San Gerardo in codice rosso.

IL GIORNALE DI MONZA

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MONZA E PROVINCIA NEWS Brescia, Lodi e Monza vetta inquinamento Legambiente, 2018 da codice rosso per la qualità dell'aria

23 Gennaio 2019, 09:54am

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MONZA E PROVINCIA NEWS Brescia, Lodi e Monza vetta inquinamento Legambiente, 2018 da codice rosso per la qualità dell'aria

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA ,  Nel 2018 in 55 capoluoghi di provincia sono stati superati i limiti giornalieri per le polveri sottili o per l'ozono: Brescia maglia nera con il maggior numero di giornate fuorilegge, 150 giorni di cui 47 per il Pm10 e 103 per l'ozono, seguita da Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l'ozono), Monza (140), Venezia (139), Alessandria (136), Milano (135), Torino (134), Padova (130), Bergamo e Cremona (127) e Rovigo (121). I dati sono contenuti nel Dossier annuale di Legambiente sull'inquinamento atmosferico nelle città italiane che denuncia "il 2018 un anno da codice rosso".

ANSA

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MONZA E PROVINCIA NEWS Operazione “Cuore Falso” | Smascherata finta associazione a Limbiate

22 Gennaio 2019, 10:54am

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MONZA E PROVINCIA NEWS Operazione “Cuore Falso” | Smascherata finta associazione a Limbiate

INSERITO DA MICHELE PAPPACODA Operazione “Cuore Falso” | Smascherata finta associazione a Limbiate. I militari della Guardia di Finanza di Monza hanno dato esecuzione, questa mattina, a un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Milano nei confronti di due persone, residenti in provincia di Monza e Brianza, indagate per associazione a delinquere, truffa e sostituzione di persona.

Operazione "Cuore Falso" | Smascherata finta associazione a Limbiate

 

Operazione “Cuore Falso”

Le Fiamme Gialle di Monza hanno iniziato le indagini nel 2016 a seguito di alcune segnalazioni su probabili truffe da parte di soggetti che, spacciandosi per volontari di organizzazioni caritatevoli, raccoglievano da ignari cittadini somme di denaro spese poi solo per scopi personali. Veniva così individuata una falsa associazione della specie, con sede a Limbiate (MB), attorno alla quale ruotava l’attività truffaldina degli indagati, denunciati alla Procura della Repubblica di Milano.

Perquisita la sede della finta onlus

I Finanzieri hanno perquisito la sede della falsa Onlus sequestrando il materiale utilizzato per realizzare le truffe, tra cui tesserini falsi di associazioni assistenziali, opuscoli informativi e blocchetti di ricevute per il denaro raccolto. Sono stati poi sentiti come testi i responsabili di numerosi enti benefici – realmente operanti – i quali in alcuni casi hanno riconosciuto tra gli indagati qualche loro ex socio/volontario, che hanno denunciato per truffa per aver indebitamente raccolto somme di denaro senza autorizzazione.

Due arresti e 36 soggetti indagati

I militari della Guardia di Finanza di Monza hanno dato esecuzione, questa mattina martedì 22 gennaio, a un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Milano nei confronti di due persone, residenti in provincia di Monza e Brianza, indagate per associazione a delinquere, truffa e sostituzione di persona. Gli arrestati – già noti, tra l’altro, per vicende di falso e truffa – erano a capo di una organizzazione criminale finalizzata alla truffa nel settore delle false associazioni benefiche, cui hanno partecipato altre 36 persone indagate nell’operazione denominata “CUORE FALSO”.

Un sistema criminale ben collaudato

L’attività investigativa ha fatto emergere l’esistenza, da diversi anni, di un sistema criminale, organizzato e ben collaudato, finalizzato a lucrare su attività di falso volontariato: i circa 40 indagati, simulando di appartenere ad associazioni caritatevoli, raccoglievano denaro in luoghi densamente frequentati (davanti ad ospedali, teatri, fiere, stazioni ferroviarie, centri commerciali, ecc.), carpendo la buona fede dei donatori. I soldi spillati venivano poi trattenuti dai truffatori per scopi personali e spesi addirittura per effettuare scommesse nelle sale slot.

Oltre 110mila i proventi illeciti

Nel tempo gli indagati hanno perfezionato il meccanismo illecito, fingendosi prima volontari di associazione benefiche realmente esistenti, per poi costituire nel 2015 quella di Limbiate, con una denominazione (“Un cuore per tutti contro l’emarginazione”) analoga a quello di una vera Onlus da anni operante a sostegno dei bambini affetti da patologie cardiache. Lo scopo dei truffatori era chiaramente quello di eludere i controlli delle Forze dell’ordine sul territorio e trarre in inganno i donatori. Ammontano ad oltre 110.000 euro i proventi illeciti della falsa beneficenza quantificati dalle Fiamme Gialle.

IL GIORNALE DI MONZA 

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